Regno dei Cieli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Regno dei cieli)

Il Regno dei Cieli (in greco: ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν, he basileia tōn ouranōn) oppure il Regno di Dio (in greco: ἡ βασιλεία τοῦ Θεοῦ, he basileia tou Theou) è un concetto chiave del Cristianesimo basato su una espressione attribuita a Gesù e riportata nei Vangeli.

A volte è indicato anche come Regno di Cristo o, più semplicemente, Il Regno o Regno.

Nei Vangeli[modifica | modifica wikitesto]

Differenti espressioni[modifica | modifica wikitesto]

La parola regno ricorre nel Nuovo Testamento più di 100 volte ed è utilizzata soprattutto dai Vangeli sinottici. Il termine greco "basileia", come quello italiano "regno" indica sia la potestà e dignità regia, la regalità, sia concretamente il reame su cui è esercitata la signoria. L'ampiezza semantica del termine originario e di quello tradotto rende talvolta possibile utilizzi ed interpretazioni differenziate del termine "regno di Dio". Perciò nel Nuovo Dizionario Teologico di Herbert Vorgrimler (EDB 2004) la voce "regno di Dio" è sostituita dalla voce "signoria di Dio".

L'evangelista Matteo nel suo vangelo preferisce il termine basileia tōn ouranōn, che è stato comunemente tradotto come regno dei cieli, mentre Luca e Marco nei loro vangeli preferiscono l'espressione Basileia tou Theou, che viene comunemente tradotto in italiano come regno di Dio.

In ebraico l'espressione "i cieli" è un comune eufemismo per indicare Dio senza nominarlo esplicitamente. L'uso si è trasmesso anche all'italiano in espressioni come "se il ciel lo vuole..." ecc. Perciò l'espressione di Matteo, il cui vangelo è indirizzato prevalentemente a cristiani di origine ebraica, è equivalente a quelle di Luca e Marco.

All'inizio della predicazione[modifica | modifica wikitesto]

Soprattutto all'inizio della sua predicazione Gesù sottolinea l'imminenza di questo regno dei cieli (o di Dio). All'inizio del Vangelo di Marco Gesù dice:

« Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo »   (Marco 1,15)

All'inizio del Vangelo di Matteo Giovanni il Battista dice:

« Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! »   (Matteo 3,2)

Sempre nel Vangelo di Matteo Gesù stesso dice:

« Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino! »   (Matteo 4,17)

Le parabole del regno[modifica | modifica wikitesto]

In molte parabole Gesù cerca di illustrare le caratteristiche di questo regno. Ecco un elenco di parabole di Matteo in cui si illustra il regno dei cieli:

Queste parabole vengono chiamate allora Parabole del regno.

Significato[modifica | modifica wikitesto]

Con questa espressione Gesù si riferiva al regno o alla sovranità di Dio su tutte le cose. Questo concetto era in contrapposizione a quello di regno dei poteri terreni, specialmente l'Impero romano, che aveva occupato le città di Nazaret e Cafarnao, dove Gesù viveva, ma anche la città più importante della Giudea, Gerusalemme.

Nella tradizione cristiana il Regno dei Cieli (o di Dio) è stato accostato al concetto di Paradiso.

Il concetto di Regno dei Cieli o Regno di Dio, si può esprimere in questi termini: "la diffusione e la pratica dei Principi cristiani nella società umana, con i quali Principi inizia la realizzazione, già in questa terra, della vita eterna."

Il Regno è vicino[modifica | modifica wikitesto]

Nel rivolgersi a Ponzio Pilato, Gesù affermerà:

« «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». Allora Pilato gli disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». »   (Gv18,36-37 [1])

In molte occasioni precedenti il Cristo aveva parlato del Regno che sarebbe venuto:

« Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». »   (Mt4,17 [2])
« E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza». »   (Mc9,1 [3])

Non è tuttavia evidente cosa intendesse Gesù per "morire" in questa affermazione, poiché egli si rivolgeva non solo agli apostoli ma anche "alla folla" (Mc 8:34), a cui aveva detto anche:

« In verità, in verità vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà mai la morte». »   (Gv8,51 [4])
« In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. »   (Gv5.24 [5])

Il Regno è presente[modifica | modifica wikitesto]

In alcune occasioni, Gesù parlerà del Regno anche come di una realtà presente:

« «curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio». »   (Lc10,9 [6])
« «Ma se io scaccio i demòni per virtù dello Spirito di Dio, è certo giunto fra voi il regno di Dio». »   (Mt12,28 [7])
« Interrogato dai farisei: «Quando verrà il regno di Dio?», rispose: 21 «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione, e nessuno dirà: Eccolo qui, o: eccolo là. Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!». »   (Lc17,20 [8])

Regno di Dio, Regno di Cristo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'udienza generale del 4 settembre 1991[1], Papa Giovanni Paolo II dirà:

« Il nuovo regno ha un carattere eminentemente spirituale... La natura spirituale e trascendente di questo regno è espressa anche nell’equivalente linguistico che troviamo nei testi evangelici: “Regno dei cieli”...Ma pur attuandosi e sviluppandosi in questo mondo, il Regno di Dio ha la sua finalità nei “cieli”. Trascendente nella sua origine, lo è anche nel suo fine, che si raggiunge nell’eternità... È il regno del Padre, entrato nel mondo con Cristo; è il regno messianico che per opera dello Spirito Santo si sviluppa nell’uomo e nel mondo per risalire nel seno del Padre, nella gloria dei cieli. »

Le chiavi del Regno[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Primato di Pietro.

Nel Nuovo Testamento viene descritto l'annuncio della consegna delle chiavi del Regno dei Cieli da Gesù al suo apostolo Pietro:

«  «E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli». »   (Mt16,18-19 [9])

Ebraismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Era messianica, Gerusalemme Celeste, Heikhalot, Mondo Superiore e Mondo Inferiore, Pardes, Tempio Celeste di Gerusalemme e Zaddiqim.
« Il Suo Regno è eterno, il Suo Dominio dura per tutte le generazioni »   (Daniele 3.33)

Per la tradizione ebraica con le locuzioni Regno di Dio e Regno celeste si intende il legame stretto con Dio nell'ascolto e nell'osservanza dei precetti della Torah che i maestri ebrei hanno sempre insegnato venga rivelata ogni giorno: si parla di giogo del Regno di Dio con riferimento all'accettazione della Volontà divina nell'attaccamento a Dio, solo modo attraverso cui la libertà spirituale e la libertà materiale sono possibili e vissute unitamente; analogo è il giogo della Torah. Esistono differenti motivazioni per accettare il giogo del Regno dei Cieli (in ebraico Qabalat ol Malkhut Shamayim) iniziando con le forme più semplici di fede del timore e dell'amore per Dio, per le punizioni ed i meriti, quella dell'apporto spirituale migliorativo di sé e del Mondo ed infine, quella più elevata, per eseguire l'ordine impartito da Dio ed attenersi al Suo volere: la linea e lo scopo di ciò è ottenere o mantenere il legame e l'attaccamento a Dio nel servizio spirituale anche tramite l'osservanza dei precetti vivendo le Sue vie nell'assunzione consapevole delle norme etiche e spirituali.

« Sia benedetto il grande nome del Suo regno, d'eternità in eternità »
(Shemà)

La Qabbalah ebraica narra della connessione di questo principio con quelli del Mondo Superiore, quello spirituale, e del Mondo Inferiore, quello materiale, che nel loro legame rivelano anche la vicinanza tra la Gerusalemme Celeste e la Gerusalemme Terrena.

« ...il Suo regno e la Sua verità durano in eterno »
(v Shemà, Shachrit)

Diffusa l'espressione leShem Shamayim che significa In nome del Cielo e che si riferisce ad un'azione o una volontà compiute con bontà ed integrità secondo un'intenzione eticamente e moralmente alta e santa ed eseguite in modo disinteressato per volontà divina. Per esempio è scritto che un fastidio/conflittualità in nome del Cielo pone una separazione in nome del Cielo; altra cosa, sempre in nome del Cielo, furono le opinioni divergenti tra Shammai ed Hillel.

Di Regno celeste si parla anche a proposito degli angeli quando ne accettano il giogo proclamando la Qedushah di Dio assieme al popolo d'Israele.

Analoga è la locuzione Cieli superni.

« ...e saprai oggi e porrai nel tuo cuore che HaShem è il solo Dio, nel Cielo in Alto e sulla Terra in Basso, e non v'è nessun altro (Devarim 4, 39) »
(Siddur Mamash, Aleinu)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regno di Dio, Regno di Cristo, vatican.va.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]