Angri

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Angri
comune
Angri – Stemma
Angri – Bandiera
Angri – Veduta
Angri – Veduta
Veduta di Angri dal Chianiello (monti Lattari)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Campania-Stemma.svg Campania
ProvinciaProvincia di Salerno-Stemma.svg Salerno
Amministrazione
SindacoCosimo Ferraioli (liste civiche) dal 15-6-2015 (2º mandato dal 21-9-2020)
Territorio
Coordinate40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)
Altitudine32 m s.l.m.
Superficie13,77 km²
Abitanti33 855[1] (31-07-2022)
Densità2 458,61 ab./km²
Comuni confinantiCorbara, Lettere (NA), San Marzano sul Sarno, Sant'Antonio Abate (NA), Sant'Egidio del Monte Albino, Scafati
Altre informazioni
Cod. postale84012
Prefisso081
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT065007
Cod. catastaleA294
TargaSA
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona C, 1 175 GG[3]
Nome abitantiangresi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Angri
Angri
Angri – Mappa
Angri – Mappa
Posizione del comune di Angri all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Angri è un comune italiano di 33 855 abitanti (2022)[1] della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Angri fa parte dell'Agro Nocerino - Sarnese, immediatamente a ridosso dell'area vesuviana, e dei comuni che fanno parte della città metropolitana di Napoli. Insieme al Comune di Scafati forma un'unica conurbazione con i comuni dell'hinterland napoletano. Il territorio comunale va dalla base dei monti Lattari al cuore della Valle del Sarno in una delle zone più fertili d'Italia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mite. La vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale e quella estiva sono caratterizzate da clima umido e fresco. Spesso si presentano precipitazioni che possono durare fino a qualche settimana, poi le giornate diventano solari.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Bifora catalana, del XV secolo, presente sulla facciata principale di un palazzo nobiliare, sito in via G. Marconi

Il primo nome usato anticamente per chiamare Angri fu Angra, che significava acqua stagnante o acquitrino; questo toponimo è ancora utilizzato in una zona periferica antica della Città, denominata Paludicella[4].

Secondo alcuni studiosi, il nome di Angri potrebbe derivare anche da altre denominazioni più antiche, tra le quali figurano:

  • Anger: Ancra, Angara o Angre (cfr. la Tabula Peutingeriana: copia documento pergamenaceo del XII-XIII secolo di un'antica carta romana raffigurante ab antiquo le vie dell'Impero romano), toponimo che sta ad indicare i terreni coltivati lungo le sponde di un fiume o un di un affluente dello stesso (v. Sarno);
  • Angarius: animale da traino o campestre;
  • Angarium: stazione o luogo ove stazionavano i cavalli per essere ferrati o cambiati;
  • Angrivari: popolazioni germaniche delle pianure, ribellatesi a Cesare, poi sottomesse a Roma[5].

Nel Medioevo alla città venne cambiato nuovamente il nome, in Ancharia, nella lingua volgare locale dell'epoca, poiché tale nome si addiceva di più al luogo e voleva indicare la fertilità delle campagne e della vegetazione che, all'epoca, si estendevano dalle pendici dei monti Lattari fino alle sponde del fiume Sarno, dove si sviluppava. Infine il nome di Ancharia venne registrato e compare per la prima volta nel Codex Diplomaticus Cavensis (cfr.) dell'856, che si conserva ancora nell'archivio dell'abbazia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni[6].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Portale catalano, in piperno del XV secolo, di un palazzo nobiliare, sito in via Giovanni Marconi.

Nei pressi della Città di Nuceria - Alfaterna (nota nel XXI secolo come Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Angri e Sant'Antonio Abate), fu combattuta la battaglia dei Monti Lattari, anche conosciuta come battaglia del Vesuvio (poiché la prima fase dello scontro fu combattuta proprio presso il vulcano), che si svolse nell'ottobre del 552 durante la guerra gotica. Essa fu decisiva per la sconfitta dei Goti e l'affermazione dell'Impero romano d'oriente in Italia. La battaglia fu combattuta fra il generale, dell'Impero Romano d'Oriente, Narsete e l'ultimo re dei Goti, Teia il quale la perse e con essa anche la sua vita. Infine in una località nota come Pizzauto (Pozzo dei Goti) si dice che ci siano gli scheletri di alcuni soldati goti, gettati lì dai vincitori, ove è situata la Grancia di San Giacomo del XV secolo. Ad Angri inoltre, è stata intitolata una strada col nome de Goti in epoca moderna.

Nel 1290 il re Carlo II d’Angiò assegnò in feudo la Terra d'Angri a Pietro Braherio o de Braheriis.

Il 24 settembre 1421 la Terra d'Angri di fazione angioina, strenuamente difesa dal feudatario il conte Giovanni Zurolo (1382-1440) ligio a Luigi III d'Angiò, fu teatro di lotta dinastica tra angioini e aragonesi, in cui dopo estenuanti assalti subì il cruente assedio — con l'assalto al Castello, un tempo ornato da torri e mura fortificate munite di porte — da parte del capitano di ventura Andrea Forte Braccio da Montone al servizio di Alfonso V d'Aragona a cui aveva chiesto aiuto la sovrana Giovanna II d'Angiò-Durazzo contro il predetto Luigi III d'Angiò e ai suoi fedelissimi proseliti.

Tra settembre e ottobre del 1425, a seguito dell'intervento della regina Giovanna II d'Angiò-Durazzo, il feudo di Angri venne ripristinato a favore del feudatario il conte Giovanni Zurolo. Lo stesso signore feudale il 26 luglio 1436 fondò, su una preesistente chiesetta o cappella angioina (eretta da Carlo II d'Angiò nel 1288 circa) con annesso ospizio della Carità della seconda metà del XIII secolo (vulgo Maria Vergine della Carità, detta della Pietà, poi Santa Maria Annunziata detta l'Annunziatella), la chiesa della SS. Annunziata di Angri con attiguo ex monastero Domenicano.

Il 26 giugno del 1428

Pagellina ingrandita dell'immagine della statua di San Giovanni Battista nero, emblema cattolico della città angrese, molti cortili antichi della città conservano tuttora delle statuette nelle edicole sacre del santo patrono di Angri.

(cfr. Diploma Reale, rilasciato in Castel Capuano - Napoli il 31 agosto del 1428 da Giovanna II d'Angiò-Durazzo ed inviato al feudatario della Terra d'Angri Giovanni Zurolo), appellato come "il giorno del riscatto", periodo pedissequo ai precitati fatti del 1421-25. Questi gli eventi (1421-25, 1428-36) a cui è legata la manifestazione storica-rievocativa, "Palio Storico Città di Angri", patrocinata dal Comune che si svolge nel mese di settembre di ogni anno.

Il suo maggiore fasto è riconducibile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui regnarono i principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di Principato. I Doria detennero il feudo sino all'abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera.

Dal 1806 al 1860 è stata capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stata capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Con la creazione del comune di Pompei, Angri perse la frazione di Bagni in favore del comune di Scafati perché il comune di Scafati dovette cedere alcuni territori all'allora nascente comune di Pompei, in prossimità degli scavi archeologici. Angri ottenne però una nuova frazione, che era Sant'Egidio del Monte Albino ma la perse appena venne elevata al rango di comune autonomo.

Con la caduta del fascismo e la nascita della Repubblica Italiana Angri è diventata un comune autonomo.

Foto storica che ritrae il canonico e storico angrese Pasquale Pannone, tra gli anni 1948-inizio anni ’50 in villa Doria di Angri.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Stemma e gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune ha un proprio stemma, troncato da una fascia di argento: nella parte superiore d'azzurro a tre monti di verde, la parte inferiore di colore rosso pieno; lo scudo è sormontato da una corona turrita di colore oro e circondato da una corona intrecciata di foglie di alloro e rovere; al disotto un nastro con la scritta: Universitas Terrae Angriae. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Statua lignea di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante la statua del santo patrono San Giovanni Battista sia inerente alla religione cattolica e al folklore locale, è diventata nel corso dei secoli un emblema unico della città angrese, rappresentando la fede dei suoi abitanti.

Monumento ai caduti angresi, sia della Grande Guerra che della Seconda Guerra mondiale, presente in piazza Doria, vicino al castello omonimo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono diversi monumenti, statue, tempietti sacri e molte edicole votive presenti nella zona centrale e in periferia di Angri.

Monumenti e statue[modifica | modifica wikitesto]

Monumento ai caduti di Angri[modifica | modifica wikitesto]

Monumento presente in piazza Doria nel centro urbano di Angri, che ricorda i caduti della prima e seconda guerra mondiale; alla base si erge un angelo in bronzo che brandisce una spada ornato da vestigia belliche, tra cui un soldato che impugna, con mano sinistra, la bandiera del Regno d'Italia, mentre con l'altra, sorregge un civile esanime.

Monumento alla Vergine Immacolata[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento alla Vergine Immacolata si presenta con una colonna in pietra con sopra la statua della madonna anch'essa in pietra, venne posto in piazza Don Enrico Smaldone, sotto di esso vi è una lapide indicante la missione dei padri redentoristi del 1954, dopo il quale la cittadinanza angrese fece erigere il monumento religioso.

Statua di San Padre Pio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1997 è stata posta una statua in metallo di San Padre Pio da Pietrelcina in piazza Annunziata su volere dei fedeli angresi, la targa indica che l'autore è lo scultore Antonio Januaro.

