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Spirito Santo nell'Antico Testamento

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1leftarrow blue.svgVoci principali: Ruach haQodesh, Shekhinah.

Lo Spirito Santo è, secondo la religione cristiana ed islamica, lo spirito di Dio.

Il nome «Spirito» traduce il termine ebraico רוח ("ruah") che, nel suo senso primario significa "soffio", "aria", "vento", "respiro".

Si tenga presente che secondo l'Ebraismo nel Tanakh non vi e' alcun riferimento ad un supposto "spirito santo" la cui corrispondente locuzione biblica è sempre stata tradotta ed interpretata in ambito ebraico semplicemente come "ispirazione profetica" e Profezia. Ruah HaKodesh letteralmente significa "vento santo" o "ispirazione santa".

Nemmeno l'Islam condivide l'interpretazione cristiana circa lo spirito santo essendo esso, come l'ebraismo, una religione monoteista pura; rifiutano entrambi, invece, qualsiasi cedimento alla nozione assolutamente unitaria di D-io.

Prima della creazione[modifica | modifica wikitesto]

Un primo accenno allo Spirito è, secondo la dottrina cristiana, nell'inno a Dio creatore, che apre il libro della Genesi:

« Lo Spirito di Dio aleggiava sulle acque »   (Genesi 1,1-2)

in cui si afferma che lo spirito era presente prima della creazione del mondo.

Nel libro dei Proverbi la Sapienza di Dio dice di essere stata creata da Dio come inizio della sua attività, prima di ogni sua opera:

« Il Signore mi ha creato all’inizio della sua attività,

prima di ogni sua opera, fin d’allora.
Dall’eternità sono stata costituita,
fin dal principio, dagli inizi della terra.
Quando non esistevano gli abissi, io fui generata;
quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d’acqua;
prima che fossero fissate le basi dei monti,
prima delle colline, io sono stata generata.
Quando ancora non aveva fatto la terra e i campi,
né le prime zolle del mondo;
quando egli fissava i cieli, io era là;
quando tracciava un cerchio sull’abisso;
quando condensava le nubi in alto,
quando fissava le sorgenti dell’abisso;
quando stabiliva al mare i suoi limiti,
sicché le acque non ne oltrepassassero la spiaggia;
quando disponeva le fondamenta della terra,
allora io ero con lui come architetto
ed ero la sua delizia ogni giorno,
mi rallegravo davanti a lui in ogni istante;
mi ricreavo sul globo terrestre,
ponendo le mie delizie tra i figli dell’uomo. »   (Proverbi 8,22-31)

Funzione creante[modifica | modifica wikitesto]

Lo spirito è partecipe alla Creazione:

« Il Signore Dio plasmò l'essere umano con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici uno spirito di vita e l'essere umano divenne uno spirito vivente »   (Genesi 2,7)

In questo passo, spirito traduce il termine ebraico respiro. Il racconto della Creazione è considerato dagli ebrei e dalla maggioranza delle confessioni cristiane una rappresentazione simbolica che esprime come il desiderio di Dio fosse alla base della creazione. Nel linguaggio dell'Antico Testamento, Dio è spesso raffigurato con le qualità tipiche di un re, perciò il concetto di volontà è associato a quello di parola o respiro, poiché attraverso una parola di comando il re ottiene ciò che desidera. Questa interpretazione si appoggia su altri passi biblici, quale ad esempio nel Salmo 32(33),6:

« Dalla parola del Signore furono fatti i cieli,
dal soffio (ruah) della sua bocca ogni loro schiera »

Funzione generante[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le Scritture, il soffio vitale e vivificante di Dio non è limitato alla Creazione, ma opera continuamente nel creato. Questa funzione è espressa per esempio nel Salmo 103(104), 30:

« Mandi il tuo spirito, sono creati,
e rinnovi la faccia della terra »

Funzione conducente[modifica | modifica wikitesto]

