Angri

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Angri
comune
Angri – Stemma Angri – Bandiera
Angri – Veduta
Veduta di una parte della città di Angri dai Monti Lattari con il vulcano Vesuvio in fondo.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Salerno-Stemma.png Salerno
Amministrazione
Sindaco Cosimo Ferraioli (lista civica) dal 14-6-2015
Territorio
Coordinate 40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)Coordinate: 40°44′35″N 14°34′10″E / 40.743056°N 14.569444°E40.743056; 14.569444 (Angri)
Altitudine 32 m s.l.m.
Superficie 13,77 km²
Abitanti 34 002[1] (31-12-2015)
Densità 2 469,28 ab./km²
Comuni confinanti Corbara, Lettere (NA), San Marzano sul Sarno, Sant'Antonio Abate (NA), Sant'Egidio del Monte Albino, Scafati
Altre informazioni
Cod. postale 84012
Prefisso 081
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 065007
Cod. catastale A294
Targa SA
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona C, 1 175 GG[2]
Nome abitanti angresi
Patrono San Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Angri
Angri
Angri – Mappa
Posizione del comune di Angri all'interno della provincia di Salerno
Sito istituzionale

Angri è un comune italiano di 34 002 abitanti[1] della provincia di Salerno in Campania.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Angri fa parte dell'Agro nocerino sarnese, immediatamente a ridosso dell'area vesuviana, e costituisce insieme a Scafati l'estremo settentrionale della Provincia di Salerno. Il territorio comunale va dalla base dei monti Lattari al cuore della Valle del Sarno in una delle zone più fertili d'Italia.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è mite. La vicinanza del mare fa sì che vi sia un clima mediterraneo tipico del meridione italiano. La stagione invernale e quella estiva sono caratterizzata da clima umido e fresco.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Si svolse in località Pozzo dei Goti nell'ottobre 553 la Battaglia dei Monti Lattari, l'ultimo scontro sul suolo italico tra il popolo dei goti guidati da Teia e quello dei bizantini comandati da Narsete.

Nel 1290 re Carlo II d’Angiò assegnò il feudo di Angri a Pietro Braherio o De Braheriis, militare e familiare regio.

Nel 1421 fu teatro di lotta tra angioini e aragonesi. Durante le lotte tra le due fazioni subì un violento assedio da parte del cavaliere di ventura Andrea Forte Braccio da Montone avvenuto nel 1421.

Nel 1425 a seguito dell'intervento della regina Giovanna D’Angiò-Durazzo il feudo venne ripristinato a favore del nobile cavaliere Giovanni Zurlo.

Il suo maggiore fasto è riconducubile al XVII e al XVIII secolo, periodo in cui a regnare fu la famiglia dei principi Doria (1613-1806), che elevarono il feudo al rango di principato. I Doria detennero il feudo sino all'abolizione del feudalesimo. Fecero erigere numerosi monumenti ancora oggi esistenti e visitabili. Di particolare interesse il castello di stile vanvitelliano, con logge sovrapposte a scale a tenaglia in pietra nera.

Dal 1806 al 1860 è stato capoluogo dell'omonimo circondario appartenente al Distretto di Salerno del Regno delle Due Sicilie.

Dal 1860 al 1927, durante il Regno d'Italia è stato capoluogo dell'omonimo mandamento appartenente al Circondario di Salerno.

Con la creazione del comune di Pompei, Angri perse la frazione di San Pietro in favore del comue di Scafati perché, il comune di Scafati, dovette cedere alcuni territori a quello di Pompei, in prossimità degli scavi archeologici. Angri ottenne però una nuova frazione, che era Sant'Egidio del Monte Albino ma, la persa appena venne elevata al rango di comune autonomo.

Con la caduta del fascismo e la nascita della Reppublica Italina Angri è diventato un comune autonomo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sorgono il Castello e il Palazzo Doria, attigui tra loro, che danno sulla Villa comunale, il giardino del suddetto castello.

Le chiese sono la Collegiata di San Giovanni Battista, la confraternita di Santa Margherita, la chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, l'ex-Grancia della Certosa di San Giacomo di Capri Pizzauto, la chiesa della Santissima Annunziata con il museo del Santo can. Fusco, la chiesa del Carmine, di Santa Caterina e la sua congrega antistante, la chiesa di San Benedetto, la confraternita di Santa Margherita, la cappella di San Cosma e Damiano, la chiesa della Madonna delle Grazie.

