Angri

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Angri
comune
Angri – Stemma Angri – Bandiera
Angri – Veduta
Veduta di Angri
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
SindacoCosimo Ferraioli (lista civica) dal 14-6-2015
Territorio
Coordinate40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)Coordinate: 40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)
Altitudine32 m s.l.m.
Superficie13,77 km²
Abitanti34 126[1] (31-12-2017)
Densità2 478,29 ab./km²
Comuni confinantiCorbara, Lettere (NA), San Marzano sul Sarno, Sant'Antonio Abate (NA), Sant'Egidio del Monte Albino, Scafati
Altre informazioni
Cod. postale84012
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065007
Cod. catastaleA294
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Cl. climaticazona C, 1 175 GG[2]
Nome abitantiangresi
PatronoSan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Angri
Angri
Angri – Mappa
Posizione del comune di Angri all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Angri è un comune italiano di 34 126 abitanti[1] della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Angri fa parte dell'Agro nocerino sarnese, immediatamente a ridosso dell'area vesuviana, e costituisce insieme a Scafati l'estremo settentrionale della Provincia di Salerno. Il territorio comunale va dalla base dei monti Lattari al cuore della Valle del Sarno in una delle zone più fertili d'Italia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mite. La vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale e quella estiva sono caratterizzate da clima umido e fresco. Spesso si presentano precipitazioni che possono durare fino a qualche settimana, poi le giornate diventano solari.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il primo nome usato anticamente per chiamare Angri fu Angra, che significava acqua appantanata, inoltre questo toponimo è ancora utilizzato in una zona antica della città, denominata Paludicella[3].

Secondo alcuni studiosi, il nome di Angri potrebbe derivare anche da altri termini antichi tra i quali figurano:

  • Anger, Ancra e Angara che indicavano fasce di terra coltivate lungo i fiumi;
  • Angarius l’animale da traino o campestre;
  • Angarium la stazione o officina di ferramenta e pulizia dei cavalli;
  • Angrivari popolazioni germaniche delle pianure, ribellatesi a Cesare e più tardi ammesse a militare negli eserciti romani;
  • Angaria stazione di posta, dove i viaggiatori si ristoravano ed effettuavano il cambio dei cavalli[4].

Nel Medioevo alla città venne cambiato nuovamente il nome, in Ancharia, nella lingua volgare locale dell'epoca, poiché tale nome si addiceva di più al luogo e voleva indicare la fertilità delle campagne e della vegetazione che, all'epoca, si estendevano dalle pendici dei monti Lattari fino alle sponde del fiume Sarno, dove si sviluppava. Infine il nome di Ancharia venne registrato e compare per la prima volta nel Codex Diplomaticus Cavensis (in italiano codice diplomatico Cavese) dell'856 e conservato nell'abbazia territoriale della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni[5].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nei pressi della città di Nuceria Alfaterna (nota nel ventunesimo secolo come Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Angri e Sant'Antonio Abate), fu combattuta la battaglia dei Monti Lattari, anche conosciuta come battaglia del Vesuvio (poiché la prima fase della battaglia fu combattuta proprio su di esso), che si svolse nell'ottobre 552 durante la guerra gotica. Essa fu decisiva per la sconfitta dei Goti e l'affermazione dell'Impero romano d'oriente in Italia. La battaglia fu combattuta fra il generale dell'Impero Romano d'Oriente Narsete e l'ultimo re degli Ostrogoti Teia, il quale la perse e con essa anche la sua vita. Infine in una località nota come Pizzauto (Pozzo dei Goti) si dice che ci siano gli scheletri di alcuni soldati Goti, gettati lì, dai vincitori, ove è situata la Grancia di San Giacomo. Ad Angri inoltre, è stata intitolata una strada col nome de Goti in epoca moderna.

Nel 1290 re Carlo II d’Angiò assegnò il feudo di Angri a Pietro Braherio o De Braheriis, militare e familiare regio.

Nel 1421 fu teatro di lotta tra angioini e aragonesi. Durante le lotte tra le due fazioni subì un violento assedio da parte del cavaliere di ventura Andrea Forte Braccio da Montone avvenuto nel 1421.

Nel 1425 a seguito dell'intervento della regina Giovanna D’Angiò-Durazzo il feudo venne ripristinato a favore del feudatario di Angri il conte Giovanni Zurolo.

Il suo maggiore fasto è riconducubile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui regnarono i principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di principato. I Doria detennero il feudo sino all'abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera.

Dal 1806 al 1860 è stata capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stata capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Con la creazione del comune di Pompei, Angri perse la frazione di Bagni in favore del comune di Scafati perché il comune di Scafati dovette cedere alcuni territori all'allora nascente comune di Pompei, in prossimità degli scavi archeologici. Angri ottenne però una nuova frazione, che era Sant'Egidio del Monte Albino ma la perse appena venne elevata al rango di comune autonomo.

Con la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana Angri è diventata un comune autonomo.

Stemma civico[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma della città di Angri rappresenta 3 montagne all'interno di uno scudo, i colori bianco e rosso utilizzati anche dalla squadra calcistica della città. Sotto lo scudo è presente la scritta in latino Uiversitas terrae angriae (università della città di Angri), titolo dato alla città nel Medioevo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sorgono il Castello e il palazzo Doria, attigui tra loro, che danno sulla Villa comunale, il giardino del suddetto castello.