Nell'Antico Testamento allo spirito di Dio è attribuita inoltre la funzione di guida del suo popolo, Israele, soprattutto nelle grandi svolte. Alcuni esempi:

  • Nel periodo dei giudici, Dio faceva scendere il suo Spirito su uomini deboli e li trasformava in guide carismatiche. Ad esempio Gedeone, Iefte, Sansone.
Unzione di Davide
  • Nei racconti biblici riguardo al periodo del regno di Israele, lo spirito di Dio è spesso citato come causa prima della stabilità del regno. Ad esempio, al riguardo dell'episodio della consacrazione regale di Davide, la Scrittura dice:
« Lo Spirito del Signore si posò su Davide da quel giorno in poi »   (1 Samuele 16,13)
  • Esso è inoltre visto come sorgente di saggezza, Davide chiede in preghiera aspirasse di ottenere tale guida dallo spirito di Dio: Salmo 142(143), 10:

« Insegnami a fare la tua volontà,
poiché tu sei il mio Dio.
Il tuo spirito è buono;
mi conduca nel paese della rettitudine »

  • Nel periodo dell'esilio babilonese e in quello successivo, la storia d'Israele viene riletta come un lungo dialogo tra Dio e il popolo eletto
« mediante il suo spirito, per mezzo dei profeti del passato »   (Zaccaria 7,12)

Nel Libro dell'Esodo sono riportate le vicende di Mosè e del popolo ebraico in fuga dall'Egitto. In tale libro, la presenza di Dio è identificata con la nube, attraverso la quale l'uomo può accedere alla divinità. Alcuni esempi di passaggi in cui questo concetto è espresso sono:

« Il Signore disse a Mosè: Ecco, io ti apparirò attraverso una densa nube affinché il popolo oda mentre ti parlo ed in tal modo avranno piena fiducia in te anche per l'avvenire »   (Esodo 19,9)
« Mosè salì al monte e questo fu avviluppato dalla nube. La maestà divina si fissò sul monte Sinai che fu avvolto dalla nube per sei giorni, ed il settimo giorno il Signore chiamò Mosè dal denso della nube. »   (Esodo 24,15-16)
« Ogni volta dunque che Mosè si ritirava verso la tenda, tutto il popolo si alzava in piedi, .... Una volta entrato Mosè nella tenda, la colonna di nube discendeva arrestandosi all'entrata della Tenda ed il Signore allora si intratteneva con Mosè. »   (Esodo 33,8-9)

La nube è quindi simbolo della presenza Divina a cui l'uomo può accedere e grazie alla quale viene trasmesso spirito:

« e lo spirito di Dio investì »

« rugiada che riempie la presenza Divina di ciò
che scaturisce da tutte le fonti superiori (Petikhàt Eliyàhu HaNavì »

Lo Spirito Santo è la Luce della Rivelazione della presenza divina concessa all'uomo da Dio favorito.

Lo Shema, una delle principali preghiere del popolo d'Israele, elenca i benefici che Israele otterrà se osserverà la Torah:

«  Io concederò alla vostra terra la pioggia a suo tempo, quella autunnale e quella primaverile; potrai raccogliere il tuo grano, il tuo vino ed il tuo olio; farò crescere l'erba nel tuo campo per il tuo bestiame e potrai mangiare e saziarti »   (Deuteronomio 11,13-15)

Dimensione Messianica[modifica | modifica wikitesto]

L'Antico Testamento contiene l'annuncio messianico.

« Vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno Spirito nuovo... Porrò il mio Spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei statuti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi »   (Ezechiele 36,26-27)
  • Nel Libro di Gioele le conseguenze di tale dono sono indicate e tale promessa non è più limitata al solo popolo ebraico:
« Io effonderò il mio Spirito sopra ogni uomo e diverranno profeti i vostri figli e le vostre figlie. Anche sopra gli schiavi e sulle schiave, in quei giorni, effonderò il mio Spirito. »   (Gioele 3,1-2)
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