Julio Lafuente

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Julio Garcia Lafuente (Madrid, 192111 giugno 2013) è stato un architetto spagnolo.

Julio Lafuente de Gedda

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Emigrato in Francia con la famiglia a soli due anni, è stimolato dal contatto con architetti e artisti che frequentano il laboratorio del padre, apprezzato falegname, tanto da scegliere gli studi di architettura, nel 1939, presso l'École nationale supérieure des beaux-arts. Dopo l'occupazione della Francia, nel 1941 torna in Spagna, dove prosegue la sua formazione alternando studi e lavori di architettura. Alla fine della guerra completa gli studi in Francia e comincia a fare progetti, concorsi e scenografie cinematografiche.

Intenzionato a partire per gli Stati Uniti, da cui è attratto per il fermento creativo del dopoguerra, Lafuente decide però di fare prima un viaggio in Italia, per l'interesse verso l'arte italiana. Arrivato a Roma, rimane affascinato dalla clima culturale della città e dal grande interesse per l'architettura. Dopo un periodo da turista, decide di trattenersi ancora e di trovare un lavoro. Nel 1953 inizia la collaborazione con lo studio Monaco-Luccichenti, dove collabora ai progetti di studio e realizza in autonomia alcuni piccoli progetti. Lo studio di Vincenzo Monaco-Amedeo Luccichenti, che aveva prodotto e continuava a produrre alcune delle più significative architetture del dopoguerra, rappresentava del resto un'ottima opportunità per un ancor giovane talento. Già dalle prime opere realizzate con la collaborazione di Lafuente, le due case gemelle di Santa Marinella, lo stile già affermato e consolidato dello studio rivelava tuttavia l'influenza creativa dell'architetto spagnolo. A questa prima esperienza fanno seguito molti altri importanti progetti, come gli uffici della Siae a Roma. In quegli anni Lafuente collabora anche con artisti diversi, in particolare con Andrea e Pietro Cascella, con i quali condivide la vittoria del primo premio nel concorso internazionale per il monumento commemorativo delle vittime di Auschwitz.

Alla soglia degli anni Sessanta, il distacco dallo studio Monaco-Luccichenti individua una nuova condizione di autonomia professionale, permettondogli di esprimere pienamente la propria individualità architettonica. Le Olimpiadi di Roma del 1960 offrono, in tal senso, una prima grande occasione: Lafuente, infatti, insieme a Calogero Benedetti, progetta il complesso delle tribune e dei servizi per l'Ippodromo Tor di Valle. Inoltre, con la realizzazione dell'ospedale per il Sovrano Militare Ordine di Malta in zona Magliana a Roma, Lafuente risolve il difficile compito di coniugare l'antico e il moderno, armonizzando il preisistente antico manufatto seicentesco con le moderne attrezzature di un nuovo organismo architettonico.

Nel corso degli anni Sessanta l'attività di Lafuente si arricchisce di opportunità di approfondimento delle scelte stilistiche e delle capacità professionali. Insieme a Gaetano Rebecchini realizza, infatti, numerose opere per vari committenti, privati ed ordini religiosi soprattutto, fra i quali il Santuario di Collevalenza, (voluto da Madre Speranza e reso Santuario da Giovanni Paolo II), la Casa di cura "Pio XI" e il Collegio dei Fratelli Cristiani, sempre a Roma. Ulteriori stimoli alla sperimentazione arriveranno con l'affermarsi della domanda di architettura commerciale e industriale, che gli consente di utilizzare le nuove possibilità tecnologiche per ampliare le proprie potenzialità espressive, come avviene nell'edificio della Esso, anch'esso ubicato alla Magliana.

Dalla metà degli anni Settanta Lafuente collabora con la società italo-francese Sauti, che realizzava strade nei deserti dell'Arabia Saudita, e gli vengono commissionate la "beautification" della città di Gedda e la realizzazione di landmarks, ovvero di quei monumenti che, nascendo prima dell'edilizia urbana, rappresentano dei punti di riferimento nei nuovi quartieri. Lafuente realizza a questo scopo opere intese a celebrare la cultura locale, quali le quattro fontane di Gedda. Nella sua opera relativamente più recente, l'edificio viaggiatori per l'Air terminal ferroviario al quartiere Ostiense, Lafuente si rifà esplicitamente alle grandi coperture ferroviarie del XIX secolo.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Intensivo Viale Trastevere, Roma, 1957
  • Concorso per monumento ad Auschwitz con Andrea e Pietro Cascella, Roma, 1958
  • Ippodromo Tor di Valle, Roma, 1959
  • Stabilimento Ferrania, Roma, 1959
  • Villa Fiorita, con Ing. Gaetano Rebecchini, Roma, 1965
  • Albergo e Ville a Gozo, Gozo, Malta, 1967
  • Villa a Porto Ercole, Toscana, 1977
  • Uffici Esso, Roma,1980
  • Stazione Air Terminal, con SATPI srl, Roma, 1990
  • Chiesa di Scientology di Roma- via della maglianella 375 00166 Roma

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Quaroni L., Piňon H., Architetture di Julio Lafuente, Officina, Roma 1982;
  • Muratore G., Tosi Pamphili C. (a cura), Julio Lafuente. Opere 1952-1992, Officina, Roma 1992.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN91589601 · BNF: (FRcb12365762w (data) · ULAN: (EN500029213
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