Dieselgate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Il cosiddetto Dieselgate o scandalo sulle emissioni ha riguardato la scoperta della falsificazione delle emissioni di vetture muniti di motore diesel venduti negli Stati Uniti d'America e in Europa.

I veicoli coinvolti sul banco di prova avevano emissioni in linea con le prescrizioni legali statunitense grazie al software della centralina appositamente modificato per essere in grado di ridurre le emissioni a scapito di altre prestazioni durante i test di omologazione, migliorando le prestazioni a scapito dei vincoli ambientali durante il normale funzionamento.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Emissioni di ossido d'azoto (NOx) misurate su strada, per costruttore e cilindrata[1]

     Emissioni medie di NOx (g/km)

     Limite di emissioni di NOx previsto dalla norma Euro VI NOx (g/km)

Venerdì 18 settembre 2015 l'EPA (United States Environmental Protection Agency) ha comunicato che la casa automobilistica Volkswagen ha illegalmente installato un software di manipolazione progettato per aggirare le normative ambientali sulle emissioni di NOx e di inquinamento da gasolio: secondo il comunicato il software avrebbe rilevato il momento in cui le vetture sono sottoposte ai test di emissioni per ridurre le prestazioni e le emissioni consentendo per superare pienamente le prove. In condizioni di guida normali le autovetture avrebbero superato di 40 volte il limite consentito dalla legge per quanto riguarda l'inquinamento.[2] Il governo statunitense ha ordinato di recuperare quasi 500.000 vetture dotate del TDI, il motore diesel incriminato.[3]

Effetti in borsa e conseguenze legali[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di questo scandalo nei giorni immediatamente successivi il titolo della Volkswagen ha avuto pesanti perdite e l'amministratore delegato Martin Winterkorn ha rassegnato le dimissioni il giorno 23 settembre 2015.[4] Il suo posto è stato preso da Matthias Müller, già alla guida della Porsche.[5]

Il 7 gennaio 2017 viene arrestato in Florida Oliver Schmidt, dirigente per la Volkswagen negli USA, con l'accusa di frode in relazione alla vicenda.[6][7]

A luglio 2017 Giovanni Pamio ex manager di Audi, controllata dal gruppo Volkswagen, viene accusato negli Usa di associazione a delinquere in truffa e violazione delle leggi ambientali ed arrestato in Germania per truffa e pubblicità ingannevole.[8]

Il 26 agosto 2017 James Robert Liang venne condannato a 40 mesi di carcere negli Stati Uniti più una multa di 20.000 dollari.[9]

Questo scandalo ha portato anche al blocco dell'omologazione dei modelli incriminati, come nel caso della Porsche Cayenne 3.0 TDI in Svizzera.[10]

Anche i motori a benzina[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'ammenda di 14,7 miliardi di dollari imposto al gruppo Volkswagen per i motori diesel, anche l'Audi viene colta nella manipolazione di alcuni motori dalla California Air Resources Board (CARB). Questa volta si tratta di veicoli a benzina con cambio automatico che hanno un sistema d'elusione differente, ma capace comunque di influire sulle misurazioni delle emissioni di CO2 e ossidi di azoto in fase di omologazione e che si attiva in base all'angolo di sterzo del volante; questo sistema su ammissione di Volkswagen "può portare a risultati incorretti e non riproducibili"[11]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente l'attenzione venne spostata anche su altri costruttori quali FCA e Renault sui quali si sospettano comportamenti anomali e per i quali si è avviata un'indagine.[12]

Dopo che vennero alla luce problemi sulle emissioni da parte di molti costruttori tedeschi soprattutto del gruppo Volkswagen, problemi come serbatoi di AdBlue sottodimensionati e sottoutilizzati oltre alle centraline che rilevano e modificano i parametri di funzionamento del motore in condizione di prova, a luglio 2017 l'Antitrust dell’Unione Europea ha iniziato le indagini su un possibile cartello tra Volkswagen, Daimler, BMW, Audi e Porsche, anche se quest'ultima si è fermamente opposta a tali sospetti, e anzi ha espresso in modo molto forte come sia stata ingannata, in quanto i modelli sotto accusa utilizzavano motorizzazioni Audi[13], questo evento ha portato Porsche alla richiesta di 200 milioni di risarcimento ad AUDI.[14]
Agli inizi di agosto l'accordo tra produttori e governo prevede l'aggiornamento software delle centraline dei mezzi che presentano questi escamotage, molto più economico rispetto al richiamo e sostituzione di componenti meccanici, e alimentare il fondo per la “mobilità sostenibile”[15]

A settembre 2017 un'analisi secondo le normative recenti e la guida effettiva ha mostrato come tutti i costruttori non rispettassero i limiti imposti, con le case tedesche che avevano ridotto di molto gli sforamenti di NOx, mentre le auto di FCA e Renault sono risultate le più inquinati, mettendo in evidenza come le soluzioni attuate dalle case tedesche abbiano ridotto lo sforamento dei modelli incriminati.

