Tentazioni di Gesù

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'affresco di Sandro Botticelli, vedi Prove di Cristo.
Miniatura che illustra la seconda tentazione di Gesù

Le tentazioni di Gesù nel cristianesimo si riferiscono alle tentazioni subite da Gesù Cristo da parte del diavolo Satana così come raccontato in ciascuno dei Vangeli sinottici: Matteo 4,1-11, Marco 1,12-13 e Luca 4,1-13.

Racconto dei Vangeli[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i Vangeli, dopo essere stato battezzato, Gesù digiuna per quaranta giorni e quaranta notti nel deserto. In questo periodo Satana lo tenta per tre volte. La prima tentazione riguarda il cibo:

« Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di' che questi sassi diventino pane». »   (Matteo 4,3)

La seconda tentazione riguarda l'obbligare Dio ad intervenire:

« Allora il diavolo lo condusse con sé nella città santa, lo depose sul pinnacolo del tempio e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, gettati giù, poiché sta scritto: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo, ed essi ti sorreggeranno con le loro mani, perché non abbia a urtare contro un sasso il tuo piede». »   (Matteo 4,5-6)

La terza tentazione è una richiesta da parte del diavolo di essere adorato:

« Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai». »   (Matteo 4,8-9)

Ogni tentazione è rifiutata da Gesù con una citazione della Bibbia tratta dal libro del Deuteronomio. La prima risposta di Gesù è:

« Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo,

ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». »   (Matteo 4,4)

La seconda dice:

« Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non tentare il Signore Dio tuo». »   (Matteo 4,7)

E infine la terza risposta afferma:

« Ma Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a Lui solo rendi culto». »   (Matteo 4,10)

I Vangeli terminano il racconto dicendo che, essendo venuta meno ogni tentazione da parte del diavolo, gli angeli sono intervenuti per portare del cibo a Gesù.

A differenza dei racconti di Matteo e di Luca, che sono molto simili, quello di Marco è molto breve e non riporta per nulla il dialogo tra Gesù ed il demonio:

« Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto e vi rimase quaranta giorni, tentato da Satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano. »   (Marco 1,12-13)

L'episodio delle tentazioni di Gesù durante i quaranta giorni nel Deserto della Giudea - avvenuto immediatamente dopo il suo battesimo[1] e prima di iniziare il suo ministero - è riportato solo dai vangeli sinottici, mentre è completamente assente nel Vangelo secondo Giovanni. Quest'ultimo precisa in modo esplicito che Gesù - ancora il giorno successivo al suo battesimo - viene visto da Giovanni il Battista presso il Giordano e si recherà tre giorni dopo a Cana, in Galilea, ad una festa di nozze dove inizierà il suo ministero[2].[3]
Anche all'interno degli unici due sinottici che riferiscono i particolari dell'episodio vi è un'incongruenza nel racconto: secondo Luca[4], il diavolo prima offre a Gesù tutti i regni del mondo e poi lo sfida a gettarsi dal pinnacolo del Tempio, mentre al contrario, secondo Matteo[5], il diavolo prima sfida Gesù a gettarsi dal pinnacolo del Tempio e solo dopo gli offre tutti i regni del mondo.[6][7][8] Secondo gli esegeti curatori del cattolico "Nuovo Grande Commentario Biblico" e quelli della interconfessionale Bibbia TOB, Luca inverte le due tentazioni per porre l'ultima proprio a Gerusalemme, città dal profondo significato simbolico, "dove la passione sarà il supremo assalto del diavolo".[9][10]
Ancora gli studiosi della Bibbia TOB rilevano come mentre in Marco la "prova-tentazione" è una lotta che si prolunga durante tutta la permanenza di Gesù nel deserto, invece secondo Matteo e Luca questa "ha luogo soltanto alla fine di tale soggiorno".[11]
Anche lo storico e teologo cristiano Rudolf Bultmann considera non storico l'episodio delle tentazioni nel deserto e ritiene appartengano al modello mitologico della "Tentazione dell'Uomo Santo, che è messo alla prova (dal male) ed emerge vittorioso", rilevando una serie di similitudini precedenti in figure come Buddha e Zarathustra e un uso successivo fatto per i santi Cristiani.[12]

Precedenti e paralleli nel giudaismo[modifica | modifica wikitesto]

L'idea che il Messia deve stare sul tetto del tempio si trova anche nei testi rabbinici.[13]

Simbolismo[modifica | modifica wikitesto]

Il Monte della Quarantena (Deserto della Giudea), dove, secondo la tradizione, Gesù passò i 40 giorni di digiuno

Il racconto delle Tentazioni di Gesù è fortemente simbolico.

