Gallo Matese
| Gallo Matese comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giuseppe Pirraglia (lista civica La rinascita del paese) dal 13-06-2022 |
| Territorio | |
| Coordinate | 41°28′N 14°13′E |
| Altitudine | 875 m s.l.m. |
| Superficie | 31,13 km² |
| Abitanti | 436[1] (31-5-2026) |
| Densità | 14,01 ab./km² |
| Frazioni | Vallelunga |
| Comuni confinanti | Capriati a Volturno, Fontegreca, Letino, Longano (IS), Monteroduni (IS), Prata Sannita, Roccamandolfi (IS) |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 81010 |
| Prefisso | 0823 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 061038 |
| Cod. catastale | D884 |
| Targa | CE |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona E, 2 739 GG[3] |
| Nome abitanti | gallesi |
| Patrono | S. Antonio |
| Giorno festivo | 13 giugno |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Gallo Matese (Ru Uàllë in dialetto locale[4]) è un comune italiano di 436 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania.
Tra il 2 gennaio 1927, quando fu eliminata la provincia di Caserta, e l'11 giugno 1945, quando questa fu ripristinata dopo la seconda guerra mondiale, Gallo Matese è appartenuto alla provincia di Campobasso, in Abruzzo e Molise.
Geografia fisica
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Situato al confine con la regione Molise, sorge su un colle al centro di una verde vallata occupata in parte da un lago.
Il comune è situato nel cuore del parco nazionale del Matese. Nella frazione di Vallelunga, a circa 10 km da Gallo, vi è lo strapiombo Peschio Rosso (Piescuruscə).
La vallata di Gallo è raggiungibile attraverso tre strade: dal bivio Fontegreca-Capriati a Volturno per coloro che arrivano da Venafro, da Monteroduni per coloro che arrivano da Isernia, e da Letino per coloro che arrivano dal lago del Matese.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Non esistono documenti che attestino con esattezza la data dei primi insediamenti nella zona di Gallo Matese.
Il Biondo[5] riferisce che queste popolazioni erano chiamate Montesi da cui il nome Matese.
I progenitori dei gallesi sicuramente parteciparono alle guerre che i Sanniti Pentri, confederati con altri stati Sanniti, condussero contro la nascente potenza militare romana (I, II e III guerra sannitica).
Successivamente queste popolazioni furono assoggettate a Roma, la quale, nella ristrutturazione del territorio italico in regioni, introdusse il Matese nella prima regione.
È presumibile che sia del periodo sannitico o romano, la carreggiata scavata nella roccia che si inerpica, a partire dalla pianura del Volturno, sul versante di Venafro, su per la costa del monte Peschio Rosso (Piescu Ruscə) ed il fosso dei Maragoni fino a Gallo Matese ed oltre. È da presumere che questa fosse una via di comunicazione tra le zone più interne del Matese, la via Abebuzia sul versante alifano, la via Latina sul versante venafrano.
Dopo la caduta dell'Impero romano la zona del Matese, grazie alla sua posizione geografica, non ha subito invasioni barbariche. Intorno al 600 d.C., come risulta dalla Historia Langobardorum di Paolo Diacono, Romualdo I duca di Benevento, accoglie, sotto ordine del padre Grimoaldo, re d'Italia, un gruppo di bulgari che, spinti dall'incalzare di altri popoli lasciarono l'Asia e, attraverso le alpi, scesero in Italia.
Poiché nella gualstaldia di Boiano erano compresi anche i monti del Matese, ci fu indubbiamente una fusione tra il gruppo etnico bulgaro e le popolazioni sannitiche del luogo: i gallesi potrebbero essere quindi sanniti-bulgari[6]. Questa ipotesi è da considerarsi debole poiché Gallo si trova distante dalle necropoli di Vicenne-Campochiaro, dove sono sepolti i bulgari di Altzek, e dall'altro versante del Matese; i proto-bulgari non prediligevano territori montuosi[7]; inoltre non ci sono evidenze linguistiche, di genetica delle popolazioni, toponomastiche, onomastiche di origine bulgara. Vari autori considerano, al contrario, i gallesi sanniti, romani o longobardi, o loro fusioni.
Nel Catologus Baronum, siamo tra 1156 e il 1161, Gallo Matese è chiamato Gualdo (molto probabilmente derivante dal tedesco wald, bosco) ed era feudo del conte Riccardo di Fondi. In questo periodo Gallo Matese era stato dichiarato "Feudum Unius Milites", cosa che comportava l'obbligo di fornire un contingente militare di un soldato e, probabilmente, un serviente (un fante) in occasione di fatti militari.
Nel 1239, Giovanni Guglielmo di Prata, fu feudatario anche del feudo di Gualdo; dal 1329 al 1576 Gallo Matese appartenne alla Baronia di Prata passando in possesso delle famiglie che detennero detta Baronia: quali i Capuano, i Sanfromondo, i Pandone, i Lannoy.
