Pollena Trocchia

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Pollena Trocchia
comune
Pollena Trocchia – Stemma
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
Città metropolitanaCittà metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
SindacoFrancesco Pinto (Insieme per costruire) dal 15-4-2008 (2º mandato)
Territorio
Coordinate40°51′21″N 14°22′58″E / 40.855833°N 14.382778°E40.855833; 14.382778 (Pollena Trocchia)Coordinate: 40°51′21″N 14°22′58″E / 40.855833°N 14.382778°E40.855833; 14.382778 (Pollena Trocchia)
Altitudine149 m s.l.m.
Superficie8,02 km²
Abitanti13 430[1] (28-2-2017)
Densità1 674,56 ab./km²
FrazioniGuindazzi, Musci, Pollena, San Gennariello-Laurenzana, Tamburiello, Trocchia, Carcavone
Comuni confinantiCasalnuovo di Napoli, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Sant'Anastasia, Volla, San Sebastiano al Vesuvio
Altre informazioni
Cod. postale80040
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT063056
Cod. catastaleG795
TargaNA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantipollenesi, trocchiesi
Patronosan Giacomo
Giorno festivo25 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pollena Trocchia
Pollena Trocchia
Pollena Trocchia – Mappa
Posizione del comune di Pollena Trocchia nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Pollena Trocchia è un comune italiano di 13 430 abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Rientra nel Parco Nazionale del Vesuvio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Fino all'età napoleonica, esistevano i due villaggi separati di Pollena e Trocchia, che quindi hanno avuto storie separate ma simili. Entrambi i borghi vantano origini etrusche, sannitiche e osche; questi popoli, attirati dal clima mite e dalla fertilità del luogo, si stabilirono alle pendici del monte Vesuvio (che anticamente era un vulcano monocipite, cioè ad una sola sommità), e qui dimorarono fino all'acquisizione del Campo Romano da parte dei Romani, che fecero di tutta la zona tra le città di Napoli e Nola una zona di villeggiatura.

Pollena deve il suo nome al culto del dio Apollo, cui era dedicato un tempio piuttosto importante nell'epoca preromana e romana; ne è indiretta testimonianza il fatto che nel periodo di cristianizzazione la prima chiesa di Apolline fu intitolata a Sant'Apollinario, stabilendo così una sorta di continuità col culto pagano, quantomeno nel nome. Vi è tuttavia una fonte tratta dal dizionario di toponomastica che farebbe derivare il nome del paese dall'aggettivo latino "paululum" che significa "piccolo" (o anche "di poche unità" riferito al numero di abitazioni).

L'origine del nome di Trocchia deriva invece dal latino trochlea, che significa carrucola, torchio. Ciò perché il villaggio di Trocla era rinomato per i prodotti della propria terra e in particolar modo per le uve, (la Làcrima del Vesuvio) quindi la trochlea non sarebbe altro che l'attrezzo usato per produrre il vino. Secondo altri studiosi, invece, Trocchia deriverebbe dall'antico nome latino 'Introchia', per cui sarebbe rimasto nel dialetto l'espressione "figlio 'e 'Ntrocchia" per indicare persona scaltra ed intraprendente.

I due villaggi continuarono ad ospitare i nobili delle contrade vicine, fino alla catastrofica eruzione del Vesuvio del 1631; fiumi di fango bollente (lahar) provenienti dal monte seppellirono completamente Trocchia e causarono gravissimi danni a Pollena. Da allora Trocchia è sempre stata un centro di minore importanza rispetto a Pollena, finché nel 4 maggio 1811, con la riforma urbanistico-amministrativa di Gioacchino Murat, i due casali confluirono in un comune unico riportante entrambe le denominazioni.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]

Luoghi di interesse culturale[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Il detto proverbiale napoletano:

« Massa, Pollena e Trocchia
tre paesi in una sola parrocchia »

non corrisponde a verità; anzi, le comunità religiose di Pollena e Trocchia si mantengono fermamente divise. La chiesa parrocchiale della Santissima Annunziata a Trocchia, costruita nella sua forma attuale nella seconda metà dell'Ottocento e restaurata completamente nel 2002, e la chiesa parrocchiale di san Giacomo apostolo a Pollena, terminata intorno al 1790, sono notevoli esempi di architettura ottocentesca.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Essendo il paese stato un luogo di villeggiatura per le famiglie facoltose, sono presenti, soprattutto nel borgo antico di Trocchia, numerosi palazzi e ville nobiliari. Tra essi, si ricordano per il loro stato di conservazione e per la loro importanza, Palazzo Pistolese (già palazzo Capece Minutolo), Villa Caracciolo-Ruoppolo, Villa Gala-Trinchera e, in particolare, Palazzo Cappabianca.
Quest'ultimo era di proprietà di Donna Olimpia Cappabianca in Gala, la quale, non avendo eredi diretti, lasciò in eredità l'abitazione alle Suore di Sant'Anna, affinché si realizzasse un Orfanotrofio. Le suore hanno gestito l'Istituto fino al 1968, quando per mancanza di fondi cedettero il palazzo al Comune. Il Palazzo Cappabianca ha ospitato le attività religiose della comunità di Trocchia durante il restauro della chiesa. Oggi è sede di alcune organizzazioni no-profit.

Altri monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo antico di Trocchia (risalente, in alcuni punti, anche a quattro secoli fa) ha un notevole interesse storico ed urbanistico, ma il monumento fonte di maggiore attrattiva è la lapide dedicata a Gaetano Donizetti, il grande musicista bergamasco, che soleva soggiornare nelle contrade di Trocchia e che, all'ombra di un ulivo secolare (detto da allora Ulivo di Donizetti), compose le prime note della celebre opera Lucia di Lammermoor, nel 1835. Nella parte periferica del comune di Pollena in una stretta stradina della zona extraurbana denominata Musci sorge la masseria detta "La Murata", dall'assetto territoriale selvaggiamente stravolto dai nuovi edifici. La masseria fu acquistata nel 1738 da Achille Bartolomeo Zamparelli, che grazie alla sua amicizia col re borbone Carlo III, riuscì ad acquistare dal Barone Jacuzio non solo l'edificio ma anche il titolo nobiliare di barone di Pollena e Trocchia. Durante i lavori di riassetto il Barone Zamparelli rinvenne sotto l'intonaco della masseria la data del 1475, rivendicando così per l'edificio l'origine di protezione del latifondo chiamate in epoca Campo d'Oppido. Accanto alla masseria si erge una cappella con sacrestia. La facciata della masseria presenta ancora modanature originali in stucco ed essendo l'edificio costruito su muratura portante in pietra lavica a ridosso di un'altura di Pollena, è ancora possibile godere dai due terrazzi la vista del mare. Notevole il fatto che i due terzi della masseria sono ancora in possesso di membri della famiglia Zamparelli.

Aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Scavi
Scavi romani (2014)
  • Villa romana con terme di Pollena Trocchia [3].

Persone legate a Pollena Trocchia[modifica | modifica wikitesto]

Volto molto famoso del paese è l' ultraottantenne Antonio Terracciano, detto "Totonn mo bec ij",memorabile per le sue frasi caratteristiche di insulti verso i ragazzi che lo prendono in giro per il soprannome, come carta copiativa o punta di laps, il suo soprannome è dovuta alla sua autostima in ambito civile.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Feste patronali[modifica | modifica wikitesto]

Poiché Pollena e Trocchia si sono sviluppate parallelamente, ognuna delle due comunità ha mantenuto i propri santi protettori.
Il santo patrono di ambedue le comunità è san Giacomo, col cui bastone scaccia i mali da Pollena[4]; la sua festa si tiene il 25 luglio e nei giorni immediatamente successivi e precedenti; solitamente alle celebrazioni liturgiche si accompagnano avvenimenti di interesse enogastronomico fino alla chiusura della festa, con una gara di fuochi artificiali.
Ai cittadini di Pollena è molto caro anche San Biagio, protettore dai mali della gola, che viene festeggiato il 3 febbraio.
A Trocchia si venerano soprattutto San Giuseppe, santo della provvidenza e della buona morte, il 19 marzo, e San Mauro, protettore, con il suo olio santo, dai dolori fisici, festeggiato qui dal 15 gennaio fino alla domenica successiva.
In quella domenica, la statua di San Mauro viene portata in processione per Trocchia ogni anno, fin dal XVIII secolo, da una delle squadre di persone (solitamente famiglie importanti del paese, ma anche gruppi come Le donne, L'apostolato della preghiera, ecc.) che si contendono il diritto-onore di portare la pesante statua in spalla. Tale diritto viene concesso alla squadra che offriva la somma più alta, ma tutte le offerte vengono attaccate ai nastri della statua e a ogni squadra è concesso di portare il santo almeno per un tratto. In occasione poi della festa patronale, fin dagli anni settanta, a Pollena, in piazza Amodio si sono visti grandi concerti di artisti quali Umberto Tozzi (2008), Michele Zarrillo (2007) e Tullio De Piscopo (2004).

