Mugnano di Napoli

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Mugnano di Napoli
comune
Mugnano di Napoli – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Città metropolitana di Napoli-Stemma.png Napoli
Amministrazione
Sindaco Luigi Sarnataro (PD) dal 14/06/2015
Territorio
Coordinate 40°54′15″N 14°12′28″E / 40.904167°N 14.207778°E40.904167; 14.207778 (Mugnano di Napoli)Coordinate: 40°54′15″N 14°12′28″E / 40.904167°N 14.207778°E40.904167; 14.207778 (Mugnano di Napoli)
Altitudine 125 m s.l.m.
Superficie 5,25 km²
Abitanti 34 537[1] (31-01-2015)
Densità 6 578,48 ab./km²
Comuni confinanti Napoli (circoscrizioni Piscinola e Chiaiano) Marano di Napoli, Calvizzano, Villaricca, Giugliano in Campania, Melito di Napoli
Altre informazioni
Cod. postale 80018
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 063048
Cod. catastale F799
Targa NA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 174 GG[2]
Nome abitanti Mugnanesi
Patrono San Biagio di Sebaste

(III secolo - 316 circa)

Giorno festivo 3 febbraio. La solenne processione in onore del Santo Patrono si svolge la domenica successiva.
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Mugnano di Napoli
Mugnano di Napoli
Posizione del Comune di Mugnano di Napoli nella città metropolitana di Napoli
Posizione del Comune di Mugnano di Napoli nella città metropolitana di Napoli
Sito istituzionale

Mugnano di Napoli (Mugnano 'e Nàpule in napoletano), già Mugnano di Capodimonte[3], è un comune italiano di 34.537 abitanti[4] appartenente alla città metropolitana di Napoli in Campania e annoverato tra gli antichi Casali demaniali[5] del Regno di Napoli.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Mugnano di Napoli occupa il settore sud-occidentale della periferia napoletana denominato comprensorio giuglianese o sub flegreo[6] incluso tra il versante meridionale della Pianura Campana e le falde settentrionali della collina dei Camaldoli.

L'altitudine è compresa tra 101 e 146 m s.l.m. degradando progressivamente lungo la direttrice nord-sud. In direzione est-ovest l'area è pressoché pianeggiante con un dislivello di pochi metri.

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

La successione geologica s'inquadra nello schema generale della cintura metropolitana con depositi vulcanici che hanno origine dai Campi Flegrei e, parzialmente, dal sistema Monte Somma-Vesuvio.

L'esame stratigrafico evidenzia materiali piroclasti quali pozzolana[7] humificata, tufo generalmente compatto, brecce, elementi lavici, xenolite di tipo lavico e cinerite relativa alle eruzioni vesuviane e a quelle flegree degli Astroni[8]. Concludono la sequenza, livelli di cenere, pomice granulare policroma, lapillo e sabbia.

La posizione orografica risulta favorevole in quanto svolge la funzione di spartiacque dell'assetto idrografico camaldolese. Quest'ultimo appare caratterizzato da ripidi torrenti i cui ammassi di fango o lave s'immettevano nel torrente di Camaldoli[9] percorrendo a nord la pianura in direzione di Giugliano in Campania e Melito di Napoli sino alla confluenza nel fiume Clanio[10].

La millenaria erosione delle acque nei banchi di tufo giallo flegreo ha generato solchi o cupe, e cavoni, profondi valloni tra pareti a picco[11].

A causa delle continue inondazioni che apportavano ingenti danni a campagne e fattorie, con la dinastia reale dei Borbone venne realizzato nella prima metà del XIX secolo un grande alveo artificiale, il Lagno[12], che attraversa Mugnano di Napoli ad ovest per una lunghezza di circa 1.5 km[13] sfociando in mare tra Licola e Varcaturo.

Le origini del nome

Secondo l'ipotesi più attendibile, il toponimo Munianum deriverebbe dal verbo latino munìre=fortificare[14] in relazione ad un insediamento fortificato bizantino (castrum munitum) posto ai limiti settentrionali del Ducato di Napoli[15]. Documenti antichi e cartografie varie riportano anche le denominazioni Mugnanum[16], Mungnanum[17], Mognano, Moiano e Mongano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

È presente il clima mediterraneo di tipo temperato caldo. Le estati sono lunghe e calde mentre gli inverni sono brevi, relativamente miti ma con intense precipitazioni tra ottobre e gennaio a causa dell'aria umida proveniente dal Mar Tirreno.