Chiesa di San Benedetto[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio della Chiesa di San Benedetto con il campanile annesso alla sua destra.

Le prime notizie della fondazione della chiesa risalgono al VII secolo, essa venne eretta in stile gotico e fatta restaurare in stile barocco nel 1786 dalla nobile famiglia angrese De Filippis[3].

La chiesa oggi sorge in un cortile privato, non visibile dalla strada, nel casale degli Ardinghi anch'esso di origine medievale[4]. Fuori dalla chiesa è presente anche una statua in metallo raffigurante San Benedetto.

All'interno della chiesa c'è una ripartizione di tre navate e come opere artistiche un prezioso polittico e una pala d'altare attribuite a Cristoforo Scacco e datate 1503[3].

La pala d'altare è chiamata Madonna della Provvidenza ed è riprodotta ugualmente come il polittico della chiesa. Essa riproduce la Madonna e Gesù bambino, San Pietro, San Giovanni Battista e San Benedetto e San Sebastiano. Inoltre il polittico fu danneggiato durante i lavori di restaurazione della del 1786[5].

Nel 1847 la sede parrocchiale della chiesa venne trasferita alla chiesa della Santissima Annunziata[6].

Il polittico della chiesa fu trafugato per ben due volte dai ladri negli ultimi tempi ma alla fine sempre ritrovato e riportato nella chiesa dove attualmente è di nuovo esposto al pubblico[7].

La chiesa ha subito un restauro interno in tempi recenti.

Ogni 11 luglio viene celebrata la festa della traslazione del corpo di San Benedetto da Norcia, il quale gli è dedicato il nome della chiesa.

Chiesa e congrega di San Giovanni Battista[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della chiesa con congrega di San Giovanni Battista e campanile, situati nella piazza omonima.

La chiesa fu costruita inizialmente nel 1180 in stile romanico nei pressi del castello Doria e dedicata a Sant'Angelo ma, nel 1302 fu fatta ricostruire dal conte di Nola Romano Orsini e dedicata all'attuale santo patrono di Angri, di cui prende il nome[8].

Nel 1475 sulla bolla papale di Papa Sisto IV, la chiesa ricevette il titolo di "Insigne Collegiata", ovvero venne elevata a rango di abbazia e retta da un abate e da un collegio di otto canonici[9].

Nello stesso periodo, la facciata della chiesa venne rinnovata ed abbellita in stile rinascimentale e con i profili spioventi nella copertura e rivestita esteriormente di bugnato di piperno. La facciata della chiesa è un puro esempio di arte rinascimentale interamente ricoperta da bugnato di piperno tagliato a cuscino, nella quale sono incastonati tre splendidi portali marmorei ed un rosone poliombato, autentico fiore in pietra d'arte catalana, che ha pochi simili in Europa[10]. Inoltre la facciata della collegiata insieme a quella del Gesù Nuovo di Napoli, sono le uniche nel mondo ad avere una facciata fatta in bugnato di piperno[11]. Altri lavori di ampliamento dello stesso periodo furono i 3 rosoni in tufo grigio, di cui oggi, si è conservato solo quello centrale poiché, gli altri 2 sono andati danneggiati durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

E' stato aggiunto tra il XIII e il XIV secolo accanto all'altare maggiore, un crocefisso ligneo[12].

Nel 1501 fu fatto costruire un polittico incassato nella parete di fondo della tribuna della chiesa dall'artista Simone da Firenze[13].

Nel 1540 furono aggiunti i 3 portali ancora oggi esistenti e nel quale, nella lunetta sovrastante comparivano la Vergine Maria con in braccio il Bambin Gesù ed i santi Giovanni l'evangelista e Giovanni Battista. Oggi non è più esistente questo lunettone perché, è andato distrutto sempre dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Tra il 1678 e il 1683 venne incaricato il pittore Angelo Solimena di dipingere un quadro che raffigura l'estasi di Santa Rosa da Lima[14].

Nel '700 la chiesa venne ricostruita all'interno in puro stile barocco[15].

