Maiori

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Maiori
comune
Maiori – Stemma
Maiori – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Antonio Capone (lista civica) dal 1-6-2015
Territorio
Coordinate 40°38′55″N 14°38′20″E / 40.648611°N 14.638889°E40.648611; 14.638889 (Maiori)Coordinate: 40°38′55″N 14°38′20″E / 40.648611°N 14.638889°E40.648611; 14.638889 (Maiori)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 16,67 km²
Abitanti 5 587[2] (31-8-2015)
Densità 335,15 ab./km²
Frazioni Erchie[1]
Comuni confinanti Cava de' Tirreni, Cetara, Minori, Ravello, Tramonti, Vietri sul Mare
Altre informazioni
Cod. postale 84010
Prefisso 089
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065066
Cod. catastale E839
Targa SA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 977 GG[3]
Nome abitanti maioresi
Patrono Santa Maria a Mare
Giorno festivo 15 agosto - Terza Domenica di Novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Maiori
Maiori
Posizione del comune di Maiori all'interno della provincia di Salerno
Posizione del comune di Maiori all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Maiori (IPA: [majόri])[4] (Majùrë in campano[5]) è un comune italiano di 5 587 abitanti[2] della provincia di Salerno in Campania.

È uno dei comuni della Costiera amalfitana, dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è situata lungo la costa tirrenica, nel Golfo di Salerno, alla confluenza del torrente Reginna Major. Il territorio comunale ha una superficie di 16,67 km², è prevalentemente montuoso e comprende parte dei monti Lattari.

Panorama di Maiori dalla spiaggia

Clima[modifica | modifica wikitesto]

La stazione meteorologica più vicina è quella di Ravello. In base alla media trentennale di riferimento 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +7,3 °C; quella del mese più caldo, agosto, è di +23,4 °C. Ma con l'aumentare della temperatura a luglio può raggiungere e superare i +40 °C[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non si sa con certezza chi siano stati i veri fondatori di Maiori. Esistono le ipotesi più varie. Ci sono teorie che attribuiscono la fondazione della cittadina ai greci, agli etruschi, ai picentini, ai romani e finanche al principe dei longobardi Sicardo.

Il nome originario di Maiori era Rheginna Maior per distinguerlo dalla vicina cittadina Rheginna Minor (l'attuale Minori).

Inizialmente tutte le cittadine della costa vennero edificate dai conquistatori che si susseguivano, come per esempio gli etruschi ed i romani. Nel periodo della caduta dell'Impero romano d'Occidente vi furono altri insediamenti.

Intorno all'830 i luoghi della costa furono riuniti in una "Confederazione degli Stati Amalfitani". Fecero parte della Repubblica marinara di Amalfi le città tra Lettere e Tramonti e tra Cetara e Positano (come anche Capri). I loro abitanti, in maniera collettiva, vennero chiamati "Amalfitani". Ogni città in quel periodo mantenne il proprio nome e la propria autonomia amministrativa, svolgendo un ruolo specifico nella Confederazione.

Dopo l'anno mille Maiori (assieme ad Amalfi) passò a fare parte del Principato di Salerno e ne seguì le vicende storiche.

Nel 1343 una mareggiata distrusse gran parte del litorale di tutta la Costiera, che – tra l'altro – viene anche menzionata in una lettera di Francesco Petrarca al Cardinale Giovanni Colonna.

