Sorrento

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Sorrento
comune
Sorrento – Stemma Sorrento – Bandiera
Sorrento – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitana Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Giuseppe Cuomo (PdL (2010); FI (2015)) dal 01-06-2015
Territorio
Coordinate 40°37′40″N 14°22′25″E / 40.627778°N 14.373611°E40.627778; 14.373611 (Sorrento)Coordinate: 40°37′40″N 14°22′25″E / 40.627778°N 14.373611°E40.627778; 14.373611 (Sorrento)
Altitudine 50 m s.l.m.
Superficie 9,96 km²
Abitanti 16 573[1] (30-4-2017)
Densità 1 663,96 ab./km²
Frazioni Casarlano, Cesarano, Marano, Priora, Santa Lucia, Sorrento Capo, Marina Grande, Marina Piccola, Sottomonte
Comuni confinanti Massa Lubrense, Sant'Agnello
Altre informazioni
Cod. postale 80067
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063080
Cod. catastale I862
Targa NA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 030 GG[2]
Nome abitanti sorrentini
Patrono sant'Antonino abate
Giorno festivo 14 febbraio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sorrento
Sorrento
Sorrento – Mappa
Posizione del comune di Sorrento nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

« Poche città ponno vantare la sua veramente incantevole, romantica, deliziosa, e quanto mai amenissima situazione, quale non può esprimersi con poche parole; anche pel ridente e leggiadrissimo promontorio del suo nome celebre, come per la purissima e saluberrima aria, onde fu appellata naturae miraculo e altamente rinomata. »

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, vol. LXVII, p. 233)

Sorrento (Surriento in napoletano) è un comune italiano di 16 745 abitanti della città metropolitana di Napoli, in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Si trova a 46,5 km di distanza da Napoli città, ed è situata sul versante nord-occidentale della penisola che ne prende il nome.

Il centro si distende armoniosamente sopra un alto terrazzo tufaceo, ricco di una rigogliosa vegetazione e caratterizzato da falesie con un'elevazione media di 47 metri sul livello del mare.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo "Sorrento" deriva dal latino Surrentum, ben documentato in epoca classica (anche da fonti greche),[3] potrebbe essere un derivato della forma greca Συρρεντόν Syrrentón, dal verbo συρρέο syrréo, "confluisco", in riferimento dalle acque che scendono dalle strette valli nelle vicinanze, quindi "confluenza delle acque".[4] Un'etimologia popolare vuole che derivi dalla denominazione Sirenide forse anticamente data alla zona, collegata alla supposta identificazione di Sorrento con il luogo di presenza delle sirene, leggendarie creature che la tradizione omerica ci ha tramandato come esseri dal corpo di pesce e busto di donna, che ammaliavano i naviganti con i loro canti facendoli di conseguenza naufragare contro le scogliere.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Confini approssimativi degli Stati presenti in Campania intorno al 1000, tra cui il Ducato di Sorrento, evidenziato in rosso
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Ducato di Sorrento.

