Svoboda (partito politico)

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Unione Pan-Ucraina "Libertà"
(UK) Всеукраїнське Об'єднання "Свобода"
Vseukraїns'ke Ob'jednannja "Svoboda"
Logo of the All-Ukrainian Union "Freedom".svg
LeaderOleh Tjahnybok
StatoUcraina Ucraina
SedeKiev
Fondazione13 ottobre 1991
IdeologiaNeonazismo[1][2][3]
Ultranazionalismo
Nazionalismo ucraino[4]
Conservatorismo nazionale
Conservatorismo sociale
Populismo di destra
Anticomunismo
CollocazioneDestra[5][6][7]/Estrema destra[4]
Affiliazione internazionaleNessuna
Seggi Verchovna Rada
1 / 450
 (2019)
Seggi Mis'ka Rada di Kiev
1 / 120
Seggi Regioni[8]
1 731 / 158 399
Iscritti15 000[9] (2010)
Colori     Blu
     Giallo
Sito webwww.svoboda.org.ua

Svoboda (dall'ucraino: Libertà), nome completo Unione Pan-Ucraina "Libertà" (Всеукраїнське Об'єднання "Свобода", Vseukraїns'ke Ob'jednannja "Svoboda"), è un partito politico ucraino, guidato da Oleh Tjahnybok.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La runa Wolfsangel, simbolo usato dalla Germania nazista

Partito Social Nazionalista Ucraino[modifica | modifica wikitesto]

Svoboda ha le sue origini nel Partito Social Nazionalista Ucraino (PSNU), organizzazione di stampo neonazista,[10][11] fondato il 13 ottobre 1991 e registrato ufficialmente il 16 ottobre 1995[12] da Andrij Parubij, Oleh Tjahnybok, Yaroslav Andruškin e Jurij Kryvoručko.[13] Il partito adottò un emblema che molti definiscono simile al Wolfsangel, noto simbolo della Germania nazista,[13] sebbene il PSNU affermasse che tale simbolo significasse "Idea della Nazione" (I+N).[13]

Negli anni '90 il partito fu molto attivo nella difesa degli edifici religiosi legati alla Chiesa Ortodossa Ucraina - Patriarcato di Kiev, la cui proprietà veniva rivendicata dalla Chiesa Ortodossa Ucraina (Patriarcato di Mosca).[14] Le elezioni parlamentari del 1994 si rivelarono un fallimento per il PSNU, che ottenne solo lo 0,2% e nessun seggio; alle successive elezioni parlamentari del 1998, il partito ottenne lo 0,16%, in coalizione con altri movimenti di destra, riuscendo ad eleggere Tjahnybok alla Verchovna Rada. In Parlamento, Tjahnybok aderì al gruppo parlamentare del Movimento Popolare dell'Ucraina.[15]

Nel 1999 il PSNU istituì il movimento "Patriota dell'Ucraina", che divenne l'ala giovanile del partito.[16]

Nel 2001 il PSNU si unì alle proteste "Ucraina senza Kučma", scoppiate in seguito all'assassinio del direttore della Ukraïns'ka Pravda Georgij Gongadze, di cui il Presidente ucraino Leonid Kučma fu accusato di essere il mandante. Il partito non partecipò alle elezioni parlamentari del 2002, ma Tjahnybok fu rieletto nella lista del partito Ucraina Nostra.[17]

La svolta del 2004[modifica | modifica wikitesto]

Eletto presidente nel 2004, Tjahnybok operò una ripulitura dei ranghi e dell'immagine del partito, espellendo elementi neonazisti e ribattezzando il partito in "Unione Pan-Ucraina "Svoboda"" e sostituendo il simbolo "Idea della Nazione" con il simbolo di una mano che mostra tre dita (stilizzando il Tryzub, simbolo nazionale dell'Ucraina); venne inoltre sciolto il movimento giovanile "Patriota dell'Ucraina", considerato troppo estremista.[18][16] Nel frattempo, Parubij lasciò il partito, aderendo in seguito a Ucraina Nostra, movimento di centro-destra moderato guidato da Viktor Juščenko.[19]

Sempre nel 2004 Tjahnybok creò controversia per avere affermato, durante una celebrazione religiosa in onore dell'Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA), che il dovere degli ucraini era di combattere "la mafia giudeo-moscovita"; a causa di tali affermazioni, Tjahnybok venne espulso dal gruppo parlamentare Ucraina Nostra.[20]

La crescita dal 2009 al 2012[modifica | modifica wikitesto]