Le chiese sono la collegiata di San Giovanni Battista, la confraternita di Santa Margherita, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, l'ex-grancia della certosa di San Giacomo di Capri Pizzauto, la chiesa della Santissima Annunziata con il museo del santo canonico Fusco, la chiesa del Carmine, di Santa Caterina e la sua congrega antistante, la chiesa di San Benedetto, la confraternita di Santa Margherita, la cappella dei Santi Cosma e Damiano, la chiesa della Madonna delle Grazie, la chiesa della Madonna della Pace.

Chiesa di San Benedetto da Norcia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Benedetto da Norcia (Angri).

Secondo le fonti ufficiali, la chiesa risalirebbe al secolo VII[6]. Venne eretta inizialmente in puro stile gotico. Le sue dimensioni iniziali erano più piccole di come le si possono osservare oggi[7].

La chiesa si presenta al suo interno con una ripartizione di tre navate, sulle quali si possono ammirare le antiche colonne che reggevano la vecchia chiesa. Le opere artistiche custodite al suo interno sono un prezioso polittico e una pala d'altare attribuite a Cristoforo Scacco e datate 1503[8].

Collegiata di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Collegiata di San Giovanni Battista (Angri).

La collegiata di San Giovanni Battista costruita a partire dal 1180, e intitolata inizialmente a sant'Angelo (san Michele Arcangelo) è la chiesa madre di Angri.

Al suo interno conserva opere di Simone da Firenze e di Angelo Solimena e la statua lignea ed il busto argenteo di san Giovanni Battista, patrono della città.

Cappella di San Nicola di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della cappella di San Nicola di Bari

La cappella gentilizia venne fatta costruire su proposta del nobile angrese Riso De Risi nel 1321, dedicandola a san Nicola di Bari, dopo che egli si appropriò delle terre dove sorge la struttura religiosa. Dal nome del nobile derivò il toponimo rimasto invariato nel tempo di borgo Risi.[9]

La facciata della cappella alla sua fondazione era di stile romanico. Vi sono attualmente su di essa due piccole finestre dalle quali è possibile accedervi dal suo 'interno. L'interno si presenta con un unico ambiente e vi è un solo altare maggiore per le celebrazioni eucaristiche inoltre, vi è un nartece dal quale oggigiorno è possibile accedervi solo dal secondo piano di una parte dell'annesso istituto delle suore compassioniste serve di Maria. Dietro l'altare maggiore c'è una nicchia (l'absidiola), nella quale è custodita una statua della Madonna di dimensioni umane e un deambulatorio nel quale vi è anche il locale della sacrestia, dal quale si può accedere da due porte presenti nell'abside. Sopra la porta che si trova alla destra dell'altare maggiore, è piazzato un quadro raffigurante Gesù e suor Maria Maddalena Costanza Starace da giovane e un altro quadro invece è posto sopra la porta che sta alla sinistra dell'altare maggiore, esso raffigura sempre il profilo della fondatrice dell'ordine delle suore compassioniste ma questa volta da anziana. Entrambi questi quadri sono stati inseriti nella cappella dopo la sua annessione all'istituto delle suore compassioniste. Dopo la creazione del vicino istituto delle suore, venne creata anche una porta nell'aula della chiesa, si trova sulla parete che sta tra la porta d'ingresso e alla sinistra dell'altare maggiore. Permettere l'ingresso nella chiesa direttamente dalla portineria del vicino convento delle suore.

Nel '700 la cappella venne ricostruita interamente in puro stile barocco.[10]

Con la creazione del vicino istituto delle suore compassioniste serve di Maria, la cappella divenne proprietà dell'istituto e venne annessa come cappella privata del convento oltre a mantenere le funzione liturgiche anche verso la popolazione.[11]

Nel 1944 il pittore angrese Lorenzo Iovino realizzò nell'abside della cappella alcuni affreschi[12] tra i quali vi sono: delle scene della Vita di san Nicola di Bari, della personificazione umana di Dio e della Madonna venerata, terminati nell'anno 1956 come riportato di fianco alla sua firma. Il primo dipinto è posto sulla porta e sopra al dipinto che si trova alla destra dell'altare maggiore, il secondo è collocato sopra la statua della Madonna che si trova dietro l'abside, infine il terzo sopra alla porta e alla sinistra dell'altare maggiore.

Cappella di San Giuda Taddeo apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Cappella di San Giuda Taddeo apostolo (Angri).

L'edificio e la cappella gentilizia risalgono al 1040.

All'interno della cappella sono conservate diverse opere artistiche: una pala d'altare raffigurante la Santissima Vergine Maria posta tra san Giuda Taddeo e san Gaetano Thiene, commissionata al pittore italiano Carlo Rosa e posta dietro l'altare maggiore, una statua in legno raffigurante San Giuda Taddeo (oggi custodita in una teca di vetro protettiva), con il suo medaglione raffigurante Gesù (tuttavia non è il medaglione originale perché l'originale venne trafugato il 28 ottobre del 2015 da malviventi rimasti sconosciuti) datata '700 e fatta assemblare con la tecnica dell'incastro. Infine c'è un'altra statua datata 1865, dell'Angelo custode e del Bambino Gesù fatta commissionare da Sant'Alfonso Maria Fusco, durante il breve periodo nel quale creò un piccolo doposcuola e oratorio all'interno dei locali della cappella. Anche quest'altra statua è inserita in una teca di vetro protettiva ed è stata fatta restaurare nelle sue parti rotte dopo il furto del 28 ottobre del 2015[13][14].

