Nascita di Gesù

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Natività di Gesù
Giotto - Scrovegni - -17- - Nativity, Birth of Jesus.jpg
Giotto, la Natività, dalla Cappella degli Scrovegni.
Tipo di festareligiosa
Data25 dicembre per la Chiesa cattolica, 7 gennaio (25 dicembre giuliano) per la Chiesa ortodossa orientale
ReligioneCristianesimo
Oggetto della celebrazioneNascita di Gesù a Betlemme
Altri nomiNatale

« E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi. »

(Vangelo secondo Giovanni, I,14)

La narrazione della nascita o natività di Gesù (o soltanto Natività, per antonomasia[1]) è contenuta nei vangeli secondo Matteo e secondo Luca oltre che nel Protovangelo di Giacomo.

I testi di Matteo e Luca concordano nella narrazione su due eventi centrali, che verificano, secondo l'interpretazione cristiana, due profezie dell'Antico Testamento: la nascita di Gesù a Betlemme (Michea, 5,1), da una vergine (Isaia 7,14). Entrambi datano la nascita al "tempo di re Erode", riportano il nome dei genitori (Maria, promessa sposa di Giuseppe) e attribuiscono il concepimento verginale all'opera dello Spirito Santo.

Le due narrazioni differiscono in particolari minori, non sempre presenti in entrambe le narrazioni. Gli studiosi ritengono che queste discrepanze siano uno degli indizi della redazione indipendente dei due vangeli (la cosiddetta teoria delle due fonti).

La tradizionale datazione della nascita all'anno 1 a.C. è probabilmente frutto di un errore compiuto nel VI secolo dal monaco Dionigi il Piccolo. Oggi la maggior parte degli studiosi colloca la nascita di Gesù tra il 7 e il 6 a.C.[2]

L'istituzione formale della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre è documentata a Roma dal 336[3][4][5], e la si riscontra nel Chronographus, redatto intorno alla metà del IV secolo[6] dal letterato romano Furio Dionisio Filocalo.[7].

Narrazione dei vangeli sinottici[modifica | modifica wikitesto]

Tra i libri del Nuovo Testamento, gli unici a descrivere la nascita di Gesù sono il Vangelo secondo Matteo e Vangelo secondo Luca. Gli altri due vangeli (Marco e Giovanni) iniziano infatti descrivendo il ministero pubblico di Gesù nell'età adulta, tralasciando la sua infanzia.

Bartolomé Esteban Murillo, L'adorazione dei pastori

Sia Matteo che Luca concordano su alcuni punti:

  • Giuseppe e Maria, i genitori di Gesù, erano fidanzati ma non sposati quando Maria restò incinta (Matteo 1,20, Luca 1,27 e 2,4);
  • in entrambi i vangeli la nascita di Gesù è annunciata da un angelo (Matteo 1,20-23 descrive l'annuncio dell'angelo a Giuseppe, Luca 1,30-35 quello a Maria);
  • il bambino è concepito per intervento divino (Matteo 1,20, Luca 1,34);
  • un angelo afferma che il suo nome sarà Gesù e che sarà il Salvatore (Matteo 1,21, Luca 2,11);
  • Gesù nasce a Betlemme (Matteo 2,1, Luca 2,4-6);
  • la nascita avviene al tempo di Erode il Grande (Matteo 2,1, Luca 1,5);
  • Gesù trascorre gli anni da adolescente a Nazaret (Matteo 2,23, Luca 2,51).

Vangelo secondo Matteo[modifica | modifica wikitesto]

Il Vangelo secondo Matteo (1-2) inizia con la genealogia di Gesù, quindi accenna brevemente al concepimento verginale di Maria per opera dello Spirito Santo. A questo segue un annuncio di un angelo allo sposo Giuseppe, il quale aveva pensato a un concepimento adulterino, e lo rassicura sull'origine soprannaturale del bambino.

Maria partorisce il bambino, cui viene dato il nome Gesù.

Successivamente arrivano a Gerusalemme dei magi dall'oriente, i quali avevano letto nel sorgere di un "astro" l'annuncio della nascita del re dei Giudei. Il legittimo re, Erode, resta turbato, e li invia a Betlemme sulla base della profezia di Michea (Mi5,1) con l'intento di avere informazioni su questo re illegittimo. Guidati dall'astro, i magi arrivano "nella casa" e offrono a Gesù bambino "oro, incenso e mirra".[8] Avvertiti quindi in sogno di non tornare da Erode, che aveva intenti omicidi verso il possibile usurpatore, i magi tornano nel loro paese.