Nella navata centrale è possibile scorgere un soffitto in ligneo dorato e un cassettone contenente 3 tele settecentesce che illustrano, la vita di San Giovanni Battista, la confraternita di Santa Margherita e la sagrestia.

L'interno della chiesa ha avuto una serie di rimaneggiamenti nel corso dei secoli e così comparvero, le 3 navate con cappelle laterali che oggigiorno possiamo ancora ammirare.

Per la forzata chiusura a seguito del terremoto del 23 novembre 1980, la collegiata ha subito diversi furti di opere d'arte e di alcuni suppellettili.

Ogni 24 giugno viene celebrata la natività di San Giovanni Battista sia come festa parrocchiale che come festa patronale, mentre tutti i 29 di agosto viene ricordata la sua decapitazione ad opera di Erode Antipa.

Chiesa e congrega di Santa Caterina[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio obliquo della facciata della congrega e del campanile della chiesa di Santa Caterina, in piazza Don Enrico Smaldone, ex piazza Trivio.

La collegiata sorge in piazza Don Enrico Smaldone, ex piazza Trivio[16]. Non si conosce l'anno preciso di fondazione della chiesa ma, le prime notizie risalgono al XV secolo[17]. Era risaputo che esisteva un oratorio chiamato con il nome spogliaturo, dove i confratelli della congrega si cambiavano d'abito per le celebrazioni delle messe.

Sempre nel XV secolo i confratelli della congrega fondarono il primo ospedale dell'agro nocerino-sarnese, per ricoverare e curare i poveri e gli ammalati bisogni del città e dei dintorni e anche per alloggiare i pellegrini[18]. L'ospedale della congrega è stato operativo fino all'avvento della Repubblica Napoletana, agli inizi dell''800, poiché il governo della repubblica, incamerò tutti i suoi beni[19].

Nel'600 la congrega istituì anche un Monte di Pietà che concedeva piccoli prestiti in denaro ai suoi confratelli e a chiunque si trovasse in difficoltà economiche. All'inizio della sua attività, il Monte di Pietà della congrega non richiedeva alcun interesse sul denaro prestato ai confratelli e ai bisognosi ma poco tempo dopo, tutti i prestiti finanziati, vennero corrisposti ad un moderato interesse[20]. Grazie a tutti gli utili generati dalle sottoscrizioni dei richiedenti, nel 1685[21], si fondò un'istituzione, il Pio Monte dei Morti; per suffragare con celebrazioni di sante messe, le anime dei morti.

Facciata della chiesa di Santa Maria del Carmine con il campanile annesso alla sua sinistra.

Chiesa di Santa Maria del Carmine[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa venne fatta erigere nel 1611 dai nobili di Angri su proposta frati carmelitani insieme ad un loro convento, situato in località Camaldoli di Angri.[22] Oggi a tale località ha cambiato nome. Purtroppo al giorno d'oggi, il convento dei frati carmelitani, non esiste più perché, è andato distrutto in data imprecisata e non fu più ricostruito.[23]

Nella chiesa fin dal '600 è custodita un pala d'altare raffigurante la Madonna Bruna.

La chiesa venne ristrutturata interamente nel '700 nello stile baracco.[24] All'esterno della chiesa vennero aggiunti 2 splendidi campanili in stile dorico. Successivamente a questa data la chiesa, venne arricchita di altre splendide opere tra le quali figurano: un dipinto settecentesco di forma ovale, incastonato nella volta ed esprimente la Madonna Assunta, un quadro esprimente Santa Lucia ed un altro dipinto raffigurante San Benedetto e tre statue raffiguranti Sant'Aniello di Napoli, Santa Lucia e la Vergine del Carmelo, datata 1718.[25]

Nel 1800 la facciata della chiesa venne arricchita da uno splendido affresco.[26]

Durante il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980, la facciata superiore della chiesa venne distrutta, mentre il restante della chiesa venne danneggiata sia all'interno che all'esterno, tra cui l'affresco della facciata ottocentesca.[27][28][29]Durante il terremoto che colpì Angri, un prospetto anteriore della chiesa si staccò, seppellendo e uccidendo 9 persone e ferendone altre. Queste 9 persone erano tutti cittadini di Angri.

Dopo il terremoto la chiesa venne chiusa alle funzioni religiose per un lungo periodo di tempo e successivamente, venne ristrutturata sia all'interno che all'esterno.

