Umbria

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Umbria
regione
(IT) Regione Umbria
Umbria – Stemma Umbria – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
In alto lo stemma della Regione rappresentante i tre ceri di Gubbio e in basso la Basilica di San Francesco ad Assisi, uno dei simboli dell'Umbria
In alto lo stemma della Regione rappresentante i tre ceri di Gubbio e in basso la Basilica di San Francesco ad Assisi, uno dei simboli dell'Umbria
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Logocomuneperugia.png Perugia
Presidente Catiuscia Marini (Partito Democratico) dal 30-3-2010
Data di istituzione 1970
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Umbria)Coordinate: 43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Umbria)
Altitudine 493 m s.l.m.
Superficie 8 464,33 km²
Abitanti 902 475 (01-05-2016)
Densità 106,62 ab./km²
Province Perugia, Terni
Comuni 92
Regioni confinanti Lazio, Marche, Toscana
Altre informazioni
Lingue italiano
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-55
Codice ISTAT 10
Targa PG,TR
Nome abitanti Umbri
Patrono San Francesco d'Assisi
PIL (PPA) 16.643,8 mln
PIL procapite (PPA) 23.368 [1]
Soprannome Cuore Verde d'Italia
Cartografia

Umbria – Localizzazione

L'Umbria e le sue province
L'Umbria e le sue province
Sito istituzionale
(LA)

« Umbrorum gens antiquissima Italiae existimatur, ut quos Ombrios a Graecis putent dictos, quod in inundatione terrarum imbribus superfuissent. Trecenta eorum oppida Tusci debellasse reperiuntur. »

(IT)

« La popolazione umbra è ritenuta la più antica d'Italia, si crede infatti che gli Umbri fossero stati chiamati Ombrici dai Greci perché sarebbero sopravvissuti alle piogge quando la terra fu inondata. È attestato che gli Etruschi sottomisero trecento città umbre »

(Plinio il Vecchio, Naturalis historia,)

L'Umbria (pron. [ˈUmbrja]) è una regione dell'Italia centrale di 902.475 abitanti, posta nel cuore della penisola. Con una superficie di 8.456 km² (6.334 la provincia di Perugia, 2.122 quella di Terni), è l'unica regione non situata ai confini politici o marittimi dello Stato.

L'idrografia offre il quarto lago naturale più esteso d'Italia, il Trasimeno, nonché il lago di Piediluco (condiviso col Lazio) e il bacino artificiale di Corbara. La Cascata delle Marmore, oltre ad essere una delle attrazioni più visitate della Regione, è anche la cascata artificiale più alta d'Europa.

In Umbria scorrono molti torrenti di ridotte dimensioni e numerosi fiumi: tra questi spicca il Tevere, che raccoglie quasi tutte le acque degli altri fiumi umbri. I maggiori tra questi sono il Nera (116 km), il Paglia (86 km), il Chiascio (82 km), il Topino (77 km) ed il Nestore (64 km). Spiccano tra i "minori" il Corno, il Fersinone, il Clitunno e vari torrenti.

Il capoluogo regionale è Perugia, le province sono Perugia e Terni; i centri maggiori, oltre ad essi, sono Foligno, Città di Castello, Spoleto, Gubbio, Assisi, Bastia Umbra, Orvieto, Marsciano e Todi. La regione confina ad est e a nord-est con le Marche, a ovest e a nord-ovest con la Toscana; a sud e sud-ovest con il Lazio. Inoltre, la regione comprende un'enclave, confinante con le Marche, che appartiene al comune di Città di Castello.

L'Umbria è caratterizzata da una spiccata varietà paesaggistica, in virtù del continuo susseguirsi di dolci e verdi colline e fondovalle fluviali. Questo articolato sistema orografico, che si identifica con le zone della Valle Umbra e della Valtiberina, nel settore orientale e meridionale della regione si innalza progressivamente con le dorsali montuose della Valnerina fino a superare i 2.400 metri (gruppo del Monte Vettore) nel massiccio dei Sibillini, condiviso con le Marche. Il variegato territorio regionale è costellato da città ed insediamenti ricchi di storia e tradizioni. La regione, abitata già in epoca protostorica dagli Umbri e dagli Etruschi, fu poi al centro della Regio VI - Umbria et Ager Gallicus dell'Impero romano. Con gran parte del suo territorio attuale incluso per secoli nel Ducato di Spoleto durante il Regno Longobardo, è stata successivamente ricompresa anche nello Stato Pontificio.

