Helmut Kohl

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Helmut Kohl
Helmut Kohl 1989.jpg

Cancelliere federale della Germania
Durata mandato 1º ottobre 1982 –
27 ottobre 1998
Presidente Karl Carstens
Richard von Weizsäcker
Roman Herzog
Predecessore Helmut Schmidt
Successore Gerhard Schröder

Presidente del Consiglio europeo
Durata mandato 1º gennaio 1988 –
30 giugno 1988
Predecessore Poul Schlüter
Successore Andreas Papandreou

Durata mandato 1º luglio 1994 –
31 dicembre 1994
Predecessore Andreas Papandreou
Successore François Mitterrand

Presidente dell'Unione Cristiano-Democratica
Durata mandato 1973 –
1998
Predecessore Rainer Barzel
Successore Wolfgang Schäuble

Ministro presidente della Renania-Palatinato
Durata mandato 19 maggio 1969 –
2 dicembre 1976
Predecessore Peter Altmeier
Successore Bernhard Vogel

Parlamentare del Bundestag
Durata mandato 1976 –
2002

Dati generali
Partito politico CDU
Titolo di studio Laurea in Scienze Politiche e Storia,
Dottorato in Storia dei Partiti Politici
Università Università di Heidelberg
Professione storico
Firma Firma di Helmut Kohl

Helmut Josef Michael Kohl (Ludwigshafen am Rhein, 3 aprile 1930[1]Ludwigshafen am Rhein, 16 giugno 2017) è stato un politico e storico tedesco.

Cancelliere della Germania dal 1º ottobre 1982 al 27 ottobre 1998. Fino al 3 ottobre 1990, data dell'unificazione delle due Germanie, fu cancelliere della sola Germania occidentale, poi della Germania unita. È stato anche leader del partito dell'Unione Cristiano-Democratica (CDU) dal 1973 al 1998.

Nel 1970 Helmut Kohl fu uno dei più giovani politici della CDU e presidente del suo partito, nel 1969 per la prima volta ebbe un ruolo nell'opposizione.

Con 16 anni di permanenza in carica Helmut Kohl fu il più longevo Cancelliere della storia dopo Otto von Bismarck, e di gran lunga il più lungo di qualsiasi Cancelliere democraticamente eletto. Kohl ha supervisionato la fine della Guerra fredda, ed è ampiamente considerato come il principale artefice della Riunificazione tedesca. Insieme con il presidente francese François Mitterrand, Kohl è anche considerato l'architetto del Trattato di Maastricht, trattato che ha istituito l'Unione Europea (UE).[2]

Venne d" Dai presidenti degli Stati Uniti George H. W. Bush[3] e Bill Clinton[4], venne descritto come "il più grande leader europeo della seconda metà del XX secolo".

Ha progettato con decisione il processo di riunificazione con la Germania Est. Controverso rimase lo scandalo delle donazioni al partito, dopo la divulgazione di cui perse la presidenza onoraria nel 2000, anno in cui Kohl ricevette numerosi premi nazionali e internazionali. Dalla fine della sua carriera politica Kohl è divenuto un lobbista, ricoprendo diverse posizioni nel mondo degli affari, tra le quali, per il Credit Suisse e per KirchMedia.[5] Fu inoltre fondatore di una società di strategia politica.

Note familiari[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Ludwigshafen nello stato federato della Renania-Palatinato, da una famiglia conservatrice, il padre era un ufficiale della finanza e la madre un'insegnante. Allo scoppio della seconda guerra mondiale, come tutti i giovani dell'epoca, segue un addestramento, ma non combatterà mai: la guerra finisce infatti prima che egli parta per il fronte. Nel 1960 sposa l'interprete Hannelore Renner[6] dalla quale avrà due figli, Walter (1963) e Peter (1965).[7][8] Hannelore è figlia di uno dei più grandi armatori tedeschi, molto vicino agli ambienti nazisti e fieramente antisemita. La donna sarà sua fedele compagna per 41 anni, sacrificando la propria vita in nome degli impegni statali del marito e dedicandosi a rappresentare l'altra perfetta metà della coppia politica.