Dal 1811 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Alcuni eventi storici[modifica | modifica wikitesto]

Corso Reginna

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Titolo di Città - nastrino per uniforme ordinaria Titolo di Città
«[7]»
— Roma, 9 giugno 2015

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata vista dal basso
  • Collegiata di Santa Maria a Mare (XII secolo).
  • La chiesa di Santa Maria del Carmine si trova accanto alla Collegiata di Santa Maria a Mare.
  • Chiesa di San Giacomo
Immagine Santa Maria a Mare
  • Chiesa di San Francesco.
  • Chiesa di San Rocco, che corrisponde all'antica Chiesa di San Sebastiano, si trova nella piazza Raffaele Amato. La Chiesa di S. Sebastiano fu distrutta durante le incursioni dei Pisani, successivamente ricostruita e quindi dedicata a San Rocco, il patrono delle pestilenze.
  • Chiesa ed ex Convento del Santo Rosario: eretta e donata nel 1662 dal maiorese Leonardo Russo, fu chiusa a causa del terremoto 1980 e riaperta al culto l'8 agosto 2014. Nota anche con il nome di chiesa di San Domenico.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie: ha origini già dal IV secolo, è stato distrutto dall'alluvione nel 1910 e successivamente ricostruito. Di particolare interesse sono il dipinto "La Visitazione" del XIV secolo e la fonte battesimale del XIII secolo. Anche il campanile e la facciata del secolo XVII sono degni di nota.
  • Chiesa di San Martino, si trova nella località Vecite. La sua struttura è di matrice romanica ed è trinavata, con colonne inglobate nei pilastri dopo i rifacimenti barocchi.
  • Chiesa di San Pietro in Posula si trova nella omonima località. Secondo Filippo Cerasuoli fu visitata dalla Regina di Napoli Giovanna II d'Angiò, durante il suo soggiorno in Maiori, ospite nel palazzo dei nobili de Ponte.
  • Chiesa di Santa Maria del Principio, si trova nella frazione Ponteprimario. La prima edificazione della Chiesa risale al VII secolo, ma è stata ricostruita varie volte. Al suo interno si conserva una statua lignea della Madonna, opera di un pastore del XIII secolo. La statua andò perduta e fu poi miracolosamente rinvenuta da un contadino del luogo.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, ex Abbazia benedettina, si trova nella frazione Erchie. Nel suo interno si venera la Beata Vergine Maria Assunta in Cielo (14/08). Da notare la cornice del portale in tufo, le colonne originali del battistero, il capitello posto sopra il crocifisso e le due colonne originali dell'altare oltre all'altare stesso.
Complesso Abbaziale di Santa Maria dell'Olearia”
L'abbazia è stata fondata nel 973 da monaci benedettini che in quel luogo ebbero un frantoio per la produzione di olio. Da ciò proviene anche il nome di "S. Maria Olearia". Al primo sguardo è difficile notare l'abbazia, perché è stata integrata in maniera molto armonica nel paesaggio. Santa Maria de Olearia è un antico insediamento rupestre risalente al X secolo interamente ricavato nella roccia, progressivamente ampliato fino a diventare un Monastero. Strutturato in tre cappelle sovrapposte al livello più basso troviamo la più antica, nota come "Cappella delle catacombe" o "Cripta". Sul muro orientale dell'anticamera della Cripta si trovano gli affreschi meglio conservati di tutto il complesso: la "Vergine coi Santi". A destra della Vergine un santo barbuto indossa una tunica bianca, con clavi rossi ed un mantello giallo; alla sinistra un santo in armi. Proseguendo nella Cripta si trovano tre figure con aureola, le cui teste sono state rimosse. Si presuppone le immagini fossero di Cristo con ai lati S. Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista. L'abside centrale della cripta presenta un Cristo, in piedi, vestito di una tunica bianca con un mantello d'oro con ai lati due arcangeli bizantini. Una rampa di scale conduce alla Cappella Principale. La Cappella Principale è costituita da un ambiente a volta a croce e spazi secondari con volta a botte. La volta a croce presenta una cornice centrale in cui, probabilmente, vi era una immagine di Cristo. Sono raffigurate nella Cappella: "L'Annunciazione", "La Visitazione", "L'adorazione dei Re Magi", "Il primo bagnetto di Gesù, con due levatrici" ed altre scene della vita di Cristo che si concludono con la Crocifissione. Dalla terrazza antistante la Cappella Principale si arriva alla Cappella di San Nicola. All'esterno di essa, sulla facciata che dà sul cortile principale, si può ammirare un medaglione con "La Mano di Dio" e verso il medaglione, due figure di "Angeli Osannati". Nell'abside della Cappella l'immagine della "Vergine Maria col Bambino", alla cui destra c'è "San Paolino" e a sinistra "San Nicola", ambedue identificati per una iscrizione. Entrambe le figure sono in abiti vescovili e portano un libro. Sull'arco dell'abside "San Giovanni Evangelista" e "San Giovanni Battista". Tra gli affreschi presenti: "Storia di mare" in cui S. Nicola salva tre uomini da una esecuzione; "San Nicola appare a Costantino" e "San Nicola appare ad Abalabio". Sia gli affreschi della Cappella principale sia quelli della Cappella di S. Nicola sono databili nell'XI secolo ove li troviamo nella villa del più nobile della città, Manuel Sorrentino[8].
Chiesa e convento di Santa Maria della Pietà”
La casa del Convento di Santa Maria della Pietà ebbe inizio in data 27 settembre 1515. In questa data il dottor Luca Staibano inserisce nel suo testamento il trasferimento di un casamento con giardino al Comune di Maiori che determinava che venisse fondato un monastero di monache clarisse. Circa quattro anni più tardi furono iniziati i lavori che terminarono attorno al 1530. Venne quindi fondato il Monasterium S. Luca seu Pitatis Ordini S. Francisci Obsrvantiae della Pietà. Donzelle nobili poterono entrare nel convento e nel 1661 il numero di esse era già salito a quindici. Tra di esse si possono trovare i nomi delle famiglie più note: de Ponte, Aurisicchio, Confalone. Nella piccola chiesa, ricca di opere artistiche, appartenente al convento sono, tra l'altro, presenti opere di Girolamo Cenatiempo e Nicola Vaccaro. A causa della soppressione dei patrimoni ecclesiastici nel 1866 il complesso passò allo Stato e poi al Comune di Maiori. In data 1º settembre 1932 il complesso passò alle Suore di Pompei.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Castello di San Nicola
  • Palazzo Mezzacapo, oggi è la sede degli uffici del comune e si trova al centro del Corso Reginna, la via "centrale" di Maiori. Esso è testimone del fiorente passato della città, perché un tempo era la residenza del Marchese Mezzacapo. Si accede al palazzo attraversando una porta in legno intagliata. Quando ci si trova nel cortile interno si vedono due scale marmoree che a destra e sinistra portano ai piani superiori del palazzo che è composto da numerosi vani, il più importante dei quali è la odierna sala consiliare di riunione con un ampio soffitto a volta. Il palazzo è stato costruito nella prima metà del XIX secolo ed è stato ristrutturato completamente dalla famiglia Mezzacapo. Durante una recente ristrutturazione i restauratori hanno rilevato che uno degli affreschi potrebbe essere stato eseguito da Ludwig Richter. Accanto al palazzo si trovano i giardini Mezzacapo la cui disposizione forma una Croce di Malta.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La Torre dei Normanni
  • Castello di San Nicola de Thoro-Plano (IX secolo)[9]
  • Torre di Marina di Erchie
  • Torre di Badia
  • Torre Salicerchio (o Normanna)
  • Torre di Mezzocapo

