Eboli

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Eboli
comune
Eboli – Stemma
Il centro storico di Eboli
Il centro storico di Eboli
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Massimo Cariello (Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, liste civiche) dal 13-6-2015
Territorio
Coordinate 40°37′01″N 15°03′23″E / 40.616944°N 15.056389°E40.616944; 15.056389 (Eboli)Coordinate: 40°37′01″N 15°03′23″E / 40.616944°N 15.056389°E40.616944; 15.056389 (Eboli)
Altitudine 145 m s.l.m.
Superficie 137,58 km²
Abitanti 39 997 (31-8-2015)
Densità 290,72 ab./km²
Frazioni Cioffi, Corno d'Oro, Santa Cecilia
Comuni confinanti Albanella, Battipaglia, Campagna, Capaccio-Paestum, Olevano sul Tusciano, Serre
Altre informazioni
Cod. postale 84025, 84020
Prefisso 0828
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065050
Cod. catastale D390
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ebolitani
Patrono san Vito
Giorno festivo 15 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Eboli
Eboli
Posizione del comune di Eboli all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Eboli all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Eboli (Jevule in dialetto ebolitano) è un comune italiano di 39 997 abitanti della provincia di Salerno in Campania. La città è conosciuta principalmente grazie al libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato ad Eboli, benché gli eventi dell'opera non siano ambientati nel comune campano, ma in Basilicata durante il regime fascista.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città è sorta sulle pendici del Montedoro, un contrafforte del gruppo montuoso Monte Raione - Monte Ripalta. Il territorio è per il 90% pianeggiante composto dalla pianura alluvionale del fiume Sele, che ne delimita il territorio a sud. La restante parte, collinare-montuosa, ricade nel Parco regionale Monti Picentini. Oltre al Montedoro comprende la zona collinare Monti di Eboli suddivisa fra il comune di Olevano sul Tusciano e quello di Battipaglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Eboli.
Le origini del nome

Il nome Eboli potrebbe derivare da Eu bòlos (ευ βώλος) buona zolla, o da un mitico fondatore: Ebalo, figlio della ninfa Sebeti e di Telone, re di Capri, menzionato da Virgilio alla fine del settimo libro dell'Eneide, dove dice: Oebale quem generasse Telon Sebetide Nympha. Si tratta, tuttavia, di ipotesi, non documentate da fonti scritte. Quando i Greci arrivarono ad Ebhura (trascrizione indoeuropea), trovando il nome simile a quello di numerose località pelasgiche della Grecia, la indicarono come "Efiùra katà Kampànian" (Εφύρα κατὰ Καμπάνιαν). Difatti, il nome "Efiùra" (Εφύρα), è l'antico nome di Corinto, "Efira". Un'ulteriore origine del nome potrebbe derivare da "Ευ πόλις", ossia "Buona città": la π, tramite un processo linguistico di labiovelarizzazione seconda, si sarebbe trasformata nella labiovelare β, dando origine a "Ευ βόλις", che sarebbe sfociato poi nella variante del Latino Medioevale "Ebolus", dunque "Evoli" e poi, infine, "Eboli".

Il territorio fu frequentato sin dalla preistoria, come testimonia il ritrovamento di una mummia neolitica in località Corno d'Oro.

Ricca di reperti archeologici rinvenuti in diversi siti dislocati sulle colline (numerosi sono i ritrovamenti corredi funerari risalenti all'eneolitico e all'età del bronzo, ritrovati su Montedoro), in Eboli risulta consolidata nei secoli successivi la presenza della Civiltà villanoviana. A partire dalla fine del V secolo a.C. fiorenti saranno i rapporti commerciali tra le popolazioni etrusche a nord e quelle greche a sud, tanto che Eboli divenne un centro di riferimento importante per le tribù lucane dell'entroterra, come testimoniato dalle numerose necropoli sparse lungo il perimetro del centro storico. Con l'arrivo dei romani e la costruzione della via Popilia (che congiungeva Capua a Reggio Calabria) Eburum divenne un importante e fiorente centro artigianale e commerciale, come dimostrano i resti di un antico quartiere artigianale (datato III-II secolo a.C.) dedito alla produzione di ceramica, grazie alla presenza di tre fornaci romane (uno piccola, una media e una grande) ubicate a pochi passi dal santuario dei SS. Cosma e Damiano. “…Terra antiqua, potens armis atque ubere glebae,…” così ne parla Virgilio nell'Eneide. Del IV secolo d.C. è la villa romana rinvenuta in località Fontanelle, distante meno di un chilometro dal centro. A testimonianza della grande vitalità di questo centro i romani concessero ad Eburum lo status giuridico di Municipium, ossia i suoi cittadini erano a tutti gli effetti cives romani ma mantenevano il diritto a governarsi con leggi proprie, come dimostra la stele eburina (oggi conservata presso il Museo archeologico della media valle del Sele). Il piedistallo di una statua al tempo dedicata al console Tito Flavio Silvano, ritrovata nel basamento dell'antica chiesa di S.Maria ad Intra nel centro storico, riporta in calce un'iscrizione in latino (un latino non perfetto, o forse già frammisto ad elementi di volgare) che definisce "Eburum, municipium romano".[senza fonte]