Le temperature medie invernali sono di solito inferiori ai 10 °C. Le medie estive sono di 26 °C con valori massimi che possono raggiungere i 30 °C[18]. Tuttavia, nel corso della grande ondata di freddo e nevicata del febbraio 1956 e dell'ondata di freddo del gennaio 1985, sono state registrate temperature minime di -4.5/5 °C. L'ondata di freddo del febbraio 2012 ha comportato fenomeni nevosi durati complessivamente dieci giorni.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sin da epoca remota le alture camaldolesi furono sedi idonee allo stanziamento umano come i limitrofi pianori e le zone di pseudo-piano. La scelta di questi luoghi fertili ed il controllo d'importanti itinerari naturali consentirono una graduale evoluzione dalle connotazioni migratorie silvano-pastorali a quelle stanziali agresti.

Fonti documentarie risalenti all'Alto Medioevo descrivono questi luoghi ancora immersi nell'estesa macchia mediterranea con selve, boschi, cedui, fratte e canneti misti a terreni agricoli e ai nuclei abitativi succedutisi nei secoli.

L’origine protostorica di Mugnano di Napoli è stata confermata, nel 2008, dal rinvenimento in contrada Senza Fegato[19] di ceramica dell'età del Bronzo Antico precedente la grande eruzione vesuviana delle pomici di Avellino verificatasi nel II millennio a.C.[20]. Tali resti si inquadrano nella facies culturale di Palma Campania con capanne a pianta rettangolare e recinti per animali domestici. Le attività di sussistenza si basavano prevalentemente sull'agricoltura e sull'allevamento[21].

In epoca classica (V secolo a.C.) il suo territorio si collocava in posizione strategica tra l'ambiente costiero e collinare, interessato dalla colonie della Magna Grecia, e l’entroterra campano occupato da autoctoni Italici ed Etruschi gravitando intorno ai grandi centri urbani di Cuma, Liternum, Pozzuoli, Napoli e Atella.

Il modello demografico che si propone vede una distribuzione di nuclei rurali sparsi e necropoli adiacenti con una massiccia frequentazione dalla metà del IV secolo a.C.[22].

Le sepolture, in prevalenza a inumazione, sono costituite da lastroni di tufo, tegoloni[23] o semplici fosse terragne. I corredi funerari presentano, di norma, ceramica acroma di produzione locale e a vernice nera accanto alla più pregiata ceramica campana a figure rosse.

Di particolare interesse archeologico, è una vasta area comprendente le contrade Napolano, Torricelli, Fiore, Epitaffio e parte di Cannito Piccolo[24].

La prima scoperta archeologica documentata risale al 1829 nei pressi della Masseria Monaco, l’odierna Villa Vulpes-Chianese, e consiste in alcune sepolture ascrivibili agli Italici Osco-Sanniti di inizi età ellenistica tra il IV secolo a.C. ed il III secolo a.C.[25].

Al medesimo periodo risalgono i resti di un insediamento rurale, unico esempio attestato in Campania, e una vasta necropoli composta da settanta sepolture, venuti alla luce in contrada Paparelle nel 1998[26]. Tali vestigia sono parzialmente inglobate nel piano-cantinato della Scuola Media Statale «Illuminato-Cirino» che costituirà il «Museo Ipogeo» in fase di completamento[27].

Durante la tarda repubblica romana (fine I secolo a.C.) raggiunse la più alta densità demografica in seguito all'espansione della colonia marittima di Pozzuoli, con una vasta dislocazione di villae e monumenti funerari collegati alla via Consolare Campana e uno sviluppo economico attestato sino alle invasioni barbariche del V secolo[28].

Un mausoleo di epoca imperiale (I secolo d.C.)[29] è utilizzato come cisterna nella Masseria Torricelli (fine XVI secolo) in via Antica di Chiaiano. Quest'ultima ripercorre un tratturo preistorico che acquistò un'importante funzione nel Medioevo collegando Napoli ai Casali della Liburia, l’odierna Terra di Lavoro[30].

