Dmitrij Anatol'evič Medvedev

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Dmitrij Anatol'evič Medvedev
Дмитрий Анатольевич Медведев
Dmitry Medvedev, September 2016.jpeg

Primo ministro della Federazione Russa
In carica
Inizio mandato 8 maggio 2012
Presidente Vladimir Putin
Predecessore Vladimir Putin

Presidente della Federazione Russa
Durata mandato 7 maggio 2008 –
7 maggio 2012
Predecessore Vladimir Putin
Successore Vladimir Putin

Segretario del Consiglio dei Ministri dell'Unione Russia-Bielorussia
In carica
Inizio mandato 18 luglio 2012
Predecessore Vladimir Putin

Leader di Russia Unita
In carica
Inizio mandato 30 maggio 2012
Predecessore Vladimir Putin

Vice Primo ministro della Federazione Russa
Durata mandato 14 novembre 2005 –
12 maggio 2008
Predecessore Michail Michajlovič Kas'janov
Successore Igor Ivanovich Shuvalov

Dati generali
Partito politico Russia Unita (dal 2012)[1]
Indipendente (1991-2012)
PCUS (fino al 1991)[2]
Università Università Statale di San Pietroburgo
Firma Firma di Dmitrij Anatol'evič MedvedevДмитрий Анатольевич Медведев

Dmitrij Anatol'evič Medvedev (in russo: Дмитрий Анатольевич Медведев? ascolta[?·info]; Leningrado, 14 settembre 1965) è un politico e imprenditore russo. Dal 7 maggio 2008 al 7 maggio 2012 ha ricoperto la carica di presidente della Federazione Russa[3]. Dall'8 maggio 2012 è Primo Ministro.

Nato in una famiglia di accademici, Medvedev si è laureato all'Università di Stato di Leningrado in legge nel 1987. Medvedev lavorò quindi come docente nella sua alma mater dal 1990 quando venne rinominata Università Statale di San Pietroburgo dove insegnò diritto civile e romano sino al 1999. La carriera politica di Medvedev ebbe inizio come manager per la campagna elettorale del sindaco di San Pietroburgo, Anatoly Sobchak, periodo durante il quale strinse anche un saldo legame di amicizia con Vladimir Putin.

Nel novembre del 1999, Medvedev venne convocato per la prima volta nello staff presidenziale russo e diresse nel 2000 la campagna elettorale di Putin.

Il 14 novembre 2005 Medvedev venne nominato vice primo ministro rimanendo in carica sino al 2008. Il 10 dicembre 2007 venne informalmente investito della carica di candidato alle presidenziali russe successive per quattro partiti diversi: Russia Unita, Lontana Russia, Partito Agrario Russo e Potere Civile, ottenendo la nomina ufficiale il 17 dicembre 2007 dal Partito della Russia Unita. La candidatura di Medvedev venne annunciata personalmente dal presidente Putin dando grande popolarità a questo gesto. Le elezioni presidenziali tenutesi il 2 marzo 2008 videro Medvedev vincere con il 70,28% dei voti.

Medvedev decise di non ricandidarsi per un secondo mandato, ma venne nominato primo ministro dal successivo presidente Vladimir Putin, che vinse quelle del 2012. Il 26 maggio 2012, Medvedev venne nominato leader del Partito della Russia Unita.[4]

Ritenuto ancora più liberale del suo predecessore, ai primi punti della sua agenda presidenziale Medvedev mise un programma di modernizzazione dell'economia e della società russa, in particolare staccandola dalla tradizionale dipendenza dal commercio di petrolio e gas naturale. Durante la presidenza di Medvedev, la Russia risultò vittoriosa nella Guerra russo-georgiana e si riprese dalla Grande Recessione. Riconoscendo un alto tasso di corruzione in tutta la Russia, Medvedev lanciò la prima grande campagna anti-corruzione nazionale con un sostanziale rafforzamento delle leggi in materia.

