Aversa

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Aversa
comune
Aversa – Stemma Aversa – Bandiera
Aversa – Veduta
Veduta di Piazza Trieste e Trento, sede del Tribunale di Napoli Nord
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Enrico De Cristofaro[1] (liste civiche) dal 19-6-2016
Data di istituzione 1022[N 1][2]
Territorio
Coordinate 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Aversa)Coordinate: 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Aversa)
Altitudine 39[N 2][3] m s.l.m.
Superficie 8,73 km²
Abitanti 53 080[5] (30-11-2016)
Densità 6 080,18 ab./km²
Frazioni Ponte Mezzotta[4]
Comuni confinanti Carinaro, Casaluce, Cesa, Frignano, Giugliano in Campania (NA), Gricignano di Aversa, Lusciano, San Marcellino, Sant'Antimo (NA), Teverola, Trentola Ducenta
Altre informazioni
Cod. postale 81031
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061005
Cod. catastale A512
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 119 GG[6]
Nome abitanti aversani
Patrono san Paolo - Madonna di Casaluce
Giorno festivo 25 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Aversa
Aversa
Aversa – Mappa
Posizione del comune di Aversa nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Aversa (AFI: [aˈvɛrsa][7]; Averza in napoletano[8]) è un comune italiano di 53 080 abitanti[5] della provincia di Caserta in Campania, elevato a città con decreto del presidente della Repubblica del 10 ottobre 1990[9]. È il secondo comune più popoloso della provincia[10] ed il diciassettesimo della regione[11].

Fondata nel 1022, nonché prima contea normanna d'Italia[12], la città di Aversa è posta al centro di un territorio pianeggiante conosciuto come agro aversano, vasta area rurale dell'antica Terra di Lavoro nota anche come Campania Felix[13]. Dal 1053 è sede vescovile della diocesi di Aversa[14], ed è famosa anche per la produzione della mozzarella di bufala e del vino Asprinio. Prima dell'avvento del proibizionismo della cannabis, è stata uno dei maggiori centri italiani per la produzione di canapa[15].

La cittadina è nota anche per aver dato i natali al celebre musicista e compositore Domenico Cimarosa, figura centrale dell'opera, in particolare di quella buffa, del tardo XVIII secolo[16].

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Foto aerea dal Parco S.A. Pozzi della città

Aversa è in piena Pianura Campana, situata tra i Regi Lagni ed il Lago Patria, al centro di una vasta area pianeggiante di antica vocazione agricola, l'Agro aversano, che conta circa 285 000 abitanti[3]. La città dista dal mare circa 22 km[17] ed è caratterizzata da un dislivello che varia dai 64 ai 30 m s.l.m.[3] La morfologia del territorio, unita alla fertilità del terreno ed alle antiche e recenti opere di bonifica e di risistemazione del suolo, sono ancora oggi elementi strategici nella costruzione del paesaggio[18]. Dista circa 16 km dal capoluogo di provincia Caserta ed è il secondo comune per popolazione dell'omonima provincia[10].

Dal punto di vista sismico il territorio comunale si trova, stando alla classificazione della Protezione Civile, in zona 2 (soggetta a sismicità medio-alta)[19].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Napoli Capodichino.

La zona climatica di Aversa è di fascia C; di conseguenza l'accensione degli impianti termici di cui al D.P.R. n. 412 del 26 agosto 1993 è consentita dal 15 novembre al 31 marzo per un massimo di dieci ore giornaliere[20].

Il clima di Aversa è di natura mediterranea, con inverni miti ed estati calde. Le medie invernali sono di solito inferiori ai 10 °C; le medie estive sono di 23 °C (con valori massimi che possono toccare i 30 °C). Le precipitazioni si concentrano principalmente tra ottobre e gennaio, subendo significative diminuzioni nel periodo estivo. Di seguito è riportata la tabella riassuntiva dei principali dati meteorologici riferiti al territorio comunale[21]:

Napoli Capodichino Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,4 13,3 15,1 17,8 22,0 26,0 28,9 29,2 26,0 21,6 16,8 13,3 13,0 18,3 28,0 21,5 20,2
T. mediaC) 8,2 9,0 10,6 13,2 17,0 20,8 23,3 23,6 20,8 16,9 12,6 9,4 8,9 13,6 22,6 16,8 15,5
T. min. mediaC) 4,1 4,7 6,2 8,6 12,1 15,6 17,7 18,0 15,7 12,2 8,5 5,6 4,8 9,0 17,1 12,1 10,8
Precipitazioni (mm) 102 85 76 70 44 30 22 40 72 114 141 111 298 190 92 327 907

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Aversa nel 1650

Il nome della città deriva dal luogo della sua fondazione Sancti Pauli ad Averze. La radice del suo nome richiama quello di Velsu, una delle dodici antiche città etrusche non ancora individuate. Con il passare delle generazioni è stato poi corretto in Verzelus, Versaro e successivamente in Averse[23].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Prima dell'avvento dei Normanni, nell'XI secolo, la città non esisteva ancora ed il territorio era popolato da piccoli raggruppamenti, casali e ville. Quasi al centro di una delle vie romane esisteva il casale Sancti Pauli ad Averze. Di forma pressoché circolare, situato a breve distanza dal corso del Clanio, nell'area compresa tra la Via Consolare Campana e la via Atellana, in una posizione di dominio delle principali vie di comunicazione tra il nord e il sud e tra i paesi interni e il mare, solo con l'avvento dei normanni il piccolo casale cominciò ad avere un assetto ben definito. Con ogni probabilità si trattava di uno stanziamento di tipo religioso, legato alla originaria chiesa di San Paolo[24].

La fondazione ed il periodo normanno[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Contea di Aversa.
Questa cartina mostra la Contea di Aversa subito a nord di Napoli

Aversa fu fondata ufficialmente da Rainulfo Drengot, che già nel 1022 aveva occupato un palazzo-castello che sorgeva accanto alla chiesa votiva di Sancte Paulum at Averze cingendo un'area pressoché circolare con fossi e siepi. Il Drengot ne divenne primo conte, nel 1030, su investitura di Sergio IV, duca di Napoli e poi confermato, nel 1038, dell'imperatore Corrado II[25].

Dodici furono i conti normanni che ressero le sorti della città di Aversa, che da piccolo borgo, grazie alla politica di asilo iniziata da Rainulfo, divenne una piccola capitale, da dove partirono le conquiste normanne dell'Italia Meridionale. Il più importante dei conti fu senza dubbio Riccardo Drengot, l'unico che seppe tener testa a Roberto il Guiscardo. Il conte aversano condusse, nella battaglia contro le truppe pontificie a Civitella del Fortore, nel beneventano, i normanni alla vittoria, imprigionando papa Leone IX. L'astuto Riccardo I però non trattò il pontefice da prigioniero, ma lo scortò a Roma con tutti gli onori. Questo gesto gli valse la conciliazione con la Chiesa, la cancellazione della scomunica, e l'investitura di Aversa a Diocesi[25].

Il periodo degli angioini[modifica | modifica wikitesto]

Giovanna I d'Angiò, Regina di Napoli
Stemma di Andrea d'Ungheria

Dopo la dinastia normanna e quella sveva, fu la volta degli Angioini. Nel 1285, con Carlo II d'Angiò e Roberto d'Angiò, la città visse un periodo florido. Gli Angioini scelsero la città come meta per la caccia. Tanto che il castello reale, di cui oggi restano poche tracce nella centralissima via Roma, nei pressi della parrocchia della Madonna di Casaluce, per lunghi periodi ospitava la corte angioina. In particolare la regina Giovanna I, scelse Aversa come sua sede preferita. Ed è proprio nel castello aversano, che si consumò una delle pagine più cruente della storia del XIV secolo. Qui alcuni nobili napoletani capeggiati da Carlo di Durazzo, pretendente al trono di Napoli, forse in congiura con la stessa regina Giovanna I, uccisero, lanciandolo da una finestra con un cappio al collo, il principe consorte dell'angioina, Andrea d'Ungheria[25].

Il cruento assassinio del giovane principe non rimase impunito. Il fratello, il re Luigi d'Ungheria, con l'esercito scese in Italia, e dopo aver attraversato l'intera penisola, si fermò nel castello di Aversa. Qui tramò la sua vendetta, con Giovanna I che scappò ad Avignone, ed i nobili, invitati ad un pretestuoso banchetto di riconciliazioni, incarcerati e sommariamente processati. Addirittura Carlo di Durazzo fu impiccato dalla stessa finestra del principe ungherese[25].

Nel 1320 nacque la Real Casa dell'Annunziata[26], istituto benefico, orfanotrofio ed in seguito anche ospedale psichiatrico, che ha segnato la vita e lo sviluppo sociale dell'intera comunità aversana. Numerose furono poi le chiese ed i monasteri edificati per volere dei d'Angiò, come la chiesa di San Luigi dei Francesi (oggi dedicata a San Domenico)[27], fatta erigere dal nipote, re Carlo II d'Angiò e la chiesa di San Nicola[28].

Età Moderna[modifica | modifica wikitesto]

Con gli Aragonesi la città continuò a godere di alcuni privilegi, ma la sua importanza cominciò a declinare a partire dalla discesa di Carlo VIII di Francia, nel 1494, tanto che nel 1503 divenne un centro periferico per lo spopolamento, dovuto all'epidemia di peste[25].

Nel periodo spagnolo Aversa decadde ulteriormente a causa della peste del 1656. Questo avvenimento causò la perdita di buona parte della popolazione. Il calo demografico e le ristrettezze economiche determinarono un freno dello sviluppo. Durante il primo periodo borbonico Aversa ospitò re Carlo di Borbone, poi Carlo III di Spagna, tra l'aprile e il maggio del 1734, nel Palazzo Ventignano e dove ritornò nel 1738 con la moglie Maria Amalia di Sassonia[29].