Chiesa e congrega di Santa Caterina di Alessandria vergine e martire[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di Santa Caterina di Alessandria

La collegiata sorge in piazza Don Enrico Smaldone, ex piazza Trivio[15]. Non si conosce l'anno preciso di fondazione della chiesa ma le prime notizie risalgono al XV secolo[16]. Era risaputo che esisteva un oratorio chiamato con il nome spogliaturo, dove i confratelli della congrega si cambiavano d'abito per le celebrazioni delle messe.

Sempre nel XV secolo i confratelli della congrega fondarono il primo ospedale dell'agro nocerino-sarnese, per ricoverare e curare i poveri e gli ammalati bisogni del città e dei dintorni e anche per alloggiare i pellegrini[16]. L'ospedale della congrega è stato operativo fino all'avvento della Repubblica Napoletana, agli inizi dell''800, poiché il governo della repubblica incamerò tutti i suoi beni[16].

Nel Seicento la congrega istituì anche un monte di pietà che concedeva piccoli prestiti in denaro ai suoi confratelli e a chiunque si trovasse in difficoltà economiche. All'inizio della sua attività, il Monte di Pietà della congrega non richiedeva alcun interesse sul denaro prestato ai confratelli e ai bisognosi ma, poco tempo dopo, tutti i prestiti finanziati vennero corrisposti ad un moderato interesse[16]. Grazie a tutti gli utili generati dalle sottoscrizioni dei richiedenti, nel 1685[16] si fondò un'istituzione, il Pio Monte dei Morti, per suffragare con celebrazioni di sante messe le anime dei morti.

Alle ore 04:00 del mattino, del giorno 30 novembre del 2017, si staccò a causa del forte vento e del maltempo, una campana che si trovava all'interno del campanile, fortunatamente quando cadde non provocò vittime e né danni[17][18].

Il giorno 7 maggio di mattina, è stata installata una nuova campana in sostituzione della precedente.

Ogni 25 novembre si celebra la memoria liturgica di santa Caterina d'Alessandria e la festa nella piazza don Enrico Smaldone, attigua alla congrega.

Chiesa di Santa Maria del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

Facciata delle chiesa di Santa Maria del Carmine

La chiesa venne fatta erigere nel 1611 dai nobili di Angri su proposta dei frati carmelitani insieme ad un loro convento, situato in località Camaldoli di Angri[19]. Tale località ha cambiato nome e il convento dei frati carmelitani non esiste più perché è andato distrutto in una data imprecisata e non fu più ricostruito[20]. Nella chiesa fin dal Seicento è custodita un pala d'altare raffigurante la Madonna bruna.

La chiesa venne ristrutturata interamente nel Settecento nello stile barocco[21]. All'esterno della chiesa vennero aggiunti due campanili in stile dorico. La chiesa venne inoltre arricchita di opere tra le quali: un dipinto settecentesco di forma ovale, incastonato nella volta e raffigurante la Madonna assunta, quadri con Santa Lucia e San Benedetto e tre statue di Sant'Aniello di Napoli, Santa Lucia e la Vergine del Carmelo, quest'ultima datata al 1718[22].

Nell'Ottocento la facciata della chiesa venne arricchita da un affresco[23].

Durante il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, la parte superiore della facciata della chiesa venne distrutta, con la perdita dell'affresco ottocentesco e la chiesa subì anche altri danni sia all'esterno che all'interno[19][24][25]. Il distacco della facciata uccise 9 persone del paese e ne ferì altre.

Il 23 novembre del 2003 è stata posta in piazza Annunziata, dal comune di Angri, una lapide commemorativa per tributare omaggio alle 9 persone uccise sotto la chiesa di Santa Maria del Carmine[26].

Dopo il terremoto la chiesa venne chiusa alle funzioni religiose per un lungo periodo di tempo e, successivamente, venne ristrutturata sia all'interno che all'esterno. Nel 2005 un'ala della chiesa prese fuoco ma si bruciarono solo le 3 statue dei santi riposte al suo interno[27]. con perdita degli originali abiti seicenteschi.

Ogni 20 di luglio si celebra la festa religiosa e la processione per le strade di Angri della statua della Madonna custodita all'interno della chiesa[28].

In un locale annesso alla chiesa è presente anche una confraternita nata insieme alla fondazione della chiesa e che prende il nome dal santuario[29]. In un altro locale connesso alla chiesa è presente anche un centro caritas.

Chiesa della Madonna della Pace[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa della Madonna della Pace nella piazzetta omonima.

La chiesa della Madonna della Pace, chiamata anche Regina Pacis,[30] ha tale nome perché venne fatta erigere come ringraziamento dei cittadini di Angri verso la Madonna per la fine della prima guerra mondiale.[31] Venne fatta erigere dopo la creazione di un'edicola votiva con una statua della Madonnina, ad opera di don Vincenzo del Pezzo, reduce del primo conflitto mondiale e nipote di sant'Alfonso Maria Fusco. Molti abitanti del posto vollero la creazione di questa chiesa anche perché in quella zona di Angri non ne esistevano altre e si trovava molto distante dalle altre chiese del centro cittadino. Tra il 1923 e il 1925 al posto dell'edicola votiva venne eretta la nuova chiesa con le offerte dei cittadini angresi e con l'aiuto degli abitanti, soprattutto della zona locale. Fu consacrata nel 1926 dall'allora monsignor Romeo e divenne parrocchia ufficialmente il 5 aprile del 1953 su ordinazione ecclesiale del vescovo Fortunato Zoppas.[32]

