Acerra

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Acerra
comune
Acerra – Stemma
Acerra – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Napoli-Stemma it.png Napoli
Sindaco Raffaele Lettieri (centro) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 40°57′00″N 14°22′00″E / 40.95°N 14.366667°E40.95; 14.366667 (Acerra)Coordinate: 40°57′00″N 14°22′00″E / 40.95°N 14.366667°E40.95; 14.366667 (Acerra)
Altitudine 26 m s.l.m.
Superficie 54,08 km²
Abitanti 57 292[1] (30-11-2013)
Densità 1 059,39 ab./km²
Frazioni Pezzalunga, Gaudello
Comuni confinanti Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo di Napoli, Castello di Cisterna, Maddaloni (CE), Marcianise (CE), Marigliano, Nola, Pomigliano d'Arco, San Felice a Cancello (CE)
Altre informazioni
Cod. postale 80011
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063001
Cod. catastale A024
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 011 GG[2]
Nome abitanti acerrani
Patrono santi Conone (Cuono) e Conello
Giorno festivo 29 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Acerra
Posizione del comune di Acerra nella provincia di Napoli
Posizione del comune di Acerra nella provincia di Napoli

Acerra è un comune italiano di 57 292 abitanti della provincia di Napoli in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune occupa una vasta area dell'entroterra di Napoli nel quadrante nord-orientale, ed è il terzo per estensione territoriale dopo il capoluogo e Giugliano in Campania; la parte nord del suo territorio confina con il casertano. È collegata direttamente all'autostrada A1, A30, A16 e A3 tramite l'Asse Mediano, l'Asse di Supporto e la diramazione dell'Asse Mediano 162 dir Acerra - Centro Direzionale. Sul territorio comunale insistono due zone industriali: Acerra e Pomigliano d'Arco. Lo stabilimento dell'Alfa Romeo è ubicato per meta' della sua estensione nel territorio comunale di Acerra, come si può evincere dalla piantina posta all'entrata del suddetto stabilimento automobilistico. La città è servita da due stazioni ferroviarie: quella di Trenitalia e quella della Circumvesuviana.

Clima[modifica | modifica sorgente]

La stazione meteorologica più vicina è quella di Napoli Capodichino. In base alle medie climatiche del trentennio 1971-2000, le più recenti in uso, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, è di +8,7 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +24,7 °C; mediamente si contano 8 giorni di gelo all'anno e 41 giorni annui con temperatura massima uguale o superiore ai 30 °C. Nel trentennio esaminato, i valori estremi di temperatura sono i +40,0 °C dell'agosto 1981 e i -5,6 °C del gennaio 1981.

NAPOLI CAPODICHINO
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,0 13,5 15,7 18,1 23,0 26,7 29,9 30,3 26,6 22,1 17,1 14,1 13,5 18,9 29,0 21,9 20,8
T. min. mediaC) 4,4 4,5 6,3 8,4 12,6 16,2 18,8 19,1 16,0 12,1 7,8 5,6 4,8 9,1 18,0 12,0 11,0

Storia[modifica | modifica sorgente]

La città, fra le più antiche della Campania[3], fu abitata sin dall'epoca preistorica[4] per la presenza di ricca vegetazione, fauna e numerosi corsi d'acqua. In base a recenti ricerche archeologiche probabilmente fu fondata dagli Ausoni, in seguito fu chiamata dagli Osci Akeru (Acerrae è il nome latino), e fece più tardi parte della Dodecapoli osca o etrusca della Campania. Nel 332 a.C. ricevette per prima nelle province romane la civitas sine suffragio, ossia la cittadinanza romana senza diritto di voto.

bosco di Acerra in una stampa del 1800[5]

Rimase fedele a Roma durante la seconda guerra punica e fu assediata nel 216 a.C. da Annibale che la distrusse parzialmente. Fu ricostruita nel 211 a.C. Durante la guerra sociale fu nuovamente assediata da Papio Mutilo, ma fu difesa dal console Lucio Giulio Cesare. Divenne Municipium e nel 22 a.C. sotto l'Imperatore Augusto divenne colonia per i veterani.