In politica estera, i successi di Medvedev si sono concretizzati nella firma del New START, un "reset" per le relazioni russo-americane, pesantemente danneggiate dalla guerra della Russia con la Georgia, incrementando così la cooperazione della Russia con gli altri paesi della NATO e permettendole di entrare nella World Trade Organization (WTO) nel 2011.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Dmitry Medvedev nel 1967 all'età di 2 anni

Dmitrij Anatol'evič Medvedev nacque a Leningrado il 14 settembre 1965, unico figlio di Anatolij Afanas'evič Medvedev e Julija Veniaminovna Medvedeva, nata Šapošnikova. Suo padre era ingegnere chimico insegnante all'Istituto di Stato di Tecnologia di Leningrado, mentre sua madre aveva studiato lingue all'Università di Voronezh ed insegnava russo all'Università Pedagogica di Stato di Herzen, venendo successivamente assunta come guida turistica al Palazzo Pavlovsk. I Medvedev vivevano in un appartamento di 40 m² al n.6 di Via Bela Kun nel distretto di Kupchino di Leningrado. I suoi nonni erano invece di origini ucraine, della regione di Belgorod.

Ancora bambino, Medvedev manifestò già il proprio interesse per i libri e una straordinaria propensione allo studio, o come ebbe a descriverlo la sua stessa insegnante elementare Vera Smirnova "curioso e desideroso di conoscenza". Interessatosi da sempre alle scienze naturali, manifestò sin dalla scuola primaria un certo interesse per la paleontologia giungendo poi a interessarsi di chimica durante l'adolescenza, incontrando tra l'altro proprio a scuola la sua futura moglie, Svetlana Linnik.

Gli studi e la carriera accademica[modifica | modifica wikitesto]

Medvedev nel 1982 si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Leningrado dove si lureò e dove nel 1987 insieme a Il'ja Eliseev, Anton Aleksandrovič Ivanov, Nikolaj Vinničenko e Konstantin Čujčenko, e nel 1990 conseguì un dottorato in diritto privato. Proprio durante gli anni dell'università[5], quando pure aveva considerato di intraprendere un percorso di studi nell'ambito delle lingue, Medvedev iniziò ad interessarsi di costumi internazionali e soprattutto di musica, divenendo un grande fan delle principali band rock inglesi dell'epoca tra cui i Black Sabbath, Led Zeppelin ed i Deep Purple, oltre a dedicarsi attivamente allo sport, in particolare al sollevamento pesi.

Nel 1990 ha lavorato all'Agenzia municipale sovietica per il petrolio di Leningrado. Tra il 1991 e il 1999 è stato docente nell'Università in cui si è laureato, denominata Università statale di San Pietroburgo. Dal 1991 al 1996 è stato fra gli esperti del Comitato per le relazioni esterne dell'ufficio del sindaco di San Pietroburgo, presieduto da Vladimir Putin.

Nel novembre del 1993 Medvedev ha gestito l'ufficio legale della Ilim Pulp, società con sede a San Pietroburgo. Nel 1998 è stato eletto membro del Consiglio di amministrazione della cartiera Bratskij LPK.

È sposato con Svetlana Vladimirovna Medvedeva e ha un figlio Il'ja, nato nel 1995.[6]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre del 1999 è diventato uno dei tanti amministratori di San Pietroburgo portati ai vertici dello Stato da Vladimir Putin. A dicembre dello stesso anno è stato nominato capo delegato dello staff presidenziale. Dmitrij Medvedev è diventato uno dei politici più vicini al presidente Putin durante le elezioni del 2000, quando è stato posto a capo del quartier generale della campagna elettorale. Dal 2000 al 2001, e poi nuovamente dal giugno 2002 all'ottobre 2003 ha presieduto il consiglio di amministrazione di Gazprom. Nell'ottobre del 2003 è stato nominato a capo dello staff presidenziale prendendo il posto di Aleksandr Vološin.

Nel novembre 2005 è stato nominato da Putin vice-primo ministro, presidente del Consiglio per lo sviluppo dei progetti prioritari nazionali e presidente del Presidio del Consiglio. Attualmente, egli è il primo ministro della federazione russa dall'8 maggio 2012.

Presidente della Russia (2008-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato scelto come candidato alle elezioni presidenziali in Russia del 2008 dal partito del precedente presidente Putin, Russia Unita, è stato eletto come successore di quest'ultimo, sostenuto indirettamente anche da altre forze politiche, entrando in carica il 7 maggio.