Il nuovo corso del partito ebbe risultati positivi per il partito: nel 2009 Svoboda divenne il primo partito nell'Oblast' di Ternopil', eleggendo 50 seggi su 120.[21] Nelle elezioni regionali del 2010, il partito ottenne il 20-30% nella Galizia Orientale, diventando una delle principali forze politiche locali.[22] Il partito non riuscì tuttavia a capitalizzare questi risultati nelle elezioni presidenziali del 2010, dove Tjahnybok ottenne l',143% dei voti.[23]

Nel 2010 Svoboda istituì l'organizzazione S14 come suo nuovo movimento giovanile: il gruppo è stato più volte accusato di essere un'organizzazione neonazista da vari esperti dell'estrema destra ucraina ed internazionale.[24]

Le elezioni parlamentari del 2012 videro il primo successo di Svoboda a livello nazionale: il partito ottenne il 10,45% e 37 seggi nella Verchovna Rada.[25] Durante le sessioni del nuovo parlamento, i membri di Svoboda si sono più volte scontrati con i parlamentari del Partito delle Regioni e del Partito Comunista dell'Ucraina, a volte anche fisicamente e violentemente.[26]

Maidan e ingresso nel governo[modifica | modifica wikitesto]

Svoboda ha avuto un ruolo rilevante nelle proteste di Euromaidan: diciotto esponenti del partito sono stati uccisi nelle proteste ed il partito è stato responsabile dell'abbattimento del monumento a Vladimir Lenin a Kiev.[27][28] Sempre durante Maidan, S14 ha rotto i rapporti con Svoboda per aderire al movimento nazionalista radicale Pravyi Sektor.

In seguito alla rivoluzione ucraina del 2014 e alla destituzione del Presidente Viktor Janukovyč, Svoboda è entrata ufficialmente a far parte del Primo Governo Yatseniuk: esponenti di Svoboda nel governo erano il Vice Primo Ministro Oleksandr Sjch, il Ministro delle Politiche agricole Ihor Svaika ed il Ministro delle Risorse Naturali Andrij Mokhnijk.[29] Esponenti del partito vennero nominati governatori degli Oblast di Poltava, Ternopil e Rivne.[30]

Nonostante ciò, le elezioni presidenziali del 2014 si rivelarono un fallimento per il partito: Tjahnybok ottenne solo l'1,18%.[31] Il 24 luglio 2014 Svoboda lasciò la maggioranza di governo.[32]

Il declino[modifica | modifica wikitesto]

Voti ricevuti (% dei voti totali) nelle regioni ucraine nelle elezioni parlamentari del 2014.

Nelle elezioni parlamentari del 2014 il partito ottenne 6 seggi dai collegi elettorali; Svoboda ricevette il 4,71% dei voti, non abbastanza per raggiungere la soglia del 5% necessaria per ottenere seggi sulla lista nazionale.[33] Il dimezzarsi delle preferenze al partito dipese dalla valutazione negativa dell'operato di governi regionali comprendenti membri di Svoboda.[34] Svoboda non vinse nessun collegio elettorale nel suo vecchio bastione elettorale, l'oblast' di Leopoli.[34] La concorrenza di altri partiti dai toni patriottico-nazionalisti, anticomunisti e antirussi contribuì a peggiorare i risultati.[34]

Il 12 novembre 2014 i ministri di Svoboda nel Governo Yatsenyuk diedero le dimissioni, divenendo ministri ad interim fino alla formazione di un nuovo governo.[35] Anche i governatori di Svoboda degli Oblast di Poltava, Ternopil e Rivne diedero le dimissioni e furono formalmente congedati dal presidente Petro Poroshenko il 18 novembre 2014.[36]

Negli anni successivi Svoboda, pur riuscendo a far rieleggere alcuni suoi esponenti divenuti sindaci nel 2010 (a Ternopil', Ivano-Frankivs'k e Chmel'nyc'kyj)[37], Svoboda non ha più recuperato la precedente popolarità: nelle elezioni parlamentari del 2019, Svoboda (in coalizione con Pravyj Sektor, Corpi Nazionali e altri partiti nazionalisti) ha ottenuto solo il 2,15% dei voti, eleggendo un solo parlamentare,[38] mentre alle elezioni presidenziali del 2019, il candidato dell'estrema destra Ruslan Košuljnskji ha ottenuto appena l'1,16% dei voti.[39]

Ideologia[modifica | modifica wikitesto]

Svoboda è stato definito da alcuni analisti politici come un partito ultranazionalista e neonazista[1][3][2][11] che si richiama a Stepan Bandera.[11] Il partito si dice favorevole a un sistema di governo presidenziale.[40]

La piattaforma di Svoboda del 2014 si basa sui seguenti punti:[40]