Alcune iscrizioni pervenuteci attestano l'esistenza di culti e forse di templi dedicati a Iside, Serapide ed Eracle. La presenza di un anfiteatro era stata ipotizzata al di sotto del Castello, ma sotto le antiche scuderie si sono rinvenute tracce delle strutture di un teatro risalente al II secolo a.C.

La città di Acerra è anche sede diocesana, già dall'XI secolo.

Contea Normanna[modifica | modifica sorgente]

castello dei Conti di Acerra in una stampa del 1800[5]

Fu dominio longobardo, con la costruzione di un castello (826), poi distrutto da Bono, Duca di Napoli. Fu quindi saccheggiata dai Saraceni intorno all'881. In seguito divenne dominio normanno: il castello fu ricostruito e la città divenne contea normanna, e sede vescovile nell'XI sec. Nel 1818 la diocesi fu aggregata a quella di Sant'Agata de' Goti e di nuovo distaccata nel 1855.

Ad essa appartenevano molti casali tra cui quello di Pomigliano d'Arco, Brusciano, Marigliano, Mariglianella, Ottaviano, (fatti rientrare oggi nell'area nolana) e Licignano (oggi parte del territorio di Casalnuovo di Napoli). Tra i conti di Acerra, sotto il dominio normanno, si ricordano i de Medania.

Sotto il dominio di Svevi, Angioini e Aragonesi sono stati i conti e marchesi di Acerra i d'Aquino e poi i Nolasco, antica famiglia del Regno di Francia.

Essendo frequentemente inondato dall'antico fiume Clanio, il territorio di Acerra era poco salubre e la zona veniva abbandonata per alcuni periodi dell'anno; la popolazione si spostava nelle colline circostanti, per farvi ritorno, appena gli eventi climatici lo permettevano.

A partire dal XVIII secolo una serie di imponenti bonifiche - come la costruzione di canali per il deflusso delle acque - ha migliorato la situazione anche dal punto di vista agricolo-economico, permettendo alla zona di diventare una tra le più fertili della Campania: a ciò si deve il notevole aumento della popolazione e la costruzione di nuovi quartieri.

Non a caso, alla fine del XVIII secolo, i Borbone in località Calabricito vi fecero erigere un casino di caccia, poiché la limitrofa zona boscosa era ricca di ogni tipo di selvaggina.

La città fino al 1927 fece parte della provincia di Terra di Lavoro.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Cattedrale - vista piazza - Acerra.JPG
Arma

Stemma:d'azzurro, al giglio fiorentino d'argento, sormontato da una corona ducale, con una stella d'oro nel campo. Decreto dell'8 dicembre 1951.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«All'indomani dell'armistizio, oggetto di una spietata e sanguinosa reazione dell'occupante tedesco che aveva passato per le armi numerosi civili, tra cui anziani donne e fanciulli, e incendiato gran parte dell'abitato e delle infrastrutture, affrontava con fierezza le più dure sofferenze e intraprendeva, poi, con gran coraggio e generoso spirito di solidarietà, la difficile opera di ricostruzione[6]»
— settembre-ottobre 1943

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

castello dei Conti di Acerra
Castello Baronale Acerra.JPG

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello dei Conti di Acerra
« Avea il castello stancie sì belle, che alloggiare ben ce poria omne re pomposo. Stance ben acconze e adubate che a starce dentro era deitate! »

Così il poeta Rogeri de Pacienza descriveva le meraviglie del Castello di Acerra nel XV secolo, allorquando la principessa Isabella Del Balzo, moglie di Federico I di Napoli, vi soggiornò durante il viaggio nuziale che da Canosa di Puglia la conduceva a Napoli.

Detto "baronale", distrutto dai Longobardi nell'834, divenne feudo degli Aquino fino al XIII secolo. Vi dimorò Manfredi di Sicilia come attestato da un documento del 1255.

In seguito fu conquistato dal conte Roberto Sanseverino; entrò poi nel possesso di Gurello Orilia che lo abbellì per ospitare degnamente il consorte della regina Giovanna II, Giacomo de La Marche.

Vi ospitò anche il famoso capitano di ventura Giacomo Attendolo. Nel 1421 il castello fu assediato dagli aragonesi, ma non venne espugnato per la valorosa resistenza del popolo acerrano.