La fondazione è tradizionalmente e leggendariamente attribuita ai greci, ma Sorrento ebbe come primi abitanti stanziali i popoli italici, a partire dagli Etruschi e poi, dal 420 a.C., importante fu l'influsso degli Osci. In età romana, Sorrento è ricordata per aver partecipato all'insurrezione degli Italici (90 a.C.); vi fu quindi dedotta da Silla una colonia, a cui seguì più tardi uno stanziamento di veterani di Ottaviano. Fu poi municipio della tribù Menenia. Fu sede vescovile almeno dal 420. Durante la crisi del dominio bizantino in Italia, la cittadina acquistò autonomia come ducato, prima sotto la supremazia dei duchi di Napoli, poi con arconti e duchi propri, sempre in lotta con Amalfi, Salerno ed i Saraceni. La storia di Sorrento si confonde con quella delle altre città campane; prese parte alle leghe anti musulmane; combatté i Longobardi di Benevento; conobbe lotte familiari tra i nobili locali. Obbligato nel sec. IX da Guaimario ad accettare come proprio duca il fratello, Guido, il Ducato di Sorrento riprese la propria autonomia dopo la morte di quest'ultimo per poi perderla definitivamente nel 1137, assorbito nel nuovo regno dei Normanni. Sorrento seguì da allora le sorti del regno, non senza ribellioni e conflitti, specie all'inizio dell'età aragonese. Nel 1558 fu presa e saccheggiata dai Turchi; nell'inverno del 1648 la città sostenne valorosamente l'assedio di Giovanni Grillo, generale del duca di Guisa.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Nella piazza principale, Piazza Tasso, sono presenti due statue: una è posta al centro di essa e raffigura il santo patrono della Città, Antonino da Campagna, nato intorno alla metà del secolo VI; l'altra, posta sul lato meridionale della piazza, raffigura il grande poeta sorrentino cinquecentesco Torquato Tasso, autore del celebre poema epico Gerusalemme liberata.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Ben due sono le feste in onore dell'amatissimo Sant'Antonino abate, patrono di Sorrento[5]: una il 14 febbraio in concomitanza con il normale calendario dei santi e l'altra, detta anche "Sant'Antonino dei giardinieri", che si tiene la prima domenica di maggio.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Carmine

Il centro storico mostra ancora il tracciato ortogonale delle strade di origine romana con cardi e decumani, mentre verso monte è circondato dalle mura cinquecentesche. Vi si trovano il Duomo, riedificato nel XV secolo, con facciata neogotica, e la Chiesa di San Francesco d'Assisi, con un notevole chiostrino trecentesco, con portico arabeggiante ad archi che s'intrecciano su pilastri ottagonali. Nel museo Correale di Terranova sono esposte collezioni di reperti greci e romani e di porcellane di Capodimonte, con una sezione dedicata alla pittura del XVII-XIX secolo; dal parco si gode inoltre una magnifica vista sul golfo. Presso la Punta del Capo, 3 km a ovest, si trovano resti romani ritenuti della villa di Pollio Felice (I secolo d.C.). Un'altra villa marittima è la "Villa di Agrippa Postumo", situata letteralmente sotto l'odierno Hotel Bellevue Syrene. La villa fu fatta costruire dallo sfortunato nipote di Augusto.

Chiese e conventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale dei Santi Filippo e Giacomo - chiesa monumentale risalente al X secolo, cattedrale dell'arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia e sede parrocchiale;
  • Basilica di Sant'Antonino - basilica monumentale risalente all'XI secolo; al suo interno sono custodite le spoglie del santo patrono della città, sant'Antonino;
  • Chiesa dei santi Felice e Baccolo - chiesa monumentale conosciuta anche con il nome di chiesa del Rosario, situata nel centro storico e cattedrale della città per diversi secoli;
  • Chiesa di San Paolo - chiesa monumentale del centro storico; ad essa annessa è anche l'omonimo convento delle monache benedettine, trasformato poi in un istituto scolastico;
  • Santuario della Madonna del Carmine - chiesa monumentale del centro storico; edificata nel III secolo è stata ricostruita nel XVI secolo;
  • Convento di Santa Maria della Sapienza - Uno dei motivi per il quale è famoso è per aver dato il nome alle sapienze, dolci creati dalle suore clarisse, tipici del periodo natalizio, simili ai susamielli, che sono parte della tradizione culinaria napoletana.

Palazzi e ville[modifica | modifica wikitesto]

Procedendo verso la località Capo di Sorrento, non si può fare a meno di notare, sul Corso Italia, la Villa Fiorentino lasciata in eredità dai coniugi Fiorentino - Cuomo alla Città di Sorrento. La costruzione fu terminata nel 1936 e si estende dalle antiche mura fino al Corso Italia. Essa è usata per esposizioni, concerti ed altri eventi pubblici mentre il giardino è adibito a parco giochi.