Statua di San Benedetto da Norcia[modifica | modifica wikitesto]

La statua è stata affissa durante il grande giubileo del 2000. Essa ha una lapide ferrea posta nella parte frontale del piedistallo, nella quale vi è scritto che il popolo di Angri ringrazia san Benedetto da Norcia per la sua protezione secolare. La statua rappresenta San Benedetto da Norcia con la pastorale impugnata nella mano sinistra e con la destra in atto di benedizione verso il popolo che arriva in chiesa, per terra alla sua destra è presente un corvo su un libro che ha nel suo becco un pezzo di pane, sta a indicare un miracolo nel quale questo animale avvertì il santo del cibo avvelenato con cui il monaco Fiorenzo tentò di assassinarlo.[7]

Statua di Sant'Alfonso Maria Fusco[modifica | modifica wikitesto]

È stato posto nel 2001 un monumento a Sant'Alfonso Maria Fusco sulla vecchia fontana dismessa, viene rappresentato il santo insieme a dei bambini, poiché il santo sacerdote in tutta la sua vita li ha accuditi insieme alla congregazione delle suore da lui fondato (suore di San Giovanni Battista).

Statua di Don Enrico Smaldone[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 ottobre 2011 è stata posta una statua Don Enrico Smaldone nella piazza omologa, ex piazza Trivio, fondatore della città dei Ragazzi di Angri, istituto di studio e aiuto dei giovani poveri e disagiati locali e delle città limitrofe del XX° secolo.

Tempietto sacro di Gesù crocifisso in via crocifisso[modifica | modifica wikitesto]

È stata creata nel 1867 su volere di sant'Alfonso Maria Fusco per benedire tutti i contadini che di li passavano per andare a coltivare le terre limitrofe. Il tempietto si presenta con un'effige lignea di Gesù crocifisso al suo interno, dietro la croce lignea vi è un affresco inerente ad un paesaggio cittadino non meglio definito. La croce presente nel tempietto non è l'originale poiché, quella antica è conservata dal 2012, anno del suo restauro e dell'intero tempietto sacro, nell'istituto delle suore di San Giovanni Battista di Angri. C'è stata una solenne cerimonia religiosa per la presentazione della nuova croce del tempietto avvenuta il 5 maggio 2012, con la presenza delle suore battistine di Angri.

Edicola sacra di San Giovanni Battista con l'agnello redentore

È stata creata nel 2005 nella piazza omologa ed è una riproduzione originale di una precedente conservata nella collegiata di San Giovanni Battista, si trova di fronte all'ingresso principale della collegiata e nella piazza omologa. Riproduce su mattonelle colorate l'effige di San Giovanni Battista redentore con la croce latina impugnata nella mano sinistra indicante il nome sulla fiamma (un tipo di bandiera molto allungata) il motto ecce Agnus Dei (ecco l'agnello di Dio), mentre con la destra indica l'alto, ovvero il regno dei cieli e con l'agnello redentore, emblema di Gesù dietro di sé, mentre camminano per la Galilea. Si presenta chiusa da un cancello in ferro, l'edicola è alta, superiore alla misura d'uomo, ci sono due colonne dello stile corinzio che mantengono l'architrave, sopra di esso vi è stato aggiunto uno stemma nobiliare. Lo stemma nobiliare è di colore bianco mentre tutta l'edicola esclusa la cancellata che chiude la rappresentazione artistica è stata pitturata di un colore giallo chiaro. L'edicola stata restaurata interamente nel 2020.

Edicola sacra di Gesù crocifisso in piazza Don Enrico Smaldone[modifica | modifica wikitesto]

Questa edicola sacra di grandi dimensioni è presente vicino alla chiesa di Santa Caterina d'Alessandria e all'ingresso degli scout Angri 1, ha un piccolo cancello in metallo che chiude l'edicola raffigurante Gesù crocifisso mentre dietro di sé, vi era un antico affresco, sotto al crocifisso vi è stato posto uno stemma circolare dalla confraternita di Santa Caterina d'Alessandria Vergine e Martire nel 2009, con una croce a pianta greca al suo interno, con la dicitura della confraternita e indicante anche gli anni 1779 (anno di fondazione della confraternita angrese)-2009, (anno di fondazione della confraternita religiosa). Attualmente è presente solo un nuovo crocifisso e senza gli antichi affreschi dietro di sé con lo stemma sottostante perché, un incendio li ha fortemente danneggiati il 7 dicembre 2015.[8]

Lapide in pietra commemorativa ricordante Gaetano Marra e Giulio Sacristano egregi cittadini angresi degli anni passati, insegna posta su una parte della facciata della cappella dei Santi Cosma e Damiano della città.

Lapidi commemorative e croci cristiane[modifica | modifica wikitesto]

Lapide dei morti posta a causa del terremoto del 23 novembre 1980[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 novembre 2003 è stata posta in piazza Annunziata dal comune di Angri una lapide in pietra indicate i cittadini angresi morti durante il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980.

Croci di legno della missione dei padri redentoristi[modifica | modifica wikitesto]

In piazza Don Enrico Smaldone il 25 novembre 2007 sono state messe delle croci di legno lungo la palizzata di metallo che divide il campetto degli scout Angri 1, fondato dal sacerdote angrese don Enrico Smaldone nel 1925, vi è una lapide sotto di esse in pietra indicante il ricordo della missione dei padri redentoristi del 1922 e la volontà della confraternita vicina di Santa Caterina d'Alessandria con la benedizione del vescovo Gioacchino Illiano, che per l'occasione fecero mettere quelle croci.

Lapide in pietra indicante il 113º anniversario dell’ordinazione sacerdotale di Sant’Alfonso Maria Fusco

Lapide in pietra indicante il 113º anniversario dell’ordinazione sacerdotale (29 maggio 1976), di Sant’Alfonso Maria Fusco fondatore della congregazione delle suore di San Giovanni Battista di Angri, beatificato dal papa Giovanni Paolo II a piazza San Pietro a Roma, il 7 ottobre 2001. La lapide è posta su una parete interna del castello Doria di Angri.

Lapide in pietra indicante la casa in cui visse il canonico Don Pasquale Pannone, sacerdote e storico angrese vissuto nel XX secolo, posta al suo ingresso il 5 novembre 2020.

Lapide in pietra commemorativa ricordante Gaetano Marra e Giulio Sacristano[modifica | modifica wikitesto]

È stata posta questa lapide in pietra bianca commemorativa in pietra in via di mezzo est, su una parete d'ingresso della cappella dei Santi Cosma e Damiano, in memoria di due illustri cittadini angresi Gaetano Marra e Giulio Sacristano, in data settembre 1984.

Lapide in pietra indicante la commemorazione dell’ex sindaco Giovanni Alfano, posta su una parete interna del castello Doria

Lapide in pietra indicante la commemorazione dell’ex sindaco angrese Giovanni Alfano, posta su una parete interna del castello Doria. La lapide indica il periodo di amministrazione dell'ex sindaco e i ringraziamenti che la comunità gli ha voluto dedicare dopo la sua scomparsa, ricorre in data il 14 ottobre 1994.

Lapide indicante la casa natale di Don Enrico Smaldone, fondatore della Città dei Ragazzi, posta su una parete del portone d'ingresso dove si trovava casa sua.

Lapide della casa natie di Don Enrico Smaldone[modifica | modifica wikitesto]

La lapide in pietra bianca in ricordo di Don Enrico Smaldone, fondatore della Città dei Ragazzi, è stata posta all'ingresso del portone che conduceva al cortile dov'era ubicata la sua dimora natia.

Lapide della casa natia di Don Pasquale Pannone[modifica | modifica wikitesto]

La lapide in pietra grigia indicante la casa natia del canonico Don Pasquale Pannone, fu sacerdote e storico angrese, è stata posta su una parete d'ingresso del portone dove visse, in data 5 novembre 2020.

Cappelle, chiese, collegiate, monasteri, conventi e congreghe[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Benedetto da Norcia, la chiesa più antica di Angri secondo le fonti ufficiali, nel suo cortile omologo.

Chiesa di San Benedetto da Norcia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di San Benedetto da Norcia (Angri).

Secondo le fonti ufficiali, la chiesa risalirebbe al secolo VII[9]. Venne eretta inizialmente in puro stile gotico. Le sue dimensioni iniziali erano più piccole di come le si possono osservare oggi[10].

La chiesa si presenta al suo interno con una ripartizione di tre navate, sulle quali si possono ammirare le antiche colonne che reggevano la vecchia chiesa. Le opere artistiche custodite al suo interno sono un prezioso polittico e una pala d'altare attribuite a Cristoforo Scacco e datate 1503[11].

Collegiata di San Giovanni Battista e congrega di Santa Margherita[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Collegiata di San Giovanni Battista (Angri).

La collegiata di San Giovanni Battista costruita a partire dal 1180, e intitolata inizialmente a sant'Angelo (san Michele Arcangelo) è la chiesa madre di Angri.

Al suo interno conserva opere di Simone da Firenze e di Angelo Solimena e la statua lignea ed il busto argenteo di San Giovanni Battista, patrono della città.

Facciata della cappella di San Nicola, sita in via Risi.

Cappella di San Nicola di Bari[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella di San Nicola di Bari (Angri).

La cappella gentilizia venne fatta costruire su proposta del nobile angrese Riso De Risi nel 1321, dedicandola a san Nicola di Bari, dopo che egli si appropriò delle terre dove sorge la struttura religiosa. Dal nome del nobile derivò il toponimo rimasto invariato nel tempo di borgo Risi.[12][13]

Cappella di San Giuda Taddeo apostolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella di San Giuda Taddeo apostolo (Angri).

L'edificio con annessa intestata Cappella gentilizia, già Cappella del Purgatorio poi De Angelis, risale tra il XV e il XVII secolo.

