Comunità degli Stati Indipendenti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Comunità degli Stati Indipendenti
(RU) Содружество Независимых Государств (СНГ)
Sodružestvo Nezavisimykh Gosudarstv (SNG)
(AZ) Müstəqil Dövlətlər Birliyi
(BE) Садружнасць Незалежных Дзяржаў
(HY) Անկախ Պետությունների Համագործակցություն
(KK) Тәуелсіз Мемлекеттер Достастығы
(KY) Көз карандысыз мамлекеттердин шериктештиги
(TG) Иттиҳоди давлатҳои муштаракулманофеъ
(TK) Garaşsyz Döwletleriň Arkalaşygy
(UK) Співдружність Незалежних Держав
(UZ) Mustaqil Davlatlar Hamdoʻstligi
Flag of the CIS.svg
Bandiera ufficiale
Abbreviazione CSI
Tipo Organizzazione internazionale
Fondazione 8 dicembre 1991
Sede centrale Bielorussia Minsk
Area di azione ex Unione Sovietica
Comitato esecutivo Russia Sergej Nikolaevič Lebedev
Lingua ufficiale Russo
Sito web 
Paesi membri
CIS Map.svg
Membri
Associati
Ex membri
Statistiche complessive
Superficie 20.996.932 km²
Popolazione 276.917.629 (2008)
Densità 12,53 ab./km²
Fusi orari da UTC+2 a UTC+12
Valute
Questa voce è parte della serie
Storia della Russia

La Comunità degli Stati Indipendenti «CSI» (in russo: Содружество Независимых Государств «СНГ»?, traslitterato: Sodružestvo Nezavisimych Gosudarstv) è una confederazione composta da 9 delle 15 repubbliche dell'ex Unione Sovietica, dopo il ritiro di Georgia e Ucraina.

La sede della CSI è situata fin dalla sua fondazione a Minsk, capitale della Bielorussia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Dissoluzione dell'Unione Sovietica.

La Comunità degli Stati Indipendenti nacque formalmente l'8 dicembre 1991 con la firma dell'Accordo di Belaveža, sottoscritto dai Capi di Stato di Bielorussia, Russia e Ucraina in una dacia nella foresta di Białowieża (circa 50 chilometri a nord di Brėst). L'accordo entrò formalmente in vigore il 12 dicembre successivo, in seguito alla ratifica dei tre Stati. L'annuncio dell'accordo, a cui furono invitati anche le altre repubbliche nate dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, sancì di fatto la fine stessa dell'URSS.

Il 21 dicembre 1991, i leader di Armenia, Azerbaigian, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia, Turkmenistan, Tagikistan e Uzbekistan annunciarono la loro adesione alla CSI tramite la firma dei Protocolli di Alma-Ata, con i quali furono inoltre stabiliti i principi fondativi della Comunità. L'ultimo Stato ex-sovietico ad aderire alla CSI fu la Georgia, il 3 dicembre 1993.

Nel gennaio 1993, fu approvata lo Statuto della Comunità Indipendente degli Stati, in base alla quale fu formalizzato il requisito minimo per essere considerato "Stato membro" (ossia, in base all'articolo 7, aver ratificato la Statuto stesso). Il primo Stato a ratificarlo fu la Russia il 20 luglio 1993, a cui seguirono altri nove Paesi firmatari (l'ultimo fu il Kazakistan il 20 luglio 1994). Ucraina e Tagikistan furono gli unici due Stati a non aver mai ratificato lo Statuto: la prima contestò la scelta compiuta ad Almaty di riconoscere alla sola Russia lo status di "Stato successore" dell'URSS (in particolare all'interno dell'ONU), la seconda rivendicando il proprio status di neutralità. A entrambe fu riconosciuto lo status di "Stato associato", rispettivamente nel 1993 e nel 2005.

Nel febbraio 2006, la Georgia annunciò il ritiro del proprio rappresentante dal Consiglio dei Ministri della difesa della CSI, poiché «la Georgia ha intrapreso un cammino di integrazione nella NATO e non può prendere parte a due strutture militari simultaneamente».[1][2] Nell'agosto 2009, anche a seguito del conflitto in Ossezia del Sud, la Georgia si ritirò completamente dalla Comunità.

Nel 2014, in seguito alla crisi della Crimea e al conflitto nell'Ucraina orientale, il Parlamento ucraino ha discusso vari disegni di legge per il ritiro dalla CSI, senza mai però formalizzare il ritiro completo. Nel 2015, è stato annunciato il ritiro del rappresentante permanente dell'Ucraina, ma è stato confermato che la partecipazione sarebbe stata decisa di volta in volta, «in base all'argomento».[3][4]

Membri[modifica | modifica wikitesto]

Paese Entrata Ratifica dell'accordo
di fondazione
Ratifica dello statuto
Armenia Armenia 21 dicembre 1991 18 febbraio 1992 16 marzo 1994
Azerbaigian Azerbaigian 21 dicembre 1991 24 settembre 1993 14 dicembre 1993
Bielorussia Bielorussia 8 dicembre 1991 10 dicembre 1991 18 gennaio 1994
Kazakistan Kazakistan 21 dicembre 1991 23 dicembre 1991 20 aprile 1994
Kirghizistan Kirghizistan 21 dicembre 1991 6 marzo 1992 12 aprile 1994
Moldavia Moldavia 21 dicembre 1991 8 aprile 1994 27 giugno 1994
Russia Russia 8 dicembre 1991 12 dicembre 1991 20 luglio 1993
Tagikistan Tagikistan 21 dicembre 1991 26 giugno 1993 4 agosto 1993
Turkmenistan Turkmenistan¹ 21 dicembre 1991 26 dicembre 1991 Non ratificato
Ucraina Ucraina² 8 dicembre 1991 10 dicembre 1991 Non ratificato
Uzbekistan Uzbekistan 21 dicembre 1991 1º aprile 1992 9 febbraio 1994

¹ Membro associato dal 26 agosto 2005.
² Membro associato dal 1993, attualmente ha ritirato il suo rappresentante permanente.

