Sebastian Kurz

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Sebastian Kurz
Sebastian Kurz (2018-02-28) (cropped).jpg

Cancelliere federale dell'Austria
Durata mandato 18 dicembre 2017 –
28 maggio 2019
Presidente Alexander Van der Bellen
Predecessore Christian Kern
Successore Hartwig Löger (ad interim)

Leader del Partito Popolare Austriaco
In carica
Inizio mandato 15 maggio 2017
Predecessore Reinhold Mitterlehner

Presidente del Consiglio dell'Unione europea
Durata mandato 1º luglio 2018 –
31 dicembre 2018
Predecessore Bojko Borisov
Successore Klaus Iohannis

Ministro federale degli affari esteri
Durata mandato 16 dicembre 2013 –
18 dicembre 2017
Presidente Heinz Fischer
Alexander Van der Bellen
Capo del governo Werner Faymann
Christian Kern
Predecessore Michael Spindelegger
Successore Karin Kneissl

Membro della Consiglio nazionale dell'Austria
Durata mandato 29 ottobre 2013 –
16 dicembre 2013
Legislature XXV

Durata mandato 9 novembre 2017 –
22 gennaio 2018
Legislature XXVI
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Popolare Austriaco
Firma Firma di Sebastian Kurz

Sebastian Kurz (Vienna, 27 agosto 1986) è un politico austriaco, leader del Partito Popolare Austriaco dal 15 maggio 2017.

Dal 16 dicembre 2013 al 18 dicembre 2017 è stato Ministro degli Affari Esteri, dei Rapporti con l'Unione europea e dell'Integrazione, per poi entrare in carica come Cancelliere dopo lunghe trattative politiche, il 18 dicembre 2017 a seguito del successo elettorale del suo partito nelle elezioni legislative. Il 27 maggio 2019 con 103 voti a favore su 183 viene sfiduciato dal parlamento austriaco dopo gli scandali del cosiddetto "Ibizagate" che hanno coinvolto i membri del suo esecutivo appartenenti al Partito della Libertà Austriaco (FPÖ).[1][2] Viene succeduto ad interim dal Vice-Cancelliere Hartwig Löger.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Vienna, è cresciuto nel distretto di Meidling. Figlio di Josef Kurz (tecnico) e di Elisabeth Dehler (insegnante di grammatica),[3][4][5][6] , la nonna materna Magdalena Müller, nata a Temerin nel 1928, è una sveva del Danubio che sapeva parlare solo ungherese e fuggì dalla Vojvodina nell'ex Jugoslavia in Austria durante la Seconda guerra mondiale.[7][8][9] Kurz cominciò a operare in politica a sedici anni e dopo la maturità venne eletto presidente della sezione giovanile del Partito Popolare Austriaco[10].

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Ha superato l’esame di maturità nel 2004 e poi ha completato il servizio militare obbligatorio. Nel 2005, ha iniziato a studiare legge all'Università di Vienna,[11][12] ma poi ha rinunciato per concentrarsi sulla sua carriera politica.[13][14]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 venne nominato sottosegretario agli Interni con delega all'integrazione nel primo governo Faymann. In queste vesti si occupò di attuare alcune misure sociali come l'insegnamento della lingua tedesca agli immigrati e un programma per valutare le difficoltà dei bambini già in età prescolare[15].

Ministro degli affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre del 2013 Kurz venne nominato Ministro degli Esteri a soli ventisette anni, divenendo di fatto il più giovane ministro nella storia dell'Austria[16]. Proprio la giovane età fu oggetto di critiche da parte della stampa austriaca, nonostante Kurz godesse di un grosso sostegno elettorale (nelle precedenti elezioni parlamentari fu il candidato che ottenne più preferenze in assoluto[17][18]).

Nel corso del consiglio degli Affari Esteri dell'Unione europea del 15 agosto 2014 si dichiarò contrario all'invio di armi a sostegno della popolazione dei curdi iracheni attaccata dalla milizie dell'Isis. Assieme al collega svedese Carl Bildt, il ministro Kurz dichiarò di essere favorevole all'invio di soli aiuti umanitari[19][20].