Resti di acquedotto medievale sui Monti di Eboli.

Con la caduta dell'Impero romano Eboli fu distrutta una prima volta da Alarico nel 410 d.C. e successivamente saccheggiata e devastata dai saraceni nel IX e X secolo. Ma gli insediamenti su Montedoro sopravvissero fino a quando giunsero in queste terre i Longobardi. Nel Medioevo fu identificata con il nome Evoli (nel dialetto locale ancora oggi persiste la forma Jévule, evidente eredità del nome medievale). La città in questo periodo storico diventa un caposaldo del sistema difensivo del Principato di Salerno con il suo imponente Castello, eretto da Roberto il Guiscardo, circondato da mura e dalle sue cinque porte. Numerosi furono gli interventi di recupero di antiche chiese e complessi monumentali attuati dai Normanni, ne è un esempio ancora tangibile la Badia di San Pietro alli Marmi, oggi sede del convento dei frati Cappuccini.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Campagna del Regno delle Due Sicilie. In questo periodo, con la creazione di un apposito istituto, fu avviata la bonifica degli acquitrini e delle paludi che ricoprivano vaste aree di territorio coltivabile della piana del Sele[1].

Per l'epoca delle lotte per l'Unità d'Italia, nel centro storico della città una targa ricorda ancora l'ospitalità che una famiglia locale concesse a Giuseppe Garibaldi (alcuni accenni sparsi raccontano anche che proprio a Eboli trovarono rifugio alcuni membri della spedizione organizzata da Carlo Pisacane, sopravvissuti all'eccidio di Sapri).

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Campagna.

La città è stata la sede di un discorso bellicoso di Benito Mussolini poco prima dell'inizio della Guerra d'Etiopia (discorso che il dittatore stesso ricorderà all'inizio della campagna italiana di Grecia)

Nel 1980, il terribile terremoto dell'Irpinia non risparmiò la città con il crollo di palazzi e il danneggiamento di scuole, la cui ricostruzione è stata completata solo al fine degli anni '90. Durante il sisma due ebolitani persero la vita.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
— 8 aprile 1999[2]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Martucci - Mauro - Cuomo (XV secolo).
  • Palazzo de Consulibus (XVI secolo).
  • Palazzo Paladino La Francesca (XV secolo).
  • Palazzo La Francesca (XVIII secolo)
  • Palazzo Romano Cesareo (XII secolo).
  • Palazzo Romano (XVII secolo)
  • Palazzo Campagna (XVI secolo).
  • Palazzo Romano (XIX secolo).
  • Palazzo Novella (XV secolo).
  • Palazzo Corcione (XV secolo).
  • Palazzo Zuccaro (XIX secolo)

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Colonna (XI secolo)

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Badia di San Pietro alli Marmi (1076).
  • Chiesa collegiata di Santa Maria della Pietà (XII secolo).
  • Santuario dei Santi Cosma e Damiano (Eboli) (XX secolo).
  • Monastero di Sant'Antonio abate (XIV secolo).
  • Cappella di Santa Maria ad Intra (X secolo).
  • Chiesa della S.S. Trinità - Ex Convento di Sant'Antonio di Padova (XII secolo).
  • Chiesa dei SS. Cosma e Damiano (1771).
  • Chiesa di San Nicola de Schola Graeca (XII secolo).
  • Ex Chiesa di San Lorenzo (XI secolo)
  • Chiesa di San Francesco - Ex Convento di San Francesco (XIII secolo).
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (XV secolo).
  • Chiesa di San Biagio (XIV secolo).
  • Chiesa di San Vito al Sele (X secolo).
  • Chiesa della Madonna della Catena.
  • Chiesa di Santa Maria del Soccorso.
  • Chiesa di Santa Margherita d'Antiochia (XII secolo)
  • Chiesa di San Giuseppe (XI secolo)
  • Chiesa di San Berniero (XVIII secolo)
  • Cappella di Santa Cecilia (X secolo)

