Provincia di Salerno

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Provincia di Salerno
provincia
Provincia di Salerno – Stemma Provincia di Salerno – Bandiera
Palazzo Sant'Agostino, sede della Provincia.
Palazzo Sant'Agostino, sede della Provincia.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Capoluogo Salerno
Presidente Antonio Iannone (PDL) dal 23-10-2012 (ad interim)
Territorio
Coordinate
del capoluogo
40°41′00″N 14°46′00″E / 40.683333°N 14.766667°E40.683333; 14.766667 (Provincia di Salerno)Coordinate: 40°41′00″N 14°46′00″E / 40.683333°N 14.766667°E40.683333; 14.766667 (Provincia di Salerno)
Superficie 4 918 km²
Abitanti 1 092 349 (31-10-2012[1])
Densità 222,11 ab./km²
Comuni 158 comuni
Province confinanti Avellino, Napoli, Potenza
Altre informazioni
Cod. postale 84121-84135 (Salerno), 84010-84099 (provincia)
Prefisso 081, 089, 0828, 0973, 0974, 0975
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065
Targa SA
PIL procapite (nominale) 17.985 €
Localizzazione

Provincia di Salerno – Localizzazione

Provincia di Salerno – Mappa
Sito istituzionale

La provincia di Salerno (pruvincia 'e Salierno nei dialetti locali) è una provincia italiana della Campania di 1.092.349 abitanti. Si estende su una superficie di 4.918 km² e comprende 158 comuni.

Affacciata a sud-ovest sul mar Tirreno, confina a nord-ovest con la provincia di Napoli, a nord con la provincia di Avellino, ad est con la provincia di Potenza in Basilicata.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Per la vastità eterogeneità del territorio, comprendente diverse entità storico-geografiche, è sicuramente una delle province più varie d'Italia.

La parte nord, meno estesa al confine con la provincia di Napoli, si divide nella fascia della costiera Amalfitana (parte meridionale della penisola sorrentina, patrimonio UNESCO) e nel retrostante Agro Nocerino Sarnese, fertilizzato dalle ceneri vesuviane ed irrigato dal fiume Sarno.

Proseguendo verso sud est si trova il capoluogo, che si sviluppa nel punto in cui la valle dell'Irno sfocia verso il mare, fra le propaggini dei monti Lattari e dei monti Picentini.

Proseguendo verso est troviamo la piana del Sele o di Paestum, fino al Novecento terra malsana e paludosa, oggi zona ad elevata produttività agricola e di forte richiamo turistico. A nord della piana c'è la zona collinare e poi montuosa dell'Alto e Medio Sele ai confini con l'Irpinia.

Infine, oltre il Sele, le vaste aree del Cilento e del vallo di Diano, territori prevalentemente montuosi e verdeggianti di difficile accessibilità, a lungo rimasti isolati dai principali flussi di traffico, ma di grande fascino paesaggistico tanto da essere dichiarati parco nazionale e patrimonio UNESCO.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio, in prevalenza collinare, è ricco di corsi d'acqua, il principale dei quali è il fiume Sele, che nasce in provincia di Avellino e sfocia ad Eboli, in località Foce Sele, a 5 km di distanza da Paestum, con una portata di circa 70 m/s. Altri corsi d'acqua rilevanti sono il suo affluente Calore Lucano, il Tanagro, il Bussento, il Sarno, e l'Alento, da cui prende il nome la regione cilentana (cis-alento).