  • Ucraina come repubblica presidenziale.
  • Lustratio del passato comunista dagli apparati statali.
  • Persecuzione criminale della "Ucrainofobia"
  • Diritto alla cittadinanza solo per ius sanguinis, fatti salvi coloro che abbiano vissuto in Ucraina per almeno 15 anni e ne abbiano dimostrato la conoscenza delle istituzioni, cultura e lingua.
  • Rinuncia agli accordi di Kharkov del 2010 (affitto della base navale di Sebastopoli alla Russia).
  • Impeachment di Viktor Janukovyč.
  • Bando all'aborto e alla sua pubblicizzazione eccetto per casi medici e violenze, imprigionamento dai 3 ai 5 anni per chi viola la legge.
  • Diritto a portare e detenere armi.
  • Cancellazione delle tasse sui prodotti multimediali in lingua ucraina.
  • Nazionalizzazione delle maggiori imprese, fine della privatizzazione delle terre, terre assegnate dallo stato in via ereditaria e maggior controllo sul sistema bancario.
  • Reintroduzione dell'indicazione di appartenenza etnica su passaporti e certificati di nascita.
  • Rappresentanze su base etnica degli ucraini etnici e delle minoranze negli apparati statali.
  • Fermo sull'adozione di ucraini da parte di non ucraini.
  • Abolizione dell'autonomia della Crimea.
  • Abolizione dell'IVA.
  • Decomunistizzazione delle vie pubbliche (strade, piazze, ecc..).
  • Abbandono della CSI.
  • Entrata nella NATO[5].
  • Ri-acquisizione di armamenti nucleari tattici da parte dell'Ucraina.