Età Contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Dostler legato ad un palo prima dell'esecuzione

Dopo la breve Repubblica Partenopea, con il ritorno dei Borbone, vi furono due importanti innovazioni : la fine del sistema feudale e la statalizzazione dei beni ecclesiastici. Nella città molti ordini scomparvero e i loro beni passarono allo Stato. Nel 1813 i frati Minori lasciarono il Convento della Maddalena che fu occupato dall'Ospedale Psichiatrico, mentre il Convento di San Lorenzo fu trasformato in Orfanotrofio militare[25].

Gioacchino Murat, re di Napoli, ebbe le chiavi della città di Aversa, dove fondò il Convitto delle Orfanelle di Sant'Agostino ed istituì il Banco dei Pegni. Quando ritornò Ferdinando I nel 1815 vi furono malcontenti che portarono a veri e propri moti. Nei tumulti si tentò di imprigionare il vescovo Tommasi che fu poi ucciso nel 1821. I moti culminarono con la cattura di molti carbonari[25].

Il 1º dicembre 1945, finita la seconda guerra mondiale, fu fucilato ad Aversa il generale della Wehrmacht Anton Dostler, condannato per crimini di guerra, per aver fatto fucilare i soldati alleati prigionieri di guerra. L'esecuzione è stata fotografata e filmata con immagini in bianco e nero[30]. Un evento successivo che ha segnato la storia aversana del XX secolo, è stato il terremoto del 1980, che vide la città normanna come il luogo più lontano dall'epicentro (l'Irpinia) in cui si registrarono vittime[31].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Aversa-Stemma.png
Aversa-Gonfalone.png

Lo stemma in uso è stato riconosciuto nel 1931[9]. "Il Comune si identifica con lo stemma: Basilisco in oro su fondo blu con la scritta, fuori campo grafico: Qui sub ingesta iacuit Basiliscus harena, invictum liber protulit ille caput, e con il gonfalone attuale come da allegato grafico[32].

L'emblema della città di Aversa raffigura un gallo basilisco, con la punta delle ali e la coda a forma di serpente. Perfetta sintesi culturale tra l'origine d'oltralpe dei Normanni fondatori di Aversa (il cui simbolo era appunto il gallo) e la tradizione osca locale che aveva eletto il basilisco, re dei serpenti, ad emblema dell'eternità. La traduzione del motto è: "Il Basilisco che giacque sull'arena, libero risollevò il capo invitto". In origine "l'arme" della città era raffigurata dal solo gallo, che non compare per la prima volta nelle terre aversane con la venuta dei galli normanni, difatti era già stato adottato nell'antichità, in particolar modo, nelle monete[32].

Dopo che Aversa risorse dai danni provocati dalla peste del 1496 che decimò buona parte della popolazione, venne aggiunto al gallo il basilisco, altro simbolo antichissimo della Liburia[33].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«Decreto del Presidente della Repubblica»
— 10 ottobre 1990[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

I mille anni di storia le hanno consegnato un patrimonio artistico di grande pregio: il centro storico. Esso è costituito da numerose chiese da cui deriva il nome di Città dalle cento chiese[34] con una moltitudine di opere artistiche ed architettoniche di proprietà della Diocesi[35].

Nelle chiese aversane sono presenti opere di importanti pittori : Guido da Siena, Angiolillo Arcuccio Colantonio, Polidoro da Caravaggio, Marco Pino da Siena, Pietro da Cortona, Pietro Negroni detto il Giovane Zingaro, Josè de Ribeira detto lo Spagnoletto, Cornelius Smeet, Teodoro d'Errico, Massimo Stanzione, Francesco Solimena[36].

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Cattedrale di San Paolo 
Cattedrale di San Paolo

La cattedrale costituisce il fulcro della vita religiosa della città. È situata nel cuore del borgo antico. La sua costruzione si deve a Riccardo I, che iniziò i lavori nel 1053 e che furono terminati da suo figlio Giordano nel 1090[37]. L'edificio ha subito varie devastazioni e numerosi restauri che ne hanno alterato l'antico aspetto originario. La cupola, in stile arabo-normanno con due ordini sovrapposti di arcatelle cieche, fu costruita nel 1349 e restaurata recentemente, nel 2011. Determinante per l'aspetto attuale del Duomo furono le modifiche apportate a partire dal 1703 per volere del vescovo e cardinale Innico Caracciolo, che affidò i lavori all'architetto romano Carlo Buratti, che ideò l'attuale facciata barocca. L'interno è diviso in tre navate con cappelle laterali ed è arricchito da diversi dipinti come La Vergine e San Bonaventura, di Francesco Solimena[38].

Chiesa di Santa Maria a Piazza 
Chiesa di Santa Maria a Piazza

Situata nei pressi del Castello Aragonese, la Chiesa di Santa Maria a Piazza è la chiesa più antica di Aversa (XI secolo). L'edificio fu eretto in forma romanica, ma a seguito di un terremoto, l'impianto originario subì, nel XIV secolo[39], una completa trasformazione secondo i canoni dell'architettura gotica. Anticamente era il luogo di incontro e scambio di mercanzie da parte di gente di provenienza diversa come ebrei, arabi, bizantini e longobardi. La facciata è in tufo a vista con tre portali di forma ogivale. Sulla destra vi è il campanile, anch'esso dell'XI secolo. L'interno è a tre navate, i pilastri e le arcate a tutto sesto della navata centrale sono in tufo a vista. Custodisce affreschi e frammenti della prima scuola giottesca[40].

Convento e Chiesa di San Francesco delle Monache 
Scorcio della Chiesa di San Francesco delle Monache

La chiesa fu fondata tra il 1230 e il 1235[41], dall'ordine francescano. Di forma romanico - gotica, fu rifatta nel 1645[41] con ornamenti di marmo intarsiati policromi e splendidi altari. Tra il 1830 e il 1839 nella parte che affaccia su via Roma fu costruito un Belvedere per permettere alle clarisse in clausura di seguire, non viste, le funzioni rituali delle festività aversane. Del grande convento resta ben poco poiché, nella prima metà del XX secolo, il chiostro grande e parte del Belvedere delle Monache furono espropriati per dare assetto all'attuale Piazza Municipio[42]. La chiesa presenta una pianta quadrata con arcate a tutto sesto e volte a scodella con pareti dipinte e custodisce opere di Francesco De Mura, Pietro da Cortona e Josè de Ribera detto lo Sagnoletto. Una porta lignea in cui sono intagliate le figure di S. Francesco e S. Chiara, introduce nell'interno della chiesa , a croce latina, con un'unica navata, sulla quale si aprono tre cappelle per ciascun lato[43].

Chiesa di Sant'Antonio da Padova 
Chiesa di Sant'Antonio da Padova, Facciata

La Chiesa di Sant'Antonio da Padova è situata lungo via Seggio e risale al XIII secolo. Di architettura gotica nel XV secolo fu largamente rimaneggiata. L'interno è ad unica navata. Le forme attuali sono emerse dal restauro successivo al sisma del 1980 che ha evidenziato il Rosone e le monofore della facciata, e all'interno, la trifora del presbiterio e l'arco trionfale. La facciata si presenta semplice e nobile allo stesso tempo, con le pietre negli angoli che denotano la povertà francescana. All'interno della chiesa è contenuto un eccellente patrimonio pittorico d'epoca rinascimentale e barocca, con opere del grande pittore seicentista Carlo Mercurio[44].

Chiesa di San Lorenzo ad Septimum 
Facciata della Chiesa di San Lorenzo ad Septimum

L'antico cenobio benedettino di San Lorenzo ad Septimum fu edificato intorno al X secolo ed era posto sulla via consolare romana a sette miglia da Capua. Con l'avvento dei Normanni, il piccolo cenobio benedettino cominciò ad ingrandirsi ed a crescere di importanza. Fu soppresso nel 1807 dai francesi. L'interno della chiesa ha tre navate con cappelle laterali. Del periodo normanno rimane il portale in marmo scolpito che adorna l'ingresso della chiesa del XII secolo Nel XV secolo e XVI secolo furono rifatte gli absidi in forma quadrata[45]. Famoso anche per il suo chiostro rinascimentale di suggestiva bellezza che ospita il Dipartimento d'Architettura dell'Università della Campania Luigi Vanvitelli[46].

Chiesa di San Nicola 
Chiesa di San Nicola

È situata nei pressi dell'antica Porta San Nicola, oggi andata perduta. Costruita certamente nel 1132 e riedificata successivamente a seguito di un incendio da Carlo I d'Angiò, fratello del Re di Francia, molto devoto al santo a cui la chiesa è dedicata, è costituita da tre navate, che negli ultimi restauri sono state riportate all'antico aspetto barocco, con la realizzazione di ricche decorazioni a stucco tipiche di questo stile. Qui è custodita una tavola fiamminga che raffigura L'Annunciazione, inizi del XVII secolo, di Dirk Hendricksz[47].