La chiesa sorge su una piccola piazzetta che prende il suo nome. Sulla facciata della chiesa si legge la scritta Reginae Pacis Dicatum (Dedicato alla Regina della Pace). La chiesa possiede un piccolo campanile, in alto a sinistra sulla facciata, sormontato da una piccola statua della Madonna. Sulla facciata è anche collocato un orologio e sopra di esso altre due campane. Sulla facciata della chiesa sono poste tre lapidi commemorative. Quella posta sopra il portone d'ingresso della facciata ricorda l'inizio dei lavori di fondazione. La lapide posta a sinistra del portone d'ingresso è stata affissa dal comune di Angri nel dicembre del 1975 a ricordo del suo fondatore, don Vincenzo Del Pezzo, nel ventesimo anno della sua morte ed è stata nuovamente ripristinata dai parenti del prete nell'ottobre del 2010. La lapide posta a destra del portone d'ingresso è stata collocata il 18 novembre 1987 dopo il trigesimo della morte di don Alfonso Fiorelli, il secondo parroco della parrocchia che l'amministrò per ben 36 anni fino alla sua morte. Successivamente alla morte di questo priore, la chiesa venne retta dal fratello di don Alfonso, don Giacomo Fiorelli, il quale rimase in carica come sacerdote fino alla sua morte, nell'ottobre del 2000. A succedergli fu don Romualdo Calcìde il 17 dicembre 2000.[33]

L'interno della chiesa è formato da un unico ambiente quadrangolare con un unico altare maggiore; dietro di esso è allocata in una nicchia una statua della Madonna con il bambino Gesù, chiamata come la chiesa, Madonna della Pace. Un crocefisso ligneo di piccole dimensioni è conservato vicino all'altare maggiore. Si trovano inoltre nella chiesa una statua moderna di sant'Isidoro l'agricoltore e una tela rappresentante Sant'Alfonso Maria Fusco in abiti canonici, riproduzione parziale dell'originale del pittore Salvatore Seme del 2014. La chiesa è decorata con affreschi novecenteschi fatti realizzare durante i lavori di fondazione dell'edificio. I dipinti a pian terreno sono realizzati in quest'ordine: lungo la parete di sinistra, dall'ingresso fino all'altare maggiore ci sono tre dipinti che raffigurano San Gerardo Maiella, Gesù e San Pasquale Baylon; lungo la parete di destra, dall'ingresso fino all'altare maggiore ci sono altri quattro dipinti che raffigurano: San Vincenzo Ferrer, Sant'Antonio di Padova, Sant'Anna e san Gioacchino e San Domenico di Guzmán. Sul soffitto della chiesa, a partire dall'ingresso, sono raffigurati in affreschi murali: Santa Cecilia in paradiso, una Battaglia della prima guerra mondiale vinta dall'esercito italiano con angeli protettori, dedicata al parroco don Giacomo Fiorelli, e la Beata Vergine Maria assunta in cielo, tra gli angeli. Sulle pareti tra le finestre sono stati raffigurati i quattro evangelisti. Tutti i dipinti e i vari affreschi presenti nella chiesa sono stati restaurati nell'anno 2015.

Ogni 15 maggio viene celebrata la memoria liturgica di Sant'Isidoro oltre alla festa del casale che inizia 3 giorni prima. Nel primo giorno dopo la Santa Messa serale c'è la distribuzione dei tagliolini di Sant'Isidoro, nel secondo nuovamente dopo la Messa serale c'è la consacrazione delle famiglie a Sant'Isidoro e alla Beata Vergine Maria, nel terzo sempre dopo la Santa Messa serale c'è la distribuzione del pane benedetto alle famiglie.

Ogni 8 settembre viene celebrata la festa parrocchiale della natività della Beata Vergine Maria, con una processione nel quartiere della statua della Madonna della Pace.[34]

Chiesa di San Francesco d'Assisi[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa di San Francesco d'Assisi

La chiesa sorge attigua al convento dei frati minori, che è connesso alla chiesa. Si trova nella stessa via della cappella di San Nicola di Bari e del convento delle suore compassioniste serve di Maria.

La chiesa è a tre navate con un unico altare maggiore. Lungo la parete di sinistra dell'aula della chiesa, vi è una porta realizzata nello stesso tempo in cui vennero fondati questi due edifici, per connettere il convento dei frati minori direttamente alla chiesa.

È stata ristrutturata in tempi moderni e ospita statue di San Francesco d'Assisi e di Santa Chiara d'Assisi e mosaici raffiguranti ancora San Francesco d'Assisi, posti uno a destra e l'altro a sinistra delle pareti e in alto sull'altare maggiore.

Ogni 4 ottobre viene celebrata la memoria liturgica del santo al quale è dedicata la chiesa e viene svolta anche una piccola festa del casale attiguo.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[35]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 ad Angri risultano residenti 1 121 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[36]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[37]; il comune appartiene alla forania omonima della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, suddivisa in sei parrocchie.

Ad Angri è sorta la prima casa della congregazione delle suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 da sant'Alfonso Maria Fusco. La congregazione delle suore di San Giovanni Battista, inizialmente voluta dal fondatore con il nome di "Le nazarene", derivante da Gesù di Nazareth, è stata successivamente ridenominata come "congregazione delle suore di San Giovanni Battista" (battistine) ed è diffusa in tutto il mondo. La prima giovane, Maddalena Caputo, di Angri, fu l'animatrice e la sostenitrice dell'opera insieme ad altre tre giovani del paese.