Installazione[modifica | modifica wikitesto]

Il giuramento del presidente Medvedev al palazzo del Cremlino il 7 maggio 2008

Il 7 maggio 2008, Dmitrij Medvedev tenne il suo giuramento come terzo presidente della Federazione Russa in una cerimonia svoltasi al Cremlino di Mosca.[7] Dopo il giuramento e la ricezione del collare d'oro dell'Ordine di Sant'Andrea, egli dichiarò:[8]

« "Credo che la cosa più importante che io possa fare sia proteggere le libertà civili ed economiche... Dobbiamo combattere per il vero rispetto delle leggi e contro il nichilismo legislativo, che attanaglia seriamente il nostro mondo moderno."[8] »

La sua cerimonia d'installazione coincise incidentalmente con le celebrazioni del Giorno della Vittoria il 9 maggio successivo. Egli prese pertanto regolarmente parte alla parata militare sulla Piazza Rossa e firmò un decreto presidenziale per provvedere una sede all'associazione dei veterani di guerra.[9]

Nomine personali[modifica | modifica wikitesto]

Medvedev nominò Sergei Naryshkin come nuovo capo dell'amministrazione presidenziale.

L'8 maggio 2008, Dmitrij Medvedev nominò Vladimir Putin quale nuovo primo ministro di Russia come aveva promesso di fare durante la campagna elettorale. Questa nomina venne approvata dalla Duma con una netta maggioranza di 392 voti contro 56, con la sola opposizione del partito comunista.[10]

Il 12 maggio 2008, Putin propose una lista di nomi per il suo nuovo gabinetto di governo che Medvedev approvò.[11] Gran parte del personale della presidenza Putin rimase lo stesso al governo, ma vi furono anche dei cambiamenti di alto profilo. Il ministro della giustizia, Vladimir Ustinov, venne rimpiazzato con Aleksandr Konovalov; il ministro dell'energia, Viktor Khristenko, venne rimpiazzato con Sergei Shmatko; il ministro delle comunicazioni, Leonid Reiman venne rimpiazzato con Igor Shchegolev e Vitaliy Mutko ricevette la nuova posizione di ministro dello sport, del turismo e delle politiche giovanili.[10]

L'amministrazione presidenziale Medvedev rimpiazzò Sergei Sobyanin con Sergei Naryshkin al ruolo di capo dell'amministrativo. Il capo del Servizio di Sicurezza Federale russo, Nikolai Patrushev, venne rimpiazzato con Alexander Bortnikov.[10] Il consigliere economico di Medvedev, Arkady Dvorkovich, e la sua addetta stampa Natalya Timakova divennero parte del team presidenziale. Il vecchio compagno di clsse di Medvedev, Konstantin Chuichenko, divenne suo assistente personale.[12]

Medvedev rimase comunque molto cauto nel non sbilanciare il delicato equilibrio delle differenti fazioni del governo. Ad ogni modo, l'influenza dei potenti siloviki si indebolì dopo la presa della presidenza ed i primi 20 giorni. Al loro posto Medvedev portò i cosiddetti civiliki.[12][13]

Il "governo tandem"[modifica | modifica wikitesto]

Medvedev con Putin nel 2008

Dall'inizio della presidenza Medvedev, la natura stessa del suo governo ed i suoi legami con Vladimir Putin furono oggetto di notevoli speculazioni mediatiche. In una situazione unica per la storia della politica della Federazione Russa, il presidente, costituzionalmente molto potente, era fiancheggiato da un altrettanto influente primo ministro (Putin), il quale rimase comunque il più popolare politico russo. I precedenti primi ministri avevano perlopiù dato prova di essere subordinati alla figura del presidente e di non aver mai goduto di una popolarità particolarmente vasta, ma con la presidenza precedente di Putin (1999-2000) come primo ministro sotto il governo di Boris Yeltsin questo già aveva rappresentato un'eccezione.[10] I giornalisti marchiarono questo nuovo sistema definendolo un "governo tandem" o "tandemocrazia", con Medvedev e Putin definiti i "gestori del tandem".[14]

Daniel Treisman ha suggerito che durante i primi periodi della presidenza Medvedev, Putin quasi sembrò intenzionato a mettersi in secondo piano, ma durante il primo anno della nuova presidenza due eventi particolarmente importanti (la crisi finanziaria e la guerra nell'Ossezia meridionale) richiesero a Putin di riprendere una posizione più forte nella gestione della politica russa.[14]

Principali eventi di politica estera[modifica | modifica wikitesto]