Test sugli NOX: Renault la peggiore, FCA penultima

Class Action[modifica | modifica wikitesto]

Il 25 maggio 2017 il Tribunale di Venezia ha dichiarato ammissibile la class action promossa dall’associazione di consumatori Altroconsumo. Per chi ha acquistato dal 15 agosto 2009 al 26 settembre 2015 un'auto del Gruppo VW, Audi, Seat e Skoda con motore EA189 Euro 5 fino al 1 ottobre 2017 è stato possibile partecipare all'azione collettiva che si propone di richiedere un risarcimento pari al 15% del valore di acquisto delle auto. La prima udienza è fissata per il 6 dicembre 2017.[16][17]

Coinvolgimento di Audi[modifica | modifica wikitesto]

Il 18 giugno 2018 viene arrestato dalla polizia tedesca l'amministratore delegato di Audi, Rupert Stadler[18]

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Il processo, affidato al tribunale regionale di Braunschweig, inizia nel settembre 2018 e si tiene presso il centro congressi in quanto il tribunale non ha lo spazio sufficiente per ospitare i rappresentanti dei 1.670 ricorsi.[19] Un gruppo di investitori, con a capo il fondo americano Elliott, ha chiesto a Volkswagen 9 miliardi di euro perché, sostiene, il giorno successivo allo scoppio dello scandalo il titolo ha perso il 40% del valore che nel 2018 non è stato ancora recuperato.[19] Volkswagen ha già sostenuto costi legali per 27 miliardi.[19]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefano Valentino, Come ti aggiro le norme europee, in MobileReporter/VoxEurop/EDJNet, 18 giugno 2018. URL consultato il 27 agosto 2018.
  2. ^ Informazioni tratte dal comunicato stampa emesso dall'EPA Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive.
  3. ^ Usa, richiamate 500mila auto Volkswagen, in Rai News, 18 settembre 2015 (archiviato dall'url originale il 21 ottobre 2015).
  4. ^ www.ilsole24ore.com
  5. ^ http://www.lastampa.it/2015/09/25/economia/ecco-chi-mueller-il-nuovo-boss-volkswagen-66wMCoZfuO6qGTQZt0Z30M/pagina.html
  6. ^ Paolo Griseri, Volkswagen, arrestato negli Usa il responsabile delle irregolarità sulle emissioni, in repubblica.it, 9 gennaio 2017. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  7. ^ (EN) ADAM GOLDMAN, HIROKO TABUCHI and JACK EWING, F.B.I. Arrests Volkswagen Executive on Conspiracy Charge in Emissions Scandal, in nytimes.com, 9 gennaio 2017. URL consultato il 9 gennaio 2017.
  8. ^ Vw, manager italiano arrestato per il dieselgate
  9. ^ Dieselgate, prima condanna: 40 mesi di carcere all’ex ingegnere Volkswagen
  10. ^ Dieselgate, la Svizzera vieta alla Porsche di immatricolare il Cayenne
  11. ^ Audi, Volkswagen ammette l’uso di un software che modifica emissioni auto con cambio automatico
  12. ^ Emissioni, Berlino chiede il pugno duro su Fca. Calenda: "Pensino a Volkswagen", in Repubblica.it, 15 gennaio 2017. URL consultato l'8 febbraio 2017.
  13. ^ “Cupola” dell’auto e dieselgate, la Germania sopra le regole
  14. ^ Dieselgate, risarcimento milionario anche in Europa. a un cliente speciale
  15. ^ Germania, accordo Case-governo: "5,3 milioni di richiami software"
  16. ^ Altroconsumo Dieselgate FAQ
  17. ^ Il Sole 24 Ore Class Action in Italia
  18. ^ Dieselgate, la polizia tedesca ferma il numero uno dell'Audi, in Repubblica.it, 18 giugno 2018. URL consultato il 18 giugno 2018.
  19. ^ a b c Dieselgate, via al processo che potrebbe costare 9 miliardi di euro, su repubblica.it, 10 settembre 2018. URL consultato il 12 settembre 2018.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]