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Provincia di Prato

Coordinate: 43°52′50.93″N 11°05′47.62″E
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Provincia di Prato
provincia
Provincia di Prato – Stemma
Provincia di Prato – Bandiera
Provincia di Prato – Veduta
Provincia di Prato – Veduta
Palazzo Banci Buonamici, sede della Provincia, 2011
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Toscana
Amministrazione
Capoluogo Prato
PresidenteSimone Calamai (PD) dal 26-11-2022
Data di istituzione16 aprile 1992[1]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°52′50.93″N 11°05′47.62″E
Superficie365,72 km²
Abitanti261 867[2] (31-3-2026)
Densità716,03 ab./km²
Comuni7 comuni
Province confinantiBologna, Firenze, Pistoia
Altre informazioni
Cod. postale
  • 59100 (Prato)
  • 59011 - 59026 (altri comuni)
Prefisso0574, 055
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-PO
Codice ISTAT100
TargaPO
Cartografia
Provincia di Prato – Localizzazione
Provincia di Prato – Localizzazione
Provincia di Prato – Mappa
Provincia di Prato – Mappa
Posizione della provincia di Prato all'interno della Toscana
Sito istituzionale

La provincia di Prato è una provincia italiana della Toscana di 261 867 abitanti. Fu istituita nel 1992 per scorporo dalla provincia di Firenze, comprendendo i comuni di Prato (capoluogo), Cantagallo, Carmignano, Poggio a Caiano, Montemurlo, Vaiano e Vernio. È, dopo l'EDR di Trieste, la seconda provincia italiana più piccola sia per superficie che per numero di comuni.

Geografia fisica

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Confina a nord con l'Emilia-Romagna (città metropolitana di Bologna), a est e a sud con la città metropolitana di Firenze e a ovest con la provincia di Pistoia.

La provincia di Prato si caratterizza per vari tipi di microclima in funzione dell'altitudine e dell'orografia, essendo attraversata nella parte settentrionale dalla dorsale appenninica, con una porzione di territorio del comune di Vernio situato oltre lo spartiacque, mentre nella parte meridionale il territorio si eleva verso le pendici collinari sud-orientali del Montalbano: tra le due aree si estende, nella parte centrale, un'area pianeggiante lungo il corso del fiume Bisenzio e dell'ultimo tratto dell'Ombrone Pistoiese, che è parte integrante della piana che si estende tra le città di Firenze e di Pistoia.

Dal punto di vista termometrico, le stazioni idrologiche presenti sul territorio presentano una temperatura media annua di 14,4 °C a Prato Galceti (stazione rurale con 6,0 °C di media nel mese più freddo e 24,1 °C di media nel mese più caldo) e a Vaiano (stazione urbana con 8,3 °C di media nel mese più freddo e 22,8 °C di media nel mese più caldo), 14,6 °C ad Artimino (stazione rurale con 8,1 °C di media nel mese più freddo e 23,5 °C di media nel mese più caldo), 14,7 °C a Capezzana (stazione rurale con 6,9 °C di media nel mese più freddo e 24,7 °C di media nel mese più caldo) e 15,0 °C a Prato Centro (stazione urbana con 6,0 °C di media nel mese più freddo e 24,3 °C di media nel mese più caldo).

Analizzando gli aspetti pluviometrici, tutte le stazioni presentano un minimo estivo, più o meno accentuato in base alla loro ubicazione, un picco massimo autunnale e un massimo secondario nei mesi primaverili. Le stazioni idrologiche pluviometriche presenti nella provincia, più numerose di quelle termometriche, indicano nell'area appenninica la zona più piovosa della provincia e nell'estremità sud-orientale del territorio provinciale la zona meno piovosa, che si viene a trovare in parziale ombra pluviometrica per effetto del massiccio collinare del Montalbano. I dati delle precipitazioni medie annue fanno registrare il valore di 1661 mm a Cantagallo, 1611 mm a Sasseta di Vernio, 1592,5 mm a Gavigno, 1413 mm a Fattoria di Iavello, 1238 mm a Vaiano, 1224,5 mm a Montecuccoli, 1210 mm a La Briglia, 1097 mm a Capezzana, 1037 mm a Prato Galceti, 951 mm a Prato Centro, 834 mm ad Artimino e "soltanto" 722 mm a Comeana che risulta in parziale ombra pluviometrica rispetto a tutte le altre aree della provincia.[3]