Intorno al 1620, come risulta da un documento custodito nell'abbazia di Montecassino, il paese si chiamava Lo Gallo.
Nel 1741, data di inizio del catasto onciario di Gallo, utile possessore della terra di Gallo è il principe Giovanni Pignatelli della terra di Monteroduni. I Pignatelli mantennero il possesso di Gallo fino all'abolizione della Feudalità avvenuta nel 1806. Tra il 1806 ed il 1815 numerosi beni ecclesiastici e monastici furono assorbiti dal demanio e, successivamente, venduti ai privati.
Nel 1802 la popolazione ascendeva a circa 1 500 abitanti.
Intorno al 1860-1861 il Matese fu scosso dai moti insurrezionali dei briganti: i ribelli entrarono in Presenzano e Capriati; occuparono Letino, irruppero in Roccamandolfi, Pratella, Val di Prata e Castelpizzuto inneggiando a Francesco II.
Numerosi scontri si ebbero sul Matese: nel territorio di Gallo Matese, nella località Campo figliuolo, gli insorti sconfissero una compagnia di bersaglieri.
Banda del Matese
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Successivamente, nel 1877, ci fu uno dei tentativi insurrezionali più importanti, per concezione e per risultati propagandistici, attuato nella zona del Matese da un gruppo di aderenti alla Federazione italiana dell'Associazione internazionale dei lavoratori, detto in seguito appunto "Banda del Matese". Vi aderivano molti dei personaggi più rappresentativi dell'anarchismo italiano dell'epoca, tra cui, in particolare, Carlo Cafiero ed Errico Malatesta.
La scelta della zona non era stata fatta a caso. Impervia, montagnosa, scarsamente popolata, rappresentava un ambiente ideale per la guerriglia: gli uomini avrebbero potuto facilmente compiere le proprie sortite nei vari centri abitati e poi rintanarsi al sicuro nei posti e nelle cascine abbandonate.
Il giorno 8 aprile 1877 la banda del Matese era guidata da Cafiero, Malatesta e da Pietro Cesare Ceccarelli; dopo aver occupato il limitrofo paese di Letino, si diressero verso Gallo Matese. Al municipio di Gallo gli anarchici arrivarono verso le due del pomeriggio. Malatesta aprì la serratura a pistolettate e, così come fatto a Letino, tutta la "carta bollata" del Comune fu arsa: registri catastali, schedari delle imposte, atti ipotecari, ecc., il tutto per dimostrare simbolicamente l'abolizione dei diritti dello Stato e della proprietà privata.

Tutto si svolse nell'entusiasmo e senza difficoltà di alcun genere. Le truppe governative, anche se non si erano ancora fatte vedere, non erano restate con le mani in mano. Gli internazionalisti, quando abbandonarono Gallo, si trovarono praticamente e improvvisamente accerchiati. A complicare la situazione si aggiunse il maltempo. Gli uomini passarono tutto il 9 e 10 aprile nel duplice tentativo di cercare un rifugio e di superare l'accerchiamento, ma senza esito.
Il giorno 11, la banda trovò finalmente riparo nella masseria Concetta, tre miglia sopra Letino e qui decise di fermarsi. Il 12 aprile un reparto di bersaglieri fece irruzione nella cascina sorprendendo gli anarchici. Date le condizioni degli uomini e delle armi non ci fu resistenza. L'insurrezione del Matese era finita.
Fino al 1450 circa, Gallo ha fatto parte del Comitatus Molisii, passando poi alla Terra Laboris.
Dal 1927 al 1945 Gallo Matese appartenne alla provincia di Campobasso a causa della temporanea soppressione della provincia di Caserta[8].
Gallo Matese ha assunto tale denominazione il 6 marzo 1986. In precedenza la denominazione era Gallo.[9]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma comunale è stato concesso con decreto del presidente della Repubblica del 25 gennaio 2005.[10]
Il gonfalone è un drappo di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse
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Il centro storico ha antiche case in pietra locale, fra le quali si incontrano due chiese: San Simeone e la Ave Gratia Plena, che ha una facciata con portale del XVIII secolo, ma di gusto tardo barocco su cui spicca una finestra sagomata a cassa di violino dove si può notare un'antica campanella.
Il Palazzo dei Signori di Bojano è del XVIII secolo, in pietra calcarea.
Nella parte più alta di Gallo (rə Cəməntierə) vi sono i resti di mura e torri difensive medioevali, di cui una ben visibile.
Nei dintorni ci sono i boschi di faggio ed il lago, le grotte carsiche della zona e lo strapiombo Peschio Rosso (Piescu Ruscə in dialetto) nella frazione di Gallo Matese, Vallelunga.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1861 risulta che Gallo contava 2 015 abitanti. Da questa data in poi la popolazione è cresciuta, fino a toccare la punta massima di 3 417 unità nel 1921. In seguito la popolazione è diminuita fortemente fino ai 761 abitanti nel 2001 ed agli attuali (datoIstat 2018) 533 abitanti.