All'interno della sontuosa Cappella si conservano diverse opere artistiche, tra cui: una Pala d'Altare raffigurante la Vergine Maria posta nel mezzo tra san Giuda Taddeo Apostolo e san Gaetano Thiene, opera pittorica commissionata all'epoca dai proprietari della cappella al rinomato pittore italiano Carlo Rosa da Giovinazzo, ab antiquo attivo a Napoli; una processionale statua lignea raffigurante San Giuda Taddeo con il tipico medaglione sul petto (trattasi di una discreta copia, in quanto l'originale ottocentesco venne trafugato nel 2015) che reca impresso il Cristo; una statua del 1865 raffigurante l'Angelo Custode con il Bambino Gesù, fatta commissionare da don Alfonso Maria Fusco, già Beato poi Santo, periodo in cui fondò l'Oratorio presso i locali attigui alla Cappella[14][15].

Facciata in stile architettonico vanvitelliano della chiesa SS. Annunziata e dell'attiguo ex Convento, già Ospizio di Carità, dei frati predicatori domenicani, secoli XIII-XV.

Chiesa della Ss.ma Annunziata e dell'ex convento dei frati Domenicani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Santissima Annunziata (Angri).

La chiesa della Ss. ma Annunziata, con annesso ex convento (già ospizio di Carità) dei frati predicatori Domenicani, fu fondata il 26 luglio 1436su una preesistente chiesetta/cappella del XIII secolo cui edificata per volontà di Carlo II d'Angiò (1254-1309) sotto il titolo di Maria Vergine della Carità vocatus della Pietà poi Santa Maria Annunziata detta l'Annunziatella — dal conte Giovanni Zurolo (1382-1440) signore feudale della Terra d'Angri.[16] Nella seconda metà del XVIII secolo[17] furono eseguiti significativi lavori di consolidamento e restaurazione della chiesa con l'annesso ex convento domenicano (già ospizio di Carità). Difatti nel 1775, data scolpita sul portale d'ingresso di detto convento, ultimati i predetti lavori, la chiesa Ss. ma Annunziata si presentava ab antiquo in elegante stile architettonico barocco napoletano "vanvitelliano", come del resto si presenta ancora oggi nella sua interezza sontuosa.

Facciata dell'antica chiesa di Santa Maria di Costantinopoli.

Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli (Angri).

La chiesa di Santa Maria di Costantinopoli sorge sui resti di un antico tempio romano dedicato alla dea Venere ma venne edificata solo in epoca medioevale.

Ogni 3 febbraio nella chiesa si celebra la ricorrenza della festività religiosa di san Biagio poiché vi è una sua antica statua dopo le consuete celebrazioni liturgiche, vi si svolge un antico rituale dove i credenti si fanno ungere la gola con l'olio santo[non chiaro] (poiché il santo è anche il protettore della gola) e vi è la successiva consumazione dei panini benedetti, una variante diversa rispetto a quella di altre città dove si venera il santo durante la sua ricorrenza dove, si consumano anche dolci e panettoni con la sua immagine.[18]

Venne completamente ristrutturata in puro stile barocco nel '700. All'interno della chiesa è conservata un'antica pala d'altare, opera bizantina, raffigurante la Madonna di Costantinopoli.[19]

Nel 1975, venne riformata la facciata della chiesa e la porta esterna della sagrestia.[20]

Chiesa e Congrega di Santa Caterina di Alessandria, Vergine e Martire

Chiesa e congrega di Santa Caterina di Alessandria vergine e martire[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria (Angri).

La collegiata sorge in piazza Don Enrico Smaldone, ex piazza Trivio[21]. Non si conosce l'anno preciso di fondazione della chiesa ma le prime notizie risalgono al XV secolo[22]. Era risaputo che esisteva un oratorio chiamato con il nome spogliaturo (spogliatoio), dove i confratelli della congrega si cambiavano d'abito per le celebrazioni delle messe.

Sempre nel XV secolo i confratelli della congrega fondarono il primo ospedale dell'agro nocerino-sarnese, per ricoverare e curare i poveri e gli ammalati bisogni del città e dei dintorni e anche per alloggiare i pellegrini[22]. L'ospedale della congrega è stato operativo fino all'avvento della Repubblica Napoletana, agli inizi dell''800, poiché il governo della repubblica incamerò tutti i suoi beni[22].

Nel Seicento la congrega istituì anche un monte di pietà che concedeva piccoli prestiti in denaro ai suoi confratelli e a chiunque si trovasse in difficoltà economiche. All'inizio della sua attività, il Monte di Pietà della congrega non richiedeva alcun interesse sul denaro prestato ai confratelli e ai bisognosi ma, poco tempo dopo, tutti i prestiti finanziati vennero corrisposti ad un moderato interesse[22]. Grazie a tutti gli utili generati dalle sottoscrizioni dei richiedenti, nel 1685[22] si fondò un'istituzione, il Pio Monte dei Morti, per suffragare con celebrazioni di sante messe le anime dei morti.

Alle ore 04:00 del mattino, del giorno 30 novembre del 2017, si staccò a causa del forte vento e del maltempo, una campana che si trovava all'interno del campanile, fortunatamente quando cadde non provocò vittime e né danni[23][24].

Il giorno 7 maggio di mattina, è stata installata una nuova campana in sostituzione della precedente.

Ogni 25 novembre si celebra la memoria liturgica di santa Caterina d'Alessandria e la festa nella piazza don Enrico Smaldone, attigua alla congrega.

Facciata delle chiesa di Santa Maria del Carmine

Chiesa di Santa Maria del Carmine ed ex convento dei frati carmelitani[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Santa Maria del Carmine (Angri).

La chiesa venne fatta erigere nel 1611 dai nobili di Angri su proposta dei frati carmelitani[non chiaro] insieme ad un loro convento, situato in località Camaldoli di Angri[25]. Tale località ha cambiato nome e il convento dei frati carmelitani non esiste più perché è andato distrutto in una data imprecisata e non fu più ricostruito[26]. Nella chiesa fin dal Seicento è custodita una pala d'altare raffigurante la Madonna bruna.

La chiesa venne ristrutturata interamente nel Settecento nello stile barocco[26]. All'esterno della chiesa vennero aggiunti due campanili in stile dorico. La chiesa venne inoltre arricchita di opere tra le quali: un dipinto settecentesco di forma ovale, incastonato nella volta e raffigurante la Madonna assunta, quadri con Santa Lucia e San Benedetto e tre statue di Sant'Aniello di Napoli, Santa Lucia e la Vergine del Carmelo, quest'ultima datata al 1718[27].

Nell'Ottocento la facciata della chiesa venne arricchita da un affresco[28].

Durante il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, la parte superiore della facciata della chiesa venne distrutta, con la perdita dell'affresco ottocentesco e la chiesa subì anche altri danni sia all'esterno che all'interno[25][26][29]. Il distacco della facciata uccise 9 persone del paese e ne ferì altre.

Il 23 novembre del 2003 è stata posta in piazza Annunziata, dal comune di Angri, una lapide commemorativa per tributare omaggio alle 9 persone uccise sotto la chiesa di Santa Maria del Carmine[30].

Dopo il terremoto la chiesa venne chiusa alle funzioni religiose per un lungo periodo di tempo e, successivamente, venne ristrutturata sia all'interno che all'esterno. Nel 2005 un'ala della chiesa prese fuoco ma si bruciarono solo le tre statue dei santi riposte al suo interno[31]. con perdita degli originali abiti settecenteschi.

Ogni 20 di luglio si celebra la festa religiosa e la processione per le strade di Angri della statua della Madonna custodita all'interno della chiesa[32].

In un locale annesso alla chiesa è presente anche una confraternita nata insieme alla fondazione della chiesa e che prende il nome dal santuario[33]. In un altro locale connesso alla chiesa è presente anche un centro Caritas.

Cappella dei Santi Cosma e Damiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Cappella dei Santi Cosma e Damiano (Angri).

La cappella dei Santi Cosma e Damiano ha origini quattrocentesche e sorge inglobata in un antico edificio situato nel centro storico della città di Angri. Attualmente la cappella si trova inglobata all'interno di un antico palazzo settecentesco. Accessibile solo dal piano terra dello stabile è situata nella strada più antica della città ovvero via di mezzo.

La chiesetta sorse per volontà del nobile Baldassare Pisacane e per questo motivo la cappella venne chiamata anche con il cognome del fondatore Pisacane ma successivamente, anche con quello della nobile famiglia dei Montevergine che la ottennero con diritto di patronato.

Facciata della diruta chiesetta di Santa Maria delle Grazie

Chiesa di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

L'antica chiesetta di Santa Maria delle Grazie o Madonna delle Grazie è una piccola chiesa, con una stanza, che sorge nelle campagne di Angri, in via del Maio. Al suo interno vi è oltre alla stanza delle cerimonie, la stanza connessa della sagrestia, posta vicino al suo unico ingresso principale, visibilissima anche dall'esterno dell'edificio. La sua costruzione dell'edificio è stata voluta dalla famiglia Montefusco nel XIX secolo. La Madonna delle Grazie alla quale è dedicata la chiesetta, è stata dichiarata protettrice delle Manifatture Cotoniere Meridionali (MCM) nel 1830 (anno di fondazione delle industrie nel suolo angrese).[34]

Nel 2013 è stata lanciata una petizione per il recupero e la ristrutturazione della chiesetta perché, attualmente versa in stato di abbandono da circa un ventennio.[35]

La chiesa si presenta di modeste dimensioni, sopra alla sua facciata era presente una piccola campana in ferro battuta con affissa una croce, ora mancante perché trafugata dai ladri il 24 agosto del 2020.[36][37]

Facciata della chiesa Madonna della Pace, sita nella piazzetta omonima.

Chiesa della Madonna della Pace[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Madonna della Pace (Angri).