Hannelore scrive persino a quattro mani con il marito un libro di ricette tedesche,[9][7] assecondando così la passione di Helmut per il buon vino e il buon cibo e in particolare per una ricetta della sua regione di origine: la Saumagen, pancia di scrofa alla renana. Questa passione di Kohl confermerà la sua immagine di politico semplice e bonario, che, all'inizio della sua carriera viene definito alla stregua di un provinciale. Il 5 luglio 2001 Hannelore fu trovata morta nella sua casa a Ludwigshafen. Si ritiene che la donna si sia tolta la vita dopo aver ingerito una dose eccessiva di sonniferi, probabilmente a causa dell'insofferenza alla sua dolorosa e rarissima allergia alla luce che le impediva di uscire al sole.[10] Si è poi risposato, nel 2008,[11] con Maike Richter, di 34 anni più giovane.[12]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Helmut Kohl con Sandro Pertini (1979)

La sua passione per la politica si manifesta molto presto: nel 1947 lavora nell'Unione Cristiano Democratica giovanile (CDU) della sua città.[13] Studia all'Università di Francoforte scienze politiche, storia e legge, conseguendo il dottorato in Storia ad Heidelberg.[14] Nel 1960 viene eletto nel parlamento locale della Renania Palatinato, dove ottiene cariche di crescente prestigio, fino a quando, nel 1969, viene eletto Ministerpräsident, grazie alla reputazione di capace amministratore, guadagnata piuttosto velocemente. Fu Ministerpräsident fino al 1976[15] quando divenne il candidato della CDU al cancellierato nelle elezioni federali del 1976, vinte dalla SPD. Divenne quindi leader dell'opposizione cristiano-democratica contro il governo allora retto dal cancelliere Helmut Schmidt (SPD).

Anche la sua ascesa nelle gerarchie del partito dei cristiano-democratico è fulminea: nel 1953 diventa dirigente regionale e nel 1954 vicepresidente.[7] A seguito della sconfitta elettorale del partito nel 1972, Helmut Kohl prende il posto dell'allora presidente, Reiner Barzel divenendo il nuovo presidente della CDU, carica che manterrà fino al 1998.[7] Il 1º ottobre 1982 il Partito Democratico Libero si ritirò dalla coalizione con il Partito Socialdemocratico tedesco, votando una mozione di sfiducia costruttiva che deponeva Schmidt per insediare come cancelliere Helmut Kohl. Nei primi giorni del suo governo, Kohl dovette affrontare la dura opposizione della sinistra tedesca: i suoi avversari si riferivano spesso a lui con lo sprezzante soprannome di "Birne" .[16][17]

Inizialmente Kohl diede appunto un'impressione di debolezza e goffaggine, ma non passò molto tempo prima che quest'impressione venisse superata grazie alla sua abilità politica. La politica messa in atto da Kohl fu sostanzialmente centrista e comprese tagli modesti al governo e un forte supporto agli impegni NATO sostenuti dalla Germania occidentale. Accettazione del dispiegamento dei missili NATO sul territorio tedesco, in cambio della firma di un fondamentale trattato Usa-Urss che prevede il ritiro degli euromissili appartenenti alle due nazioni. Il successo di questa politica viene ulteriormente confermato dalla vittoria nelle elezioni del 1987.[18]

Ministro-presidente della Renania-Palatinato[modifica | modifica wikitesto]

Venne rieletto deputato il 23 aprile 1967, mantenendo la presidenza. Due anni dopo, il 19 maggio 1969 venne nominato Ministro presidente della Renania-Palatinato a soli 39 anni, sostituendo Altmeier, in questa carica dal luglio 1947. Da tale posizione, trasforma in soli sette anni, La Renania-Palatina una regione dinamica. Prende poi la direzione di una coalizione nero-gialla con il Partito Democratico Libero (FDP).

Al Congresso federale della CDU del 17 novembre 1969 a Magonza, venne eletto vicepresidente federale con 392 voti su 476, rappresentando una maggioranza pari all' 82,4%. Nelle elezioni regionali del 21 marzo 1971, venne leader della CDU, conquistando il 49,9% dei voti e una maggioranza assoluta dei seggi con 53 deputati su 100. Fu la migliore performance del partito nel Land da venticinque anni a questa parte.