La seconda guerra in Ossezia del Sud[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Seconda guerra in Ossezia del Sud.
Le operazioni militari della Seconda guerra in Ossezia del Sud
Il decreto presidenziale che riconosce l'indipendenza dell'Ossezia del Sud, siglato da Medvedev il 26 agosto 2008

Il conflitto di lunga data tra Georgia e le regioni separatiste dell'Ossezia del Sud e dell'Abkhazia, supportate entrambe dalla Russia, raggiunse il proprio azimuth nell'estate del 2008. Nella notte tra il 7 e l'8 agosto, infatti, la Georgia lanciò un attacco a sorpresa col nome in codice di "Operazione Campo Pulito", contro l'Ossezia del Sud con 10.000-11.000 soldati e 75 carri armati. Molti pacificatori russi furono uccisi nell'attacco, così come molti civili con cittadinanza russa.[15][16]

Al momento dell'attacco, Medvedev era in vacanza e Putin era a Pechino per presenziare alla cerimonia d'apertura dei giochi olimpici.[17] Alla 1:00 dell'8 agosto, Medvedev ebbe una conversazione telefonica col ministro della difesa in carica, Anatoliy Serdyukov. Durante questa conversazione, Medvedev autorizzò l'uso della forza contro la Georgia.[18] Il giorno successivo, Medvedev rilasciò un intervista nella quale dichiarò:

« La scorsa notte, le truppe georgiane hanno commesso un atto di aggressione contro i pacificatori russi e contro la popolazione civile dell'Ossezia del Sud... In accordo con la Costituzione e le leggi federali, come presidente della Federazione Russa, è mio dovere proteggere le vite e la dignità dei cittadini russi ovunque si trovino. E' questa la circostanza che mi obbliga a intervenire ora. Noi non permetteremo che la morte dei nostri concittadini rimanga impunita. I perpetratori riceveranno la punizione che meritano. »
(Dmitry Medvedev, 8 agosto 2008[19])

Nelle prime ore dell'8 agosto, le forze militari russe lanciarono una controffensiva contro le truppe georgiane. Dopo cinque giorni di pesanti combattimenti, tutte le forze georgiane si ritirarono dall'Ossezia del Sud e dalla Abkhazia. Il 12 agosto, Medvedev annunciò la fine delle operazioni militari russe. In quello stesso giorno venne siglato un accordo di termine delle operazioni col presidente francese Nicolas Sarkozy, alleato dei russi. Il 26 agosto, dopo essere stato unanimemente passato dalla Duma, Medvedev siglò un decreto che riconosceva l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia come stati indipendenti. Cinque giorni di conflitto costarono la vita a 48 soldati russi, tra cui 10 pacificatori, mentre la Georgia perse 170 militari e 14 poliziotti.[20]

L'opinione popolare russa circa l'intervento militare fu largamente positiva, non solo tra i sostenitori del governo, ma anche in tutto lo spettro politico nazionale.[21] La popolarità di Medvedev crebbe del 10% giungendo così al 70%,[22] avendo dato prova di coinvolgimento diretto negli sforzi bellici.[23] Anche Putin ebbe un ruolo di risalto nel conflitto, lasciando immediatamente le celebrazioni a Pechino per portarsi nelle zone del conflitto ed assistere i rifugiati.

La crisi economica del 2008-09[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre del 2008, la Russia venne colpita dalle prime ripercussioni della crisi finanziaria globale. Prima che si verificasse tale fatto, gli ufficiali di governo come il ministro delle finanze Alexei Kudrin avevano dichiarato che la Russia sarebbe stata immune da queste considerazioni per la sua situazione macroeconomica stabile e per le sostanziali riserve accumulate durante i suoi anni di crescita. Malgrado ciò, la recessione diede prova di essere la peggiore nella storia della Russia ed l'indebitamento nazionale passò a più dell'8% nel 2009.[24] La risposta del governo fu l'uso di più di un trilione di rubli (più di 40 bilioni di dollari statunitensi) per venire in aiuto alle banche ed evitare dissesti,[25] oltre ad iniziare un programma di stimolo su vasta scala, prestando il corrispondente di 50 bilioni di dollari alle aziende.[24][25] Nessuna delle principali banche del paese collassò e la situazione economica venne ristabilita già dal 2009, ma la crescita sostanziale venne ripresa solo dal 2010.[26][27]

Secondo alcuni esperti nel campo, la crisi economica, assieme alla Seconda guerra in Ossezia del Sud ritardarono il programma di riforme liberali di Medvedev. Al posto di lanciare le tanto attese riforme, infatti, il governo e la presidenza dovettero incentrarsi sulle misure anti-crisi e nella politica estera per le implicazioni della guerra.[28][29]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]
Modello di un satellite GLONASS-K. Medvedev fece della tecnologia spaziale e delle telecomunicazioni una delle priorità del suo programma di modernizzazione satale.