Un angelo intanto informa in sogno Giuseppe di fuggire in Egitto per sottrarsi all'ira di Erode. Questi infatti, non conoscendo l'identità del re neonato, fa uccidere tutti i bambini di Betlemme sotto i due anni (l'episodio è noto come strage degli innocenti). La famiglia ritorna dall'Egitto solo alla morte di Erode, ma a causa della presenza sul trono del figlio Erode Archelao, in sogno un angelo indica loro di recarsi a Nazaret, in Galilea, affinché si avveri la profezia secondo la quale «sarà chiamato Nazareno», profezia però inesistente. Infatti, il Vangelo secondo Matteo riporta che "... Avvertito poi in sogno, si ritirò nelle regioni della Galilea e, appena giunto, andò ad abitare in una città chiamata Nazaret, perché si adempisse ciò che era stato detto dai profeti: «Sarà chiamato Nazareno»."[9], ma in realtà nessun libro dell'Antico Testamento contiene una profezia che faccia riferimento, direttamente o indirettamente, alla città di Nazaret.[10][11] Secondo un'interpretazione avallata da Joseph Ratzinger, il termine Nazareno potrebbe ricollegarsi alla parola nezer (germoglio) citata da Isaia (Is 11, 1)[12]. Accanto a questa interpretazione ne esistono altre che si ricollegano a profezie diverse contenenti la parola nazir (consacrato), ma anche da parte di certi studiosi cristiani si ammette che è difficile capire quale collegamento ci possa essere tra la città di Nazaret e l'adempimento di queste profezie[13]. Il cardinale Gianfranco Ravasi ritiene in proposito che Matteo potrebbe avere effettuato un'associazione libera e creativa con i contenuti di certi testi sacri ebraici, giocando sull'assonanza delle parole, prassi che era in uso tra gli scribi ebrei del suo tempo[14].

Vangelo secondo Luca[modifica | modifica wikitesto]

Il Vangelo secondo Luca (1,26-2,39) inizia narrando l'annunciazione, fatta dall'angelo Gabriele a Maria, del concepimento per opera dello Spirito Santo di un figlio, il cui nome sarà Gesù. Di fronte all'incredulità di Maria, l'angelo le indica la sua parente Elisabetta, la quale vecchia e sterile sta aspettando un figlio (Giovanni Battista) per grazia di Dio ed è già al sesto mese. Maria dice il suo "sì" dichiarandosi serva del Signore, quindi si mette in viaggio "in fretta" per andare a visitare Elisabetta (Visitazione), che abita presso Gerusalemme, a circa 120 chilometri di distanza (1,26-56).

Dopo aver raccontato la nascita di Giovanni (1,57-80), il Vangelo secondo Luca riporta la notizia di un "primo censimento", voluto da Cesare Augusto in tutto l'impero romano, secondo il quale ciascuno doveva tornare con la propria famiglia nella città dei propri avi (censimento di Quirinio). Giuseppe, discendente del re Davide che era nato a Betlemme, lascia Nazaret con Maria incinta e si reca nella città dei suoi avi. A Betlemme Maria dà alla luce Gesù, lo avvolge in fasce e lo depone in una mangiatoia degli animali. Successivamente avviene l'adorazione dei pastori: avvertiti da un angelo, alcuni pastori si recano a rendere omaggio al bambino appena nato (2,1-20).

All'ottavo giorno dopo la nascita avviene la circoncisione di Gesù; trascorsi quaranta giorni il neonato è portato al tempio per la consacrazione, dove è riconosciuto come messia da Simeone e dalla profetessa Anna. Al termine dei riti, Giuseppe e la sua famiglia tornano alla loro casa, a Nazaret (2,21-39).

Sinossi evangelica[modifica | modifica wikitesto]

Vangelo secondo Matteo Vangelo secondo Luca
Annunciazione a Giuseppe (1,18-25): in una località imprecisata un angelo gli comunica che Maria è incinta per opera dello Spirito Santo, adempimento di Is7,14 Annunciazione a Maria (1,26-38): "al sesto mese" (dal concepimento di Giovanni Battista, avvenuto "al tempo di re Erode") a Nazaret l'angelo Gabriele comunica a Maria che concepirà e partorirà per opera dello Spirito Santo
- Visitazione di Maria a Elisabetta e nascita di Giovanni (1,39-80)
- Giuseppe e Maria lasciano Nazaret per raggiungere Betlemme in occasione del "primo censimento" di Quirinio (2,1-5)
Nascita di Gesù (1,25-2,1): a Betlemme, al tempo di re Erode Nascita di Gesù (2,6-20): a Betlemme, Gesù è deposto in una mangiatoia ed è adorato dai pastori indirizzati da un angelo
Epifania (2,1-12): alcuni magi vengono da oriente al cospetto di Erode a Gerusalemme vedendo "l'astro", si dirigono a Betlemme sulla base di Mi5,1 e portano a Gesù "nella casa" oro, incenso e mirra -
- Circoncisione e presentazione al tempio (2,22-39): nel tempio di Gerusalemme Gesù infante viene riconosciuto dai vecchi Simeone e Anna come il Messia atteso, ritorno della famiglia a Nazaret
Fuga in Egitto e strage degli innocenti (2,13-23): un angelo in sogno dice a Giuseppe di fuggire perché Erode vuole uccidere il re degli Ebrei neonato annunciatogli dai Magi, fuggono in Egitto (in adempimento di Os11,1), Erode ordina l'uccisione dei bimbi di Betlemme sotto i due anni (adempimento di Ger31,15) -

Citazioni dell'Antico Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Entrambi gli evangelisti sottolineano come le rispettive narrazioni della nascita di Gesù comportino il soddisfacimento di alcune profezie o riferimenti dell'Antico Testamento:

Matteo cita anche:

In Luca c'è anche:

Paralleli con l'Antico Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni autori hanno visto un parallelo tra il racconto della nascita di Samuele nell'Antico Testamento (raccontata nel Primo libro di Samuele) e il racconto dell'annunciazione e della nascita di Gesù elaborato da Luca e ritengono che il racconto di Samuele abbia costituito per Luca un modello[15].

