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Caivano

Coordinate: 40°57′N 14°18′E
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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Caivano (disambigua).
Caivano
comune
Caivano – Stemma
Caivano – Bandiera
Caivano – Veduta
Caivano – Veduta
Il Castello di Caivano
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Campania
Città metropolitana Napoli
Amministrazione
SindacoAntonio Angelino (Indipendente di centro) dal 2-12-2025
Territorio
Coordinate40°57′N 14°18′E
Altitudine27 m s.l.m.
Superficie27,22 km²
Abitanti35 895[1] (31-8-2025)
Densità1 318,7 ab./km²
Frazioni16 (vedi sotto)
Comuni confinantiAcerra, Afragola, Cardito, Crispano, Marcianise (CE), Orta di Atella (CE)
Altre informazioni
Cod. postale80023
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063011
Cod. catastaleB371
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 090 GG[3]
Nome abitanticaivanesi
PatronoMaria Santissima di Campiglione
Giorno festivoseconda domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caivano
Caivano
Caivano – Mappa
Caivano – Mappa
Posizione del comune di Caivano nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Caivano (Caívanë in napoletano[4]) è un comune italiano di 35 895 abitanti[1] della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica

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Caivano è situato nella vasta pianura campana. Fa parte della Zona Nord della città metropolitana di Napoli, in posizione quasi centrica tra Napoli centro e Caserta, distante 12km dal centro di Napoli (7km da San Pietro a Patierno) e 13km dalla Reggia di Caserta.

Il nome Caivano ha origine gentilizia e proviene dal latino Calvius. Ritrovamenti archeologici fanno risalire ad epoca osca i primi insediamenti abitativi, mentre gli Etruschi, nel VI secolo a.C., bonificarono il territorio paludoso rendendolo abitabile. Nel IV secolo a.C. si insediarono i Sanniti.

L’attuale territorio di Caivano era parte di quello facente capo all’antica città di Atella, distante circa 8 km dall’attuale centro. Con la dominazione romana, il territorio venne suddiviso in grandi latifondi patrizi: secondo l’etimologia più accreditata, il toponimo deriverebbe infatti da fundus Calvanium, proprietà della famiglia Calvanium.

Il territorio fu oggetto di centuriazione sia all’epoca dei Gracchi che in età augustea. La centuriazione più antica sembra aver influenzato la collocazione delle chiese e della torre del castello, mentre della seconda non vi sono tracce evidenti. Con l’invasione longobarda la zona entrò a far parte del Principato di Benevento. In epoca normanna (X-XI secolo) Caivano divenne un casale del Ducato di Napoli, mentre la sua importanza strategica crebbe in età angioina e aragonese grazie al castello medievale, menzionato già nel 1432 come presidio militare. Durante il regno di Alfonso d’Aragona, la fortezza venne assediata per tre mesi prima della resa. Nel corso dei secoli il feudo passò sotto diverse famiglie nobili, tra cui i Capece e i Caracciolo.

Sotto la dominazione spagnola Caivano conobbe un periodo di sviluppo agricolo, soprattutto legato a grano e canapa. Nel 1732 un terremoto danneggiò gravemente il castello e alcune chiese. Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana, la popolazione fu coinvolta negli scontri tra giacobini e sanfedisti.

Nel 1806, con l’abolizione della feudalità, Caivano divenne comune autonomo e furono aggregati i casali di Pascarola, Casolla Valenzano e il territorio di Sant’Arcangelo. Successivamente fu incluso nel circondario di Napoli, prima nel Regno di Napoli e delle Due Sicilie e poi nel Regno d’Italia. Nel corso del Novecento, l’espansione urbana portò alla nascita di nuovi quartieri: negli anni ’70 il Rione IACP (Bronx), realizzato nell’ambito dell’edilizia popolare, e negli anni ’80 il Rione Parco Verde, costruito con fondi statali dopo il terremoto dell’Irpinia del 1980 per accogliere gli sfollati. Quest’ultimo, concepito come simbolo di rinascita, divenne però ben presto territorio di speculazione edilizia e di insediamento della criminalità organizzata, tanto da essere definito per un periodo la più grande piazza di spaccio d’Europa.[5]

