Annessione della Crimea alla Russia

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Intervento militare russo in Crimea
parte della guerra russo-ucraina
2014-03-09 - Perevalne military base - 0162.JPG
Omini verdi russi in Crimea
Data20 febbraio 2014
LuogoPenisola di Crimea
EsitoAnnessione della Crimea da parte della Federazione Russa
Modifiche territoriali
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
Flag of Russia.svg Forze russe in Crimea:
25.000–30.000 (2014)
Naval Ensign of Russia.svg Flotta del Mar Nero:
11.000 uomini
più di 30 navi da guerra (inclusi sottomarini)
4 squadroni su portaerei (18 aeroplani ciascuno)
Ensign of the Ukrainian Armed Forces.svg Forze armate ucraine
232.000 uomini (di cui 18.000 in Crimea)
   Manifestanti pro-Ucraina:
30.000
Perdite
1 soldato morto, 6 feriti, 5 navi da guerra abbattute[1]5 soldati morti, decine di feriti[2][3]
3 civili morti
19 civili feriti
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L'annessione della Crimea alla Russia fu il primo evento del conflitto russo-ucraino nel 2014. Nello specifico, in seguito alla Rivoluzione ucraina del 2014, le autorità locali della Crimea invocarono l'intervento della Russia, che militarmente occupò la Crimea inviandovi inizialmente truppe senza insegne. Fu quindi tenuto un referendum sull'autodeterminazione della penisola il 16 marzo (criticato e non riconosciuto da gran parte della comunità internazionale), segnato dalla vittoria del "Sì" con il 95,32% dei voti, le autorità della Crimea firmarono il 18 marzo l'adesione formale alla Russia.

Durante la prima fase del conflitto sono rimasti feriti vari manifestanti filo-ucraini e alcuni manifestanti filo-russi, mentre tra i militari sono stati uccisi quattro soldati delle Forze armate dell'Ucraina, uno del Servizio di sicurezza dell'Ucraina e uno delle Forze armate della Federazione Russa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Un gruppo di autodifesa della Crimea con scudi dipinti come la bandiera della repubblica autonoma, Sinferopoli, Ucraina, 2 marzo 2014

Il 22-23 febbraio 2014, il presidente russo Vladimir Putin ha convocato una riunione notturna con i capi dei servizi di sicurezza per discutere la liberazione del presidente ucraino deposto, Viktor Janukovič. Al termine dell'incontro, Putin ha sottolineato che "dobbiamo iniziare a lavorare per il ritorno della Crimea in Russia". Il 23 febbraio si sono svolte varie manifestazioni filo-russe nella città crimeana di Sebastopoli. Il 27 febbraio, le truppe russe mascherate senza insegne, i cosiddetti omini verdi, con varie sparatorie con le locali Forze armate dell'Ucraina, hanno assunto il Consiglio supremo (parlamento) della Crimea e hanno catturato siti strategici in tutta la penisola, il che ha portato all'insediamento del governo filo-russo Aksyonov in Crimea e alla conduzione del referendum sull'autodeterminazione della Crimea. La Russia ha formalmente incorporato la Crimea come due soggetti federali della Federazione Russa il 18 marzo 2014 (Sebastopoli e Repubblica di Crimea).

L'occupazione della penisola di Crimea da parte dell'esercito russo è iniziata il 20 febbraio 2014. Erano gli ultimi giorni della presidenza di Viktor Janukovič[4].

Presto all'ingresso di Sebastopoli apparvero posti di blocco e mezzi corazzati russi.

A quel tempo, le città della Crimea, secondo il governo ucraino, erano già piene di agenti russi, omini verdi e membri di varie formazioni paramilitari come i cosacchi, che costituirono la base della cosiddetta "autodifesa della Crimea" e rappresentavano i presunti "stati d'animo" della popolazione locale.[5]

Mentre sulle coste crimeane arrivó la flotta del Mar Nero della Federazione Russa.

Ilya Vladimirovich Ponomarev, un politico russo e membro della Duma di Stato della Russia (fazione della Russia Giusta), sostiene che la guida dell'annessione della Crimea è stata affidata al ministro della Difesa Sergej Šojgu e all'aiutante di Vladimir Putin Vladislav Surkov.[6]

Ad opporsi all'annessione in Russia furono Boris Nemcov e il partito di Alexej NavalnyPartito del Progresso[7].

L'Ucraina e molti altri paesi hanno condannato l'occupazione e l'annessione e la considerarono una violazione del diritto internazionale e degli accordi firmati dalla Russia che salvaguardano l'integrità territoriale dell'Ucraina, compresi gli accordi di Belavezha del 1991 che hanno istituito la Comunità di Stati Indipendenti, gli accordi di Helsinki del 1975, gli accordi del 1994 Memorandum di Budapest sulle garanzie di sicurezza e Trattato del 1997 sull'amicizia, la cooperazione e il partenariato tra la Federazione russa e l'Ucraina. Il governo ucraino ha portato gli altri membri dell'allora G8 a sospendere la Russia dal gruppo, quindi a introdurre un primo round di sanzioni contro il paese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]