Liternum

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Liternum
Ruins of Liternum, Lago Patria.jpg
Tempio di Liternum
Civiltà Romana
Utilizzo Città
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune Giugliano in Campania
Dimensioni
Superficie 85000
Amministrazione
Ente Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli
Visitabile si
Sito web cir.campania.beniculturali.it
Mappa di localizzazione

Coordinate: 40°55′15.94″N 14°01′48.46″E / 40.921094°N 14.030128°E40.921094; 14.030128

Liternum è un'antica città romana nella Campania, presso l'attuale Lago Patria, frazione del comune di Giugliano in Campania (NA). Essa dista 8 km dal comune di Villa Literno (CE), fino al 1927 denominato Vico di Pantano, con il quale non ha nessun legame rilevante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona era abitata già in epoca preistorica e successivamente da popolazioni di stirpe osca che, probabilmente, vi crearono una colonia, ampliata poi dai romani che nel 194 a.C. vi fondarono Liternum. La città si trovava sulla sponda sud del Lago di Patria (detto allora Literna Palus) presso la foce del fiume Clanis vicino alla Selva Gallinara. La colonia fu assegnata a dei veterani della seconda guerra punica, appartenenti all'esercito di Scipione l'Africano[1] che qui si rifugiò esule e vi morì nel 183 a.C. La sua tomba e la sua villa furono descritte da Seneca[2][3]. Nel luogo venne eretta la sua statua ed il sepolcro coll'epigrafe, osservata da T. Livio, in cui si leggeva: "Ingrata Patria nec ossa quidem mea habes". Successivamente, secondo la tradizione, fra le rovine della città vi si trovò un frammento della suddetta epigrafe, in cui si leggeva solo "... ta Patria nec..." e perciò tutto quel luogo prese il nome di Patria, e parimente il lago detto di Patria[4].

La città ebbe un notevole sviluppo in epoca augustea, ma soprattutto tra la fine del I ed il II secolo d.C., grazie alla realizzazione della Via Domiziana che, partendo da Sinuessa (nel territorio dell'odierna Mondragone), la collegava con i centri della costa campana ed in particolare con il porto di Puteoli, l'odierna Pozzuoli, dove la strada terminava.

Fonti di reddito erano la pesca e, probabilmente, l’utilizzo della sabbia del suo litorale, particolarmente fine e bianca, per la produzione dl vetro[5]. C’erano, inoltre, botteghe, laboratori artigianali, profumieri e diverse produzioni ceramiche[6]. La città fu anche sede vescovile dell’ecclesia Liternina o Patriensis[7], fino a quando si effettuò la traslazione, da Liternum a Napoli, delle reliquie di Santa Fortunata[8].

A partire dalla tarda età imperiale subì un progressivo abbandono. Dopo il IV secolo, a seguito di alluvioni e alcune invasioni barbariche la popolazione superstite migrò verso l'attuale centro storico di Giugliano[9]. Nel Medioevo la pianura intorno a Liternum divenne luogo di insediamento da parte dei monaci Benedettini.

Verso la fine dell’Ottocento vennero rinvenute alcune lapidi[10]. Nel 1930 il soprintendente Maiuri affidò all’ispettore onorario G. Chianese gli scavi per tentare di trovare la villa e la tomba di Scipione[11]. Nel 1932 sono stati portati alla luce alcuni resti dell'antica città relativi al Foro, il Capitolium, la Basilica ed il Teatro. Nel parco è presente anche l'Ara di Scipione l'Africano. Al di fuori delle mura cittadine sono stati individuati residui dell'anfiteatro (di dimensioni calcolabili in m. 85/90 x 65/70[12]) e la necropoli con la maggior parte delle sepolture di epoca imperiale.

Il Parco Archeologico[modifica | modifica wikitesto]

Grazie all'interessamento del comune di Giugliano, e con sovvenzioni ottenute tramite la Soprintendenza di Napoli, sono stati avviati una serie di interventi finalizzati alla realizzazione del Parco e museo archeologico di Liternum. Il primo lotto dei lavori è iniziato nell'Agosto del 2006.

Il Parco Archeologico di Liternum è stato ultimato nell'aprile 2009 dal Comune di Giugliano in Campania che assegnò per un certo periodo di tempo la custodia, piccola manutenzione, la gestione, la promozione del sito alla Pro Loco Litorale Domitio, ente di promozione turistica, culturale e sociale del territorio costiero della città.

Il parco fa parte della Riserva naturale Foce Volturno - Costa di Licola.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tito Livio 34, 45
  2. ^ Seneca, Epistulae Morales 86
  3. ^ Tito Livio 38, 52
  4. ^ AA. VV., A new guide of Naples, its environs, Procida, Ischia and Capri, Napoli, 1826, p. 387.
  5. ^ Giuseppe Camodeca, Liternum, in Supplementa Italica 25,, Roma, 2010, p. 22.
  6. ^ Gennaro Di Fraia, Liternum. Una storia da riscrivere, in "Sibilla Cumana", 2, luglio 2012, Napoli, pp. 23-24.
  7. ^ Raffaele Calvino, Diocesi scomparse in Campania : Cumae, Misenum, Liternum, Vicus Feniculensis, Volturnum, Napoli, 1969, pp. 71-74.
  8. ^ Raffaele Calvino, Diocesi scomparse in Campania : Cumae, Misenum, Liternum, Vicus Feniculensis, Volturnum, Napoli, 1969, pp. 111-118.
  9. ^ AA. VV., I centri storici della provincia di Napoli, Napoli, 2009, p. 140.
  10. ^ A. Avena, Literno. Rapporto sopra scoperte avvenute in Torre di Patria, comune di Giugliano, ritenuta la sede dell’antica città, in Notizie degli scavi di antichità, 1885, pp. 79-82, Roma.
  11. ^ Giuseppe Camodeca, Liternum, in Supplementa Italica 25, Roma, 2010, p. 27.
  12. ^ Giuseppe Camodeca, Liternum, in Supplementa Italica 25, Roma, 2010, p. 17.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]