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico;[11] il comune appartiene alla forania di Maiori-Minori-Tramonti dell'Arcidiocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni ed è suddiviso in cinque parrocchie.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Maiori è stata scelta da Roberto Rossellini per girare film come Paisà (1946), Il Miracolo, secondo episodio della pellicola Amore (1948) e La macchina ammazzacattivi (1952).

Persone legate a Maiori[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

LO statuto comunale riconosce come unica frazione l'abitato di Erchie[14].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Strada statale 163 Amalfitana, principale asse viario di accesso al territorio comunale.
  • Strada Provinciale 2/b Chiunzi-Polvica-Maiori.
  • Strada Provinciale 156 Innesto SS 163-Erchie.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

  • Porto turistico di Maiori

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Mezzacapo, sede del Municipio

Sindaci di Maiori dal 1861[modifica | modifica wikitesto]

  • Beniamino Cimini 1861 – 1870;
  • Francesco Conforti fu Giuseppe 1870 – 1878;
  • Gaetano Cimini 1879 – 1886;
  • Gaetano d'Amato 1887 – 1893;
  • Pietro Pisacane 1894 – 1898;
  • Leopoldo Conforti 1898 – 1901;
  • Francesco Paolo d'Amato 1902;
  • Andrea d'Amato 1902 – 1905;
  • Angelantonio Confalone 1905;
  • Ernesto d'Amato 1906 – 1909;
  • Gaetano Cimini 1909 – 1912;
  • Salvatore d'Amato 1923 – 1926;
  • Salvatore d'Amato (Podestà) 1926 - 1932;
  • Carlo d'Amato (Podestà) 1932 – 1940;
  • Domenico Del Pizzo (Podestà) 1940;
  • Carlo d'Amato (Podestà) 1940 – 1943;
  • Salvatore Confalone 1944 – 1957;
  • Franco Ulderico Forcellino 1957 - 1960;
  • Gaetano Vitagliano 1960 – 1965;
  • Gaetano Vitagliano 1966 – 1968;
  • Giuseppe Della Pietra 1970 – 1972;
  • Gennaro Capone 1972 – 1975;
  • Giuseppe Della Pietra 1975 – 1978;
  • Francesco Di Martino 1978 - 1979;
  • Martino Apicella 1979 – 1980;
  • Mario Civale 1980;
  • Antonio Amatruda 1980 – 1982;
  • Martino Apicella 1982 - 1984;
  • Giuseppe Della Pietra 1984 – 1989;
  • Andrea Savastano 1989 - 1992;
  • Salvatore Della Pace 1992 – 1994;
  • Salvatore Della Pace 1994 - 1998;
  • Mario Civale 1998 – 1999;
  • Stefano Della Pietra 1999 – 2004;
  • Francesco Amato 2004 – 2005;
  • Stefano Della Pietra 2005 – 2010;
  • Antonio Della Pietra 2010 – 2015;
  • Antonio Capone 2015 - in carica

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Le competenze in materia di difesa del suolo sono delegate dalla Campania all'Autorità di bacino regionale Destra Sele.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Unica frazione menzionata nello Statuto Comunale.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 agosto 2015.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ dizionario.rai.it, d'ortografia e di pronunzia-Maiori
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 371.
  6. ^ Tabella climatica mensile e annuale (TXT), in Archivio climatico DBT, ENEA.
  7. ^ [1]
  8. ^ Complesso monastico di Santa Maria Olearia
  9. ^ [2]
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Diocesi di Amalfi-Cava de' Tirreni
  12. ^ [3]
  13. ^ Sito della Croce Rossa Italiana.
  14. ^ [4]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Avellino, Mario Rosario. S. Maria della Pietà – Tra Storia ed Arte ed. 2006
  • Cerasuoli, Filippo. Scrutazioni storiche, archeologiche, topografiche con annotazione e documenti della Città di Maiori ed. 1865
  • Criscuolo, Vincenzo. Le Pergamene dell'archivio della Collegiata di Maiori con un'appendice di documenti dall'Archivio Segreto Vaticano. Amalfi, Centro di Cultura e Storia Amalfitana, 2003
  • Di Martino, Crescenzo Paolo. "In vico ecclesiae Sancti Iohannis de Campulo". Origini e sviluppo di un casale in Costa d'Amalfi tra Medioevo ed Età Moderna: Rassegna del Centro di Cultura e Storia Amalfitana 26 (2003)
  • Primicerio, Giuseppe. La città di Maiori origini ai tempi odierni ed. 1983

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN155926366 · GND: (DE4408052-9 · BNF: (FRcb150281908 (data)
Provincia di Salerno Portale Provincia di Salerno: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Provincia di Salerno