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 24 maggio 2005.[6]

«Stemma inquartato: il primo e il quarto di verde; il secondo e il terzo d'oro. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di giallo con la bordatura di verde.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Caivano conserva testimonianze storiche del suo passato, come il Castello medievale, il centro antico con palazzi nobiliari e chiese e le proprie tradizioni religiose, celebra come santa patrona Maria Santissima di Campiglione, la cui festa cade la seconda domenica di maggio e rappresenta il principale evento religioso annuale.

Architetture religiose

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  • Santuario di Maria Santissima di Campiglione
  • Chiesa di Sant'Antonio ai cappuccini
  • Chiesa di San Pietro
  • Chiesa di Santa Barbara (nei pressi dell'Annunziata)
  • Chiesa Maria Madre (nei pressi del Corso Umberto I)
  • Chiesa Annunziata
  • Chiesa San Paolo Apostolo (Parco Verde)
  • Chiesa di Santa Maria (Casolla Valenzano)
  • Chiesa San Giorgio Martire (Pascarola)
  • Cappella San Giorgio Martire (Pascarola)

Architetture civili

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  • Castello di Caivano, è il principale monumento del comune. Dal 1981 è sede della biblioteca comunale che dispone di 6000 monografie[7]
  • Torre dell'orologio
  • Villa Comunale Falcone e Borsellino
  • Palazzo Capece, palazzo della famiglia Capece
  • Palazzo marchesale Cimino, edificato alla fine del XVIII secolo (in frazione Casolla Valenzano)
  • Villa Comunale di Pascarola
  • Torre dell’orologio Via Semonella, Quartiere Pascarola

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere

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Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2018 i cittadini stranieri residenti a Caivano erano 800 corrispondenti al 2,1% della popolazione. Le nazionalità maggiormente rappresentate erano:[9]

  1. Ucraina 162 0,4%
  2. Marocco 122 0,3%
  3. Albania 82 0,2%
  4. Ghana 72 0,1%
  5. Montenegro 71 0,1%
  6. Algeria 53 0,1%
  7. Romania 50 0,1%
  8. Burkina Faso 49 0,1%

Quasi tutta la popolazione professa la fede cattolica. L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica, con due chiese, di cui una è valdese e l'altra è pentecostale. È presente una sala dei Testimoni di Geova.

Tradizioni e folclore

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Festa di Campiglione

La festa patronale cade la seconda domenica di maggio in cui si festeggia la Madonna di Campiglione, raffigurata in un affresco bizantino in cui si nota la Madonna con le mani alzate attorniata dai dodici apostoli. Tale immagine è venerata da secoli nel santuario a Lei dedicato retto dai padri carmelitani dal 1902. Dopo il miracolo del 1483 l'affresco è meta di pellegrinaggi.

Festa di Sant'Antonio

Festa di Sant'Antonio ( in Quart. Pascarola)

Il giorno della festa capita ogni anno la seconda domenica di luglio. Il programma liturgico è molto vasto; va dal triduo alla processione, celebrazioni eucaristiche solenni e preghiere al santo. Il programma civile invece è anch'esso molto vasto e vario, si parte dalla vigilia della festa con spari di fuochi. Non mancano gli spettacoli musicali, la banda per il quartiere e le "bancarelle" di dolciumi e giocattoli. Insieme a Sant'Antonio si festeggia anche la Beata Vergine Maria del Buon Consiglio che viene anch'essa portata in processione intronizzata sull'altare insieme al santo.

Geografia antropica

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Suddivisioni storiche

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Caivano è suddivisa in diverse frazioni, quartieri, rioni e località.[10]

Centro storico suddiviso in 4 rioni: San Giovanni, San Pietro, Annunziata e Cappuccini.