Abitanti censiti[11]

Economia
[modifica | modifica wikitesto]Prodotti e piatti tipici
[modifica | modifica wikitesto]La tradizionale lavorazione a tombolo di Gallo Matese, produce un tipo di pizzo particolarmente elaborato.
Dal punto di vista culinario, si producono i caciocavalli, il pecorino, il caprino, i fagioli, le patate, i salumi, il miele ed il tipico pane locale.
Piatti tipici sono: Sognə i fasuorə i cotəna (tagliatelle con fagioli e cotiche), Frattaccə, fasuorə, mənestra i sauchicchia (polenta dura con fagioli, verdura e salsiccia), Freculə (un misto di frattaccə e patate con pezzi di salsiccia locale, il tutto cotto sul fuoco). Altri piatti tipici non più in uso frequente: frascariegliə (piatto a base di farina), rattənota (piatto a base di uova e pane), ponə cuottə (pan cotto).
Il costume tradizionale
[modifica | modifica wikitesto]Il costume tradizionale femminile di Gallo è menzionato già nel 1780, poi incluso nella ricognizione che il Re di Napoli Ferdinando IV di Borbone fece fare nel 1782 e da cui sono derivate le svariate rappresentazioni artistiche che oggi troviamo nei musei, tra gli altri, di Napoli, Firenze, Roma, Londra, Parigi, New York nella forma di guazzi, piatti, biscuit. Al museo MUCIV - Museo delle Civiltà di Roma, sono conservati due costumi tradizionali femminili del 1910. Numerosi studiosi hanno analizzato il costume tradizionale di Gallo Matese oltre che il dialetto.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1985 | 1990 | Giovannantonio Izzi | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1990 | 1991 | Giovanni Di Pietrantonio | Partito Socialista Italiano | Sindaco | |
| 1991 | 2001 | Domenico Delli Carpini | PSI-SI-SDI | Sindaco | |
| 2001 | 2002 | Giuseppe Guetta | commissario | ||
| 2002 | 2011 | Francesco Confreda | Lista civica | Sindaco | |
| 2011 | 2012 | Stefano Italiano | commissario | ||
| 2012 | 2017 | Giovanni Antonio Palumbo | Lista civica | Sindaco | |
| 2017 | 2022 | Antonella Delli Carpini | Lista civica | Sindaco | |
| 2022 | in carica | Giuseppe Pirraglia | Lista civica: "Rinascita Gallo Matese" | Sindaco | |
Sport
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Sulle falesie de La Preucia si pratica l'arrampicata.
Il Sentiero delle Fate
[modifica | modifica wikitesto]Il Sentiero delle Fate è un percorso di trekking, nel cuore del parco del Matese, che parte da Gallo Matese ed arriva fino al confine con Roccamandolfi. Si snoda tra boschi di noccioli, vedute mozzafiato, laghetti, ruscelli, pianori, boschi di faggio fino ad arrivare alla Fontana dei Palombi, una secolare fontana di più di 10 metri composta di nove vasche scolpite nella roccia ed alimentata da acqua sorgiva.
La denominazione Sentiero delle Fate è recente e condensa gli antichi toponimi Pəscheta, Vətarellə, Zəppətellə, Cuompə (il Campofolioli già nominato nel 964), Acqua də ri Palummə (Acqua dei Palombi), Frəccəllonə.
Il percorso è individuato come percorso CAI 113[12].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 295, ISBN 88-11-30500-4.
- ↑ Biondo Flavio, Merula Giorgio, De Roma instaurata. Libri tres ad eugenium. 4. pontificem maximum… , 1510..
- ↑ Nicoletta Conte Miltenova, I Bulgari di Gallo Matese, prefazione e postfazione di Giuseppe Mario Tufarulo, Roma, Passaporto Editore, 1993.
- ↑ Natella Pasquale, Bulgari fra noi. Il meridione medievale fra Longobardi e Bulgari. Stanziamento ed estinzione di una etnia fra VII e XV secolo, Arci Postiglione, 2009..
- ↑ Decreto legislativo luogotenenziale 11 giugno 1945, n. 373, articolo 1, in materia di "Ricostruzione della provincia di Caserta"
- ↑ B.U.R. n. 12 del 19 febbraio 1986)
- ↑ Emblema del Comune di Gallo Matese (Caserta), su Governo italiano, Ufficio Onorificenze e Araldica, 2005. URL consultato il 15 ottobre 2020.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente - Serie storica, su esploradati.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ↑ CAI 113
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Gallo Matese
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.gallomatese.ce.it.
- Gallo Matése, su sapere.it, De Agostini.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 247427292 |
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