Casapesenna

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Casapesenna
comune
Casapesenna – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Caserta-Stemma.png Caserta
Amministrazione
Sindaco Marcello De Rosa (Casapesenna in positivo) dal maggio 2014
Territorio
Coordinate 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Casapesenna)Coordinate: 41°05′N 14°13′E / 41.083333°N 14.216667°E41.083333; 14.216667 (Casapesenna)
Altitudine 68 m s.l.m.
Superficie 3,05 km²
Abitanti 7 052[1] (31-3-2017)
Densità 2 312,13 ab./km²
Comuni confinanti Giugliano in Campania (NA), San Cipriano d'Aversa, Villa Literno, San Marcellino, Trentola-Ducenta, Villa di Briano
Altre informazioni
Cod. postale 81030
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 061103
Cod. catastale M260
Targa CE
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti casapellesi
Patrono Sant'Elena Imperatrice
Motto Simme e Casapesenna, e "guarangnammencell"
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Casapesenna
Casapesenna
Casapesenna – Mappa
Posizione del comune di Casapesenna nella provincia di Caserta
Sito istituzionale

Casapesenna[2] (Casapesélle in dialetto campano) è un comune italiano di 7 052 abitanti della provincia di Caserta in Campania.

È situato nella pianura campana, la parte pianeggiante della Campania felix.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Appartenente al territorio dell'agro aversano, sin dai tempi della Terra di Lavoro, dal 1927 al 1945 fece parte insieme a tutto il casertano della Provincia di Napoli, in quanto parte del comune di Albanova, nato dall'unione con i comuni di San Cipriano d'Aversa e Casal di Principe. Nel 1973 divenne comune autonomo mediante scorporo da San Cipriano d'Aversa.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Casapesenna deriva da case per selle, in quanto il vecchio Palazzo Baronale era un luogo dove i cavalli venivano equipaggiati di selle e riforniti di ferri.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese e cappelle[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa Parrocchiale Santa Croce
  • Cappella di Isola
  • Cappella della Madonnella
  • Santuario Mia Madonna Mia Salvezza (tempio)

Monumenti e infrastrutture[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza Agostino Petrillo
  • Palazzo Baronale
  • Statua Don Salvatore Vitale
  • Monumento dei caduti
  • Parco della legalità
  • Isola ecologica
  • Stadio comunale

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio sono presenti diverse scuole:

  • scuole elementare: statale G.Pascoli, privata Primo Sorriso
  • scuole medie: statale G.Pascoli

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca è situata presso la piazza A.Petrillo, all'interno delle casa comunale

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Vino Asprinio[modifica | modifica wikitesto]

Il vino Asprinio è un prodotto tipico della zona aversana. In epoca angioina Louis Pierrefeu, cantiniere di Roberto d'Angiò, individuò nell'agro aversano il suolo per piantare le viti che assicurassero alla corte una riserva di spumanti. I tralci di vite,appoggiati ai pioppi, crescevano in altezza ed a festoni generando grappoli dai chicchi piccoli e verdognoli che, per il loro sapore leggermente acidulo, fu chiamata uva Asprinia. Questo tipo di coltivazione permette tra l'altro una maggiore utilizzazione del suolo, sul quale possono essere impiantate coltivazioni di bassa e media altezza. L'Asprinio è un marchio DOC: ha una gradazione di 11,50%, un sapore asciutto, un colore paglierino con riflessi verdognoli. È un vino da pasto e va bevuto fresco (10-12 °C). La versione spumante, nelle varianti brut e demi-sec, ha un profumo tipico ed un perlage sottile: si accompagna ad antipasti, piatti di pesce, di crostacei e di molluschi.

Mozzarella di bufala[modifica | modifica wikitesto]

Antichissimo è il consumo della mozzarella che risale al XII secolo. Si tratta di un formaggio fresco fatto con latte di bufala, di forma quasi sferica, di colore bianco lucente e con superficie liscia ed elastica. Numerosi sono i caseifici nell'agro aversano che esportano la mozzarella in tutto il mondo e che nel 1993 hanno avuto riconosciuto il marchio D.O.P. che assicura al consumatore l'alta qualità del prodotto. La presenza delle bufale nei territori del Basso Volturno risale a circa 1000 anni fa. Questi grossi animali pascolavano nelle zone paludose allo stato brado. I contadini dell'epoca cominciarono ad utilizzare il latte delle bufale (la mungitura avveniva in presenza del vitello della bufala): il latte raccolto veniva riscaldato e poi lavorato. La mozzarella va mangiata fresca e a temperatura ambiente, anzi si consiglia, prima di consumarla, di tenerla qualche minuto in acqua tiepida.

Mela annurca campana IGP[modifica | modifica wikitesto]

Definita la "regina delle mele" soprattutto per la spiccata qualità, l'Annurca è famosa per la polpa croccante e compatta, gradevolmente acidula e profumata. Rivendica da sempre virtù salutari: altamente nutritiva, ricca di fibre, frena la diarrea, diuretica, particolarmente adatta ai bambini. Uno degli elementi di tipicità che certamente caratterizzano questa coltura è l'arrossamento a terra delle mele nei cosiddetti "melai", un tempo realizzati con strati di canapa, oggi sostituiti da altri materiali (aghi di pino, trucioli di legna, ecc.). Le indubbie caratteristiche organolettiche di questa mela, apprezzate particolarmente dai consumatori campani e laziali, stanno progressivamente conquistando anche altri mercati, grazie anche all'ingresso nei canali della grande distribuzione organizzata. I due ecotipi, la classica Annurca e la diretta discendente A Rossa del Sud, suo mutante naturale date le comuni caratteristiche pomologiche, sono stati unificati sotto il titolo di Melannurca campana, sia pure con due distinte indicazioni varietali.

Persone legate a Casapesenna[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria più vicina è la Stazione di Albanova. Il paese è attraversato dagli autobus della compagnia CTP (compagnia trasporti pubblici Napoli).

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

L'amministrazione di questo comune è stata sciolta 3 volte per infiltrazioni camorristiche. Presso il Centro Sociale dedicato alla memoria di Antonio Cangiano (Sindaco di Casapesenna 1993-1996) ferito gravemente in un attentato di camorra nell'ottobre del 1988, è presente la sede di Libera Associazioni nomi e numeri contro le Mafie (Presidio locale di Libera).

Comune sciolto per infiltrazioni mafiose nel 2012 dal Governo Monti. Dal 2014 è amministrato dalla nuova giunta comunale avente come sindaco Marcello De Rosa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2017.
  2. ^ Pasquale Cirillo/Fontana Maria Ausilia, La Chiesa Parrocchiale S.Croce (Notizie Storiche), Aversa (Caserta), Tipografia Molinaro Silvestro, 2003.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leopoldo Santagata, Casapesenna: passato e presente, Napoli, 1990.

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