Carl Bildt

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Carl Bildt
Carl Bildt under nationaldagsfirande vid Skansen 2009.jpg

Primo ministro della Svezia
Durata mandato 4 ottobre 1991 –
7 ottobre 1994
Capo di Stato Carlo XVI Gustavo
Predecessore Ingvar Carlsson
Successore Ingvar Carlsson

Ministro degli affari esteri
Durata mandato 6 ottobre 2006 –
3 ottobre 2014
Primo ministro Fredrik Reinfeldt
Predecessore Jan Eliasson
Successore Margot Wallström

Alto rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina
Durata mandato 14 dicembre 1995 –
18 giugno 1997
Predecessore carica stabilita
Successore Carlos Westendorp

Leader del Partito Moderato
Durata mandato 23 agosto 1986 –
4 settembre 1999
Predecessore Ulf Adelsohn
Successore Bo Lundgren

Dati generali
Partito politico Partito Moderato
Università Università di Stoccolma
Firma Firma di Carl Bildt

Nils Daniel Carl Bildt (Halmstad, 15 luglio 1949) è un politico e diplomatico svedese, Primo ministro della Svezia dal 1991 al 1994.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato Primo ministro dal 4 ottobre 1991 al 7 ottobre 1994 e leader del Partito Moderato dal 1986 al 1999.

Dal 1998 è sposato con l'italiana Anna Maria Corazza, conosciuta nei Balcani mentre lei stava lavorando per una missione delle Nazioni Unite.

Bildt è stato Inviato Speciale dell'Unione europea in Yugoslavia durante le Guerre jugoslave a partire da Giugno 1995, vicepresidente della Conferenza di Pace di Dayton nel Novembre 1995 e Alto Rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina da Dicembre 1995 a Giugno 1997, subito dopo la Guerra in Bosnia. Dal 1999 al 2001, è stato Inviato Speciale delle Nazioni Unite per i Balcani.

Il 6 ottobre 2006 è stato nominato Ministro degli Esteri nel governo retto da Fredrik Reinfeldt.

Controversie e critiche[modifica | modifica wikitesto]

Diversi politici e giornalisti hanno evidenziato la questione del conflitto di interessi tra alcune posizioni assunte da Carl Bildt in politica internazionale e i suoi interessi privati come imprenditore, in particolare con il colosso del gas russo Gazprom e Lundin Petroleum, compagnia petrolifera attiva in Sudan.[1][2]

Carl Bildt è stato criticato per il suo ruolo di mediatore nella Guerra di Bosnia. Da primo ministro, fu infatti accusato di indifferenza alla pulizia etnica e genocidio commesso dalle forze serbo-bosniache ai danni dei civili croati e musulmani.[3][4]

Secondo le rivelazioni di WikiLeaks, i diplomatici americani considerano Bildt "cocciuto", "arrogante" e dotato di "limitate abilità poiliche".[5] Bildt è stato anche decritto dagli stessi come una persona che pensa di avere molto più potere ed influenza di ciò che ha veramente, è stato infatti definito "un pesce di media taglia con l'attitudine a pesce grosso".[6] Al presidente statunitense George W. Bush fu infatti consigliato di "far finta di assecondare il desiderio di Bildt di operare ad alti livelli", e di fingere di essere impressionato dai suoi precedenti incarichi internazionali.[7] Secondo alcune fonti, WikiLeaks possiede dei documenti che dimostrano come Carl Bildt sia una spia americana, tuttavia alcuni giornalisti credono che si tratti di una campagna diffamatoria contro la Svezia per aver concesso l'estradizione di Julian Assange.[8]

In merito alla Crisi ucraina, in un'intervista a Radio Svezia il 15 marzo 2014, Bildt ha dichiarato che considera il Referendum sull'autodeterminazione della Crimea del 2014 illegale e "non valido, non importa cosa voteranno le persone". Ha poi evitato di rispondere alle domande sul ruolo del partito ucraino di estrema destra Svoboda, durante i disordini di Majdan, dicendo "non descriverò cosa è quel partito".[9]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di I classe dell'Ordine della croce della terra mariana (Estonia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine della croce della terra mariana (Estonia)
Commendatore di gran croce dell'Ordine della rosa bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di gran croce dell'Ordine della rosa bianca (Finlandia)
Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 24 marzo 2009[10]
Commendatore di gran croce dell'Ordine delle tre stelle (Lettonia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di gran croce dell'Ordine delle tre stelle (Lettonia)
Gran croce dell'Ordine del granduca Gediminas (Lituania) - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine del granduca Gediminas (Lituania)
— 2009
Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale norvegese al merito - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine reale norvegese al merito
Gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia - nastrino per uniforme ordinaria Gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica di Polonia
— 2011
Cavaliere di gran croce onorario dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce onorario dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio (Regno Unito)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Fedele Servizio (Romania) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Fedele Servizio (Romania)
— 2008[11]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ PM Nilsson, "Bildt måste gå", Expressen, 11 January 2007 (SV) .
  2. ^ Fredrik Malm, "Bildt måste byta politik eller avgå", Expressen, 15 January 2007 (SV) .
  3. ^ Dilsa Demirbag-Sten, Oförebildtlig, Expressen, 16 October 2006 (SV) .
  4. ^ (SV) Per Ahlmark, Du vet ju hur Carl är, in Dagens Nyheter, 24 ottobre 2006. URL consultato il 28 marzo 2009.
  5. ^ (SV) Mikael Holmström, Bildt ger USA problem, in Svenska Dagbladet, 6 dicembre 2010. URL consultato il 12 luglio 2011.
  6. ^ (SV) Thomas Larsson, Bildt har begränsad politisk förmåga, in Sveriges Television, 5 dicembre 2010. URL consultato il 12 luglio 2011.
  7. ^ (SV) Mikael Stengård, Bildt har satt på sig en för stor kostym, in Aftonbladet, 5 dicembre 2010. URL consultato il 12 luglio 2011.
  8. ^ (SV) Expressen: Carl Bildt läcker till USA - Hbl.fi/nyheter, Hbl.fi, 22 febbraio 2012. URL consultato il 12 giugno 2012.
  9. ^ Bildt: Crimea referendum illegal, in Sveriges Radio, 15 marzo 2014. URL consultato il 15 marzo 2014.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ Tabella degli insigniti.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (SV) Carl Bildt, Hallänning, svensk, europé, Stockholm, Bonnier, 1991, ISBN 91-34-51204-7.
  • (SV) Carl Bildt, Den enda vägen, Stockholm, Moderata samlingspartiet, 1994, ISBN 91-85816-09-4.
  • (SV) Carl Bildt, Uppdrag fred, Stockholm, Norstedt, 1997, ISBN 91-1-300324-0.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Primo ministro della Svezia Successore Flag of Sweden.svg
Ingvar Carlsson 4 ottobre 1991 - 7 ottobre 1994 Ingvar Carlsson
Predecessore Ministro degli affari esteri della Svezia Successore
Jan Eliasson 6 ottobre 2006 - 3 ottobre 2014 Margot Wallström
Predecessore Alto rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina Ohr-logo2-a.jpg Successore Coat of arms of Bosnia and Herzegovina.svg
nuova carica 14 dicembre 1995 - 18 giugno 1997 Carlos Westendorp
Predecessore Leader del Partito Moderato Successore Nya moderaterna.jpg
Ulf Adelsohn 23 agosto 1986 - 4 settembre 1999 Bo Lundgren


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