Arpino

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Arpino
comune
Arpino – Stemma Arpino – Bandiera
Arpino – Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLazio Coat of Arms.svg Lazio
ProvinciaProvincia di Frosinone-Stemma.png Frosinone
Amministrazione
SindacoRenato Rea dal 27-5-2013
Territorio
Coordinate41°38′49.38″N 13°36′41.58″E / 41.64705°N 13.61155°E41.64705; 13.61155 (Arpino)Coordinate: 41°38′49.38″N 13°36′41.58″E / 41.64705°N 13.61155°E41.64705; 13.61155 (Arpino)
Altitudine447 m s.l.m.
Superficie56,24 km²
Abitanti7 177[1] (28-2-2017)
Densità127,61 ab./km²
FrazioniAbate, Carnello, Civitavecchia, Collecarino, Vallefredda, Vallone, Vignepiane, Colle Lo Zoppo, Sant'Amasio, Forglieta, Scaffa
Comuni confinantiBroccostella, Casalattico, Casalvieri, Castelliri, Fontana Liri, Fontechiari, Isola del Liri, Monte San Giovanni Campano, Santopadre, Sora
Altre informazioni
Cod. postale03033
Prefisso0776
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT060010
Cod. catastaleA433
TargaFR
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)
Cl. climaticazona E, 2 123 GG[2]
Nome abitantiarpinati
PatronoMadonna di Loreto
Giorno festivo10 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arpino
Arpino
Arpino – Mappa
Posizione del comune di Arpino nella provincia di Frosinone
Sito istituzionale

Arpino (Arpinum in latino, Arpinë in dialetto laziale meridionale[3] nord-orientale), è un comune italiano di 7 177 abitanti[1] della provincia di Frosinone, nel Lazio. È uno dei centri più antichi e rilevanti sul piano culturale ed artistico della provincia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Arpino dall'acropoli di Civitavecchia; sullo sfondo, la Civita Falconara

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La città di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della media valle del fiume Liri, su di un sistema collinare ad un'altitudine di circa 450 m s.l.m. Il centro è dominato dall'acropoli, detta Civitavecchia (650 m)[4].

Nel territorio comunale si raggiunge un'altitudine massima di 837 m (località Montecoccioli) mentre l'altitudine minima è di 192 m s.l.m.[5] Il territorio, per lo più votato all'agricoltura (numerosi gli oliveti secolari) e tuttora scarsamente urbanizzato, è ricco di boschi[4].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è caldo e secco durante l'estate, con rare piogge pomeridiane dovute a cumulonembi provenienti dai vicini monti Ernici e monti Marsicani. L'autunno è fresco e moderatamente piovoso, con picchi di pioggia a seconda del disporsi delle correnti al suolo e delle configurazioni bariche. L'inverno è freddo e umido, poiché presenta tratti semi-continentali per via della presenza di inversione termica, che talvolta favorisce minime anche di alcuni gradi sottozero; la pioggia è abbondante in questa stagione, soprattutto con correnti disposte da ovest/sud-ovest; in inverno non mancano episodi nevosi: nella prima metà del febbraio 2012 ad Arpino caddero 60 cm di neve. La primavera è variabile, mite e moderatamente piovosa, con alternanza di periodi freddi e piovosi a periodi caldi e secchi; frequenti sono però le incursioni di aria fredda nella prima parte della stagione primaverile, con possibilità di nevicate e gelate tardive (queste ultime specie nella parte più bassa del comune). Frequente è la presenza di nebbia a valle (ma non nel centro storico), talvolta anche molto fitta ed estesa, soprattutto nelle stagioni autunnali,invernali e primaverili in nottate da irraggiamento notturno. In alcune occasioni la nebbia, anche nelle ore centrali del giorno, ma mai nel centro storico, rimane per l'intera giornata a valle, nell'area più bassa e pianeggiante del comune, con freddo-umido, marcata inversione termica e visibilità molto ridotta.