Castelli e fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Porta meridionale, detta di Parsano

Resti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Qualità della vita e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune Riciclone 2011 - Premio RAEE: un importante riconoscimento che premia Sorrento come primo comune del sud Italia per il riciclo dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche[7].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'industria tradizionale è praticamente assente dal territorio, ad eccezione di aziende meccaniche e elettromeccaniche di piccole dimensioni, operanti per lo più nel campo dell'assistenza tecnica e riparazioni. Di un certo spessore è l'attività del terziario: innumerevoli sono le agenzie bancarie, di assicurazione e turistiche. Alberghi e altre tipologie di strutture ricettive nonché ristoranti e bar, hanno numeri rilevanti. L'economia di Sorrento è dunque fondata in gran parte sul turismo, grazie alla naturale vocazione culturale e balneare del grazioso centro abitato, ma anche l'agricoltura è fiorente grazie al suolo fertilissimo e all'abilità dei contadini del posto. Essa si basa su produzioni di alta qualità e in buona parte biologiche. Ancora rilevanti le produzioni di agrumi, olio d'oliva, vino, noci e la trasformazione di prodotti caseari. Famosissimo è anche l'artigianato locale come l'ebanisteria e l'intarsio su materiali lignei (Tarsia lignea) e la lavorazione di lini e merletti, sebbene non abbiano più il vasto successo commerciale del passato. Allo stesso modo, la cantieristica navale che un tempo fu vanto dell'intera penisola sorrentina e fornì navi mercantili per i grandi armatori locali (e non solo) del passato e imbarcazioni di medie e piccole dimensioni per turismo o pesca, ha oggi numeri solo marginali, così come nei Comuni limitrofi. L'ultimo dei grandi nomi della locale cantieristica navale, evolutosi in anni recenti in costruttore di lussuosi e costosi yacht di dimensioni talvolta importanti, ha spostato le sue attività produttive altrove, per ragioni di spazio e di altre diverse opportunità.

Enogastronomia[modifica | modifica wikitesto]

Sorrento e l'area geografica di appartenenza, vantano antica tradizione casearia e offrono magnifici itinerari alla ricerca di antichi sapori e storici vini, attraverso prodotti e produttori, espressione del territorio. Due delle più note specialità tipiche sono la delizia al limone, un dolce creato da un Maestro locale non molti anni fa (erede della secolare arte pasticcera dell'area partenopea) e il limoncello, liquore notissimo in tutto il mondo, ottenuto da antiche ricette, dalle bucce di limone del famoso limone di Sorrento IGP, da alcool, acqua e zucchero. Si passa poi all'olio alimentare a denominazione di origine protetta Penisola Sorrentina (primo fra tutti l'eccellente olio extravergine d'oliva), sostando in veri templi del gusto e girovagando per cantine e frantoi. A pochi chilometri di distanza, troviamo poi la famosa pasta di Gragnano e i latticini di Agerola; indimenticabili, sono le trecce alle olive e le altre specialità dei Monti Lattari. Eccellenze assolute s'incontrano anche nelle vicinissime Massa Lubrense e Vico Equense (vero paradiso enogastronomico) dove, in particolare, piccoli "artigiani del gusto" realizzano dei grandi prodotti, come la salsiccia e il salame di carne suina e scorza di arancia, e magnifici prodotti caseari: i burrini, le caciottine ripiene di un delicato purè di burro, i caprignetti (piccole palline ottenute da una crema di formaggio caprino, cacio-ricotta) che, dopo essere state cosparse di erbe aromatiche, vengono conservate sott'olio. Il più pregiato di tutti è però il rinomato Provolone del Monaco D.O.P., formaggio stagionato a pasta filata dalla caratteristica foggia a melone, leggermente allungato o a pera, senza testina. I prodotti caseari della zona sono ancora realizzati in modo artigianale e svariate sono le botteghe di gastronomia e i produttori presso cui si possono assaggiare e acquistare tali prodotti tipici, ma anche essere spettatori del ciclo di produzione.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

I Riti della Settimana Santa[modifica | modifica wikitesto]

Le suggestive Processioni del Venerdì Santo in Sorrento sono tra gli eventi religiosi e tradizionali più sentiti dalla popolazione locale. Affondano le proprie radici nel medioevo, successivamente nel 1500, con la dominazione spagnola, assunsero le caratteristiche che ancora mantengono. Vengono organizzate da secoli da antiche Arciconfraternite, che hanno avuto grande influenza sulla storia e la cultura di Sorrento e della penisola tutta.