Vangeli apocrifi[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Gesù è descritta anche in alcuni vangeli apocrifi, dove è arricchita di particolari e aspetti miracolistici. Data la tarda età di composizione e il prevalere dell'interesse magico-fiabesco, il valore storico di questi testi è limitato ma possono aver raccolto qualche particolare storicamente fondato.[16][17]

Il Protovangelo di Giacomo (metà II secolo) armonizza la narrazione di Matteo (Magi, persecuzione di Erode e fuga in Egitto) e Luca (censimento). Quanto al luogo, la nascita avviene a Betlemme in una grotta (cc. 17 - 18), non in una stalla come suggerito da Lc2,7. Questo particolare, assente nei vangeli canonici, è diventato un elemento importante nella rappresentazione del presepe. L'architettura della Basilica della Natività di Betlemme conferma questa tradizione. Tale particolare non deve essere necessariamente visto come in antitesi con l'altra diffusa tradizione popolare della nascita in una stalla basata su Luca: l'orografia della Palestina è caratterizzata da numerose piccole grotte che venivano spesso usate come dispense o piccole stalle, sovente ampliate e incorporate in costruzioni in muratura. Il Protovangelo aggiunge poi tre elementi leggendari. Nel primo episodio, Giuseppe racconta in prima persona che al momento della nascita il tempo si fermò (c. 18). Il secondo episodio coinvolge due levatrici che, chiamate da Giuseppe, arrivarono alla grotta immediatamente dopo la nascita e testimoniarono la verginità di Maria (cc. 19-20). Il terzo elemento, che a differenza degli altri due ha avuto una certa fortuna nella devozione e nella tradizione artistica successiva, riguarda la grotta che fu avvolta da "una nube luminosa". La presenza del bue e dell'asinello è testimoniata dal Protovangelo di Giacomo (18).[18]

Il tardo Vangelo arabo dell'infanzia (probabilmente VIII-IX secolo) riprende dal Protovangelo diversi elementi, tra i quali la nascita a Betlemme in una grotta (c.2), aggiungendo anche l'adorazione dei pastori, la circoncisione di Gesù (che avviene a Betlemme ad opera della levatrice) e la presentazione al Tempio, dove avviene l'incontro con Simeone e la profetessa Anna; è il Vangelo apocrifo che armonizza maggiormente i vangeli di Matteo e Luca.

Nel tardo Vangelo dello pseudo-Matteo (VIII-IX secolo) la tradizione della grotta del Protovangelo viene armonizzata con quella della stalla dei vangeli canonici: a Betlemme Maria partorisce il bambino in una grotta (c. 13), quindi il terzo giorno si trasferiscono in una stalla (c.14) dove sono presenti l'asino e il bue. Questi due "personaggi", diventati elemento ricorrente delle rappresentazioni artistiche della natività e del presepio, derivano probabilmente da Is1,3, ma nessun'altra fonte ne parla. Questo Vangelo riporta anche l'incontro nel Tempio con Simeone e la profetessa Anna, che avviene otto giorni dopo la nascita, in occasione della circoncisione di Gesù (mentre nel vangelo di Luca si verifica 40 giorni dopo la nascita, in occasione della Presentazione al Tempio di Gesù).

Storicità dei racconti[modifica | modifica wikitesto]

Per la presenza di elementi soprannaturali e di alcune possibili imprecisioni, e per la diversità dei racconti dei due evangelisti, peraltro scritti a decenni di distanza dagli eventi narrati, i testi di Matteo e Luca hanno dato luogo a molte discussioni fra studiosi e biblisti. Secondo gli studiosi moderni, gli autori delle due fonti non avrebbero appreso le notizie da testimoni diretti, ma dal racconto di terze persone e da fonti indirette[19], inoltre non disponevano di archivi o di registri ufficiali: quest'ultima limitazione è comune a tutto il mondo antico e crea inevitabilmente ampi margini di incertezza per gli studiosi moderni[20].

Anche se la storicità di certi eventi è incerta, è possibile comunque individuare un nucleo di informazioni fattuali, come ad esempio i nomi dei genitori (Giuseppe e Maria) e la nascita di Gesù in Palestina al tempo di re Erode e dell'imperatore Augusto[21].

Interpretazione tradizionale[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di Gesù in un dipinto di Guido Reni.
Sito tradizionale della nascita di Gesù nella Basilica della Natività di Betlemme.

Secondo l'interpretazione tradizionale, gli elementi contenuti nelle narrazioni evangeliche sono storicamente fondati. Nonostante le differenze, i vangeli di Matteo e Luca non vanno considerati antitetici ma complementari; le differenti versioni della natività da loro tramandate rispecchiano infatti due diverse esigenze catechistiche dei redattori. Le prime comunità cristiane cui era rivolto il testo di Matteo erano infatti composte da ebrei e per tale motivo l'autore non avrebbe citato alcuni dettagli che per gli ebrei non erano importanti (come il censimento) o che erano scontati (come la circoncisione nell'ottavo giorno). Le citazioni dei diversi passi dell'Antico Testamento presenti nel Vangelo secondo Matteo indicano che l'evangelista vede negli eventi relativi alla nascita di Gesù la realizzazione di antiche profezie della Bibbia; ciò non costituisce di per sé un motivo per dedurne la non storicità del racconto evangelico.