Cancelliere della Germania Ovest[modifica | modifica wikitesto]

Ascesa al potere[modifica | modifica wikitesto]

Kohl in un evento di campagna per le elezioni federali tedesche occidentali del 1983

Il 1º ottobre 1982 la CDU propose un voto di sfiducia costruttiva sostenuto anche dalla FDP. Tre giorni dopo, il Bundestag ha votato un nuovo governo di coalizione CDU / CSU-FDP, con Kohl cancelliere. Anche se l'elezione di Kohl venne realizzata secondo la Legge fondamentale della Repubblica Federale di Germania, questa ha suscitato qualche controversia. La FDP aveva progettato la sua campagna elettorale del 1980 facendo proprie alcune soluzioni tipiche della SPD, posizionando il Cancelliere Schmidt su alcuni dei loro manifesti di campagna. Vi erano anche dei dubbi sul fatto che il nuovo governo potesse ottenere il sostegno della maggioranza della popolazione. In risposta, il nuovo governo puntava alle nuove elezioni al più presto possibile. I sondaggi suggerivano che una maggioranza chiara fosse effettivamente raggiungibile. Poiché la legge fondamentale della Repubblica federale di Germania, consente solo la dissoluzione del parlamento dopo un moto di fiducia fallito, Kohl dovette fare un'altra mossa controversa: chiese il voto di fiducia solo un mese dopo aver giurato, perdendo intenzionalmente, in quanto i membri della sua coalizione si erano astenuti. Il presidente Karl Carstens ha poi sciolto il Bundestag alla richiesta di Kohl e ha chiamato a nuove elezioni.

La mossa fu controversa, poiché i partiti di coalizione negarono i loro voti allo stesso uomo che avevano eletto cancelliere un mese prima e che volevano rieleggiare dopo le elezioni parlamentari. Tuttavia, questa contraddizione venne condannata dalla Corte Costituzionale Federale tedesca, ma nuovamente applicata dal Cancelliere SPD, Gerhard Schröder nel 2005.

Secondo governo[modifica | modifica wikitesto]

Nelle elezioni federali del marzo 1983 Kohl ottenne una eccezionale vittoria elettorale. La CDU / CSU vinse con il 48,8%, mentre la FDP ottenne solo il 7,0%. Alcuni membri dell'opposizione del Bundestag hanno chiesto alla Corte Costituzionale federale di dichiarare l'intero procedimento anticostituzionale. Le loro richiesta gli venne negata, ma, in futuro, impose restrizioni a simili movimenti. Il secondo governo Kohl fece approvare diversi piani profondamente controversi, tra cui lo stazionamento dei missili a medio raggio della NATO, contro la grande opposizione del movimento pacifista.

Kohl e sua moglie Hannalore a Cologna nel 1983

Il 22 settembre 1984 Kohl incontrò il presidente francese François Mitterrand a Verdun, luogo dove avvenne una famosa battaglia, tra Francia e Germania, che si era svolta durante la prima guerra mondiale. Insieme hanno commemorato le morti di entrambe le guerre mondiali. La fotografia, che raffigurava la lunga stretta di mano, divenne un simbolo importante della riconciliazione franco-tedesca. Kohl e Mitterrand hanno sviluppato una stretta relazione politica, costituendo un motore importante per l'integrazione europea. Insieme, hanno posto le basi per progetti europei, come l'Eurocorps e l'Arte. Questa cooperazione franco-tedesca è stata vitale anche per importanti progetti europei, sia per il Trattato di Maastricht che per l'Euro.

Nel 1985 Kohl e il presidente Usa Ronald Reagan, nell'ambito di un piano per osservare il 40º anniversario della V-E Day, hanno accolto un'occasione per dimostrare la forza dell'amicizia esistente tra la Germania e il suo ex nemico. Durante una visita nel novembre 1984 alla Casa Bianca, Kohl ha chiesto a Reagan di unirsi a lui, in un cimitero militare tedesco, per simboleggiare la riconciliazione dei loro due paesi. Reagan ha visitato la Germania nell'ambito dell'undicesimo vertice dei G7 a Bonn, la coppia ha visitato sia il campo di concentramento di Bergen-Belsen il 5 maggio 1985 che il controverso cimitero militare tedesco di Bitburg.

