San Gennaro Vesuviano

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San Gennaro Vesuviano
comune
San Gennaro Vesuviano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Antonio Russo (lista civica Obiettivo Futuro) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 40°52′00″N 14°32′00″E / 40.866667°N 14.533333°E40.866667; 14.533333 (San Gennaro Vesuviano)Coordinate: 40°52′00″N 14°32′00″E / 40.866667°N 14.533333°E40.866667; 14.533333 (San Gennaro Vesuviano)
Altitudine 56 m s.l.m.
Superficie 7,01 km²
Abitanti 11,792[1] (28-02-2015)
Densità 1,68 ab./km²
Frazioni Aprile, Giugliani, Ruocco, Sommese
Comuni confinanti Nola, Ottaviano, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano
Altre informazioni
Cod. postale 80040
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063066
Cod. catastale H860
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti sangennaresi
Patrono san Gennaro
Giorno festivo 19 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Gennaro Vesuviano
San Gennaro Vesuviano
Posizione del comune di San Gennaro Vesuviano nella città metropolitana di Napoli
Posizione del comune di San Gennaro Vesuviano nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

San Gennaro Vesuviano è un comune italiano di 11.792 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Confina con l'area dell'agro nolano, circa 25 km a est di Napoli e 9 km a sud di Nola.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalla preistoria all'età moderna[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti nell'area sono antichissimi. Il Comune di San Gennaro Vesuviano occupa il sito della Pianura Campana (anticamente conosciuto col nome di Planum Palmae), oggi meglio noto come il Piano, delimitato dal Monte Vesuvio e dal Monte Sant'Angelo. Il Piano rappresenta quasi un naturale collegamento geologico tra l'agro nocerino sarnese e l'agro nolano. Recenti rinvenimenti archeologici hanno permesso di datare alcuni insediamenti nella piena Età del bronzo, intorno al 2000 a.C., quando un'improvvisa eruzione del Vesuvio devastò le comunità presenti nell'area. Per vari secoli l'intera zona, ricoperta da una fitta vegetazione, è rimasta del tutto disabitata ed ha costituito al più un'occasionale destinazione di caccia per gli abitanti dei primitivi centri limitrofi. Solo secoli dopo, nuove popolazioni cominciarono lentamente ad insediarsi nuovamente. Nel 1631, con rogito stilato dalla curia vescovile di Nola dal Notaio Galeota, Scipione Pignatelli, conte di San Valentino e marchese di Lauro, fa una ricca donazione al Vescovo di Nola, monsignor Fabrizio Gallo a favore dei Padri Minori Riformatori di San Francesco. Il marchese istituì anche la Fiera che ancora annualmente si tiene. La donazione ai Frati Francescani, consisteva tra l'altro, di appezzamento di terreno, nell'allora territorio di Palma Nolana, oggi Palma Campania, per la creazione di un convento e di una piccola comunità annessa. Il nucleo abitato intorno a Cavallerizza e Convento crebbe fino a diventare, prima quartiere di Palma Nolana, poi, dal 1841, autonomo comune per decreto di Ferdinando II di Borbone.

L'occupazione tedesca e l'arrivo degli alleati[modifica | modifica wikitesto]

Durante l'occupazione tedesca non vengono ricordati episodi di rappresaglia da parte delle forze tedesche contro civili del posto; ci fu un'esecuzione (al di fuori del Cimitero di Palma Campania) di un sangennarese, a seguito di denuncia della moglie per maltrattamento e di un giovane garzone che aveva violato il coprifuoco imposto dai tedeschi durante la loro ritirata [3]. Si ricordano, invece, diversi episodi di sequestro di bestiame da parte delle forze di occupazione, con conseguente soppressione (nei pressi dell'attuale area mercato di Cappella 'a Separa),[4] un bombardamento alleato in località Pozzo Pagnotti, che causò la morte di un'intera famiglia[4] e l'abbattimento da parte della controaerea di un caccia inglese (con conseguente morte del pilota) nelle campagne adiacenti all'attuale Via Musiello. I tedeschi avevano allestito il loro quartier generale in un terreno situato nell'allora Via Cristoforo Colombo (ora Via Ten. Biagio Cozzolino). Il 9 settembre 1943 ci fu lo sbarco a Salerno delle truppe anglo-americane (Sbarco a Salerno), grazie al quale, nelle prime ore del mattino del 28 settembre 1943 [3], arrivarono, dopo giorni di cruenti battaglie, le prime forze alleate a San Gennaro. Giunsero per prime le truppe inglesi, provenienti da Sarno. Un gruppo di uomini sangennaresi si organizzò e andò incontro alla colonna di soldati, per indicare loro dove i tedeschi avevano piazzato le mine prima della ritirata verso Caserta. Gli uomini erano quelli della 46esima divisione (North Midlands) "Oak Tree", del X Corpo d'Armata Inglese, comandata dal generale Hawkesworth. Gli inglesi requisirono due stanze del palazzo dell'allora podestà del paese, in Piazza Regina Margherita, ove instaurarono il loro comando. Successivamente nel Bosco Pagliarone venne creato il campo di aviazione anglo-americano.