Peppino De Filippo

San Giovanni: è il sito più antico di Caivano ed è lì che nascono le prime abitazioni rurali, il rione acquista notorietà e bellezza nel periodo degli Angioini, infatti per dare luce e spazio al castello, al nord di esso vennero abbattute le vecchie abitazioni e creata una strada ampia e diritta, l’attuale via Imbriani che insieme a via Rosano (San Giuann piccirillo) e via Atellana, componevano il vecchio rione, nella piazzetta Francesco Russo in origine largo San Giovanni, è situata la centenaria cappella votiva dedicata al Santo. San Giovanni Battista è il santo più antico che si ricorda, infatti nasce prima della venuta di Cristo figlio di Zaccaria ed Elisabetta, famiglia sacerdotale. Ad inizio 900 il luogo diede i natali alla nutrice Maria Consiglia Zampella in Del Gaudio, mamma di latte del grande Peppino De Filippo, le nutrici venivano cercate dai benestanti che le prendevano in casa quando il latte scarseggiava prima degli omogenizzati e del latte in polvere, con lei si invertirono i ruoli, non fu lei che si spostò, ma fu la De Filippo che per un certo periodo affidò il bambino alla nutrice caivanese (dal 1903 al 1907) ed era lei che a cadenza veniva a trovarlo insieme ai suoi fratellini Eduardo e Titina, figli concepiti fuori letto insieme al grande Eduardo Scarpetta. Peppino non si dimenticò mai di questa seconda mamma, ricordandola spesso nei suoi monologhi.[11]

San Pietro: chiamato così per la presenza della chiesa San Pietro, si ignora la data di costruzione. Essa è costituita da tre navate, costruite in stile rinascimentale con decorazione barocca, mentre la cappella di forma rotonda, dedicata all’Immacolata, arieggia lo stile bizantino e il tratto della porta piccola della Sagrestia è, invece, in stile gotico. Essendo la prima chiesa di Caivano viene chiamata anche Parrocchia Maggiore. L’ingresso alla chiesa è permesso da due porte, la prima delle quali è rivolta verso Ovest, con un atrio davanti, separato dalla strada da un cancello di ferro, sovrapposto ad un piccolo muro di oltre un metro. La seconda porta, la minore, è rivolta verso sud ed ha davanti un cancello di ferro. Il campanile è di stile medioevale, alto circa 20 metri, per quattro piani. Esso si trova alle spalle della chiesa, il che conferma l’ipotesi che il primitivo campanile fosse ubicato altrove. Nel rione è presente il castello feudale di Caivano sorto dal rimaneggiamento di un edificio romano ubicato nel collegamento viario tra Atella e Acerra.

linea tranviaria Napoli Caivano

Annunziata: adesso è via Gramsci, in origine, era denominata “Corso Regina Margherita”. Fu realizzata dopo l’abbattimento del muro perimetrale sullo sbocco a via Roma e a via Braucci. All’altezza di via Roma, già dal 600 D.C, esisteva una cappella rurale dedicata all’Annunziata posta all’entrata di quella attuale, mentre solo nel 1780 venne costruita l’attuale struttura e solo nel 1948 diventò parrocchia. Ai lati di essa era ubicata la fabbrica vetriera della famiglia Libertini. Rimase funzionante fino al 1925 ma ancora adesso il luogo viene apostrofato "dint a’ vetriera". Ad animare il quartiere dell’Annunziata ricordiamo vari personaggi, all’angolo della vetrata.[12]

Chiesa S. Antonio ai cappuccini

Cappuccini: nel 1200 una ricca famiglia caivanese donò ai frati cappuccini buona parte dei terreni di loro proprietà, dove i monaci costruirono il convento e una piccola chiesetta dedicata allo Spirito Santo. È rimasta tale fino al 1867 e solo dopo questa data al suo posto venne costruita l’attuale struttura che diventa parrocchia nel 1944 e dedicata a Sant’Antonio ai Cappuccini, dando il nome al quartiere.[13]