Dopo un incontro con il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano nel luglio 2017 ha affermato di "pretendere" l'interruzione di quello che ha definito "traghettamento di migranti illegali dalle isole italiane, come Lampedusa, verso la terraferma" al fine di ottenere una diminuzione del flusso migratorio proveniente dai Paesi dell'Africa verso l'Europa centrale.[21]

Leader del Partito Popolare Austriaco[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Elezioni legislative in Austria del 2017.

Dal 15 maggio 2017 Kurz subentra a Reinhold Mitterlehner come leader del Partito Popolare Austriaco, rompendo di fatto l'alleanza di governo con il Partito Socialdemocratico d'Austria del cancelliere Christian Kern e portando così il paese ad elezioni anticipate previste per il 15 ottobre.

Kurz sposta l'asse politico del partito su posizioni più conservatrici e di destra cambiando anche il tradizionale colore nero con il turchese.[22]

Il partito risulta primo alle elezioni legislative e, di conseguenza, il presidente federale Alexander Van der Bellen incarica Kurz di aprire le fasi di consultazione con i vari partiti politici per la formazione del nuovo governo come cancelliere designato.

Il nuovo Cancelliere Sebastian Kurz si rivolge al Consiglio federale

Cancelliere federale[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane conservatore austriaco vincitore delle elezioni legislative del 15 ottobre 2017, ha invitato il partito di destra FPÖ, a negoziati esclusivi per la formazione di un governo di coalizione. Ciò ha aperto la strada al ritorno al potere del Partito della Libertà Austriaco, 17 anni dopo l'apertura da parte di un altro conservatore, Wolfgang Schüssel, nel 2000. Kurz aveva detto di aver avuto contatti preliminari "molto positivi" con il leader di FPÖ, Heinz-Christian Strache.

Il 18 dicembre successivo ha giurato come nuovo Cancelliere federale.

Il nuovo esecutivo è composto da:

Una delle prime proposte avanzate da Kurz è stata quella di concedere una doppia cittadinanza italiana/austriaca ai cittadini Sudtirolesi residenti in Italia in Trentino-Alto Adige.[23] In una intervista al quotidiano Bild am Sonntag, il neo-Cancelliere si è dichiarato contrario al sistema di ripartizione delle quote di migranti introdotto nel 2015 dall'Unione europea.[24]

Riunione del presidente russo Vladimir Putin con Sebastian Kurz nel 2018

Kurz è il primo cancelliere federale dell'Austria a non fare la sua visita inaugurale nella vicina Germania.

Il suo primo viaggio all'estero, il 18 dicembre 2017, è stato a Bruxelles, dove ha incontrato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio dell'UE Donald Tusk. L'obiettivo del viaggio era mostrare la sua attitudine europeista nei confronti della migliore coppia dell'UE.[25] A margine dell'incontro con i leader dell'UE, ha anche incontrato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e il commissario europeo per l'allargamento Johannes Hahn.

Il suo governo è entrato in crisi il 18 maggio 2019 quando il vicecancelliere e ministro dello sport Heinz-Christian Strache, membro del Partito della Libertà Austriaco (FPÖ), il partito di estrema destra facente parte della coalizione di maggioranza, rassegna le dimissioni da entrambi gli incarichi governativi, oltre che da presidente del suo partito, in seguito alla pubblicazione da parte del quotidiano Suddeutsche Zeitung e del settimanale Der Spiegel di un video girato nel 2017 a Ibiza in cui Strache accettava offerte di corruzione dalla sedicente nipote di un oligarca russo (in realtà una giornalista d'inchiesta).[26][27][28]

Sebastian Kurz, dopo le dimissioni ha destituito il ministro dell'interno Herbert Kickl al fine di consentire lo svolgimento di un'inchiesta, determinando le dimissioni di tutti i membri di governo del Partito della Libertà Austriaco.[29] Ha quindi annunciato elezioni anticipate.[30][31][32][33]

Sebastian Kurz interviene al Parlamento europeo durante la presidenza austriaca della UE, 15 gennaio 2019

Il 27 maggio 2019 il Parlamento approva, con 103 voti a favore su 183, la mozione di sfiducia presentata dai socialdemocratici (SPÖ) e in seguito sostenuta dal Fpo[34][35][36][37] In tal modo, diviene il primo cancelliere dal secondo dopoguerra ad essere sfiduciato dal parlamento.[34][37] su proposta dell'ex candidato alla Presidenza della Repubblica del partito e Ministro delle Infrastrutture, Norbert Hofer[38].

