Madre Speranza di Gesù

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Beata Speranza di Gesù
Speranza di Gesù Alhama Valera 1.jpg
Beata Speranza di Gesù

Fondatrice delle Ancelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso

Nascita Santomera, 30 settembre 1893
Morte Collevalenza, 8 febbraio 1983
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 31 maggio 2014 da card. Angelo Amato
Santuario principale Santuario dell'Amore Misericordioso
Ricorrenza 8 febbraio

Madre Speranza di Gesù, al secolo María Josefa Alhama Valera (Santomera, 30 settembre 1893Collevalenza, 8 febbraio 1983), è stata una religiosa e mistica spagnola, fondatrice delle Congregazioni delle Ancelle dell'Amore Misericordioso e dei Figli dell'Amore Misericordioso. È venerata come beata dalla Chiesa cattolica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1893 a Santomera, nella regione di Murcia (Spagna), da una famiglia indigente, primogenita di nove figli. Il nome María Josefa le sarebbe stato dato per riguardo alla nonna paterna che così si chiamava[1]. Il padre era operaio agricolo avventizio e la madre casalinga. Madre Speranza conobbe e condivise la povertà della sua famiglia.

Si racconta che tale Pepe Ireno, che aveva un podere vicino alla famiglia di Madre Speranza, colpito dall'intelligenza della bambina, pensò che era un peccato lasciarla in tanta povertà e convinse i genitori ad affidarla al parroco di Santomera, don Manuel Aliaga, che viveva con due sorelle. Questi fu lieto di portarla a casa sua, dove avrebbe potuto ricevere una buona educazione. Il trasferimento avvenne quando la bambina aveva circa 6 o 7 anni[1].

Le due sorelle del parroco, Inés e María, aiutate da María De Las Maravillas Fernández Serna e da una sua sorella religiosa, Carmen, diedero a María Josefa un po' di istruzione e le insegnarono i lavori domestici. Non frequentò mai la scuola e rimase a casa del parroco fino al 15 ottobre 1914, giorno in cui partì per farsi religiosa.

All'età di dodici anni fece la comunione, come era abituale in quell'epoca. Ma già a otto anni, ricorrendo a uno stratagemma, riuscì, come ella stessa disse, a "rubare" Gesù. Infatti una mattina, mentre il parroco era assente, approfittando del fatto che il sacerdote celebrante non la conosceva, al momento della comunione si avvicinò alla balaustra e ottenne l'ostia consacrata[1]. Questo episodio, pur nella sua ingenuità, dimostra l'amore che Madre Speranza aveva per Gesù fin da bambina, tanto che fin da allora si propose di non dimenticarlo mai durante la giornata.

La vita religiosa[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere entrata a far parte, all'età di 21 anni, della Congregazione delle "Figlie del Calvario" a Villena, nel 1930 fondò a Madrid quella che sarebbe diventata la Congregazione delle Ancelle dell'Amore Misericordioso[1].

La tomba di Madre Speranza di Gesù, situata nella Cripta del Santuario dell'Amore Misericordioso.

In seguito, negli anni '50, fondò il ramo maschile della congregazione, con il nome di Figli dell'Amore Misericordioso, e nel 1951 si stabilì a Collevalenza con alcune delle "Ancelle dell'Amore Misericordioso", la congregazione dal lei iniziata a Madrid nel 1930, per trascorrere colà poi il resto della sua vita, dove in seguito nacque grazie alla sua opera una basilica-santuario.

Madre Speranza, dagli anni cinquanta, cominciò a realizzare il progetto che per lei rappresentava la volontà di Dio: la costruzione di un santuario dedicato all'Amore Misericordioso di Dio, al quale dedicò la sua vita. Questa fu la sua missione e la sua opera definitiva. Volle in questo luogo "far conoscere a tutti che Dio è un Padre che ama, perdona, dimentica e non tiene in conto i peccati dei suoi figli quando li vede pentiti"[1]. Nel santuario riceveva ogni giorno più di cento persone, ascoltando e infondendo speranza a ciascuno.

Compose per questo scopo un'orazione, dove diceva tra l'altro: "Fa, Gesù mio, che a questo Santuario vengano persone dal mondo intero, non solo con il desiderio di guarire nel corpo dalle malattie più dolorose e strane, ma per curare la propria anima...e fa, Gesù mio, che tutti vedano in Te non un giudice severo ma un Padre pieno di amore e di misericordia che non tiene in conto le debolezze dei suoi figli, le dimentica e le perdona"[1].

Oltre a diversi fenomeni prodigiosi quali la trasmutazione di acqua in olio e altri, Madre Speranza (come altre figure mistiche), è stata protagonista in vita di fenomeni di bilocazione. Stigmatizzata, spesso essudava sangue. Memorabile è l'episodio avvenuto nel 1960, quando, essendo il paese umbro di Collevalenza privo di acqua, Lei, affidandosi a Dio (il suo "ingegniero"), indicò con il bastone il punto in cui si doveva procedere con la trivellazione per trovare l'acqua che avrebbe rinnovato i prodigi di Lourdes. Dopo la rottura di numerose trivelle (secondo la mistica causate dal Demonio), venne trovata la falda acquifera che Madre Speranza definì «il sollievo del corpo per trovare Dio». Solo nell'anno 1998 si sono registrati quasi 800 casi di guarigione.[2].

Il 22 novembre 1981 papa Giovanni Paolo II si recò in visita al santuario, incontrando anche Madre Speranza. L'anno successivo il santuario ottenne il riconoscimento di Basilica minore.