Un ipogeo di I-II secolo d.C.[31] e una villa rustico-residenziale[32] di fine I secolo a.C.-III secolo d.C. sono stati rinvenuti rispettivamente in via Giacomo Brodolini[33] e via Giuseppe Di Vittorio tra il 1970 ed il 1990.

Resti della centuriazione sono individuabili nelle direttrici stradali: via Santa Maria delle Grazie; via Rolando Rossetti-via della Resistenza[34]-Cupa di Melito; via Murelle-via Roma[35]-via Armando Diaz-via Giacomo Brodolini; via Guglielmo Oberdan-Via San Lorenzo e, infine, via alveo Spinelli-Torricelli[36].

Lungo l’alveo di Camaldoli sorse nel V secolo l’abitato di Carpinianum con l’omonima chiesa campestre dedicata a San Giovanni Battista, una delle più antiche della periferia napoletana.

In seguito alle incursioni di Vandali, Eruli[37] e Ostrogoti[38] nella pianura e, più tardi, dei Longobardi nel tentativo di conquistare Napoli[39], gli abitanti di Carpignano cominciarono a trasferirsi dalla parte opposta dell'alveo i cui argini, probabilmente, erano abbastanza elevati da consentire un riparo adeguato.

Di conseguenza, venne fondato nel X secolo il Casale di Munianum[40] assieme alla cappella di Santa Maria Assunta al Trivio nei possedimenti della Chiesa dei Santi Severino e Sossio a Napoli[41].

Durante l'Illuminismo, Mugnano di Capodimonte fu sede di un importante Circolo di «Studi di Antichità» nel Palazzo dei Baroni Dentice di Accadia[42], cui prese parte il Marchese Michele Arditi, Direttore Generale del Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Regio Sopraintendente agli Scavi di Antichità[43].


Da un atto notarile (il più antico che riguarda la storia di Mugnano), redatto il 30 aprile del 955: dei proprietari terrieri cedono a un loro parente alcuni terreni presso una piscina in località Munianum[44]. Invece da un documento del 959: si viene a conoscenza dell’esatta posizione geografica di Mugnano, dell’esistenza della chiesa di Santa Maria e della località Canniti[45]


Il casale in passato era mèta delle migliori famiglie nobili napoletane, alcune delle quali vi si stabilirono. Nel 1260 risultò feudatario di questa terra, sotto re Manfredi di Svevia, Pietro de Alexandro, mutuatore in Afragola, figlio di Riccardo, appartenenti al Casato d'Alessandro, con residenze in Terra di Lavoro e Napoli ("Vindex Neapolitanae nobilitatis Caroli Borrelli,Napoli 1653 p.172). Storia documentata è che a Mugnano nacquero molti rampolli della casata Capece Minutolo, tra questi anche il primo ''Principe di Canosa'' Fabrizio Capece Minutolo (29 giugno 1684). Un figlio adottivo (come risulta da documenti del Tribunale di Napoli) di quest'ultimo, ovvero Fabrizio Riccardo Memola Capece Minutolo, fu Sindaco di Mugnano per ben due volte: dal 21 febbraio 1885 al 25 maggio 1888, poi dal 1º ottobre 1900 all'8 ottobre del 1909 e ciò risulta anche dall’elenco dei sindaci che hanno amministrato la città.

Su Mugnano hanno scritto: il rev. Francesco Gargiulo che nel 1982 diede alle stampe il suo 'Mugnano di Napoli fra storia e tradizioni' edito da Ferraro. Fu Parroco di San Biagio dal 1985 al 1992, anno della sua dipartita. Altro illustre cultore di memorie patrie è Giuseppe Capasso il quale nel 1990 regalò alla cittadinanza pagine memorabili con il suo Mugnano e Carpignano, la storia attraverso i documenti. Rosa Liccardo 'La fiaccola sul moggio', il cui lavoro ripercorre la vita e le opere della fondatrice dell'Istituto Sacro Cuore di Gesù di Mugnano. Di recente pubblicazione, invece, è il libro di Carmine Cecere "Il Ritiro del Carmine", nel quale è raccolto il manoscritto delle Suore Discepole di Gesù Eucaristico risalente al 1956. Il lavoro è composto da appunti di vita quotidiana della vita del convento, correlato da diverse fotografie storiche. Dello stesso autore troviamo pure "Mugnano d'inizio secolo ventesimo", nel quale vi è la mastodontica raccolta delle delibere di Giunta e del Consiglio comunale di Mugnano di Napoli degli anni 1901 e 1902. Inoltre, "Il Brigante Barbù" racconto a sfondo storico, Roma 2010; "Storie della storia a nord di Napoli", Roma 2010; "Mugnano d'inizio secolo ventesimo", Roma 2010; "In memoria dei soldati mugnanesi caduti nella grande guerra", Roma 2010; "Istituzione dello Stato civile a Mugnano di Napoli", Roma 2011; "I matrimoni mugnanesi del XIX secolo", Roma 2012.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Mugnano di Napoli ha, come propri simboli distintivi, lo stemma e il gonfalone[46].