Corso Umberto I: oggi comunemente chiamato Corso di Caivano e originariamente noto come Corso Principe Umberto, è una delle principali vie del centro urbano di Caivano, e costituisce un tratto urbano della storica Strada statale 87 Sannitica, che collegava Napoli alla Reggia di Caserta. Le sue origini risalgono a un percorso sterrato in uso già nel VI secolo, successivamente sistemato in epoca borbonica con pavimentazione basolata per migliorare la viabilità verso la Reggia, e per lungo tempo la strada fu conosciuta anche con il nome popolare di ‘Ncopp’ ’a via Nova. Lo sviluppo urbanistico lungo il corso si intensificò nel corso del Novecento, come testimoniano le mappe dell’Istituto Geografico Militare tra il 1934 e il 1957, che mostrano l’espansione edilizia tra via Diaz e i confini con Cardito. Lungo la via si affacciano diversi edifici e spazi di rilievo, tra cui Palazzo Capece, un tempo stazione di posta ottocentesca trasformata in residenza nobiliare nel 1897 e oggi utilizzata anche come spazio culturale, ed edifici storici come la villa di Corso Umberto 45, con corte interna e giardino retrostante, esempio architettonico databile tra XVIII e XX secolo tutelato dalla Soprintendenza. Sul corso trovano posto anche la Villa comunale “Falcone e Borsellino, una delle principali aree verdi pubbliche della città, e Piazza I Maggio, nota come ’Ncopp’ ’e giardinette, che rappresenta uno dei luoghi di aggregazione più frequentati e sede di manifestazioni ed eventi collettivi. Attualmente il corso rappresenta un asse vitale per la vita cittadina, ospitando attività commerciali, eventi e iniziative pubbliche come l’isola pedonale domenicale, ed è stato interessato da interventi di manutenzione in occasione del passaggio del Giro d’Italia 2025.[14]

Pascarola: è un quartiere, con annessa zona industriale, fu oggetto di centuriazione sia all’epoca dei Gracchi che in età augustea ma non sono rimaste tracce sensibili di tali centuriazioni. La zona evidentemente dovette essere incolta e utilizzata come pascolo in epoca medioevale e da ciò deriva probabilmente il nome del luogo, divenuto centro abitato in tale epoca. Ma il sito originario di Pascarola, documentato nella sua esistenza dall’XI secolo, non era l’attuale bensì dove è la cappella di S. Giorgio. Nel XII secolo una ricca famiglia, i Gaderisio, eressero nella loro proprietà, nel sito attuale di Pascarola, una cappella privata dedicata a S. Maria. In tempi successivi il vecchio sito di Pascarola si spopolò e la proprietà Gaderisio assunse il nome di Pascarola mentre nel contempo la cappella di S. Maria assumeva il nome di chiesa di S. Giorgio e la vecchia chiesa decadeva a cappella di campagna. Pascarola: Pascua in latino significa pascoli. Una grafia alternativa di tale nome, già esistente in epoca classica ma che andò prevalendo nell’alto Medioevo, era Pascora, con l’accento sulla prima sillaba, da cui deriva la forma italiana. Il diminutivo di pascora, utilizzando il suffisso-ula era pascorula. Da tale termine, con l’accento spostato sulla penultima sillaba per eufonia, è probabile che abbia origine il nome di Pascarola. Alla fine del'1900 fu costruita l’area industriale, cambiando aspetto al quartiere, ha un’estensione territoriale di 2 930 000 mq e rappresenta una delle maggiori zone industriali del Mezzogiorno, è sorta con l’acquisizione fin dal 1972 di terreni agricoli da parte prima di grandi gruppi (Unilever, PPG e Cirio), che hanno fatto da battistrada, e poi da piccole e medie imprese. Le infrastrutture sono state realizzate dal Consorzio ASI di Napoli (Consorzio Per L'Area Di Sviluppo Industriale della Città Metropolitana di Napoli) con fondi pubblici e sono tuttora gestite dallo stesso Consorzio.