Politiche nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Helmut Kohl nel 1986

La cancelleria di Kohl ha realizzato una serie di misure innovative. In Germania sono state introdotte estensioni in caso di disoccupazione per i richiedenti più anziani, mentre il beneficio per i giovani disoccupati è stato esteso fino all'età di 21 anni. Nel 1986 è stata introdotta un'indennità per l'istruzione dei figli per i genitori quando ne è stato impiegato almeno uno. Al personale informale sono stati offerti un'indennità di accompagnamento insieme agli incentivi fiscali, entrambi stabiliti con le riforme fiscali del 1990, anche garantite fino a 25 ore al mese di supporto professionale, integrato da quattro settimane di sollievo annuale per le vacanze. Nel 1984 è stato introdotto un regime di pensionamento anticipato che ha offerto incentivi ai datori di lavoro per sostituire i lavoratori anziani con i candidati al di fuori del registro dei disoccupati. Nel 1989 è stato introdotto un piano di pensionamento parziale in base al quale i lavoratori anziani possono lavorare a metà tempo e ricevere il 70% del loro precedente salario "e essere accreditati con il 90% del pieno diritto di assicurazione sociale". Nel 1984 è stato istituito un Fondo Madre e Bambino, che prevedeva sovvenzioni discrezionali "per prevenire aborti a causa di difficoltà materiali" e nel 1986 è stato introdotto un pacchetto di assistenza per l'infanzia di 10 miliardi di dollari[19], anche se secondo diversi studi quest'ultima Iniziativa è stata fortemente controbilanciata dai tagli.

Terzo governo[modifica | modifica wikitesto]

Il Cancelliere Kohl al Consiglio europeo nel 1987, incontro con il vice cancelliere e ministro degli esteri Hans-Dietrich Genscher

Dopo le elezioni federali del 1987 il candidato della SPD per la cancelleria fu il Ministro-presidente della Renania Settentrionale-Vestfalia, Johannes Rau.

Nel 1987 Kohl ospitò il leader tedesco dell'Est, Erich Honecker, il primo Capo di Stato tedesco orientale in Germania Ovest.[20] Questo è generalmente visto come un segno di perseguimento da parte di Kohl dell'Ostpolitik, una politica di distensione tra Oriente e Occidente, iniziata dai governi guidati dalla SPD, e fortemente opposta dalla CDU di Kohl, negli anni '70.

Cancelliere della Germania riunificata[modifica | modifica wikitesto]

Helmut Kohl nel 1990
Kohl padrone di casa al Summit del G7 a Monaco di Baviera nel 1992
Il Cancelliere Kohl e il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton nella Casa di Bach, il 14 maggio 1998

La riunificazione ha posto Kohl in una posizione momentaneamente inattaccabile. Nelle elezioni del 1990, le prime elezioni libere tedesche, giuste e democratiche dall'epoca della Repubblica di Weimar - Kohl, vinse sul candidato dell'opposizione e dal ministro presidente della Saarland, Oskar Lafontaine. Ha quindi formato il suo quarto governo.

Dopo le elezioni federali del 1994 venne nuovamente eletto con una maggioranza ridotta, sconfiggendo il ministro-presidente della Renania-Palatinato Rudolf Scharping. La SPD fu in grado di conquistare la maggioranza nel Bundesrat, limitando significativamente il potere di Kohl. Nella politica estera, ha avuto più successo, ad esempio, nell'ottenere Francoforte sul Meno come sede per la Banca centrale europea. Nel 1997 ha ricevuto il Premio Vision for Europe, per i suoi sforzi nell'unificazione dell'Europa.

Alla fine degli anni '90, la popolarità di Kohl era scesa a causa della crescente disoccupazione. Fu sconfitto con un ampio margine nelle elezioni federali del 1998 dal ministro-presidente della Bassa Sassonia, Gerhard Schröder.