Esse, la sera del 25 settembre del 1878, si ritirarono in poche stanze e il 26 settembre, di mattina, sant'Alfonso Maria Fusco, celebrò la santa messa su un misero altare di legno. Il patrimonio iniziale della casa, fu di sole 5 lire. Le quattro giovani vivevano in povertà, sostenendosi insieme alle prime orfanelle con il lavoro dei telai.

Chiesa evangelica[modifica | modifica wikitesto]

L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale[38] ADI.

Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova[39] con una sala del Regno.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione del palio storico della città di Angri

I cavalieri di San Giuda Taddeo, organizzano il palio storico della città di Angri dal 1990, dopo l'avvenuta fondazione del loro ordine cavalleresco. Prima dell'organizzazione del palio storico di Angri però, sono stati formati e addestrati dei capitani, facenti parte dei cavalieri di San Giuda Taddeo. Ad ogni capitano è stato affidato un borgo ricostituito successivamente. Infatti a tale proposito, vi sono nelle zone del centro storico di Angri delle lapidi in pietra indicanti il borgo di provenienza. I borghi attualmente sono 6, gestiti a loro volta da 6 cavalieri che si presentano e guidano le comparse durante il palio storico di Angri. Il numero delle comparse durante l'intero svolgimento del palio storico è di numero non superiore a 85.

I vari capitani dei borghi e dei cavalieri organizzano il palio storico della città di Angri nel giorno 29 di agosto (giorno della decollazione di San Giovanni Battista). In tale giorno, l'abate della collegiata di San Giovanni Battista di Angri benedice i capitani dei vari casali di Angri. Nei successivi giorni del palio, agli inizi del mese di settembre, si inizia il vero e proprio palio storico della città di Angri, che si divide in altri successivi 4 giorni. Nel 1º giorno si elegge la regina dei borghi, nel 2° si riproduce l'assalto al castello Doria di Angri, nel 3° c'è la disfida degli arcieri dei borghi e nel 4° si conclude con i tornei cavallereschi[40].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Angri sono presenti scuole di diverso ordine e grado, sia istituti statali che paritari.

Scuole secondarie di secondo grado:

  • ISIS "Giustino Fortunato";
  • Liceo classico/scientifico/scienze applicate/linguistico "Don Carlo La Mura";
  • Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente;
  • Istituto professionale per i servizi alberghieri e di ristorazione;

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Venne aperto al pubblico, l'11 giugno del 2016, un museo dedicato alla vita e alle opere di Alfonso Maria Fusco[41], canonizzato poi, il 16 ottobre dello stesso anno[42].

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In passato l'economia locale era basata principalmente sull'agricoltura, mentre successivamente ha avuto un forte sviluppo industriale. Quasi il 90% delle industrie presenti sul territorio operano nel settore conserviero; più specificatamente pomodori in scatola e derivati (passate di pomodoro, pelati). In città hanno sede i noti gruppi alimentari: La Doria, Feger, Gruppo A.R.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra il 1911 e il 1952 tale arteria era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).
Foto del primo novecento che ritrae dei convogli tranviari in una via di Angri
  • La città di Angri è dotata di un doppio svincolo autostradale sulla A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45: Angri nord, che serve anche il Comune di S. Antonio Abate, Angri sud, che permette il collegamento con la costiera amalfitana.
  • Angri è posta lungo la Strada statale 268 del Vesuvio, che la collega con la ex Strada statale 162 dir del Centro Direzionale, ed è attraversata dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, la cosiddetta "Nazionale".
  • Le principali strade provinciali di Angri sono la 185 Via Longa-Innesto SS 18-Ortaloreto-Ortalonga-Innesto SS 367, la 287 Innesto SS 18 (Scafati)-confine centro abitato di Angri e la 319 Via Badia di Angri-Via Santa Lucia-Cavalcaferrovia-Innesto-SS 18.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia che passa per la città di Angri è una delle più antiche d'Italia poiché, dopo l'apertura – finanziata con capitali privati e francesi – in pompa magna del 1º tratto ferroviario d'Italia tra Napoli e Granatello di Portici avvenuta il 3 ottobre 1839[43] per volontà del re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone, si procedette all'apertura di un 2° tronco ferroviario, quello per Castellammare di Stabia e 2 anni dopo quello tra Pompei e Nocera[44].

Ferrovia moderna[modifica | modifica wikitesto]

In tempi moderni la città di Angri è servita dalla stazione, ubicata lungo la ferrovia Napoli-Salerno su cui transitano da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016, BusItalia Campania è stata acquistata da Busitalia-Sita Nord.

