Penisola di Crimea

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Coordinate: 45°03′N 34°04′E / 45.05°N 34.066667°E45.05; 34.066667

Crimea
RepublicOfCrimeaEuropeMap.png
Stati Russia Russia (de facto)
Ucraina Ucraina (de iure)
Superficie 26 081 km²
Abitanti 1 963 000
Lingue russo, ucraino, tataro di Crimea
Map of the Crimea.png
Un'immagine della penisola di Crimea vista da un satellite, tra il mar d'Azov e il mar Nero.

La penisola di Crimea (in ucraino: Кримський півострів?, traslitterato: Krymśkyj pivostriv, in tataro di Crimea: Qırım yarımadası, in russo: Крымский полуостров?, traslitterato: Krymskij poluostrov) è la più grande penisola affacciata sul mar Nero ed è collegata alla terraferma solo dall'istmo di Perekop, che la unisce alle regioni sudorientali dell'Ucraina. È situata a sud del territorio ucraino, ed è separata dalla Russia dallo stretto di Kerč’. Chiude a sud la sezione nordorientale del mar Nero, il mar d'Azov, sul quale si affaccia la striscia d'Arabat che lo separa dal sistema di baie detto lago di Sivaš.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Crimea.

La penisola è stata abitata in antichità da Sciti e Greci, fino a sviluppare durante i primi secoli d.C. un regno semi-autonomo dall'impero romano. Coinvolta nelle migrazioni di popoli della tarda antichità e dell'alto medioevo, la penisola ha visto il susseguirsi di Goti, Unni, Bulgari, Bizantini e diverse popolazioni slave e turcofone. Nel tardo medievo fu parte dei territori mongoli e subì in parte la colonizzazione di Genova e Venezia. In età moderna, dopo la disgregazione degli imperi mongoli, fu sede del Khanato di Crimea, un regno tataro dipendente dall'impero ottomano, fino al 1783 quando fu conquistata dall'impero russo. Dopo la rivoluzione russa e la riorganizzazione territoriale degli anni successivi assunse nel 1921 il nome di Repubblica Socialista Sovietica Autonoma di Crimea, parte della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa. Nel 1942, a causa dell'avanzamento della Wehrmacht in Ucraina e in Crimea, le minoranze nazionali presenti sul territorio compresi gli Italiani di Crimea finirono deportate con l'accusa di collaborazionismo, seguendo l'infelice destino della minoranza tedesca, già deportata nell'agosto 1941 durante l'Operazione Barbarossa. La deportazione della minoranza italiana iniziò il 29 gennaio 1942 e chi era sfuggito al primo rastrellamento fu catturato e deportato l'8 e il 10 febbraio 1942: l'intera comunità, compresi i rifugiati antifascisti che si erano stabiliti a Kerč, venne radunata e costretta a mettersi in viaggio verso i Gulag. A ciascuno di loro fu permesso di portare con sé non più di 8 chilogrammi di bagaglio. Il convoglio attraversò i territori di Russia, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan: via mare da Kerč' a Novorossijsk, poi via terra fino a Baku, fu quindi attraversato il Mar Caspio fino a Krasnovodsk ed infine, nuovamente sui binari, i deportati giunsero sino ad Atbasar, per essere poi dispersi nella steppa tra Akmolinsk e Karaganda, dove furono accolti da temperature polari, fra i 30 e i 40 gradi sotto zero, che li decimarono. Lo stretto di Kerč e il Mar Caspio furono attraversati con navi sulle quali gli italiani erano confinati nella stiva; una di esse affondò. A causa della lentezza con cui procedevano i convogli, il viaggio durò fino a marzo; quasi metà dei deportati, tra cui tutti i bambini, morì durante il viaggio. Dopo la seconda guerra mondiale, per punire la presunta collaborazione con la Germania nazista durante l'occupazione, perse il titolo di repubblica autonoma divenendo un Oblast e la sua popolazione tatara (circa il 20% del totale) fu deportata in Uzbekistan, venendo sostituita da immigrati russi. Nel 1954 fu attribuita da Nikita Khrushchev alla Repubblica Socialista Sovietica Ucraina. Nel 1991 con l'indipendenza dell'Ucraina ha assunto il nome di Repubblica autonoma di Crimea. Nel 2014 la Crimea è stata de facto annessa alla Russia a seguito di un referendum il 16 marzo in cui la quasi totalità dei votanti ha votato per l'annessione alla Russia. La comunità internazionale, l'UE, la NATO e l'ONU non riconoscono l'annessione della Crimea e hanno adottato le sanzioni politiche ed economiche nei confronti della Federazione Russa.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La Crimea si affaccia nella costa settentrionale sul mar Nero e sulla costa occidentale sul Mar d'Azov. A nord confina con l'Oblast' di Cherson. Ci sono due regioni rurali dell'Oblast' di Cherson che sono fisicamente collocate sulla penisola. Anche la città federale di Sebastopoli si trova in Crimea, nella parte sud-occidentale della penisola. La Crimea è collegata alla terraferma grazie all'istmo di Perekop, largo tra i 5 e i 7 chilometri. Sulla punta orientale è situata la penisola di Kerč, che è proprio di fronte alla penisola di Taman sulla terraferma russa. Tra le penisole di Kerč e Taman, si trova lo stretto di Kerč, largo tra i 3 e i 13 chilometri, che collega le acque del mar Nero con il mar d'Azov. La penisola è composta da molte altre penisole minori, oltre alle già citate Arabat e Kerč, come la penisola di Eracle, la penisola di Tarhan Qut e molte altre. La Crimea possiede anche un gran numero di promontori come il capo di Priboiny, il capo di Tarhan Qut, Sarych, capo Nicholas, capo Fonar, capo Fiolent, il capo di Qazan Tip, capo Aq Burun, e molti altri. Geograficamente, la penisola è generalmente divisa in tre zone: steppe, montagne e la costa meridionale. La costa sud-est è affiancata, ad una distanza che varia dagli 8 ai 12 chilometri, da una serie parallela di montagne, i monti di Crimea. Queste montagne sono a loro volta affiancate da catene montuose parallele secondarie. Il 75% della restante superficie della Crimea è costituito da praterie semiaride, continuazione meridionale delle steppe pontico-caspiche.