Il giorno prima del voto di sfiducia, il suo partito alle elezioni europee del 26 maggio 2019 aveva ottenuto il 34,9% dei voti, 8 punti percentuali in più rispetto alle precedenti elezioni del 2014, affermandosi primo partito nel Paese.[37] Il miglior risultato della storia da parte in un partito austriaco alle elezioni europee.[34][37]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Sebastian Kurz convive con Susanne Thier da quando avevano 18 anni.[39] Susanne è impiegata come funzionario pubblico presso il Ministero delle finanze. Vicino alla Chiesa cattolica, non ha ancora intenzione di sposarsi.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Oskar Deutsch (Hrsg.): Die Zukunft Europas und das Judentum. Impulse zu einem gesellschaftlichen Diskurs. Böhlau Verlag, Wien 2017, ISBN 978-3-205-20531-9, Den sozialen Frieden sichern und ein »Wir-Gefühl« fördern: Österreichs Initiativen und Aktivitäten im Dialog mit Religionsgemeinschaften und Migrantencommunities, S. 123–134.
  • Josef Mantl, Alexander Ochs, Marc R. Pacheco (Hrsg.): Communicating Sustainability. Böhlau Verlag, Wien 2012, ISBN 978-3-205-78817-1, Integration durch Leistung, S. 91–98.
  • Harald Mahrer, Dietmar Halper (Hrsg.): Urbane Lebenswelten. Verlag Noir, Wien 2012, ISBN 978-3-9503255-2-2, Integration, Inklusion und Diversität, S. 19–24.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Barbara Coudenhove-Kalergi, In Austria le elezioni europee si fanno improvvisamente interessanti, su Internazionale, 20 maggio 2019. URL consultato il 28 maggio 2019.
  2. ^ Giulia Avataneo, Sfiduciato dal parlamento austriaco il cancelliere Kurz, su it.euronews.com. URL consultato il 28 maggio 2019.
  3. ^ (DE) So lange dauert es noch bis zu den Nationalratswahlen 2017:, Kleine Zeitung.
  4. ^ (DE) Wahldossier Kleine Zeitung
  5. ^ (DE) Sebastian Kurz: Prinz Gutgelaunt. In: profil.at. 13 dicembre 2013
  6. ^ (DE) Trauen Sie sich alles zu, Herr Kurz?, Kronen Zeitung, 17 dicembre 2013
  7. ^ Wie Flüchtlinge Sebastian Kurz’ Kindheit prägten, su welt.de, Die Welt. URL consultato il 23 febbraio 2018.
  8. ^ (DE) Sebastian Kurz hat Wurzeln am Balkan, Heute.
  9. ^ (DE) Sebastian Kurz' Großmutter stammt aus einem Städtchen in der Vojvodina [Sebastian Kurz's grandmother is from a town in Vojvodina], su Kosmo, Twist Zeitschriften Verlag GmbH, 23 gennaio 2018, Vienna. URL consultato il 20 marzo 2018.
  10. ^ Il più giovane ministro degli esteri, Italiaoggi. URL consultato il 1º settembre 2014.
  11. ^ Curriculum Vitae, su The Federal Minister for Europe, Integration and Foreign Affairs, Federal Ministry for Europe, Integration and Foreign Affairs, Republic of Austria. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  12. ^ (DE) Wer ist wer, su Sebastian Kurz, Parliament, Republic of Austria. URL consultato il 5 dicembre 2017.
  13. ^ Der Außenminister, der sich mit der Türkei anlegt, Stern, 16 agosto 2016. URL consultato il 24 dicembre 2017.
  14. ^ (EN) Tobias Rapp, Ein Mann, ein Programm, Spiegel Online, 26 maggio 2017. URL consultato il 24 dicembre 2017.
  15. ^ L’Austria avrà un ministro di 27 anni, il Post. URL consultato il 1º settembre 2014.
  16. ^ Austria, il nuovo ministro degli Esteri Sebastian Kurz ha 27 anni, Il Messaggero. URL consultato il 1º settembre 2014.
  17. ^ Giovane diplomazia austriaca, Rai. URL consultato il 1º settembre 2014.
  18. ^ Austria, il “rottamatore” Kurz diventa ministro degli Esteri: ha 27 anni, il Fatto Quotidiano. URL consultato il 1º settembre 2014.
  19. ^ Armi contro i terroristi, via libera da Bruxelles, il Giornale. URL consultato il 1º settembre 2014.