I destinatari del Vangelo secondo Luca erano invece i Gentili, ragione per cui nel suo vangelo, ed in particolare nel racconto della natività, vi sono alcuni riferimenti all'"attualità" dell'epoca (il censimento decretato da Augusto) ben comprensibili da parte di una comunità alla quale, al contrario, sarebbero risultate totalmente oscure le citazioni dell'Antico Testamento che caratterizzano il testo di Matteo.

Esiste anche l'ipotesi che certi eventi siano stati narrati solo da uno dei due evangelisti perché l'altro non li conosceva; ad esempio, Luca non sarebbe stato a conoscenza della fuga in Egitto, mentre Matteo non avrebbe saputo che Giuseppe e Maria vivevano già a Nazaret prima della nascita di Gesù ed è questo il motivo per cui non avrebbe parlato del censimento e del viaggio da Nazaret a Betlemme[12].

Secondo l'interpretazione tradizionale, anche gli elementi storicamente più discussi, come "il suo astro" e la nascita durante il censimento di Quirinio, potrebbero essere fondati. Circa l'"astro" (tradizionalmente e impropriamente chiamato stella cometa) visto dai magi e interpretato come annuncio della nascita del "re dei Giudei", un'interpretazione che risale a Keplero lo identifica come una triplice congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei pesci avvenuta nel 7 a.C.

Anche la nascita durante il "primo" censimento di Quirinio non sarebbe in contrasto con la storicità della nascita "al tempo di Erode", in quanto non si tratterebbe del "secondo" censimento organizzato da Quirinio mentre era governatore della Siria nel 6 d.C., quando Erode il Grande era morto da 10 anni (4 a.C.). I tradizionali tentativi di armonizzazione hanno ipotizzato un precedente mandato di governatore durante il regno di Erode, al quale seguì un secondo mandato con un secondo censimento nel 6 d.C. Una diversa armonizzazione possibile vede Quirinio non come il governatore vero e proprio della Siria ma come il funzionario che gestì il suo primo censimento durante il governatorato di Gaio Senzio Saturnino, al tempo di re Erode, in occasione del censimento universale ("su tutta la terra") indetto da Augusto nell'8 a.C.

Per quanto riguarda la nascita a Betlemme, messa in dubbio da vari studiosi, Joseph Ratzinger ha affermato che non sono finora emerse prove storiche attestanti che Gesù è nato in un'altra città[12].

Sulle modalità e il tempo del trasferimento a Nazaret i due Vangeli forniscono informazioni differenti e questo pone un problema alla loro lettura comparata. Secondo il filosofo Blaise Pascal, l'adorazione dei Magi sarebbe avvenuta dopo la circoncisione di Gesù, quindi vi sarebbe stata la presentazione al Tempio, seguita dalla fuga in Egitto; dopo qualche anno, la famiglia di Gesù sarebbe rientrata a Nazaret[22]. Alcuni studiosi moderni hanno invece ipotizzato che la visita dei Magi non si sia verificata poco dopo la nascita di Gesù ma in un momento successivo, dopo la presentazione al Tempio; al termine della cerimonia religiosa, la Sacra Famiglia sarebbe rientrata a Betlemme, dove sarebbe avvenuta la visita. Gli stessi studiosi hanno proposto un'integrazione degli episodi narrati da Matteo e Luca con la seguente successione cronologica:

  • viaggio da Nazaret a Betlemme;
  • nascita di Gesù;
  • adorazione dei pastori;
  • circoncisione e presentazione al Tempio;
  • adorazione dei Magi;
  • fuga in Egitto;
  • ritorno a Nazaret[23][24].

Tale successione cronologica, per molti studiosi, non riuscirebbe comunque a conciliare completamente i resoconti evangelici di Matteo e Luca; Luca, infatti, dice esplicitamente che la Sacra Famiglia, poco oltre un mese dalla nascita di Gesù e l'adorazione dei pastori — fatti la circoncisione e i riti della purificazione con la presentazione al Tempio in Gerusalemme[25] — si stabilì subito a Nazaret:"Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazaret."[26]. Questo rende, di fatto, temporalmente impossibile l'episodio dell'adorazione dei Magi e soprattutto la seguente fuga e permanenza in Egitto, prima di giungere a Nazaret, come riportato invece dal resoconto di Matteo[27].[28] Secondo alcuni però l'intento di Luca, nel racconto della presentazione al Tempio (che peraltro contiene alcune imprecisioni riguardanti il rituale ebraico), non sarebbe quello di indicare un preciso riferimento temporale della partenza della Sacra Famiglia, ma di comunicare che Maria e Giuseppe erano ebrei osservanti ed eseguirono le prescritte pratiche religiose, che Gesù, Messia atteso, era stato inserito nella legge di Mosè e che la sua vita futura si sarebbe svolta a Nazaret.[29]

La tradizione cristiana ha conservato la memoria del luogo della nascita in un punto preciso sito all'interno della Basilica della Natività di Betlemme, costruita nel IV secolo.