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 dicembre 1860 30 dicembre 1865 Matteo Montefusco Sindaco
31 dicembre 1865 1867 Pietro De Angelis Sindaco
1867 29 gennaio 1873 Luigi D'Amelia Sindaco [50]
30 gennaio 1873 10 dicembre 1875 Antonio Adinolfi Sindaco [51]
11 dicembre 1875 19 gennaio 1883 Carmine Francesco D'Antonio Sindaco [52]
20 gennaio 1983 25 luglio 1918 Francesco Adonolfi Sindaco [53]
26 luglio 1918 21 novembre 1918 Luigi Farina Commissario regio
22 novembre 1918 6 novembre 1920 Leopoldo Perris Delegato straordinario [54]
7 novembre 1920 12 maggio 1923 Ettore D'Amelia Sindaco
15 maggio 1923 6 ottobre 1923 Alfonso Mauri Sindaco [55]
7 ottobre 1923 4 aprile 1925 Leopoldo Perris Commissario prefettizio
5 aprile 1925 10 maggio 1925 Umberto Milanesi Commissario prefettizio [56]
11 maggio 1925 26 aprile 1927 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Sindaco [57]
3 maggio 1927 22 giugno 1928 Vincenzo Perazzi Commissario prefettizio [58]
6 luglio 1928 11 aprile 1938 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Podestà
18 aprile 1938 6 settembre 1943 Arturo Cosenza Partito Nazionale Fascista Podestà [59]
29 settembre 1943 5 giugno 1944 Antonio Adinolfi Straordinario [60]
6 giugno 1944 20 giugno 1946 Francesco Adinolfi Sindaco [61]
21 giugno 1946 28 ottobre 1946 Enrico Bellelli Commissario prefettizio
28 ottobre 1946 28 ottobre 1952 Vincenzo Smirne Sindaco
29 ottobre 1952 18 aprile 1953 Renato Guerra Sindaco [62]
27 aprile 1953 7 aprile 1954 Alessandro Alberico Commissario prefettizio
8 aprile 1954 7 dicembre 1954 Angelo Antonio Mancini Commissario prefettizio
8 dicembre 1954 20 marzo 1958 Matteo Smaldone Sindaco [62]
21 marzo 1958 1959 e Ottavio Atorino Sindaco [63]
1959 1961 Matteo Smaldone Sindaco [64]
9 settembre 1961 25 luglio 1963 Luigi Campanile DC Sindaco [62]
2 settembre 1963 4 gennaio 1965 Francesco Nasti DC Sindaco [65]
28 gennaio 1965 8 agosto 1967 Federico Gilblas DC Sindaco [62]
12 settembre 1967 7 agosto 1969 Luigi Nasti DC Sindaco [66]
12 agosto 1969 18 settembre 1970 Pietro Vaccaro DC Sindaco [67]
30 settembre 1970 1979 Giovanni Alfano DC Sindaco [68]
1980 1989 Carlo Morvillo DC Sindaco [68]
1990 1991 Giuseppe Chiavazzo DC Sindaco
1991 1992 Santolo Coppola DC Sindaco [69]
1992 1993 Alessandro D'Antonio PDS Sindaco [70]
1993 1994 Francesco Buonaventura PDS Sindaco [71]
1994 6 maggio 1995 Bartolo D'Antonio DC Sindaco [72]
7 maggio 1995 24 gennaio 1999 Umberto Postiglione PPI Sindaco [73]
25 gennaio 1999 26 giugno 1999 -- Commissario prefettizio
27 giugno 1999 27 maggio 2004 Umberto Postiglione PPI - La Margherita Sindaco [74]
28 maggio 2004 20 febbraio 2007 Giuseppe La Mura DL - La Margherita Sindaco [75]
21 febbraio 2007 27 febbraio 2007 Maria Rosa Falasca Commissario prefettizio
28 febbraio 2007 11 giugno 2007 Antonio Di Prisco Commissario straordinario
12 giugno 2007 11 marzo 2009 Gianpaolo Mazzola Forza Italia - PdL Sindaco [76]
12 marzo 2009 12 aprile 2010 Bruno Pezzuto Commissario prefettizio
12 aprile 2010 14 giugno 2015 Pasquale Mauri Unione di Centro Sindaco
14 giugno 2015 in carica Cosimo Ferraioli Liste civiche Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport principalmente seguito è il calcio. L'U.S. Angri 1927 è la principale squadra di calcio della città ed ha militato per molti anni in Serie D.

Oltre al calcio, anche il basket è uno degli sport seguiti maggiormente dalla popolazione angrese. L'A.S.D Angri Pallacanestro milita nel campionato di Serie C Silver.

