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Quid est veritas?

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"Che cosa è la verità?" - iscrizione stilizzata in catalano all'entrata della Basilica Sagrada Família, Barcellona

La frase latina Quid est veritas?, tradotta letteralmente, significa "Che cosa è la verità?".

La frase si trova nella Vulgata, per la precisione nel Vangelo secondo Giovanni (18:38), ed è pronunciata da Ponzio Pilato durante il suo interrogatorio a Gesù. In questo passo Pilato chiede a Gesù di confermare la sua dichiarazione di "rendere testimonianza alla verità".[1] Dopo di ciò, Pilato proclama alle masse di non riscontrare in Gesù nessuna colpa.[2][3]

Il brano, in lingua greca, è attestato nel Papiro P52, risalente alla prima metà del II secolo. L'intenzione esatta di Pilato è stata materia di molti dibattiti tra studiosi testamentari, senza peraltro giungere a solide conclusioni.[2] La domanda di Pilato potrebbe esser stata fatta in scherno dato che pareva considerare il processo una farsa, o potrebbe esser stata intesa veramente come una posizione filosofica che la verità è difficile da accertare. Tuttavia, a prescindere dalla sua volontà precisa di pronunciare la frase, la sua azione fu quella di ignorare l'affermazione di Gesù che egli fosse un "testimone della verità".[2]

Testo[modifica | modifica wikitesto]

SBLGNT 2010[4][5] Nova Vulgata 1979[6] Bibbia CEI[7] Nuova Diodati[8][9]
37 εἶπεν οὖν αὐτῷ ὁ Πιλᾶτος· Οὐκοῦν βασιλεὺς εἶ σύ; ἀπεκρίθη ὁ Ἰησοῦς· Σὺ λέγεις ὅτι βασιλεύς εἰμι. ἐγὼ εἰς τοῦτο γεγέννημαι καὶ εἰς τοῦτο ἐλήλυθα εἰς τὸν κόσμον ἵνα μαρτυρήσω τῇ ἀληθείᾳ· πᾶς ὁ ὢν ἐκ τῆς ἀληθείας ἀκούει μου τῆς φωνῆς. 37 Dixit itaque ei Pilatus: “ Ergo rex es tu? ”. Respondit Iesus: “ Tu dicis quia rex sum. Ego in hoc natus sum et ad hoc veni in mundum, ut testimonium perhibeam veritati; omnis, qui est ex veritate, audit meam vocem ”. 37 Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici; io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». 37 Allora Pilato gli disse: «Dunque sei tu re?». Gesù rispose: «Tu dici giustamente che io sono re; per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è per la verità ascolta la mia voce».
38 λέγει αὐτῷ ὁ Πιλᾶτος· Τί ἐστιν ἀλήθεια; Καὶ τοῦτο εἰπὼν πάλιν ἐξῆλθεν πρὸς τοὺς Ἰουδαίους, καὶ λέγει αὐτοῖς· Ἐγὼ οὐδεμίαν εὑρίσκω ἐν αὐτῷ αἰτίαν· 38 Dicit ei Pilatus: “ Quid est veritas? ”. Et cum hoc dixisset, iterum exivit ad Iudaeos et dicit eis: “ Ego nullam invenio in eo causam. ” 38 Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?». E detto questo uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo in lui nessuna colpa». 38 Pilato gli chiese: «Che cosa è verità?». E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo alcuna colpa in lui».

Analisi[modifica | modifica wikitesto]

Papiro 52 che riporta il versetto di Giovanni 18:37-38
Che cos'è la verità?, di Nikolai Ge, 1890

Il passo neotestamentario riflette la tradizione cristiana dell'"incolpevolezza di Gesù" alla corte di Pilato.[10] L'innocenza di Gesù è importante nel Vangelo di Giovanni, dato che lo enfatizza quale Agnello di Dio.

Si noti che Gesù, sebbene non risponda alla domanda di Pilato (forse perché Pilato "uscì di nuovo" prima di dargli la possibilità di rispondere), crede di sapere la risposta. Durante la sua preghiera nel Getsemani, Gesù dice a Dio, "Consacrali nella verità. La tua parola è verità." (Giovanni 17:17)

Oltre all'incolpevolezza di Gesù, questo versetto riflette anche il rifiuto della verità di Dio: Gesù, il testimone di verità venne respinto, ignorato e condannato.[10]

Riferimenti letterari[modifica | modifica wikitesto]

Questo versetto è stato ampiamente citato e riportato nella cultura e letteratura occidentali, in particolare in ambito filosofico. Per quanto con la domanda di Pilato - sia che venga intesa filosoficamente, ironicamente, retoricamente, o nata da frustrazione per la mancanza di una semplice risposta - non sia affatto la prima volta che qualcuno mette in discussione la natura della verità, la frase è stata nominata spesso come un significativo verificarsi di tale ricorrenza.

Francesco Bacone usa questo pensiero per iniziare il suo saggio "Of Truth (Sulla Verità)", affermando che Pilato "non rimase ad aspettare una risposta". Propone la frase per introdurre il suo tema come affermazione di fede[11].