La chiesa della Madonna della Pace, chiamata anche Regina Pacis,[38] ha tale nome perché venne fatta erigere come ringraziamento dei cittadini di Angri verso la Madonna per la fine della prima guerra mondiale.[39] Venne fatta erigere dopo la creazione di un'edicola votiva con una statua della Madonnina, ad opera di don Vincenzo del Pezzo, reduce del primo conflitto mondiale e nipote di sant'Alfonso Maria Fusco. Molti abitanti del posto vollero la creazione di questa chiesa anche perché in quella zona di Angri non ne esistevano altre e si trovava molto distante dalle altre chiese del centro cittadino. Tra il 1923 e il 1925 al posto dell'edicola votiva venne eretta la nuova chiesa con le offerte dei cittadini angresi e con l'aiuto degli abitanti, soprattutto della zona locale. Fu consacrata nel 1926 dall'allora monsignor Romeo e divenne parrocchia ufficialmente il 5 aprile del 1953 su ordinazione ecclesiale del vescovo Fortunato Zoppas.[40]

Facciata della chiesa di San Francesco d'Assisi sita in via Risi.

Chiesa di San Francesco d'Assisi con il convento dei frati francescani[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa sorge attigua al convento dei frati minori, che è connesso alla chiesa. Si trova nella stessa via della cappella di San Nicola di Bari e del convento delle suore compassioniste serve di Maria.

La chiesa è a tre navate con un unico altare maggiore. Lungo la parete di sinistra dell'aula della chiesa, vi è una porta realizzata nello stesso tempo in cui vennero fondati questi due edifici, per connettere il convento dei frati minori direttamente alla chiesa.

È stata ristrutturata in tempi moderni e ospita le statue di San Francesco d'Assisi e di Santa Chiara d'Assisi in cartapesta e tre mosaici raffiguranti ancora San Francesco d'Assisi, posti uno a destra e l'altro a sinistra delle pareti latrali mentre quello in alto è posto sull'altare maggiore.

Ogni 4 ottobre viene celebrata la memoria liturgica del santo al quale è dedicata la chiesa e viene svolta anche una piccola festa del casale attiguo.

Il Castello - Palazzo gentilizio Doria, annesso al Torrione medievale ornato da cinta muraria del XVI° secolo.

Altre architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Ex cappella gentilizia della famiglia Nocera in via Tenenete Roberto Fontanella;
  • Ex grancia Certosa di San Giacomo di Capri in Pizzaguto o Pizzauto;
  • Ex monastero Domenicano attiguo alla chiesa della Santissima Annunziata;
  • Ex monastero della congregazione del Santissimo Redentore;
  • Monastero dell'ordine dei frati minori;
  • Congregazione delle suore di San Giovanni Battista;
  • Cappella dedicata a Sant'Alfonso Maria Fusco sita nella congregazione madre di Angri;
  • Cappella privata delle suore di San Giovanni Battista;
  • Cappella Martin situata nella villa Serena.
Facciata del palazzo D'Amelio sito in via Madonna delle Grazie.

Edifici civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Castello Doria d'Angri;
  • Palazzo D'Amelio;
  • Palazzo Fusco;
  • Ex Manifatture Cotoniere Meridionali - MCM;
  • Città dei Ragazzi attualmente villa Serena.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[41]

Antico gancio per briglie, posto in Via Incoronati

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 ad Angri risultano residenti 1 121 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[42]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[43]; il comune appartiene alla forania omonima della diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, suddivisa in sei parrocchie.

Antico paracarro in pietra, sito in via Giudici.

Ad Angri è sorta la prima casa della congregazione delle suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 da sant'Alfonso Maria Fusco. La congregazione delle suore di San Giovanni Battista, inizialmente voluta dal fondatore con il nome di "Le nazarene", derivante da Gesù di Nazareth, è stata successivamente ride nominata come "congregazione delle suore di San Giovanni Battista" (battistine) ed è diffusa in tutto il mondo. La prima giovane, Maddalena Caputo, di Angri, fu l'animatrice e la sostenitrice dell'opera insieme ad altre tre giovani del paese.

Esse, la sera del 25 settembre del 1878, si ritirarono in poche stanze e il 26 settembre, di mattina, sant'Alfonso Maria Fusco, celebrò la santa messa su un misero altare di legno. Il patrimonio iniziale della casa, fu di sole 5 lire. Le quattro giovani vivevano in povertà, sostenendosi insieme alle prime orfanelle con il lavoro dei telai.

Chiesa evangelica[modifica | modifica wikitesto]

L'altra confessione cristiana presente è quella evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale[44] ADI.

Testimoni di Geova[modifica | modifica wikitesto]

Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova[45] con una sala del Regno.

Momento dello scontro fra due cavalieri che rappresentano gli antichi borghi e casali della Terra d'Angri, in numero di sei, tra cui (v. immagine) Coronati e Concilio, durante l'ultima giornata (Giostra dei Cavalieri) del "Palio Storico Città di Angri", legata agli eventi del 1425 (cfr. atti pubblici, nel regolamento-Disciplinare del Palio Storico Città di Angri).[46]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Palio Storico Città di Angri[modifica | modifica wikitesto]

L'organizzazione e la rappresentanza legale del Palio Storico Città di Angri (eccetto la gestione che viene affidata in via subordinata e a discrezione dell'Ente Comunale ad una associazione culturale locale), già istituzionalizzato di cui ai pubblici atti deliberativi - N. 69 del 17.12.2015, sono di esclusiva pertinenza del Comune di Angri, in virtù del Regolamento-Disciplinare redatto nel 2016 dalla Commissione consultiva tecnico-storica dell'Ente, giusta delibera di C. - N. 30 del 23.03.2016. Tale regolamento, infatti, afferisce alle parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421-25 e 1428-36, denominate "Palio Storico Città di Angri". Questa manifestazione storica-rievocativa, che si svolge nel mese di settembre di ogni anno-Edizione, si fonda su prove documentali d'Archivio e su antiche fonti bibliografiche, annotate da autorevoli autori della Storia del Regno di Napoli, nonché su dati cronologici certi, cioè su "verità storiche", il tutto demandato nel precitato pubblico documento-Disciplinare del Comune di Angri.

Il falò dedicato a sant'Aniello[modifica | modifica wikitesto]

È ancora viva la tradizione angrese che il 14 dicembre di ogni anno, in piazza Annunziata (che prende il nome dall'omonima chiesa limitrofa) e nel cortile della chiesa di San Benedetto da Norcia, ma anticamente anche nei cortili di via Mezzo, via Dei Concili e via Ardighi e di tutti gli altri presenti nella cittadina angrese, si raccogliessero le sterpaglie per poi bruciarle in un falò o lampa dedicata a sant'Aniello (in dialetto angrese 'a lamp 'e sant'Aniell), durante la sera del giorno della sua ricorrenza religiosa. Questo momento religioso e di raccoglimento era per gli abitanti del paese quasi un rito magico, di purificazione e si credeva folcloristicamente che solo chi vi assistesse poteva vivere sereno dopo aver assistito al falò. Quando si accendeva il falò i cittadini angresi si radunavano in cerchio insieme ai lavoratori locali che lanciavano poi una pietra ciascuno sulle fiamme della lampa augurando la pace a tutti i loro fratelli cristiani lì presenti o assenti. Guai invece a chi non vi partecipava, soprattutto alle donne incinte, si riteneva che costoro avrebbero generato dei figli nati con problemi fisici e mentali poi dopo. C'era poi la tradizione locale che vede molte donne che rivestivano il ruolo di comari (donne che facevano da madrine i bambini battezzati e i ragazzi cresimati) che, invogliavano continuamente nel periodo che precede la festa del santo le loro raccomandazioni verso i loro conoscenti e parenti invitandoli all'evento e mettendoli sempre in guardia dal non andarvi, veniva anche raccomandato di andare a salutare la statua di sant'Aniello (in cartapesta) conservata ancor 'oggi nella chiesa di Santa Maria del Carmelo di Angri, vicino piazza Annunziata, chi non l'avesse fatto avrebbe avuto sempre guai per i figli che dovevano ancora nascere. Questa tradizione che vede sant'Aniello un santo vendicativo è comunque erronea e frutto di sbagliate interpretazioni della sua vita. Nonostante fosse una festa molto sentita a livello religioso venivano richiamati molti venditori ambulanti e commercianti locali che ne approfittavano per vendere i loro prodotti.[47]

Scorcio dell'ingresso principale dei giardini pubblici angresi, ex villa comunale dei Doria.

La festa di Santa croce e il palo di sapone[modifica | modifica wikitesto]

La festa di origine agricola e ancor più anticamente pagana, è dedicata ad un crocifisso ligneo custodito in una edicola-tempietto, fatta costruire su volere da sant'Alfonso Maria Fusco nel 1867 dopo un miracolo fatto nei confronti un cittadino angrese. La festa è diventata molto popolare ad Angri perché, oltre alla processione religiosa e alle varie luminarie che adornano l'edicola, viene allestito per l'occasione un pittoresco albero della cuccagna (in dialetto angrese 'o pal 'e sapon), sul quale i partecipanti si devono arrampicare in cima per prendere un premio, scivolando il più delle volte sullo stesso palo e ricominciando in maniera molto esilarante.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Insegna plastificata e inchiodata ad una parete esterna della cappella dei Santi Cosma e Damiano di Angri, con su scritta la poesia del paroliere e compositore italiano E. A. Mario, datata 1912, dedicata alla fontana di via di Mezzo.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Venne aperto al pubblico, l'11 giugno del 2016, un museo dedicato alla vita e alle opere di Alfonso Maria Fusco[48], canonizzato poi, il 16 ottobre dello stesso anno[49].

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Ad Angri c'è stato una forte influsso di arte catalana nel periodo del Viceregno spagnolo tant'è che anche oggi si possono ammirare alcuni portali di antiche abitazioni di quest'epoca presenti nella città.