Interpretazione critica[modifica | modifica wikitesto]

Mentre gli esegeti di formazione tradizionale difendono sostanzialmente la storicità dei racconti evangelici della Natività, molti studiosi contemporanei, sia di formazione laica sia cristiana[30], non li considerano fondati storicamente. Secondo questa interpretazione, i principali eventi delle narrazioni sarebbero elaborazioni tardive, a carattere simbolico o leggendario, redatte sulla base delle profezie messianiche contenute nell'Antico Testamento, che vengono espressamente o implicitamente citate in particolare in Matteo. Seguendo queste premesse il luogo di nascita a Betlemme, patria del messia atteso, dovrebbe quindi essere rifiutato anche se è citato da entrambi i racconti, e sono state proposte altre località, in primis Nazaret dove Gesù risiedeva da adulto[31]. La pregressa residenza a Nazaret riportata da Luca e la persecuzione di Erode raccontata da Matteo sarebbero in realtà due modi diversi per giustificare il trasferimento della famiglia di Gesù da Betlemme a Nazaret, città assai meno importante. Un discorso analogo si può fare per il concepimento verginale: Matteo lo riporta per dimostrare che si è avverata la profezia di Isaia, Luca per dimostrare che Gesù è il Figlio di Dio; queste motivazioni sono interessate e rendono improbabile la storicità di quanto raccontato[32].

La storicità dei racconti evangelici è messa in dubbio, secondo questa interpretazione, da incoerenze sia esterne sia interne ai racconti. Ad esempio, in Luca la nascita di Gesù è collocata sia durante il regno di Erode (morto probabilmente nel 4 a.C.), sia in occasione del censimento di Quirinio (Giuseppe Flavio ne attesta uno nel 6 d.C.), eventi difficili da conciliare, mentre in Matteo si racconta della strage degli innocenti, episodio non confermato da nessun'altra fonte, neppure evangelica. I due racconti sono inoltre in disaccordo sugli annunci dell'angelo (in Matteo appare a Giuseppe, in Luca a Maria), sulle motivazioni per cui Gesù nacque a Betlemme (in base a quanto scritto in Matteo, Giuseppe e Maria sembrano risiedere nella cittadina sin dall'inizio, per l'autore di Luca vi giungono solo per rispettare i dettami del censimento), sull'adorazione del bambino Gesù (per Matteo avviene da parte dei Magi, per Luca da parte dei pastori), sulle modalità e i tempi di trasferimento a Nazaret (per Matteo vi si trasferiscono dopo la fuga in Egitto perché a Betlemme regna il figlio di Erode, secondo Luca vi ritornano dopo la presentazione al Tempio di Gesù, circa 40 giorni dopo la sua nascita); è diversa anche l'atmosfera di fondo, drammatica in Matteo (per la fuga in Egitto, la strage degli innocenti e la paura per l'ascesa al trono del figlio di Erode) e serena in Luca (in cui sono assenti persecuzioni, fughe e paure). Alcune di queste discordanze sono profonde (ad esempio, nell'esposizione delle cause del trasferimento a Nazaret Matteo non fa alcun cenno ad un precedente legame della famiglia di Gesù con questa città), tanto che Raymond Brown, uno dei più noti esegeti cattolici, ha affermato che qualsiasi tentativo di armonizzare le narrazioni di Matteo e Luca per farne una storia coerente sulla nascita di Gesù "è destinato al fallimento"[33]. Bisogna inoltre considerare che nessuna delle informazioni date nei due racconti della nascita di Gesù riappare chiaramente nel seguito dei vangeli, neanche negli stessi Matteo e Luca.
Secondo la maggioranza degli studiosi, anche di formazione cristiana, l'incongruenza più rilevante tra i due resoconti evangelici resta, comunque, la datazione del 6 d.C. relativa al censimento di Quirinio[34], che si è tentato a più riprese di retrodatare per conciliarlo con il periodo storico antecedente alla morte di Erode del 4 a.C.[35]. Questi tentativi non sono stati, al momento, confermati da adeguate fonti storiche. In ogni caso, il fatto che il censimento obbligasse a registrarsi nella città di origine della famiglia e non in quella di residenza - come consuetudine dei Romani - è considerato da molti storici inverosimile e visto come un espediente dell'evangelista Luca per adempiere alla profezia della nascita a Betlemme[36], città di Davide. I Romani facevano infatti registrare la popolazione nel luogo di residenza, dove si produceva il reddito tassabile, e non di origine che, come in questo caso, avrebbe inutilmente obbligato le persone ad un lungo ed oneroso viaggio - oltretutto interrompendo la propria attività produttiva, anche a scapito degli stessi Romani - per tornare ad una città da cui venivano i loro antenati secoli o, come nel caso di Giuseppe, millenni prima[37]. Gli studiosi della École biblique et archéologique française (i curatori della cattolica Bibbia di Gerusalemme), ad esempio, considerano questi due resoconti inconciliabili e fanno rilevare come anche negli Atti degli Apostoli[38] si sottolinei la concomitanza di tale censimento con la prima insurrezione di Giuda il Galileo, provocata proprio da questo evento nel 6 d.C.[39].[40]

Secondo Hans Küng i vangeli ci dicono che Gesù era un personaggio storico nato in Palestina durante il regno di Augusto, ma il luogo e l'anno della nascita restano incerti e non si possono determinare esattamente[41].

Altri studiosi sostengono che bisogna evitare le posizioni estreme di chi ritiene che i contenuti dei Vangeli siano interamente veri e di chi pensa che in essi non ci sia niente di vero; nel caso dei racconti sulla Natività, l'indagine critica sui testi potrà tuttavia giungere a risultati più sicuri sotto il profilo teologico che sotto il profilo storico[42]. Anche la questione dell'adempimento delle antiche profezie in Gesù va considerata sotto il profilo teologico, non dal punto di vista puramente storico: l'Antico Testamento viene letto e compreso in modo nuovo per effetto della fede cristiana[43].