Chiesa e Monastero di San Domenico 
Chiesa di San Domenico - Facciata

La chiesa fu fondata da Carlo I d'Angiò nel 1278 e completata da suo figlio Carlo II d'Angiò e dedicata a San Luigi IX, re dei francesi, e diventata poi San Domenico perché i Domenicani vi abitarono fino al 1808. In origine presentava uno schema di grande aula rettangolare fino a quando, nel 1742, l'Ordine Monastico pensò ad un radicale restauro, incaricando Filippo Raguzzini, il quale utilizzò, per la facciata il progetto per il concorso di San Giovanni in Laterano in Roma. Il Raguzzini inserì sulla facciata quattro edicole con le statue di Benedetto XIII e Pio V, in quelle superiori, e Benedetto XI e Innocenzo V, in quelle inferiori e sulla sommità della facciata è collocata la statua di Luigi IX. La chiesa conservava interessanti opere: ai lati dell'ingresso, due bellissimi medaglioni marmorei coi Santi Pietro e Paolo di cultura merliana; al secondo altare destro, l'Annunciazione, di Francesco De Mura; al terzo, Resurrezione di Gesù, di Francesco Solimena. L'arco voltato a botte dell'abside, su cui poggia un organo transennato del XVII secolo, fu ricostruito in mattoni nel 1847. Nel 1813 il monastero passò ai Minori Osservanti della Maddalena, che vi rimasero fino al 1911[48][49]. La chiesa è stata chiusa dal terremoto del 1980 ed è attualmente in ristrutturazione[50].

Complesso dell'Annunziata
Arco dell'Annunziata (Porta Napoli)

Il Complesso dell'Annunziata fu fondato agli inizi del Trecento per volere dei sovrani angioini. Nel 1422 Giovanna II donò all'Annunziata l'ospedale di Sant'Eligio, che consentì l'accorpamento delle due strutture nell'unica istituzione dell'Ave Gratia Plena, gestita da amministratori laici. Il Complesso è caratterizzato da una scala monumentale e presenta uno sviluppo planimetrico che è il risultato delle numerose modifiche apportate nel corso di quattro secoli. Tra il 1518 e il 1520 vennero prese importanti iniziative, prime fra tutte la realizzazione del nuovo organo per la chiesa, commissionato a Giovanni Donadio. Nel 1566 iniziò l'opera di trasformazione della chiesa, con l'inserimento della tribuna e di una sorta di transetto per ridurre l'eccessivo sviluppo longitudinale dell'unica navata.

Nel 1612 furono inserite lungo la navata le cappelle e fu realizzata la nuova sacrestia con il progetto di frà Nuvolo. Nel 1582 si intraprese la costruzione di un nuovo Ospedale, riservato alle donne[51]. Nel 1836 fu ricostruita la cupola, dopo il crollo avvenuto in seguito al terremoto del 1826[52]. Nel 1712 iniziò la ricostruzione dell'attuale Campanile, a pianta quadrangolare, con basamento in piperno bugnato e due ordini superiori con lesene doriche e ioniche. Nel 1776 Giacomo Gentile completò la struttura con la costruzione dell'Arco sormontato dall'orologio, così da collegare la torre campanaria e il complesso. Nel tempo il monumento è diventato il simbolo di Aversa. Il complesso è composto da un cortile dove in fondo vi è la chiesa della Santissima Annunziata preceduta da un Pronao composto da quattro colonne di marmo con capitello corinzio[53].

L'interno della chiesa è a croce latina. Al suo interno sono custoditi importanti dipinti, tra i quali La deposizione di Cristo di Marco Pino da Siena. Ha ospitato sino al 1991 l'ospedale civile cittadino[53], dal 1992 invece è sede della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che organizza corsi di laurea in Ingegneria[54].

Parrocchia di Sant'Audeno
Parrocchia di Sant'Audeno

L'antica parrocchia di Sant'Audeno, dedicata all'omonimo vescovo francese, di origine normanna, si trovava nei pressi del borgo Sant'Andrea, ma attualmente dell'antica chiesa rimane soltanto il portale gotico e il relativo chiostro oggi recuperato e visitabile. La facciata settecentesca (1744) si rifà ad un gusto pittoresco e retorico che emula il Raguzzini. Nelle edicole della facciata vi sono le statue in pietra di San Filippo Neri e di San Giacomo, al centro, il bassorilievo dell'Assunzione della Vergine.

L'interno presenta un prezioso soffitto ligneo dorato che conteneva tre tele di Massimo Stanzione; queste, intorno agli anni quaranta, furono sostituite con le attuali che raffigurano: la Madonna col Bambino e Santi, il Miracolo della peste di San Francesco Saverio e la Madonna con Bambino e Santi di un anonimo seicentesco. Nella cona dell'altare maggiore si trova un dipinto della SS. Trinità con la Vergine e San Filippo Neri, iniziato da Massimo Stanzione e terminato da Andrea Vaccaro, che sovrasta l'altare marmoreo. Ai lati del presbiterio vi sono le statue lignee di San Pietro e di San Paolo, della prima metà del Seicento. Sovrasta le tele la bella e alta cupola (XVII secolo) dai pregevoli stucchi. Quattro altari marmorei settecenteschi decorano le pareti dell'unica navata[55].

Santuario Beata Vergine Maria SS. di Casaluce Regina della famiglia
Santuario Beata Vergine Maria SS.di Casaluce Regina della famiglia, fino al 1800 dedicata a San Celestino V.

La chiesa fu fondata intorno al 1300 e fino ai primi dell'Ottocento era dedicata a Celestino V. I Padri Celestini, ne ebbero la custodia fino al regno di Gioacchino Murat, furono chiamati nel 1309 da Carlo d'Angiò. Dopo la scomparsa dei Padri Celestini la chiesa fu dedicata ai Santi Filippo e Giacomo. La chiesa attualmente ha poche tracce dello stile gotico originario poiché gli interventi del 1736 ne hanno cambiato completamente l'aspetto. L'esterno presenta due edicole con le statue di San Benedetto e di San Pietro Celestino, un bassorilievo con la Madonna e il Bambino e lo stemma di Pietro da Morrone, fondatore del succitato Ordine dei Padri Celestini.

L'interno, barocco, ad una sola navata, è coperto da capriate lignee a vista; un organo del XVIII secolo decora la controfacciata, vicino dei finestroni romano-gotico. Agli altari vi sono opere di interesse artistico: nel primo altare destro, tela con San Benedetto e San Placido (XVIII secolo); sul secondo, Presentazione di Gesù al Tempio, di Carlo Mercurio; di fronte, tavola di San Pietro Celestino, di Francesco Imparato e la Trasfigurazione, copia da Fabrizio Santafede. In questa parrocchia è custodito, per quattro mesi dell'anno, dal 15 giugno al 15 ottobre, un'immagine della Madonna col Bambino, detta di Casaluce, oggetto di forte devozione popolare e che la tradizione attribuisce alla mano pittorea di San Luca[56].

Chiesa e Convento di San Biagio
Interno del Monastero di San Biagio

Il Monastero di San Biagio, eretto probabilmente da Aloara, di ordine benedettino, non ha più nulla dell'antico assetto se si esclude la struttura incorporata in quella successiva e il pronao dalla chiesa (XI secolo). La tradizione vuole che il Convento sia stato costruito per rinchiudere, o difendere dalle scorrerie, le donne Normanne quando i loro uomini si allontanavano dalla città per andare a combattere i nemici. All'esterno della chiesa emergono i bei portali del pronao (XVIII secolo), essi contengono tondi rilievi di San Benedetto e San Mauro. Il Pronao, di sei campate voltate a crociera, immette nel sontuoso interno copioso di notevoli opere. L'interno è ad unica navata e presenta, tra i finestroni, diciotto tele centinate, con storie di San Benedetto, di Pietro Martino (1701), mentre la controfacciata contiene cinque dipinti del giordanesco Giovanni Battista Lama.[57][58].

Chiesa e convento della Maddalena 
Veduta del complesso della Maddalena

Il complesso fu fondato da Carlo I d'Angiò nel 1269, fuori Porta San Nicola, come ospedale dei lebbrosi. Nel 1420 il Convento fu occupato dai Minori Conventuali. Dieci anni più tardi, nel 1430, l'aversano Jacopo Scaglione fece costruire il chiostro di pietra grigia ampliato poi dal frate Angelo Orabona, arcivescovo di Trani, che vi aggiunse il pozzetto marmoreo centrale, sul quale è apposto lo stemma del casato, e fece affrescare le volte dei portici. I Francescani vi risiedettero fino al 1813, mentre il plesso fu trasformato in Casa dei folli del “Regno di Napoli”. Oggi il complesso è inagibile.

Il Seminario Vescovile
Panoramica seminario vescovile.jpg
Ingrandisci
Panoramica del Seminario Vescovile addossato alla facciata laterale del Duomo di Aversa

Il seminario vescovile di Aversa, istituito nel 1566 in seguito alle prescrizioni del Concilio di Trento, fu costruito per volere del cardinale Caracciolo, vescovo di Aversa, dall'architetto Carlo Buratti, tra il 1711 e il 1715, e inaugurato nel 1725. L'Arcivescovo Carmine Cesarano, negli anni trenta, fece apportare alcune innovazioni dirette dall'architetto Lamberto Solimene. Di notevole interesse architettonico, all'interno dell'edificio, il chiostro settecentesco e lo Scalone d'onore. Nel grande chiostro rettangolare il rigore semplice dei pilastri del primo ordine, si ravviva nel secondo ordine del più raffinato gioco prospettico degli archi strombati poggianti sul basamento.