Sono presenti delle poesie scritte da un poeta e cultore locale, tale Gaetano Marra e dal famoso poeta E.A. Mario, datata 1912. Le poesie sono entrambe incise su delle mattonelle dietro l'antica fontana di via di Mezzo. La poesia di E.A. Mario è dedicata alla stessa fontana antica lì presente e si intitola Funtana all'ombra ("fontana all'ombra").

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti alcune sculture moderne all'interno dei giardini comunali, le sculture sono cinque e costruite in ferro e pietra, elaborate nel 2019. Gli artisti che le hanno poste nella villa comunale sono alcuni di origine angrese e locali. Le sculture e i loro creatori sono: Il barone Rampante di Ugo Cordasco, (visibile all'ingresso centrale dei giardini pubblici), Welfare di Mimmo Fusco, Linfa di Diana D'Ambrosio, Totem di Raffaele Cosentino e Guscio di Anna Crescenzi, accanto ad ogni scultura è stata posta dalla sovrintendenza dei beni artistici e culturali del comune di Angri la loro descrizione completa su dei pannelli vicino ad esse.

Lapide in pietra posta nei pressi dell’ingresso principale della villa comunale di Angri in ricordo del giornalista e fratello minore di Benito Mussolini, Arnaldo.

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Nelle quattro stradine dedicate ai quattro evangelisti di via di Mezzo sono stati affrescate le pareti di alcune abitazioni esterne negli anni che vanno dal 1980 al 1982. Le opere sono 11 e dai seguenti artisti angresi e locali: Raffaele Alfano, Elio Alfano, Giovanni Padovano, Vincenzo Precenzano, Vittorio De Luca, Nicola Della Corte, alcune opere sono di autore ignoto. Purtroppo a causa delle susseguirsi delle intemperie molti di questi murali sono andati danneggiati nel tempo ma grazie alla tecnologia è stata creata una mostra multimediale immersiva che può essere visionata a livello locale.

Dediche[modifica | modifica wikitesto]

All'interno dei giardini pubblici, sulla destra dell'ingresso principale, è possibile osservare due lapidi in pietra, una è dedicata ad un tale Enzo, di cui non si conosce il cognome e l'esatta identità , e un'altra lapide posta lì vicino è dedicata al giornalista Arnaldo Mussolini, fratello minore di Benito Mussolini.

All'interno del castello Doria sono presenti una lapide in pietra su un muro interno dedicato alla commemorazione dell'ex sindaco di Angri Giovanni Alfano e per le opere fatte verso la comunità della sua città durante il suo mandato.

Sempre nel castello Doria ma dal lato opposto alla lapide dedicata all'ex sindaco angrese Giovanni Alfano, vi è un'altra lapide dedicata a Sant'Alfonso Maria Fusco, fondatore della congregazione delle suore di San Giovanni Battista, della sua beatificazione e del suo 113º anniversario della sua ordinazione sacerdotale.

Lo stadio calcistico, inaugurato negli anni '70, è dedicato al cittadino angrese Pasquale Novi, perito durante la seconda guerra mondiale. È ubicato nell'omonimo piazzale.

Nel nuovo cimitero è presente un busto e una lapide marmorea nel loculo della famiglia Cajazzo, a Francesco Cajazzo è dedicata anche una strada di Angri.

Mura di contenimento con ornamento bastionato, presenti sulle pareti di un antico fabbricato che richiamano lo stile architettonico delle mura medioevali fortificate preesistenti situate in vicolo Rodi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Vecchie mura difensive e di contenimento della città[modifica | modifica wikitesto]

Molte mura dell'antica cittadina angrese sono state inglobate negli edifici successivamente costruiti nel corso dei secoli come avvenuto anche in altre città europee ma alcune di esse sono ancora visibili e si trovano in due punti di Angri.

Parte della strettoia o strettola dei Caprili che collega il cortile Abate con via Badia, sita nei pressi dell'Istituto religioso delle suore di San Giovanni Battista

Torri di guardia[modifica | modifica wikitesto]

La prima torre di guardia più antica della città venne eretta dopo la battaglia dei Monti Lattari, per poter mettere in sicurezza il piccolo nucleo urbano di Angri, attualmente la si trova inglobata nel torrione centrale (torre più grande) del castello Doria, del quale l'attuale castello non esisteva ancora e si sviluppò successivamente intorno ad essa.

Un'altra torretta di guardia in pietra andata poi inglobata nei successivi edifici civili e di dimensioni più modeste la si trovava vicino alla futura chiesa di Santa Maria del Carmine, più precisamente molto vicina al futuro monastero dei frati carmelitani scalzi, oggi del tutto scomparso anch'esso, inglobato in edifici adibiti ad abitazioni civili.

Strettoie e vicoli antichi[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diversi vicoli e alcune strettoie antiche presenti ancora nella città, servivano anticamente per collegare i vari rioni con le vie principali del paese.

Una piccola parte delle mura interne dell'antica città angrese sono visibili nel vicolo porta di Basso.

Ingresso della collinetta artificiale degli ex giardini di villa Doria attualmente parco pubblico cittadino, la collinetta è chiamata nel gergo angrese a' muntagnella (la montagnella), indicante il piccolo rilievo artificiale fatto eseguire dai principi Doria durante il loro governo (principato) passato sulla città.

Vi sono delle mura di contenimento con ornamento bastionato visibili in buona parte del vicolo Rodi.

La strettoia o strettola dei Caprili che collega il cortile Abate con via Badia, anticamente era una via di uscita dalle mura interne del rione.

Tra via Murelle e via Concilio vi è una stradina che collega i due cortili.

Resti della cinta muraria medievale di Angri situata nell'attuale Via Marconi, visibile anche dal Vicolo Porta di Basso.

Piazze pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Giardini pubblici o villa comunale[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti i giardini pubblici o villa comunale un tempo privata e appartenente alla famiglia dei Doria, di fronte al castello omonimo accessibili durante il giorno. All'interno dei giardini pubblici è presente a montagnella (la montagnella o piccola montagna) una piccola collinetta semi artificiale nella quale alla base c'è un antico accesso il quale, veniva utilizzato come via di fuga da parte degli amministratori locali medioevali in caso di attacco. Oggigiorno l'accesso è stato chiuso con delle inferriate e la via di fuga sotterranea è crollata. All'interno dei giardini pubblici ci sono degli accessi vicino alle delle inferriate con la casa del cittadino di Angri, un tempo quest'altro edificio apparteneva anch'esso ai principi Doria, fatto costruire da loro stessi, inoltre ci sono diverse opere moderne di artisti campani oltre a delle dediche ad un cittadino locale scomparso, vi compare solo il nome Enzo e vicino ad essa una lapide dedicata ad Arnaldo Mussolini. Infine è presente all'interno della villa anche una nicchia con una statuetta di Gesù.

Piazza Doria[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Doria è la piazza principale della città, si trova nel cuore di Angri, limitrofa al castello omonimo dal quale prende il nome. Dall'anno 2007 all'anno 2008 sono state ampiamente ristrutturate e riqualificate le 3 zone della piazza. Vi era su una delle 3 isole una fontana pubblica attualmente non più esistente, su un'altra zona invece vi è presente il monumento ai caduti della prima e seconda guerra mondiale.

Piazza San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Piazza San Giovanni o lo spiazzo di fronte alla collegiata omonima si dirama di fronte alla chiesa omonima e lungo la parte est del castello Doria.

Antica torre parrocchiale e campanaria con orologio solare annessa ad un antico edificio facente parte della collegiata di San Giovanni Battista nella piazza omologa. La torre è stata fatta ristrutturare su ordine di mons. Leopoldo attuale sacerdote della collegiata di San Giovanni Giovanni e i lavori sono stati eseguiti dal gnomonista Giovanni Paltrinieri, intorno all'anno 2000.

Piazza Annunziata[modifica | modifica wikitesto]

La piazza Annunziata è una piazza molto famosa ad Angri, è stata fatta costruire dall'ex sindaco di Angri Giovanni Alfano negli anni '70, al suo posto veniva effettuato il mercato cittadino che attualmente è stato spostato in via Leonardo Da Vinci. In passato aveva una fontana ornamentale costruita in mattonelle che è stata poi sostituita da una una nuova anch'essa sostituita dalla statua del fondatore e successivamente Sant'Alfonso Maria Fusco nel 2001, anno in cui venne beatificato. Vicino alla statua del fondatore è presente una statua sempre in metallo di San Padre Pio, inaugurata nel 1997, a devozione dei fedeli angresi. Vi è anche un'isola pedonale limitrofa alla piazza.

Piazza Don Enrico Smaldone ex piazza Trivio[modifica | modifica wikitesto]

Questa piazza si è evoluta intorno alla chiesa e alla congrega di Santa Caterina di Alessandria, si divide in due parti per la diramazione di via Ardinghi che passa anche dinanzi alla chiesa. Si possono trovare un monumento alla Vergine Immacolata, una statua in metallo di Don Enrico Smaldone, delle croci di legno della missione dei padri redentoristi e un'edicola sacra contenente Gesù crocifisso.

Piazza Sorrento[modifica | modifica wikitesto]

Piazza Sorrento è sorta dopo l'abbattimento della parte delle mura esterne presenti in quella zona.

Piazze private[modifica | modifica wikitesto]

La piazzetta omologa antistante la chiesa di San Benedetto da Norcia, in via Ardinghi, è chiusa al pubblico dalle mura e un cancello.

Piazze minori[modifica | modifica wikitesto]

  • Piazza martiri della guerra (si trova all'incrocio tra la storica ed antica via Ardinghi e la via Tenente Roberto Fontanella);
  • Piazza Madonna della Pace (nata nello spazio antistante la chiesa omologa).