Il partito ha avuto dal 2009 lo status di osservatore all'interno dell'Alleanza Europea dei Movimenti Nazionali,[40] abbandonato il 20 marzo 2014 a causa della simpatia mostrata da diversi membri dell'Alleanza per l'intervento militare russo in Ucraina del 2014.[41]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Elezione Voti % Seggi
Parlamentari 2006 91.321 0,36 0
Parlamentari 2007 178.660 0,76 0
Parlamentari 2012 2.129.246 10,45 38
Parlamentari 2014 742.022 4,71 7
Parlamentari 2019 315.568 2,15 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Analysis: U.S. Cozies Up to Kiev Government Including Far Right, su nbcnews.com.
    «Some policy analysts have called Svoboda ultra-nationalist and even neo-Nazi.»
  2. ^ a b Local Jews in shock after Ukrainian city of Konotop elects neo-Nazi mayor, su jpost.com, 22 dicembre 2015.
    «Mayor Artem Semenikhin of the neo-Nazi Svoboda party.»
  3. ^ a b Ukraine Transition Government: Neo-Nazis in Control of Armed Forces, National Security, Economy, Justice and Education, su globalresearch.ca.
    «Svoboda is the Neo-Nazi, ultra-right, anti-Semitic, Russophobic party with its base of support in the Western Ukraine»
  4. ^ a b (EN) Wolfram Nordsieck, Ukraine, su Parties and elections. URL consultato il 17 agosto 2013.
  5. ^ a b Tadeusz A. Olszański, Svoboda Party – The New Phenomenon on the Ukrainian Right-Wing Scene, in Centre for Eastern Studies, OSW Commentary, n. 56, 4 luglio 2011, p. 6. URL consultato il 27 settembre 2013.
  6. ^ Encyclopædia Britannica, Britannica Book of the Year 2010, Encyclopædia Britannica, Inc., 2010, p. 478.
    Ukraine publishes final polls results, in The Voice of Russia, 13 novembre 2012.
  7. ^ Natallia Radzina, Vitaliy Portnikov: First Belarus, then Russia will follow after Ukraine, in Charter '97, 7 febbraio 2014.
  8. ^ (UK) Кандидати, яких обрано депутатами рад, in www.cvk.gov.ua, 15 novembre 2015. URL consultato il 15 novembre 2015 (archiviato dall'url originale il 21 novembre 2015).
  9. ^ (EN) Tadeusz Olszański, Svoboda party – the new phenomenon on the Ukrainian right-wing scene, su osw.waw.pl, Centre for Eastern Studies, 5 luglio 2011. URL consultato il 17 agosto 2013 (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2012).
  10. ^ Hillary, Putin's no Hitler, su edition.cnn.com, 6 marzo 2014.
  11. ^ a b c I neo-Nazi imperversano in Ucraina, ma il Nazismo non è più il "male assoluto"(per l'Occidente)., su La Stampa, 30 novembre 2014. URL consultato il 2 aprile 2022.
  12. ^ Luhansk Oblast Council demands Svoboda Party be banned in Ukraine, su Kyiv Post, 12 maggio 2011.
  13. ^ a b c Peter Andrušenko, Шлях Тягнибока до Свободи, in Ukrayinskyi Zhurnal, 2009 (archiviato dall'url originale il 19 novembre 2014).
  14. ^ (UK) Історія ВО "Свобода", su ВО "Свобода", 22 settembre 2011.
  15. ^ (EN) Dieter Nohlen e Philip Stöver, Elections in Europe: A Data Handbook, Nomos, 2010, p. 1976, ISBN 978-3-8329-5609-7.
  16. ^ a b (EN) Tadeusz A. Olszański, Svoboda party – the new phenomenon on the Ukrainian right-wing scene, su OSW Centre for Eastern Studies, 5 luglio 2011.
  17. ^ (RU) Всеукраїнське об'єднання «Свобода», su ASD-inform. URL consultato il 6 maggio 2022.
  18. ^ Tadeusz A.Olszański, Svoboda Party – The New Phenomenon on the Ukrainian Right-Wing Scene (PDF), in Centre for Eastern Studies, 4 luglio 2011. URL consultato il 15 marzo 2022.
  19. ^ Anton Shekhovtsov, From Para-Militarism to Radical Right-Wing Populism, in Right-Wing Populism in Europe, 2013, pp. 249.
  20. ^ (EN) Svoboda: The rise of Ukraine's ultra-nationalists, in BBC News, 26 dicembre 2012.
  21. ^ Anton Shekhovtsov, The Creeping Resurgence of the Ukrainian Radical Right? The Case of the Freedom Party, in Europe-Asia Studies, vol. 63, n. 2, 2011, pp. 203–228.
  22. ^ (EN) Local government elections in Ukraine: last stage in the Party of Regions’ takeover of power, su OSW Centre for Eastern Studies, 4 novembre 2010.
  23. ^ (UK) Gazeta.ua, ЦВК оприлюднила офіційні результати 1-го туру виборів, su Gazeta.ua, 25 gennaio 2010.
  24. ^ A Fine Line: Defining Nationalism and Neo-Nazism in Ukraine, su web.archive.org, 29 giugno 2018 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2018).
  25. ^ (EN) Q&A: Ukrainian parliamentary election, in BBC News. URL consultato il 6 maggio 2022.
  26. ^ (EN) MPs throw punches in parliament, in BBC News. URL consultato il 6 maggio 2022.
  27. ^ (EN) Kiev's protesters: Ukraine uprising was no neo-Nazi power-grab, su The Guardian, 13 marzo 2014.
  28. ^ (EN) Victoria Butenko,Marie-Louise Gumuchian, Lenin statue toppled in Ukraine protest, su CNN, 8 dicembre 2013.
  29. ^ (EN) Svoboda party members in Ukrainian government resign – Deputy Premier Sych, su Interfax-Ukraine.
  30. ^ (RU) Тернопольскую ОГА возглавил Сиротюк, su criminal.segodnya.ua. URL consultato il 6 maggio 2022.
  31. ^ Poroshenko wins presidential election with 54.7% of vote - CEC < News < Home, su web.archive.org, 29 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 29 maggio 2014).
  32. ^ (EN) UDAR, Svoboda quit parliamentary coalition, su Interfax-Ukraine.
  33. ^ Poroshenko Bloc to have greatest number of seats in parliament Archiviato il 10 novembre 2014 in Internet Archive., Ukrainian Television and Radio (8 novembre 2014);People's Front 0.33% ahead of Poroshenko Bloc with all ballots counted in Ukraine elections - CEC, Interfax-Ukraine (8 November 2014) Poroshenko Bloc to get 132 seats in parliament - CEC, Interfax-Ukraine (8 November 2014)
  34. ^ a b c Tadeusz A. Olszański, A strong vote for reform: Ukraine after the parliamentary elections, OSW—Centre for Eastern Studies, 29 ottobre 2014.
  35. ^ "Svoboda party members in Ukrainian government resign"
  36. ^ Poroshenko dismisses governors of Poltava, Ternopil and Rivne regions – decree, Interfax-Ukraine (18 November 2014)
  37. ^ (EN) Winners and losers of Ukraine’s local elections, su Atlantic Council, 2 novembre 2020. URL consultato il 6 maggio 2022.
  38. ^ (RU) Результаты внеочередных выборов народных депутатов Украины 2019, su Украинская правда.
  39. ^ (EN) Zelenskiy wins first round but that's not the surprise, su Atlantic Council, 4 aprile 2019.
  40. ^ a b c Extreme Choices: Svoboda plays nationalist card, su kyivpost.com.
  41. ^ (UK) "Свобода" і європейські націоналісти: конфлікти є, війни нема "Svoboda" and European nationalists: conflicts are not the war, BBC Ukrainian (24 January 2013)
    Europe's Far Right Is Embracing Putin, Business Insider (10 April 2014)
    Oleh Tiahnybok withdraws Svoboda's membership within the Alliance of European National Movements Archiviato il 21 marzo 2014 in Internet Archive.

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