Santuario di San Gabriele dell'Addolorata

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Santuario di San Gabriele dell'Addolorata
Santuario San Gabriele dell'Addolorata Abruzzo 12.JPG
Il Santuario con il moderno edificio in primo piano e la chiesa antica sullo sfondo
Stato Italia Italia
Regione Abruzzo Abruzzo
Località Isola del Gran Sasso d'Italia
Religione Cattolica
Titolare Gabriele dell'Addolorata
Ordine Congregazione della Passione di Gesù Cristo
Diocesi Diocesi di Teramo-Atri
Consacrazione 1908 (vecchia chiesa); 1970 (nuova chiesa)
Architetto Eugenio Abruzzini
Stile architettonico tardo-barocco (vecchia chiesa); moderno (nuovo santuario)
Inizio costruzione 1907 (vecchia chiesa); anni '60 (nuovo santuario)
Completamento 1970
Sito web http://www.sangabriele.org/

Coordinate: 42°31′01″N 13°39′27″E / 42.516944°N 13.6575°E42.516944; 13.6575

Il santuario di San Gabriele dell'Addolorata si trova ai piedi del Gran Sasso, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia, in provincia di Teramo.

Il santuario abruzzese comprende 4 strutture principali:

  • il convento, che ospita la sede dei Passionisti, dove nel 1862 morì san Gabriele dell'Addolorata;
  • l'antica chiesa, innalzata nel 1908 in onore di san Gabriele;
  • la nuova chiesa del 1970 in cemento armato, vetro ed acciaio, che in genere viene aperta nei giorni festivi per accogliere l'alto numero di pellegrini (può contenere 5/6 000 persone);
  • la sede dell'Eco di San Gabriele, la rivista mensile collegata all'attività del santuario.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa antica

Verso il 1215, san Francesco d'Assisi fondò un convento per il suo ordine francescano, nel comune di Isola del Gran Sasso d'Italia, che vi rimase fino al tempo delle soppressioni napoleoniche; tale convento è l'attuale Santuario di San Gabriele.[1]

A quanto sembra il santo di Assisi trovò alle falde del Gran Sasso un'edicola dedicata alla Madonna Annunziata da cui, probabilmente nel 1216, iniziò la costruzione di un convento e di una chiesa dedicata all'Immacolata.

Nel 1809 il convento fu abbandonato dai seguaci di san Francesco, in seguito alla soppressione degli ordini religiosi del periodo napoleonico e il loro posto fu preso nel 1847 dai Passionisti.

Restano oggi, dell'originario edificio, il "Pozzo di San Francesco" e, al piano terra di quello che un tempo era il convento, il refettorio e il chiostro con i portali in pietra del XVI secolo e con una serie di affreschi del XVII secolo che raffigurano scene della vita di san Francesco. L'urna con i resti mortali di san Gabriele dell'Addolorata, un tempo conservata nella vecchia chiesa, è stata traslata nel nuovo santuario. Papa Giovanni Paolo II inaugurò la cripta con la tomba il 30 giugno 1985.[2]

Nel luglio del 1929 papa Pio XI aveva elevato il vecchio santuario alla dignità di basilica minore.[3]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Vecchio santuario[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa ha pianta basilicale con una facciata monumentale costituita da un.ripiano scandito denuncia doppio gruppo di colonne contenente tre ciascuno disposte a triangolo. L'entrata in marmo ha tre portali di cui il centrale maggiore sormontato da un architrave dipinta.

La facciata vera e propria è decorata da due statue di santi laterali sopra un portico da cui si erge il corpo dell'architettura scandito denuncia ampio arco centrale. Al fianco dell'arco, usato per le benedizioni, sono ritratte due scene importanti della vita di San Gabriele dell'Addolorata. L'architrave della facciata è in stile tempio greco, con dipinto San Gabriele attorniano dagli angeli. Altre tre statue decorano L'architrave.

Al fianco della facciata ci sono due edifici che ospitano la Confraternita di San Gabriele e coprono la chiesa vera e propria. Appare solo un campanile a vela, mentre alla destra, guardando verso la facciata, c'è il campanile moderno. Sopra il transetto sorge una cupola celeste slanciata e snella nel diametro. Una seconda cupola sta nel tempietto originale della chiesa, quello usato da San Gabriele in vita. Ha aspetto barocco. Tra l'edificio di sinistra la facciata è il corpo del santuario vi è un giardino con portico.