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Monumento ai caduti in piazza della Repubblica (1924)
  • Leoni di piazza della Repubblica (1872)
  • Monumento a Vincenzo Giudice, maresciallo della Guardia di Finanza, vittima della rappresaglia nazi-fascista
  • Monumento a Carlo Levi lungo il viale Amendola.
  • Monumento al barone Matteo Ripa, missionario e sinologo.
  • Monumento al colonnello Calò.
  • Epitaffio del Regio Cammino di Matera (1797)

Aree archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

  • Villa romana di epoca imperiale in località Paterno.
  • Due tratti di cinta muraria del IV secolo a.C.
  • Area artigianale del IV-II secolo a.C. in zona SS. Cosma e Damiano.
  • Acquedotto romano sul Montedoro.
  • Fornaci romane

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Riserva naturale Foce Sele - Tanagro, sito di Interesse Comunitario IT 8050010 comprendente le fasce litoranee a destra e sinistra del fiume Sele e parte del litorale tirrenico.
  • Area Protetta Dunale Legambiente Silaris, comprendente parte della Riserva naturale Foce Sele - Tanagro.[3]
  • Area naturale di San Miele
  • Parco naturale comunale di San Donato

Sentieri nauralistici[modifica | modifica wikitesto]

  • Percorso dei mulini: percorso naturalistico e archeologico lungo 358 m così chiamato per la presenza di mulini e frantoi[4].
  • Percorso dell'acropoli: percorso naturalistico lungo 1190 m.[4].
  • Sentiero San Donato[4].

Grotte[modifica | modifica wikitesto]

Elenco delle cavità naturali presenti nel territorio comunale[5]:

  • Grotta Cozzolino
  • Grotta Tiranna
  • Grotta dei Morti
  • Grottone di Eboli
  • Grotta di Giacobbe
  • Caverna dei Tre Ingressi
  • Grotta dei Briganti

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[6]

Immigrazione straniera[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2011 a Eboli risultano residenti 2904 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono:[7]

Paese di nascita Popolazione (2007)
Marocco 834
Ucraina 326
Albania 109
Algeria 107
Polonia 90
Bulgaria 66
India 60

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana appartenenti principalmente alla Chiesa cattolica[9]; il comune appartiene alla forania omonima dell'Arcidiocesi di Salerno-Campagna-Acerno, suddivisa in sette parrocchie.

Chiesa Evangelica[modifica | modifica wikitesto]

L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica con una comunità fondat nel 1950 circa[10].

Altri culti[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova, con una sala del Regno[11].

A seguito dell'immigrazione, gli stranieri sono in maggioranza musulmani, originari del Marocco, dell'Algeria e dell'Albania; sono presenti anche ortodossi (Ucraina, Bulgaria) e induisti (India).

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Ad Eboli, nel 1954, è stato ritrovato l'eccezionale quadro del Caravaggio il "Martirio di Sant'Orsola".Il dipinto fu poi acquistato dalla Banca Commerciale Italiana (ora Banca Intesa) che lo conserva a Napoli.