Il più recente cancelliere Angela Merkel ha iniziato la sua carriera politica come protetta di Kohl e venne conosciuta negli anni '90 come "la ragazza di Kohl". Nel gennaio 1991 ha sollevato la già nota Merkel alla guida nazionale nominandola nel governo federale.

La Riunificazione tedesca[modifica | modifica wikitesto]

Kohl parla all'apertura ufficiale della Porta di Brandeburgo il 22 dicembre 1989

Il principale successo politico di Kohl - riconosciutogli da estimatori ed avversari - fu il modo sicuro e deciso con il quale ha guidato il processo di riunificazione della Germania, iniziato con la caduta del Muro di Berlino. Dopo che l'Unione Sovietica aveva abbandonato il suo pressante controllo sulla Germania Est, Kohl approfittando della debolezza dell'URSS ormai destinata al collasso, sollecitò, con sempre maggior forza, le procedure per l'unione delle due Germanie. Nel maggio del 1990 si conclude la trattativa con la Germania Est, che prevedeva la parificazione economica e monetaria tra le due nazioni e l'unificazione dei sistemi di governo. Ufficialmente la Germania Est scompare il 3 ottobre 1990.

Kohl in Polonia.

Come prima tappa della riunificazione, Kohl seguendo i princìpi della Ostpolitik, si recò, nel 1987, in visita di stato dal leader della Repubblica Democratica Tedesca Erich Honecker,[21] primo incontro ufficiale tra i capi di Stato delle due Germanie dalla fine della seconda guerra mondiale. È da ricordare che un incontro con Honecker l'aveva avuto anche Helmut Schmidt l'11 dicembre 1981, pochi mesi prima della caduta del suo governo.

Nel momento in cui venner rovesciato il comunismo nella Germania Est, Kohl persuase il governo sovietico ad accettare l'idea di una Germania riunificata sotto l'alleanza della NATO. Contemporaneamente, convinse il francese François Mitterrand a non opporsi, prospettandogli il ruolo di traino della nuova Germania verso il progetto di una maggiore integrazione europea[22].

Sull'onda della gioia per la riunificazione, Kohl stravince le prime elezioni della Germania riunificata nel 1990 riuscendo, dopo quattro anni, a vincere sul filo del rasoio anche le elezioni del 1994; ma i grandi problemi economici del dopo riunificazione, la disoccupazione galoppante e la mancanza di riforme necessarie per il paese decretano la sua sconfitta nelle elezioni del 1998 con la schiacciante vittoria del SPD del suo leader Gerhard Schröder. Dopo questa sconfitta Kohl abbandona la carica di cancelliere il 27 ottobre 1998.

Kohl rimane comunque il secondo più duraturo Cancelliere della Germania dopo Otto von Bismarck, che governò per 19 anni, avendo governato la Germania dal 1º ottobre 1982 al 27 ottobre 1998. Dopo aver lasciato il cancellierato Kohl conserva la presidenza onoraria della CDU. Però gli scandali legati alle varie accuse per aver gestito dei fondi neri del partito lo costringeranno ad abbandonare, nel 2000, anche la presidenza onoraria. Nonostante la sconfitta elettorale del 1998 sembrò decretare il fallimento del progetto di riunificazione tedesca, col passare degli anni anche molti avversari politici riconobbero a Kohl il coraggio di credere nella possibilità di rinforzare il debole apparato economico della Germania Orientale introducendovi le regole del libero mercato e soprattutto grazie a un forte apporto di capitali e investimenti.[senza fonte]

Lo scandalo dei fondi al partito[modifica | modifica wikitesto]

Kohl con Vladimir Putin nel 2000

A dispetto dei suoi successi, l'eredità politica di Kohl è stata gravemente danneggiata da uno scandalo riguardante il finanziamento del suo partito, scandalo iniziato nel 1999 quando venne scoperto che la CDU riceveva, sotto la sua leadership, fondi illegali. Le indagini del Parlamento tedesco sulla provenienza dei fondi illegali della CDU, la maggior parte dei quali depositati in conti bancari a Ginevra, rivelarono due fonti: vendite di carri armati all'Arabia Saudita, e una maxi-tangente da 40 milioni di euro pagata dall'allora governo francese di François Mitterrand per l'acquisto di una compagnia petrolifera della Germania Est da parte dell'azienda parastatale ELF Aquitaine, di cui 15 milioni sarebbero stati versati direttamente alla CDU come aiuto per la campagna elettorale di Kohl del 1994. Oltre 300 milioni di marchi tedeschi in fondi illegali furono scoperti in depositi nel cantone di Ginevra.

