Figlio di Dio

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

L'espressione Figlio di Dio si trova prevalentemente nelle religioni ebraica e cristiana.

Bibbia[modifica | modifica sorgente]

Gesù Cristo è, per i cristiani, il Figlio di Dio

Il titolo «figlio di Dio» nella tradizione ebraica ha diverse valenze. Viene attribuito al popolo di Dio: "Israele è il mio figlio primogenito" (Es 4,22), Dall'Egitto ho chiamato mio figlio (Os 11,1). In forma indiretta viene espresso in Dt 14,1; 32,6.18; Is 43,6. Questo titolo è attribuito a Israele costantemente nella tradizione biblico-giudaica.

Nell'orizzonte della ideologia regale il Messia, discendente del re Davide, assume un rapporto filiale con Jahvé, che viene celebrato nel Sl 2,18 :"Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato".

Il titolo «figlio di Dio» è attribuito anche agli angeli: Sl 29,1; Sl 89,6-7 e Gn 6,2.

Nei Vangeli (Nuovo Testamento) Gesù si riferisce a se stesso come il figlio in quattro occorrenze: tre in Mc ed una in Mt; in Mc 12,1-12 con un discorso parabolico, in Mc13,32 ed in Mt 11,27 in maniera esplicita.

Gli Evangelisti chiamano Gesù con il titolo «Figlio di Dio» numerose volte: 13 in Matteo, 6 in Marco, 8 in Luca, 33 in Giovanni. Nella lettere di s.Paolo il titolo ricorre 17 volte..

In Matteo sono chiamati figli di Dio "gli operatori di pace" Mt 5,9

  • il re
  • il Messia
  • il popolo d'Israele, quello prediletto da Dio.
  • gli angeli
  • gli operatori di pace

Vangeli[modifica | modifica sorgente]

Nei Vangeli diventa un termine più specifico per indicare il Messia, inviato da Dio per portare a termine l'opera di salvezza del suo popolo.

Il vangelo secondo Marco in particolare è orientato, secondo l'opinione comune degli studiosi, alla "dimostrazione" che Gesù è il "Figlio di Dio".

Vari sono i passi in cui appare l'espressione [1], tra cui:

  • 1,1: "Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio".
  • 3,11: "Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!»".
  • 5,7: "e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!»"
  • 14,61: "Ma egli taceva e non rispondeva nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò dicendogli: «Sei tu il Cristo, il Figlio di Dio benedetto?»"
  • 15,39: "Allora il centurione che gli stava di fronte, vistolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest'uomo era Figlio di Dio!»".

Soprattutto quest'ultima professione di fede, in bocca del centurione romano (pagano), è un evidente indizio dell'intenzione dell'evangelista.

Islam[modifica | modifica sorgente]

Nell'islamismo si nega perentoriamente che Dio possa avere un Figlio. Si afferma che Dio è uno solo e l'idea che possa generare un Figlio di natura divina è considerata contraria al monoteismo. Gesù Cristo è considerato un profeta e così Maometto, considerato l'ultimo dei profeti mandati da Dio. Per l'islam, tutti i profeti sono esseri umani e non hanno qualità divine. Lo stesso Maometto non si definiva figlio di Dio, ma soltanto eletto[2][3].

Altre religioni[modifica | modifica sorgente]

L'espressione è anche presente, ma con significati completamente diversi, in varie forme di religione politeista. Nell'antica religione greca e latina, infatti, gli dèi erano concepiti in forma antropomorfa, e per questo si univano con uomini e donne mortali generando da loro dei figli, che sono indicati come semidei o eroi. Alcuni esempi:

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]