Nello Scalone, di cui si ignora l'autore, appare l'originale soluzione tecnico-stilistica dei balaustrini inclinati per dare all'insieme un più marcato senso di dinamismo. Il seminario conserva un ricco patrimonio di opere d'arte, provenienti per lo più dalle varie chiese cittadine, tra le quali il trecentesco gruppo marmoreo Madonna col Bambino , da alcuni attribuito allo scultore senese Tino di Camaino, e la tavola del Martirio di San Sebastiano del 1468 di Angiolillo Arcuccio.[59] Oggi è sede dalla Biblioteca Seminariale Paolo VI.[60]

Altre chiese
Chiesa di San Michele Arcangelo
  • Chiesa di San Michele Arcangelo in via Armando Diaz ,chiamata la Chiesa della Ferrovia;
  • Chiesa di San Giovanni Battista in Piazza Savignano;
  • Chiesa di San Giuseppe Operaio, in via Filippo Saporito,
  • Chiesa e Convento di Sant'Anna in Piazza Crispi.
  • Chiesa di Santo Spirito in via Roma.
  • Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli in via Costantinopoli.
  • Chiesa di San Giuseppe Operaio in Via Enrico Caruso.
Edicole Votive

Le Edicole Votive o "Madonnelle",come popolarmente sono chiamate, anche se non tutte sono di soggetto mariano, presenti in Aversa sono state erette a venerazione di devoti che hanno ricevuto una grazia o un'indulgenza e sono fonti di una tradizione antica. Nel centro storico di Aversa se ne possono contare svariate di cui non si conosce neppure a quale "entità superiore" sono state erette poiché i dipinti risultano sbiaditi o del tutto scomparsi o dalle quali sono state trafugate le icone. Si contano ben 126 Edicole Votive nella città di Aversa.[61]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Golia 
Cortile di Palazzo Golia con la statua della Campania Felix

Palazzo Golia, palazzo nobiliare, sito in via Seggio, fu dei baroni Ricciardi Serafino de Conciliis. Edificio di tipo a corte, che emerge per l'equilibrio e l'eleganza delle proporzioni. L'ampio cortile interno, del quale campeggia una leggiadra statua raffigurante la Campania Felix, è sormontato da un giardino pensile che, con le sue piante secolari, prospetta frontalmente l'alto portale d'accesso. Al piano terra di questa dimora gentilizia erano un tempo ubicati i locali destinati alle attività agricole, alle scuderie ed alle altre attività di servizio. Di notevole pregio architettonico lo scalone principale in pietra vesuviana che conduce al primo piano dell'abitazione che ospitò Giuseppe Garibaldi alla vigilia dello storico scontro sul Volturno, il 1º ottobre 1860[62].

Palazzo Gaudioso 
Palazzo Gaudioso, sede della Biblioteca Parente

Palazzo Gaudioso, sito in Piazza Federico Santulli, è un edificio del XV secolo di aspetto severo e turrito, insistente su di un'area dell'antico borgo San Nicola, nella sua lunga vita ha subito numerosi rimaneggiamenti, tanto da perdere, in buona parte, la configurazione originaria. Gli interventi degli anni novanta sono quelli che ne hanno maggiormente alterato l'aspetto, proprio per l'aggiunta della torre nell'angolo nord-ovest. L'interno presentava una corte e un giardino, il viridarium, consueta caratteristica topologica dell'edilizia abitativa della città. Il prospetto impianta un solido portale di disegno catalano, realizzato con pietra grigia e bianca. Le cornici degli stipiti del portale, e quelle delle finestre di tipo "inginocchiato", sono finemente lavorate per la presenza di scalanature. Il portale alla sommità si conclude con un arco ribassato e la presenza nella chiave dello stemma gentilizio del casato. L'interno presenta un decoroso aspetto quattrocentesco, con l'ala settentrionale su un doppio ordine di arcate collegate da una comoda e larga scala.[63] Nel marzo 2007 è stata inaugurata la nuova sede della Biblioteca Comunale, intitolata a Gaetano Parente, primo sindaco della città, ubicata nel palazzo[64].

Sedile di San Luigi 
Sedile di San Luigi

Il Sedile di San Luigi è l'unico monumento medievale del genere che la città conserva. Il Seggio di pietra grigia fu concesso alla città dall'Imperatore Enrico VI nel 1195 alle famiglie dei cavalieri aversani[65]. Venne retto dal Monte di Pietà (1599) fino a quando non passò nella Chiesa di Santa Maria del Popolo. Era adibito a luogo di convegno, in precedenza fu utilizzato per amministrare la giustizia. Con l'andare degli anni subì gravissimi danni tanto che nel 1692 fu interamente ristrutturato. La loggia è formata da due campate coperte da volte ed archi a tutto sesto. Lo spazio è recintato da un muretto e da un artistico cancello in ferro eseguito nel 1913 dagli alunni dell'Istituto Artistico di San Lorenzo[66].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Le mura della città
Mura antiche di Aversa

Il primitivo nucleo urbano fu cinto da soli fossati e terrapieni, senza alcuna struttura fortificata[67]. Nella nuova realtà urbana la chiesa assume un ruolo e una posizione centrale, non solo come simbolo religioso, ma anche luogo di incontro della comunità. Il nucleo originario di Aversa era caratterizzato dalla polarità della cattedrale e del palazzo, entrambi in posizione centrale perché posti l'uno accanto all'altro[68].

La successiva crescita della città è riassunta nell'impegno a ridefinire i due poli di maggiore interesse, la cattedrale e il castello. Ad Aversa solo dopo l'unificazione ad opera di Ruggero II di Sicilia nel 1135 venne programmata la costruzione di più idonee strutture di difesa[69]. Il rapporto conflittuale con i locali, delusi dalla perdita di autonomia, suggerì la costruzione di un nuovo castello al di fuori delle mura per controllare ogni accenno di insurrezione al potere centrale[70].

Lungo la nuova cinta muraria furono poste cinque porte, quattro in corrispondenza delle arterie di traffico regionale, Santa Maria, San Giovanni, San Nicola e Sant'Andrea, e in ultimo Portanova che consentiva il collegamento diretto con i casali meridionali[71]. In epoca federiciana non venne realizzato alcun ampliamento. Gli Svevi si impegnarono in lavori di notevole entità per adeguare il castello ai nuovi compiti difensivi[72]. Gli Angioini diedero un contributo determinante alla crescita di Aversa con l'ampliamento del tracciato murario deciso nel 1382[73]. Durante la dominazione Aragonese non si registrano significativi ampliamenti delle mura. Venne eretta la Porta Castello, in occasione della costruzione del nuovo castello, nella seconda metà del '400[74]. Agli inizi dell''800 ebbe inizio l'abbattimento della cinta muraria e delle porte, che erano viste come un impedimento, una presenza conflittuale con gli ideali di modernità e di igienità[75].

I castelli

Sin dalle origini Aversa fu dotata di castelli fortificati. Rainulfo se ne fece costruire uno quando fondò la città, di cui però non rimangono tracce.

Castello Angioino 

Fu costruito intorno al 1300 per volere dei re della casa Sveva e fu sede della casa d'Angiò. Era situato nell'attuale chiesa dei SS. Filippo e Giacomo (chiesa di Casaluce), che era la cappella del castello. Era composto da quattro torri merlate. Fu dimora di Carlo I d'Angiò. Il castello divenne famoso per la morte di Andrea d'Ungheria, che fu impiccato la notte del 17 ottobre 1345. Fu ceduta ai Padri Celestini nel 1364. Nel 1807, fu ridotto ad abitazione ed è così rimasto fino a oggi, trasformato negli anni tanto da perdere le tracce dell'antico castello.

Castello Aragonese
Panoramica del Castello Aragonese

Il maestoso Castello di Ruggero II (o Aragonese), dotato di spesse mura quadrate, che dall'alto delle sue quattro torri domina la zona circostante. Sorto nei pressi della chiesa di Santa Maria a Piazza, nell'area dei Patibulum, come limite settentrionale della terza cerchia di mura, è di forma quadrata, con torri merlate agli angoli, e orientato, secondo un'antica ripartizione, sui quattro angoli del Mondo.

Fu dimora e rifugio di svariati principi, regine famose, regnanti e semplici capitani di ventura, tra cui si ricordano Giovanna d'Angiò, la regina di Napoli tristemente nota per il suo carattere volubile e sensuale e Giacomo Attendolo, padre del più conosciuto Francesco I Sforza.

Nel XVIII secolo, per le alterne fortune e l'incuria umana quest'imponente opera architettonica era quasi completamente rovinata, tanto è vero che nel 1750 Carlo III di Borbone (che volle anche la Reggia di Caserta), ne affidò il restauro al suo principale architetto, Luigi Vanvitelli, per farne un Quartiere di Cavalleria (anche oggi, con l'espressione "Quartiere", si indica tale zona della città)[76].

Porta San Giovanni

Sul finire del XIX secolo il castello era nuovamente in rovina; solo nel 1931 ritornò alla ribalta per iniziativa ed intraprendenza del noto frenologo aversano "Filippo Saporito" (di cui portava il nome), che, dopo averlo fatto restaurare, lo adibì a casa di cura e custodia per imputati condannati parzialmente in quanto affetti da forme di malattia mentale, divenendo così un carcere giudiziario (Ospedale Psichiatrico Giudiziario) tra i più famosi d'Italia. È stato sede della "Scuola di Formazione e Aggiornamento dell'Amministrazione Penitenziaria", inaugurata il 16 marzo 2002, fino al 2014, attualmente è sede nel tribunale di Napoli nord, che ha preso il posto della scuola.[77]

Porta San Giovanni

Porta San Giovanni costituisce, assieme ai resti di Porta San Nicola, l'unico esempio rimanente delle antiche porte che cingevano la città di Aversa. È situata nella omonima via. Un tempo vi si trovava il Borgo dei pescatori che accoglieva i pescatori del Lago Patria, soggetti al monastero di San Lorenzo[78].

Monumento a Domenico Cimarosa

Monumenti e statue[modifica | modifica wikitesto]

Monumento a Domenico Cimarosa

L'opera fu realizzata da Francesco Jerace nel 1929. Di gusto tardo-neoclassico, si ispira a modelli canoviani. Il monumento, che raffigura il maestro appoggiato alla transenna, era completato da un genietto alato sul podio, non più esistente, ispiratore allegorico della musica scherzosa del maestro[79]. È collocata in Piazza Mazzini, nello spazio antistante la Stazione Ferroviaria[80].