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa cattolica del Convento Francescano
  • Chiesa cattolica dei Santi Gioacchino e Anna
  • Cappella Giugliani ('a Separa)
  • Cappella Sommesi
  • Sala del Regno dei Testimoni di Geova

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Convento Francescano del 600
  • Statua dei Caduti di tutte le guerre
  • Statua di Padre Pio

Luoghi naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Montagna di San Gennaro, a sud-est del capoluogo, enclave nel territorio di Palma Campania.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industrie[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è collegato con l'Autostrada A30 (Italia), attraverso lo svincolo di Palma Campania e direttamente con la SS268.

Ferrovie e metropolitane[modifica | modifica wikitesto]

È presente la stazione ferroviaria di Palma-San Gennaro, telegestita. Il centro è inoltre collegato con bus navetta alla stazione Circumvesuviana di Rione Trieste.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Margherita negli anni cinquanta (quando era adibita a campo di calcio)

L'autonomia di San Gennaro Vesuviano risale al 1841, per decreto di Ferdinando II di Borbone; prima di allora, San Gennaro era un borgo di Palma Campania denominato appunto "borgo San Gennaro". Fra i tanti sindaci che si sono succeduti negli anni, si ricordano:

  • Filippo Casalini fu il primo sindaco, eletto alla carica di amministratore nei mesi successivi al conseguimento dell'autonomia amministrativa del piccolo centro. Prima di allora egli si era dedicato per oltre un ventennio alla professione medica, assistendo in condizioni pioneristiche una popolazione di poche migliaia di persone nella prima metà del diciannovesimo secolo.
  • Antonio Nunziata, medico condotto del paese, che svolse il ruolo di podestà nel ventennio fascista. A lui è attribuita la costruzione dell'edificio attualmente adibito a plesso dell'Istituto Caravaggio di Via Ferrovia (originariamente sede del Municipio).
  • Giovanni Nappi (PCI) che ha governato il piccolo centro per molti anni nella seconda metà del secolo scorso (anni '60 e '70)
  • Nando Ferraro (PCI), metà degli anni '80, con il quale il paese conobbe un periodo di sviluppo e prosperità.
  • Francesco Giugliano (PSI), nel 1982 ucciso per mano della camorra.

Una sentenza del T.A.R. Campania del giugno 2007[5] (confermata nel novembre dello stesso anno dal Consiglio di Stato), dopo circa sette mesi di commissariamento prefettizio, ha reintegrato il sindaco Aniello Catapano, eletto, nel 2004, con circa il 67% dei voti.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Squadre militanti in campionati minori:

  • A.C. Sangennarese (I Categoria)
  • Sporting Club "Free Time (giovanile)
  • S.C. San Gennaro già S.C. Salgechi (giovanile)
  • A.S.D. Virtus San Gennarese (giovanile)
  • Real San Gennaro (I Categoria)

Basket[modifica | modifica wikitesto]

  • Vis Basket San Gennaro Vesuviano, militante nel Campionato Prima Divisione Girone C 2013/2014 capitanata da Giugliano Giuseppe il quale rientra nei primi 96 giocatori più futuribili dell'intero Paese(Italia) Under 17 maschile,

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

  • San Gennaro Vesuviano, militante nel campionato Under 16(NA) Femminile (Girone G) e Maschile (Girone B), e nel campionato Under 14 femminile 2008/09 e maschile.

