Collevalenza

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Collevalenza
frazione
Veduta del borgo antico di Collevalenza
Veduta del borgo antico di Collevalenza
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Comune Todi-Stemma.png Todi
Territorio
Coordinate 42°47′00″N 12°25′00″E / 42.783333°N 12.416667°E42.783333; 12.416667 (Collevalenza)Coordinate: 42°47′00″N 12°25′00″E / 42.783333°N 12.416667°E42.783333; 12.416667 (Collevalenza)
Altitudine 354 m s.l.m.
Abitanti 718 (2001)
Altre informazioni
Cod. postale 06059
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti collevalenzani o collevalenzesi
o collevalenzensi
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Collevalenza

Collevalenza è una frazione del comune di Todi (PG) e sede di un noto santuario cattolico.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il piccolo borgo medievale si trova a circa sei chilometri a Sud di Todi, lungo la strada nazionale Tiberina 3 bis, a circa 100 km a nord di Roma e a 50 km circa a sud di Perugia. Ad un'altezza di 354 m s.l.m., è occupato da 718 abitanti (dati Istat, 2001).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini del borgo sono incerte. Il nome di Collevalenza (o Colvalenza) deriverebbe dal tempio dedicato a Giunone Valentia, che si ergeva al posto dell’attuale castello. Fedele ai ghibellini della famiglia Chiaravalle, fu a lungo conteso dalle opposte fazioni. Nel 1322 fu conquistato dai guelfi guidati dal cavaliere romano Savelli, che pochi anni dopo fu fatto decapitare dal papa. Nel 1377 la popolazione fu pesantemente oppressa e il castello in gran parte distrutto dal guelfo Catalano degli Atti. Nel 1424 fu ricostruito e oggi si possono ancora ammirare i torrioni quattrocenteschi e le mura in stile gotico con due aperture.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il santuario dell'Amore misericordioso

Il centro, provvisto ancora di mura medievali, deve la sua fama al Santuario dell'Amore Misericordioso di Madre Speranza.

Madre Speranza[modifica | modifica sorgente]

Madre Speranza di Gesù Alhama Valera (Santomera, Murcia, Spagna, 30 settembre 1893 - Collevalenza, 8 febbraio 1983), nel 1951, si stabilisce in questo luogo con alcune delle "Ancelle dell'Amore Misericordioso", la congregazione dal lei iniziata a Madrid nel 1930. Madre Speranza, presente in Italia a partire dagli anni della seconda guerra mondiale, è mossa dal desiderio di dare vita, in Umbria, a un centro di spiritualità per diffondere l'Amore Misericordioso. Durante un'udienza svoltasi a Roma nel 1981, Giovanni Paolo II si espresse con queste parole nei loro confronti:

« Il mondo è assetato, anche senza saperlo, della Misericordia divina e in questo mondo voi siete chiamati a porgere quest'acqua prodigiosa e risanatrice dell'anima e del corpo. »
(Giovanni Paolo II, Roma, 1981)

A Collevalenza, infatti, l'elemento acqua, riferito principalmente alla realtà battesimale, viene particolarmente valorizzato nell'accoglienza dei pellegrini. A lato del santuario, nei pressi del pozzo voluto dalla fondatrice, si trovano la fonte e le piscine presso cui l'ammalato è invitato a dissetarsi e a bagnarsi. Presso il santuario vi è una Casa del pellegrino e una per il clero infermo.

Il santuario[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Santuario dell'Amore Misericordioso.

Nel loro insieme gli edifici religiosi del santuario sono una delle più significative espressioni di architettura sacra della seconda metà del XX secolo; si tratta di un imponente complesso dotato di moderne strutture recettive inserite in una serie di costruzioni disposte sui versanti di una collina.

Il nucleo centrale è costituito dalla grande chiesa, consacrata nel 1962, opera dell'architetto spagnolo Julio Lafuente, e dalla cappella dell'Amore Misericordioso voluta da madre Speranza nel 1955. Questa, che costituisce il punto di partenza di tutto il complesso, venne eletta a santuario nel 1959 dal vescovo di Todi, Alfonso Maria De Sanctis, e ricevette la visita di Giovanni Paolo II nel 1981.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]