La città di Prato, nonostante il suo notevole sviluppo demografico ed economico, non conobbe mai autonomia amministrativa all'interno del Granducato di Toscana. I pratesi iniziarono a rivendicare l'autonomia amministrativa nel 1919 e nel 1925 fu istituito il circondario di Prato, comprendente i comuni di Prato, Cantagallo e Vernio[4].

Il nuovo ente autonomo ebbe però vita brevissima, dato che due anni dopo tutti i circondari venivano aboliti. La beffa fu particolarmente sentita dai pratesi, che oltre a tornare del tutto sotto l'autorità fiorentina[5], videro anche l'eterna "rivale" Pistoia divenire capoluogo di provincia proprio nel 1927.

Nel dopoguerra l'idea della provincia pratese riprese vigore e nel 1956 fu fatta richiesta ufficiale da parte del consiglio comunale di Prato, cui seguirono le adesioni di diversi comuni della zona, compresi alcuni della provincia di Pistoia (Agliana, Montale e Tizzana-Quarrata). Oltre che per le lungaggini burocratiche e politiche, la nascita della provincia laniera fu ostacolata e rallentata dall'opposizione di Firenze e di Pistoia: quest'ultima, timorosa di perdere i tre comuni orientali che avevano chiesto di passare con Prato, arrivò addirittura a rispolverare alcuni diplomi medievali, dove Ottone III riconosceva possedimenti pistoiesi i territori di Quarrata e Montale. Altri comuni che avevano fatto richiesta, come Calenzano e Barberino di Mugello, fecero poi retromarcia sia per ragioni "di prestigio" che per scegliere di rimanere legati rispettivamente ai comuni della Piana (Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio) e a quelli mugellani.

Nel 1968, quando Pordenone fu promossa a capoluogo di provincia, la sigla automobilistica inizialmente prevista era PO. Tuttavia, su incarico del consiglio comunale di Prato, il segretario comunale prese il treno per Pordenone per chiedere formalmente di modificare quella sigla: se fosse stata confermata, infatti, Prato avrebbe perso la possibilità di ottenere una sigla provinciale corrispondente al nome della città capoluogo. Tutte le altre combinazioni possibili risultavano già assegnate: PR a Parma, PA a Palermo, PT a Pistoia, e appunto PO a Pordenone. Il consiglio comunale di Pordenone accolse la richiesta e la sigla fu modificata in PN, acronimo di Portus Naonis, l’antico nome latino della città.[6]

Solo il 16 aprile 1992 la città di Prato poté diventare capoluogo dell'omonima provincia, col distacco di sette comuni dalla provincia di Firenze (non entrarono i comuni della provincia di Pistoia).

Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale delle province italiane.
Stemma
Gonfalone
Il gonfalone della provincia
Bandiera

La bandiera è un drappo bianco caricato al centro dello stemma provinciale.

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti

Nel 2006[7] i nati sono stati 2.683 (11,0‰), i morti 2.118 (8,7‰), per un incremento naturale di 565 unità (2,3‰). Le famiglie contavano in media 2,5 componenti.
È una delle province italiane con la più alta percentuale di residenti stranieri (il 22,3% alla fine del 2020). Quasi i due terzi di questi (64,1%) sono cinesi e sono figli di immigrati oltre un quarto dei nati.