Nel 2005 un'ala della chiesa prese fuoco ma, si bruciarono solo le 3 statue dei santi riposte al suo interno.[30]Oggigiorno sono state restaurate ma, i loro abiti seicenteschi sono andati perduti per sempre.

Oggigiorno la chiesa ha subito un lungo restauro, sia interno che esterno, grazie alle donazioni dell'otto per mille alla chiesa cattolica.

Ogni 20 di luglio si celebra la festa religiosa e la processione per le strade di Angri della statua della Madonna custodita all'interno della chiesa.[31]

In un locale annesso alla chiesa è presente anche una confraternita avuta origine con la fondazione della chiesa è chiamata con l'omonimo nome del santuario.[32]

In un altro locale connesso alla chiesa è presente anche un centro caritas.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[33]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 ad Angri risultano residenti 1 121 cittadini stranieri. Le nazionalità principali sono[34]:

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Cattolica[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico[35]; il comune appartiene alla forania omonima della Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno, suddivisa in sei parrocchie.

Ad Angri è sorta la prima casa della Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, fondata il 26 settembre 1878 da Sant'Alfonso M. Fusco. La Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista, inizialmente, voluta dal fondatore con il nome di “Le Nazarene”, derivante da Gesù di Nazareth, nome tra i più cari che gli si attribuisce, oggi si chiama “Congregazione delle Suore di San Giovanni Battista” (Battistine) ed è diffusa in tutto il mondo. La prima giovane, Maddalena Caputo, di Angri fu l'animatrice e la sostenitrice dell'opera insieme ad altre tre giovani del paese.

Esse, la sera del 25 settembre del 1878, si ritirarono in poche stanze e, il 26 settembre, di mattina Sant'Alfonso Maria Fusco, celebrò la Santa Messa su un misero altare di legno. Il patrimonio iniziale della casa, fu solo di 5 lire. Nella povertà, nascoste ed ignorate dal mondo, le quattro giovani vivevano miseramente con il lavoro dei telai insieme con le prime orfanelle, ma con tanta preghiera.

Chiesa Evangelica

L'altra confessione cristiana presente è quella Evangelica con una comunità: Chiesa evangelica pentecostale[36] ADI.

Testimoni di Geova

Fra gli altri culti sono presenti i Testimoni di Geova[37] con una sala del Regno.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Angri sono presenti scuole di diverso ordine e grado. Le scuole primarie sono: il Primo circolo "Beato Alfonso Maria Fusco", il Secondo circolo "Leonardo da Vinci" ed il Terzo circolo "Dante Alighieri". Le scuole secondarie di primo grado sono: la Pasquale Opromolla, la Don Enrico Smaldone e la Luigi Galvani. Esistono altresì alcune scuole secondarie di secondo grado quali: l'ISIS "Giustino Fortunato", il Liceo classico/scientifico/scienze applicate "Don Carlo La Mura", l'istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente e l'istituto Professionale per i Servizi Alberghieri e Ristorazione. Vi sono anche due scuole primarie private: la prima gestita dalle Suore Compassioniste e la seconda gestita dalle Suore Battistine.

Persone legate ad Angri[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In passato l'economia era basata principalmente sull'agricoltura, mentre oggi ha avuto un forte sviluppo industriale. Quasi il 90% delle industrie presenti sul territorio operano nel settore conserviero; più specificatamente pomodori in scatola e derivati (passate di pomodoro, pelati). In città hanno sede i noti gruppi alimentari: La Doria, Feger, Gruppo A.R.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

La città di Angri è dotata di un doppio svincolo autostradale sulla A3 Napoli-Salerno, facente parte della Strada Europea E45: Angri nord, che serve anche il Comune di S. Antonio Abate, Angri sud, che permette il collegamento con la costiera amalfitana.

Angri posta lungo la Strada statale 268 del Vesuvio, che la collega con la ex Strada statale 162 dir del Centro Direzionale, ed è attraversata dalla Strada statale 18 Tirrena Inferiore, la cosiddetta "Nazionale".

Fra il 1911 e il 1952 tale arteria era percorsa dal binario della tranvia Salerno-Pompei, esercita dalla società Tranvie Elettriche della Provincia di Salerno (TEPS).