Con appena 92 comuni, l'Umbria è la regione d'Italia a statuto ordinario con meno comuni su tutto il territorio nazionale.

Le è stato dedicato un asteroide, 117093 Umbria[2].

È la regione italiana più apprezzata dai turisti. I suoi straordinari beni naturali, culturali e culinari sono risultati i meglio reputati dagli utenti iscritti ai portali turistici TripAdvisor, Expedia, Booking.com e i social network.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Altimetria dell'Umbria
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia dell'Umbria.
« Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte / nume Clitumno! Sento in cuor l'antica / patria e aleggiarmi su l'accesa fronte / gl'itali iddii »
(Giosuè Carducci, Odi barbare, 1877)

La regione offre un'ampia varietà di caratteri geomorfologici e paesaggistici attraverso il susseguirsi di vallate, catene montuose, altopiani e pianure, che costituiscono la caratteristica geografica dominante. Il territorio è prevalentemente collinare e montuoso.[4].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della regione è molto vario a causa delle differenze di altitudine. In pianura e collina è di tipo sublitoraneo o temperato mediterraneo d'altitudine, con siccità estiva, mentre nelle zone di montagna è di tipo temperato subcontinentale e, sulle quote più elevate, temperato fresco, con precipitazioni spesso notevoli soprattutto in primavera ed autunno[5]. Le temperature medie annue dei centri più importanti sono generalmente comprese fra gli 11,2 °C di Norcia ed i 15 °C di Terni passando per i 12,9 °C di Spoleto, i 13,1 °C di Perugia,per i 14,0 °C di Marsciano e i 14,2 °C di Foligno. L'altitudine gioca un ruolo importante: Norcia, a 604 m s.l.m. ha una temperatura media del mese più freddo (gennaio) di circa 1,1 °C mentre Perugia (493 m s.l.m.) e Spoleto (396 m s.l.m.) presentano valori di quasi 3° superiori (Perugia 4,0 °C). Terni è sicuramente la città umbra che vanta il clima invernale più mite (6,3 °C la media giornaliera in gennaio). Le temperature medie del mese più caldo (Luglio) variano fra i 21 °C circa di Norcia e i 25 °C circa di Terni (Perugia: 23 °C circa), ma con picchi che superano i 40° nella Valle Umbra. Le precipitazioni sono per lo più comprese fra i 700 ed i 1.100 mm (Perugia: 893 mm), ma sono ripartite in un numero di giorni piuttosto limitato: fra gli 80 ed i 100.

Fiumi umbri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Fiumi dell'Umbria.

I fiumi umbri sono tra i più lunghi del centro Italia, essendo la regione situata al centro della penisola; non a caso, vi scorre il terzo fiume più lungo d'Italia, il Tevere, del quale sono presenti importanti affluenti quali il Paglia, che scorre per 86 km e vi sfocia presso il comune di Orvieto, il Chiascio, che bagna l'Umbria settentrionale per 82 km, Il Nera che nasce nelle Marche e sfocia nel Tevere presso Orte dopo 116 km di percorso, il Nestore, che bagna l'Umbria centrale per 64 km e raccoglie le acque incontaminate del torrente Fersinone, lungo cui sono stati rinvenuti resti del Neolitico; vi è poi uno dei fiumi più puliti al mondo, il Clitunno, che dopo 60 km di percorso si getta nel Topino, lungo 77 km e tocca la città di Foligno per gettarsi infine nel Chiascio.

I Fiumi umbri con wiki - pagina classificati per lunghezza:

Posizione Fiume Lunghezza
1 Tevere 405 km
2 Nera 116 km
3 Paglia 86 km
4 Chiascio 82 km
5 Topino 77 km
6 Nestore 64 km
7 Candigliano 60 km
8 Clitunno 60 km
9 Corno 56 km
10 Chiani 42 km
11 Attone 36 km
12 Caina 30 km
13 Menotre 30 km
14 Naia 30 km
15 Puglia 30 km
16 Sovara 30 km
17 Fersinone 27 km
18 Assino 24 km
19 Faena 21 km
20 Tescio 20 km
21 Genna 19 km
22 Calvana 18 km
23 Anguillara 17 km
24 Caldognola 17 km
25 Rasina 17 km
26 Saonda 17 km
27 Serra 17 km
28 Formanuova 16 km
29 Tescino 16 km
30 Rio 15 km
31 Cestola 12 km
32 Fossatone 10 km
33 Ose 10 km
34 Faenella 8 km
35 Mansolino 7 km
36 Fosso di Sant'Andrea 4 km
37 Fosso delle Lame 3 km
38 Fosso dè Pozzi 1,5 km