Gli altri sport praticati sono: il volley femminile ed il tennis. Per il basket, oltre alla prima squadra dell'Angri Pallacanestro, vi è La Pol. Alfonso Negro Angri Basket e la Polisportiva S.C.A. Basket 2009; per il volley il Gruppo Sportivo Doria.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio "P. Novi";
  • Palabasket "Galvani";
  • Palabasket "I.S.I.S. FORTUNATO".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Il nome di Angri, su Comune di Angri-Provincia di Salerno (a cura di), Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «Derivazione del primo nome dato alla città».
  4. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Il nome di Angri, su Comune di Angri-Provincia di Salerno (a cura di), Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «Il nome di Angri potrebbe derivare anche da...».
  5. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Il nome di Angri, su Comune di Angri-Provincia di Salerno (a cura di), Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «Il secondo nome dato alla città».
  6. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, http://www.angri.gov.it/angri/detail.jsp?otype=100068&id=100620 Chiesa di San Benedetto, su Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «La chiesa risalirebbe al secolo del '700».
  7. ^ Michele De' Santi, Memorie delle famiglie nocerine, vol. 1, Napoli (Na), 1887, p. 49.
  8. ^ Chiesa di San Benedetto, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno, COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
    «Lavori di restauro della chiesa, ad opera della nobile famiglia angrese De Filippis e scoperta di alcune opere artistiche situate sotto al pavimento».
  9. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Cappella di San Nicola, su Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «La fondazione della cappella gentilizia ad opera del nobiluomo angrese Riso De Riso nel 1321».
  10. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Cappella di San Nicola, su Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «Ricostruzione dell'intera cappella in stile barocco».
  11. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Cappella di San Nicola, su Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «Dopo la nascita del vicino istituto delle suore compassioniste serve di Maria, la cappella venne inglobata nell'edificio ed annessa alle funzioni liturgiche dell'istituto oltre a quelle aperte ai laici e ai cittadini locali».
  12. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Cappella di San Nicola, su Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «La realizzazione da parte del pittore angrese Lorenzo Iovino, della vita di San Nicola di Bari e di altri affreschi fatti eseguire dal 1944».
  13. ^ Comune di Angri-Provincia di Salerno, Cappella di San Giuda Taddeo, su Comune di Angri-Provincia di Salerno (a cura di), Comune di Angri-Provincia di Salerno, Comune di Angri-Provincia di Salerno.
    «Aggiunta di una pala d'altare raffigurante la Santissima Vergine Maria tra san Giuda Taddeo e san Gaetano Thiene, fatta commissionare dal pittore italiano Carlo Rosa, una statua in legno raffigurante San Giuda Taddeo con un medaglione raffigurante Gesù sul suo collo, del '700, fatta assemblare con la tecnica dell'incastro e infine, c'è un'altra statua del 1865 dell'Angelo custode fatta commissionare da Sant'Alfonso Maria Fusco durante il breve periodo nel quale creò un piccolo doposcuola ed oratorio all'interno della cappella e dei suoi locali annessi.».
  14. ^ Antonio Ricciardi e Lina Pantano, Primo Apostolato (1863-1870), in Da Angri al mondo: il sorriso di Dio-Alfonso Maria Fusco (1839-1910), illustrazioni di Albamaria Frontino e Pasquale Pannone, 2°, Angri (Sa), editoriale progetto 2000, giugno 2016 [1951], p. 30, ISBN 978-88-8276-482-1.
    «Fatta commissionare una statua dell'angelo custode per i ragazzi dell'oratorio gestito da Sant'Alfonso Maria Fusco nella cappella di San Giuda Taddeo apostolo».
  15. ^ Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su Vivere Salerno- i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo. URL consultato il 28 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2017).
  16. ^ a b c d e Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  17. ^ Daniela Faiella, Angri, si stacca e precipita giù la campana della chiesa di Santa Caterina, in IlMATTINO.it (Angri (Sa)), IlMATTINO.it, giovedì 30 novembre 2017, ore 12:03.
    «Maltempo che causa la caduta della campana della chiesa in strada verso le ore 04:00 del mattino, di giovedì, del mese di novembre del 2017».
  18. ^ Christian Geniale, Maltempo. Ad Angri cade la campana della chiesa di Santa Caterina, in laRedazione.euà#changeyourweb#noicisiamo (Angri (Sa)), laRedazione.euà#changeyourweb#noicisiamo.
    «Maltempo che causa la caduta della campana della chiesa in strada verso le ore 04:00 del mattino, di giovedì, del mese di novembre del 2017».
  19. ^ a b Comune di Angri Arte e Cultura, su http://www.turismoinsalerno.it/default.aspx?pagina=angri&IdLingua=1&Nascosto=.
  20. ^ Chiesa della Madonna del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  21. ^ Chiesa della Madonna del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  22. ^ Chiesa del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  23. ^ Comune di Angri Arte e Cultura, su TURISMO IN SALERNO- Il mondo in una provincia.
  24. ^ Chiesa della Madonna del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  25. ^ Terremoto ad Angri, su YouTube, IlGabbianotv, 26 dicembre 2012.
  26. ^ Super User, Angri. Per non dimenticare chi ha perso la vita il 23 novembre del 1980, in Le tre scimmiette (Angri (Sa)), Le tre scimmiette, Lunedì, 23 novembre 2015, ore 14:55.
    «Posta una lapide commemorativa dal comune di Angri, per non dimenticare le 9 persone che persero la loro vita sul sagrato della chiesa di Santa Maria del Carmine».
  27. ^ Angri 2005 brucia la chiesa del Carmine, su YouTube, IlGabbianotv, 5 marzo 2012.
  28. ^ Super User, Angri: la tradizionale processione della Madonna del Carmine per le strade di Angri, in Le tre scimmiette (Angri (Sa)), Le tre scimmiette, Lunedì, 21 luglio 2014, 09:01 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
    «Processione della Madonna del Carmine e uscita della sua statua».