Le principali strade provinciali di Angri sono la 185 Via Longa-Innesto SS 18-Ortaloreto-Ortalonga-Innesto SS 367, la 287 Innesto SS 18 (Scafati)-confine centro abitato di Angri e la 319 Via Badia di Angri-Via Santa Lucia-Cavalcaferrovia-Innesto-SS 18.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della ferrovia[modifica | modifica wikitesto]

La ferrovia che passa per la città di Angri è una delle più antiche d'Italia poiché, dopo l'apertura in pompa magna del 1° tratto ferroviario d'Italia tra Napoli e Granatello di Portici avvenuta il 3 ottobre 1839[39] e, fatto aprire per volontà dal re delle Due Sicilie Ferdinando II di Borbone con capitali privati e francesi, si procedette all'apertura di un 2° tronco ferroviario, quello per Castellammare di Stabia e 2 anni dopo quello tra Pompei e Nocera.[40]

Ferrovia moderna[modifica | modifica wikitesto]

In tempi moderni la città di Angri è servita dalla stazione, ubicata lungo la ferrovia Napoli-Salerno e servita da treni regionali svolti da Trenitalia nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Campania.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Il trasporto pubblico urbano è gestito mediante autolinee dal BusItalia Campania.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 dicembre 1860 30 dicembre 1865 Matteo Montefusco Sindaco
31 dicembre 1865 1867 Pietro De Angelis Sindaco
1867 29 gennaio 1873 Luigi D'Amelia Sindaco [41]
30 gennaio 1873 10 dicembre 1875 Antonio Adinolfi Sindaco [42]
11 dicembre 1875 19 gennaio 1883 Carmine Francesco D'Antonio Sindaco [43]
20 gennaio 1983 25 luglio 1918 Francesco Adonolfi Sindaco [44]
26 luglio 1918 21 novembre 1918 Luigi Farina Commissario regio
22 novembre 1918 6 novembre 1920 Leopoldo Perris Delegato straordinario [45]
7 novembre 1920 12 maggio 1923 Ettore D'Amelia Sindaco
15 maggio 1923 6 ottobre 1923 Alfonso Mauri Sindaco [46]
7 ottobre 1923 4 aprile 1925 Leopoldo Perris Commissario prefettizio
5 aprile 1925 10 maggio 1925 Umberto Milanesi Commissario prefettizio [47]
11 maggio 1925 26 aprile 1927 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Sindaco [48]
3 maggio 1927 22 giugno 1928 Vincenzo Perazzi Commissario prefettizio [49]
6 luglio 1928 11 aprile 1938 Leopoldo Perris Partito Nazionale Fascista Podestà
18 aprile 1938 6 settembre 1943 Arturo Cosenza Partito Nazionale Fascista Podestà [50]
29 settembre 1943 5 giugno 1944 Antonio Adinolfi Straordinario [51]
6 giugno 1944 20 giugno 1946 Francesco Adinolfi Sindaco [52]
21 giugno 1946 28 ottobre 1946 Enrico Bellelli Commissario prefettizio
28 ottobre 1946 28 ottobre 1952 Vincenzo Smirne Sindaco
29 ottobre 1952 18 aprile 1953 Renato Guerra Sindaco [53]
27 aprile 1953 7 aprile 1954 Alessandro Alberico Commissario prefettizio
8 aprile 1954 7 dicembre 1954 Angelo Antonio Mancini Commissario prefettizio
8 dicembre 1954 20 marzo 1958 Matteo Smaldone Sindaco [53]
21 marzo 1958 1959 e Ottavio Atorino Sindaco [54]
1959 1961 Matteo Smaldone Sindaco [55]
9 settembre 1961 25 luglio 1963 Luigi Campanile DC Sindaco [53]
2 settembre 1963 4 gennaio 1965 Francesco Nasti DC Sindaco [56]
28 gennaio 1965 8 agosto 1967 Federico Gilblas DC Sindaco [53]
12 settembre 1967 7 agosto 1969 Luigi Nasti DC Sindaco [57]
12 agosto 1969 18 settembre 1970 Pietro Vaccaro DC Sindaco [58]
30 settembre 1970 1979 Giovanni Alfano DC Sindaco [59]
1980 1989 Carlo Morvillo DC Sindaco [59]
1990 1991 Giuseppe Chiavazzo DC Sindaco
1991 1992 Santolo Coppola DC Sindaco [60]
1992 1993 Alessandro D'Antonio PDS Sindaco [61]
1993 1994 Francesco Buonaventura PDS Sindaco [62]
1994 6 maggio 1995 Bartolo D'Antonio DC Sindaco [63]
7 maggio 1995 24 gennaio 1999 Umberto Postiglione PPI Sindaco [64]
25 gennaio 1999 26 giugno 1999 -- Commissario prefettizio
27 giugno 1999 27 maggio 2004 Umberto Postiglione PPI - La Margherita Sindaco [65]
28 maggio 2004 20 febbraio 2007 Giuseppe La Mura DL - La Margherita Sindaco [66]
21 febbraio 2007 27 febbraio 2007 Maria Rosa Falasca Commissario prefettizio
28 febbraio 2007 11 giugno 2007 Antonio Di Prisco Commissario straordinario
12 giugno 2007 11 marzo 2009 Gianpaolo Mazzola Forza Italia - PdL Sindaco [67]
12 marzo 2009 12 aprile 2010 Bruno Pezzuto Commissario prefettizio
12 aprile 2010 14 giugno 2015 Pasquale Mauri Unione di Centro Sindaco
14 giugno 2015 in carica Cosimo Ferraioli Liste civiche Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Lo sport principalmente seguito è il calcio. L'U.S. Angri 1927 è la principale squadra di calcio della città ed ha militato per molti anni in Serie D.