Nella sfera economica, Medvedev lanciò un programma di modernizzazione teso a modernizzare l'economia della Russia e la sua società, diminuendo la dipendenza del paese dall'esportazione del petrolio e del gas naturale e creando un'economia diversificata basata sull'alta tecnologia e l'innovazione.[30] Il programma era basato su cinque priorità principali per lo sviluppo tecnologico del paese:

  • tecnologia nucleare
  • tecnologia dell'informazione
  • tecnologia medica
  • tecnologia farmaceutica
  • tecnologia spaziale e delle telecomunicazioni.[31]

Nel novembre del 2010, nel suo discorso annuale all'Assemblea Federale, Medvedev propose un programma per privatizzare le dipendenze statali non più necessaria anche a livello regionale e locale, col piano di incamerare 32 bilioni di dollari entro tre anni. Tale somma, nell'ottica del presidente, doveva essere utilizzata per modernizzare l'economia locale.[32][33]

Medvedev fece dell'innovazione tecnologica uno dei suoi punti chiave nella presidenza. Nel maggio del 2009, Medvedev istituì una Commissione Presidenziale per l'Innovazione da lui personalmente presieduta e convocata una volta al mese. La commissione comprendeva l'intero governo russo e alcune tra le migliori menti del mondo accademico e del business russo.[34] Medvedev riuscì inoltre a prevedere la privatizzazione delle gigantesche corporazioni statali.[35]

Nel giugno del 2010, visitò la sede di Twitter nella Silicon Valley dichiarando la missione di voler portare più tecnologia ed investimenti nel proprio paese.[36]

Riforma della polizia[modifica | modifica wikitesto]

Medvedev fece diversi sforzi per migliorare la legislazione russa, prendendo spunto dall'episodio dell'uccisione di un poliziotto in un supermercato russo nell'aprile del 2009. Medvedev iniziò le prime riforme alla fine del 2009, emanando un decreto presidenziale il 24 dicembre coi cardini della nuova riforma. All'inizio dell'agosto del 2010 una bozza di legge venne presentata su internet all'indirizzo http://www.zakonoproekt2010.ru per una discussione pubblica. Il sito, particolarmente popolare, raccolse in 24 ore più di 2000 commenti.[37] Basandosi sul feedback dei cittadini, vennero apportate delle modifiche alla bozza. Il 27 ottobre 2010, il presidente Medvedev sottopose la bozza alla camera dell Duma.[38] Il decreto venne approvato il 28 gennaio 2011, ed il Consiglio Federale lo approvò a sua volta il 2 febbraio successivo. Il 7 febbraio 2011, Medvedev siglò personalmente la legge.[39] Entrò in vigore il 1 marzo 2011.[40]

Sulla base di questa riforma, i salari degli ufficiali di polizia russi vennero incrementati del 30%, il ministero dell'interno avrebbe apportato dei tagli al proprio personale amministrativo e la polizia sarebbe stata centralizzata.[41] Around 217 billion rubles ($7 billion) have been allocated to the police reform from the federal budget for the time frame 2012–2013.[42]

La campagna anti-corruzione[modifica | modifica wikitesto]
Medvedev presiede il Consiglio Anti-Corruzione il 30 settembre 2008

Con l'intento di combattere la corruzione orma dilagante in tutto il paese, Medvedev il 19 maggio 2008 siglò un decreto con misure valide per contrastare tale fenomeno ed istituì un Consiglio Anti-Corruzione.[43] Nel primo incontro del Consiglio il 30 settembre 2008, Medvedev disse:[44]

« "Ripeterò una cosa semplice ma terribile nel contempo. La corruzione nel nostro paese è diventata rampante. E' diventata luogo comune e caratterizza la vita della società russa." »