Il terreno che si trova al di là dei monti di Crimea è di carattere completamente diverso. Qui, la stretta striscia di costa e le pendici dei monti sono soffocati dalla vegetazione. Questa "riviera" si estende lungo la costa sud-est dei promontori di Fiolente e di capo Aya fino a Feodosia, a sud. Lungo tutta la "riviera" ci sono molte tipiche località balneari estive come Alupka, Jalta, Gurzuf, Alušta, Sudak e Feodosia. Numerosi vigneti e frutteti si trovano nella regione. La pesca, l'estrazione mineraria e la produzione di oli sono attività molto importanti per la penisola. Numerosi villaggi tartari di Crimea, moschee, monasteri e palazzi della famiglia imperiale russa e di diversi nobili si trovano qui, così come pittoreschi castelli degli antichi greci o di epoca medievale.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La maggior parte della Crimea ha un clima continentale temperato, fatta eccezione per la costa sud, dove si presenta un clima subtropicale a causa delle correnti calde del mar Nero, e dei monti di Crimea, che presentano un clima continentale umido. All'interno le estati sono mediamente calde (28°, temperatura media di luglio) mentre gli inverni sono mediamente freddi (-0.3°, temperatura media di gennaio). Sulla costa sud, invece, gli inverni sono più miti (4°, temperatura media di gennaio); i picchi sotto lo zero sono rari. Il livello di precipitazioni in tutta Crimea è basso, in media solo 400 mm l'anno. Grazie al suo clima, la costa della Crimea meridionale è una rinomata località balneare per turisti ucraini e russi.

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