Kohl stesso affermò che la ELF Aquitaine aveva offerto un massiccio investimento nell'industria chimica della Germania Est insieme con l'assorbimento di 2000 stazioni di rifornimento tedesche formalmente possedute dalla compagnia petrolifera nazionale Minol. L'ELF Aquitaine venne accusata di aver illegalmente finanziato la CDU su ordine di Mitterrand. Nel 2003 fu reso noto che a Helmut Kohl furono pagati 300.000 marchi da Leo Kirch,[7] proprietario di un canale televisivo privato, per un contratto consultivo. La questione era molto delicata, considerando il fatto che Kirch costruì il suo impero televisivo privato grazie alle riforme promosse da Helmut Kohl negli anni ottanta.

Personalità e ritratti multimediali[modifica | modifica wikitesto]

Kohl ha affrontato la rigida opposizione dalla sinistra politica tedesca occidentale e venne deriso per la sua statura fisica, la presunta provincialità, il linguaggio semplicistico e il dialetto locale. Simile ai cartoni storici francesi di Luigi Filippo di Francia, Hans Traxler ha descritto Kohl come una pera nella rivista satirica di sinistra Titanic. La parola tedesca Birne ("pera") divenne un soprannome diffuso e simbolo del cancelliere.

Comici come Thomas Freitag e Stefan Wald imitavano il cancelliere, e anche diversi libri furono venduti con scherzi riscritti con Kohl che appariva quale "stupido protagonista". Quando Khol morì, il giornale di sinstra TAZ ha redatto una pagina che mostra un set da fiore tipico per i funerali, con una pera. Dopo le proteste, il direttore si è scusato.

Il biografo Hans Peter Schwarz nomina cinque problemi del candidato Kohl allora quarantaseienne : non conosce i complicati rapporti nella fazione del Bundestag, è senza esperienza internazionale, senza profonda conoscenza dell'economia, ma ha anche: mancanza di carisma e è senza accettazione culturale nel nord della Germania.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Famiglia di Helmut Kohl[modifica | modifica wikitesto]

Hannelore Kohl moglie di Helmut Kohl, con cui era sposato dal 1960 fino alla sua morte nel 2001

Il 27 giugno 1960, Kohl si sposò con Hannelore Renner, dopo aver già chiesto la sua mano nel 1953, ritardando la cerimonia finché non fosse finanziariamente stabile. Entrambi si erano conosciuti nel 1948, quando si sono incontrati in una scuola di ballo. Ebbero due figli, Walter Kohl (nato nel 1963) e Peter Kohl (nato nel 1965). Hannelore Kohl aveva studiato lingue e parlava correntemente francese e inglese. Durante la carriera politica di suo marito, svolgeva il ruolo di suo consigliere personale, soprattutto all'estero. Era una sostenitrice solidale sia della riunificazione tedesca, ancor prima che fosse fattibile, che dell'alleanza alla NATO della Germania con gli Stati Uniti.

Entrambi i figli sono stati educati negli Stati Uniti, rispettivamente all'Università di Harvard e al MIT. Walter Kohl ha lavorato come analista finanziario presso Morgan Stanley a New York e successivamente ha fondato nel 1999, insieme a suo padre, una società di consulenza. Peter Kohl ha lavorato a Londra, per molti anni, come banchiere d'investimento. Walter Kohl si è sposato in prime nozze con l'accademica Christine Volkmann, esperta in amministrazione aziendale, ed hanno un figlio Johannes Kohl. In seconde nozze si è sposato con la coreana Kyung-Sook. Peter Kohl è sposato con la figlia di un ricco industriale turco Elif Sözen, banchiere d'investimento turco, e hanno una figlia Leyla Kohl, nata nel 2002.[23]

Il 5 luglio 2001 la moglie, Hannelore, si suicidò; Per molti anni aveva sofferto di fotodermia.