Stemma comunale[modifica | modifica wikitesto]

Il vecchio stemma raffigura un mugnaio con un asino intento a girare una macina da mulino[47] mentre l'attuale è estratto dall'archivio di Stato di Napoli ed è conforme al sigillo del Comune di Mugnano di Capodimonte esistente nel fondo: "Voci di Vettovaglie" in Terra di Lavoro[48]:

« D'azzurro al tralcio di vite posto in banda abbassata sul fianco sinistro dello scudo, pampinoso di sei e fruttato di quattro, il tutto d'oro, sormontato da uno stiletto d'argento posto in palo manicato d'oro, ornamenti esteriori da comune »

Gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

« Drappo troncato, di giallo e d'azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento e caricato dello stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento: Comune di Mugnano di Napoli. Le parti di metallo ed i cordoni saranno argentati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati con bullette argentate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma del comune e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali frangiati d'argento »

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[49]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Dall'autunno 2010 è stata avviata la raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Nel mese di aprile 2011 ha superato il 67%.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Festività[modifica | modifica wikitesto]

Festa patronale[modifica | modifica wikitesto]

  • 3 febbraio e domenica successiva: festa del patrono San Biagio di Sebaste (III secolo - 316 circa), un cui busto è conservato nell'omonima e centrale chiesa parrocchiale.

Festa del Sacro Cuore di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

  • Terza domenica di ottobre. Centro di venerazione è una statua a figura intera del Cristo conservata nell'omonimo santuario cittadino, a sua volta annesso ai locali dell'orfanotrofio cittadino.

La kermesse conta almeno cento anni di vita e nasce inizialmente coll'intento di raccogliere fondi per l'orfanotrofio cittadino gestito dalle suore. Ben presto a tale iniziativa è però affiancata una serie di appuntamenti ludici collegati a Concerti Bandistici e Fuochi Pirotecnici Aerei che, nel corso del XX secolo, fanno di questa località una delle più affermate a livello nazionale in materia di Feste Patronali Esterne.

Fino a mezzo secolo or sono lo svolgimento di questa kermesse verteva essenzialmente su un triduo di preghiera precedente la terza domenica di ottobre, un lungo corteo processionale nel giorno principale della festa, Concerti Bandistici e Fuochi Pirotecnici Aerei rispettivamente di lunedì e martedì.

In seguito il Comitato organizzatore ha provveduto all'aggiunta di due ulteriori serate canore, colla conseguenza di protrarre la serie di appuntamenti ludici fino al giovedì.

Fra il 2005 e il 2009 si è poi sperimentata un'estensione della kermesse all'intera settimana successiva la terza domenica con, in particolare, lo spostamento dei Fuochi Pirotecnici dal martedì al sabato. Piogge e problemi logistici hanno poi fatto rientrare tale percorso di sperimentazione ripristinando lo sparo dei Fuochi Aerei al martedì e la conclusione degli appuntamenti esterni di nuovo al giovedì.

Spettacoli pirotecnici in occasione della festa del Sacro Cuore di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Viscerale è stato in passato il legame della comunità mugnanese colla Pirotecnica Aerea, sulla cui crescita ha poi iniciso pure l'istituzione della Festa del Cuore di Gesù. Tale legame si è espresso cogli anni in due direzioni.