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Angri aveva due frazioni. La prima era Bagni passata poi alla vicina città di Scafati e la seconda Sant'Egidio del Monte Albino divenuto successivamente un comune autonomo.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In passato l'economia locale era basata principalmente sull'agricoltura, mentre successivamente ha avuto un forte sviluppo industriale. Quasi il 90% delle industrie presenti sul territorio operano nel settore conserviero; più specificatamente pomodori in scatola e derivati (passate di pomodoro, pelati). In città hanno sede i noti gruppi alimentari: La Doria, Feger e Gruppo AR.

Inoltre è sede della OMPM, azienda leader nella meccanica di precisione, (costruzione di fusoliere e ali per aerei civili e militari).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Foto del primo novecento che ritrae dei convogli tranviari in una via di Angri

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Strade principali[modifica | modifica wikitesto]

  • Fra il 1911 e il 1952 tale arteria era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).
  • La città di Angri è dotata di un doppio svincolo autostradale sulla A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45: Angri nord, che serve anche il Comune di S. Antonio Abate, Angri sud, che permette il collegamento con la costiera amalfitana.
  • Angri è posta lungo la Strada statale 268 del Vesuvio, che la collega con la ex Strada statale 162 dir del Centro Direzionale, ed è attraversata dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, la cosiddetta "Nazionale".
  • Le principali strade provinciali di Angri sono la 185 Via Longa-Innesto SS 18-Ortaloreto-Ortalonga-Innesto SS 367, la 287 Innesto SS 18 (Scafati)-confine centro abitato di Angri e la 319 Via Badia di Angri-Via Santa Lucia-Cavalcaferrovia-Innesto-SS 18.

Strade del centro cittadino[modifica | modifica wikitesto]

Parte della piccola stazione ferroviaria di Angri e pensilina.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia che passa per la città di Angri è una delle più antiche d'Italia poiché, dopo l'apertura – finanziata con capitali privati e francesi – in pompa magna del 1º tratto ferroviario d'Italia tra Napoli e Granatello di Portici avvenuta il 3 ottobre 1839[58] per volontà del re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone, si procedette all'apertura di un 2° tronco ferroviario, quello per Castellammare di Stabia e 2 anni dopo quello tra Pompei e Nocera[59].

Ferrovia moderna[modifica | modifica wikitesto]

In tempi moderni la città di Angri è servita dalla stazione, ubicata lungo la ferrovia Napoli-Salerno su cui transitano da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2016, BusItalia Campania è stata acquistata da Busitalia-Sita Nord.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 dicembre 1860 30 dicembre 1865 Matteo Montefusco Sindaco
31 dicembre 1865 1867 Pietro De Angelis Sindaco
1867 29 gennaio 1873 Luigi D'Amelia Sindaco [60]
30 gennaio 1873 10 dicembre 1875 Antonio Adinolfi Sindaco [61]
11 dicembre 1875 19 gennaio 1883 Carmine Francesco D'Antonio Sindaco [62]
20 gennaio 1883 25 luglio 1918 Francesco Adonolfi Sindaco [63]
26 luglio 1918 21 novembre 1918 Luigi Farina Commissario regio
22 novembre 1918 6 novembre 1920 Leopoldo Perris Delegato straordinario [64]
7 novembre 1920 12 maggio 1923 Ettore D'Amelia Sindaco
15 maggio 1923 6 ottobre 1923 Alfonso Mauri Sindaco [65]
7 ottobre 1923 4 aprile 1925 Leopoldo Perris Commissario prefettizio
5 aprile 1925 10 maggio 1925 Umberto Milanesi Commissario prefettizio [66]
11 maggio 1925 26 aprile 1927 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Sindaco [67]
3 maggio 1927 22 giugno 1928 Vincenzo Perazzi Commissario prefettizio [68]
6 luglio 1928 11 aprile 1938 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Podestà
18 aprile 1938 6 settembre 1943 Arturo Cosenza Partito Nazionale Fascista Podestà [69]
29 settembre 1943 5 giugno 1944 Antonio Adinolfi Straordinario [70]
6 giugno 1944 20 giugno 1946 Francesco Adinolfi Sindaco [71]
21 giugno 1946 28 ottobre 1946 Enrico Bellelli Commissario prefettizio
28 ottobre 1946 28 ottobre 1952 Vincenzo Smirne Sindaco
29 ottobre 1952 18 aprile 1953 Renato Guerra Sindaco [72]
27 aprile 1953 7 aprile 1954 Alessandro Alberico Commissario prefettizio
8 aprile 1954 7 dicembre 1954 Angelo Antonio Mancini Commissario prefettizio
8 dicembre 1954 20 marzo 1958 Matteo Smaldone Sindaco [72]
21 marzo 1958 1959 e Ottavio Atorino Sindaco [73]
1959 1961 Matteo Smaldone Sindaco [74]
9 settembre 1961 25 luglio 1963 Luigi Campanile DC Sindaco [72]
2 settembre 1963 4 gennaio 1965 Francesco Nasti DC Sindaco [75]
28 gennaio 1965 8 agosto 1967 Federico Gilblas DC Sindaco [72]
12 settembre 1967 7 agosto 1969 Luigi Nasti DC Sindaco [76]
12 agosto 1969 18 settembre 1970 Pietro Vaccaro DC Sindaco [77]
30 settembre 1970 1979 Giovanni Alfano DC Sindaco [78]
1979 1980 Mario Abate DC Sindaco
1981 1985 Bartolo D'Antonio DC Sindaco [78]
1990 1991 Giuseppe Chiavazzo DC Sindaco
1991 1992 Santolo Coppola DC Sindaco [79]
1992 1993 Alessandro D'Antonio PDS Sindaco [80]
1993 1994 Francesco Buonaventura PDS Sindaco [81]
1994 6 maggio 1995 Bartolo D'Antonio DC Sindaco [82]
7 maggio 1995 24 gennaio 1999 Umberto Postiglione PPI Sindaco [83]
25 gennaio 1999 26 giugno 1999 De Vivo Vincenzo Commissario prefettizio
27 giugno 1999 27 maggio 2004 Umberto Postiglione PPI - La Margherita Sindaco [84]
28 maggio 2004 20 febbraio 2007 Giuseppe La Mura DL - La Margherita Sindaco [85]
21 febbraio 2007 27 febbraio 2007 Maria Rosa Falasca Commissario prefettizio
28 febbraio 2007 11 giugno 2007 Antonio Di Prisco Commissario straordinario
12 giugno 2007 11 marzo 2009 Gianpaolo Mazzola Forza Italia - PdL Sindaco [86]
12 marzo 2009 12 aprile 2010 Bruno Pezzuto Commissario prefettizio
12 aprile 2010 14 giugno 2015 Pasquale Mauri Unione di Centro Sindaco
14 giugno 2015 12 giugno 2019 Cosimo Ferraioli Liste civiche Sindaco [87][88]
12 giugno 2019 17 gennaio 2020 Alessandro Valeri Commissario prefettizio [89]
17 gennaio 2020 in carica Cosimo Ferraioli Liste civiche Sindaco [90]
Prospetto di una parte dello stadio calcistico Pasquale Novi.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport principalmente seguito è il calcio. L'U.S. - Unione Sportiva Angri 1927 è la principale squadra di calcio della città che nella stagione 2022-2023 milita in Serie D.

Oltre al calcio, anche il basket è uno degli sport seguiti maggiormente dalla popolazione angrese. L'A.S.D Angri Pallacanestro milita nel campionato di Serie C Gold.

Gli altri sport praticati sono: il volley femminile ed il tennis. Per il basket, oltre alla prima squadra dell'Angri Pallacanestro, vi è La Pol. Alfonso Negro Angri Basket e il Centro Olimpia Angri Basket; per il volley il Gruppo Sportivo Doria.