La Curia Arcivesvovile di Salerno è proprietaria di due eccezionali opere provenienti da Eboli, dalla chiesa di San Francesco proviene la tavola di Roberto d'Oderisio e rappresenta una "Crocifissione", essa è del XIV secolo e da quella di Santa Maria della Pietà il dipinto con "L'Incoronazione della Vergine" dell'anonimo Maestro dell'Incoronazione di Eboli, opera della seconda metà del XV secolo. Entrambe le opere sono conservate nel Museo Diocesano di Salerno.Nello stesso Museo Diocesano "San Matteo" di Salerno vi è anche il dipinto, eseguito intorno al 1519, di Andrea Sabatini da Salerno raffigurante la "Madonna di Costantinpoli". L'opera proviene anch'essa dalla chiesa di San Francesco a Eboli ed è di proprietà della Curia Arcivescovile di Salerno.Nella chiesa di San Francesco a Eboli vi è un dipinto con "Santa Lucia con San Bonaventura e Santa Martire" di Paolo De Matteis e un dipinto raffigurante una "Crocifissione" di Nicola Maria Rossi, entrambi realizzati nella prima metà del XVIII secolo come pure vi è una statua della "Immacolata Concezione" in legno policromo di Giacomo Colombo di fine Seicento o inizi Settecento.Nella cripta del convento dei Frati Francescani Cappuccini di San Pietro Apostolo vi è un'interessante statua in legno policromo raffigurante "San Fedele da Sigmaringa" (o Sigmaringen) frate cappuccino martire, opera di Giacomo Colombo. Sulla base vi è incisa la data del 1690.

Stampa[modifica | modifica wikitesto]

  • "Il Saggio, mensile di cultura"
  • "Dialogo"
  • "L'eco del Santuralio dei Ss. Cosma e Damiano"

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Cristo si è fermato a Eboli[modifica | modifica wikitesto]

L'elemento di maggiore notorietà della cittadina resta comunque l'essere citata nel titolo del libro di Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli; con questa frase intendeva che era l'ultimo avamposto della civiltà, dato che ad Eboli si interrompeva la ferrovia, prima di una zona dimenticata da Dio (la Basilicata).

Nel 1984 è stato intitolato a Carlo Levi il Liceo Artistico di Eboli e una piazzetta lungo il viale.

Persone legate a Eboli[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

La città ha usufruito nel tempo di diversi piani regolatori:

Il Genovese, elabora un piano di ampliamento per l'intera città, come "dono che si facea da un patrio artista" per la sua "diletta terra natìa", costituente il primo passo verso il risanamento del nucleo originario, in modo da consentire all'esterno dell'abitato la preventiva sistemazione delle famiglie che avrebbero perso la propria casa per le demolizioni da operarsi all'interno: "ne conseguitava adottar si dovesse lo espediente primiero, come punto di partenza, d'avere un piano generale riordinatore dello esterno della Città coordinato all'interno, e con il maggior numero possibile di punti d'attacco, antiponendo forse alla bellezza inopportuna e superflua le vedute igieniche e di relazioni sociali con quanti ne stanno d'attorno in contatto o lontani" 8[12]. Infatti, altra considerazione del Genovese era quella che Eboli, per il recente passaggio della ferrovia nel suo territorio, veniva acquistando un'importanza sempre più considerevole per lo smistamento dei traffici dalla strada ferrata alle vie secondarie di comunicazione verso l'interno. Il 10 ottobre 1870, la progettazione viene abbandonata e sostituita da quella dell'architetto Francesco Paolo d'Urso, fratello dell'allora sindaco Raffaele[13].

  • Il Piano di Risanamento ed Ampliamento, dell'ingegnere Adolfo Giambarba, 1885.

Giambarba si limita a espandere l'abitato su tutti i lati per la profondità di un unico lotto, ad eccezione della zona della Ripa e di quella nei pressi di S. Maria della Pietà, in cui le condizioni orografiche (i fortissimi dislivelli per la prima e il fiume per la seconda) rappresentano delle soglie da superare non facilmente anche dal punto di vista dei costi di realizzazione. L'unica zona in cui l'ampliamento è più consistente e prevede la realizzazione di un nuovo schema stradale a scacchiera è quella che dal Borgo arriva al ponte di S. Biagio, estendendosi verso la collina di S. Antonio[14].

  • Il Piano Regolatore degli Orti Comunali, dell'ingegnere Diego Genovese, 1891.

Con deliberazione del 29 maggio 1890, il Consiglio comunale nominò per la formazione del piano l'ing. Diego Genovese, figlio del più illustre Gaetano. Dalla planimetria risulta che tutto il territorio di cui si è studiato il piano regolatore è di superficie circa metri quadrati 50.000. Tolte le strade da aprirsi, le piazze da crearsi, ecc. la restante zona è stata ripartita in nº 17 suoli, cioè 10 di prima classe e 7 di seconda, i quali tutti insieme rappresentano una superficie di metri quadrati 30.820, distinti in metri quadrati 19.923 di prima classe e metri quadrati 10.907 di seconda[15].