Fini e scopi dell'organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Emblema del Centro antiterrorismo della CSI
Stemma della CSI

La CSI è nata in seguito alla dissoluzione dell'Unione Sovietica con lo scopo di costituire una più limitata forma di associazione tra i nuovi Stati indipendenti[senza fonte]. Sin dalla sua origine alla CSI non hanno partecipato gli Stati Baltici, ormai orientati subito verso gli Stati occidentali, la Scandinavia e l'Unione Europea.

Secondo alcuni[senza fonte] , anche questi limitati obiettivi si sono in realtà rivelati di difficile realizzazione e la CSI si è ben presto dimostrata incapace di porre un freno alle spinte centrifughe e ai conflitti fra gli stati nati dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, mancando sostanzialmente fra l'altro la realizzazione dell'obiettivo iniziale di realizzare una politica comune in materia di difesa.

Altri[senza fonte] sottolineano il fatto che l'organizzazione, nonostante abbia pochi poteri sovranazionali, è comunque più che un'entità simbolica e ha un reale potere di coordinamento nel commercio, nelle finanze, nel campo legislativo e nella sicurezza. Il più significativo sforzo della CSI è stato la creazione di una zona di libero scambio ed unione economica fra gli Stati membri, che è entrata in vigore nel 2005. Ha anche promosso iniziative di cooperazione nella democratizzazione e nella prevenzione dei crimini internazionali.

Durante le Olimpiadi del 1992, gli atleti degli Stati della CSI hanno gareggiato insieme per l'ultima volta: la squadra prese il nome di Squadra Unificata, concludendo tra l'altro al 1º posto per numero di medaglie. Da allora, ogni Stato membro affronta le competizioni sportive sotto la propria bandiera nazionale.

Integrazione economica[modifica | modifica wikitesto]

La CSI ha lo scopo di creare una zona di libero scambio tra i suoi membri. Il 16 luglio 2006 gli Stati membri, ad eccezione di Uzbekistan, Azerbaigian e Turkmenistan (Stato associato), hanno convenuto di abolire integralmente le tasse di importazione applicate al commercio di beni intracomunitari e di non alzare nel futuro le tasse all'esportazione.[5][senza fonte]

Organi della CSI[modifica | modifica wikitesto]

  • Consiglio dei Capi di Stato
  • Consiglio dei Capi di Governo
  • Consiglio dei Ministri degli Esteri
  • Comitato esecutivo

Strutture militari / cooperazione di polizia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sistema di difesa aerea della CSI
  • Centro antiterrorismo della CSI
  • Consiglio dei Comandanti delle truppe di frontiera

Altri organismi della CSI[modifica | modifica wikitesto]

  • Consiglio per la cooperazione umanitaria

Organizzazioni collegate[modifica | modifica wikitesto]

  • Assemblea interparlamentare degli Stati membri della CSI
  • Organizzazione per il monitoraggio elettorale della CSI
  • Commonwealth regionale nel campo delle comunicazioni
  • Central Asian Regional Information and Coordination Centretre

Segretari esecutivi della CSI[modifica | modifica wikitesto]

Riunione dei leader della CSI a Bishkek nel 2008
Nome Paese Mandato
Ivan Korotčenja Bielorussia Bielorussia 26 dicembre 1991 - 29 aprile 1998
Boris Berezovskij Russia Russia 29 aprile 1998 - 4 marzo 1999
Ivan Korotčenja (facente funzioni) Bielorussia Bielorussia 4 marzo - 2 aprile 1999
Jurij Jarov Russia Russia 2 aprile 1999 - 14 giugno 2004
Vladimir Rušajlo Russia Russia 14 giugno 2004 - 5 ottobre 2007
Sergej Lebedev Russia Russia dal 5 ottobre 2007

Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

Nazione Popolazione (2015) PIL 2007 PIL 2012 Crescita PIL (2007/2012) PIL pro capite (2007) PIL pro capite (2012)

[6]

Bielorussia 9,475,100 45,275,738,770 58,215,000,000 4.3% 4,656 6,710
Kazakistan 17,417,447 104,849,915,344 196,642,000,000 5.2% 6,805 11,700
Kirghizistan 5,776,500 3,802,570,572 6,197,000,000 0.8% 711 1,100
Russia 146,270,033 1,294,381,844,081 2,022,000,000,000 3.4% 9,119 14,240
Tagikistan 8,610,000 2,265,340,888 7,263,000,000 2.1% 337 900
Uzbekistan 31,025,500 22,355,214,805 51,622,000,000 4.1% 831 1,800
Azerbaigian 9,356,100 33,049,426,816 71,043,000,000 3.8% 3,829 7,500
Moldavia 3,558,200 4,401,137,824 7,589,000,000 4.4% 1,200 2,100
Armenia 3,022,000 9,204,496,419 10,551,000,000 2.1% 2,996 3,500

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN131775197 · LCCN: (ENn92019874 · ISNI: (EN0000 0001 2159 2250 · GND: (DE2128486-6 · BNF: (FRcb12333917h (data) · NLA: (EN35168055