Inoltre Angri ha una squadra di rugby, la Agro Rugby Stallions, che disputa le sue gare nella vicina Sant'Egidio del Monte Albino.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio "Pasquale Novi"
  • Palabasket "Galvani"
  • Palabasket "I.S.I.S. FORTUNATO"
  • PalaFusco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Il nome di Angri, su Comune di Angri. URL consultato il 25 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
    «Derivazione del primo nome dato alla città»
  5. ^ Il nome di Angri, su Comune di Angri. URL consultato il 25 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
    «Il nome di Angri potrebbe derivare anche da…»
  6. ^ Il nome di Angri, su Comune di Angri. URL consultato il 25 novembre 2017 (archiviato dall'url originale il 1º dicembre 2017).
    «Il secondo nome dato alla città»
  7. ^ Alberto "da Cormano", San BENEDETTO da NORCIA, su https://ora-et-labora.net/Benedetto_da_Norcia.html, 21 giugno 2014.
    «L'intervento miracoloso del corvo che avverte San Benedetto del pane avvelenato con il quale il monaco Fiorenzo cercò di avvelenarlo»
  8. ^ Redazione, Angri. Rogo nell'edicola votiva di Piazza Trivio, in Agro 24, Angri (Sa), 7 dicembre 2015.
    «Il rogo della notta del 7 dicembre 2015 ha distrutto quasi completamente l'edicola sacra di Gesù crocifisso, il crocifisso stesso andato carbonizzato e l'antico affresco dietro di se»
  9. ^ Chiesa di San Benedetto, su Comune di Angri-Provincia di Salerno. URL consultato il 19 agosto 2017 (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2017).
    «La chiesa risalirebbe al secolo del '700»
  10. ^ Michele De' Santi, Memorie delle famiglie nocerine, vol. 1, Napoli, 1887, p. 49.
  11. ^ Chiesa di San Benedetto, su Comune di Angri. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
    «Lavori di restauro della chiesa, ad opera della nobile famiglia angrese De Filippis e scoperta di alcune opere artistiche situate sotto al pavimento»
  12. ^ Cappella di San Nicola [collegamento interrotto], su Comune di Angri.
    «La fondazione della cappella gentilizia ad opera del nobiluomo angrese Riso De Riso nel 1321»
  13. ^ Cappella di San Nicola, su Comune di Angri. URL consultato il 27 novembre 2020 (archiviato il 27 novembre 2020).
  14. ^ Cappella di San Giuda Taddeo, su Comune di Angri. URL consultato il 14 febbraio 2018 (archiviato dall'url originale l'8 novembre 2017).
    «Aggiunta di una pala d'altare raffigurante la Santissima Vergine Maria tra san Giuda Taddeo e san Gaetano Thiene, fatta commissionare dal pittore italiano Carlo Rosa, una statua in legno raffigurante San Giuda Taddeo con un medaglione raffigurante Gesù sul suo collo, del '700, fatta assemblare con la tecnica dell'incastro e infine, c'è un'altra statua del 1865 dell'Angelo custode fatta commissionare da Sant'Alfonso Maria Fusco durante il breve periodo nel quale creò un piccolo doposcuola ed oratorio all'interno della cappella e dei suoi locali annessi.»
  15. ^ Antonio Ricciardi e Lina Pantano, Primo Apostolato (1863-1870), in Da Angri al mondo: il sorriso di Dio-Alfonso Maria Fusco (1839-1910), illustrazioni di Albamaria Frontino e Pasquale Pannone, 2ª ed., Angri, editoriale progetto 2000, giugno 2016 [1951], p. 30, ISBN 978-88-8276-482-1.
    «Fatta commissionare una statua dell'angelo custode per i ragazzi dell'oratorio gestito da Sant'Alfonso Maria Fusco nella cappella di San Giuda Taddeo apostolo»
  16. ^ Comune di Angri, Chiesa e Convento dell'Ass. Annunziata, su comune.angri.sa.it/angri/home.jsp. URL consultato il 2 aprile 2020.
    «La fondazione della chiesa ad opera del barone angrese Giovanni Zurlo (o Zurolo), avvenuta il 26 luglio del 1436»
  17. ^ Gennaro Zurolo, Sulle origini di una chiesa angioina nella Terra d'Angri: la SS. Annunziata, su comune.angri.sa.it.
  18. ^ Domenico Agasso, San Biagio Vescovo e martire, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
    «La consueta tradizione della preparazione da parte dei fedeli di preparare dei dolci e panettoni anche con l'immagine di san Biagio, durante la sua ricorrenza.»
  19. ^ Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, su Comune di Angri.
    «La ristrutturazione totale della chiesa nello stile barocco»
  20. ^ Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, su Comune di Angri.
    «Rifacimento della facciata durante gli anni '70 del 1900 e rifacimento della porta della sagrestia»
  21. ^ Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su Vivere Salerno- i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo. URL consultato il 28 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 29 marzo 2017).
  22. ^ a b c d e Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su Comune di Angri. URL consultato il 17 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 17 marzo 2017).
  23. ^ Daniela Faiella, Angri, si stacca e precipita giù la campana della chiesa di Santa Caterina, in IlMATTINO.it, Angri, 30 novembre 2017.
    «Maltempo che causa la caduta della campana della chiesa in strada verso le ore 04:00 del mattino, di giovedì, del mese di novembre del 2017»
  24. ^ Christian Geniale, Maltempo. Ad Angri cade la campana della chiesa di Santa Caterina.
    «Maltempo che causa la caduta della campana della chiesa in strada verso le ore 04:00 del mattino, di giovedì, del mese di novembre del 2017»
  25. ^ a b Comune di Angri Arte e Cultura, su turismoinsalerno.it. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
  26. ^ a b c Chiesa della Madonna del Carmine, su Comune di Angri. URL consultato il 30 aprile 2017 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
  27. ^ Chiesa del Carmine, su Comune di Angri. URL consultato il 12 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 13 marzo 2017).
  28. ^ Comune di Angri Arte e Cultura, su Turismo in Salerno- Il mondo in una provincia. URL consultato il 27 luglio 2017 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
  29. ^ Filmato audio Terremoto ad Angri, su YouTube, IlGabbianotv, 26 dicembre 2012.
  30. ^ Super User, Angri. Per non dimenticare chi ha perso la vita il 23 novembre del 1980, in Le tre scimmiette, Angri (Sa), Le tre scimmiette, Lunedì, 23 novembre 2015, ore 14:55.
    «Posta una lapide commemorativa dal comune di Angri, per non dimenticare le 9 persone che persero la loro vita sul sagrato della chiesa di Santa Maria del Carmine»
  31. ^ Angri 2005 brucia la chiesa del Carmine, su YouTube, IlGabbianotv, 5 marzo 2012.
    «Bruciate inspiegabilmente le statue della Vergine del Carmelo con Gesù Bambino e di Sant'Aniello di Napoli nella chiesa di Santa Maria del Carmine di Angri.»
  32. ^ Super User, Angri: la tradizionale processione della Madonna del Carmine per le strade di Angri, in Le tre scimmiette, Angri (Sa), Le tre scimmiette, 21 luglio 2014 (archiviato dall'url originale il 28 luglio 2017).
    «Processione della Madonna del Carmine e uscita della sua statua»
  33. ^ Confraternite e Congreghe, su diocesinocerasarno.it.
  34. ^ Chiesa della Madonna delle Grazie, su Comune di Angri, 31 agosto 2021.
    «La fondazione della chiesetta da parte della famiglia angrese dei Montefusco e della consacrazione della stessa alla Madonna delle Grazie, protettrice anche delle Manifatture Cotoniere Locali MCM, avvenuta nel 1830»
  35. ^ Verdiana Sasso, Furto ad Angri, ladri in azione nella Cappella delle Grazie, in L'Occhio di Salerno, Salerno (Sa), 25 agosto 2020.
    «Nel 2013 è stata lanciata una petizione dalle persone che vivono nella zona dov'è ubicata la cappella, per il recupero totale della struttura religiosa ma, attualmente non è stato ancor preso alcun provvedimento da parte del Comune di Angri e né da parte del sacerdote amministrante la nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie»
  36. ^ Verdiana Sasso, Furto ad Angri, ladri in azione nella Cappella delle Grazie, in L'Occhio di Salerno, Salerno, 25 agosto 2020.
    «Nella notte del 24 agosto 2020 un gruppo di ladri è riuscito a trafugare la campana in ferro battuto con la croce latina, presente ancora nel vecchio campanile della chiesa, a dare l'allarme sono stati un gruppo di cittadini locali che si sono accorti del sacrilegio il giorno successivo al furto»
  37. ^ Furto ad Angri, ladri nella cappella delle Grazie: la denuncia dei fedeli, in SalernoToday, 25 agosto 2020.
    «Nella notte del 24 agosto 2020 un gruppo di ladri è riuscito a trafugare la campana in ferro battuto con la croce latina, presente ancora nel vecchio campanile della chiesa, a dare l'allarme sono stati un gruppo di cittadini locali che si sono accorti del sacrilegio il giorno successivo al furto»
  38. ^ Chiesa Madonna della Pace, su Vivere Salerno-i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo. URL consultato il 9 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2017).
  39. ^ Chiesa della Madonna della Pace, su Comune di Angri. URL consultato il 9 settembre 2017 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2017).
    «La fondazione della chiesa ad opera del monsignor Vincenzo del Pezzo»
  40. ^ Santa Maria Regina della Pace, su Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno.
    «La fondazione della chiesa e l'avanzamento a parrocchia ecclesiale approvata dal vescovo monsignor Fortunato Zoppas, il 5 aprile del 1953»
  41. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  42. ^ Dati Istat, su demo.istat.it (archiviato dall'url originale il 23 agosto 2018).
  43. ^ Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
  44. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia[collegamento interrotto]
  45. ^ ANGRI (SA): Nuova sala dei Testimoni di Geova | Testimoni di Geova News
  46. ^ Cfr. atti pubblici, nel regolamento-Disciplinare del Palio Storico Città di Angri.
  47. ^ Gaetano Marra, La lampa a Sant'Aniello, in Gaetano Marra (a cura di), Terra d'Angri - Tradizioni, leggende e storia, illustrazioni di Gaetano Marra, Sarno (Sa), Cooperativa Centro Iniziative Culturali, aprile 2004, pp. 28-29.
  48. ^ La Redazione, angri.info-quotidiano online, in angri.info-quotidiano online, Angri (Sa), angri.info-quotidiano online, 11 giugno 2016.
    «Inaugurazione di un museo dedicato a Sant'Alfonso Maria Fusco nella casa madre delle suore Battistine di Angri»
  49. ^ Cinque nuovi santi il 16 ottobre, in L'Osservatore Romano, 20-21 giugno 2016, p. 8.
  50. ^ Super User, Nel 1979 il Gruppo Folk Internazionale O'Revotapopolo partecipò al Film "il Mammasantissima" con Mario Merola, in Le tre scimmiette, Angri, 11 marzo 2013 23:51.
    «Le scene furono girate tra Angri e Napoli»
  51. ^ Stefania Lombardi, O’REVOTAPOPOLO UN GRUPPO FOLK “FAI DA TE”, su Jammway-Event on the road, 24 giugno 2016.
    «Il gruppo nato ad Angri ha partecipato anche al film “Mamma Santissima” con l’indimenticabile Mario Merola, le scene furono girate tra Angri e Napoli»
  52. ^ Made in China Napoletano, il film girato ad Angri al cinema il 12 ottobre, in IL MATTINO.it, 5 settembre 2017.
    «È attesa per il prossimo 12 ottobre l'uscita nelle sale cinematografiche di Made in China Napoletano; il film diretto da Simone Schettino girato ad Angri da settembre a novembre dell'anno scorso.»
  53. ^ La redazione, "Made in China Napoletano", il film girato ad Angri il 12 ottobre nei cinema, in PUNTO @GRO news costiera e dintorni, 5 settembre 2017.
    «Esce il prossimo 12 ottobre nelle sale cinematografiche il film Made in China Napoletano girato ad Angri in provincia di Salerno»
  54. ^ Super User, Il 12 ottobre "Made in China Napoletano" il film girato ad Angri, in Le tre scimmiette, 5 settembre 2017.
    «Il prossimo 12 ottobre uscirà nelle sale cinematografiche il film Made in China Napoletano, girato ad Angri da settembre e novembre dello scorso anno»
  55. ^ Gennaro Zurolo, SULLE ORIGINI DELLA CHIESA ANGIOINA NELLA TERRA D'ANGRI: SS.ANNUNZIATA, a cura di Gennaro Zurolo, illustrazioni di Gennaro Zurolo, Nola (Na), 2019, ISBN 978-88-99742-43-0.
    «E' stata dedicata una strada del centro urbano al conte e feudatario Giovanni Zurolo dal Comune di Angri, ma purtroppo il cognome è errato. In base ai documenti archivistici più antichi e secondo le acclarate regole di toponomastica cittadina, da Zurlo in Zurolo, in virtù della delibera Commissariale n° 9 del 13 gennaio 2010, recepita oltretutto dal Regolamento-Disciplinare del Palio Storico Città di Angri.»
  56. ^ Gennaro Zurolo, ANGRI il nome, lo sviluppo e il centro storico, in LE STRADE DI ANGRI la toponomastica, i personaggi, le storie, Angri (Sa), Gaia, 2008, pp. 298,299,300,301,302,303,304,305 e 306.
    «L'intitolazione della via da parte del comune angrese a Giovanni Zurolo che fu I conte di Angri, Montoro, Nocera dei Pagani, di Roccapiemonte e di altre terre lasciategli in eredità dal padre. Giovanni Zurolo, nell'anno 1416 circa, ebbe in moglie la nobildonna napoletana Dalfina Caracciolo figlia di Leone Leonetto e Caterina Filangieri, che gli generò un'unica figlia Antonella, nata nel 1418 circa. Difese la città e le terre di Angri dall'assalto di Braccio da Montone, nel settembre del 1421. Fu feudatario del feudo di Angri e fondatore del convento dell'ordine dei frati predicatori domenicani e della chiesa della Santissima Annunziata il 26 luglio 1436. Agli inizi di giugno del 1438, re Alfonso con la sua armata di quattromila uomini a cavallo cercò di conquistare la fortezza di Angri, Giovanni Zurolo con pochi soldati a cavallo si batté eroicamente e lo costrinse a fermarsi, al Ponte di Scafati, sbarrandogli il passo, si arrese successivamente. Il re Alfonso nel prendere atto della solenne resa, con diploma reale del 17 giugno 1438, confermò il conte nel possesso delle contee di Nocera e di Montoro con tutti i privilegi, mentre il feudo di Angri restò devoluto alla famiglia Orsini. Il re Alfonso però pretese dal conte Francesco i buoni uffici per la capitolazione del fratello Giovanni, il quale rifiutò di venire a patti con l'aragonese invasore, ma poi vistosi costretto perché temeva un massiccio attacco diretto al suo popolo e le perdite di vite umane che ne potevano conseguire, lasciò sua Terra d'Angri e si ritirò in volontario esilio a Montoro. Giovanni, feudatario di Angri, morì nel 1440 circa e fu sepolto nella chiesa dei suoi avi di Santa Restituta nel Duomo di Napoli.»
  57. ^ Super User, Chi era il Ten. Roberto Fontanella (1890 - 1917), in Le tre scimmiette, Angri (Sa), domenica, 10 novembre 2019, ore 14:32.
    «Il tenente Roberto Fontanella nacque ad Angri (Sa), il 7 giugno 1890 e militò nel Regio Esercito d'Italia fino alla sua morte, avvenuta il 15 maggio 1917, durante la decima Battaglia dell'Isonzo, i suoi parenti ricevettero la croce d'argento per aver salvato molti dei suoi soldati da un attacco delle forze austro-ungariche»
  58. ^ Lucio Villari, Nove minuti che fecero una storia - 1839-1989: I centocinquantanni delle Ferrovie Italiane., in Voci della rotaia, vol. 8-9, numero speciale 8/9, Roma (Rm), Ferrovie dello Stato, 1989, pp. 8-9.
  59. ^ Gian Guido Turchi, A Napoli centocinquant'anni fa, la Terza fu la Bayard in Treni, in n° 89, Salò (Bs), Edizioni ETR, 1989, p. 6.
  60. ^ Entrato a seguito di Pietro De Angelis, avrà due mandati, ma sarà lui stesso defenestrato
  61. ^ Entrato a seguito di Luigi D'Amelia
  62. ^ Due mandati, termina anticipatamente il secondo
  63. ^ Subentrato a Carmine Francesco D'Antonio, otterrà altri 7 mandati.
  64. ^ reggente del Comune, Delegato dal comm. prefettizio Luigi Farina
  65. ^ Subentrato a Ettore D'Amelia, lascia per dimissioni.
  66. ^ Succede a Leopoldo Perris
  67. ^ Defenestrato
  68. ^ Lascia alla nomina del primo Potestà dell'Era Fascista
  69. ^ Lascia a seguito della liberazione da parte degli Alleati
  70. ^ Subentra al podestà, a seguito della caduta del regime fascista.
  71. ^ Lascia a seguito della caduta della monarchia
  72. ^ a b c d Termina anticipatamente il proprio mandato
  73. ^ Subentra a Matteo Smaldone.
  74. ^ Subentra a Ottavio Atorino.
  75. ^ Subentra a Luigi Campanile.
  76. ^ Subentra a Federico Gilblas.
  77. ^ Subentra a Luigi Nasti.
  78. ^ a b Due mandati
  79. ^ Subentra a Giuseppe Chiavazzo.
  80. ^ Subentra a Santolo Coppola.
  81. ^ Subentra a Alessandro D'Antonio.
  82. ^ Subentra a Francesco Buonaventura.
  83. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza in consiglio comunale
  84. ^ Secondo mandato
  85. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 11 consiglieri comunali su 20.
  86. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 13 consiglieri comunali su 20
  87. ^ Decadenza del CC per mancata approvazione rendiconto 2018
  88. ^ Dal suo insediamento, l'amministrazione ha ricevuto l'appoggio di FdI (poi ritirato) e Lega, ma il sindaco Ferraioli non ha mai aderito ad alcun partito
  89. ^ Commissariamento ritirato a seguito ricorso al TAR
  90. ^ Reintegrato dal TAR