Monumento ai caduti in guerra
Monumento ai caduti in Piazza Municipio
Monumento a Pietro Rosano
Parco Salvino Arturo Pozzi
Parco Ninì Grassia
Parco Antonio Balsamo
Villa Comunale

Situato al centro di Piazza Municipio di fronte al Municipio, su un'aiuola quadrangolare e costituito da un basamento di pietra. Fu realizzato da Francesco Jerace nel 1936, ed è dedicato ai caduti della prima guerra mondiale. È un'opera di grande perizia tecnica ed assume, coì com'è collocata, un grande effetto scenografico. La composizione richiama gusti del verismo francese della prima metà dell'800[81]. È collocata in Piazza Mazzini, nello spazio antistante la Stazione Ferroviaria[82].

Monumento a Pietro Rosano

Si erge in Piazza Principe Amedeo all'interno della Villa Comunale. Opera raffigurante l'insigne deputato aversano, fu realizzato nel 1907 da Francesco Jerace. Il monumento è costituito da un'articolata base a forma di piramide, che comprende la statua allegorica dell Campania, su cui poggia un'alta colonna il cui capitello regge il busto di Rosano. Alla base vi è la scritta A Pietro Rosano/La Campania/MCMVII. Si tratta di un'opera tardo-ottocentesca di buon effetto compositivo[83].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parco "Salvino Arturo Pozzi" 

Il Parco "Salvino Arturo Pozzi" è il principale polmone verde della città, collocato nella zona nord. È dedicato all'omonimo personaggio politico, sindaco dal 1952 al 1956, ed ha una superficie di 22.000 m2, è caratterizzato da percorsi per jogging, attrezzi in legno per stretching e da un bocciodromo. Il parco è caratterizzato da una pregiata flora, costituita da cedri del Libano, pini mediterranei ed araucarie. Il parco è stato un ospedale militare dal 1935 per prestare assistenza ai soldati impegnati nelle operazioni militari in Africa orientale. Successivamente viene destinato all'assistenza dei profughi del dopoguerra, provenienti, da Grecia, Egeo, Venezia Giulia, Istria ed Egitto. Nel 1990, a seguito del viaggio ad Aversa del Pontefice Giovanni Paolo II, il Parco diventerà finalmente un giardino pubblico, ristrutturato ultimamente nel 2016 con l'installazione di campi da calcio, basket e di una buvette[84].

Parco "Antonio Balsamo" 

Il Parco "Antonio Balsamo" è situato nella zona sud della città, è composta da un'area giochi per bambini, due locali coperti, un campo di bocce scoperto ed un anfiteatro da 200 posti, ubicato nella zona verde, per spettacoli all'aperto[85].

Parco "Ninì Grassia" 

Il Parco "Ninì Grassia" è situato nei pressi della Stazione Ferroviaria di Aversa, nei pressi del confine col comune di Gricignano di Aversa. È stato inaugurato nel dicembre 2012 ed è composto da un'area verde ed un'area coperta per la socializzazione[86].

Villa Comunale 

La Villa Comunale di Aversa è un'area verde nel cuore della città : si trova alle spalle della Casa Comunale ed è costituita da una cassa armonica, ubicata al centro dell'area, utilizzata per spettacoli musicali. All'interno della villa comunale si trova il monumento a Pietro Rosano, realizzato nel 1907 da Francesco Jerace ed un parco giochi per bambini[87].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Dati relativi al comune di Aversa fino al 15º censimento generale del 2011.

Abitanti censiti[88]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

I dati ISTAT[89] al 1º gennaio 2016 rilevano una popolazione straniera residente pari a 2 963 persone, rappresentante il 5,6% della popolazione residente ad Aversa. Le comunità maggiormente rappresentate sono le seguenti:

  1. Ucraina: 1 033
  2. Marocco: 303
  3. Algeria: 301
  4. Polonia: 210
  5. Cina: 154
  1. Pakistan: 114
  2. Polonia: 102
  3. Russia: 49
  4. Tunisia: 47
  5. Moldavia: 45

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Dialetto dell'area Campana nel sistema dei dialetti meridionali intermedi

Il dialetto parlato ad Aversa è il napoletano, lingua romanza derivata dal latino. Esso viene parlato generalmente con tono di voce basso e pronuncia a bassa voce, tipica di chi vive in provincia[90].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione più diffusa è il cattolicesimo. Aversa fa parte dell'omonima diocesi cattolica, suffraganea dell'arcidiocesi di Napoli[91], che fu costituita nel 1053 da papa Leone IX. Il patrono della città è Paolo di Tarso, che secondo la tradizione predicò la Parola di Dio percorrendo la via Campana da Pozzuoli, dove era sbarcato, verso Roma. Al santo è dedicata un'edicola dell'antico borgo longobardo denominato Sancti Pauli ad Averze, attestato già nel 1022.

Un movimento particolarmente sviluppato ad Aversa, e nell'Agro aversano, è quello dei Testimoni di Geova. La comunità conta oltre 1 500 aderenti.[92] Ad Aversa è presente anche una Chiesa Cristiana Evangelica Nuova Pentecoste, appartenente alla Federazione delle Chiese Pentecostali d'Italia.[93] Le altre minoranze religiose, incluse quelle degli immigrati, non dispongono di luoghi di culto.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

La statua della Madonna Addolorata che si conserva nella Chiesa rettoria di San Rocco ad Aversa, illustrazione di G. Guida.
Celebrazioni in onore della Madonna SS. dell'Arco
Raffigurazione della Madonna dell'Arco

Aversa é una città caratterizzata da una moltitudine di tradizioni, principalmente religiose. Un importante evento è quello legato alle celebrazioni della Madonna di Casaluce, dal nome del vicino comune in cui è conservata per otto mesi l'anno. L'immagine della madre di Dio, che secondo la tradizione è opera del pennello di San Luca, venne da Gerusalemme a Carlo d'Angiò nel 1277 e fu da questi collocata, insieme con due idrie nelle quali Gesù avrebbe operato alle nozze di Cana il miracolo della conversione dell'acqua in vino, nel Castello Angioino di Aversa, situato fuori le mura della città, nel borgo detto del Mercato vecchio, ove si trova l'attuale Santuario di Maria SS. di Casaluce Regina della Famiglia. Sistemata in seguito nel castello di Casaluce, mutato in sacro chiostro da Raimondo del Balzo, la sacra immagine fu da allora detta di Casaluce e sotto questo titolo viene onorata da oltre sei secoli. Durante la II settimana di settembre, invece, sono programmati i festeggiamenti con appuntamenti liturgici (come le celebrazioni solenni e la processione) e eventi ludici. Durante l'arco dei festeggiamenti nelle strade del centro vengono allestite le tradizionali luminarie, principale caratteristica di una festa patronale nel sud Italia, le serate sono allietate da esibizione canore e spettacoli vari di festa, di cultura ,di fuochi pirotecnici, i quali insieme al suono festoso delle campane del santuario allietano i giorni di festa. Il 15 ottobre, l'Icona viene accompagnata solennemente al vicino paese di Casaluce, dove resta fino al 15 giugno dell'anno seguente[94].

Tra gli altri avvenimenti che si svolgono durante l'anno di natura ludico-religiosa e rassegne prettamente folcloristiche coinvolgono la popolazione locale ci sono[95]:

  • Processione del Santo Patrono, san Paolo, 25 gennaio;
  • Feste in alcuni chiostri della città come nel chiostro di Sant'Antonio da Padova;
  • Processione della Madonna Addolorata, 2 domeniche prima di Pasqua;
  • Sfilate di quadri e fujenti presso le diverse edicole devozionali dedicate alla Madonna dell'Arco, Lunedì in Albis;
  • Processione di Sant'Antonio da Padova, il 13 giugno;
  • Processioni delle Peregrinatio Mariae della Madonna di Casaluce,dal 15 giugno al 21 giugno;
  • Festa San Lorenzo, il 10 agosto;
  • Festa della Madonna della Libera, Iª domenica di settembre, presso il quartiere San Lorenzo[96];
  • Festa Patronale della Madonna di Casaluce, attorno il secondo fine settimana della II domenica di Settembre
  • Solenne Processione di consegna della Madonna di Casaluce il 15 ottobre.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del vecchio ospedale psichiatrico giudiziario "Filippo Saporito".

Istituzioni Pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sono presenti le seguenti istituzioni pubbliche:

Strutture Sanitarie[modifica | modifica wikitesto]

La principale struttura sanitaria pubblica del comune è l'Ospedale civile San Giuseppe Moscati[101]. L'ospedale psichiatrico giudiziario Filippo Saporito[102] ha invece cessato la sua attività nel 2015.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Abbazia di San Lorenzo, sede del Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale della Luigi Vanvitelli
Aulario della Luigi Vanvitelli

Aversa dispone di quattro biblioteche:

  • La Biblioteca Comunale Gaetano Parente, fondata nel 1876, ha sede presso il rinascimentale Palazzo Gaudioso. Conta un patrimonio librario di oltre 18.000 volumi. Sono inoltre conservati preziosi manoscritti risalenti al XV secolo e XV secolo;[103]
  • La biblioteca Seminariale Paolo VI, è situata nel Seminario Vescovile. Qui sono conservati circa 20.500 volumi, 100 manoscritti, 100 periodici ed opuscoli.[104]
  • La biblioteca del Dipartimento di Architettura - Luigi Vanvitelli della Seconda Università degli Studi di Napoli, (in precedenza facoltà universitaria) fondata nel 1995 ed è ospitata nell'edificio monumentale del Monastero di S. Lorenzo ad Septimum. Qui sono conservati circa 5.000 volumi ed opuscoli, 80 periodici e 5 CD-ROM.[105]
  • La Biblioteca del Centro Ricerche e Studi sulla Psichiatria e le Scienze Sociali “Le Reali Case dei Matti” è ospitata nell'ex Ospedale Psichiatrico Santa Maria Maddalena. Qui sono conservati circa 6.000 volumi tra monografie e riviste specializzate. Il materiale conservato è principalmente di carattere religioso e medico scientifico.[106]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

La città ospita 25 scuole primarie, perlopiù paritarie, 4 scuole secondarie di I Grado, con un bacino d'utenza di 2500 studenti e ben 10 scuole secondarie di II Grado, che ospitano oltre 12 000 studenti provenienti dai comuni limitrofi, divisi in 5 Licei, 3 Istituti Tecnici e 2 Istituti Professionali.

