Volsci

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Volsci
Carte GuerresRomanoVolsques 358avJC.png
Localizzazione / Migrazione (tappe) Popolo di epoca storica, abitatori della Penisola italica, migrarono dalla dorsale appenninica alla costa occidentale, nell'antica regione del Latium vetus/Latium adiectum.
Principali insediamenti capitali: Anzio ed Ecetra;
altre città: Velletri, Atina, Frosinone, Suessa Pometia, Satrico, Arpino, Fregelle, Sora, Terracina, Sezze, Priverno, Fabrateria Vetus e Cassino.
Periodo Dal VI secolo a.C.
Ceppo linguistico Indoeuropei: Osco-umbri
Lingua volsca
Popoli confinanti Latini, Ausoni,[1] Ernici

I Volsci erano un antico popolo italico di origini indoeuropee, riconducibile alle genti osco-umbre.

Etnonimo[modifica | modifica wikitesto]

Il nome dei Volsci deriva dalla radice vols, ritrovabile già nel nome di due città etrusche: dei Volsini Veteres e dei Volsini Novi.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Attraverso le valli appenniniche (ad es.: la valle del Liri fra il VI ed il V secolo a.C.) raggiunsero il mar Tirreno. Diedero luogo a due entità: dei Volsci ecetrani (abitatori dell'interno, con capitale Ecetra[3], in seguito scomparsa) e dei Volsci anziati (lungo la costa tirrenica).

Guerre con Roma[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Roma e le guerre con Equi e Volsci.

Furono fra i nemici più pericolosi della Roma arcaica, alleati frequentemente con gli Equi (mentre gli Ernici dal 486 a.C. in poi furono alleati di Roma). Secondo Tito Livio erano:

« ferocior ad rebellandum quam bellandum gens »
(Tito Livio, Ab Urbe condita libri, VII, 27.7.)


Almeno fino a quando non fu distrutta nel 495 a.C., la città più estesa e popolosa, tanto da poterne essere considerata la capitale, fu Suessa Pometia[4], e successivamente la capitale del territorio comandato dai Volsci anziati era Anzio (in origine un oppidum latino). In quel periodo abitavano un'area parzialmente collinosa e parzialmente paludosa nel sud del Latium, limitata dagli Aurunci e dai Sanniti a sud, dagli Ernici ad est e all'incirca dalla linea che da Norba e Cora, a nord, andava ad Anzio a sud.

Città[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ad Anzio, nel territorio volsco si trovava la città di Velletri, luogo di provenienza della famiglia di Ottaviano Augusto. Da questo insediamento abbiamo una breve iscrizione, comunque molto interessante, databile probabilmente intorno all'inizio del III secolo a.C.; è incisa su una piccola piastra di bronzo (ora al museo di Napoli), che una volta doveva essere fissata a qualche oggetto votivo, dedicato al dio Declunus (o la dea Decluna).

Volsca era Suessa Pometia[5], di cui Strabone racconta che il territorio della pianura pomentina costituì l'antico insediamento del popolo degli Ausoni; in seguito venne occupata dagli Osci-Volsci[1]. Dionigi racconta che Suessa era tanto vasta e popolata da poter essere considerata come la capitale dei Volsci.[6]

Altri centri erano Atina, Corioli, città madre dei Volsci[7], Frosinone, Longula, Satrico, Arpino (la città di Gaio Mario e di Cicerone), Fregelle, Sora (la città di Marco Attilio Regolo), Terracina, Sezze, Priverno, Ceccano, Cassino, quest'ultima nata però molto dopo rispetto alle altre e situata al confine tra il territorio volsco e aurunco.

Lingua[modifica | modifica wikitesto]

I Volsci parlavano il volsco, un linguaggio italico sabellico, strettamente imparentato all'osco e all'umbro, ma anche, più alla lontana, al latino. Il documento linguistico più importante è un breve testo inciso su una accetta miniaturistica rinvenuta a Satrico, datata alla prima metà del V secolo.

Personaggi volsci nella letteratura latina[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio virgiliano della vergine guerriera Camilla, nell'Eneide, è di etnia volsca. Camilla è figlia di Metabo, re della città di Priverno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Strabone, Geografia, V, 3,6.
  2. ^ G. Devoto, Per la storia linguistica della Ciociaria, La Ciociaria, pp. 4, 5 e 6.
  3. ^ Ecetra, come si evince dallo storico romano Livio, era stata colonia di Anzio: "...che Anzio era il centro delle operazioni, che a Ecetra coloni di Anzio tenevano apertamente delle riunioni; quello era il punto di riferimento, quelle le forze della guerra" (Tito Livio, Ab Urbe condita libri, III, 10).
  4. ^ Dionigi, Antichità romane, lib. VI, § 29.
  5. ^ Strabone, Geografia, V, 3,4.
  6. ^ Dionigi, Antichità romane, lib. VI, § 29.
  7. ^ Dionigi, Antichità romane, lib. VI, § 92.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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