Nel luglio del 2008, il piano anti-corruzione di Medvedev venne pubblicato sulla Rossiyskaya Gazeta. Esso prevedeva l'inasprimento delle sanzioni in caso di corruzione, con particolare attenzione agli ufficiali di legge ed agli amministratori municipali.[45][46] La proposta divenne legge il 25 dicembre 2008 col n. N 273-FZ.[47] Secondo il professor Richard Sakwa, "La Russia possiede ora una vera e propria legislazione contro la corruzione il che può ritenersi un passo avanti, anche se i risultati preliminari sono stati scarsi."[44][48]

Il 13 aprile 2010, Medvedev siglò il decreto presidenziale n. 460 che introduceva la "strategia nazionale anti-corruzione" come politica di governo a medio termine in due anni. La nuova strategia aumentò ulteriormente le multe in caso di coruzione.[49][50] Secondo Georgy Satarov, presidente di Indem, quest'ultimo decreto "probabilmente riflette la frustrazione di Medvedev nell'essere riuscito ad ottenere ben poco dal 2008."[49]

Nel gennaio 2011, il presidente Medvedev venne costretto ad ammettere la sua sconfitta nel progetto anti-corruzione.[51]

Il 4 maggio 2011, Medvedev annunciò comunque di voler continuare i propri sforzi in questa direzione.[52] Un nuovo decreto legge aumentò di 100 volte l'ammontare delle sanzioni in caso di corruzione, portando la multa massima a 500.000.000 di rubli (18.300.000 dollari statunitensi).[53]

Sviluppo del sistema politico[modifica | modifica wikitesto]
Sergey Mironov fu il grande critico delle elezioni regionali del 2009

Le elezioni regionali tenutesi il 1 marzo 2009 vennero seguite da accuse di aver posto delle risorse amministrative a disposizione dei candidati del partito di Medvedev, con in testa soprattutto il capo del partito Una Giusta Russia, Sergey Mironov, il quale si dimostrò particolarmente critico nei confronti di quelle elezioni. In risposta a questo, Medvedev incontrò il responsabile della commissione elezioni, Vladimir Churov, e gli chiese comunque una moderazione nell'uso delle risorse amministrative.[54] Nell'agosto 2009, Medvedev promise di diminuire volontariamente la posizione troppo predominante del partito Russia Unita nelle legislatura regionali, ritenendo che "nuovi tempi democratici" fossero maturi.[55] Le successive elezioni regionali tenutesi l'11 ottobre 2009 vennero vinte dal partito Russia Unita con il 66% dei voti. Le elezioni vennero ancora duramente contestate per l'uso di risorse amministrative a favore dei candidati di Russia Unita. Il partito comunista russo, il partito liberal-democratico e Una Giusta Russia si rivoltarono ancora una volta compatti.[54] Il professor Richard Sakwa disse che sebbene Medvedev avsse promesso un maggior pluralismo politico, dopo le elezioni del 2009, si è formato un crepaccio crescente tra le parole di Medvedev e la situazione che andava peggiorando, with the question arising "whether Medvedev had the desire or ability to renew Russia's political system."[54]

Il 26 ottobre 2009, il primo capo dello staff presidenziale, Vladislav Surkov, si espresse dicendo che una maggiore apertura apparentemente democratica avrebbe potuto portare solo a una maggiore instabilità di governo e spezzare ulteriormente la Russia.[56] Il 6 novembre 2010, Medvedev pose il proprio veto sulla legge per le restrizioni delle dimostrazioni anti-governative per calmare i toni. Il decreto, passato il 22 ottobre, prevedeva infatti a chiunque di organizzare manifestazioni di piazza non precedentemente debitamente segnalate alle autorità.[57]

Medvedev visita la repubblica russa del Tatarstan

Nel suo primo discorso al parlamento russo il 5 novembre 2008,[58] Medvedev propose di cambiare la costituzione di modo da aumentare i termini di incarico del presidente e della Duma da quattro a sei e cinque anni rispettivamente.