Friedrich Nietzsche ne fa un nodo della sua critica al cristianesimo nel suo L'Anticristo[12]:

« Devo proprio aggiungere che in tutto il Nuovo Testamento vi è solo una solitaria figura che si è obbligati a rispettare? Pilato, il governatore romano. Prendere sul serio un problema ebraico - non riesce a farlo. Un ebreo in più o in meno - cosa importa?... Il nobile disprezzo di un romano davanti a cui un uso sfacciato della parola 'verità' è stato fatto, ha arricchito il Nuovo Testamento con l'unica espressione che possiede valore - che è la sua critica, persino il suo annientamento: 'Che cos'è la verità?'..." »

Questa domanda è posta da Jonathan Swift Somers (una specie di Ponzio Pilato) all'aspirante "profeta" Oaks Tutt ne Antologia di Spoon River: come nel Vangelo secondo Giovanni, non vi è una risposta[13].

Il filosofo analitico inglese John L. Austin apre con lo stesso aneddoto il proprio saggio "Truth", parte di un simposio a due del 1950 con il collega Peter F. Strawson, senza citare Bacone e senza dire che Pilato in quell'occasione si rivolgeva a Gesù, né ricordano, per questo, che Cristo -nel Vangelo di Luca- aveva detto di essere egli stesso la Verità.

Michail Bulgakov fittiziamente espande il rapporto tra Pilato e Gesù nel suo romanzo Il Maestro e Margherita. Un riferimento specifico a Giovanni 18:38 arriva nel Capitolo 2 del romanzo, dal titolo "Ponzio Pilato", in cui egli chiede la stessa domanda: "Che cos'è la verità?" ad un Gesù romanzato di nome Jeshua Ha-Nozri.[14]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Don Anacleto Bendazzi raccontò che Gesù non rispose affatto alla domanda di Pilato, in quanto la risposta era implicita nella domanda. Facendo infatti l'anagramma di Quid est veritas? risulta: est vir qui adest (è l'uomo qui davanti a te).[15] Tuttavia lo scioglimento dell'anagramma è solitamente attribuito ad Agostino d'Ippona.[15]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cfr. le versioni parallele (IT) di Giovanni 18:38 su BibleGateway.com
  2. ^ a b c The Wiersbe Bible Commentary: The Complete New Testament di Warren W. Wiersbe, 2007, p. 303. ISBN 978-0-7814-4539-9
  3. ^ Vedi anche Paul A. Tambrino, Ask Augustine, 2006, pp. 192-194. ISBN 1-59781-894-1
  4. ^ Il SBL Greek New Testament o SBLGNT è un'edizione redatta criticamente del Nuovo Testamento greco pubblicata da Logos Bible Software insieme alla Society of Biblical Literature[1] in ottobre 2010, curata dal biblista Michael W. Holmes [2] - cfr. The Greek New Testament: SBL Edition Michael W. Holmes, 2010. La Society of Biblical Literature (SBL), fondata nel 1880, cfr. Charles Cutter, Judaica Reference Sources, Littleton, Libraries Unlimited, 2004, p. 102, ISBN 1-59158-133-8.; vedi anche SBL sul sito uff. delle American Council of Learned Societies.
  5. ^ SBLGNT.com per informazioni testuali approfondite.
  6. ^ Vatican.va
  7. ^ Vatican.va
  8. ^ La Nuova Diodati (LND)
  9. ^ La Bibbia della Gioia riporta una traduzione variata:
    « [37] « Allora, tu sei un re? » disse Pilato. « Sì », rispose Gesù. « Sono nato per questo. Sono venuto per portare la verità al mondo, e tutti quelli che amano la verità sono miei seguaci ». [38] « Ma che cos'è la verità?! » esclamò Pilato. Poi uscì di nuovo e disse al popolo: « Quest'uomo non ha fatto nulla di male. »   (Giovanni 18:37-38 [3])
  10. ^ a b Francis J. Moloney, Daniel J. Harrington, The Gospel of John, 1998, pp. 488-489. ISBN 0-8146-5806-7
  11. ^ Francis Bacon, Of Truth, testo completo (EN) , p. 1.
  12. ^ (DE) Friedrich Nietzsche, Paolo D'Iorio, Nietzsche Source – Home, su www.nietzschesource.org. URL consultato il 22 maggio 2016.
  13. ^ [...] Allora Jonathan Swift Somers mi sfidò a dibattere/il soggetto, (io sostenevo il contrario):/«Ponzio Pilato, il Più Grande Filosofo del Mondo»./ E lui vinse il dibattito dicendo infine,/«Prima che voi riformiate il mondo, Mr. Tutt,/ vi prego di rispondere alla domanda di Pilato:/ "Che cos'è la Verità?"».
  14. ^ Michail Bulgakov, Il Maestro e Margherita, traduzione di Vera Dridso, Einaudi, 1967, p. 22: "Ma perché, vagabondo, turbavi la gente del mercato parlando di una verità di cui non hai idea? Che cos'è la verità?"
  15. ^ a b Anacleto Bendazzi, Bazzecole andanti, Vallardi, 1996 [edizione antologica di Bizzarrie letterarie, con prefazione e note di Stefano Bartezzaghi], ISBN 88-11-90464-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]