Innanzitutto ha portato allo sviluppo di una vera e propria scuola di opifici pirotecnici retta da rinomate aziende a conduzione famigliare. Cicala, Vallefuoco, Liccardo, Schiattarella, Cimmino sono stati i cognomi a cui collegare quote occupazionali non irrilevanti e l'ampio risalto avuto dalla comunità mugnanese in giro per il mondo. Di difficile quantificazione è soprattutto l'ammontare dei riconoscimenti raccolti dappertutto da questi opifici durante l'intero secolo XX. Inoltre ha contribuito a dare ribalta nazionale alla festività patronale del Cuore di Gesù. In particolare il martedì successivo la III domenica di ottobre trasformava Mugnano nella capitale italiana dei Fuochi Pirotecnici Aerei (Notturni ma anche Diurni) data la capacità di far convogliare in questa singola località fino a 300.000 persone in una volta sola. Ma dalla seconda metà degli anni Novanta il comitato della festa è stato via via costretto a pesanti riduzioni per quantità e qualità dei rinomati spettacoli.

Emittenti radiotelevisive[modifica | modifica wikitesto]

  • Emittente televisiva Morgan TV.
  • Emittente radiofonica Radio Azzurra Napoli Doc con studi presso la struttura della Morgan TV.

Persone legate a Mugnano di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Caratterizzato in passato da una produzione cereagricolo-vinicola assieme a quelle più rinomate della canapa e del lino, Mugnano di Napoli vede, oggigiorno, colture prevalentemente frutticole tra le quali la melannurca campana e la ciliegia della pregiata varietà Arecca. Il Comune promuove lo sviluppo dell'artigianato calzaturiero, rinomato soprattutto negli anni Settanta, e il mercato ittico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico a Mugnano è affidato alle autolinee esercite da CTP e ANM.

Fra il 1902 e il 1960 la città era collegata col capoluogo di regione mediante un'apposita diramazione delle tranvie di Capodimonte.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

A dimostrazione della passione calcistica dei Mugnanesi, vi sono anche i numerosi esempi di calciatori, originari di Mugnano, impegnati nelle massime competizioni nazionali, tra cui ricordiamo il giocatore del Parma, Raffaele Palladino, nato e cresciuto nel rione "Zi Peppe"; nonché Giulio Migliaccio centrocampista dell'Atalanta. La squadra del Neapolis attualmente milita in Serie D.

Calcio a 5[modifica | modifica wikitesto]

Anche il Calcio a 5 è presente sul territorio con il Naples 1926 C5 che milita nel campionato regionale di Serie C1.

Pugilato[modifica | modifica wikitesto]

Nelle cronache sportive degli anni 70-80 figurano i due campioni d'Italia di pugilato: Mimmo Di Iorio e Gennaro Mauriello[50] e Assunta Agliata, la prima donna pugile in Europa[51]

Tennistavolo[modifica | modifica wikitesto]

Si registrano diversi campioni nel Tennistavolo come Rosaria Mauriello vincitrice di 19 titoli italiani e Ferdinando Coletta vincitore di 2 titoli italiani ed atleta della Società Sportiva A.S.D. Tennistavolo Galleria Auchan Mugnano fondata nell'anno 2000 dal compianto papà e presidente Giuseppe Coletta. Maurizio Massarelli in coppia con Alessandro Di Marino, vincono nel 2011 la medaglia d'oro a squadre ai campionati italiani juniores. nel 2013 Maurizio Massarelli vince la medaglia d'oro con l'Italia ai campionati Europei. Nel 2013, per la prima volta nella sua storia, Mugnano ha una squadra di Tennistavolo in serie A con lo Stet Mugnano. Gli incontri si svolgeranno nella palestra della scuola Filippo Illuminato in via Cesare Pavese.