prima divisione maschile e prima femminile

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio "Scipione Pignatelli".
  • Palestra comunale (basket e pallavolo).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 650 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Ucraina Ucraina 221 1,97%

Bangladesh Bangladesh 131 1,17%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Persone legate a San Gennaro Vesuviano[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Fiera dell'agricoltura e dell'artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Risale al diciassettesimo secolo l'istituzione della principale manifestazione culturale del nascente centro vesuviano non ancora autonomo, quando il Marchese Scipione Pignatelli volle creare la fiera quale momento di celebrazione popolare e di scambio economico nell'area, al tempo quasi del tutto priva di insediamenti abitativi ad eccezione del solo Convento dei Frati Francescani. Il lascito dei possedimenti a favore dei frati fu infatti condizionato all'impegno di questi ultimi a rinnovare annualmente la manifestazione fieristica, la più antica del meridione. Essa si svolge nella seconda decade del mese di settembre. La Fiera cominciò ad attrarre un numero crescente di pellegrini visitatori attratti anche dal fatto che gli scambi fossero franchi cioè liberi da gabella, ad indicarne la totale esenzione tributaria; altri benefici includevano il diritto di portare armi per difesa personale. Nel tempo fu istituita la figura del "Catapano" (anche detto "Mastro-giurato"), un notabile della zona investito annualmente del compito di partecipare alla inaugurazione formale ed in particolare responsabile della vigilanza. Nel 2007 il Catapano è stato Luigi Chiarolanza (titolare dello storico Tabacchi di Piazza Margherita). La Fiera era un'occasione di scambio e baratto dove si scambiavano principalmente i prodotti dell'agricoltura e dell'artigianato locale. In particolare si vendevano cavalli ed altro bestiame, i vari prodotti della terra, vini e formaggi, utensili e masserizie largamente impiegati dalla locale economia contadina e terriera (scale, sedie e sgabelli, falci, roncole, zappe e badili, cesoie etc.). Gli scambi commerciali erano del tutto sospesi il giorno 19 per la celebrazione della messa in memoria del santo (San Gennaro) effettuata dal Padre superiore dall'alto del balcone del convento.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

  • Biblioteca comunale "Michele D'Avino" Piazza Margherita.

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

  • Scuola Elementare Statale "Luigi D'Avino" (con plessi: Capoluogo, Sommesi, Giugliani e Pagliarone).
  • Istituto comprensivo statale "Biagio Cozzolino-Nappo" (Via Ferrovia).
  • Scuola Materna Statale (Via Ragni).
  • Istituto d'Istruzione superiore statale "Caravaggio" formato da:
    • Liceo Artistico (Piazza Margherita).
    • Istituto Professionale per l'Agricoltura e l'Ambiente (Via Poggiomarino).
    • Liceo Scientifico (Piazza Margherita).

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La torre senza un orologio[modifica | modifica wikitesto]

Torre dell'orologio nel 1986, senza il quadrante di levante.

Gli anni successivi all'autonomia dell'ex borgo di San Gennaro dal comune di Palma Campania furono caratterizzati da episodi e comportamenti derivanti da una rivalità che si creò fra questi due paesi (e che si protrasse fino all'inizio degli anni ottanta). Tale rivalità si manifestò soprattutto in violente dispute in occasione degli incontri di calcio fra le due squadre cittadine. Il campanile senza un orologio è sicuramente l'aneddoto più curioso di questa rivalità. Si racconta, infatti, che inizialmente il quadrante della torre che volgeva a levante (cioè verso Palma Campania) fu volutamente senza orologio, proprio perché i cittadini di Palma Campania non potessero leggere l'orario. Solo con i lavori di ristrutturazione di fine anni '80, fu aggiunto il quarto orologio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28/02/2015.
  2. ^ Classificazioni climatiche della Campania
  3. ^ a b Natale Guerra, Smarrimenti e memoria, 2012
  4. ^ a b Testimonianze tramandate da anziani del posto, all'epoca bambini
  5. ^ Annullato il decreto di scioglimento del Consiglio Comunale di San Gennaro Vesuviano, iusna.net, 29.01.2008. URL consultato il 29.01.2008.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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