Casapesenna
| Casapesenna comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Giustina Zagaria (lista civica) dal 9-6-2024 |
| Territorio | |
| Coordinate | 40°59′29.58″N 14°08′33.71″E |
| Altitudine | 25 m s.l.m. |
| Superficie | 3,05 km² |
| Abitanti | 7 355[1] (31-8-2025) |
| Densità | 2 411,48 ab./km² |
| Frazioni | Isola |
| Comuni confinanti | Giugliano in Campania (NA), San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Trentola Ducenta, Villa di Briano |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 81030 |
| Prefisso | 081 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 061103 |
| Cod. catastale | M260 |
| Targa | CE |
| Cl. sismica | zona 2 (sismicità media)[2] |
| Cl. climatica | zona C, 1 257 GG[3] |
| Nome abitanti | casapesennesi/casapellesi |
| Patrono | sant'Elena Imperatrice |
| Giorno festivo | 18 agosto |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |

Casapesenna è un comune italiano di 7 355 abitanti[1] della provincia di Caserta in Campania. Fa parte dell'agro aversano.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è situato nell'agro aversano, al centro della pianura campana. Il territorio è zona bonificata, posta a sud del fiume Volturno e attraversata dai Regi Lagni, corsi d'acqua minori che, inalveati in occasione delle opere di bonifica, costituiscono la rete idrografica della zona. Dista 15 km dal litorale Domitio e circa 30 km da Caserta e da Napoli.
Origini del nome
[modifica | modifica wikitesto]Il nome Casapesenna potrebbe derivare da casa per selle[4], in quanto il cinquecentesco Palazzo Baronale era un luogo dove i cavalli venivano equipaggiati di selle e riforniti di ferri. Ma ancora oggi si discute molto sull'origine del toponimo e ben a ragione perché nel corso dei secoli ha subito varie trasformazioni, difatti nei documenti troviamo Casapesenna, Casapisenda, Casapisenna, Casapisindi, Casapisinna.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Secondo Francesco Maria Pratilli la prima menzione del centro abitato, "Casale di Pisenna", risalirebbe al V secolo d.C.[5]. In epoca normanna il territorio era parte della contea di Aversa. Il feudo appartenne agli esponenti di diverse casate, quali Roberto Ambrosio di Sanseverino, conte di Caiazzo, e Cesare Mormile[6], e successivamente passò ai Bonito[7]. Nel feudo di Casapesenna, il Mormile fece costruire una residenza di famiglia, un imponente palazzo per il quale spese 3000 ducati. Nel Casale vi erano due confraternite laicali, sotto l'invocazione del Santissimo, e del Rosario[8]. Nel censimento di Ferdinando di Aragona del 1459 la popolazione di Casapesenna era di 5 fuochi, ossia unità familiari; nel 1689 era arrivata a 40 fuochi.
Fin dai tempi della Terra di Lavoro, dal 1927 al 1945 fece parte insieme a tutto il casertano della provincia di Napoli, in quanto parte del comune di Albanova, nato nel 1928 dall'unione con i comuni di San Cipriano d'Aversa e Casal di Principe[9]. Nel 1973 divenne comune autonomo mediante scorporo da San Cipriano d'Aversa.[10]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Lo stemma comunale raffigura un braccio armato di clava che sormonta tre onde azzurre. Esso richiama lo stemma della famiglia Vargas Machuca. Il braccio, in particolare, richiama l'episodio che vide protagonista Diego Pérez de Vargas durante la battaglia di Jerez quando, persa la spada, fu incoraggiato da Álvaro Pérez de Castro a servirsi di un ramo d'ulivo per sconfiggere numerosi nemici.[11]

Il gonfalone è un drappo a punta di colore azzurro.[12]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]Architetture religiose
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- Chiesa parrocchiale di Santa Croce,[13] la cui cupola è stata progettata dall'architetto Isidoro Caso di Grumo Nevano. Vi è custodito un presepe permanente con pastori del Settecento di scuola napoletana. Il primo documento importante che parla di questa chiesa, custodito presso l'Archivio Capitolare di Aversa, risale al 1097: è l'atto di donazione con il quale il conte normanno Roberto di Sant'Agata (probabilmente Sant'Agata dei Goti), dona alla "Sancta Mater Ecclesia Beati Pauli di Adversani" governata dal venerando vescovo Giovanni I, tutte le chiese costruite nei confini aversani ed appartenenti al suo feudo, tra le quali la chiesa Sanctae Mariae di Casa Pesenda.[14] L'esistenza della chiesa viene confermata anche da un codice Diplomatico Svevo del 1201, tradotto da Catello Salvati, in cui si legge il nome della chiesa, "Santa Maria" di Casapesenda.[15]
- Chiesa di San Pietro in Vinculis, in località Isola[16]
- Chiesa dell'Addolorata, detta cappella della Madonnella[17]
- Cappella del Santissimo Crocifisso[18];
- Santuario di Mia Madonna e Mia Salvezza[19], detto anche "il Tempio", visitato dal pontefice san Giovanni Paolo II il 13 novembre 1990.[20]
Altro
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- Palazzo Baronale (XVI secolo) di matrice vicereale[21][22]
- Statua Don Salvatore Vitale
- Monumento dei caduti
- Piazza Agostino Petrillo
- Parco della legalità
- Piazza Vincenzo Diana (2023)
- Piazzetta della rinascita (2023)
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[23]

Lingue e dialetti
[modifica | modifica wikitesto]Assieme all'italiano è diffuso il dialetto casalese, una variante del napoletano, parlata anche a San Cipriano d'Aversa e a Casal di Principe (ed, in misura minore, a Villa Literno, Villa di Briano, Frignano e San Marcellino), con alcune particolarità fonetiche, morfologiche e sintattiche. Una delle peculiarità è di sostituire la lettera A con la lettera E. Un comune esempio è quello di modificare l'espressione idiomatica staj accis (utilizzata per indicare persone miserevoli) in stej accis.