Il Castello della Civita Falconara visto da Civitavecchia in autunno

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Arpino (ovvero Arpinum nei tempi classici) si pensa derivi dal fatto che il paese visto dall'alto presenta una forma che ricorderebbe quella di un'arpa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non si conosce l'esatta età della fondazione di Arpino, anche se ritrovamenti archeologici[senza fonte] ne dimostrano le origini volsche, popolo di origini incerte (probabilmente gli antichi greci, fatto confermato dalla presenza di numerose famiglie che portano il cognome Greco) a cui sono connesse le vicende dei rostri del foro (preda romana dopo la battaglia navale al largo di Anzio) e di Coriolano.

Le tradizioni locali, e una serie di iscrizioni ancora visibili, fanno risalire la fondazione della città al dio Saturno o ai Pelasgi, analogamente alle altre città del Lazio meridionale cinte da possenti mura megalitiche e dette città saturnie.

Tale tradizione di fondazione, unitamente alla fierezza per i tanti figli illustri che hanno contribuito alla crescita e alla grandezza di Roma antica, è scolpita in una orgogliosa lapide in lingua latina posta sulla porta medievale di ingresso da est ad Arpino, detta Porta Napoli; la traduzione italiana suona così: O VIANDANTE, STAI ENTRANDO IN ARPINO, FONDATA DA SATURNO, CITTA' DEI VOLSCI, MUNICIPIO DEI ROMANI, PATRIA DI MARCO TULLIO CICERONE PRINCIPE DELL'ELOQUENZA E DI CAIO MARIO SETTE VOLTE CONSOLE. L'AQUILA TRIONFALE, PRESO IL VOLO DA QUI ALL'IMPERO, SOTTOMISE A ROMA TUTTO IL MONDO. RICONOSCI IL SUO PRESTIGIO, E VIVI IN SALUTE.

L'aquila trionfale di cui parla l'iscrizione, la quale spicca il volo "hinc ad imperium", è celebrata in una grande fontana monumentale in pietra calcarea, situata nel cuore della città in largo Angelo Conti, all'incrocio tra via del Liceo, via Caio Mario e via Civita Falconara (e a pochi metri dalla perduta porta di Civita delle mura megalitiche, oggi inglobate nei palazzi adiacenti), risalente probabilmente alla seconda metà del XVII secolo.

Lapide alla Porta Napoli, rivolta al viandante che entra nella Città
Porta Napoli
Fontana dell'Aquila Romana, simbolo di Arpino. Sullo sfondo, palazzo Conti-Pesce
Le mura ciclopiche all'interno della città di Arpino in una ricostruzione di mons. Luigi Ippoliti (1929)

Fu teatro e obiettivo di scontri tra Romani e Sanniti, fino ad essere conquistata dai primi nel 305 a.C. Due anni dopo ottenne la cittadinanza romana sine suffragio[6]. e divenne prefettura. Nel 188 a.C. ottenne definitivamente la cittadinanza romana.

La sua importanza crebbe fino ad ampliare il suo territorio che raggiungeva a nord-ovest l'attuale Casamari (anticamente Cereatae) e a sud Arce.

Gaio Mario ne fu illustre cittadino, e il suo nome è ancor oggi ricordato non solo nell'etimologia della località, allora arpinate, di nascita, Casamari (Casa Marii, per l'appunto), ma persino nell'etimologia della regione francese della Camargue (Caii Marii Ager), come sostenuto dallo storico francese Louis-Pierre Anquetil nella sua opera "Histoire de France" (ed. postuma 1833, tomo 1, pagg. 52 ss., ed. 1851-1853, tomo 1, pag. 40). La tradizione orale della città di Arpino sostiene che Mario, dopo aver sconfitto i Germani ad Aquae Sextiae (Aix-en-Provence) e nella battaglia dei Campi Raudii, all'apogeo della sua gloria, non dimenticasse la sua patria d'origine e, disponendo della Gallia transalpina come terra di conquista, donasse ad Arpino quei territori, le cui rendite servirono a mantenere i templi e gli edifici pubblici della città.