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni anche le squadre di basket locali hanno ottenuto risultati soddisfacenti. L'A.S.D Basket Mugnano nel 2013 erano in serie C2 e hanno anche vinto la coppa italia della serie C2.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 gennaio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ «Praetermissa in Plautum. Queste osservazioni Plautine sono state messe insieme da me nell'anno Allense 1789, e propriamente dal dì 28 di aprile in poi; godendo dopo le mie non ignobili vicende dell'ozio letterario in Mugnano di Capodimonte, in casa del Cav. D. Francesco Dentice (di Accadia) mio amico». Cfr. Michele Arditi da Presicce. Moderno Umanista Salentino, in Rinascenza Salentina, A. 6, n. 4, n.s., 1938, XVI, Lecce, 1938, pp. 295-296.
  4. ^ Dato Istat al 31/01/2013
  5. ^ «Mugnano, Casale Regio di Napoli, da cui n’è distante miglia 4 incirca, situato in luogo piano, ove l’aria non è delle insalubri (...) In oggi è abitato da circa 4000 individui». Cfr. Giustiniani L., Dizionario Geografico Ragionato del Regno di Napoli: Mugnano, VI, Napoli, 1797-1816, Arnaldo Foni Editore, ristampa anastatica, Bologna, 1969-70. «Trentasei Casali circondavano il Distretto (di Napoli) in modo da servire negli antichi documenti a delimitarlo. Essi appartengono solo largamente alla Circoscrizione civile di Napoli, in quanto che avevano gli stessi privilegi della città, dei diritti sull'annona e sui dazi; ma si guidavano con Sindaci propri». Cfr. Capasso B., Monumenta ad Neapolitani Ducatus Pertinentia, Tomo II, Napoli, 1881, pp. 38-41,91-103. Il termine deriverebbe da Casàti, vale dire gli abitanti dediti alla coltivazione della terra. Cfr. De Seta C., I Casali di Napoli, Editore Laterza, Bari, 1984.
  6. ^ Contrariamente a quanto ritenuto in passato, dalla diverse eruzioni a partire dal VI secolo d.C. risulta che la caldera flegrea occupa una superficie molto più vasta. Rispetto ai precedenti limiti settentrionali fissati dalla Montagna Spaccata e Punta Marmolite, include i Comuni di Quarto e Villaricca prolungandosi verso Marano di Napoli, Mugnano di Napoli, parte di Qualiano e Giugliano in Campania sino a raggiungere i confini della provincia di Caserta. Cfr. Ruocco G., I Campi Flegrei, studio di geografia agraria in Memorie di Geografia Economica, Vol. XI, n° VI, Napoli, 1954, pp. 10-11.
  7. ^ La pozzolana è il litotipo più comune risalente al secondo e terzo Periodo Flegreo (da 35.000 a 500 anni fa).
  8. ^ Eruzioni denominate Astroni I-II del terzo Periodo Flegreo.
  9. ^ L'antico letto dell'alveo, conosciuto come il canalone, seguiva la direttrice Cupa dei Cani, via Ritiro del Carmine, piazza Dante (localmente Miezo 'o Llario=in mezzo al Largo), via Chiesa, via Armando Diaz (già via Majo), Piazza Cioto e via San Giovanni (già via San Giovanni a Carpignano). Da quest'ultima proseguiva per Giugliano in Campania attraverso via Cristoforo Colombo, mentre per Melito di Napoli lungo via Giovanni Gentile, via Giovanni Verga, Cupa Cannito (scomparsa in seguito alla realizzazione della Strada Provinciale 1) e Cupa di Melito. Cfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Planimetrie catastali cosiddette «borboniche», levate 1881,1882,1884 e aggiornamenti 1960, 1962.
  10. ^ Analogamente all'alveo Spinelli-Torricelli, l'antica Cupa del Pisciaturo citata in una novella di Giambattista Basile, che delimita il confine con Piscinola e Melito di Napoli. Cfr. Comune di Mugnano di Napoli, Ufficio tecnico comunale, L.R. 07.01.83: Piano Regolatore Generale-Indagini geologico-geognostiche della piana campana e del territorio di Mugnano di Napoli a cura di E. Cocco e P. De Rosa-Università degli Studi «Federico II» di Napoli, 1983.