Religione
[modifica | modifica wikitesto]Casapesenna fa parte della Diocesi di Aversa. Il santo patrono è sant'Elena Imperatrice che si festeggia il 18 agosto, mentre la festa di sant'Antonio da Padova si tiene la seconda settimana di settembre. Il 2 luglio nella località Isola si svolge la festa della Madonna delle Grazie.
Camorra
[modifica | modifica wikitesto]La Camorra è stata molto influente sul territorio data la vicinanza con Casal di Principe e San Cipriano d'Aversa, paesi d'origine di molti esponenti del clan camorristico dei casalesi. Vittime innocenti del paese furono il sindaco Antonio Cangiano, Mario Diana(noto imprenditore)[24] e il giovane Angelo Riccardo.[25]
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Biblioteca
[modifica | modifica wikitesto]La biblioteca era situata presso il Centro Sociale Antonio Cangiano(vittima innocente di criminalità organizzata).[26]
Eventi
[modifica | modifica wikitesto]Tradizionale festa è quella dedicata alla patrona sant'Elena. Si svolge nel mese di agosto dal 14 al 18 e oltre alla processione prevede la presenza di concerti di musica popolare, giostre, stand gastronomici e spettacolo pirotecnico finale.
Prodotti Tipici
[modifica | modifica wikitesto]Il vino Asprinio è un prodotto tipico della zona aversana, risalente al regno di Roberto d'Angiò. Le caratteristiche di questo vino sono legate al sapore acidulo dell'uva e alla dimensioni dei filari di vite(pioppi) alti anche più di 10 metri. La vinificazione avviene in ambienti sotterranei come grotte dove il vino è lasciato fermentare.[27]
Un'altra eccellenza locale è la mozzarella di bufala. Si tratta di un formaggio fresco fatto con latte di bufala, di forma quasi sferica, di colore bianco e con superficie liscia ed elastica. Numerosi sono i caseifici nell'agro aversano che esportano la mozzarella in tutto il mondo e che nel 1993 hanno avuto il riconoscimento D.O.P che assicura al consumatore l'alta qualità del prodotto.[28]
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Dal 2022 è attraversato da bus pubblici AIR Campania (che esercita alcune linee ex CTP).
Le strade provinciali presenti sul territorio comunale sono:
- Strada Provinciale 200: San Marcellino-Casapesenna (via Petrillo e corso Europa).
- Strada Provinciale 340: Variante di Casapesenna (via Calitta)
Stazione ferroviaria
[modifica | modifica wikitesto]La stazione ferroviaria più vicina è la quella di Albanova, posta fra Casapesenna e il contiguo comune di San Cipriano d'Aversa. Percorre le tratte Roma-Formia-Napoli e Villa Literno-Cancello. La stazione è dotata di: 2 binari, sottopassaggio, parcheggio esterno non custodito.
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]La presenza della camorra ha condotto per tre volte il governo a sciogliere l'amministrazione comunale per infiltrazioni mafiose. Dal 1993 al 1996 è stato sindaco di Casapesenna Antonio Cangiano, che nel 1988 era stato gravemente ferito in un attentato camorristico. A lui è intitolato il centro sociale del paese.
Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012 dal Governo Monti, dal 2014 è amministrato da una nuova giunta comunale avente come sindaco Marcello De Rosa, rinnovato per un secondo mandato nel 2019. Nel 2024 viene eletta la prima sindaca donna della storia di Casapesenna, Giustina Zagaria.
| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1988 | 1991 | Antonio Fontana | Democrazia Cristiana | Sindaco | |
| 1991 | 1993 | Achille Farina | commissario | ||
| 1993 | 1995 | Antonio Cangiano | Lista civica "Insieme per Casapesenna" | Sindaco | |
| 1995 | 1996 | Ernesto Raio | commissario | ||
| 1996 | 1998 | Pasquale Manzo | commissario | ||
| 1998 | 2008 | Fortunato Zagaria | Lista Civica | Sindaco | |
| 2008 | 2009 | Giovanni Zara | Lista civica | Sindaco | |
| 2009 | 2009 | Luigi Palmieri | commissario | ||
| 2009 | 2012 | Fortunato Zagaria | Lista civica: PdL | Sindaco | |
| 2012 | 2014 | Michele Campagnaro | commissario | ||
| 2014 | 2024 | Marcello De Rosa | Lista civica | Sindaco | |
| 2024 | in carica | Giustina Zagaria | Lista civica | Sindaco | |
Sport
[modifica | modifica wikitesto]Calcio
[modifica | modifica wikitesto]Ha sede nel comune la società Casapesenna Calcio che nella stagione 2025-2026 milita in Promozione. Lo stadio comunale è intitolato a Luigi Basco. Ha sede nel comune anche la società di Calcio a 5 Real Casapesenna, militante in Serie D.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ^ PALAZZO BARONALE | I Luoghi del Cuore - FAI, su fondoambiente.it. URL consultato il 29 giugno 2025.
- ^ Francesco Pratilli, Dissertazio de Liburia.
- ^ MORMILE, Cesare, in Dizionario biografico degli italiani, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ^ Famiglia Bonito, su www.nobili-napoletani.it. URL consultato il 29 giugno 2025.
- ^ Francesco Sacco, Dizionario geografico storico-fisico del Regno di Napoli, Giugno 1796.
- ^ Regio decreto 9 aprile 1928, n. 910, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 108 dell'8 maggio 1928
- ^ Legge Regionale n. 8 del 21 febbraio 1973.
- ^ Tommaso Vargas Macciucca, su bibliotecastataledimontevergine.beniculturali.it.
- ^ Immagine del gonfalone., su facebook.com.
- ^ Pasquale Cirillo/Fontana Maria Ausilia, La Chiesa Parrocchiale S. Croce (Notizie Storiche), Aversa (Caserta), Tipografia Molinaro Silvestro, 2003.
- ^ Alfonso Gallo (a cura di), Codice Diplomatico Normanno di Aversa, Il Gazzettino Aversano, 1990.
- ^ 25° Anniversario di nomina a Parroco di Don Luigi Menditto della Chiesa S. Croce, Casapesenna 2007.
- ^ Annuario Diocesano - Aversa, 2018, p. 115.
- ^ Le CHIESE delle Diocesi ITALIANE Chiesa della Madonnella - - Casapesenna - Aversa - elenco censimento chiese, su chieseitaliane.chiesacattolica.it. URL consultato il 6 luglio 2025.
- ^ Il Corriere diocesano della diocesi di Aversa, 1889, p. 372.
- ^ Chiese Giubilari 2025: Santuario Mia Madonna e Mia Salvezza, San Cipriano - Casapesenna, su Diocesi di Aversa, 13 gennaio 2025. URL consultato il 31 maggio 2025.
- ^ incontro di Giovanni Paolo II con le famiglie nel santuario mariano di Casapesenna, su vatican.va.
- ^ Mappa di Casapesenna / Cartografia Aggiornata di Casapesenna, su Geoplan.it. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ^ Cirillo: "Salviamo il Palazzo Baronale di Casapesenna", su Pupia.tv, 28 maggio 2009. URL consultato il 12 marzo 2025.
- ^ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
- ^ Mario Diana | Fondazione Pol.i.s., su fondazionepolis.regione.campania.it. URL consultato il 31 maggio 2025.
- ^ Angelo Riccardo | Fondazione Pol.i.s., su fondazionepolis.regione.campania.it. URL consultato il 31 maggio 2025.
- ^ Antonio Cangiano | Fondazione Pol.i.s., su fondazionepolis.regione.campania.it. URL consultato il 6 marzo 2025.
- ^ Il Gastronauta, su www.gastronauta.it. URL consultato il 29 giugno 2025.
- ^ Caseificio sociale, su www.comune.casapesenna.ce.it. URL consultato il 29 giugno 2025.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Leopoldo Santagata, Casapesenna: passato e presente, Napoli, 1990.
- Pasquale Cirillo, La Chiesa Parrocchiale "Santa Croce" di Casapesenna, Aversa tip. Molinaro, 2003.
- Leopoldo Santagata, Aversa e il suo comprensorio- profili storici, Il Gazzettino Aversano, Napoli, 1987. (pagg. 77-81)
- Salvatore Zagaria, S. Elena Imperatrice Note Biografiche, Istituto Anselmi, Marigliano (Napoli), 1991.
- Alfonso Gallo, Codice Diplomatico Normanno, ASDA FONTI E STUDI I, Il Gazzettino Aversano, Aversa, 1990.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Casapesenna
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.casapesenna.ce.it.
- Casapesènna, su sapere.it, De Agostini.