Alluvioni[modifica | modifica wikitesto]

L'Umbria è stata segnata dalle alluvioni, in particolare dal Tevere, che nel 1950 straripò ben 37 volte. Negli ultimi anni, però, oltre al Tevere si sono fatti sentire anche il Nestore, che con la piena del 12 novembre 2012 ha toccato la portata straordinaria di 1002 metri cubi d'acqua al secondo, nonché il Paglia, che nella stessa occasione ha toccato i 1100 metri cubi d'acqua al secondo.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette dell'Umbria.

I parchi naturali regionali in Umbria sono sei, dei quali cinque in provincia di Perugia ed uno in provincia di Terni. Nella fattispecie sono:

A questi va aggiunto il Parco nazionale dei Monti Sibillini che è condiviso con la regione delle Marche, dove ha sede l'ente parco.Il territorio è prevalentemente collinare(70,7% )

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune più grande (in superficie) dell'Umbria è Gubbio, il quale, nonostante i soli 32.216 abitanti, risulta essere il settimo comune più grande d'Italia.

Comprensori[modifica | modifica wikitesto]

L'Umbria fino al 1927

Il territorio umbro fu diviso, negli anni settanta, in 12 comprensori, all'interno di ciascuno dei quali si osserva un certo grado di omogeneità a livello geografico e orografico, linguistico-dialettale e turistico. Essi sono[6]:

Circondari[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente gli ambiti sub regionali furono ridotti a 3 grandi circondari: Perugia, Foligno e Terni. Attualmente vi sono 4 circondari, chiamati A.T.I. (Ambiti Territoriali Integrati) e sono[7]:

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Cesaroni sede della regione.

I Comuni più abitati dell'Umbria

Posizione Nome città Provincia

di appartenenza

Numero

abitanti

1 Perugia PG 175.196
2 Terni TR 110.429
3 Foligno PG 57.042
4 Città di Castello PG 39.886
5 Spoleto PG 38.214
6 Gubbio PG 32.165
7 Assisi PG 28.360
8 Bastia Umbra PG 21.812
9 Corciano PG 21.317
10 Orvieto TR 20.594
11 Marsciano PG 20.174
12 Narni TR 19.757
13 Todi PG 16.816
14 Umbertide PG 16.691
15 Castiglione del Lago PG 15.498
16 Gualdo Tadino PG 15.147
17 Magione PG 14.852
18 Amelia TR 11.896
19 San Giustino PG 11.286
Le province dell'Umbria

Comune meno abitato[modifica | modifica wikitesto]

Città Popolazione
(ab)
Poggiodomo (PG) 117

Cittadini stranieri[modifica | modifica wikitesto]

In Umbria, secondo i dati dell' ISTAT[8] al 1º gennaio 2016, la popolazione straniera residente era di 96.875 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione straniera residente sono:

Romania Romania 26.134 (27%)

Albania Albania 14.843 (15,3%)

Marocco Marocco 9.829 (10,1%)

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia dell'Umbria.

L'Umbria venne abitata in epoca protostorica dagli Umbri e dagli Etruschi. Nel 672 a.C. viene fissata la fondazione di Terni. Nel 295 a.C. dopo la battaglia di Sentino fu conquistata dai Romani, che vi stanziarono alcune colonie e ne attraversarono il territorio con la via Flaminia (220 a.C.). Vi ebbe luogo la battaglia del Trasimeno durante l'invasione di Annibale nel corso della seconda guerra punica e Perugia venne espugnata e data alle fiamme nel Bellum Perusinum, durante la guerra civile tra Marco Antonio e Ottaviano nel 40 a.C.

