Salita al Calvario

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La salita al Calvario è un episodio della passione di Gesù narrato nei Vangeli canonici (Matteo 27,31-34; Marco 15,20-23; Luca 23,26-33; Giovanni 19,17-18).

L'episodio[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è raccontata brevemente dai Vangeli, e ampliata particolarmente da Luca. Dopo la sentenza della condanna, Cristo, deriso e sanguinante, venne spogliato del mantello di porpora che gli era stato posto sulle spalle per scherno e rivestito con i suoi panni, caricato della croce e costretto a portare la croce sul monte Calvario, dove fu crocifisso. Secondo i Vangeli sinottici, lungo il doloroso cammino, i soldati costrinsero un uomo chiamato Simone di Cirene, un contadino che era capitato lì per caso, a caricarsi addosso la croce e a sorreggere il suo peso sulle spalle al posto dello stesso Gesù sino al luogo dell'esecuzione. Grazie al suo sostegno, Gesù poté essere momentaneamente sollevato dal carico del patibulum e poté riposare le spalle e la schiena che erano già state indebolite dalla severa flagellazione che aveva subito.

Solo Luca riporta l'incontro di Gesù schiacciato sotto il peso della croce con alcune donne che erano scoppiate in pianto e a costoro egli preannuncia la futura caduta di Gerusalemme redarguendole di non far ricadere le loro lacrime su di lui ma sulla rovina che sarebbe ricaduta su loro stesse e sui loro figli.

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