Con Silla iniziò la lenta decadenza della città, che si protrasse durante l'epoca imperiale.

Anche l'avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C.; egli è una vera gloria di Arpino, e la sua città fu spesso citata nelle sue opere con orgoglio e anche con nostalgia; in tempi moderni è stato dato il suo nome al corso principale della città, allo storico Convitto nazionale Tulliano, al Liceo Ginnasio Tulliano, alla Torre medievale dell'Acropoli di Arpino e a diverse altre istituzioni, circoli, scuole, persino persone; nella stessa Acropoli si narra esistesse una sua casa, presumibilmente nell'attuale via Cicera, adiacente al cosiddetto Muro Cicero, probabilmente appartenuta alla nobile ed estinta famiglia arpinate dei De Bellis fino al diciottesimo secolo, e ora ridotta a rudere, nonostante la famosa scrittrice e viaggiatrice Marianna Candidi Dionigi, nel suo diario di viaggio intitolato Viaggi in alcune città del Lazio che diconsi fondate dal re Saturno, edito a fascicoli intorno al 1809, a pagina 51, ritenga di aver individuato tale casa e la piccola via adiacente, composta di pietre simili nel taglio a quelle della via Appia, ne descrive l'emozione, loda gli arpinati per l'orgoglio che mostrano per tante vestigia, e ne riproduce persino l'allocazione nella sua bellissima Mappa di Arpino riportata nel volume predetto a pagina 46.

Pianta topografica della Città di Arpino (comprendente l'Acropoli) stampata sul volume "Viaggi nelle antiche città del Lazio" di Marianna Candidi Dionigi, del 1809/1812

Nell'Alto Medioevo le sue mura fortificate ne fecero un centro di rifugio e difesa dalle invasioni barbariche. In questo periodo Arpino fu più volte contesa tra il Ducato romano, il Ducato di Benevento, l'invasione dei Franchi (860), le scorrerie dei Saraceni. Dopo il 1000 divenne territorio dei Normanni, poi degli Svevi e del Papato e dovette subire due distruzioni: la prima nel 1229 con Federico II e la successiva nel 1252 a opera di Corrado IV. In questa seconda occasione i danni furono molto rilevanti: la città fu rasa al suolo e furono irrimediabilmente perdute molte delle antiche testimonianze romane. Gli abitanti trovarono rifugio nella vicina località fortificata di Montenero; oggi nella frazione omonima ci sono i resti di un'antica torre.

Nel 1580 Arpino entrò a far parte del Ducato di Sora, feudo parzialmente autonomo del Regno di Napoli. Il Ducato fu soppresso nel 1796 e con esso Arpino entrò a far parte prima del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie, fino al 1860. Entrò a far parte della Provincia di Terra di Lavoro, in Campania, fino al 1927, dopodiché, con l'istituzione della Provincia di Frosinone, divenne parte della nuova provincia.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Santa Maria di Civita

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • San Michele Arcangelo;
  • Santa Maria di Civita;
  • Sant'Andrea Apostolo;
  • San Vito Martire.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua cinta di mura poligonali, dette "ciclopiche" e datate al XIII secolo a.C., si apre una singolare porta nota come "arco a sesto acuto", propriamente un arco a mensola.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Acropoli di Arpino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]


Religione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Arpino

Gonfalone di Arpino[modifica | modifica wikitesto]

Il Gonfalone di Arpino è il palio dei quartieri e delle contrade di Arpino. La manifestazione folkloristica si svolge annualmente il sabato e la domenica dopo Ferragosto[8] e vede in gara tra loro i quartieri Arco, Civita Falconara, Ponte e le contrade Collecarino, Vallone e Vignepiane. Le gare sono precedute da feste di quartiere, da balli folkloristici e dalla sfilata in abiti della tradizione comunemente detta ciociara.