Durante un'udienza svoltasi a Roma nel 1981, papa Giovanni Paolo II si espresse con queste parole nei confronti di Madre Speranza e delle sue "ancelle":

« Il mondo è assetato, anche senza saperlo, della Misericordia divina e in questo mondo voi siete chiamati a porgere quest'acqua prodigiosa e risanatrice dell'anima e del corpo. »

(Giovanni Paolo II, Roma, 1981)

La morte e la beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel santuario da lei voluto, Madre Speranza visse fino al giorno della sua morte, avvenuta l'8 febbraio 1983. Il suo corpo, come aveva desiderato, riposa nella cripta del santuario stesso.

Il 24 aprile 1988 è iniziato il processo per la canonizzazione nella diocesi di Orvieto-Todi. Il 12 giugno 1992 la Congregazione delle Cause dei Santi ha concesso il decreto di validità giuridica degli atti del processo diocesano, concluso l'11 febbraio 1990. Il 12 giugno 1993 è avvenuta la consegna alla Congregazione delle Cause dei Santi della positio sulla vita e le virtù di Madre Speranza[1]. Il 23 aprile 2002 la Chiesa, dopo aver riconosciuto le sue virtù eroiche, l'ha proclamata venerabile[3]. Il 5 luglio 2013, con il consenso di papa Francesco, il cardinale Angelo Amato ha emesso il decreto di beatificazione. Il rito di beatificazione è stato celebrato il 31 maggio 2014, presso il santuario di Collevalenza[4].

Eventi prodigiosi e miracoli[modifica | modifica wikitesto]

Giunta in Italia nel maggio 1936, la Beata Madre Speranza andò a vivere a Roma. Tra i tanti fatti di cui si rese protagonista, ci fu l'episodio in cui circa cinquecento persone vennero sfamate, pur avendo a disposizione pochissimo cibo. Secondo i testimoni (di cui alcuni tuttora viventi), le pentole pur essendo svuotate di minestra, mantenevano sempre lo stesso livello.[5] Pietro Iacopini, che visse per più di 35 anni al fianco della venerabile Madre Speranza di Gesù, racconta innumerevoli altri fatti apparentemente inspiegabili che segnarono l'esistenza terrena di Madre Speranza. Tra questi, la materializzazione di una statuina di Gesù bambino da inserire in un presepio (statuina attualmente custodita ad Alfaro in Spagna), la incredibile pioggia di denaro caduto letteralmente dal cielo (in presenza di numerosi testimoni) avvenuta presso il santuario di Collevalenza. Soldi destinati al pagamento degli operai che avevano costruito lo stesso santuario. E infine, ma non ultima, la materializzazione di 40 milioni delle vecchie lire (trovati dentro una scatola di cartone appoggiata su un letto), che servirono per pagare gli operai che avevano costruito la Via Crucis del santuario. Ad assistere alla scena stavolta fu il Sig. Ennio (uno dei più stretti collaboratori di Madre Speranza), che rimase sbalordito e incredulo. In quel periodo tale Sig. Ennio attraversava un momento di crisi e aveva preso la decisione di andar via dal santuario. Inutile dire che dopo il suddetto episodio non se ne andò più. La cosa che sconvolse tutti, fu che la cifra trovata era esattamente l'importo che doveva essere consegnato alla ditta che aveva costruito la Via Crucis al santuario di Collevalenza.[6].

Secondo il Padre Spirituale, avrebbe ricevuto in sogno dal Signore in persona la profezia che il Vescovo di Todi stava per morire di un tumore in fase terminale, e per entrare in Paradiso come premio della Consacrazione del primo santuario al mondo dedicato all'"amore misericordioso". Durante il funerale, alle ore 18:00, la monaca cadde "in estasi" vedendo il Signore e il Vescovo che le confessò di essere stato in Purgatorio, e che lì due giorni di Purgatorio equivalgono a 80 anni di vita sulla terra.[7][8][9] Il computo degli sconti di Purgatorio in uso per la indulgenza fino al 1967 era invece un giorno (dell'anima in Purgatorio o Paradiso) uguale a un anno (di vita sulla terra).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Madre Speranza - Frame
  2. ^ Piero Vigorelli, Madre Speranza, in Miracoli, 2002, p. 318.
  3. ^ Preghiera per chiedere la sua intercessione, su amormisericordioso.org. URL consultato il 13 agosto 2012.
  4. ^ Si terrà il 31 maggio 2014 a Collevalenza la Beatificazione di Madre Speranza, su zenit.org. URL consultato il 23 febbraio 2014.
  5. ^ Shalom, Un incontro chiamato speranza /, 2017.
  6. ^ https://www.facebook.com/notes/la-forza-della-vita/i-miracoli-di-madre-speranza/500994176611790/, I miracoli di Madre Speranza, 2017.
  7. ^ Famiglia Cristiana, 9 febbraio 2016
  8. ^ Blog di Annalisa Colzi, 12-10-2017
  9. ^ L'anima del Purgatorio a Madre Speranza: due giorni qui sono come 80 anni, su lalucedimaria.it.
    Da notare che la differenza tra le due storie è che il Vescovo avrebbe ricevuto la lunga visita in ospedale di Giovanni XXIII, suo compagno di scuola, piuttosto che del futuro Giovanni Paolo II

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Maria Valli, Gesù mi ha detto. Madre Speranza testimone dell'amore misericordioso, Ancora, 2012
  • Valentino Salvoldi, Madre Speranza. Un nome che viene dall'alto, Elledici, 2011
  • Gino Capponi, Madre Speranza di Gesù, Ed. L'Amore Misericordioso, 1995
  • Mario Gialletti, Madre Speranza: nella sua vita un cammino verso la misericordia, Ed. L'Amore Misericordioso, 1994

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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