  20. ^ Iraq, dall’Europa via libera alle armi ai curdi. Mogherini: “Per l’Italia decide il Parlamento”, La Stampa. URL consultato il 1º settembre 2014.
  21. ^ Migranti, Kurz ad Alfano: "Tenerli a Lampedusa. Stop flusso verso Nord o chiuderemo confini", in Repubblica.it, 20 luglio 2017.
  22. ^ È ora di conoscere Sebastian Kurz - Il Post, in Il Post, 14 ottobre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  23. ^ Austria, governo Kurz pensa a cittadinanza per i sudtirolesi. Roma: "Avrebbe effetti gravissimi" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 18 dicembre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  24. ^ Migranti, anche l'Austria contro le quote Ue. Kurz: "Fallimento. Aiuto anche militare nei continenti di provenienza" - Il Fatto Quotidiano, in Il Fatto Quotidiano, 24 dicembre 2017. URL consultato il 2 gennaio 2018.
  25. ^ (DE) Ingrid Steiner-Gashi, Eiliger Antrittsbesuch in Brüssel: Kurz will Zweifel zerstreuen, in Kurier.at, 18 dicembre 2017. URL consultato il 7 maggio 2018.
  26. ^ Tonia Mastrobuoni, Austria, il video che imbarazza il Cancelliere: il vice fa affari con i russi, su repubblica.it, la Repubblica, 17 maggio 2019. URL consultato il 20 maggio 2019 (archiviato il 18 maggio 2019).
  27. ^ Austria, si dimette il vice-cancelliere Strache per il video sui legami dell'ultradestra con i russi, su Repubblica.it, 18 maggio 2019. URL consultato il 18 maggio 2019.
  28. ^ In Austria si vota di nuovo, su Il Post, 19 maggio 2019. URL consultato il 20 maggio 2019.
  29. ^ Austria, governo al collasso: via i ministri della destra populista, su Repubblica.it, 20 maggio 2019. URL consultato il 20 maggio 2019.
  30. ^ Caos a Vienna, si dimettono tutti i ministri populisti, su ANSA.it, 20 maggio 2019. URL consultato il 20 maggio 2019.
  31. ^ (EN) Austrian chancellor calls for new elections after leader of far-right ally resigns in scandal, su www.washingtonpost.com. URL consultato il 18 maggio 2019.
  32. ^ (EN) Austrian Leader Calls for Snap Election After Far-Right Vice Chancellor Resigns, su www.nytimes.com. URL consultato il 18 maggio 2019.
  33. ^ (EN) Austria chancellor calls for snap election after corruption scandal, su www.bbc.com. URL consultato il 18 maggio 2019.
  34. ^ a b c Il Parlamento austriaco ha sfiduciato il cancelliere Sebastian Kurz, su Il Post, 27 maggio 2019. URL consultato il 27 maggio 2019.
  35. ^ Spö e Fpö voteranno sfiducia a Kurz - Trentino AA/S, su Agenzia ANSA, 27 maggio 2019. URL consultato il 27 maggio 2019.
  36. ^ Austria: il Parlamento sfiducia Kurz - Ultima Ora, su Agenzia ANSA, 27 maggio 2019. URL consultato il 27 maggio 2019.
  37. ^ a b c d Austria, il Parlamento sfiducia il cancelliere e lui lancia la campagna per la sua rielezione, su la Repubblica.it, 27 maggio 2019. URL consultato il 27 maggio 2019.
  38. ^ Andrea Muratore, Ora i sovranisti dichiarano guerra a Kurz, Il Giornale, 27 maggio 2019
  39. ^ (DE) Kurz: Das ist seine First Lady, in Österreich, 2 luglio 2017. URL consultato il 5 ottobre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sebastian Kurz, in: Internationales Biographisches Archiv 03/2014 vom 14. Januar 2014, im Munzinger-Archiv (Artikelanfang frei abrufbar)
  • Barbara Tóth, Nina Horaczek: Sebastian Kurz: Österreichs neues Wunderkind?, Residenz-Verlag, Salzburg 2017, ISBN 978-3-7017-3451-1
  • Paul Ronzheimer: Sebastian Kurz: Die Biografie, Verlag Herder, Freiburg 2018, ISBN 978-3-451-39977-0

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