Tskhinvali

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Tskhinval
città
(OS) Цхинвал (Chinval) / Чъреба (Čъreba)
Tskhinval – Veduta
Localizzazione
StatoGeorgia Georgia (de jure),
Flag of South Ossetia.svg Ossezia del Sud, (de facto)
RegioneShida Kartli
MunicipalitàTskhinvali
Amministrazione
SindacoAlan Kočiev
Territorio
Coordinate42°14′N 43°58′E / 42.233333°N 43.966667°E42.233333; 43.966667 (Tskhinval)
Altitudine860 m s.l.m.
Superficie7,4 km²
Abitanti33 724 (2005)
Densità4 557,3 ab./km²
Altre informazioni
Lingueosseto, georgiano, russo
Cod. postale7300
Prefisso+799744 e +995344
Fuso orarioUTC+4
TargaRSO
Cartografia
Mappa di localizzazione: Georgia
Tskhinval
Tskhinval
Sito istituzionale

Tskhinvali (in georgiano: ცხინვალი?; in osseto: Цхинвал, Tskhinval/Chinval o Чъреба, Chreba/Čъreba; in russo: Цхинвал?, traslitterato: Cchinval), storicamente nota come Stalinir (in russo: Сталинир?) o Staliniri (in russo: Сталинири?), è una città della Georgia sita nella regione di Shida Kartli ma de facto capitale dell'Ossezia del Sud.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situata nella porzione meridionale dell'Ossezia e nella Cartalia centro-settentrionale; è bagnata dal Grande Liakhvi.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo potrebbe derivare dall'antico georgiano Krtskhinvali (in georgiano: ქრცხინვალი?), letteralmente "terra dei carpini", attestato come nome della città almeno dal XVIII secolo.[1] Successivamente tra il 1934 e il 1961 la città si chiamò Stalinir (in russo: Сталинир?) o Staliniri (in russo: Сталинири?), in onore di Iosif Stalin. Il 24 novembre 1961 la città adottò ufficialmente il nome di Tskhinvali al quale si affiancarono dal 1991 Tskhinval e il toponimo colloquiale osseto di Chreba.

Il 27 aprile 2020 il presidente sud-osseto Anatolij Bibilov ha emanato un decreto che determina il riutilizzo del toponimo di Stalinir in occasione degli anniversari della Grande guerra patriottica, ossia il 9 maggio (Giornata della vittoria) e il 22 giugno (giorno dell'entrata in guerra dell'Unione Sovietica), al fine di preservare la memoria storica della popolazione in occasione del 75º anniversario dall'attacco tedesco all'Unione Sovietica.[2][3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abitata sin dall'età del bronzo la città fu fondata intorno al 262 dal re iberico Aspacures I; i ritrovamenti archeologici testimoniano l'influenza di Iberi, Colchi e forse dei Sarmati.[4] La prima citazione dell'insediamento risale al 1392 nelle cronache georgiane, che lo catalogano tra i centri abitati della Cartalia.

Sotto l'Impero russo la città si sviluppò come centro per i commerci tra la Ciscaucasia e le città di Tbilisi e Gori. Nel 1918 la città fu il centro delle rivolte di osseti che portarono al primo conflitto osseto-georgiano; dopo l'invasione sovietica della Georgia Tskhinvali fu designata capitale della neonata oblast' autonoma dell'Ossezia del Sud. Tra gli anni 1920 e 1930 la città si espanse considerevolmente con la stesura di piani regolatori generali e la costruzione di nuovi distretti; contestualmente numerosi osseti emigrarono dai villaggi circostanti verso Tskhinvali.

Monumento alle vittime della Prima guerra in Ossezia del Sud, sullo sfondo la Cattedrale dell'Assunzione.
Edificio danneggiato dopo la battaglia di Tskhinvali.

La città divenne nuovamente teatro di forti scontri tra osseti e georgiani nel corso degli anni 1990, venendo riconquistata dai georgiani nel giugno 1992. Gli accordi di Soči del 1992 sancirono tuttavia l'appartenenza della città alla neonata repubblica separatista dell'Ossezia del Sud, provocando l'emigrazione di buona parte della popolazione georgiana. Tskhinvali subì forti danni durante gli scontri tra georgiani ed osseti nell'ambito della guerra del 2008.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città è basato sulla bandiera sud-osseta, con la quale ha in comune i colori. Nella parte superiore sono raffigurate tre torri con un sole nascente sullo sfondo che reca il nome russo della città (Цхинвал); al di sotto è presente un cerchio con all'interno un'arpa a dodici corde, simbolo dell'armonia della vita e del suo moto perpetuo. La porzione centrale è occupata da una riproduzione stilizzata dell'Uatsamonga, una coppa tipica della mitologia osseta. Infine nella parte inferiore è raffigurata la chiave della città.[5]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La città è servita da una stazione ferroviaria, inattiva dal 1991, collegata con Gori e col resto della rete ferroviaria nazionale.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico locale viene svolto prevalentemente attraverso autolinee, gestite dal Dipartimento dei trasporti stradali dell'Ossezia del Sud, e taxi. Tra il 1982 e il 1990 la città è stata servita da una piccola rete filoviaria; i materiali di quest'ultima furono trasferiti nel 1999 a Vladikavkaz.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Ambasciate e consolati[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene l'Ossezia del Sud goda di un riconoscimento limitato da parte della comunità internazionale Tskhinvali è sede delle seguenti ambasciate:

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Цхинвали, su diclib.com, Словарь географических названий. URL consultato il 15 maggio 2022.
  2. ^ (RU) Указ «Об использовании наименования «город Сталинир», su presidentruo.org. URL consultato il 15 maggio 2022.
  3. ^ https://www.eastjournal.net/archives/105420
  4. ^ (RU) Общие сведения, su tskhinval.ru. URL consultato il 15 maggio 2022.
  5. ^ (RU) Символика города, su tskhinval.ru. URL consultato il 15 maggio 2022.
  6. ^ (RU) «Города содружества Тирасполя», su novostipmr.com, 18 aprile 2013. URL consultato il 15 maggio 2022.
  7. ^ (RU) АРХАНГЕЛЬСК - ЦХИНВАЛ: ДРУЖБУ УКРЕПЛЯЕТ СПОРТ, su arhcity.ru. URL consultato il 15 maggio 2022.
  8. ^ (EN) Tskhinvali and Vladivostok became twin-cities, su news.myseldon.com. URL consultato il 15 maggio 2022.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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