Ecce Homo

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Ecce Homo, Tiziano Vecellio, 1548

Ecce Homo (Giovanni 19, 5), espressione che significa letteralmente Ecco l'Uomo, è la frase che Ponzio Pilato, allora governatore romano della Giudea, ha rivolto ai Giudei nel momento in cui ha mostrato loro Gesù flagellato.

Secondo quanto raccontato dai Vangeli, Gesù, al momento dell'arresto, viene ritenuto innocente dal Governatore, ma dato che i Giudei lo volevano giustiziare ugualmente, Pilato lo fece flagellare, credendo che questa pena potesse essere la massima che gli si potesse infliggere.

Quando ebbero finito con tale punizione, Pilato ripropose ai Giudei il Cristo coperto di piaghe e ferite sanguinanti e disse "Ecce Homo" come per dire "Eccovi l'Uomo, vedete che l'ho punito?". Ciò non fu però giudicato sufficiente, cosicché i sommi sacerdoti lo fecero crocifiggere[1].

Questa frase indica per estensione anche la passione di Gesù come emblema d'una persona malconcia, emaciata, sfigurata dal dolore.

Nei paesi di lingua portoghese, come il Brasile, è generalmente conosciuto come il Senhor Bom Jesus (Signore Buon Gesù).

Iconografia[modifica | modifica sorgente]

All'episodio evangelico sono ispirati vari dipinti, tra i quali:

Il culto ad Enna[modifica | modifica sorgente]

Il simulacro dell'Ecce Homo, venerato nei Brasile come il Buon Gesù
Il simulacro dell'Ecce Homo, venerato nei Brasile come il Buon Gesù

Il Cristo flagellato viene solennizzato ad Enna.

Il simulacro dell'Ecce Homo, venerato dalla confraternita e dalla città di Enna nella chiesa di S. Leonardo Abate, è una stupenda statua lignea policroma del Cristo Flagellato, risalente al 1653 ed opera dello scultore Giovanni Calcagno di Aidone, con una doratura di Nicola Ferrara. Il simulacro viene conservato per tutto l'anno nella cappella votiva dal 1743, anno in cui fu impreziosita da sette diverse scene della Passione di Cristo dipinte da E. Chiaramonte e C. Candura.

Il fercolo dell'Ecce Homo in processione a Enna

La statua viene esposta alla venerazione dei fedeli a partire dal venerdì antecedente la Domenica delle Palme, giorno in cui si procede con "A scinnuta da Passioni". Rimane alla venerazione sino al Giovedì Santo, quando farà parte integrante dell'esposizione artistica della Confraternita, con l'allestimento dei 24 Misteri Processionali che ricordano l'agonia del Cristo. La statua viene portata solennemente in processione la Domenica delle Palme alle ore 18. Dopo l'arrivo in Duomo della Confraternita Collegio del SS. Salvatore, la processione dell'Ecce Homo riprende. Stavolta i confrati, con le visiere alzate, percorrono all'inverso lo stesso tragitto dell'andata, deviando, però, per la chiesa della Vergine Addolorata. I confrati, che precedono il fercolo, si immettono lungo la via del Mercato Rionale Sant'Antonio, stracolma di fedeli e illuminata soltanto da fiaccole. La confraternita viene accolta dalle Lamentazioni cantate in dialetto da dei Gruppi di Cantori della Provincia di Enna. Il Cristo entra nella piccola via. L'emozione cresce. Cala il silenzio. Il Simulacro avanza a passo cadenzato. S'immette nell'ultimo tratto della via che sfocia nella piccola piazzetta della Chiesa dell'Addolorata. I volti del Cristo e della Madonna si incrociano. Il volto del Cristo straziato dal sangue e dalle ferite inferte dai soldati incrocia quello doloroso, rigato dalle lacrime della Vergine Addolorata. L'emozione di molti fedeli sfocia nel pianto. Prendono la parola alcune persone che ricordano l'incontro della Madre con il Figlio, il Ruolo di Maria nella Passione di Cristo.Viene recitata una Poesia dialettale con delle Preghiere. Dopo questo momento di intensa spiritualità, devozione e dolore la processione riprende percorrendo le vie cittadine per concludersi presso la Chiesa San Leonardo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cf. commentario al versetto giovanneo in laparola.net.

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