  • Il progetto delle scuole elementari del 1906 e il piano per la regolarizzazione e la vendita dei suoli edificatori di proprietà comunale del 1912, dell'Ingegnere Antonio Storniello.

Viene elaborato nel 1906 e poi approvato dal Ministero della Pubblica Istruzione il 7 gennaio 1910 il progetto per la "Nuova Casa della Scuola in Eboli". Si trattava, inizialmente, di un grande edificio ad U, per maschi e femmine, delimitante verso nord la Piazza dei leoni con un imponente prospetto lungo ben 90 metri, più un'ulteriore "Palazzina per asilo d'infanzia". In seguito, poiché così dimensionato avrebbe "sbarrato la prospettiva dello Stradone", fu scisso in due fabbricati identici, uno per le scuole maschili e l'altro per quelle femminili. Scrive lo stesso autore nella Relazione del progetto, a pag. 5: «Il motivo architettonico è in istile fiorentino, semplificato per i prospetti interni, nei quali sono incise le regolamentari finestre delle varie classi». I lavori per la realizzazione di questi edifici, che nel 1912 sono ancora in costruzione, rendono improrogabile la realizzazione di un piano che regolamenti, ma soprattutto incentivi, lo sviluppo urbano dell'area ad essi sottostante, di circa 95000 metri quadrati, limitati a sud dalla "rotabile provinciale per le Calabrie, ad est dalla Via Madonna delle Grazie, a nord dalla villetta pubblica e ad ovest dalla via S. Bernardino". Messo da parte quello prima esposto, opera di Diego Genovese, l'incarico viene affidato allo stesso autore delle scuole in costruzione, aspettandosi un lavoro "informato a criteri edilizi, igienici ed economici". Più che il risultato formale ottenuto dallo Storniello, in cui ancora una volta è riscontrabile l'influenza della prima pianificazione di Gaetano Genovese - la maglia ortogonale, la forma romboidale dell'incrocio delle due vie principali - , quello che caratterizza questo piano sono le funzioni a cui vengono destinate le due grandi aree a sud-est e a sud-ovest: rispettivamente assegnate alla fiera e alle industrie. Pertanto quella che doveva essere essenzialmente una zona di espansione residenziale acquista connotazioni legate anche allo sviluppo produttivo dell'intera città. Inoltre le strade vengono suddivise, per stimare il differente valore dei lotti, in quelle appartenenti alla prima categoria (lo Stradone, la sua mediana, i due assi obliqui), alla seconda (le vie discendenti parallelamente allo Stradone, ai fianchi degli edifici scolastici) e alla terza (i rimanenti percorsi). Ma probabilmente i tempi non erano ancora maturi, se alle ottimistiche disposizioni contenute nel Capitolato, tra cui "Qualora per un dato lotto vi siano più richieste, si aprirà fra i richiedenti una gara a norma delle vigenti leggi", seguirà dopo ben 9 anni, un avviso affisso per le strade di Eboli in cui il Sindaco rendeva noto che coloro i quali avessero desiderato "suoli gratuiti per l'edificazione di case popolari (coloniche ed operaie), avrebbero potuto presentare domanda e progetto, oppure scegliere tra i due depositati presso il Comune, compilati dall'ing. Storniello, per i due tipi di case.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

In base al 14º Censimento Generale della Popolazione e delle Abitazioni[16], i centri abitati principali sono:

Località:

  • Campolongo I: 100 abitanti 2 m s.l.m., situata lungo la SP 175, dista 17,89 km dal medesimo Comune di Eboli
  • Campolongo II: 185 abitanti 3 m s.l.m., situata lungo la SP 175, dista 17,64 km dal medesimo Comune di Eboli
  • Casarsa: 235 abitanti 92 m s.l.m., situata lungo la SS 19, dista 4,01 km dal medesimo Comune di Eboli
  • Fiocche
  • Tavernanova: 53 abitanti 15 m s.l.m., dista 11,61 km dal medesimo Comune di Eboli