Gli altri sport praticati sono: il basket ed il volley femminile. Per il basket le principali compagini sono Polisportiva S.C.A. Basket 2009, l'A.S.D Angri Basket che milita nel campionato di Serie C silver e la pol. A. Negro Angri basket,il Gruppo Sportivo Doria per il volley.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Campo di calcio P. Novi;
  • Palabasket Galvani;
  • Palabasket I.S.I.S. FORTUNATO.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ a b (IT) Chiesa di San Benedetto, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  4. ^ (IT) Comune di Angri Arte e Cultura, su TURISMO IN SALERNO- Il mondo in una provincia.
  5. ^ (IT) Chiesa di San Benedetto, su Vivere Salerno- i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo.
  6. ^ (IT) Chiesa di San Benedetto, su AssociazioneEuterpeAngri- Associazione Culturale e Musicale.
  7. ^ (IT) Erminia Pellecchia, ANGRI. È tra le città più ricche di storia del Meridione, su IL MATTINO (a cura di), PatrimonioSOS.it- IN DIFESA DEI BENI CULTURALI E AMBIENTALI, 20 maggio 2010.
  8. ^ (IT) Comune di Angri (a cura di), Collegiata di San Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri.
  9. ^ (IT) Comune di Angri (a cura di), Collegiata di San Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri.
  10. ^ (IT) Comune di Angri (a cura di), Collegiata di San Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri.
  11. ^ (IT) Collegiata di San Giovanni Battista, su https://www.viveresalerno.it/city/angri.
  12. ^ (IT) Collegiata di San Giovanni Battista, su https://www.viveresalerno.it/city/angri.
  13. ^ (IT) Comune di Angri (a cura di), Collegiata di San Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri.
  14. ^ (IT) Simona Simona Carotenuto, 2. Gli interventi nella bottega paterna, in Francesco Solimena. Dall'attività giovanile agli anni della maturità (1674-1710), biografia, brossura, 1°ª ed., Nuova Cultura, 2015, p. 31.
  15. ^ (IT) Comune di Angri (a cura di), Collegiata di San Giovanni Battista, su http://www.angri.gov.it/angri/home.jsp, Comune di Angri.
  16. ^ (IT) Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su Vivere Salerno- i luoghi della cultura, dei sapori e dei profumi tipici del Mediterraneo.
  17. ^ (IT) Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  18. ^ (IT) Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  19. ^ (IT) Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  20. ^ (IT) Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  21. ^ (IT) Chiesa e Congrega di Santa Caterina, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  22. ^ (IT) Comune di Angri Arte e Cultura, su http://www.turismoinsalerno.it/default.aspx?pagina=angri&IdLingua=1&Nascosto=.
  23. ^ (IT) Chiesa della Madonna del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  24. ^ (IT) Chiesa della Madonna del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  25. ^ (IT) Chiesa del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  26. ^ (IT) Comune di Angri Arte e Cultura, su TURISMO IN SALERNO- Il mondo in una provincia.
  27. ^ (IT) Chiesa della Madonna del Carmine, su COMUNE DI ANGRI- Provincia di Salerno.
  28. ^ (IT) Comune di Angri Arte e Cultura, su http://www.turismoinsalerno.it/default.aspx?pagina=angri&IdLingua=1&Nascosto=.
