Grande Bulgaria

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Grande Bulgaria
Grande Bulgaria - Stemma
Grande Bulgaria - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Grande Bulgaria Antica
Nome ufficiale Стара Велика България
Lingue ufficiali Proto-bulgaro
Lingue parlate Gotico di Crimea
Capitale Fanagoria (632–665)
Politica
Forma di Stato Impero
Forma di governo Monarchia assoluta
Khan Sovrani di Bulgaria
Nascita 632 con Kubrat
Causa Kubrat eredita il trono
Fine 668 con Batbajan di Bulgaria
Causa La Grande Antica Bulgaria è conquistata dai cazari
Territorio e popolazione
Bacino geografico Penisola balcanica
Religione e società
Religione di Stato Tengrismo
Religioni minoritarie Paganesimo
Grande Bulgaria - Mappa
Evoluzione storica
Preceduto da Palaeologoi eagle XV c.png Impero bizantino
Succeduto da Monogram on the silver eagle from the Voznesenka treasure.svg Primo impero bulgaro
Ora parte di Bulgaria Bulgaria

La Grande Bulgaria o Grande Bulgaria Antica (Παλαιά Μεγάλη Βουλγαρία nelle cronache bizantine, altro nome in bolğar: Onoguria/Onoghuria) era uno Stato bulgaro, fondato dal khan Kubrat, esistente nel VII secolo d.C. a nord del Caucaso nelle steppe tra il fiume Nistro e il basso corso del Volga.[1]

Kubrat[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Kubrat.

Kubrat (o Kurt o Houvrat) era membro del clan Dulo e l'erede al trono bulgaro. Passò la sua adolescenza nell'Impero bizantino, dove venne educato e battezzato,[2] mentre il suo zio materno Organa era il reggente della sua tribù.

Circa nel 628 Kubrat fece ritorno in patria e prese la guida del suo popolo, con molta probabilità sotto l'approvazione degli avari. Poco tempo dopo riuscì a rovesciare la dominazione avara e anche a separarsi dal Khaganato dei turchi occidentali (che era invischiato in varie guerre dinastiche).

Fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 610 e il 615 il khan Kubrat riuscì a unire le due principali tribù bulgare, Kotrag e Onogondur, sotto un unico governo, creando una potente confederazione, a cui gli autori medievali si riferivano come La Grande Bulgaria,[3] conosciuta anche come Onoghuria. Alcuni studiosi affermano che includesse anche gli sconfitti avari e si estendesse fino alla pianura pannonica. Si presume che la capitale fosse l'antica città di Fanagoria sulla penisola di Taman. La tomba di Kubrat è stata ritrovata nel 1912 a Pereščepina, in Ucraina.[4]

Disgregazione e Stati successori[modifica | modifica wikitesto]

Gli eventi che si svolsero dopo la morte di Kubrat vennero descritti dal patriarca bizantino Niceforo I.[3] Al tempo dell'imperatore Costantino IV narrò che Kubrat morì e Batbajan, il maggiore dei suoi cinque figli, fu lasciato a reggere lo Stato. Sotto una forte pressione khazara, gli altri figli di Kubrat non seguirono il consiglio del padre di rimanere uniti per fronteggiare il nemico e partirono separando le varie tribù.

Bulgari del Volga[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bulgaria del Volga.

Kotrag, il capo dei kоtraguri (o kotraghi), partì alla volta del medio corso del Volga, dove si stabilì e fondò lo Stato della Bulgaria del Volga, alla confluenza del Volga e del Kama, uno Stato che divenne in breve molto prospero. I bulgari del Volga, o bulgari d'argento, come venivano chiamati al tempo, si convertirono volontariamente all'Islam nel IX secolo e riuscirono a preservare la propria identità nazionale fino al XIII secolo, respingendo i primi attacchi dei mongoli nel 1223, diventando l'unico popolo ad aver sconfitto Gengis Khan. Tuttavia vennero comunque assorbiti e la loro capitale Bolğar divenne una città capitale del Khanato dell'Orda d'Oro e i bulgari si mischiarono con i tatari. Si ritiene che i cittadini delle moderne repubbliche russe del Tatarstan e della Čuvašija siano i discendenti di questi bulgari.

Bulgari in Macedonia[modifica | modifica wikitesto]

Kuber con un'altra parte dei kutriguri si separò e si diresse dapprima in Pannonia, riconoscendo apparentemente l'autorità del Khaganato degli avari e in seguito, dopo un tentativo fallito di prendere il potere nel Khaganato, si diresse e si stabilì in Macedonia. Si stabilirono nella regione di Keremisia e tentarono inutilmente di catturare la città di Salonicco. In seguito il loro Stato si è unito con la Bulgaria danubiana (809).

Bulgari in Italia settentrionale[modifica | modifica wikitesto]

La perdurante testimonianza di una presenza nell'Italia settentrionale altomedievale di gruppi di antichi Bulgari, molto probabilmente immigrati al seguito dei longobardi, viene fornita da alcuni toponimi come quello della Burgaria (anche Burgària o Burgarìa) un antico contado (contea) dell'alto Medioevo, corrispondente all'attuale nord-ovest della provincia di Milano (o anche parte meridionale dell'Alto Milanese), ricordato come uno dei contadi in cui si suddivideva la Marca di Lombardia sotto la dominazione dei longobardi e dei franchi.

La più antica esistenza di un Comitatus Burgarensis viene menzionata in tre diplomi rispettivamente dell'877, dell'890 e del 919 d.C.[5]

Un'altra indicazione toponimica è data tra le altre da quella del paese di Bulgarograsso, in provincia di Como.