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gennaro Orlando, Storia di Nocera de' Pagani, Napoli 1886
  • Michele De' Santi, Memorie Storiche delle Famiglie Nocerine, Napoli 1887
  • Vincenzo Pastore, Angri dalla preistoria ai nostri giorni, Cava dei Tirreni 1980
  • Gian Guido Turchi, A Napoli centocinquant'anni fa. Terza fu la Bayard in I Treni oggi, n.89, Salò, Edizioni ETR, 1989
  • Massimo Bignardi, Angri. Territorio di transiti, Edizioni Electa, Napoli 1997
  • Ida Auletta, La Valle del Sarno in Età Medievale. Realtà storiche tra Angri e Scafati, Edizioni Centro Iniziative Culturali Angri, Sarno 2017
  • Bellino Di Lieto, Da San Benedetto alla Santissima Annunziata - Dieci secoli di Storia di una Parrocchia in Angri, Napoli 2000
  • Giancarlo Forino, Angri e il suo Patrono San Giovanni Battista, Edizioni Centro Iniziative Culturali, Angri 1997
  • Giancarlo Forino, Sangue di San Giovanni Battista, i fascicoli di Panacèa, Angri 2007
  • Comune di Angri, Disciplinare per le parate medievali e le rievocazioni storiche, degli eventi del 1421-25 e del 1428-36, denominate Palio Storico Città di Angri (a cura della Commissione Tecnica), Angri 2016
  • Gennaro Zurolo - Felice Marciano, La Cappella di S. Giuda Taddeo Apostolo, Poggiomarino 2003
  • Gennaro Zurolo, Regesto del documento d'Archivio del XV secolo. Atto di fondazione del Convento e Chiesa della SS. Annunziata di Angri, Angri 2004
  • Gennaro Zurolo, Le Strade di Angri, la toponomastica, i personaggi, le storie, Edizioni Comune Angri, Boscoreale 2008
  • Gennaro Zurolo, Tra fede e Storia, Arte, miti, leggende della Terra d'Angri. Il Riscatto di Zurolo (26 giugno 1428), Regesto del documento d'Archivio del XV secolo, Diploma Reale di Giovanna II d'Angiò, Angri 2010
  • Gennaro Zurolo, Regesto del documento d'Archivio riguardante la Cappella gentilizia della famiglia Pisacane sotto il titolo di S. Maria di Montevergine, Angri 2013
  • Gennaro Zurolo, Il Monastero domenicano di S. Anna. Testi scritti del documento audiovisivo in DVD, Angri 2013
  • Gennaro Zurolo, Le origini del culto Giovannita, ovvero di San Giovanni Battista, nella Terra d'Angri. Tracce templari e gerosolomitane dei Cavalieri di Malta nell'antico territorio angrese, Nola 2018
  • Gennaro Zurolo, Sulle origini di una chiesa angioina nella Terra d'Angri: la SS. Annunziata, Nola 2019

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucio Villari, Nove minuti che fecero una storia 1839-1989: I centocinquantanni delle Ferrovie Italiane, dalla rivista Voci della rotaia, Editore Ferrovie dello Stato, numero speciale 8/9, Roma, 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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