Università[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti centri universitari : la Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell'Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, che organizza corsi di laurea in Ingegneria ed ha sedi presso la Real Casa dell'Annunziata ed in via Michelangelo, dove vi è l'aulario[107]. Inoltre è presente il Dipartimento di Architettura e Disegno Industriale, che organizza anche corsi di laurea afferenti l’ambito della Moda. Questo facoltà ha sede presso l’Abbazia di San Lorenzo[108].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Martirio di S. Sebastiano di Angiolillo Arcuccio

Il Museo Diocesano è ospitato nel Deambulatorio del Duomo di Aversa. Costituito nel 1995, conserva il patrimonio artistico liturgico della Cattedrale. Il museo contiene argenti sacri del Seicento e del Settecento di importanti botteghe napoletane, - tra cui quella dei Guarriniello - diversi documenti di epoca normanna, la Madonna con il Gonfalone, - tela datata e firmata da Francesco Solimena e considerata un "exemplum" del pittore di Canale di Serino - nonché alcune tavole della seconda metà del Quattrocento di Angiolillo Arcuccio, tra cui il celebre Martirio di San Sebastiano. Inoltre è presente un capolavoro unico: San Giorgio e il drago, tra le poche sculture preromaniche presenti nell'Italia meridionale, una lastra marmorea dell'XI secolo.[109]

Da segnalare anche il Civico Museo di Storia Militare[110]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Teatro Domenico Cimarosa

Il Teatro Domenico Cimarosa deve il suo nome al musicista aversano Domenico Cimarosa ed è situato in vicolo del Teatro. Nato nel 1889 come teatro in legno nell'attuale piazza Principe Amedeo. Nel 1924, Giuseppe Romano lo fece edificare in tufo e cemento armato nell'attuale sede. La facciata presenta due ordini di finestre, di cui il superiore ad arco moresco, che adornano un bassorilievo simile al monumento a Domenico Cimarosa posto nella piazza antistante la Stazione Ferroviaria di Francesco Jerace, con stemmi e simboli musicali. In stile liberty, ha la forma di ferro di cavallo ed è sormontato da una cupola circolare affrescata da Arnaldo De Lisio negli anni venti con allegorie inneggianti gli insigni musicisti aversani, Domenico Cimarosa e Niccolò Jommelli, e decorazioni di Antonio Giametta. Dal 1927 sino agli anni settanta viene gestito da Emilia Della Valle, madre dell'attuale proprietario. Negli anni settanta e ottanta divenne famoso come a cinema a luci rosse. Successivamente viene acquisito da Renato Virgilio che lo ha riportato agli antichi splendori. La struttura funge anche da cinema, offre rappresentazioni teatrali e musicali, convegni politici e iniziative socio-culturali.

Altra struttura è il Teatro Metropolitan, utilizzato anche come sala cinematografica.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Aversa ha una grande tradizione musicale, basti citare tre illustri musicisti aversani: Domenico Cimarosa, Niccolò Jommelli, Gaetano Andreozzi e Paolo Riverso. Iniziative: Dal 1999, si tiene ogni due anni il Concorso Flautistico Internazionale "Domenico Cimarosa", Premio Rotary Terra Normanna, nella prima decade di dicembre. Il concorso ideato dall'associazione Diaphonia, ha negli anni guadagnato sempre maggior consensi nel mondo musicale italiano e internazionale. Presidenti di giuria, solo per citarne alcuni, sono stati il compositore argentino, con nazionalità italiana, già premio Oscar Luis Bacalov, il compositore Stelvio Cipriani e il flautista francese Maxence Larrieu. Nell'edizione tenutasi nel 2011 hanno partecipato 101 giovani musicisti provenienti da ben 46 nazioni, in rappresentanza di tutti i continenti[111]. Nell'ultima edizione, tenutasi dal 2 al 4 dicembre 2015, ha vinto, dopo dieci anni dall'ultima vittoria (nel 2005 vinse Paolo Taballione) , un italiano: Carmineluigi Amabile. Seconda classificata da Taiwan, la flautista Chia Wen-Ou, terza la polacca Marianna Zolnacz. Dal 2004, si tiene il Concorso nazionale per sole cantautrici "Bianca d'Aponte", presso il Teatro "Domenico Cimarosa" dal 22 al 23 ottobre.[112] Dal 2010 si è tenuto il Premio Domenico Cimarosa, che ha premiato quanti nel mondo hanno interpretato le musiche e le opere del grande compositore del 700. Tra questi vogliamo ricordare Roberto de Simone, Alberto Zedda, Maria Grazia Schiavo, Carmine Monaco, Bruno de Simone, Rosanna Savoia. Aversa vanta anche una grandissima tradizione in campo jazzistico per essere sede, dal 1981, del Jazz Club Lennie Tristano, intitolato al pianista caposcuola del cool jazz la cui famiglia era originaria di Aversa, uno dei più noti jazz club d'Europa e che in oltre trenta anni di attività ha portato in città i più grandi jazzisti del mondo, in oltre trecento concerti.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 fu girata ad Aversa parte del film Pasqualino Settebellezze, diretto da Lina Wertmüller e interpretato da Giancarlo Giannini, che ai Premi Oscar del 1977 ricevette 4 nomination.

Nel 2015 fu girato prevalentemente ad Aversa (ma anche a San Cipriano d’Aversa, Caserta e Civitavecchia) il film Gramigna (Volevo una vita normale), tratto dall'omonimo libro di successo di Michele Cucuzza e Luigi Di Cicco (sottotitolato "Vita di un ragazzo in fuga dalla camorra"). Per la regia di Sebastiano Rizzo, fu interpretato, tra gli altri, da Gianluca Di Gennaro, Biagio Izzo, Teresa Saponangelo, Enrico Lo Verso, Ernesto Mahieux, Ciro Petrone, Anna Capasso, Titti Cerrone e Glenda Cantone. Presentato, nel 2016, all'8° Galà del Cinema e della Fiction in Campania ed al 15° Rome Independent Film Festival (ove risultò finalista), sarà nelle sale nel 2017.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina aversana deriva dalla cucina napoletana con variazioni che le danno un'impronta tipicamente agricola. È una cucina sbrigativa e senza complicate manipolazioni, ma saporita e gustosa nello stesso tempo per la semplicità e naturalezza dei suoi ingredienti. Non mancano però piatti di maggiore impegno. Tra gli antipasti si possono collocare la Pizza di scarola, "l'insalata di fagioli", le "mulignane a fungetiello", il Tortano e il Casatiello. Tra i primi piatti abbondano le paste asciutte con condimenti tra i più diversi e nuovi. I Maccheroni sono senza dubbio il piatto forte della cucina aversana. I modi di cucinarli sono molti: si va dai "maccarune case e pepe" a i "maccarune aglio e uoglio". Molto gustato è un piatto tipico aversano lo "scarpariello" (bucatini al sugo piccante). Tra i primi piatti vi sono i minestroni di verdura o la pasta preparata con gli ortaggi. La carne è il piatto più importante delle cucine e si presta ad un'infinità di preparazioni. La carne è prepara in diversi modi: la polpetta o il polpettone, le braciole al sugo, la carne alla pizzaiola, il soffritto di maiale, gli "stentenielli" (interiora di agnello o capretto). Tradizione ancora in auge vuole che il giorno del Santo Patrono S.Paolo si consumino polpette di carne e lasagne fatte in casa. L'ingrediente per eccellenza per la cucina aversana è sicuramente la mozzarella. Nelle bevande molto famoso è il vino Asprinio D.O.C.. Nella pasticceria il dolce tipico aversano è la Polacca.

Mozzarella di Bufala

Formaggi Freschi[modifica | modifica wikitesto]

I formaggi aversani sono per lo più di origine bovina, data la diffusione dell'allevamento delle bufale da latte. Tra i formaggi freschi il più rinomato è la mozzarella di bufala campana, di produzione cittadina. Altri formaggi sono la ricotta e la provola affumicata.

Dolci[modifica | modifica wikitesto]

Polacca, dolce tipico aversano

Aversa ha sempre avuto una tradizione di grandi pasticcieri. I dolci tipici sono la polacca e la pietra di San Girolamo. La prima è la reinvenzione del cornetto. Fatta di pasta lievitata, Crema pasticcera e le amarene. La seconda è una sorta di croccante fatto con mandorle tostate, zucchero e cioccolato.creato dalle suore dell'ex convento di San Girolamo. "Il Santo eremita, non potendosi rifiutare di dare il nome ad un dolce, pretese che avesse la consistenza e la forma della pietra sulla quale scriveva la Vulgata, per mitigare gli eccessi di gola dei consumatori."

Vino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Aversa Asprinio.

Nel territorio di Aversa è possibile produrre il vino Asprinio D.O.C.. Estremamente secco e asciutto.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Aversa Città d'Arte: manifestazione culturale e musicale che si tiene nei mesi di maggio e giugno, giunta alla V edizione.
  • Estate ad Aversa: rassegna che, a dispetto del nome, si svolge nelle mensilità di settembre e ottobre di ogni anno. Organizzata dalla locale autorità comunale, essa comprende rassegne teatrali, concerti, serate di cabaret, cinema all'aperto e mostre.
  • Natale ad Aversa: il cartellone della manifestazione organizzata nel mese di dicembre comprende rassegne teatrali, concerti, mostre.
  • Sagra della castagna e del vino Aglianico: si svolge dall'8 al 9 dicembre di ogni anno, arrivando alla tredicesima edizione. Si svolge presso il convento di Sant'Antonio al Seggio.

