Casapesenna

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Casapesenna
comune
Casapesenna – Stemma Casapesenna – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Caserta-Stemma.svg Caserta
Amministrazione
SindacoMarcello De Rosa (lista civica Casapesenna propositiva) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate40°59′29.58″N 14°08′33.71″E / 40.99155°N 14.142698°E40.99155; 14.142698 (Casapesenna)
Altitudine25 m s.l.m.
Superficie3,05 km²
Abitanti6 848[1] (31-5-2021)
Densità2 245,25 ab./km²
Comuni confinantiGiugliano in Campania (NA), San Cipriano d'Aversa, San Marcellino, Trentola Ducenta, Villa di Briano
Altre informazioni
Cod. postale81030
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT061103
Cod. catastaleM260
TargaCE
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 257 GG[3]
Nome abitanticasapesennesi/casapellesi
Patronosant'Elena Imperatrice
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casapesenna
Casapesenna
Casapesenna – Mappa
Posizione del comune di Casapesenna nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Casapesenna[4] (Casapesélle in campano) è un comune italiano di 6 848 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situato nella pianura campana, nel territorio dell'agro aversano.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Casapesenna deriva da case per selle[senza fonte], in quanto il vecchio Palazzo Baronale era un luogo dove i cavalli venivano equipaggiati di selle e riforniti di ferri.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In epoca normanna rientrava nei domini della contea di Aversa. Il feudo appartenne agli esponenti di diverse casate, quali Roberto Ambrosio di Sanseverino, conte di Caiazzo, e Giacomo Mormile, e successivamente passò ai Bonito.

Fin dai tempi della Terra di Lavoro, dal 1927 al 1945 fece parte insieme a tutto il casertano della provincia di Napoli, in quanto parte del comune di Albanova, nato nel 1928 dall'unione con i comuni di San Cipriano d'Aversa e Casal di Principe[5]. Nel 1973 divenne comune autonomo mediante scorporo da San Cipriano d'Aversa.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di Santa Croce;
  • Chiesa di San Pietro in Vinculis (in località Isola)[6];
  • Chiesa dell'Addolorata (detta Cappella della Madonnella);
  • Cappella del Santissimo Crocifisso[7];
  • Santuario Mia Madonna Mia Salvezza (Detto anche il Tempio). Situato nel limitrofo comune di San Cipriano d'Aversa, in Viale Don Salvatore Vitale.

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Baronale (XV o XVI secolo) di matrice vicereale[8][9]
  • Statua Don Salvatore Vitale
  • Monumento dei caduti
  • Piazza Agostino Petrillo
  • Parco della legalità

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Accanto all'italiano è diffuso il dialetto casalese, una versione del napoletano parlato anche a San Cipriano d'Aversa, Casal di Principe e Frignano (ed, in misura minore, a Villa Literno, Villa di Briano e San Marcellino), diretta filiazione del latino. Presenta delle particolarità fonetiche, morfologiche e sintattiche diverse dal napoletano. Una delle peculiarità è di sostituire la lettera A con la lettera E. Un comune esempio è quello di modificare l'espressione idiomatica "staj accis" (utilizzata per indicare persone miserevoli) in "stej accis".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca è situata presso la piazza A. Petrillo, all'interno delle casa comunale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è la Stazione di Albanova. Il paese era attraversato dagli autobus della compagnia CTP (Compagnia Trasporti Pubblici Napoli).

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Le strade provinciali presenti sul territorio comunale sono:

Strada Provinciale 200 San Marcellino-Casapesenna (Corso Europa).

Strada Provinciale 340 Variante di Casapesenna (Via Calitta).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione di questo comune è stata sciolta 3 volte per infiltrazioni camorristiche. Presso il Centro Sociale dedicato alla memoria di Antonio Cangiano (Sindaco di Casapesenna 1993-1996) ferito gravemente in un attentato di camorra nell'ottobre del 1988, è presente la sede di Libera Associazioni nomi e numeri contro le Mafie (Presidio locale di Libera).

Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012 dal Governo Monti. Dal 2014 è amministrato dalla nuova giunta comunale avente come sindaco Marcello De Rosa.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1988 1991 Antonio Fontana Democrazia Cristiana Sindaco
1991 1993 Achille Farina commissario
1993 1995 Antonio Cangiano Rifondazione Comunista Sindaco
1995 1996 Ernesto Raio commissario
1996 1998 Pasquale Manzo commissario
1998 2003 Fortunato Zagaria Alleanza Nazionale Sindaco
2003 2008 Fortunato Zagaria Lista civica: AN Sindaco
2008 2009 Giovanni Zara Lista civica Sindaco
2009 2009 Luigi Palmieri commissario
2009 2012 Fortunato Zagaria Lista civica: PdL Sindaco
2012 2014 Michele Campagnaro commissario
2014 2019 Marcello De Rosa Lista civica Sindaco
2019 in carica Marcello De Rosa Lista civica Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio comunale "Luigi Basco"

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2021 (dato provvisorio).
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Pasquale Cirillo/Fontana Maria Ausilia, La Chiesa Parrocchiale S.Croce (Notizie Storiche), Aversa (Caserta), Tipografia Molinaro Silvestro, 2003.
  5. ^ Regio Decreto n° 910 del 9 aprile 1928, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 108 dell'8 maggio 1928
  6. ^ Annuario Diocesano - Aversa, 2018, p. 115.
  7. ^ Annuario Diocesano - Aversa, 2018, p. 115.
  8. ^ Palazzo Baronale, su geoplan.it.
  9. ^ Cirillo: “Salviamo il Palazzo Baronale di Casapesenna”, su pupia.tv.
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leopoldo Santagata, Casapesenna: passato e presente, Napoli, 1990.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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