Date queste premesse, vari studiosi (anche cristiani) ritengono che questi racconti vadano letti essenzialmente in senso teologico, senza ricercarne l'esattezza storica intesa dai positivisti europei[44] e senza cercare di armonizzarli ad ogni costo per creare un "super racconto" dell'infanzia di Gesù[45].

Interpretazione psicoanalitica[modifica | modifica wikitesto]

Un'interpretazione psicoanalitica che risale a Otto Rank (Il mito della nascita dell'eroe, 1909) evidenzia come i principali elementi della nascita di Gesù siano riscontrabili anche in altre biografie mitologiche, in particolare l'origine semi-divina (v. p.es. Gilgameš, Eracle) e la persecuzione del neonato da parte di un'autorità (v. p.es. Sargon, Mosè, Romolo e Remo). Per Gesù come per gli altri eroi mitologici l'origine di questi elementi narrativi non sarebbe quindi da trovare in eventi storici ma nell'identificazione dell'io con l'eroe e nella proiezione su questo di elementi della propria storia personale (il desiderio di essere speciale o divino, il timore della persecuzione del padre).

Il giorno e l'anno di nascita di Gesù[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Data di nascita di Gesù, Natale e Anno Domini.

La maggior parte dei biblisti colloca la nascita dopo il censimento di Augusto (8 a.C.) e prima della morte di Erode (4 a.C.), con una maggiore preferenza per il 7-6 a.C. Dalla inesatta datazione della natività di Dionigi il Piccolo, che la fissò nell'anno 753 dalla fondazione di Roma, decorre in occidente a partire dal VI secolo la datazione della cosiddetta "era cristiana".

I testi evangelici sembrano suggerire uno scarso interesse degli evangelisti per tramandare il giorno di nascita di Gesù, elemento estraneo agli obiettivi del loro testo. Tale ritrosia era condivisa dai primi cristiani, che tendevano a festeggiare il Battesimo di Gesù o l'Epifania (considerati "equivalenti" e collocati spesso nella stessa data, in quanto punti d'avvio della rivelazione della divinità di Gesù).

Le prime notizie risalgono circa all'anno 200, ma sono rare, contraddittorie o di difficile interpretazione. Solo Ippolito di Roma assegnava sin da allora la nascita al 25 dicembre del calendario solare romano (giuliano).

La festa liturgica del Natale è piuttosto tarda e perciò la sua collocazione al 25 dicembre sarebbe dovuta, secondo la maggioranza degli storici, a considerazioni pratiche. Cioè per soppiantare le vecchie feste pagane, come quella del Sole Invitto. L'innesto delle nuove credenze cristiane nel corpus del calendario e delle tradizioni popolari romane avrebbe fissato la commemorazione della natività di Cristo nelle antiche feste invernali dedicate a Saturno, i Saturnali, forse perché erano feste che segnavano la fine di un tempo, ed anche perché caratteristica dei Saturnalia era la temporanea abolizione delle differenze sociali e l'inversione dei ruoli tra schiavi e padroni.

Secondo alcuni studiosi la data del 25 dicembre potrebbe comunque almeno avvicinarsi a quella vera, calcolata grazie al Calendario di Qumran e al ritrovamento del Libro dei Giubilei (II secolo a.C.) a Qumran[46]. Uno studioso Israeliano, Shemarjahu Talmon, è stato in grado di ricostruire le turnazioni sacerdotali degli ebrei secondo il calendario lunisolare ebraico ed applicarle al calendario solare gregoriano. L'evangelista Luca riferisce infatti che l'arcangelo Gabriele annunciò al Zaccaria la nascita del figlio Giovanni mentre stava svolgendo le sue funzioni sacerdotali davanti a Dio nel tempio, nel turno di Abia. Ora, questa classe, come tutte le altre, svolgeva il turno due volte l'anno. Una di queste due volte, secondo il nostro calendario solare, corrispondeva all'ultima decade di settembre. In questo modo risulterebbe quindi giustificata anche la data tradizionale di nascita del Battista (24 giugno), avvenuta nove mesi dopo l'annuncio di Gabriele al Zaccaria. Ma ne consegue che un fondamento storico ha anche la data dell'annunciazione a Maria, "sei mesi dopo" ("e questo mese è il sesto per lei"), quindi nel marzo dell'anno successivo. Questo fatto implicherebbe, secondo l'indagine di Nicola Bux[47], che "è storica anche la data del 25 dicembre, nove mesi dopo", per determinare la nascita di Gesù.

La data del 25 dicembre sarebbe però in contrasto con l'episodio dell'adorazione dei pastori del Vangelo secondo Luca, in cui si racconta che i pastori pernottavano nei campi vegliando di notte sul loro gregge; secondo alcuni autori, ciò avveniva nel periodo compreso tra la festa della Pasqua Ebraica e la festa delle capanne, cioè tra marzo e ottobre, ma non in inverno, perché ci sarebbe stato troppo freddo (oltretutto, Betlemme si trova ad un'altitudine di circa 800 metri sul livello del mare)[48]. Inoltre l'identificazione più probabile della stella di Betlemme, di cui parla il Vangelo secondo Matteo, è una tripla congiunzione tra Giove e Saturno, che nel 7 a.C. sarebbe avvenuta in maggio, ottobre e dicembre; confrontando la descrizione del Vangelo con il fenomeno astronomico, alcuni studiosi ritengono probabile che i Magi si siano messi in viaggio in maggio (all'inizio del fenomeno) e siano arrivati in ottobre, quindi Gesù sarebbe nato in settembre, data compatibile con il pernottamento all'aperto dei pastori[49]. Quindi l'alternativa sarebbe la celebrazione del Natale in concomitanza con la Festa ebrea delle capanne.