Fiere ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Le fiere di Pollena Trocchia hanno perlopiù un carattere enogastronomico. Esercitano un notevole richiamo dai paesi vicini soprattutto la Sagra della castagna, che si tiene nella seconda settimana di ottobre, e la Sagra del vino catalanesca, albicocca vesuviana e pomodorino del piènnolo, a inizio luglio (entrambe si tengono nel borgo antico di Trocchia).

In tempi recenti sta riscuotendo successo il Wellness Day, a metà giugno, una manifestazione sportiva tenuta da tutti i principali centri sportivi e le palestre del circondariato vesuviano. Uno degli eventi di maggior partecipazione cittadina è la festa delle contrade. Da ricordare infine che negli ultimi anni si svolge anche il Palio di San Luigi, una corsa campestre lunga qualche chilometro nella quale si vedono gareggiare uomini e donne di tutte le età. Si sta poi avendo, nel periodo di fine maggio, una manifestazione dedicata alla legalità dal nome Il sorriso delle ali fiammeggianti, che si svolge nel palazzo Capece Minutolo.

Inoltre è da ricordare che la cittadina di Pollena è stata set cinematografico per ben due volte: La nonna Sabella del 1957 e La nipote Sabella del 1958.

Negli atti dell'archivio storico del comune di Pollena Trocchia vi è un documento urbanistico risalente al 4 maggio 1811 che unifica i due villaggi di Pollena e Trocchia in un unico comune. Il paese con l'aiuto della Pro Loco per festeggiare l'evento dei suoi primi 200 anni ha messo a disposizione guide turistiche gratuite affinché anche i cittadini stessi di Pollena Trocchia possano visitare e comprendere la storia del loro paese.

Circumvesuviana[modifica | modifica wikitesto]

Il comune ospita due scali della ferrovia Circumvesuviana posti sulla linea Napoli-Sarno a breve distanza l'una dall'altra: la stazione principale è Pollena; vi è poi la piccola fermata di Guindazzi. Entrambe frequentate soprattutto da studenti e pendolari che le mettono in collegamento con il capoluogo campano ed i comuni vesuviani.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

L'Asd Pollena Calcio è un'associazione sportiva dilettantistica nata il 28 settembre 2011. Erano più di 22 anni che il paese non veniva rappresentato a livello calcistico.

Dopo 4 anni di militanza in Terza Categoria Campana, il 20/06/2015 sul campo L.Moccia di Afragola ha conseguito la storica promozione in seconda categoria campana aggiudicandosi la finale Play-off contro i padroni di casa della Virtus Afragola vincendo la partita per 0-2.

Per la stagione 2015/2016 i Grifoni rossi (soprannome dei calciatori) militeranno nel campionato di Seconda Categoria Camapana

Nel basket, la Sporting Pollena Trocchia è l'unica squadra nel comune vesuviano. Il campo di gioco è il Palazzetto dello Sport G. Piccolo di Caravita (Cercola), i colori sociali sono il verde ed il bianco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Apolline Project,La villa romana con terme di Pollena Trocchia, 7 settembre 2017.
  4. ^ Si racconta che sia il patrono di Pollena Trocchia, perché la sua statua, in uscita dalla chiesa del paese, è riuscita a fermare la lava in discesa dal Vesuvio diretta a Pollena Trocchia. Da quel giorno quindi, gli abitanti del paese sono devoti a san Giacomo, tanto che egli è l'attuale santo patrono del paese.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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