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Tra le alture di rilievo, vanno ricordate il Cervati (1898 m) e il massiccio degli Alburni col monte Panormo (1742 m), appartenenti al Subappennino lucano; il Polveracchio (1790 m) e l'Accellica (1660 m), appartenenti all'Appennino campano. Le valli di maggiore dimensione sono il vallo di Diano, la valle del Sele e la val Calore. La costa della provincia di Salerno si estende per circa 220 km, da Positano a Sapri; la morfologia della costa è estremamente varia: la parte nord è rappresentata dalla celeberrima costiera amalfitana, aspra e frastagliata, dalla quale si godono panorami unici al mondo; la parte centrale è piatta ed è caratterizzata da un'ampia ed ininterrotta spiaggia, orlata da una rigogliosa pineta, che si estende per più di 50 km da Salerno ad Agropoli, passando per Paestum; la parte sud, detta "Costiera Cilentana", si estende per circa 100 km da Agropoli a Sapri ed è caratterizzata dal continuo alternarsi di tratti aspri e rocciosi a spiagge ampie e sabbiose.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è caratterizzato da inverni tiepidi e da estati calde e secche. La temperatura media del mese di gennaio è 10,8 ° mentre quella di luglio è di 24,5°. La dolcezza climatica è dovuta al fatto che il territorio provinciale è protetto dai venti freddi nordorientali(a parte la città di Salerno, che ne è esposta a causa della valle dell'Irno) ed esposto a quelli sudoccidentali. Il clima è marittimo, temperato e piovoso, specie nelle zone interne. I periodi di maggiore piovosità sono l'autunno e l'inverno. Quando si verificano le cosiddette "libecciate" (correnti umide di libeccio che spirano sulla provincia) oltre alle violente mareggiate si hanno intense precipitazioni orografiche, in particolare nelle zone più esposte a questi venti(Picentini e Cilento), dove, con queste configurazioni meteorologiche, si verificano talvolta veri e propri nubifragi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il territorio[modifica | modifica sorgente]

provincia di Salerno vista dal satellite.
L'Agro Nocerino Sarnese e la valle del Sarno.

Storicamente, lo sviluppo territoriale è stato pesantemente influenzato dall'assetto geografico. I primi insediamenti umani di cui si abbiano tracce interessano la parte della piana pestana più vicina al capoluogo (comune di Pontecagnano Faiano e zone limitrofe). In epoca storica, la provincia fu visitata dagli Etruschi che fondarono Nuceria Alfaterna ed un insediamento a Fratte e soprattutto dai Greci, che vi fondarono un importante centro della Magna Grecia, Posidonia, poi ribattezzata dai Romani Paestum, oggi area archeologica tra le più importanti d'Italia. I coloni greci conquistarono anche la città focea di Elea, che avrebbe dato i natali a Parmenide e Zenone, tra i maggiori filosofi dell'antichità. Notevole importanza ha avuto la città di Eboli che, fino a qualche secolo fa, occupava un'ara che si estendeva dal Sele al Tusciano, occupando anche il territorio dell'odierna Battipaglia.

Il capoluogo fu probabilmente insediamento etrusco, poi colonia greca che venne più tardi conquistata o sostituita da una colonia romana, come altri centri della provincia, al tempo della seconda guerra punica. Divenne comunque colonia cittadina nel III secolo a.C. Era in origine un castrum, un accampamento militare posto sul fiume Irno, all'inizio della valle omonima che risale verso le zone più interne della regione, Avellino e Benevento. Tale valle rivestirà grande importanza negli anni successivi alla caduta dell'Impero romano d'Occidente.

Nel V secolo, infatti, il territorio fu coinvolto nella guerra greco-gotica, e le zone più meridionali rimasero tagliate fuori dagli sviluppi successivi, accomunandosi alla Basilicata anche in termini di isolamento e ritardo storico a causa della relativa facilità di collegamento con l'allora Lucania attraverso il Vallo del Diano. Subito dopo, i Longobardi (succeduti ai Goti nella lotta contro Bisanzio) istituirono a Benevento un loro ducato, detto Longobardia Minor per distinguerlo dai possedimenti longobardi in Italia settentrionale. Attraverso la valle dell'Irno i guerrieri nordici calarono poi su Salerno, allora bizantina, e la espugnarono istituendo anche lì una sede ducale (la statale che collega i due capoluoghi appunto lungo la valle dell'Irno è ancor oggi detta dei Due Principati). La storia della Longobardia minor finirà con l'esser ancor più lunga di quella maggiore: a Salerno infatti il governo longobardo giunse fin oltre il 1000, quando fu sostituito dalla fondazione del primo regno normanno d'Italia, ad opera di Roberto il Guiscardo, che rovesciò l'ultimo duca longobardo Guaimario V, impalmandone la figlia Sichelgaita (1077). Qualche anno dopo i normanni misero fine anche alla Repubblica Amalfitana, a lungo rivale del capoluogo, e si rivolsero a fini di conquista ad altre regioni, disinteressandosi delle zone meridionali della provincia (Cilento e Vallo di Diano), abbandonate alle incursioni saracene ed alla fame.

La piana del Sele.