Rione Parco Verde: nasce negli anni ’80 e viene costruito con i fondi messi a disposizione dallo stato dopo il terremoto dell’Irpinia, per dare una casa a oltre 300mila sfollati. Fin da subito oggetto e territorio di speculazione edilizia, che ha portato alla nascita di enormi palazzi anonimi e ravvicinati, privi di servizi. Abitazioni che avrebbero dovuto essere provvisorie, per poi essere riqualificate e assegnate e che invece sono diventate permanenti.[15]

Centro Pino Daniele (ex Centro Delphinia): Dopo l'intervento del governo italiano e l'emanazione del Decreto Caivano, il Centro Delphinia, precedentemente abbandonato e teatro di episodi criminali, è stato completamente ristrutturato e trasformato nell'attuale Centro Pino Daniele. Situato ai confini dei quartieri Parco Verde e Pascarola, il centro ha subito una profonda riqualificazione, diventando anche un'importante area verde per la comunità di Caivano. Il rinnovamento ha portato una nuova vita all'edificio e ha contribuito alla sicurezza e alla vivibilità della zona, trasformando una struttura simbolo del degrado in un punto di riferimento per la cultura, l'educazione e le attività sociali locali.[16]

Rione Scotta: “Arete a Scott” il luogo è menzionato già negli annali storici del 1656 quando il Regno di Napoli fu invaso dalla peste bubbonica, infezione addebitata alla plebe napoletana, ai cosiddetti lazzari, che erano costretti a vivere nelle grotte, nei fondaci, per strada senza cibo né acqua che desse loro un po’ di igiene. Sfruttati e vessati dalle famiglie agiate, i quali, per loro effettuavano lavori più umili, ebbero modo di ammalarsi di più. L’epidemia che falcidiò quasi tutta la popolazione partenopea, travolse anche Caivano, che pagò un immane tributo con decine di appestati, i quali prima di morire, venivano ammucchiati in capannoni detti “lazzaretti” proprio in riferimento ai lazzari. Perché "Scotta"? Leggenda vuole che ad assistere amorevolmente i caivanesi moribondi fu un medico nolano, di cognome "Scotta". Il rione cominciò ad essere edificato ad inizio 900.[17]

Campiglione: il quartiere è chiamato così per la presenza del Santuario di Maria Santissima di Campiglione dove sono presenti affreschi appartenenti a diverse epoche in quanto ristrutturato più volte nel corso dei secoli, sono ancora presenti opere barocche e rinascimentali, La facciata esterna si presenta su due ordini delimitati da una trabeazione; nel registro inferiore vi sono tre portali d'ingresso di cui quello centrale è il maggiore. La parte superiore della facciata è alleggerita mediante tre finestre decorate rettangolari sormontato da un timpano triangolare; ai lati è delimitata da due campanili gemelli.

Rione delle Rose: chiamato così perché è presente via delle Rose “viccioll e rose “, in origine era una strada sterrata che collegava con Casolla Valenzano, è la strada più lunga di Caivano, dal corso Umberto I termina ai Regi Lagni. Nel 1955 vennero alla luce un sepolcro collocato sotto un’antica villa romana, non era la prima volta: infatti accadde anche nel 1888 a Sant’Arcangelo e nel 1923 al corso regina Margherita adesso via Libertini dove venero trovati vasi di creta, monili, monete antiche e affreschi straordinari.[18]

Case Bianche: quartiere residenziale sorto nel 2019, formato da palazzoni in stile moderno di un bianco acceso, queste caratteristiche si distinguevano dalle costruzioni già presenti, dando così nome all'intera zona. Al suo interno è stato inaugurato un nuovo Polo Universitario che ospita due atenei, Parthenope e Vanvitelli, in cui sono stati avviati corsi universitari in Scienze motorie e in Scienze infermieristiche.