Processioni del Venerdì Santo e Confraternite locali[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Processioni del Venerdì Santo in Sorrento.
Vista della penisola sorrentina
con Sorrento sullo sfondo

Una celebre canzone: Torna a Surriento[modifica | modifica wikitesto]

Da accurati studi effettuati dell'Avvocato Nino Cuomo, celebre e stimato storico e personaggio pubblico (fu sindaco della Città), emerge da documenti inequivocabili, che la canzone "Torna a Surriento" fu composta dai fratelli giotttista ed Ernesto De Curtis. Giovan Battista era poeta e musicista, ma era stato assunto dal Comm. Guglielmo Tramontano, proprietario dell'Albergo omonimo. Quivi Giovan Battista conobbe Carmela Maione, figlia di contadini affittuari del Tramontano che, spesso, (recava al proprietario, nell'albergo, prodotti della terra. L'artista se ne innamorò e le dedicò la prima canzone composta a Sorrento, "Carmela" (registrata alla SIAE nel 1890). Due anni dopo, nel 1892, fu depositata "Torna a Surriento", ma mai cantata. Nel 1892 - il 15 settembre - venne in visita a Sorrento il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Zanardelli, ed il Tramontano, Sindaco di Sorrento, chiese a De Curtis di preparare una canzone per l'illustre ospite e De Curtis modificò i versi di "Torna a Surriento" che fu cantata, in tale versione, in occasione del suo ingresso alla sala da pranzo (e poi ripetuta nel concerto di musiche e canzoni napoletane nel Teatro Tasso e la canzone fu ripetuta dal tenore Giovanni Ambrosini). "Torna a Surriento", nel testo e nella musica attuali, fu cantata, per la prima volta, nel 1904 a Napoli, in occasione della Piedigrotta Garibaldi a Napoli. Su tale storia è in preparazione una pubblicazione che indicherà anche tutti i grandi che l'hanno cantata! La Zarina di Russia ha soggiornato al Grand Hotel Tramontano (che, dopo la sua visita, aggiunse l'aggettivo "Imperial") dal 22 marzo al 25 maggio 1873, quando Tramontano non era ancora Sindaco di Sorrento.

Gli "Incontri Internazionali del Cinema"[modifica | modifica wikitesto]

La Città è stata sede della rassegna cinematografica dal titolo "Incontri Internazionali del Cinema", giunta nel 2005 alla 40ª edizione. Gian Luigi Rondi, critico di fama, fu fra i fondatori degli "Incontri" e ne ha guidato da direttore artistico una lunga e gloriosa stagione di successi.

Film girati[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955 venne girato a Sorrento il film "Pane amore e..." per la regia di Dino Risi e con Sophia Loren e Vittorio De Sica. Sempre a Sorrento sono state girate numerose scene della fiction "Capri" trasmessa in televisione nell'autunno 2006 su Rai 1 e alcune trasmissioni televisive, fra le quali "Linea Blu", hanno avuto Sorrento come oggetto dei loro servizi giornalistici. A Sorrento e dintorni, nel 2011, iniziarono le riprese del film "Love Is All You Need", che verrà poi proiettato gratuitamente durante gli "Incontri Internazionali del Cinema" tenutisi nell'inverno del 2012.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La Libertas Sorrento, nasce nel 1971 dall'idea di 4 soci, Adriano Morelli, Antonino Corcione, Antonino Esposito e Teresa Reale. Esempio di società polisportiva auto-finanziata, vanta grandi successi nazionali nel volley; milita nel campionato di serie D, con un ampio settore giovanile con indirizzo nel volley agonistico femminile che registra oltre 100 atleti l'anno. nell'anno 2013/14 partecipa anche ai campionati under 13/14 e riesce a far scendere in campo anche la categoria under 16. La Libertas Sorrento tra l'altro conosciuta per essere una delle poche società nella provincia di Napoli ad aver fatto da trampolino di lancio per talenti che militano adesso in Serie A1 come il libero Monica De Gennaro.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Per anni è stato il punto di partenza della corsa ciclistica Tirreno-Adriatico.