Il successivo sviluppo della dinastia normanna, che culminerà nella straordinaria figura di Federico II, porterà poi la Storia e il potere (e la Scuola medica salernitana, straordinario esempio di cooperazione interculturale) lontano da Salerno e dalla sua provincia, iniziando un processo di lenta decadenza.

Nel XIX secolo l'economia della provincia conobbe una forte crescita. Il settore tessile si sviluppò enormemente, grazie all'investimento di diverse famiglie svizzere, gli Züblin, Wenner, e Schlaepfer a Fratte di Salerno sul fiume Irno e poi i Mayer e i Freitag a Scafati sul fiume Sarno, che vi iniziarono una fiorente attività tessile. Tali insediamenti portarono la Rivoluzione Industriale nel salernitano, favorendo la nascita di un significativo polo industriale tessile che riguarderà anche Angri e Nocera, espandendosi poi fino a Poggioreale e Piedimonte Matese, giungendo ad impiegare ben 12.000 operai intorno al 1880.

Prima dell'Unità, nel 1857 Carlo Pisacane trovò la morte a Sanza nel Vallo di Diano, ucciso dai contadini del posto che pensavano si trattasse di un fuorilegge. Furono molti i salernitani che appoggiarono Garibaldi nel 1860 quando attraversò la provincia diretto a Napoli (erano numerose le affiliazioni alla Carboneria risorgimentale a Salerno)[2]

L'industria alimentare ebbe un forte sviluppo durante il Regno d'Italia e fu particolarmente promossa e sovvezionata da Mussolini, specialmente nell'agro Sarnese-nocerino e nella Piana del Sele. Ma le fortune del tessile nella provincia subirono un forte rallentamento alla fine dell'Ottocento e la produzione andò scemando nel corso del XX secolo. L'ultima fabbrica tessile della valle dell'Irno fu delocalizzata nel settembre 2007.

Il regime fascista promosse poi la bonifica della piana pestana, liberando terra fertile che fu assegnata anche a coloni da altre parti d'Italia, e con la ferrovia tirrenica (a binario unico fino al 1925) si favorirà la penetrazione della modernità in Cilento, 2500 anni dopo l'involontaria visita del mitico prototurista Palinuro, nocchiero d'Enea.

Dopo le distruzioni della seconda guerra mondiale la provincia sta registrando un notevole sviluppo anche industriale, specialmente nella parte settentrionale intorno al capoluogo.

L'ente[modifica | modifica sorgente]

L'ente locale, nato con l'annessione del Regno delle Due Sicilie al Regno d'Italia nel 1861, sin dalla sua istituzione era suddiviso in quattro circondari, degli enti subordinati alle province istituiti con la Legge Rattazzi (Regio decreto n. 3702 del 23.10.1859. I quattro enti erano suddivisi a loro volta in mandamenti.

Elenco dei circondari della provincia salernitana:

Tutti i circondari d'Italia furono soppressi con regio decreto n. 1 del 02.01.1927.

Cronologia essenziale[modifica | modifica sorgente]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Stemma precedente della provincia

Con delibera della giunta provinciale del 15 ottobre 2010 l'ente ha assunto una nuova arme araldica che ha la seguente blasonatura:

« d'azzurro alla Croce di Amalfi d'argento »

precedentemente l'ente faceva uso di uno stemma riportante la bussola, inventata secondo la tradizione dal navigatore amalfitano Flavio Gioia, simbolo utilizzato dalla provincia del Principato Citra di cui quella di Salerno è la continuazione, ed avente la seguente descrizione araldica

« troncato d'argento e di nero; nel mezzo una bussola da navigazione attraversante caricata all'intorno delle lettere M.T.G.L.S.O.L.P. Di sopra due semivoli di nero attaccati in fascia alla bussola, nel cantone destro del capo una stella d'oro fulgente di raggi; sotto due semivoli di argento attaccati in fascia alla bussola. La corona che sovrasta è formata da un cerchio d'oro geminato con le cordonature lisce ai margini, con due rami uno di alloro e uno di quercia (naturale) uscenti dalla corona decussati e ricadenti all'infuori. »

Importante notare che entrambi gli stemmi riferiscano alla Repubblica amalfitana

Natura[modifica | modifica sorgente]