S. Arcangelo: Il nome deriva dal patrono del luogo a cui è dedicata l’unica chiesa, fu occupato dai Longobardi e dal nome di una chiesa che ivi fu costruita, dedicata a S. Michele Arcangelo a cui erano molto devoti, assunse lo stesso nome. In epoca longobarda S. Arcangelo era un centro fortificato avanzato, dipendente dal gastaldato di Suessula, e dominava sulle terre e sui luoghi di Caivano, Cardito, Nolito, Casolla Valenzano e Pascarola. I resti di una villa segnalano un'abitazione patrizia in epoca Romana, nella successiva dominazione Longobarda fu costruita la chiesa che identifica l’ampia zona e la relativa fortificazione che portano ad includere territori ben più ampi degli attuali di Caivano e Cardito. Lo stesso Castello di Caivano forse all’epoca era solo una torre, fortificazione avanzata nei confronti dei napoletani. Delle fortificazioni di S. Arcangelo rimangono i ruderi del Castello, immediatamente a lato dei resti della villa romana. Con la fondazione di Aversa da parte dei Normanni, S. Arcangelo e i luoghi dominati costituivano un feudo che contribuiva con due cavalieri. Infatti, nel Catalogo dei Baroni, del 1161 circa, è menzionato come signore del luogo 'Philippus Sancti Archangeli', mentre non sono menzionati i centri anzidetti. Successivamente man mano S.Arcangelo perse di importanza e diventò uno dei tanti casali di Aversa, specialmente dopo che Caivano venne fortificato e diventò un feudo indipendente. Ma nel 1459, nell’elenco dei casali di Aversa, S. Arcangelo con 39 fuochi era per popolazione l’ottavo fra quarantatré. Successivamente il casale per l’impaludamento dei luoghi si spopolò sempre più fino a andare deserto nel XVII secolo. Allora, diventato oramai un bosco, fu 'Real Caccia', cioè Riserva di Caccia Reale e, unico ricordo della passata importanza, il titolare del feudo aveva il titolo di Principe. Con la nascita dei comuni e l’abolizione delle proprietà feudali, il bosco fu abbattuto e le terre distribuite ai contadini. Per i feudatari di Sant’Arcangelo nel cinquecento e seicento si vedano i quinternioni.

Casolla Valenzano: Il piccolo abitato, noto anche come Casolla, è condiviso con il comune di Afragola. Il nome deriva da praedium valentianum, ovvero proprietà della gens Valentia, così come il quasi omonimo centro di Valenzano nei pressi di Bari, con l’aggiunta del termine “Casolla” (aggregato di capanne e case), Il territorio fu oggetto di centuriazione sia all’epoca dei Gracchi che in età augustea, ma solo della prima centuriazione rimangono tracce. Con l’invasione longobarda il praedium valentianum appartenne al principato di Benevento. Con la fondazione di Aversa da parte dei Normanni, Casolla Valenzano divenne uno dei suoi casali e tale rimase fino alla costituzione dei comuni in epoca murattiana nella quale fu aggregato al comune di Caivano. Per i feudatari di Casolla Valenzano nel cinquecento e seicento si vedano i quinternioni. Il centro apparteneva alla diocesi atellana e con la costituzione della diocesi aversana passò a tale nuova diocesi.

Rione I.A.C.P. (comunemente noto come Bronx) è un quartiere di edilizia popolare sorto all'inizio degli anni 1970, realizzato in attuazione della legge 31 maggio 1903, n. 254 (Legge Luzzatti), che definiva gli organismi autorizzati a operare nel settore dell’edilizia popolare. Nel corso degli anni il quartiere ha manifestato fenomeni di degrado sociale ed è stato associato a problematiche di criminalità organizzata, analogamente al vicino Parco Verde.

Saglianiello: deriva da praedium sallianum, vale a dire proprietà della gens Sallia come altri luoghi in Italia. Il diminutivo è di epoca successiva e serve per distinguere dall’omonima località a nord di Succivo, fonti storie provenienti dall’epoca di re Roberto del 1311, parlano di un centro abitato vicino al fiume Clanio e chiamato Salliano. Il nome fa pensare a un praedium sallianum, forse un minuscolo villaggio andato poi definitivamente disabitato in epoca angioina.