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Viene prodotta in zona la mozzarella di bufala campana, per lo più da piccoli caseifici a conduzione familiare e ogni anno si svolge "Pianeta Bufala" sagra a livello nazionale ed internazionale, per ricordare questa perla bianca dell'allevamento. Altre aziende sono presenti nella produzione della pasta (Pezzullo appartenente al gruppo Newlat), dei mangimi e dei gelati. Molto recentemente ha aperto al pubblico il centro commerciale "Le Bolle" che ha un bacino di persone che comprende le città limitrofe. Apertura recente anche per l'outlet a San Nicola Varco, sempre nel territorio ebolitano, denominato "Outlet Village Cilento" (Eboli però non è geograficamente compresa nel Cilento), l'outlet più grande del Sud Italia. Ha un bacino di 6.000.000 di persone nell'arco di 90 minuti in macchina.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città è dotata di un'importante uscita autostradale sulla A3 Salerno-Reggio Calabria che funge da porta secondaria di accesso (dopo lo svincolo di Battipaglia) al Cilento. Le strade statali che attraversano il territorio comunale sono tre:

Il territorio comunale è attraversato da numerose strade provinciali; quelle di maggiore rilevanza sono le seguenti:

  • Strada Provinciale 30, Cornito, principale collegamento tra Eboli, lo svincolo autostradale, la SS18 e la litoranea;
  • Strada Provinciale 175a, Litoranea, arteria stradale di collegamento tra Salerno e Paestum;
  • Strada Provinciale 350, Innesto SP 29/a-Eboli, collegamento tra Eboli e Olevano sul Tusciano;
  • Strada Provinciale 417, Aversana, strada parallela alla SP175;

Altre strade provinciali sono:

  • Strada Provinciale 8 Bellizzi (torrente Vallimonio)-Innesto SP 135-Innesto SP 312-Innesto SS 18;
  • Strada Provinciale 195, Innesto SS 18-Innesto SP 30;
  • Strada Provinciale 204, Innesto SP 195-Innesto SP 308-Innesto SS 18;
  • Strada Provinciale 262, Innesto SS 18-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 308, Innesto SP 204-Innesto SP 30;
  • Strada Provinciale 312, Innesto SS 18-Innesto SP 8-Innesto SP 417-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 317 Falagato-Corneto;
  • Strada Provinciale 412, Acqua dei Pioppi;
  • Strada Provinciale 413, Innesto SP 417-Innesto SP 175;
  • Strada Provinciale 416, Innesto SP 417-Innesto SS 18(Eboli);
  • Strada Provinciale 426, Serracapilli.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

La mobilità è affidata, per quanto riguarda i trasporti extraurbani, alla società Sicurezza e Trasporti Autolinee - Sita Sud S.r.l. e alla Società Consortile Salernitana Trasporti.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito vengono elencati i primi cittadini del Comune, dal 1985 ad oggi, così come riportato nell'archivio del Ministero dell'Interno[17]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
6 settembre 1988 6 agosto 1990 Giuseppe Di Domenico Partito Socialista Italiano Sindaco [18]
12 febbraio 1993 28 aprile 1993 Francesco Mandia Partito Democratico della Sinistra Sindaco [19]
28 aprile 1993 7 giugno 1993 Vincenzo Ferraioli Commissario Prefettizio [20]
21 giugno 1993 19 settembre 1995 Antonio Morrone Democrazia Cristiana Sindaco [21]
19 settembre 1995 5 gennaio 1996 Gaetano Infantino Commissario Prefettizio [20]
5 gennaio 1996 24 giugno 1996 Gaetano Infantino Commissario Straordinario [20]
26 giugno 1996 16 aprile 2000 Gerardo Rosania Rifondazione Comunista Sindaco
15 maggio 2000 5 aprile 2005 Gerardo Rosania Centro-sinistra (Liste Civiche) Sindaco
5 aprile 2005 13 aprile 2010 Martino Melchionda Centro-sinistra (Liste Civiche) Sindaco
13 aprile 2010 30 settembre 2014 Martino Melchionda Centro-sinistra (Liste Civiche) Sindaco [22]
30 settembre 2014 30 ottobre 2014 Vincenza Filippi Commissario Prefettizio [20]
30 ottobre 2014 24 giugno 2015 Vincenza Filippi Commissario Straordinario [20]
9 luglio 2015 Massimo Cariello Lista Civica Ascolto Cittadino, Lista Civica Insieme per Eboli, Lista Civica Eboli Popolare, Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale, Nuovo PSI Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele e all'Autorità di bacino interregionale del fiume Sele.