La Provincia di Salerno presenta diverse eccellenze ambientali, spesso riconosciute anche a livello amministrativo. il territorio accoglie infatti un parco nazionale, il già ricordato Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, quattro parchi regionali (il Parco regionale Monti Picentini, il Parco naturale Diecimare, il Parco regionale Bacino Idrografico del fiume Sarno e il Parco regionale dei Monti Lattari), una Riserva Naturale Statale (la Valle delle ferriere), due Riserve Naturali Regionali (quella della Foce Sele e Tanagro e quella dei Monti Eremita e Marzano), poi due aree marine protette (l'Area marina protetta di Punta Campanella e l'Area marina protetta di Santa Maria di Castellabate e Punta Licosa, prima area marina protetta in italia prevista fin dal 1972[3]), e infine le oasi protette del Monte Polveracchio e di Persano.

Inoltre, sul territorio sono presenti due siti riconosciuti dall'UNESCO Patrimonio dell'umanità, la Costiera Amalfitana e il Parco Nazionale del Cilento e del Vallo del Diano, che è riconosciuto anche riserva della biosfera e primo geoparco, tra i parchi nazionali italiani.

La Costiera Amalfitana

La Costiera Amalfitana comprende i territori dei comuni rivieraschi compresi tra Positano e Vietri sul Mare, alle porte del capoluogo. Si tratta di un territorio di straordinaria bellezza paesaggistica in cui l'attività umana ha saputo integrarsi perfettamente, attraverso il paziente lavoro millenario per strappare alle scoscese balze montane fazzoletti di terra per uso agricolo o edilizio. Si è creato così un paesaggio antropizzato unico al mondo, impreziosito da testimonianze storiche ed architettoniche tra le quali occorre segnalare il Duomo di Amalfi e i giardini di Villa Cimbrone e Villa Rufolo a Ravello.

La Fontana, il simbolo di Roscigno Vecchia

Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano è invece un vasto territorio di 180.000 ettari che, anche grazie ad un isolamento secolare, ha saputo conservare usi antichissimi, di grande valore salutistico ed ambientale. È infatti ad Acciaroli e Pioppi, sulla costa cilentana, che Ancel Keys, nutrizionista statunitense, ha condotto gli studi sull'alimentazione che hanno portato alla definizione della famosa 'dieta mediterranea'. Attualmente, il territorio è interessato da una ricerca del CNR, mirante a individuare i fattori anche genetici che consentono eccezionale, attiva longevità in perfette condizioni di salute alla popolazione cilentana. Al Parco, ai fini dell'attribuzione della qualifica di Patrimonio dell'Umanità sono stati aggiunti i siti archeologici di Paestum e Velia (l'antica Elea), la Certosa di Padula, le Grotte di Pertosa e le Grotte di Castelcivita.

Occorre infine segnalare che l'area del Cilento è oggi uno straordinario serbatoio di biodiversità in campo florofaunistico, esemplificata dalla Primula di Palinuro (Primula palinuri), ma in particolare per quanto riguarda le piante alimentari: per tutte, si segnala il fagiolo di Controne, dalla buccia sottilissima e dall'eccellente digeribilità. Per questi motivi nel 1997 il Parco è stato inserito dall'Unesco nel Programma MAB (Man And Biology), come Riserva della biosfera e nel 2010 è stato nominato primo, tra i parchi nazionali, Geoparco italiano. Un'altra caratteristica è l'area ambientale incontaminata del Vallo di Diano, territorio ai confini della Basilicata a 60 km da Salerno. Il Vallo di Diano è un punto di riferimento per tutti coloro che amano la natura e la gastronomia, dalla Valle delle Orchidee a Sassano alle Grotte di Pertosa, dalle escursioni trekking per i sentieri del Cervati ai Boschi di Sanza. Il territorio ospita anche complessi ipogei di grande interesse, fra i quali si citano le Grotte di Castelcivita, con uno sviluppo di oltre 4 km, le Grotte di Pertosa, da visitare in parte in barca, le Grotte del Bussento sul fiume omonimo.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Salerno.

La Provincia di Salerno è proprietaria di 451 strade; alcune sono in via di declassificazione a strade comunali.[4]

Oltre a gestire strade provinciali, l'ente si occupa anche di 20 Strade statali declassate in strade regionali.