L'8 maggio 2009, propose alla legislatura un vero e proprio decreto ed il 2 giugno controfirmò la legge, compreso l'emendamento che prevedeva che i membri della Corte Costituzionale russa fossero proposti al parlamento dal presidente anziché eletti tra i giudici come si era fatto fino a quel punto.[59]

Nel maggio del 2009, Medvedev ormai deciso a difendersi dagli attacchi provenienti soprattutto dal mondo della politica ai suoi tentativi di riforma stabilì una commissione presidenziale con lo scopo di contrattaccare gli errori e le falsificazioni storiche diffuse contro di lui e contro il suo governo.[60] Nell'agosto di quello stesso anno, si rifiutò di equalizzare le vittime dello stalinismo e del nazismo. Difendendo lo stalinismo, Medvedev negò il coinvolgimento dell'Unione Sovietica nella permissione dell'invasione della Polonia del 1939 che avviò la Seconda Guerra mondiale, fatti che sia l'Unione Europea che l'OSCE si rifiutarono di riconoscere come veritieri. Secondo le dichiarazioni di Dmitrij Medvedev, fu Joseph Stalin che de facto "salvò l'Europa all'ultimo".[61]

In un discorso del 15 settembre 2009, Medvedev disse che nel 2004 votò a favore dell'abolizione dell'elezione diretta dei presidenti delle regioni russe a favore della loro nomina diretta da parte del Cremlino.[62][63]

Riforma elettorale[modifica | modifica wikitesto]
Conferenza stampa dopo i trattati russo-ciprioti a Nicosia, Cipro

Nel 2009, Medvedev propose un emendamento alla legge elettorale che avrebbe portato la soglia di elezione di un partito alla Duma dal 7% al 5%. L'emendamento divenne legge nella primavera di quello stesso anno. Ai partiti che avessero ricevuto più del 5% ma meno del 6% non venne garantito alcun seggio in parlamento, mentre i partiti che avessero ricevuto più del 6% ma meno del 7% avrebbero ricevuto due seggi. I restanti seggi sarebbero poi stati divisi proporzionalmente tra tutti i partiti che avessero ricevuto più del 7%.[64] La legge elettorale russa prevede infatti ancora oggi che solo i partiti con rappresentanza alla Duma possano avere voce in capitolo nella politica nazionale (attualmente questi sono Russia Unita, partito comunista russo, partito liberal-democratico e Una Giusta Russia).

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]
Medvedev col cancelliere tedesco Angela Merkel in Germania nel luglio del 2011
Medvedev col presidente americano Barack Obama dopo la firma del trattato New START a Praga
Medvedev con Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Europeo, e Jose Manuel Barroso, a Bruxelles, 2010
I leaders del BRICS nel 2011 – Manmohan Singh, Medvedev, Hu Jintao, Dilma Rousseff e Jacob Zuma.
Medvedev ed il presidente Abdelaziz Bouteflika ad Algeri
Medvedev ed il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, 2010.

In agosto, durante il terzo mese della presidenza Medvedev, la Russia prese parte alla Seconda guerra nell'Ossezia del Sud contro la Georgia, che portò a tensioni nelle relazioni russo-americane a valori mai così elevati dalla fine della Guerra Fredda. Il 26 agosto, dopo il voto unanime dell'Assemblea Federale, Medvedev emise un decreto presidenziale per riconoscere l'Abkhazia e l'Ossezia del Sud come stati indipendenti,[65] un'azione condannata dal G7.[66] Il 31 agosto 2008, Medvedev annunciò lo spostamento delle relazioni internazionali della Russia sotto il suo diretto controllo, ricostruite sula base di cinque nuovi principi:[67]

  1. Supremazia dei principi di legislazione internazionale.
  2. Multipolarità del mondo.
  3. La Russia non avrebbe cercato il confronto con altre nazioni
  4. La Russia avrebbe protetto i propri cittadini ovunque essi si trovassero
  5. La Russia avrebbe sviluppato sempre maggiori legami amicali con le regioni favorevoli.