Nascita di Gesù nel Corano[modifica | modifica wikitesto]

Il Corano racconta la nascita di Gesù alla sura XIX versetti 15-40, in modo differente dai Vangeli. Un angelo annuncia a Maria che avrà un figlio sacro; il concepimento avviene in modo verginale, ad opera di Dio. Gesù viene partorito nel deserto sotto una palma da datteri e Dio fa nascere un ruscello sotto i piedi di Maria, perché possa dissetarsi. Tornata a casa, Maria viene accusata dai familiari di impudicizia, ma il neonato Gesù parla in suo favore, discolpandola. Nel racconto coranico non compare completamente Giuseppe, padre putativo di Gesù[50][51].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il termine natività ha acquistato, per estensione, anche l'accezione di "iconografia della Natività", Natività, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011..
  2. ^ Augias e Pesce 2006Data di nascita di Gesù propone ad esempio una datazione tra l'8 e il 6 a.C.
  3. ^ Secondo Joseph F. Kelly "in 336 the local church at Rome proclaimed December 25 as the dies natalis Christi". Lo stesso autore precisa che “the document containing the affirmation of December 25 as the ‘dies Natalis Christi' in 336 is called “The Cronograph of 354” (Cfr. Joseph F. Kelly, "The Origins of Christmas", p. 64)
  4. ^ Bruce David Forbes precisa che il Cronografo fu compilato nel 354, e «complicated scholarly arguments hold that selected documents within it date from 336, so it appears that by either 336 or 354, December 25 had become a recognized date for Christ's birthday in the Roman church» («complesse argomentazioni accademiche sostengono che taluni documenti al suo interno datino al 336, pertanto appare che in un momento anteriore al 336 o al 354 il 25 dicembre era diventato la data riconosciuta della nascita di Cristo all'interno della Chiesa di Roma») (Cfr. Bruce David Forbes, "In Christmas: A Candid History", p. 26)
  5. ^ Jo Robinson and Jean Coppock Staheli, Unplug the Christmas machine, New York, 1991, Cp. 4
  6. ^ La redazione definitiva del Cronografo è del 354, ma la datazione del Natale risale al 336 in quanto, secondo Jedin e Dolan, "the so-called Chronographus of 354, which took this notice from a model going back to the age of Constantine (336)" (Cfr. Hubert Jedin, John Patrick Dolan, "History of the Church: The imperial church from Constantine to the Early Middle Ages", Volume 2, Burns & Oates, 1980)
  7. ^

    « The earliest mention of the Nativity of Christ on December 25 can be found in the Chronograph of Philocalus, a Roman almanac whose source material can be dated to 336. »