All'assedio presero parte i più valorosi capitani di ventura del tempo, per citarne alcuni: Niccolò Piccinino, Braccio da Montone, Giacomo Attendolo. Fu implicato nella Congiura dei baroni fu assediato dal sovrano aragonese Ferrante I che si impossessò del castello e del feudo.

In seguito appartenne ai de Cardenas; gli ultimi proprietari del palazzo furono gli Spinelli che lo tennero fino al 1925. Nel 1925 fu acquistato dall'Amministrazione Comunale del sindaco avv. Achille Aversano, al quale è stata dedicata, nel 2011, una lapide all'interno del castello. Divenne sede del Comune; oggi è sede di numerosi musei. Nelle fondamenta del lato orientale (scuderie) sono stati rinvenuti i resti di un teatro romano.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La cattedrale[modifica | modifica sorgente]

cattedrale, navata centrale
Stemma Vescovile - Vista fontana - Acerra.JPG
Casina Spinelli- particolare tetto.JPG
Chiesa Suffragio Acerra.JPG
Milite ignoto Acerra.JPG

Più volte rimaneggiata e ricostruita, sorge su di un tempio romano dedicato a Ercole[7]. Oggi si presenta dopo la sua ricostruzione avvenuta nel XIX secolo con pianta a croce latina con tre navate divise da pilastri con grande cupola. Recentemente la chiesa ha subìto un generale restauro per l' adeguamento liturgico, con la immissione di nuovi elementi : l' ambone, il fonte battesimale, l' altare, e il Crocifisso del Cristo Risorto.La facciata è di stile neoclassico con otto grandi colonne con capitelli ionici, che poggiano su un ampio atrio pavimentato in basalto e pietra calcarea, creando una sorta di scacchiera. Vi sono custodite numerose opere d'arte:

Chiesa di Maria SS. Annunziata[modifica | modifica sorgente]

Risalente al XV secolo essa conserva:

  • crocifisso ligneo del XII secolo uno dei pochi rimasti di epoca angioina
  • quadro dell' Annunciazione, tavola trecentesca attribuita a Dello Delli

Altre architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

palazzo vescovile

Altro[modifica | modifica sorgente]

  • Piazza Duomo

Rappresenta il salotto buono della città. Posta nel centro storico di Acerra, vi è ubicata la cattedrale, la sede diocesana ed alcuni palazzi storici, all'interno dei quali hanno sede, tra l'altro, associazioni culturali cittadine. Era attraversata alle estremità da via Duomo ma oggi le due strade (a destra e a sinistra) che confinano in piazza sono state intestate a due illustri prelati acerrani: un lato della via è dedicato al cardinale Giuseppe Casoria e, l'altro lato, all'arcivescovo Gennaro Verolino. Le due strade che si uniscono a piazza Duomo, rappresentano da sempre l'asse principale del centro storico ed ospitano, a sua volta, esercizi commerciali e associazioni culturali. Solitamente sono chiuse al traffico nei giorni festivi.

Nel centro della piazza è posizionata una grande fontana, restaurata nel 2010.

  • Piazza Castello

Chiamata così perché vi è ubicato il castello dei Conti di Acerra.

  • Piazza Falcone e Borsellino

È la piazza dei giovani della città. Dopo i lavori di riqualificazione del 2009, è stata pedonalizzata e dotata di access point gratuiti.

  • Corso Italia

Già corso Umberto I, è l'arteria principale della città, nonché quella ove è allocato il maggior numero di esercizi commerciali.

  • Corso Vittorio Emanuele II

È l'arteria che congiunge la parte a nord-est della città con il centro storico. Ospita edifici storici e culmina nel quartiere dell'Annunziata, ove sono poste la chiesa omonima e l'ex convento dei PP. Domenicani.

  • Via Roma - via del Pennino

Incrociano perpendicolarmente via Giuseppe Casoria (ex via Duomo) e via Trieste e Trento, costituendo l'altro asse del centro storico della città. Via Roma parte dal quartiere dell'Annunziata, accoglie l'edificio del Seminario e si congiunge con via del Pennino, ove è ubicato un edificio storico, prima di confluire in piazza San Pietro.