Aeroporto[modifica | modifica sorgente]

Salerno Costa d'Amalfi

Economia[modifica | modifica sorgente]

I settori trainanti della provincia sono l'agroindustria, il terziario ed il turismo. Nella piana del Sele oltre all'industria risulta molto sviluppata l'agricoltura e la zootecnia. Le attività industriali sono numerose nella zona settentrionale della provincia e nella piana del Sele. Da citare i gruppi alimentari La Doria e Princes nell'agro-nocerino, ma anche il gruppo Antonio Amato nel capoluogo, Bonduelle a Battipaglia e Newlat ad Eboli. Nel comparto chimico sono presenti, fra tutte, la Saint-Gobain di Fisciano, Italcementi e Sol a Salerno.Il settore automotive annovera la Cooper Standard Automotive di Battipaglia, la Rubber Division di Salerno e la Johnson Controls di Cicerale.Il comparto metalmeccanico è presente con il gruppo Ilva e Fonderie Pisano a Salerno, la meccanica con il gruppo Otis a Salerno, Ardagh a Cava de Tirreni e Castel San Giorgio, Silgan White Cap a Battipaglia, Crown a Nocera Superiore e Battipaglia. Nelle TLC svettano la Ericsson di Pagani, la Telerobot e il centro ricerche dell'Alcatel-Lucent a Battipaglia, la Nexans e il gruppo Prysmian sempre a Battipaglia.A Cava de Tirreni è presente uno stabilimento delle Manifatture Sigaro Toscano. Inoltre a sud del capoluogo sono presenti numerosi caseifici per la produzione di formaggi tra cui spicca la mozzarella di bufala. Ben sviluppato è anche il settore della pesca, soprattutto quella del tonno nel comune di Cetara.

Prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Limoni Costa d'Amalfi
Mozzarella di bufala campana

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sede di insediamenti preistorici, la provincia di Salerno conobbe un primo, formidabile sviluppo culturale ad opera di invasori orientali, Focei e Greci. I primi fondarono una città alla foce dell'Alento, oggi in territorio di Ascea, poi conosciuta come Elea e successivamente Velia, che con la successiva colonizzazione greca ospitò una delle maggiori scuole filosofiche presocratiche, la scuola Eleatica resa celebre dalle speculazioni di Parmenide e Zenone, il cui paradosso dovette aspettare il calcolo infinitesimale di Leibniz-Newton per essere confutato, più di due millenni più tardi. I secondi fondarono invece, alla foce del Sele in territorio di Capaccio, Poseidonia, oggi nota col nome romano di Paestum. Le vestigia dei suoi formidabili templi rivaleggiano in bellezza e condizioni di conservazione con quelle della Valle dei Templi di Agrigento e la Selinunte della Sicilia Occidentale, e sono tra le più importanti testimonianze architettoniche giunte fino a noi dalla Magna Grecia. I templi, all'epoca ancor più affascinanti perché circondati da paludi malariche, furono poi meta prediletta dei viaggiatori del Grand Tour ottocentesco, così importante nella cultura europea, finendo per essere raffigurati (e narrati) dai maggiori artisti e letterati del tempo.