L'interno è a tre navate e ha aspetti barocchi. Le volte sono dipinte in celeste, mentre sulle cappelle non ci sono elementi artistici rilevanti. L'abside è decorata alla maniera paleocristiana con.i santi ritratti in logge finte. Sulla lunetta superiore c'è San Gabriele tra due Angeli Annunciatori: San Gabriele e San Michele. Le colonne sono decorate da capitelli ionici.

In fondo la chiesa, al piano sottoterra c'è la cripta con il corpo del santo. La cripta è realizzata in falso stile gotico con marmoree arcate strette ed elevate, rabescate in oro escono ritratti angeli in preghiera.

Nuovo santuario[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario è realizzato come una croce greca con quattro braccia snelle, ma che si collegano per via di ampli ventagli ciascun capo del braccio all'altro. La copertura del tetto è in ferro e poggia sopra l'entrata dell'edificio che ha pianta quadrata in cemento. Sopra questa sta la croce di ferro. Le vetrate sono di colore verde, collocate in.maniera ritmica ed hanno forma rettangolare.

L'interno ha copertura lgnea sul tetto ed è molto geometrizzato, dacché tutte e tre le enteate principali portano all'altare. Esso si trova al centro della chiesa, poggiante su una piattaforma di marmo che ha forma di rombo; mentre l'abside è riconoscibile da una decorazione di vetro rossiccia. Presso l'altare ci sono decorazioni di marmo in stile barocco di Gesù Crocifisso e dello Spirito Santo venerato da due donne, tra le quali Madre Teresa di Calcutta.

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa è stata sprovvista di un organo a canne dall'anno di completamento fino al 2012, anno in cui fu deciso di dotare la struttura di uno strumento che fosse anche adeguato alle grandi dimensioni della Chiesa stessa. La rinomata casa organaria Claudio Anselmi Tamburini è stata incaricata del lavoro.

L'organo installato è uno strumento usato, fabbricato nel 1961 dalla ditta tedesca Späth (Opus 737); si trova in corpo unico, su cantoria angolare tra navata e transetto di destra. Lo strumento conta 3200 canne per un totale di 49 registri distribuiti su tre manuali, la trasmissione è elettrica.

Sono stati fatti vari interventi per permettere l'installazione nel Santuario e per arrivare alla disposizione fonica attuale. Dopo l'acquisto tramite il famoso rivenditore di organi usati Ladach, l'organo è stato smontato e spedito dalla Germania al laboratorio dell'organaro ad Asciano (SI) dove è stato rimesso in sesto il materiale fonico, ripristinati i mantici e modificati i somieri. Inoltre, data una scarsa fornitura di registri ad ancia e di registri battenti al terzo manuale, sono stati aggiunti tre nuovi registri, tra cui Oboe 8' e Voce Celeste 8'.

Anche la consolle è stata rifatta completamente, presenta tre manuali di 56 note ciascuna (Do1-Sol5) e pedaliera concavo-parallela di 30 note (Do1-Fa3).

La devozione[modifica | modifica wikitesto]

L'urna con il resti di San Gabriele nel moderno santuario

Il santuario di San Gabriele dell'Addolorata è una meta di pellegrinaggio molto cara ai giovani. Due gli appuntamenti principali: uno nel mese di marzo, a cento giorni dall'esame di stato, per prendere il diploma di scuola media superiore, in cui migliaia di studenti provenienti dall'Abruzzo e dalle Marche, arrivano al santuario, per pregare per un buon esito dell'esame, e nel quale vengono benedette le penne; ed un altro nell'ultima settimana di agosto, in cui viene celebrata la tendopoli durante la quale centinaia di giovani (ma anche meno giovani) si accampano per cinque giorni, dando vita ad un meeting religioso.

Tra i celebri visitatori del santuario, papa Giovanni Paolo II e l'allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Joseph Ratzinger. Il ricordo di queste visite è testimoniato dalle foto esposte nel nuovo santuario.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Il moderno santuario, realizzato su progetto della scuola di Gio Ponti e completato dall'architetto Eugenio Abruzzini, ospita pregevoli esempi di arte sacra contemporanea di artisti come Enrico Accatino, Ugolino da Belluno, Guido Strazza, Tito Amodei, Nino Di Simone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Santuario San Gabriele, Teramo, L'Eco di San Gabriele, 2009, p. 4.
  2. ^ Cingolani, p. 156
  3. ^ (EN) Catholic.org Basilicas in Italy

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gabriele Cingolani, Gabriele dell'Addolorata, edizioni paoline, Alba 1988.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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