Il 29 maggio 1991 la 4ª tappa del Giro d'Italia 1991 si è conclusa a Sorrento con la vittoria del francese Eric Boyer.

Il 16 maggio 2007 la 4ª tappa del Giro d'Italia ha attraversato la costiera sorrentina per concludersi al Santuario di Montevergine di Mercogliano con la vittoria del corridore Danilo Di Luca del team Liquigas.

Il 6 maggio 2013 la 3ª tappa del Giro d'Italia è partita da Sorrento per concludersi ad Ascea con la vittoria di Luca Paolini del team Katusha.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Sorrento Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Sorrento Calcio.

La squadra di calcio è il Sorrento Calcio, squadra in serie C2 nel 2006 e promossa in C1 nell'anno calcistico 2006/07. Il Presidente della società è Mario Gambardella, imprenditore del settore alimentare. Sponsor del Sorrento Calcio è l'armatore Gianluigi Aponte con la sua MSC. Il Sorrento ha giocato anche la stagione 1971-1972 in Serie B, retrocedendo l'anno seguente.

Nel 2015/16 milita in Eccellenza regionale.

Persone legate a Sorrento[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Sorrento è attraversato dalla Strada statale 145 Sorrentina, che localmente assume il nome di "Corso Italia". Tale arteria fu interessata, fra il 1906 e il 1946, dal percorso della tranvia Castellammare di Stabia-Sorrento.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Sorrento costituisce il capolinea meridionale della linea Napoli-Sorrento, facente parte della rete ex Circumvesuviana gestita oggi dall'Ente Autonomo Volturno. Il treno resta il miglior modo per muoversi, essendo valida la connessione su ferro offerta dalla Circumvesuviana, che riesce a collegare quasi tutti i comuni della penisola. Il treno collega Sorrento con Sant'Agnello, Piano di Sorrento, Meta, Vico Equense e con Pompei, Ercolano e Napoli.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La Funicolare di Sorrento, impianto del noto pionere delle funicolari Alessandro Ferretti, collegava il porto con l'Hotel Vittoria, attraverso una galleria scavata nel tufo (una vecchia crypta neapolitana). L'impianto, inaugurato nel 1893, cessò la sua attività tre anni dopo, nel 1896.

La SITA collega Sorrento e gli altri comuni della penisola sorrentina con Positano ed Amalfi.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è dotato di un piccolo porto, il Porto di Sorrento il cui nome è Marina Piccola. Lo stesso è servito da aliscafi per Ischia, Capri, Positano e Napoli.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il sindaco di Sorrento, al 25 aprile 2015, è Giuseppe Cuomo, di centrodestra[8].

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Sorrento è gemellato con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Strabone V, 247
  4. ^ Paola Zancani Montuoro, Συρρεντόν Surrentum-Sorrento (PDF) (abstract), in AIΩN – Annali dell'Università degli Studi di Napoli “L'Orientale”. Rivista del Dipartimento del mondo classico. Sezione Linguistica, nº 6, 1984, pp. 313-320, ISSN 11250240. URL consultato il 19 settembre 2011.
  5. ^ Il santo patrono, comune.sorrento.na.it. URL consultato il 25 maggio 2011.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dossier comuni ricicloni 2011
  8. ^ Sorrento corriere.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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