In epoca medievale, Salerno fu centro benedettino di assoluto rilievo, e prima ancora ebbe un ruolo fondamentale e propulsivo in quel processo di renovatio imperi che portò la cultura longobarda a riproporre in Italia istituzioni e conoscenze dell'epoca romana fino a culminare nella fondazione del Sacro Romano Impero da parte di Carlo Magno, che del principe longobardo salernitano Arechi II fu cognato (avendo entrambi sposato figlie del re lombardo Desiderio). Risale a quei secoli la formazione della Scuola Medica Salernitana, che recuperò al sapere del tempo le antiche conoscenze greche e alessandrine (attraverso traduzioni arabe), oltre a gettare il seme di quella botanica moderna che sarebbe giunta a compiuta fioritura nel XVIII con lo scandinavo Linneo, autore di una classificazione che riprese e ampliò l'Opus Pandectarum di Matteo Silvatico, prima compilazione botanica del mondo occidentale medievale. Con le dominazioni normanno-sveve ed angioine la provincia decadde sul piano culturale non meno che economico e sociale, e i secoli del malgoverno spagnolo accentrarono la produzione culturale nella vicina Napoli. Tuttavia, in quegli anni, un ruolo propulsivo lo ebbero istituzioni religiose (il capoluogo è definito città conventuale) e, in più rari casi, Signori illuminati; non mancarono tuttavia eccezioni, come è il caso di Giovanbattista Vico, filosofo peraltro eccentrico nel panorama salernitano e nazionale del suo tempo. All'alba dell'Ottocento, troviamo eredi di questa tradizione intellettuali salernitani a quasi tutte le svolte del tempo nuovo. Come fu il caso dell'abate Genovesi, che nella tarda età borbonica contribuì attivamente ai tentativi di riforma del Regno, o come quei patrioti e letterati, cilentani e del capoluogo, che vissero da protagonisti i rivolgimenti carbonari e, prima ancora, la Repubblica Partenopea e l'età napoleonica. Con l'Unità d'Italia, la provincia di Salerno conobbe una sorte non diversa da quella del Mezzogiorno tutto, finendo col condividere un declino che, a parte eccezioni anche notevoli, condusse il territorio ad esprimere soprattutto una cultura amministrativa e letteraria. Una parziale eccezione è rappresentata dal crescere di una cultura industriale, a partire dai primi insediamenti tessili svizzeri, tuttavia minoritaria rispetto a quella rurale, predominante in Provincia, e a quella commerciale, egemone nel capoluogo e nei comuni limitrofi (Cava dei Tirreni, ovviamente l'ex repubblica marinara Amalfi). Nel Novecento, la storia culturale della Provincia di Salerno annovera figure rilevanti, come Alfonso Gatto, poeta ermetico e scrittore raffinato, come Filiberto Menna, insigne critico d'arte. Salernitano è stato dal 1976 al 1984 il Presidente del CNR, Quagliariello. Napoletano di nascita, ma salernitano d'adozione è lo scrittore Diego De Silva, autore di Certi bambini, e salernitani si contano anche nel giornalismo di qualità, dal Gaetano Afeltra del Corriere della Sera all'Aldo Falivena autore di un fortunato format televisivo degli anni settanta del secolo scorso. Per il teatro, vi è lo scrittore Franco Pastore, autore dell'Arechi secondo, Guaimario IV, Sichelgaita, La battaglia della Carnale, Roberto il Guiscardo e de La moglie dell'oste, quest'ultima ispirata al Novellino di Masuccio Salernitano.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

La Costiera Amalfitana, patrimonio Unesco, insieme a quella Cilentana, sono annoverate tra le costiere più belle al mondo. Le più note località turistiche balneari a livello internazionale sono Amalfi, Positano, Praiano, Maiori e Minori incluse nella Costiera Amalfitana, mentre per la Costiera Cilentana Sapri, Castellabate, Marina di Camerota, Paestum, Elea, Agropoli e Palinuro (Centola).

Notevole importanza nel turismo internazionale ha l'area di Paestum, grazie alla sua millenaria storia di colonia prima Greca e poi Romana, vicino alla foce del fiume Sele.

Patrimoni dell'Umanità[modifica | modifica sorgente]

Flag of UNESCO.svg

All'interno del territorio della Provincia di Salerno ricadono ben due Patrimoni dell'Umanità dell'UNESCO:

Scavi archeologici di Paestum
Costiera amalfitana: veduta di Minori

Amministrazioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prefetti della provincia di Salerno.

In seguito a deliberazione del Consiglio Provinciale l'on. Edmondo Cirielli, presidente eletto nel 2009 sostenuto da una coalizione di centro-destra, è stato dichiarato decaduto dalla propria funzione. L'attuale Presidente ad interim è il vicepresidente Antonio Iannone (PdL).

I gruppi politici presenti in consiglio provinciale sono: Pdl (7 seggi), Pdl Principe Arechi (3 seggi), UdC (4 seggi), Forza Provincia (3 seggi), Nuovo PSI (3 seggi), Alleanza per Cirielli (2 seggi), Democrazia Federalista Lubritto (1 seggio); l'opposizione: PD (4 seggi), Villani Presidente (2 seggi), IdV (1 seggio), Sinistra per la Provincia (1 seggio); Alleanza di Centro Pionati (1 seggio); gruppo misto (4 seggi).

Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 13 giugno 2004 Alfonso Andria La Margherita Presidente
14 giugno 2004 7 giugno 2009 Angelo Villani La Margherita poi Partito Democratico Presidente
8 giugno 2009 23 ottobre 2012 Edmondo Cirielli Il Popolo della Libertà Presidente
24 ottobre 2012 in carica Antonio Iannone Il Popolo della Libertà Presidente f.f.