Per quel che riguarda la gestione dell'irrigazione e del miglioramento fondiario, l'ente competente è il Consorzio di bonifica in Destra del fiume Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Stadio José Guimarães Dirceu

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio José Guimarães Dirceu.

Inaugurato nel 2001, con una capienza di 15.000 posti, ed intitolato al calciatore brasiliano Dirceu, scomparso nel 1995, che dal 1989 al 1991 aveva militato nell'Ebolitana.

Palazzetti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Palasele.

Ad Eboli è presente uno dei più grandi palazzetti dello sport al chiuso della Campania, il Palasele che ha una capacità di 8.000 posti a sedere.

Vicino a questo grande palazzetto dello sport ne è presente un altro più piccolo, il PalaDirceu che ospita solitamente partite di hockey, calcio a 5 o pallamano.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è la Società Sportiva Ebolitana 1925 che attualmente milita nel campionato di Eccellenza del Girone B in Campania.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

L'associazione tennistica di Eboli - con sede in via Majoli n. 1, presso la struttura della Polisportiva Feldi -, il Tennis Club Eboli, ha una storia recente ma già piena di risultati sportivi rilevanti, sia in ambito giovanile che senior. Dotata di 6 insegnanti tra maestri, preparatori fisici e psicologi, è l'unica associazione sportiva in Italia a curare in maniera specifica l'aspetto psicologico nei tennisti. La squadra principale maschile disputa la serie C con tutti ragazzi del vivaio. Anche la squadra femminile è composta esclusivamente da ragazze del vivaio e, attualmente, disputa il campionato di serie D1. L'associazione dedica estrema attenzione alla formazione dei giovani tennisti attraverso una metodologia di insegnamento - quella del minitennis - all'avanguardia ed organizzando continue manifestazioni, promozionali e federali, finalizzate a garantire ai suoi allievi il miglior percorso formativo possibile. A conferma della bontà del lavoro svolto, nel 2010 entrambe le squadre under 12 hanno raggiunto la final four nel rispettivo campionato regionale di categoria.

Hockey[modifica | modifica wikitesto]

La città di Eboli è nota anche per la squadra di hockey su pista, la CRESH Eboli (Circolo rotellistico ebolitana sporting hockey), che attualmente milita in serie A2.

Personalità sportive legate a Eboli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Battipaglia, 70 anni nella sua storia, Massa Editore 1999, pag.41
  2. ^ DPR 08.04.1999, Statuto del Comune di Eboli, art. 3
  3. ^ LEGAMBIENTE EBOLI » Proteggiamo la natura!
  4. ^ a b c Sic Fiume Sele - Itinerario ambientale
  5. ^ Grotte naturali della Campania, elenco catastale completo
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ Dati Istat
  8. ^ Sito della Croce Rossa Italiana
  9. ^ Arcidiocesi di Salerno - Campagna - Acerno
  10. ^ http://www.fiumedivita.it/operavds.php
  11. ^ Comune di Eboli: Altre confessioni religiose
  12. ^ GAETANO GENOVESE, Documenti contestanti la corrispondenza tenuta per opere di pubblico interesse nella Città di Eboli, p.4-5 Tip. All'insegna del Diogene, Napoli, 1872.
  13. ^ GAETANO GENOVESE, Documenti contestanti la corrispondenza tenuta per opere di pubblico interesse nella Città di Eboli, p.24-25 Tip. All'insegna del Diogene, Napoli, 1872.
  14. ^ Archivio Storico del Comune di Eboli.
  15. ^ Archivio Storico del Comune di Eboli; Delibera di Consiglio Comunale nº50 del 29 maggio 1890, p. 17.
  16. ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/4/2009
  17. ^ Ministero Dell'Interno - Anagrafe degli Amministratori Locali e Regionali
  18. ^ Dimissioni
  19. ^ Dimissioni del Consiglio
  20. ^ a b c d e Cessazione
  21. ^ Sospensione del Consiglio
  22. ^ Dimissioni della metà più uno dei consiglieri

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Sacco, Oltre Eboli : analisi di un dialetto, Lucca, Kentron Edizioni, 2003.

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