  11. ^ Sia le cupe che i cavoni costituiscono una nota dominante dei Campi Flegrei e della Pianura Campana. Cfr. De Pasquale V., Misteri e simbologia delle tombe a camera del IV-III secolo a.C. esistenti a Napoli, Irace Print s.r.l., Napoli, 1980, pag. 5.
  12. ^ «Dietro le proteste e il danno continuo delle popolazioni proprio alle porte di Napoli (...) e dopo un primo tentativo compiuto nel 1817 per rettificarne il corso, regolare il bacino inferiore del Volturno, utilizzare le torbide durante le piogge, colmare alcuni stagni e paludi fra Licola e il lago di Patria (...) il 5 ottobre 1857 fu presentato alla Discussione del Consiglio Ordinario dello Stato il progetto di regolamento pel buon regime delle terre in pendio nei raggi delle opere di bonificazione che piacque al Re e, per volere di Lui, doveva essere tenuto presente nella discussione sulla legge forestale». A Mugnano di Napoli, il torrente di Camaldoli straripava nel tratto di Cupa dei Cani alle spalle della Chiesa del Ritiro del Carmine. Cfr. Ciasca R., Storia delle bonifiche del Regno di Napoli, Laterza, Bari, 1928, pp. 44, 108, 136, 167 e 226.
  13. ^ Tra via Giuseppe di Vittorio e Corso Italia rasentando via Orazio. Nonostante numerosi progetti di riqualificazione e recupero, questo tratto è stato parzialmente coperto con interventi della Regione Campania. Cfr. Il killer Camaldoli da: Il Mattino del 21 giugno 1988.
  14. ^ Rispetto al nome prediale di origine puteolana Minius o Munius proposto da Finamore E. in Origine e storia dei nomi locali campani, Arcolaio, Napoli, 1964, pag. 53 e riportato in Gargiulo F., op. cit. pag. 32.
  15. ^ Il Ducato di Napoli confinava con i Longobardi di Capua lungo il fossatum publicum che attraversava i Casali di Grumo Nevano, Casandrino, Melito e Paniscoculi (l'odierna Villaricca). Cfr. Gribaudi P., Sul nome «Terra di Lavoro» in Rivista Geografica Italiana, XIX (1907), pp. 193-210.; Cfr. Chianese D., Paniscoculi, pp. 39-40.
  16. ^ Cfr. Capasso B., Monumenta, op. cit., pp. 70-79.
  17. ^ Ibidem
  18. ^ http://www.ilmeteo.it/portale/medie-climatiche/Mugnano+di+Napoli
  19. ^ Cfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Pompei, D.Lgs. n° 42/04: Vincolo conservativo località Senza Fegato-via Eugenio Montale, Luglio 2008.
  20. ^ Eruzione avvenuta tra il 1880 e il 1680 a.C..
  21. ^ Sulla facies di Palma Campania vedasi: Albore Livadie C., L’eruzione vesuviana delle Pomici di Avellino e la facies di Palma Campania. Edipuglia, Bari, 1999.
  22. ^ Cfr. Giampaola D. e D’Henry G., Le necropoli dell’entroterra, in Napoli antica, Catalogo della Mostra, Napoli, Macchiaroli Editore, 1985, pag. 301.
  23. ^ Dette anche a cappuccina per la tipica forma a spiovente.
  24. ^ Cfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, D.Lgs. n° 431/85: Localizzazione delle aree di interesse archeologico nell'area nord-ovest della provincia di Napoli-Area n° 12. Successivamente, DD.LL. del 20.06.94, 09.12.02 e 21.03.05 (aree vincolate) e D.Lgs. 42/04 artt. 10,13,15 (aree da sottoporre a vincolo conservativo).
  25. ^ Le sepolture contenevano vasellame e alcune monete di Napoli e della colonia romana di Sessa Aurunca. Cfr. Ruggiero M., Degli scavi di antichità di terraferma dell’antico Regno di Napoli dal 1743 al 1876: Casandrino e Mugnano di Capodimonte 1761-1829, V. Morano, Napoli, 1888.
  26. ^ Cfr. Fabris D., Lungo il Torricello, un mausoleo di età romana in Mugnano di Napoli, Aurani, Giugliano in Campania (NA), 2000, pp. 21-22.
  27. ^ Cfr. Comune di Mugnano di Napoli. Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, D.Lgs. n° 490/99: Vincolo conservativo località Paparelle, 08.01.01. Questa pagina Wikipedia si avvale della consulenza dell'archeologo e storico locale Davide Fabris al quale si deve la scoperta dei resti archeologici di contrada Paparelle e la promozione del «Museo Ipogeo». Cfr. Comune di Mugnano di Napoli, Ufficio tecnico comunale, Progetto Culturale Polivalente «Oskoi-Arte e Cultura Napoli Nord» a cura dell'Associazione Studi Meridionali Onlus «N'Azione Napoletana» di Giugliano in Campania (NA), Delibera di Giunta Comunale n° 101 del 18.09.00.