Casarcelle: È una zona appena a nord della cappella S. Giorgio e quindi a nord-ovest rispetto a Pascarola. In latino arcella aveva il significato di termine. Il nome quindi presumibilmente indica una casa, o un gruppo di case, nei pressi di un termine della centuriazione.

Marcigliano: tale zona, sita a sud di S. Arcangelo ed a nord di Casolla, trae forse il suo nome dalla gens Marcilia ed è possibile che S. Arcangelo prima di assumere tale nome a seguito della conquista longobarda, fosse proprio il praedium Marcilianum.

Nel territorio di Caivano, pur essendo la densità abitativa ufficiale di 1.319,47 ab./km², la distribuzione della popolazione è molto concentrata. La parte urbana è infatti localizzata principalmente nella zona sud-ovest, in continuità con il resto dell'area metropolitana nord di Napoli. Quest'area urbana si estende su una superficie di 8,6 km², con una densità abitativa di 4.186,04 ab./km², valore significativamente più alto rispetto alla densità media del territorio. A nord-ovest si trova un'importante area industriale di quasi 4 km², mentre la parte nord-est e sud-est, che occupa circa 15 km², è principalmente zona agraria. Questa zona, quasi completamente separata dal resto del territorio, è distaccata sia dall'Autostrada A1 Milano-Napoli. che dalla linea dell'alta velocità, creando una netta divisione tra le varie aree di Caivano.

La biblioteca comunale è situata presso il castello feudale di Caivano. È presente un corso di laurea triennale in scienze motorie dell'Università degli Studi di Napoli "Parthenope".[19]

Nella quartiere Pascarola hanno sede una delle diverse aree industriali presenti nell'area metropolitana di Napoli[20] e un impianto Stir (ex CDR) per la produzione delle cosiddette ecoballe.

Infrastrutture e trasporti

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Caivano è collegata alla SS 87 NC Sannitica nuova, all'SS 7 bis var Asse di Supporto Nola-Villa Literno e all’Autostrada A1 Milano-Napoli.

È inoltre collegata con la SP2 Caivano-Aversa, che attraversa i comuni di Crispano, Orta di Atella, Frattaminore, Succivo, Cesa e Sant'Arpino fino ad arrivare ad Aversa.

Mobilità urbana

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I trasporti interurbani di Caivano vengono svolti con autoservizi di linea gestiti da nuove società subentrate alla ex CTP (Compagnia Trasporti Pubblici Napoli).

Fra il 1904 e il 1961 la città rappresentò il capolinea settentrionale della tranvia Napoli-Caivano, gestita dalla società belga Société Anonyme des Tramways Provinciaux (SATP).

Amministrazione

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Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
7 giugno 1988 8 dicembre 1989 Domenico Ambrosio Partito Comunista Italiano Sindaco [21]
21 dicembre 1989 23 novembre 1990 Raffaele Del Gaudio Partito Socialista Italiano Sindaco [21]
22 gennaio 1991 26 marzo 1992 Bartolomeo Ummarino Partito Socialista Democratico Italiano Sindaco [21]
26 marzo 1992 26 novembre 1992 Gaspare Mannelli Comm. pref. [21]
5 dicembre 1992 21 aprile 1993 Giacinto Libertini Partito Socialista Italiano Sindaco [21]
20 giugno 1993 14 dicembre 1993 Raffaele Del Gaudio Partito Socialista Italiano Sindaco [21]
14 febbraio 1994 27 giugno 1994 Mario Savoia Comm. pref. [21]
27 giugno 1994 14 maggio 1997 Francesco Russo - Sindaco [21]
17 novembre 1997 20 luglio 2000 Francesca Falco Indipendente di centro-sinistra Sindaco [21]
20 luglio 2000 28 maggio 2001 Paola Basilone Comm. straordinario [21]
28 maggio 2001 13 giugno 2006 Domenico Semplice Democratici di Sinistra Sindaco [21]
28 luglio 2006 29 maggio 2007 Elisabetta Lignola Comm. straordinario [21]
29 maggio 2007 7 maggio 2009 Giuseppe Papaccioli Forza Italia Sindaco [21]
5 giugno 2009 28 agosto 2009 Patrizia Paba Comm. pref. [21]
28 agosto 2009 13 aprile 2010 Marco Valentini Comm. straordinario [21]
13 aprile 2010 20 giugno 2014 Antonio Falco Unione di Centro Sindaco [21]
20 giugno 2014 16 giugno 2015 Antonio Contarino Comm. straordinario [21]
16 giugno 2015 15 settembre 2017 Simone Monopoli Forza Italia Sindaco [21]
18 settembre 2017 9 settembre 2018 Vincenzo De Vivo Comm. straordinario [21]
10 settembre 2018 22 settembre 2020 Fernando Mone
Giovanni Cirillo
Roberto Andracchio
Commissione straordinaria [21]
22 settembre 2020 3 agosto 2023 Vincenzo Falco Partito Democratico Sindaco [21]
4 agosto 2023 25 novembre 2025 Gianfranco Tomao Comm. pref. [21]
2 dicembre 2025 in carica Antonio Angelino Indipendente di centro, liste civiche e Azione Caivano Sindaco [21]