Helmut Kohl
Cancelliere della Germania
Hannelore Kohl
Christine Volkmann
Walter Kohl
Kyung-Sook Kohl
Peter Kohl
Elif Sözen-Kohl
Johannes Kohl
Leyla Kohl

Secondo e controverso matrimonio (2008-2017)[modifica | modifica wikitesto]

Helmut Kohl con la sua seconda moglie Maike Kohl-Richter nel 2009

Mentre era in ospedale nel 2008, dopo aver subito gravi traumi alla testa, Kohl, settantottenne , sposò Maike Richter, ex dipendente della Cancelleria di 44 anni. Durante tutta la durata di questo matrimonio, Kohl soffrì di danni celebrali: era a malapena in grado di parlare, e si muoveva su una sedia a rotelle. Secondo suo figlio, Peter, il padre non aveva intenzione di sposarsi con la Richter e lo aveva dichiarato chiaramente; "Poi è avvenuto l'incidente e una perdita di controllo", suggerendo che la Richter avesse forzato il padre, allora seriamente malato, per sposarla. La Richter è stata fortemente criticata in Germania, sia dai figli di Kohl, che dagli ex amici e dai media tedeschi.[24] Dopo il suo nuovo matrimonio, Kohl venne isolato sia dai suoi due figli che dai nipoti. I figli affermarono che il padre era tenuto dalla nuova moglie, "come un prigioniero". Ai suoi figli e nipoti fu anche impedito di vederlo negli ultimi sei anni della sua vita. Nella biografia di sua madre, Peter Kohl ha scritto che l'unica volta che aveva visitato l'appartamento della Richter, che descriveva come "un museo privato di Helmut Kohl" pieno di fotografie e manufatti ovunque, gli "sembrava il risultato di una meticolosa raccolta di reliquie per l'adorazione dell'eroe, come le conosciamo dai rapporti sugli stalkers".[25] Il biografo di Kohl, Heribert Schwan, descrive la Richter come "più che conservatrice, piuttosto nazionalista tedesca"[26] Fu uno scandalo, quando la Richter ha negato ai figli e i nipoti di Kohl di entrare nella casa del padre, dopo la morte di Kohl.[27] La Richter è stata anche criticata per aver tentato di organizzare in esclusiva il funerale del marito, cercando di impedire alla cancelliera Merkel di parlare alla cerimonia a Strasburgo. La Richter voleva che in quell'occasione parlasse il controverso primo ministro ungherese Viktor Orbán, che ha criticato ferocemente le politiche dei rifugiati della Merkel.[senza fonte]

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2007 Kohl ha dovuto subire diverse operazioni.[28] Difficilmente poteva parlare dopo il trauma cranico a causa di una caduta nel febbraio 2008.[29] Nelle apparizioni pubbliche, usava una sedia a rotelle.

Nel luglio 2009 Kohl ha preso in mano le redini nella Fondazione Hannelore-Kohl, fondata dalla moglie defunta. Giustificava ciò affermando che la fondazione era dominata da persone "che non erano in alcun modo legate alla sua defunta moglie".[30]

Nel luglio 2013 Helmut Kohl e Guido Westerwelle furono testimoni della partnership dell'avvocato di Kohl Stephan Holthoff-Pförtner.[31]

Morte e funerale[modifica | modifica wikitesto]

Tomba di Helmut Kohl nel Vecchio cimitero di Spira

Kohl è morto il 16 giugno 2017 nella propria abitazione a Ludwigshafen.[32]

Il 1º luglio 2017 Kohl venne premiato come la prima personalità nella storia a ricevere un formale "atto di lutto dell'UE", che il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha descritto come "atto statale".[33] Oltre a Juncker erano presenti anche il presidente del Parlamento europeo, a Strasburgo, Antonio Tajani, il presidente del Consiglio dell'Unione europea Donald Tusk, la cancelliera Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron, l'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, ed il primo ministro russo Dmitri Medvedev. La bara di Kohl giunse alla cattedrale di Spira da Ludwigshafen. Dopo un grande onore militare, Kohl venne sepolto nel cimitero della cattedrale.[34]