Teatro romano di Gubbio

Il territorio della regione, dopo la fine dell'impero romano vide le lotte tra Ostrogoti e Bizantini e la fondazione nella parte orientale della regione del longobardo ducato di Spoleto (indipendente tra il 571 e la metà del XIII secolo). Ai Bizantini rimase comunque il cosiddetto corridoio bizantino, striscia di territorio estesa lungo il corso del Tevere e lungo quello del Nestore, dove oggi si colloca Morcella di Marsciano e facente capo all'Esarcato di Ravenna. Carlo Magno conquistò la maggior parte dei domini longobardi e li cedette al Papa. Le città conquistarono una certa autonomia e furono spesso in guerra tra loro, inserendosi nel più generale conflitto tra papato e impero e tra Guelfi e Ghibellini.

Nel XIV secolo nacquero diverse signorie locali che furono quindi assorbite dallo Stato Pontificio, sotto cui la regione rimase fino alla fine del XVIII secolo. Nel 1441 papa Eugenio IV cede Sansepolcro alla Repubblica fiorentina, e la città passa così dall'Umbria alla Toscana. Con le vicende successive alla Rivoluzione francese fece parte della Repubblica romana (1798-1799) e dell'Impero napoleonico (1809-1814). Nel 1860 a seguito dei moti risorgimentali la regione entrò a far parte del Regno d'Italia.

Principali resti archeologici della preistoria e protostoria umbra[modifica | modifica wikitesto]

La prima delle sette Tavole eugubine, che permisero di comprendere in parte la lingua degli antichi umbri
Museo archeologico dell'Umbria
Museo archeologico di Colfiorito

Nel Museo archeologico nazionale dell'Umbria e al Museo "Claudio Faina" di Orvieto e del Museo archeologico di Colfiorito sono conservati numerosi reperti preistorici che attestano come l'Umbria cominciò ad essere abitata già dal paleolitico. In particolare la statuetta, nota come "Venere del Trasimeno", rinvenuta nei pressi del lago Trasimeno è risalente al paleolitico superiore. A Poggio Aquilone di San Venanzo (TR) e nelle frazioni di Marsciano, Morcella e Migliano sono state rinvenute tombe appartenenti al neolitico superiore lungo il corso del torrente Fersinone,affluente di destra del Nestore. La "Buca del Diavolo" profonda 8 metri con 7 metri di acqua cristallina del Fersinone che si snoda tra la frazione di San Venanzo, San Vito in Monte, Parrano e Migliano (Marsciano), complesso carsico alle pendici dei colli a nord del Monte Peglia, costituiscono uno dei più interessanti siti archeologici della preistoria umbra, presenti anche sul corso del Calvana, altro affluente del Nestore, seppur in maniera ridotta, ai piedi di Rotecastello. Abitate sin dal Paleolitico Superiore, i reperti archeologici rinvenuti al loro interno a partire dai primi scavi del Calzoni (attorno agli anni trenta), testimoniano la presenza di una notevole industria litica. Al periodo di transizione dall'età del bronzo a quella del ferro è riferibile il sepolcreto di Monteleone di Spoleto, famoso soprattutto per aver riportato alla luce lo splendido carro bronzeo laminato d'oro, oggi conservato al Metropolitan Museum di New York. Famosi i resti celtici di Carsulae nei pressi di Terni.

Molto importante per la comprensione degli antichi Umbri sono le Tavole eugubine, sette tavole bronzee con testo redatto in lingua umbra ma con alfabeto latino. Il loro rinvenimento permise di comprendere in parte l'antica lingua.

Vista l'enorme importanza delle Tavole eugubine, Giacomo Devoto, uno dei più importanti glottologi e linguisti del Novecento, le definì:

« … sono il più importante testo rituale di tutta l'antichità classica. Non possediamo nulla di simile né in lingua latinagreca: per trovare paralleli, bisogna ricorrere a letterature del vicino o lontano Oriente. »
(Giacomo Devoto, Le tavole di Gubbio)

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1º gennaio 1948, ex art. 131 della nostra vigente Costituzione, l'Umbria è una regione ad autonomia ordinaria della Repubblica Italiana, ma solo con la legge n. 281 del 1970 furono attuate le sue funzioni.

L'Umbria comprende due province:

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Conferita il 11/10/2010:

Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia al merito di I classe della Protezione Civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi del ai sensi dell'art.5, comma 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 19 dicembre 2008.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Economia dell'Umbria.

Oggi l'economia della regione basa la sua forza su quattro comparti specifici: industria, artigianato, agricoltura e turismo.