Sindaci[modifica | modifica sorgente]

Con la legge del 25 marzo 1993 n. 81, in Italia viene introdotta l'elezione diretta del sindaco e, correlativamente, la nomina dei componenti della giunta da parte dello stesso, mentre in precedenza sia il sindaco e sia la giunta erano eletti dal consiglio comunale. La stessa legge del 1993, fissa in quattro anni la durata del mandato del sindaco (art. 2), successivamente portati a cinque (art. 51 del D. Lgs. n. 267/2000).

I sindaci di Acerra eletti a partire dalla legge del 25 marzo 1993:

Inizio Mandato Fine Mandato Primo Cittadino
1995 1999 Immacolata Verone
1999 2004 Michelangelo Riemma
2004 2009 Espedito Marletta
2009 2011 Tommaso Esposito
2012 in carica Raffaele Lettieri

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2007 ad Acerra risultano residenti 998 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[9]

  1. Ucraina, 235
  2. Algeria, 120
  3. Marocco, 119
  4. Tunisia, 106
  5. Albania, 101

Religione[modifica | modifica sorgente]

Chiesa cattolica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Diocesi di Acerra.

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[10]; il comune appartiene all'omonima diocesi ed è suddiviso in otto parrocchie:

  • Gesù Redentore
  • Maria SS. Annunziata
  • Maria SS. del Suffragio
  • S. Alfonso Maria de' Liguori
  • S. Giuseppe
  • S. Maria Assunta nella Cattedrale
  • S. Pietro Apostolo
  • S. Carlo Borromeo

Chiesa evangelica[modifica | modifica sorgente]

L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica con quattro comunità:[11]

  • Chiesa Evangelica Pentecostale A.D.I.
  • Chiesa Evangelica Apostolica
  • Chiesa Evangelica, via Petrella
  • Chiesa Evangelica, via Catania

Tradizioni e folklore[modifica | modifica sorgente]

Pulcinella

ritratto di Paolo della Cerra detto Pulcinella[12]

Secondo la tradizione, riportata da un testo del '500, ed a un famoso dipinto attribuito a Ludovico Carracci, la città ha dato i natali alla celeberrima maschera di Pulcinella[13], assurta dai Napoletani a loro simbolo.

Nel castello dei Conti è presente uno tra i più ricchi musei dedicati alla maschera di Pulcinella (Sito Ufficiale). Oltre le numerose testimonianze sulla vita e la storia dell'icona napoletana, il museo si caratterizza per la sua multimedialità ed il coinvolgimento dei visitatori in rappresentazioni estemporanee con Pulcinella.

La 'processione' Altra storica tradizione è la rappresentazione della passione di Gesù del venerdì Santo, risale nella sua attuale configurazione a oltre un secolo fa, sebbene le sue origini siano molto più antiche, forse di epoca medioevale. La manifestazione si svolge con centinaia di figuranti con al seguito un coro di voci bianche e banda musicale, che intonano sempre la stessa melodia.

In qualche corte del centro storico si conserva ancora la tradizione di celebrare la morte di Carnevale. Il martedì Grasso, al centro del cortile, viene sistemato un letto funebre su cui è disposto un fantoccio di stracci e paglia che rappresenta "Vecienzo Carnevale", morto, secondo la tradizione, per aver ingurgitato troppo in fretta una polpetta. Nel primo pomeriggio alcune donne si raccolgono intorno al "defunto" ed intonano antichissime litanie, vere e proprie lamentazioni funebri i cui testi assumono toni ironici e bizzarri: Oi Vecié, e ‘i si sapevo ca tu murive t’accerevo n'ata vallina. Uhé, gioia soia!

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Acerra vanta una storica tradizione nell'ambito dei prodotti ortofrutticoli, alcuni dei quali hanno rappresentato in passato, e in parte rappresentano ancora oggi, delle vere eccellenze territoriali. Tra queste meritano rilievo il fagiolo cannellino detto 'dente di morto', per il quale è stato attivato un processo di valorizzazione; le "mammarelle" carciofi molto teneri; il 'pane di Acerra' è rinomato in tutta l'area metropolitana partenopea, e in passato è stata avanzata una proposta al fine dell'istituzione del titolo di 'Città del Pane'. Acerra è anche zona di produzione della mozzarella di bufala campana.