Kohl ha ricevuto anche un tributo da un atto di governo, come tutti i suoi predecessori deceduti in Germania, ma fu respinto dalla vedova. Il 22 giugno 2017 al Bundestag tedesco si è svolta una cerimonia di commemorazione, durante la quale ha preso la parola il presidente del Bundestag Norbert Lammert. Subito dopo la morte di Kohl il dissenso familiare fu subito notato nei media.[35] Il giorno del funerale, i due figli di Kohl non erano presenti, né a Strasburgo, né alla cattedrale di Speyer.[36]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 3 giugno 1977[56]
Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine della Regina Jelena - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce del Grand'Ordine della Regina Jelena
— 2006
Medaglia Presidenziale della Libertà (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia Presidenziale della Libertà (Stati Uniti)
— 1999
Cavaliere di Gran Croce (modello speciale) dell'Ordine al Merito di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce (modello speciale) dell'Ordine al Merito di Germania
— 29 settembre 1998
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Bianca (Polonia)
— 27 aprile 1998
Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per la cooperazione internazionale (Spagna)
— 1996
Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine al Merito dello Stato di Baden-Wuerttemberg
— 24 aprile 1999

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (DE) Heribert Schwan e Rolf Steininger, Helmut Kohl: Virtuose der Macht, Mannheim, Artemis & Winkler, 2010, ISBN 3-538-07272-8, OCLC 643066786. URL consultato il 7 maggio 2017.
  2. ^ Manlio Pisu, L'Europa di Maastricht nasceva 25 anni fa, un momento decisivo per la nostra storia recente, Il Sole 24 ORE, 22 gennaio 2016. URL consultato il 18 giugno 2017.
  3. ^ (EN) George H. W. Bush, Helmut Kohl, Time. URL consultato il 17 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 19 settembre 2008).
    «I view him as the greatest European leader of the second half of the 20th century.».
  4. ^ (EN) Clinton praises Germany's Kohl at Berlin award, Deutsche Presse-Agentur - Monsters and Critics, 16 maggio 2011. URL consultato il 17 giugno 2017 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2011).
    «the most important European statesman since the Second World War».
  5. ^ Morto il cancelliere tedesco Helmut Kohl, papà dell'Unione Europea: ha "inventato" Angela Merkel, Libero (quotidiano), 16 giugno 2017. URL consultato il 16 giugno 2017.
  6. ^ (DE) Helmut Josef Michael Kohl, Konrad-Adenauer-Stiftung. URL consultato il 17 giugno 2017.
  7. ^ a b c d e È morto Helmut Kohl all'eta di 87 anni, corriere Quotidiano, 16 giugno 2017. URL consultato il 18 giugno 2017.
  8. ^ (DE) Klaus Brinkbäumer, Almut Hielscher, Carsten Holm, Jürgen Leinemann, Udo Ludwig, Hartmut Palmer, Sven Röbel, Rüdiger Scheidges e Barbara Schmid, „Ich verbrenne von innen“, Der Spiegel, 9 luglio 2001. URL consultato il 19 giugno 2017.
  9. ^ Kohl: presentato il suo libro di ricette, Adnkronos, 16 gennaio 1996. URL consultato il 18 giugno 2017.
  10. ^ La moglie di Kohl si è suicidata, la Repubblica (quotidiano), 5 luglio 2001. URL consultato il 18 giugno 2017.
  11. ^ (DE) Die Frau, die nie richtig Familie Kohl war, Die Welt, 18 giugno 2017. URL consultato il 19 giugno 2017.
  12. ^ Addio Helmut Kohl, padre della riunificazione tedesca, L'Espresso, 16 giugno 2017. URL consultato il 19 giugno 2017.
  13. ^ (EN) Helmut Kohl, Enciclopedia Britannica, 16 giugno 2017. URL consultato il 18 giugno 2017.
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