Comunità montane presenti nella provincia[modifica | modifica sorgente]

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Salerno.

Appartengono alla provincia di Salerno i seguenti 158 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella sono inseriti i comuni con più di 10.000 abitanti.[1]

Pos. Stemma Comune Popolazione
(1/2/2011)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Salerno-Stemma.png Salerno 131.000 58,96 2.371,21 4
Cava de' Tirreni-Stemma.png Cava de' Tirreni 53.537 36,46 1.466,48 180
Battipaglia-Stemma.png Battipaglia 51.133 56,46 904,07 72
Scafati-Stemma.png Scafati 50.275 19,69 2.553,33 12
Nocera Inferiore-Stemma.png Nocera Inferiore 45.770 20,78 2.204,28 43
Eboli-Stemma.png Eboli 38.496 137,47 276,02 145
Pagani-Stemma.png Pagani 36.080 12,86 2.796,18 35
Angri-Stemma.png Angri 32.232 13,71 2.309,62 32
Sarno-Stemma.png Sarno 31.451 39 804,02 30
10° Pontecagnano Faiano-Stemma.png Pontecagnano Faiano 25.282 36 696,13 10
11° Nocera Superiore-Stemma.png Nocera Superiore 24.248 14,71 1.639,83 70
12° Capaccio-Stemma.png Capaccio 22.304 112,71 195,27 250
13° Mercato San Severino-Stemma.png Mercato San Severino 21.803 30 717,63 260
14° Agropoli-Stemma.png Agropoli 21.299 32,51 646,63 24
15° Baronissi-Stemma.png Baronissi 16.843 17 987,05 260
16° Campagna (comune)-Stemma.png Campagna 16.184 135,41 118,86 270
17° Castel San Giorgio-Stemma.png Castel San Giorgio 13.702 13 1.038,15 90
18° Fisciano-Stemma.png Fisciano 13.678 31,52 427,56 320
19° Bellizzi-Stemma.png Bellizzi 13.194 7 1.882,71 60
20° Sala Consilina-Stemma.png Sala Consilina 12.691 59,19 214,56 614
21° Montecorvino Rovella-Stemma.png Montecorvino Rovella 12.649 42 298,16 220
22° Giffoni Valle Piana-Stemma.png Giffoni Valle Piana 12.075 87 137,55 196
23° Pellezzano-Stemma.png Pellezzano 10.710 13 837,69 247
24° San Valentino Torio-Stemma.png San Valentino Torio 10.316 9 1.123,33 22
25° Siano-Stemma.png Siano 10.314 8,47 1.224,08 126
26° San Marzano sul Sarno-Stemma.png San Marzano sul Sarno 10.212 5 2.018,2 20
27° Montecorvino Pugliano-Stemma.png Montecorvino Pugliano 10.196 28,72 355,01 42

Comuni meno popolosi[modifica | modifica sorgente]

Nella tabella i tre comuni meno popolati della provincia[1]:

Pos. Stemma Comune Abitanti Maschi Femmine Superficie
(km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Valle dell'Angelo-Stemma.png Valle dell'Angelo 349 163 186 36 620
Serramezzana-Stemma.png Serramezzana 352 163 189 7 520
Romagnano al Monte-Stemma.png Romagnano al Monte 389 175 214 9 650

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 31 dicembre 2008 gli stranieri residenti in provincia sono 29.943. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

La provincia di Salerno è gemellata con:

Varie[modifica | modifica sorgente]

Il 18 maggio 2010 la provincia di Salerno, unica in Campania e nel centro-sud italiano, è insignita a Roma dal ministro Renato Brunetta del premio speciale del concorso "Premiamo i Risultati" insieme alla provincia di Verbania.

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Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Dati Istat - Popolazione residente all'31/10/2012. URL consultato il 30 ottobre 2012.
  2. ^ Il Risorgimento entusiasticamente appoggiato nel Salernitano
  3. ^ Area marina di Punta Licosa, prima in Italia
  4. ^ Elenco strade provinciali
  5. ^ Gemellaggio Santiago de Cuba
  6. ^ Gemellaggio con Lesbo
  7. ^ Gemellaggio con Costanza, Romania
  8. ^ Patto di Amicizia con Main-Taunus-Kreis
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