I quaranta giorni di digiuno nel deserto si possono avvicinare ai quarant'anni durante i quali gli ebrei camminarono nel deserto dopo aver attraversato il mar Rosso e prima di entrare nella terra promessa, così come raccontato nel libro dell'Esodo. Il deserto è luogo che non avendo in sé vita ci avvicina all'esperienza della morte e quindi all'esperienza di Dio. Quaranta sono i giorni che Mosè passò sulla montagna prima di ricevere le tavole della legge. I riferimenti all'inizio e alla fine del brano delle tentazioni agli animali e alle selve pone Gesù qui in parallelo con Adamo.[14] Gesù, dal momento dell'Incarnazione è ritornato al paradiso terrestre che, distrutto dal peccato e dalle sue conseguenze, è diventato un deserto privo di vita.

Le tentazioni fatte dal diavolo mirano a mettere in secondo piano il primato di Dio per sostituirlo con:

  • i piaceri carnali dell'uomo[14] (prima tentazione, vinta con la virtù della castità),
  • il successo e il potere mondani[14] (seconda tentazione, vinta con la virtù della povertà),
  • l'autonomia dal volere divino[14] (terza tentazione, vinta con la virtù dell'obbedienza).[15]

Questo schema ternario è alla base della triplice rinuncia o promessa battesimale[16][17] rinnovata durante la veglia pasquale,[18] ed è stato ripreso in filosofia mediante le tre metafisiche speciali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mc1,10-13. Al versetto Mc1,12 la Bibbia Martini riporta: "E immediatamente lo Spirito lo spinse nel deserto." e la Vulgata Sisto-Clementina: "Et statim Spiritus expulit eum in desertum." (Monsignor Antonio Martini, La Sacra Bibbia secondo la Volgata, Tipografie di Prato, 1817/1832).
  2. ^ Gv1,19-50; 2,1-13.
  3. ^ Bart D. Ehrman,Jesus, Interrupted - Revealing the Hidden Contradictions in the Bible, HarperCollins Publishers, 2009, pp. 40-41, ISBN 978-0-06-186327-1.
  4. ^ Lc4,5-11.
  5. ^ Mt4,5-9.
  6. ^ Bibbia di Gerusalemme, EDB, 2011, p. 2445, ISBN 978-88-10-82031-5.
  7. ^ La Bibbia, Edizioni Paoline, 1991, p. 1601, ISBN 88-215-1068-9.
  8. ^ Bart Ehrman, Il vangelo del traditore, Mondadori, 2010, p. 48, ISBN 978-88-04-59690-5.
  9. ^ Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. 897-898, ISBN 88-399-0054-3.
  10. ^ Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 208.
  11. ^ Bibbia TOB, Nuovo Testamento Vol.3, Elle Di Ci Leumann, 1976, p. 135.
  12. ^ Rudolf Bultmann, History of the Synoptic Tradition, Hendrickson Publisher, 1963, pp. 253-257, ISBN 1-56563-041-6.
  13. ^ "Our Rabbis related that in the hour when the Messiah shall be revealed he shall come and stand on the roof of the temple." Pesikta Rabbati 62 c-d Rivka Ulmer, A Synoptic Edition of Pesiqta Rabbati Based upon All Extant Manuscripts and the Editio Princeps. South Florida Studies in the History of Judaism 155, 1995
  14. ^ a b c d Cf. commentario su laparola.net.
  15. ^ John Navone, Teologia del fallimento, Roma, Pontificia Università Gregoriana, 1988, pp. 103-108. ISBN 88-7652-587-4; ISBN 978-88-7652-587-2.
  16. ^ J. Navone, op. cit., pp. 108ss.
  17. ^ CCC 1237.
  18. ^ CCC 1254.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]