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[9] prodotto nell'Umbria dal 2000 al 2006

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro)
16.537,0 17.520,0 17.824,3 18.316,9 19.257,9 19.765,7 20.631,1
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro)
20.105,8 21.231,2 21.469,9 21.777,3 22.563,4 22.892,9 23.703,0

Di seguito la tabella che riporta il PIL[9], prodotto in Umbria ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 403,0 1,95% 1,84%
Industria in senso stretto € 3.671,8 17,80% 18,30%
Costruzioni € 1.404,8 6,81% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 4.094,4 19,85% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 4.545,1 22,03% 24,17%
Altre attività di servizi € 4.202,4 20,37% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 2.309,7 11,2% Il settore economico più sviluppato è il settore terziario o terziario avanzato PIL Umbria ai prezzi di mercato € 20.631,1

Il confronto tra il dato regionale e il dato nazionale, espressi in termini percentuali, evidenzia una maggiore incidenza nell'economia regionale, rispetto alla media nazionale del settore delle costruzioni e degli altri servizi, tra i quali sono compresi i servizi della Pubblica Amministrazione, della Sanità e dell'Istruzione.

L'Umbria, considerando il PIL pro capite, risulta inoltre la regione meno sviluppata dell'Italia centrale, con differenze sostanzialmente negative a confronto con tutte le regioni confinanti. Tuttavia, fa ben sperare per il futuro la recente crescita che, attestandosi al 2,3% del PIL per l'anno 2007[10], risulta la più alta d'Italia, superiore anche a quella del Nordest, tradizionale motore economico della penisola. Il settore economico più sviluppato è il settore terziario o terziario avanzato.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Trasporti dell'Umbria.

L'Umbria può contare su un certo numero di strade e linee ferroviarie, che la raccordano con le vicine regioni e con città come Roma e Firenze. Le vie principali della regione sono la E45 (anche detta Orte-Ravenna) attraverso i rami SS3 Tiberina bis e SS375, la SS75 Centrale Umbra che collega Foligno al nodo viario di Perugia, la SS3 Flaminia, che collega Roma con la città di Fano, e la SS77 Val di Chienti - Traforo del Cornello, che parte da Foligno per giungere a Civitanova Marche. Soltanto il territorio orvietano e il basso ternano sono attraversati dall'A1, unico tratto autostradale presente in Umbria. Vi sono anche le linee ferroviarie Roma-Ancona e Roma-Terontola. In territorio regionale vi sono due aeroporti, a Perugia e Foligno (quest'ultimo non utilizzato per il trasporto dei passeggeri). Si possono individuare tre nodi viari: a Foligno, a Perugia e a Terni. Il mezzo più usato è l'automobile. L'azienda di trasporto pubblico più importante è Busitalia-Sita Nord.

Arte e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Spiritualità e santuari[modifica | modifica wikitesto]

Altare nella Basilica inferiore di Assisi.

L'Umbria mistica nasce con quello che sarà il fondatore del monachesimo: San Benedetto da Norcia (480-547). I monasteri da lui creati hanno fatto la storia e la cultura della religiosità. In Umbria i monasteri più importanti sono San Pietro, a Perugia, Sassovivo, nei pressi di Foligno, Santa Maria di Valdiponte, a Montelabate vicino a Perugia, San Benedetto del monte Subasio, nei pressi di Assisi, San Salvatore di Monte Corona e l'abbazia di Petroia, nei pressi di Città di Castello.

Nel XIII secolo ad Assisi nacquero due figure importanti per il cattolicesimo: san Francesco (1182-1226) e santa Chiara. Gli splendidi affreschi di Giotto, Cimabue, Pietro Lorenzetti e Simone Martini, presenti nella basilica assisana, fanno ben comprendere la potenza della religiosità medioevale e il fervore mistico del tempo. A Todi, nella cripta della chiesa di San Fortunato, riposa Jacopone da Todi, seguace di san Francesco. A Marsciano, nella chiesa di San Giovanni Battista, riposa il cardinale Francesco Satolli, e nel comune marscianese, a Cerqueto riposano le spoglie di Mariangelo da Cerqueto, seguace cristiano ispiratosi a San Francesco d'Assisi; Noto a tutto il mondo come Frate Indovino, nato nella frazione marscianese. A Morcella, sempre nel comune di Marsciano vi sono reperti appartenuti a frati benedettini che hanno conosciuto San Benedetto da Norcia. Si trovavano nella chiesa di Santa Croce, o del Santo Martirio.

