Corridoio Bizantino

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Mappa dell'Italia bizantina e longobarda.

Il Corridoio Bizantino (nome originale: Provincia Castellorum) fu la denominazione assunta da una stretta fascia territoriale dell'Esarcato d'Italia appartenente, oggi, alle regioni Lazio, Umbria e Marche. Fu creato dall'Impero bizantino per collegare Ravenna e Roma.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Il Corridoio Bizantino si venne a formare nell'anno 570, allorché le conquiste longobarde risparmiarono una striscia montana di territorio bizantino, costituito da castelli difficilmente espugnabili quali Narni, Amelia, Todi, Perugia e Gubbio, gravitanti in parte sulla via Amerina, poiché la via Flaminia, più agevole come percorso, era già in mano ai Longobardi. La formazione del corridoio bizantino fu il frutto di attente strategie politico-militari messe in atto sia dai Bizantini che dai Longobardi. Infatti, mentre i Bizantini si trovavano nella condizione di cercare un percorso che costituisse una valida alternativa alla via Flaminia, per permettere le comunicazioni e il collegamento tra Roma sede del potere spirituale e Ravenna sede del governo bizantino in Italia, i Longobardi invece, oltre ad inseguire il sogno di entrare in Roma, tentavano a loro volta di impedire i collegamenti tra Roma e Ravenna. Inoltre i Longobardi del Ducato di Spoleto, unificando i loro possedimenti con quelli sempre longobardi dislocati nella Tuscia, oltre ad impedire qualsiasi comunicazione tra le due città avrebbero definitivamente cancellato ogni possibilità di difesa per Roma realizzando così il loro desiderio politico di porre l'intera penisola sotto il proprio dominio.

Confini[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ambito dell'Esarcato d'Italia tale corridoio metteva in diretto collegamento i possedimenti bizantini tirrenici con quelli adriatici, confinando ad ovest col Ducato di Tuscia e ad est col Ducato di Spoleto, entrambi Longobardi.
La via Flaminia si trovava sotto il controllo del ducato di Spoleto per tutto il suo tratto umbro, ma superata Helvillum (Fossato di Vico), passava sotto il controllo dei bizantini, entrando nella Pentapoli montana (o annonaria). Il confine tra i due domini era il Passo della Scheggia.
La via Amerina, invece, controllata dai Bizantini lungo tutto il suo percorso, aveva origine in territorio veiente all'altezza della mansio ad Vacanas, da dove si distaccava dalla via Cassia, e passava per i centri di Nepi, Falerii Novii, Amelia e poi su fino a Todi e Perugia. Dopo Perugia, raggiungeva Gubbio, oltrepassava il Passo della Scheggia ed a Luceoli (nei pressi dell'odierna Cantiano) si congiungeva con la via Flaminia.
Dal caposaldo di Luceoli, la via Flaminia conduceva, attraverso le gole del Burano e del Furlo, negli altri luoghi della Pentapoli: Cagli, Fossombrone, fino a Fano.
Pervenuti a Fano nella Pentapoli marittima, dalla vicina Pesaro, si raggiungeva Rimini. Qui terminava la via Flaminia ed iniziava la via Popilia che, costeggiando il litorale, conduceva alla capitale Ravenna.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]