    (Susan K. Roll. Christmas and its cycle in The New Catholic Encyclopedia, vol.3. NY, Gale, 2003, pag. 551)
  8. ^ Per i riferimenti biblici si veda Is 60, 6. La mirra era il principale ingrediente dell'olio santo (Es 30, 23).
  9. ^ Mt2,22-23
  10. ^ Vito Mancuso, Io e Dio, Garzanti, 2011
  11. ^ Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, p. 134-135, ISBN 88-88592-05-9.
  12. ^ a b c Joseph Ratzinger, L'infanzia di Gesù, 2012
  13. ^ Quale profeta disse che Gesù sarebbe stato chiamato Nazareno?
  14. ^ Il Nazareno
  15. ^ Edwuin D. Freeds, The Stories of Jesus' Birth: A Critical Introduction, Continuum International, 2001
  16. ^ Cf. Luigi Moraldi, Tutti gli apocrifi del Nuovo Testamento. Vangeli, 1994, p. 31: circa gli apocrifi, "il valore storico diretto (relativo cioè a Gesù e alla Chiesa delle origini) è, generalmente parlando, assai tenue, e il più delle volte nullo".
  17. ^ Cf. Geno Pampaloni, La fatica della storia, in I Vangeli apocrifi, a cura di Marcello Craveri, 1969, pp. XIII-XXVIII, in particolare: "La materia narrativa (degli apocrifi) è assai ricca di colorito romanzesco, da antica fiaba popolare... il miracolo, come accade negli scrittori intimamente poveri di fantasia, è chiamato in causa di continuo, e si mescola quasi ingenuo lustrino al povero realismo degli scenari. È un miracolo che agisce con automatismo implacabile, penoso, senza altro significato che il suo stesso prodigio. Non ha accento spirituale, ma solo il peso, assoluto, del Potere" (p. XVII); "Dietro gli Apocrifi senti l'ansito grosso dell'approssimazione, l'impazienza della meraviglia, lo stupore di una fede che si confessa come un amore" (p. XXVII).
  18. ^ Wilhelm Schneemelcher, Robert McLachlan Wilson, New Testament Apocrypha: Gospels and related writings, Westminster John Knox Press, 2003, ISBN 066422721X, p. 65.
  19. ^ Larry W. Hurtado, Lord Jesus Christ, 2005
  20. ^ Sul tema delle limitazioni delle fonti nel mondo antico, cfr. E.P. Sanders. "Gesù. La verità storica", Mondadori, 1995 (titolo originale "The Historical Figure of Jesus", 1993)
  21. ^ Bruce M. Metzger, Michael D. Coogan, The Oxford Guide to People & Places of the Bible, Oxford University Press, 2004
  22. ^ Blaise Pascal, Vita di Gesù, Rizzoli, 2009
  23. ^ John Bernard Orchard, Synopsis of the Four Gospels, 1983
  24. ^ Steven L. Cox, Kendell H. Easley, Harmony of the Gospels, 2007
  25. ^ Descritti in Levitico (Lv12,1-8).
  26. ^ Lc2,39.
  27. ^ Mt2.
  28. ^ Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 154-155, ISBN 978-88-430-7821-9; Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, pp. 124-134 e 285-287, ISBN 88-88592-05-9; Bart D.Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 32-33, ISBN 978-0-06-186327-1; Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, note p. 2439, ISBN 978-88-10-82031-5; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 154-155, ISBN 978-88-430-7821-9.
  29. ^ Commento a Lc 2, 22-40
  30. ^ Tra di essi, Alfred Loisy, Ernesto Buonaiuti, Hans Küng, Rudolf Bultmann, Dietrich Bonhoeffer, John Paul Meier
  31. ^ Mauro Pesce, in Augias e Pesce 2006, p. 10 indica Nazareth come probabile luogo di nascita, citando comunque anche Betlemme sulla base dei testi evangelici.
  32. ^ Bart Ehrman, Gesù è davvero esistito? Mondadori, 2013
  33. ^ Raymond E. Brown, La nascita del Messia secondo Matteo e Luca, Cittadella, 1981
  34. ^ Riportato dal Vangelo secondo Luca (Lc2,1-39)
  35. ^ Personaggio richiamato nella cronaca del Vangelo secondo Matteo (Mt2).
  36. ^ Mi5,1.
  37. ^ Ne conseguirebbe inoltre che - analogamente al caso di Giuseppe - chiunque, pur vivendo ad esempio in Giudea, avrebbe potuto rivendicare un antenato galileo di secoli prima e quindi non pagare le tasse ai Romani in Giudea, dove effettivamente risiedeva, ma dichiarare di doverle al tetrarca della Galilea Erode Antipa. Si consideri che, non essendo possibili ricerche anagrafiche documentali, ogni ricostruzione genealogica era demandata ai singoli soggetti
  38. ^ At5,37.
  39. ^ Tale censimento di Quirinio si rese necessario da parte dei Romani per il riordino amministrativo della Giudea, al fine di stimarne la ricchezza per la successiva tassazione, in seguito alla deposizione di Erode Archelao nel 6 d.C. Quest'ultimo - a differenza del padre Erode il Grande, che nei confronti di Roma fu un valido amministratore - nei suoi dieci anni di regno dopo la morte del padre, non si dimostrò all'altezza e fu destituito e quindi deportato nelle Gallie.
  40. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, note p. 2439, ISBN 978-88-10-82031-5; Bart D.Ehrman, Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 32-33, ISBN 978-0-06-186327-1; Raymond E. Brown, La nascita del Messia secondo Matteo e Luca, Cittadella, 2002, pp. 33-35, ISBN 978883080252; Piergiorgio Odifreddi, Perché non possiamo essere cristiani, Longanesi, 2007, pp. 90-91, ISBN 978-88-304-2427-2; Bart D. Ehrman, Gesù è davvero esistito? Un'inchiesta storica, Mondadori,2013, pp. 184-186 e 301, ISBN 978-88-04-63232-0; George A. Wells, Cutting Jesus Down to Size: What Higher Criticism Has Achieved and Where It Leaves Christianity, Open Court Publishing Company, 2009, p.89, ISBN 9780812696561; Raymond E. Brown, An Introduction to the New Testament, Doubleday, 1997, p. 233, ISBN 0385247672; Franco Tommasi, Non c'è Cristo che tenga, Manni Editori, 2014, pp. 86-87 e 325-327, ISBN 978-88-6266-550-6; Bart Ehrman, Il Nuovo Testamento, Carocci Editore, 2015, pp. 154-155, ISBN 978-88-430-7821-9; Adel Smith, 500 errori nella Bibbia, Edizioni Alethes, 2003, pp. 124-134 e 285-287, ISBN 88-88592-05-9.
  41. ^ Hans Kung, Tornare a Gesù, Rizzoli, 2013
  42. ^ Alberto Valentini, Vangelo d'infanzia secondo Matteo, Dehoniane, Bologna, 2013
  43. ^ I Vangeli hanno tradito Gesù?
  44. ^ I vangeli dell'infanzia: da dove vengono, cosa significano
  45. ^ Studi biblici-I vangeli dell'infanzia
  46. ^ Gesù nacque la notte del 25 dicembre. Lo dicono gli storici e l'archeologia
  47. ^ Gesù il Salvatore. Luoghi e tempi della sua venuta nella storia, (Cantagalli, 2008).
  48. ^ I Vangeli dell'infanzia:Storia o teologia?
  49. ^ La stella di Betlemme
  50. ^ Corrado Augias, Marco Vannini, Inchiesta su Maria, Rizzoli, 2013
  51. ^ La nascita di Gesù nel Corano

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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