Bulgari in Italia meridionale[modifica | modifica wikitesto]

Altri bulgari, circa nel 652, condotti dal loro duca Alzeco (anche Alzecco, Altsek, Alcek) cercarono rifugio dagli avari con i longobardi e richiesero della terra[6] al re longobardo Grimoaldo I di Benevento in cambio dei servizi militari "per una ragione sconosciuta", sistemandosi all'inizio vicino a Ravenna[7] e in seguito muovendosi verso sud. Grimoaldo mandò Alzeco e i suoi seguaci a suo figlio Romoaldo a Benevento e venne loro assegnata da lui la terra a nord-est di Napoli nelle "spaziose, ma al tempo deserte" città di Sepino, Bovianum (Boiano) e Isernia, nell'odierno Molise. Invece di essere confermato quale duca, Alzeco venne insignito del titolo longobardo di gastaldo. Paolo Diacono nella sua Historia gentis Langobardorum, scrisse dopo il 787 che al suo tempo i bulgari abitavano ancora quell'area e che avevano cominciato a parlare "latino" anche se "non hanno dimenticato l'uso della propria lingua".[8]

Durante degli scavi nella necropoli di Vicenne-Campochiaro vicino a Bojano, che risale al VII secolo, sono stati ritrovati 130 sepolture tra cui tredici erano di uomini accanto a cavalli con manufatti di origine germanica e avara.[9][10][11] Le sepolture dei cavalli erano caratteristiche dei nomadi dell'Asia centrale e perciò queste tombe sono chiaramente quelle dei bulgari che si erano insediati in Molise e in Campania.[12]

Bulgari caucasici o Balcari[modifica | modifica wikitesto]

Il popolo di Batbajan, i cosiddetti bulgari neri, rimasero nella loro patria e vennero poco dopo sottomessi ai cazari. Si ritiene che gli odierni balcari siano i discendenti della tribù di Batbajan anche se chiamano se stessi malcari (dal fiume Malka) e parlano una lingua turca di tipo Kipčaco.

Primo impero bulgaro[modifica | modifica wikitesto]

Asparuh, il successore di Kubrat, conquistò la Mesia e la Dobrugia dall'Impero bizantino nel 680 e diede vita al primo impero bulgaro.

Etimologia di Onoguria[modifica | modifica wikitesto]

Le variazioni del termine Onoguria sono: Onoghuria, Onoguri, Onoghuri, Onghur, Ongur, Onghuri, Onguri, Onghuria, Onguria, Onogundur, Unogundur e Unokundur.

Ci sono numerose speculazione sull'origine del nome Onogur:

  • Nella moderna lingua degli avari caucasici, Onoguria può significare "eterno", da uno – sempre e guro – durare.
  • Alcuni derivano il nome dalle parole turche On (dieci) e Ghur (freccia) che in combinazione possono diventare "dieci frecce", cioè "una federazione di dieci tribù".
  • Un'altra spiegazione indica che, dato che nelle lingue turche la z tende a diventare r spostandosi verso ovest, l'etnonimo Oguz/Oghuz sarebbe suonato Ogur/Oghur a ovest. Allora Onogur avrebbe significato "dieci clan di Oguz/Oghuz". In supporto a questa teoria sta il fatto che i bulgari venivano considerati tra i dieci figli di Togarmah (il mitico antenato dei turchi) nella corrispondenza cazara.
  • Altri invece collegano Onogur a Unok-vndur, un popolo bulgaro menzionato nelle prime fonti armene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Theofane,Op. cit., p. 356-357
  2. ^ Ioannes di Nikiû, Chronicle
  3. ^ a b Patriarca Niceforo I di Costantinopoli, Historia syntomos, breviarium
  4. ^ Rašo Rašev, Die Protobulgaren im 5.-7. Jahrhundert, Orbel, Sofia, 2005 (in Bulgarian, German summary)
  5. ^ Vincenzo d'Amico, I Bulgari Stanziati Nelle Terre D'Italia Nell'Alto Medio Evo: http://ziezi.tripod.com/amico/kn1.htm
  6. ^ Vincenzo d'Amico, Cap. I. Ragione Dello Scritto: http://ziezi.tripod.com/amico/italiano.htm
  7. ^ Alsek giunse in Italia con un seguito di circa 2.000 seguaci chiedendo, e ottenendo, dapprima ospitalità ai bizantini nell'esarcato di Ravenna. Si mosse poi a sud col permesso del longobardo Grimoaldo alla guida di circa 700 individui.
  8. ^ Paulus Diaconis, Historia gentis Langobardorum, Monte Cassino, 787, Libro V capitolo 29.
  9. ^ Bruno Genito, Sepolture Con Cavallo Da Vicenne (CB) (PDF), in I° Congresso Nazionale di Archeologia Medievale., 2001. URL consultato il 27 settembre 2007.
  10. ^ M. G. Belcastro, Faccini F., Anthropological and cultural features of a skeletal sample of horsemen from the medieval necropolis of Vicenne-Campochiaro (Molise, Italy), in Collegium antropologicum (Coll. antropol.) ISSN 0350-6134, vol. 25, nº 2, 2001, pp. 387-401. URL consultato il 27 settembre 2007.
  11. ^ Longobard necropolis of Campochiaro, italia.it. URL consultato il 27 settembre 2007.
  12. ^ Conte Miltenova, N. - I Bulgari di Gallo Matese - Prefazione e postfazione di Giuseppe Mario Tufarulo; Passaporto Editore, Roma, 1993. - C.N.R.

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