Ai monasteri benedettini e francescani si aggiunge la basilica e il monastero di Santa Rita a Cascia, mentre a Terni troviamo la basilica dedicata a san Valentino, vescovo ternano decapitato a Roma nel 273.

A Gubbio, nella basilica in cima al monte Ingino, riposa la salma di Sant'Ubaldo, il santo patrono della città, che viene onorato dagli eugubini ogni 15 (e 16) Maggio con la celebre Festa dei Ceri.

Vanno infine citati san Rinaldo di Nocera Umbra, san Ponziano di Spoleto, san Feliciano di Foligno, e ancora la beata Angela da Foligno, santa Chiara da Montefalco, san Rufino di Assisi, ed il Beato Angelo di Gualdo Tadino. Meritano una citazione anche Madre Speranza, fondatrice dell'ordine dei "Figli e ancelle dell'Amore Misericordioso", sepolta a Collevalenza di Todi, e la beata Giovanna da Orvieto, protettrice delle sarte e delle lavoranti dell'ago.

Numerosi i santuari mariani, tra cui quelli di Santa Maria delle Grazie a Città di Castello (sec. XV); Madonna del Transito a Canoscio e Santa Maria della Stella presso Montefalco (entrambi del sec. XIX); Santa Maria a Petriolo; Madonna de La Salette a Salmata[11], presso Nocera Umbra; e i due dedicati alla Madonna di Fatima a Città della Pieve e Renzetti (del sec. XX).

Da ricordare, infine, la cattedrale di Amelia dove sono riposte le reliquie di santa Firmina, e la chiesa parrocchiale di Sambucetole dove vi è deposto il corpo di san Clemente.

La città di Assisi, infine, ha dato i natali, nel 1838, anche a San Gabriele dell'Addolorata, religioso passionista, un altro tra i santi più venerati del cattolicesimo. Vissuto tra Assisi e Spoleto morì, nel 1862, ad Isola del Gran Sasso in Abruzzo, dove sorge il santuario a lui dedicato, meta di oltre due milioni di pellegrini all'anno. San Gabriele è stato, inoltre, proclamato patrono della Regione Abruzzo nonché compatrono della Gioventù cattolica italiana.

Produzione artistica[modifica | modifica wikitesto]

Chiese romaniche, cattedrali gotiche, basiliche, cenobi, eremi ed antichi palazzi stanno ancor oggi a testimoniare la grande produzione artistica che, dal XII al XVI secolo, diede all'Umbria capolavori immortali(è cosigliabile approfondire città per città in dettaglio).

Sull'onda del grande fervore religioso, impresso soprattutto dagli ordini mendicanti, gli artisti da tutte le parti d'Italia vennero nella regione a lavorare, facendo scuola con le loro opere straordinarie. Ma una disciplina, in particolar modo, segnò il trionfo artistico dell'Umbria: la pittura nel rinascimento. Relativamente al periodo delle avanguardie spiccano i nomi di Gerardo Dottori a Perugia, Alberto Burri a Città di Castello e Orneore Metelli a Terni.

Manifestazioni folcloristiche[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Folclore in Umbria.
La celebre Festa dei Ceri di Gubbio che si svolge ogni anno dal 1160 in onore del patrono Sant'Ubaldo
I tre Ceri negli anni trenta

Numerosissime sono le manifestazioni che si svolgono, soprattutto in estate, in molti centri dell'Umbria. Questi appuntamenti, alcuni noti anche a livello internazionale, fanno convergere nella regione turisti da tutto il mondo. Il folklore fornisce le chiavi per decifrare i frammenti del retaggio storico tramandato dalla memoria popolare e questo passato si esprime, oggi, anche con manifestazioni, mostre, rappresentazioni teatrali, festival e spettacoli musicali.

La più celebre manifestazione folkloristica è sicuramente La Festa dei Ceri di Gubbio.

Vi sono poi tutta una serie di rievocazioni storiche come la Quintana, di origine folignate, che rievoca i costumi del 1600, il palio della balestra a Gubbio, la festa Medievale del Calendimaggio ad Assisi e la Corsa all'Anello di Narni, il palio dei colombi ad Amelia, il Palio delle Botti a Marsciano, che rievoca le tradizioni campagnole. A queste si affiancano numerosi altri eventi molto conosciuti e rinomati, come il Mercato delle Gaite di Bevagna e la Processione del Cristo Morto, nel giorno del venerdì Santo, di Gubbio.

Manifestazioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Manifestazioni culturali in Umbria.
Umbria Jazz.png

Come in ogni altra regione, anche i vari Comuni dell'Umbria, nel corso dell'anno, propongono piccole o grandi manifestazioni culturali che spaziano dalla musica al teatro. Alcune sono riferibili a livello locale ma altre assumono valenza nazionale ed internazionale come il Festival dei Due Mondi di Spoleto e Umbria Jazz Festival di Perugia.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mass media in Umbria.

Come evidenziato dal Quinto Rapporto Censis-UCSI sulla comunicazione in Italia 2005[12], nonostante quello che si ritenga, cresce il consumo dei media, un consumo molto vario a seconda del genere e delle generazioni. Anche l'Umbria, pur essendo una piccola regione, non è esente da questo trend positivo, tanto è vero che, solo nel 2007, sono apparsi sulla piazza due nuovi quotidiani, che hanno subito preso piede tra i lettori umbri. Cresce anche l'uso (e l'utilizzo) di Internet quale mezzo di informazione, mentre la radio ha notevolmente aumentato il successo di pubblico. Unico lato negativo sono le televisioni che fanno fatica a reggere allo strapotere dei network nazionali e all'aumento di pubblico che preferisce la TV satellitare.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sport in Umbria.

L'Umbria, pur essendo una regione piccola ha, in proporzione ad altre regioni, un grande numero di persone che praticano - in maniera agonistica o amatoriale - un'attività sportiva. In particolare i giovani sono dediti, durante il loro tempo libero, a frequentare palestre o palazzetti, svolgendo gli allenamenti che li prepareranno ad affrontare le gare proposte dalle varie Federazioni sportive, a seconda dello sport scelto. Da un'indagine condotta nel 2002 tra gli studenti delle scuole medie superiori dell'Umbria, è risultato che l'89,1% dei giovani pratica almeno 2 volte alla settimana un'attività sportiva, e quasi il 60% almeno 3 volte la settimana (i ragazzi praticano sport in proporzione maggiore alle ragazze, che, all'opposto, risultano essere più sedentarie). L'attività sportiva più diffusa fra la popolazione giovanile è il calcio (37,7%); percentuali di gran lunga inferiori, ma comunque di una certa rilevanza, sono raggiunte dal nuoto (16,8%) e dalla pallavolo (13,3%). Agli ultimi posti della classifica si trovano la pallamano, l'atletica leggera (2,2%) e gli sport di combattimento, come la boxe, il kickboxing (3,5%) e le arti marziali (4,8%).

Ma l'Umbria non è solo terra di sport "classici". Sono presenti numerose attività motorie e ricreative in difesa dell'ambiente e per la promozione turistica, ovvero le attività motorie "ecologiche" come, ad esempio, i percorsi botanici, la pesca, l'escursionismo, i percorsi archeologici, il birdwatching, l'orienteering o corsa di orientamento, il cicloturismo, il trekking o escursionismo, l'alpinismo, la speleologia, il windsurf, la canoa, il Rafting, l'equitazione e lo sci.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Torta al testo ham cheese.jpg
La crescia di Gubbio

L'Umbria presenta una ricca varietà di piatti e prodotti tipici, ascrivibili alla cucina di terra. Elementi imprescindibili sono l'olio, in particolare dalla zona di Trevi e Spoleto e dalle aree collinari che circondano il lago Trasimeno; ed il vino, dai bianchi dell'orvietano e dei monti Martani ai rossi di Montefalco, Bastardo e dell'amerino. Procedendo ad una rapida panoramica sugli altri prodotti e sui piatti, possiamo partire dal pane "sciapo" e dalle varie focacce (la "torta al testo" perugina, la "crescia" di Gubbio, la "pizza sotto lu focu" ternana) passando per i vari piatti a base di cacciagione (gnocchi al sugo di lepre, faraona alla "leccarda", "uccelletti" allo spiedo, pappardelle al cinghiale) tipici della zona di Marsciano e San Venanzo per arrivare ai salumi di Norcia ed al suo celebre tartufo nero.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Touring Club Italiano, Umbria, Milano 2004.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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