Il Gonfalone è assegnato sulla base dei risultati di 6 gare in cui si sfidano gli atleti dei quartieri e delle contrade partecipanti. Le gare della manifestazione sono[9]:
  1. corsa degli asini: gli animali vengono equipaggiati solamente con briglie e morso. La partenza è sul Corso Tulliano e l'arrivo in Piazza Municipio dopo 330 m. Tipicamente è l'unica corsa svolta nel pomeriggio del sabato, per avere il tempo di preparare gli animali.
  2. corsa con la carriola: la carriola, di legno con ruote in ferro, contiene un sacco di grano dal peso di circa 40 kg.
  3. corsa con la cannata: è l'unica gara riservata alle donne che trasportano sulla testa il tradizionale recipiente di terracotta colmo di acqua.
  4. corsa con il sacco: gli atleti gareggiano utilizzando un sacco di juta.
  5. corsa a staffetta: quattro atleti per squadra devono passarsi il testimone dopo aver effettuato l'intero giro del percorso che si snoda da Piazza Municipio, passando per la discesa in ciottoli di Via Aquila Romana, salendo su per il Corso Tulliano fino al ritorno in Piazza Municipio, per un totale di 610 m.
  6. tiro alla fune: ogni squadra è composta di 6 atleti, di cui 5 eseguono materialmente il tiro.
Durante le gare gli atleti indossano rigorosamente vestiti della tradizione locale (Alta Terra di Lavoro) e calzano le tipiche cioce, eccezion fatta per gli atleti del tiro alla fune che utilizzano calzature moderne per motivi di sicurezza.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Certamen Ciceronianum[modifica | modifica wikitesto]

Il Certamen Ciceronianum Arpinas è una gara di traduzione e commento di brani di Cicerone che si tiene tradizionalmente a maggio da diversi decenni.

Libro di pietra[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1984, grazie all'iniziativa del poeta Giuseppe Bonaviri, Arpino ospita una singolare antologia di poesie incise su lastre di pietra e installate in vari punti caratteristici nel paese e negli immediati dintorni[10][11][12].

Persone legate ad Arpino[modifica | modifica wikitesto]

Vi nacquero Marco Tullio Cicerone, Gaio Mario, Marco Vipsanio Agrippa ed il noto pittore rinascimentale Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino; in tempi moderni Arpino ha dato i natali tra l'altro al professor Pasquale Rotondi, noto come il salvatore dei capolavori dell'arte italiana durante l'ultima guerra mondiale; l'artista Umberto Mastroianni e il compositore Ennio Morricone sono inoltre cittadini onorari di Arpino, essendo le loro famiglie di origini arpinate e ancor oggi ivi radicate.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Tra le attività economiche più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di mobili in stile.[13]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Stazione di Arpino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente parte dell'antica provincia di Terra di Lavoro, nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Arpino passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone.

Acropoli di Arpino, arco a sesto acuto

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è Società Sportiva Dilettantistica Arpino che milita nel girone D della promozione. È nata nel 1954.

Softair[modifica | modifica wikitesto]

Il "Battaglione Cicero" nasce ad Arpino nel 2009, affiliato al circuito FISA, eredita dalla città il suo motto "Hinc Ad Imperium" e dal suo figlio più illustre il nome e il simbolo

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 28 febbraio 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, Garzanti, 1996, pagina 40.
  4. ^ a b Arpinoturismo.it Dove si trova, su arpinoturismo.it. URL consultato il 28 maggio 2010.
  5. ^ Comuni-italiani.it Arpino: clima e dati geografici, riscaldamento, su comuni-italiani.it. URL consultato il 28 maggio 2010.
  6. ^ Tito Livio, Ab urbe condita libri, X, 1.
  7. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Cosa è il Gonfalone
  9. ^ Le gare del Gonfalone
  10. ^ Libro di Pietra sul sito ArpinoTurismo.it
  11. ^ Lista dei libri di pietra di Arpino
  12. ^ Libri di pietra ad Arpino su GoogleMaps
  13. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 20.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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