Persone legate ad Aversa[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Cimarosa.
Raffaele Trabucco.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Aversa rivela nella sua struttura urbanistica due differenti fasi di sviluppo:

  • il nucleo normanno di fondazione (XI secolo) a pianta radiocentrica, formato da strade anulari e radiali con al centro la Cattedrale di San Paolo.
  • la struttura ortogonale del quartiere Lemitone (XVII secolo) posto a sud-est del nucleo primitivo.

Il primo tracciato è ancora oggi riconoscibile nell'anello stradale composto da via S. Domenico, via Sellitto, via Domenico Cirillo, via S. Nicola, via S. Marta, successivamente ampliato per comprendere anche i borghi di nuova formazione. Questa seconda cerchia muraria, che si snodava lungo via S. Maria La Neve, via S. Francesco di Paola, via S. Andrea, via Domenico Cimarosa, via Golia e via Rainulfo Drengot, continuò a rispettare la struttura radiocentrica dell'originario schema urbanistico, congiungendosi al centro politico e religioso della città, con tracciati stradali radiali. Durante il periodo angioino furono ampliate le mura cittadine (1382) e l'apertura (1303) di una nuova importantissima arteria, la via Nuova (le attuali via Saporito e via Roma), che, favorendo lo sviluppo verso sud, conferirà un nuovo aspetto alla città, avviando la dissoluzione dello schema radiale medioevale. Tra il XVI secolo e il XVII secolo la realizzazione del quartiere Lemitone, secondo uno schema quadrilatero con strade che si incrociano ad angolo retto, tagliate da una diagonale (via Orabona), assestò il definitivo colpo di grazia al vecchio impianto urbano. Il Lemitone, il cui perimetro è rappresentato da via Magenta, via Roma, via Belvedere e via Costantinopoli, ripete lo schema dei quartieri spagnoli di Napoli, fatti realizzare oltre mezzo secolo prima dal viceré spagnolo don Pedro de Toledo. Tra la fine dell'Ottocento e la prima metà del Novecento altre consistenti modifiche furono apportate alla struttura della città, dall'apertura di nuove arterie stradali e dall'abbattimento di molti edifici conventuali e civili in abbandono. Tra le più significative, la realizzazione di Piazza Marconi (1928) e Piazza Municipio (1937), che sorgeranno rispettivamente nell'area degli ex-conventi di S. Girolamo e S. Francesco d'Assisi, ed il sistema vie (Mazzini-Diaz-Garibaldi) e piazze (Mazzini-Vittorio Emanuele-Municipio) che collega la stazione ferroviaria con Piazza Municipio.[113]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

In epoca medievale la città contava sei rioni: S. Croce, S. Girolamo, S. Antonio, S. Andrea, S. Maria a Piazza e S. Nicola, che con il borgo fuori le mura di S. Lorenzo ed altri sette sobborghi, formavano tanti piccoli universi cittadini.[114]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Mezzotta[modifica | modifica wikitesto]

Ponte Mezzotta è l'unica frazione presente nella città di Aversa. Si trova a sud-est, è poco estesa e conta circa 100 abitanti. Ospita molti edifici moderni.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Mela annurca

Le campagne aversane hanno accolto generosamente popolazioni diverse, dedite prevalentemente all'agricoltura che ha costituito, nel tempo, la base dell'economia dell'intera zona. Prodotti diversi, dalle granaglie alla frutta rappresentano un sostentamento per migliaia di famiglie. A partire dai prodotti ortofrutticoli, come le pesche, l'uva asprinio e le mele annurche.

Dal colore rosso - violaceo e dalla polpa tenera zuccherino - acidula, sono mele molto gustose e richieste, prodotte da alberi di medio fusto, i cui filari ben allineati possono essere visti, oltre che nel territorio aversano, anche in quelli dei vicini centri di Giugliano - Qualiano e della Valle di Maddaloni. Sono frutti che si conservano a lungo, a temperatura ambiente, e che possono essere trovati in tutte le stagioni dell'anno, tranne che per il periodo estivo.

Industria e servizi[modifica | modifica wikitesto]

Aversa, nel panorama provinciale e regionale è un importante Polo produttivo con un'ASI (agglomerato ASI Aversa nord) esteso su una superficie di 650mila , che coinvolge anche i comuni di Carinaro, Gricignano e Teverola, territorio in cui coesistono i distretti del tessile e calzaturiero, delle produzioni tecnologiche, affiancate dalla filiera lattiero casearia e dalle colture ortofrutticole. Il Polo produttivo aversano è legato attraverso il Distretto industriale (tessile, abbigliamento e conciario) di Grumo Nevano. Esso interessa 13 comuni della provincia di Caserta e 7 della città metropolitana di Napoli, con 1187 dipendenti al 2008.

In città aveva sede la Texas Instruments Incorporated, chiusa nel dicembre del 1998.

L'impresa incaricata di gestione, raccolta e smaltimento rifiuti è la Senesi S.p.A.[115]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Aversa fa parte del distretto campano della calzatura che si concentra in massima parte nell'area aversana-grumese e nella cosiddetta "cittadella aversana" o polo calzaturiero di Teverola. Nel dopoguerra al sistema di aziende già collaudato nel settore tessile-abbigliamento si affiancarono i primi calzaturifici a conduzione familiare-artigianale, fonte di straordinaria creatività e manualità. Oggi nel Distretto aversano, che raggruppa circa 500 aziende e oltre 3000 addetti, si producono calzature da uomo e da donna di qualità media e medio-fine. Le imprese lavorano soprattutto per conto terzi, ma alcune esportano anche all'estero con un proprio marchio[116]. Altri settori artigianali sono la lavorazione del ferro battuto e della falegnameria.

Commercio[modifica | modifica wikitesto]

La città ospita molte attività commerciali, soprattutto nel campo dell'abbigliamento, delle scarpe e dell'oreficeria. Nell'ultimo decennio però il commercio cittadino ha subito un crollo, soprattutto nella zona del centro storico. Nel centro storico della città, e non solo, sono presenti diversi mercati all'aperto. Ecco i principali:

  • Mostra Mercato dell'Antiquariato in Piazza Marconi (detta Piazza Mercato)
  • Mercato Ortofrutticolo in Viale Europa
  • Fiera settimanale del sabato in Piazza Giovanni XXIII

Durante il periodo natalizio si svolge in piazza Marconi il mercatino natalizio.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Le principali attrattive turistiche di Aversa sono le chiese, con le loro architetture e le opere d'arte contenute all'interno, e la produzione gastronomica, con la lavorazione della mozzarella e della polacca. Alcune iniziative e alcuni progetti, come Aversa Città d'Arte[117] e Estate ad Aversa[118], tendono a promuovere il settore turistico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Aversa è servita dalla Strada Statale 162 NC Asse Mediano con lo svincolo Aversa-Melito e dalla SP 335-VI "dei ponti della Valle" (in passato già SS 265 "dei ponti della Valle"), con i due svincoli cittadini di Aversa Nord e Aversa sud.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della stazione ferroviaria di Aversa

Fra il 1882 e il 1959 Aversa era collegata col capoluogo di regione grazie alla tranvia Napoli-Aversa/Giugliano, realizzata ad opera della Société Anonyme des Tramways Provinciaux[119] che nel 1912 inaugurò altresì la Tranvia Aversa-Albanova, a sua volta soppressa nel 1962[120].

La stazione ferroviaria di Aversa, situata in piazza Giuseppe Mazzini, è servita da collegamenti a lunga percorrenza effettuati da Trenitalia, e da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania[121]. Le due stazioni cittadine denominate Aversa Centro e Aversa Ippodromo che sorgono lungo la ferrovia Napoli-Giugliano-Aversa detta anche linea arcobaleno, gestita dall'Ente Autonomo Volturno[122] e costruita in sostituzione della cosiddetta ferrovia alifana bassa, soppressa nel 1976[123].