  29. ^ Confraternite e Congreghe, su diocesinocerasarno.it.
  30. ^ Chiesa Madonna della Pace, su Vivere Salerno-i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo.
  31. ^ Chiesa della Madonna della Pace, su COMUNE DI ANGRI-Provincia di Salerno.
    «La fondazione della chiesa ad opera del monsignor. Vincenzo del Pezzo».
  32. ^ Santa Maria Regina della Pace, su Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.
    «La fondazione della chiesa e l'avanzamento a parrocchia ecclesiale approvata dal vescovo monsignor. Fortunato Zoppas, il 5 aprile del 1953».
  33. ^ Santa Maria Regina della Pace, su Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.
    «La morte di don Giacomo Fiorelli e la sua sostituzione nel servizio sacerdotale da parte del presbitero don Romualdo Calcìde».
  34. ^ Super User, La festa in onore della Madonna della Pace: la processione, in Le tre scimmiette (Angri (Sa)), Le tre scimmiette, 2 settembre 2013.
    «Processione della statua della Madonna della Pace e uscita della sua statua».
  35. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  36. ^ Dati Istat
  37. ^ Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
  38. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia[collegamento interrotto]
  39. ^ ANGRI (SA): Nuova sala dei Testimoni di Geova | Testimoni di Geova News
  40. ^ Comune di Angri, XVI palio storico della città di Angri, Angri (Sa), Comune di Angri, 2006, p. 1.
    «Organizzazione del palio storico da parte dei cavalieri di San Giuda Taddeo di Angri. Rinomina degli antichi borghi o casali nella città di Angri, creazione delle figure dei capitani dei borghi e delle comparse del palio storico della città di Angri. L'inizio del palio storico della città di Angri riproposto ogni anno e il successivo svolgimento delle 5 giornate ad esso dedicato».
  41. ^ La Redazione, angri.info-quotidiano online, in angri.info-quotidiano online (Angri (Sa)), angri.info-quotidiano online, 11 giugno 2016.
    «Inaugurazione di un museo dedicato a Sant'Alfonso Maria Fusco nella casa madre delle suore Battistine di Angri».
  42. ^ Cinque nuovi santi il 16 ottobre, in L'Osservatore Romano, L'Osservatore Romano, 20-21 giugno 2016, p. 8.
  43. ^ Lucio Lucio Villari, Nove minuti che fecero una storia - 1839-1989: I centocinquantanni delle Ferrovie Italiane., in Voci della rotaia, 8-9, numero speciale 8/9, Roma (Rm), Ferrovie dello Stato, 1989, pp. 8-9.
  44. ^ Gian Guido Gian Guido Turchi, A Napoli centocinquant'anni fa, la Terza fu la Bayard in Treni, in n° 89, Salò (Bs), Edizioni ETR, 1989, p. 6.
  45. ^ Super User, Nel 1979 il Gruppo Folk Internazionale O'Revotapopolo partecipo' al Film "il Mammasantissima" con Mario Merola, in Le tre scimmiette (Angri (Sa)-Napoli (Na)), http://www.letrescimmiette.info/arte-e-cultura-ad-angri/item/632-angri-1978-il-gruppo-folk-o-revotapopolo-partecipa-film-il-mammasantissima-con-mario-merola.html, Lunedì, 11 marzo 2013 23:51.
    «Le scene furono girate tra Angri e Napoli».
  46. ^ Stefania Lombardi, O’REVOTAPOPOLO UN GRUPPO FOLK “FAI DA TE”, su Jammway-Event on the road, 24 giugno 2016.
    «Il gruppo nato ad Angri ha partecipato anche al film “Mamma Santissima” con l’indimenticabile Mario Merola, le scene furono girate tra Angri e Napoli».
  47. ^ Made in China Napoletano, il film girato ad Angri al cinema il 12 ottobre, in IL MATTINO.it (Angri (Sa)), IL MATTINO.it, Martedì 5 settembre 2017, 17:11 - Ultimo aggiornamento: 05-09-2017 17:11.
    «È attesa per il prossimo 12 ottobre l'uscita nelle sale cinematografiche di Made in China Napoletano; il film diretto da Simone Schettino girato ad Angri da settembre a novembre dell'anno scorso.».
  48. ^ La redazione, "Made in China Napoletano", il film girato ad Angri il 12 ottobre nei cinema, in PUNTO @GRO news costiera e dintorni (Angri (Sa)), 5 settembre 2017.
    «Esce il prossimo 12 ottobre nelle sale cinematografiche il film Made in China Napoletano girato ad Angri in provincia di Salerno».
  49. ^ Super User, Il 12 ottobre "Mhttps://outlook.live.com/owa/?path=/mail/inbox/rpade in China Napoletano" il film girato ad Angri, in Le tre scimmiette (Angri (Sa)), Le tre scimmiette, martedì, 5 settembre 2017, 12:59.
    «Il prossimo 12 ottobre uscirà nelle sale cinematografiche il film Made in China Napoletano, girato ad Angri da settembre e novembre dello scorso anno».
  50. ^ Entrato a seguito di Pietro De Angelis, avrà due mandati, ma sarà lui stesso defenestrato
  51. ^ Entrato a seguito di Luigi D'Amelia
  52. ^ Due mandati, termina anticipatamente il secondo
  53. ^ Subentrato a Carmine Francesco D'Antonio, otterrà altri 7 mandati
  54. ^ reggente del Comune, Delegato dal comm. prefettizio Luigi Farina
  55. ^ Subentrato a Ettore D'Amelia, lascia per dimissioni
  56. ^ Succede a Leopoldo Perris
  57. ^ Defenestrato
  58. ^ Lascia alla nomina del primo Potestà dell'Era Fascista
  59. ^ Lascia a seguito della liberazione da parte degli Alleati
  60. ^ Subentra al podestà, a seguito della caduta del regime fascista
  61. ^ Lascia a seguito della caduta della monarchia
  62. ^ a b c d Termina anticipatamente il proprio mandato
  63. ^ Subentra a Matteo Smaldone
  64. ^ Subentra a Ottavio Atorino
  65. ^ Subentra a Luigi Campanile
  66. ^ Subentra a Federico Gilblas
  67. ^ Subentra a Luigi Nasti
  68. ^ a b Due mandati
  69. ^ Subentra a Giuseppe Chiavazzo
  70. ^ Subentra a Santolo Coppola
  71. ^ Subentra a Alessandro D'Antonio
  72. ^ Subentra a Francesco Buonaventura
  73. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza in consiglio comunale
  74. ^ Secondo mandato
  75. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 11 consiglieri comunali su 20
  76. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 13 consiglieri comunali su 20

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gian Guido Turchi, A Napoli centocinquant'anni fa, la Terza fu la Bayard in Treni, n.89, Salò, Edizioni ETR, 1989.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucio Villari, Nove minuti che fecero una storia - 1839-1989: I centocinquantanni delle Ferrovie Italiane. dalla rivista Voci della rotaia, editore Ferrovie dello Stato, numero speciale 8/9, Roma (Rm), 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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