Salita al Calvario

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La salita al Calvario è un episodio della passione di Gesù narrato nei Vangeli canonici (Matteo 27,31-34; Marco 15,20-23; Luca 23,26-33; Giovanni 19,17-18).

L'episodio[modifica | modifica wikitesto]

La vicenda è raccontata brevemente dai Vangeli e ampliata particolarmente da Luca. Dopo la sentenza della condanna, Cristo, deriso e sanguinante, venne spogliato del mantello di porpora che gli era stato posto sulle spalle per scherno, rivestito con i suoi panni e caricato della croce.

Secondo il Vangelo di Giovanni, Gesù dovette portare la croce dall'uscita del tribunale fino al monte Calvario (detto anche Golgota), dove fu crocifisso ("Allora [Pilato] lo consegnò loro perché fosse crocifisso. Essi allora presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo del Cranio, detto in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall'altra, e Gesù nel mezzo"[1]).
Secondo i Vangeli sinottici[2], all'uscita dal tribunale, i soldati costrinsero un uomo chiamato Simone di Cirene, un contadino che era capitato lì per caso, a caricarsi addosso la croce e a sorreggere il suo peso sulle spalle al posto dello stesso Gesù sino al luogo dell'esecuzione; grazie al suo sostegno, Gesù poté essere sollevato dal carico del patibulum e poté riposare le spalle e la schiena che erano già state indebolite dalla severa flagellazione che aveva subito.[3]

Solo Luca riporta l'incontro di Gesù con alcune donne che erano scoppiate in pianto ed egli le redarguisce di non far ricadere le loro lacrime su di lui ma sulla rovina che sarebbe ricaduta su loro stesse e sui loro figli.

Gli esegeti curatori del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico" sottolineano come "Giovanni non riporta nessuno degli episodi avvenuti durante il tragitto verso il luogo della crocifissione, contenuti negli altri vangeli"; gli stessi studiosi spiegano la discrepanza storica tra Giovanni - dove Gesù porta da solo la croce per tutto il tragitto - e i Vangeli sinottici - dove viene invece aiutato da Simone di Cirene - ritenendo che l'evangelista non fosse a conoscenza di tale tradizione o, a livello teologico, che Giovanni "scelse di far portare la croce a Gesù per significare che egli aveva ancora il pieno controllo del proprio destino".[4][5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gv19,16-18.
  2. ^ "Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene" (Matteo); "Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone" (Luca); "poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. Allora costrinsero un tale che passava, un certo Simone di Cirene" (Marco).
  3. ^ Mt27,31-34; Lc23,25-26; Mc15,20-22.
  4. ^ Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 877, 1285, ISBN 88-399-0054-3.
  5. ^ Bart Ehrman, Il vangelo del traditore, Mondadori, 2010, pp. 216-217, ISBN 978-88-04-59690-5.

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