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è servito da filobus e autobus che svolgono servizi di linea urbani e suburbani a cura della CTP[124].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Aversa fa parte dell'organizzazione sovracomunale regione agraria n.8 - Piano campano settentrionale.[125]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1861 1868 Gaetano Parente Sindaco
1869 1872 Giovanni Ruggiero Sindaco
1873 1875 Francesco Vitale Sindaco
1876 1891 Francesco Orabona Sindaco
1892 1895 Pietro Candia Sindaco
1896 1899 Nicola Lombardi Sindaco
1900 1907 Giuseppe D'Ausilio Sindaco
1907 1910 Giuseppe de Lieto Sindaco
1910 1914 Giuseppe D'Ausilio Sindaco
1914 1919 Giovanni Motti Sindaco
1920 1920 Pasquale Cimmino Commissario prefettizio
1920 1920 Arturo Manna Sindaco
1921 1922 Giovanni Motti Sindaco
1921 1922 Michele Chiaromonte Commissario prefettizio
1922 1924 Girolamo Vitale Sindaco
1924 1929 Luigi Andreozzi Podestà
1930 1939 Felice Tango Podestà
1940 1943 Francesco Follaca Podestà
1943 1943 Francesco Magliulo Commissario prefettizio
1943 1945 Luigi Andreozzi Podestà
1946 1946 Battista G. Franchini Commissario prefettizio
1946 1949 Gennaro Fiordiliso Sindaco
1950 1952 Tullio De Chiara Sindaco
1952 1956 Salvino Arturo Pozzi Sindaco
1956 1957 Ciro Andreozzi Sindaco
1957 1960 Domenico Pirozzi Sindaco
1961 1972 Augusto Bisceglia Sindaco
1972 1973 Luigi Della Corte Commissario prefettizio
1973 1973 Emanuele Caianiello Sindaco
1973 1973 Generoso Marrandino Sindaco
1973 1974 Emanuele Caianiello Sindaco
1974 1976 Alfredo Pozzi Sindaco
1976 1978 Giacomo Cascella Sindaco
1978 1980 Augusto Bisceglia Sindaco
1980 1980 Michele Serra Sindaco
1980 1980 Giovanni Cantone Sindaco
1980 1981 Michele Serra Sindaco
1981 1983 Vincenzo Musto Sindaco
1983 1983 Nicola Ciardulli Sindaco
1983 1983 Raffaele Marrandino Sindaco
1983 1985 Renato Pastore Sindaco
1985 1986 Vincenzo Nugnes Sindaco
1986 1988 Raffaele Marrandino Sindaco
1988 1993 Carmine Bisceglia Sindaco
1993 1993 Vincenzo Madonna Commissario prefettizio
1993 1994 Raffaele Ferrara Sindaco
1994 1994 Antonio Izzo Commissario prefettizio
1994 1995 Raffaele Ferrara Sindaco
1995 2001 Gennaro Golia Sindaco
2001 2002 Giuseppe Urbano Commissario prefettizio
2002 2012 Domenico Ciaramella Il Popolo della Libertà Sindaco
2012 2015 Giuseppe Sagliocco Il Popolo della Libertà Sindaco
2015 2016 Mario Rosario Ruffo Commissario prefettizio
2016 in carica Domenico De Cristofaro detto Enrico Liste Civiche Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

San Felice Aversa Normanna - Serie C2 2008/2009

Hanno sede nel comune due società di calcio: San Felice Aversa Normanna, fondata nel 1925, che ha vinto uno Scudetto Serie D e una Coppa Italia Serie D e la società dilettantistica Aversa Football Club, che disputa il campionato di Seconda Categoria nella stagione 2015-2016.

Le società di pallavolo sono: New Volley Libertas, Volley Aversa[128] e Normanni Aversa[129].

Nel comune ha sede la società Arca Atletica Aversa, fondata nel 1969, organizza la Straversana, giunta alla trentaseiesima edizione[130].

È presente l'associazione Arcieri Normanni, di tiro con l'arco, fondata nel 1985, insignita nel 2003, della stella d'oro al merito sportivo per i titoli italiani conseguiti[131].

Nel 1992 si è conclusa ad Aversa l'ottava tappa del Giro d'Italia, vinta da Mario Cipollini. Nel 2000 la seconda tappa della Tirreno-Adriatico, partita da Sorrento si è conclusa in città con la vittoria di Ján Svorada[132].

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elezioni comunali 5 giugno 2016, Comune di Aversa. URL consultato il 1º luglio 2017.
  2. ^ Aversa fondata nel 1022, Aversa Turismo. URL consultato il 1º luglio 2017.
  3. ^ a b c Aversa: clima e dati geografici, Comuni-Italiani.it. URL consultato il 7 giugno 2017.
  4. ^ La Frazione di Ponte Mezzotta, Italia in Dettaglio. URL consultato il 30 giugno 2017.
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  6. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  7. ^ * Luciano Canepari, Aversa, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.*.
  8. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, p. 64.
  9. ^ a b c Ufficio araldico. Fascicoli comunali, Archivio centrale dello Stato. URL consultato il 19 giugno 2016.
  10. ^ a b Comuni in provincia di Caserta per popolazione, Tuttitalia.it. URL consultato il 15 luglio 2016.
  11. ^ Comuni della Campania per popolazione, Tuttitalia.it. URL consultato il 15 luglio 2016.
  12. ^ Aversa fondata nel 1022, Aversa Turismo. URL consultato il 9 giugno 2017.
  13. ^ Aversa : Clima e Dati Geografici, Comuni-italiani.it. URL consultato il 9 giugno 2017.
  14. ^ Storia della Diocesi di Aversa, Diocesi di Aversa. URL consultato il 9 giugno 2017.
  15. ^ Il rilancio della canapa e il ruolo decisivo della Campania, Edizione Caserta. URL consultato il 9 giugno 2017.
  16. ^ La vita di Domenico Cimarosa, Edizione Comune di Aversa. URL consultato il 9 giugno 2017.
  17. ^ Cecere, p.7
  18. ^ Pocobello, Le opere del fascismo, pocobello.blogspot.it. URL consultato il 1º luglio 2017.
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  20. ^ Classificazione climatica: D.P.R. n. 412/1993 (PDF), enea.it. URL consultato il 7 giugno 2017.
  21. ^ Temperature medie trentennale 1961-1990, Climate-data.org. URL consultato il 9 giugno 2017.
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  23. ^ Cecere, p.9
  24. ^ Cecere, pp.10-11
  25. ^ a b c d e f g Breve Storia della Città, AversaTurismo. URL consultato il 7 giugno 2017.
  26. ^ L'Annunziata, Aversa, Le nostre radici. URL consultato il 9 giugno 2017.
  27. ^ Chiesa di San Domenico, Aversa, Le nostre radici. URL consultato il 9 giugno 2017.
  28. ^ Chiesa di San Nicola, Aversa, Le nostre radici. URL consultato il 9 giugno 2017.
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  33. ^ Cecere, p.16
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  56. ^ Chiesa della Madonna di Casaluce, Aversa Turismo. URL consultato il 1º luglio 2017.
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  70. ^ Amirante, p.80
  71. ^ Amirante, p.81
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  76. ^ Il Castello "Aragonese", Aversa Turismo. URL consultato il 1º luglio 2017.
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  91. ^ Sito della Diocesi di Aversa, diocesiaversa.it. URL consultato il 21 settembre 2011.
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  113. ^ Comune di Aversa, pp.34-36
  114. ^ Comune di Aversa, p.34
  115. ^ Sito dell'Azienda di Gestione rifiuti Senesi, senesispa.it. URL consultato il 1º novembre 2010.
  116. ^ Scheda della Regione Campania del Ministero del Commercio Internazionale (PDF), mincomes.it. URL consultato il 21 settembre 2011.
  117. ^ Articolo Pupia su Aversa Città d'Arte, pupia.tv. URL consultato il 23 settembre 2011.
  118. ^ Articolo Pupia su Estate ad Aversa, pupia.tv. URL consultato il 23 settembre 2011.
  119. ^ A. Cozzolino, A. Gamboni, Napoli: i tram per la Provincia, op.cit., pp. 15-20.
  120. ^ A. Cozzolino, A. Gamboni, Napoli: i tram per la Provincia, op.cit., pp. 84-88.
  121. ^ La Stazione di Aversa (CE), Le Strade Ferrate. URL consultato il 30 giugno 2017.
  122. ^ Servizi di Stazione, Ente Autonomo Volturno. URL consultato il 30 giugno 2017.
  123. ^ La Ferrovia Alifana, Le Strade Ferrate. URL consultato il 30 giugno 2017.
  124. ^ Itinerari Aversa, CTP. URL consultato il 30 giugno 2017.
  125. ^ Sito della Regione Campania (PDF), sito.regione.campania.it.
  126. ^ Gemellaggio tra Aversa e Pratola Serra in nome di S.Audeno, Pupia.tv. URL consultato il 1º luglio 2017.
  127. ^ "Contrasti": gemellaggio tra Aversa e Alife, Pupia.tv. URL consultato il 1º luglio 2017.
  128. ^ Volley Aversa
  129. ^ Sito FIPAV Campania
  130. ^ Sito ufficiale
  131. ^ Associazione Arcieri Normanni
  132. ^ Dati tratti dal sito http://www.sitodelciclismo.net/ritfiche.php?ritid=59763, sitodelciclismo.net.
  133. ^ Sito Ministero Politiche Agricole Alimentari e Forestali/Caratteristiche impianto

Esplicative[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'istituzione del comune di Aversa coincide con l'arrivo di Rainulfo Drengot che si insediò presso la Chiesa votiva di Sancte Paulum at Averze.
  2. ^ Altitudine del municipio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Cecere, (1997), Guida di Aversa in quattro itinerari e due parti, ..Consuetudini Aversane, Aversa, ISBN non esistente.
  • Comune di Aversa, (2000), Guida Turistica Illustrata di Luigi D'Alesio, Aversa, ISBN non esistente.
  • Giosi Amirante, (1998), Aversa, dalle origini al Settecento, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, ISBN 88-8114-649-5.
  • Tiberio Cecere, (1998), Aversa, la città consolidata, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli, ISBN 88-8114-686-X.
  • Alfonso Gallo, (1938), Aversa Normanna, I.T.E.A. Industrie Tipografiche Editoriali Assimilate, Napoli, ISBN non esistente.
  • Romualdo Guida,(2007), "Dai Vichinghi ad Aversa Normanna", LER Editrice, Marigliano, ISBN 978-88-8264-370-6.
  • Anna Grimaldi, (2010), La decorazione del Duomo di Aversa. Storia di una committenza tra aristocrazia e clero, Luciano Editore, Napoli, ISBN 978-88-6026-126-7.
  • Anna Grimadli, (2006), Aniello Rossi, un allievo di Luca Giordano da riscoprire, in "Rendiconti dell'Accademia di Archeologia, Lettere e Belle Arti, vol. LXXII, 2004-2005, pp. 265-305.
  • Luigi D'Alesio, (2015), "Aversa", guida turistica illustrata, ISBN non esistente.
  • Carlo Muccio, (2006), Le Edicole Votive di Aversa", Città di Aversa Assessorato alla Cultura, Aversa, pg.8.

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