Persone legate ad Acerra[modifica | modifica sorgente]

TV e Stampa[modifica | modifica sorgente]

Ad Acerra sono presenti un'emittente televisiva (Tele Akery), e diverse testate giornalistiche (Tablò, Oblò Magazine, Il Gazzettino Locale, Il Granata, Il Caffè corretto e La Roccia).

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Pezzalunga

Si situa nel quadrante nord-orientale del territorio comunale di Acerra, a ridosso dei comuni di San Felice a Cancello, Nola e Marigliano e discosta dalle grandi vie di comunicazione. Abbastanza sviluppata è l'agricoltura e l'edilizia residenziale. La popolazione è di circa 700 abitanti: vi si trova un'antica chiesa dedicata a san Carlo Borromeo e un plesso di scuola materna ed elementare la cui direzione didattica è ubicata nel capoluogo.

Gaudello

Si situa lungo la vecchia strada statale 162, presso il confine con il basso casertano e conta circa 300 abitanti. Vi si trova l'unica struttura alberghiera di Acerra e un ufficio postale; la sua ubicazione favorisce iniziative commerciali.

Una navetta (circolare) assicura il collegamento di ambo le frazioni al capoluogo.

Economia[modifica | modifica sorgente]

veduta aerea di Acerra da una foto di Luigi Buonincontro

Vive soprattutto di terziario e di edilizia; l'agricoltura, una volta elemento trainante e di eccellenza del territorio, ha subito un ridimensionamento, anche a causa dei problemi legati all'inquinamento.

Storicamente la zona era tra le più fertili della penisola italiana, così come decantato dai poeti latini come Virgilio[14]. La fertilità del suolo era dovuta a diversi fattori, quali: origine da formazioni piroclastiche (dalle ceneri vulcaniche delle eruzioni) e presenza di acque sotterranee (falda acquifera poco profonda e sorgenti minerali). In passato era centro di interesse agricolo per tutto il basso casertano; dava lavoro a migliaia di contadini di Terra di Lavoro. Il Ptcp della provincia di Napoli la definisce zona industriale.

A marzo 2009, tra grandi polemiche, è stato inaugurato ad Acerra dal presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi un inceneritore tra i più grandi d'Europa.

Sport[modifica | modifica sorgente]

La squadra calcistica della città è l'Acerrana che milita attualmente nel campionato di Eccellenza Campania. Il colore della maglia è il granata ed il simbolo è il toro. Gioca le sue gare interne presso lo stadio Comunale di Acerra (capienza 5.000 spettatori circa). Ha militato in un campionato Interregionale negli anni 50, un campionato che all'epoca suppliva all'attuale serie C[senza fonte].

In città sono presenti due associazioni sportive di basket, il Basket Acerra e l'Akery Basket ASD Acerra, attualmente entrambe militanti nel campionato di Promozione Campania; è presente anche una società di volley e una di atletica leggera.

Di importante rilevanza il dojo Okinawa Club Karate del Maestro Bruno Russo Palombi.

Oltre allo stadio Comunale, vi è lo stadio Arcoleo (quartiere Tappia), una tendostruttura per il basket, e, un impianto per il tennis.

Personalità sportive legate ad Acerra[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2013
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Gaetano Caporale "Memorie storico-diplomatiche della città di Acerra e dei Conti che la tennero in feudo" Tip. Jovene, Napoli 1890
  4. ^ età del rame
  5. ^ a b tratta da poliorama pittoresco
  6. ^ DPR del 17/06/1999
  7. ^ Gaetano Caporale "Ricerche archeologiche, topografiche e biografiche sulla diocesi di Acerra" Tip. Jovene, Napoli 1893
  8. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Dati Istat
  10. ^ Diocesi di Acerra
  11. ^ :: Evangelici.net ::
  12. ^ ritratto attribuito al pittore Ludovico Carracci
  13. ^ Gaetano Caporale "Piccolo contributo alla ricerca su la origine e storia di Pulcinella"
  14. ^ Georgiche II, 224

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]