Boys Caivanese L’Associazione Sportiva Dilettantistica Boys Caivanese, nota comunemente come Boys Caivanese o semplicemente Caivanese, è una squadra di calcio fondata nel 1908. I colori sociali sono il giallo e il verde, e lo stemma è rappresentato dal castello medievale di Caivano. Nella sua storia ha partecipato alla Serie D per un totale di 11 stagioni e nel 2001-2002 ha vinto la Coppa Italia Dilettanti. Le partite casalinghe si giocano allo stadio comunale Ernesto Faraone; quando questo è inagibile, la squadra utilizza il campo “Vittorio Papa” della di Cardito.

Nel 2025 la Boys Caivanese è riuscita a tornare in Eccellenza campana dopo dieci anni, grazie a una vittoria decisiva nel finale di campionato contro il Marianella, totalizzando 73 punti in classifica.

SSC Napoli Essendo Caivano parte della Città Metropolitana di Napoli, la comunità locale sente una forte identità partenopea, che si riflette nel tifo per la SSC Napoli, numerosi murales e manifestazioni di street art in diverse zone del centro urbano celebrano la squadra azzurra e i suoi simboli.[22]

Coppa Caivano

Coppa Caivano

La Coppa Caivano è una storica corsa ciclistica su strada che si svolge annualmente nell’area di Caivano. Nata nel 1910 per ciclisti indipendenti, negli anni ’20 acquisì prestigio al punto da essere inserita tra le prove del Campionato Italiano. In seguito la gara, pur perdendo parte dell’importanza nazionale, continuò ad essere disputata come prova riservata ai dilettanti, poi come competizione Elite/Under-23 fino al 2011 e infine riservata alla categoria femminile Elite/Juniores dal 2016. Attualmente è organizzata dall'U.S. Boys Caivanese, storica società locale presente anche nel campo calcistico.

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Antonio Altamura, Dizionario dialettale napoletano, 1968, 2ª ediz., Fausto Fiorentino (Napoli)
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  17. ^ Gaetano Di Mauro, Aret a Scott e mbond o vic e’ Serrao…perchè si chiamano così. Storie e tradizioni di Caivano., su Il Giornale di Caivano, 15 novembre 2020. URL consultato il 22 gennaio 2025.
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  19. ^ Corsi di Laurea Triennale | Parthenope Orienta, in Parthenope Orienta. URL consultato il 26 novembre 2025.
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  22. ^ Nella villa comunale Falcone e Borsellino è stato inaugurato un murale realizzato dall’artista Alessio Santamaria per celebrare il terzo scudetto del Napoli. L’opera, che raffigura il Vesuvio, lo stadio Maradona, il logo del Club Napoli Caivano e la bandiera "DIOS" dedicata a Maradona.

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