  29. ^ (IT) Terremoto ad Angri, su YouTube, IlGabbianotv, 26 dicembre 2012.
  30. ^ (IT) Angri 2005 brucia la chiesa del Carmine, su YouTube, IlGabbianotv, 05 mar 2012.
  31. ^ Super User, Angri: la tradizionale processione della Madonna del Carmine per le strade di Angri, su Le tre scimmiette, Lunedì, 21 Luglio 2014, 09:01.
  32. ^ (IT) Confraternite e Congreghe, diocesinocerasarno.it.
  33. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ Dati Istat
  35. ^ Diocesi di Nocera Inferiore-Sarno
  36. ^ ADI - Chiese Cristiane Evangeliche - Assemblee di Dio in Italia
  37. ^ ANGRI (SA): Nuova sala dei Testimoni di Geova | Testimoni di Geova News
  38. ^ Don Mario Vassalluzzo, ALBA E TRAMONTO NEL GIARDINO DI DON ENRICO SMALDONE, in I NOSTRI TESTIMONI, Angri (SA), Il Cammino, 1989, pp. 14-15-16.
  39. ^ (IT) Lucio Lucio Villari, Nove minuti che fecero una storia - 1839-1989: I centocinquantanni delle Ferrovie Italiane., in Voci della rotaia, 8-9, numero speciale 8/9, Roma (Rm), Ferrovie dello Stato, 1989, pp. 8-9.
  40. ^ (IT) Gian Guido Gian Guido Turchi, A Napoli centocinquant'anni fa, la Terza fu la Bayard in Treni, in n° 89, Salò (Bs), Edizioni ETR, 1989, p. 6.
  41. ^ Entrato a seguito di Pietro De Angelis, avrà due mandati, ma sarà lui stesso defenestrato
  42. ^ Entrato a seguito di Luigi D'Amelia
  43. ^ Due mandati, termina anticipatamente il secondo
  44. ^ Subentrato a Carmine Francesco D'Antonio, otterrà altri 7 mandati
  45. ^ reggente del Comune, Delegato dal comm. prefettizio Luigi Farina
  46. ^ Subentrato a Ettore D'Amelia, lascia per dimissioni
  47. ^ Succede a Leopoldo Perris
  48. ^ Defenestrato
  49. ^ Lascia alla nomina del primo Potestà dell'Era Fascista
  50. ^ Lascia a seguito della liberazione da parte degli Alleati
  51. ^ Subentra al podestà, a seguito della caduta del regime fascista
  52. ^ Lascia a seguito della caduta della monarchia
  53. ^ a b c d Termina anticipatamente il proprio mandato
  54. ^ Subentra a Matteo Smaldone
  55. ^ Subentra a Ottavio Atorino
  56. ^ Subentra a Luigi Campanile
  57. ^ Subentra a Federico Gilblas
  58. ^ Subentra a Luigi Nasti
  59. ^ a b Due mandati
  60. ^ Subentra a Giuseppe Chiavazzo
  61. ^ Subentra a Santolo Coppola
  62. ^ Subentra a Alessandro D'Antonio
  63. ^ Subentra a Francesco Buonaventura
  64. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni della maggioranza in consiglio comunale
  65. ^ Secondo mandato
  66. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 11 consiglieri comunali su 20
  67. ^ Scioglimento anticipato del consiglio comunale per dimissioni di 13 consiglieri comunali su 20

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  •  Gian Guido Turchi, A Napoli centocinquant'anni fa, la Terza fu la Bayard in Treni, n.89, Salò (Bs), Edizioni ETR, 1989.

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucio Villari, Nove minuti che fecero una storia - 1839-1989: I centocinquantanni delle Ferrovie Italiane. dalla rivista Voci della rotaia, editore Ferrovie dello Stato, numero speciale 8/9, Roma (Rm), 1989.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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