  28. ^ Cfr. Camodeca G., Quarto Flegreo, ORPI Officina Grafica s.n.c, Napoli, 1980, pag. 5.
  29. ^ Descritto per la prima volta nel 1932 dal Regio Ispettore ai Monumenti Giacomo Chianese, il mausoleo presenta affinità con il coevo sepolcro denominato Ciaùrro situato nella villa comunale di Marano di Napoli. Cfr. Regia Soprintendenza alle Antichità della Campania e del Molise, Mugnano-Masseria Torricello. Relazione tecnica, 21.11.32 (Collezione privata Davide Fabris). Cfr. Comune di Mugnano di Napoli (NA), Ufficio tecnico comunale, Sovrintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, Legge 1089/39: Vincolo conservativo Masseria Torricelli e mausoleo funerario, 20.06.94.
  30. ^ Cfr. Fabris D., Lungo Il Torricello, op. cit., pag. 6.
  31. ^ Oggigiorno scomparso, fu rinvenuto durante gli scavi per la realizzazione del metanodotto ed è erroneamente definito "tomba a cassa (di tufo) risalente a più di un secolo a.C." in Gargiulo F., Mugnano di Napoli tra storia e tradizioni, Ferraro Editore, Napoli, 1980, pp. 26 e 46. L'archeologo Davide Fabris è in possesso di un rilievo architettonico del monumento di prossima pubblicazione. Era simile ai più noti ipogei di Melito di Napoli e Caivano. Cfr. Jossa Fasano A., Melito nella storia di Napoli, Grimaldi e C. Editori s.r.l., Napoli, 1978; Cfr. L'ipogeo di Caivano in Atti del Convegno di Caivano del 7 ottobre 2004, a cura di G.Libertini, Istituto di Studi Atellani, Frattamaggiore, 2005.
  32. ^ Comune di Mugnano di Napoli (NA), Ufficio tecnico comunale, Soprintendenza BB.AA. di Napoli e Caserta, Legge 1089/39: Vincolo conservativo tratto nuova strada di collegamento via dei Fiori-via Santa Maria a Cubito, 10.12.91.
  33. ^ Già via Cannito Piccolo indicata dal Gargiulo, op. cit., pag. 46 come Località Crocevia. Cfr. Comune di Mugnano di Napoli (NA), Ufficio Tecnico Comunale, Planimetrie catastali, cit..
  34. ^ Già via Toccare. Ibidem.
  35. ^ Già Largo S. Aniello. Ibidem.
  36. ^ Cfr. Fabris D., Lungo il Torricello, op. cit., pag. 23.
  37. ^ Vandali ed Eruli, devastarono la vicina Atella tra il 455 ed il 476.
  38. ^ Durante la sanguinosa guerra gotica (535-553) contro i Bizantini; Cfr. Procopio, De bello Gothico, I, 10.
  39. ^ Napoli venne assediata dai Longobardi nell’inverno del 581.
  40. ^ L’attuale centro storico, localmente ‘E bbèchere=i vicoli.
  41. ^ Cfr. Archivio Storico Diocesano di Napoli, Fondo Sante Visite, Cardinale Alfonso Gesualdo 1598, Vol. VIII, foglio 156.
  42. ^ L'attuale proprietà De Magistris in piazza Dante.
  43. ^ Cfr. Rinascenza salentina, op. cit..
  44. ^ in atto
  45. ^ Le attuali contrade Cannito Grande e Cannito Piccolo. Comprendono le omonime vie ridenominate nel 1086 via Aldo Moro e via Giacomo Brodolini
  46. ^ Stemma e gonfalone sono riconosciuti dal decreto del Presidente della Repubblica del 11.11.1974, registrato dalla Corte dei Conti il 17.12.1974, registro nº 10 foglio nº 37, trascritto nel registro araldico dell'Archivio Centrale dello Stato il 22.01.1975 nonché nei registri dell'ufficio araldico il 26.02.1975
  47. ^ Da cui l'etimologia popolare del toponimo antico Munianum da Ager Munianus=campo dei mugnai che si ritrova in Gargiulo F., op. cit., pag. 30.
  48. ^ Cfr. Fascio 128, fascicolo 3, pag. 45
  49. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  50. ^ gennaro mauriello il campione - YouTube
  51. ^ SUL RING C'È UNA DONNA - la Repubblica.it

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