Nel suo discorso al parlamento il 5 novembre 2008 egli promise inoltre di depositare un missile Iskander presso l'Oblast di Kaliningrad per contrastare il sistema missilistico statunitense impiantato in difesa in Europa orientale.[68] Dopo l'annuncio del presidente statunitense Barack Obama il 17 settembre 2009 di non voler impiegare il deposito di missili nell'area della Repubblica Ceca e della Polonia, Medvedev si convinse a ritirare la propria decisione.[69]

Il 21 novembre 2011, Medvedev disse che la guerra in Georgia aveva impedito ulteriori espansioni della NATO.[70]

Sempre nel 2011, durante il Forum Politico Globale a Yaroslavl, il presidente Medvedev ha dichiarato che le dottrine di Karl Marx sulla lotta di classe sono da ritenersi per suo conto estremiste e pericolose per la nazione. La progressiva stratificazione economica porta infatti ad acuire i conflitti tra ricchi e poveri, in particolare durante i periodi di crisi.[71]

Durante la visita ufficiale in Armenia tenutasi il 7 aprile 2016, il primo ministro Dmitrij Medvedev ha visitato il Complesso del Memoriale di Tsitsernakaberd per rendere omaggio alle vittime del genocidio armeno comesso dai Giovani Turchi e dai nazionalisti turchi guidati da Mustafa Kemal Atatürk (1915–1923). Medvedev ha deposto una corona di fiori sul Fuoco Eterno ed a commemorato le vittime con un minuto di silenzio in accordo col riconoscimento di quel crimine da parte della Russia già dal 1995.[72]

Primo ministro della Russia (2012-oggi)[modifica | modifica wikitesto]

L'8 maggio 2012 il neo presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha nominato Medvedev primo ministro[3]. Il decreto di nomina è arrivato dopo l'approvazione della Duma (il ramo del Parlamento russo che ha il potere di eleggere il primo ministro), che ha eletto Medvedev con 299 sì e 144 no su 450 deputati. L'ex presidente è stato appoggiato da due partiti, Russia Unita e il partito Liberal-democratico.

È la seconda volta dopo Putin che un ex presidente ricopre anche la carica di capo del governo[73].

Il primo anno[modifica | modifica wikitesto]

Medvedev con il primo ministro lituano Valdis Dombrovskis, aprile 2013

Medvedev ottenne l'incarico di primo ministro di Russia dall'8 maggio 2012, dopo che il presidente Vladimir Putin ebbe siglato la formalizzazione della sua designazione a quel ruolo.[74]

Il 19 maggio 2012 Dmitrij Medvedev prese parte al G-8 tenutosi a Camp David, negli Stati Uniti, rimpiazzando il presidente Putin, che decise di non rappresentare direttamente la Russia al summit. Medvedev fu il primo primo ministro russo a rappresentare la Russia in quel frangente. Il 21 maggio 2012 il suo gabinetto venne approvato dal presidente. Il 26 maggio, venne nominato leader del partito Russia Unita, formazione di maggioranza. Già in precedenza Medvedev era entrato a far parte del partito e pertanto era divenuto il primo primo ministro russo ad aver avuto una qualche affiliazione ad un partito politico specifico.[75]

Durante il suo primo anno come primo ministro, Medvedev ha presentato delle proposte di legge contro il fumo in luoghi pubblici in Russia, l'aumento del prezzo degli alcoolici per combattere il fenomeno della dipendenza dall'alcool, e l'inasprimento delle pene in caso di omicidio stradale causato da eccesso di alcool.

La questione della Crimea[modifica | modifica wikitesto]

Col risveglio della Rivoluzione ucraina del 2014, le forze militari russe hanno preso il controllo della Penisola della Crimea. Il 31 marzo 2014 Medvedev fu il primo leader russo a visitare la Crimea da quando essa è divenuta parte occupata della Russia (18 marzo di quell'anno). Durante la visita egli ha annunciato formalmente l'istituzione di un Ministero Federale per gli Affari della Crimea.[76]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze russe[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia commemorativa per il 1000º anniversario di Kazan' - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per il 1000º anniversario di Kazan'

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Ordine della gloria (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della gloria (Armenia)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Sava (Chiesa Ortodossa Serba) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine di San Sava (Chiesa Ortodossa Serba)
Medaglia per il decimo anniversario di Astana capitale (Kazakistan) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il decimo anniversario di Astana capitale (Kazakistan)
Gran croce dell'Ordine del sole del Perù (Perù) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine del sole del Perù (Perù)
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Gran cordone dell'Ordine del liberatore (Venezuela) - nastrino per uniforme ordinaria Gran cordone dell'Ordine del liberatore (Venezuela)

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  77. ^ Immagini del ricevimento

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Federazione Russa Successore Standard of the President of the Russian Federation.svg
Vladimir Putin 7 maggio 2008 - 7 maggio 2012 Vladimir Putin
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