Enti, istituzioni e associazioni

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Assistenza ospedaliera e territoriale

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L'Ospedale "Santo Stefano" di Prato, inaugurato nel 2013, è la struttura di riferimento per le prestazioni specialistiche, i ricoveri ordinari, i day hospital medico-chirurgici, oltre che per l'assistenza di emergenza ed urgenza che si svolge presso il DEA di Primo Livello. La struttura è gestita dall'USL Toscana Centro, ed è in totale collegamento e cooperazione con gli altri nosocomi gestiti da quest'ultima azienda.

Il DEA di Secondo Livello di riferimento è l'Ospedale "Careggi" di Firenze, mentre - in base all'articolazione regionale - ulteriori strutture competenti di secondo livello "di riferimento regionale" sono l'Ospedale "A. Meyer" di Firenze e l'Ospedale Cisanello di Pisa.

La storica struttura ospedaliera presente nell'ambito di competenza della suddetta azienda USL è stata l'Ospedale Misericordia e Dolce di Prato fino al 12 ottobre 2013, giorno in cui è stata completata l'inaugurazione del nuovo polo ospedaliero, ubicato nel quartiere di Galciana, nella periferia occidentale di Prato.[8]

Geografia antropica

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Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Prato.

La provincia di Prato comprende 7 comuni di seguito elencati per popolazione, facendone così la provincia italiana con il minor numero di comuni[9][10]:

Comune Abitanti Superficie (km²) Densità (ab./km²) Altitudine
(m s.l.m.)
Stemma
Prato 193 809 97,35 1991 65
Montemurlo 19 115 30,77 612 73
Carmignano 14 697 38,43 382 189
Vaiano 9 964 34,11 292 150
Poggio a Caiano 9 877 5,97 1654 45
Vernio 6 049 63,38 95 257
Cantagallo 3 134 95,67 33 423

Comuni alle estremità geografiche

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Stemma Comune Estremità geografica
Vernio Nord
Carmignano Sud
Vernio Est
Carmignano Ovest

Il distretto tessile di Prato è molto più esteso della provincia, dato che in esso sono compresi anche tre comuni della provincia di Pistoia (Agliana, Montale e Quarrata) e due della città metropolitana di Firenze (Calenzano e Campi Bisenzio).

Infrastrutture e trasporti

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Strade provinciali

La provincia ha 12 strade classificate come provinciali. Qui l'elenco completo.

In virtù degli accordi previsti con Regione Toscana, la Provincia ha anche la gestione delle SR 325 e SR 66 sulle tratte territorialmente competenti.

Amministrazione

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Lo stesso argomento in dettaglio: Presidenti della Provincia di Prato.
Lo stesso argomento in dettaglio: Prefetti della provincia di Prato.

Le due società più importanti della provincia sono l'AC Prato, militante in Serie D, e la Polisportiva Dilettantistica Prato 2000, militante in Promozione. Un'altra società rilevante è l'FC Associazione Calcio Cantagallo, nata nel 2007 dall'AC Prato.

  1. Storia, su provincia.prato.it. URL consultato il 10 ottobre 2025.
  2. Bilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  3. La serie storica della stazione di Prato Galceti (1971-1998) (PDF), su clima.ibimet.cnr.it, p. 3 (archiviato dall'url originale il 14 novembre 2012).
  4. Regio Decreto 15 novembre 1925, n. 2013
  5. il regime fascista cercò di placare gli animi nominando spesso un pratese a capo della provincia di Firenze
  6. Fonte: targheitaliane.it, su targheitaliane.it.
  7. ISTAT, 2006, su demo.istat.it.
  8. http://www.comune.prato.it/circoscrizioni/ovest/allovest/pdf/allovest2.pdf[collegamento interrotto]
  9. La provincia di Trieste è stata soppressa nel 2017.
  10. Dati Istat del 31 agosto 2020, su demo.istat.it (archiviato dall'url originale il 27 luglio 2020).

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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