Data di nascita di Gesù

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1leftarrow.pngVoce principale: Gesù.

La natività, Lorenzo Lotto.

L'effettiva data di nascita di Gesù è sconosciuta[1]: essa non è esplicitamente riportata dai Vangeli, le principali fonti storiche su Gesù, né da altre fonti del tempo. Poiché i Vangeli la collocano negli ultimi anni del re Erode il Grande, gli studiosi generalmente datano la nascita di Gesù tra il 7 e il 4 a.C.[2][3] Secondo la maggior parte degli storici, infatti, Erode sarebbe morto nel 4 a.C., anche se vi sono state e vi sono tuttora ripetute proposte di altre date[4].

La datazione tradizionale all'anno 1 a.C., il cui anno successivo è il primo del calendario giuliano-gregoriano (il numero zero non viene infatti utilizzato per indicare un anno in quasi tutti i sistemi cronologici) risale al monaco Dionigi il Piccolo nel VI secolo. Questa datazione si discosta comunque solo di uno o due anni dalla datazione fornita dai Padri della Chiesa sin dal II-III secolo.

L'istituzione della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre è documentata a partire dal 336[5][6][7][8].

Fonti testuali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nascita di Gesù.

Le uniche fonti testuali che riferiscono della nascita di Gesù sono i Vangeli di Matteo e Luca, che però non forniscono indicazioni cronologiche precise. Assumendo la validità delle informazioni storiche da essi fornite è però possibile dedurre un probabile intervallo di tempo nel quale collocare l'evento.

  • Mt 2,1 riferisce che Gesù nacque "nei giorni del re Erode", che regnò presumibilmente tra il 37 a.C. e il 4 a.C.[9]. Non si può tuttavia escludere che nel 4 a.C. egli abbia semplicemente associato al regno i suoi figli[10].
  • Mt 2,16 riporta l'intenzione di Erode di uccidere i bambini di Betlemme sotto i due anni (strage degli innocenti). Assumendo la storicità del racconto, questo suggerisce che Gesù fosse nato uno o due anni prima dell'incontro di Erode coi magi.
  • nell'incontro tra Erode e i magi, nell'episodio della fuga in Egitto e nel ritorno alla morte di Erode, Matteo si riferisce a Gesù sempre col diminutivo paidìon, bambino piccolo (Mt 2,8.9.11.13.14.20.21). Indipendentemente dalla effettiva storicità di questi eventi Matteo conserva il ricordo di un Gesù molto piccolo (qualche anno?) alla morte di Erode.
  • Lc 1,5 può essere visto come una conferma di Mt 2,1. Riferisce che l'annuncio dell'arcangelo Gabriele a Zaccaria avvenne anch'esso "nei giorni del re Erode". Secondo Luca la nascita di Gesù avvenne quindici mesi dopo: dopo sei mesi ci fu l'annunciazione a Maria (Lc 1,26), alla quale seguì al termine dei nove mesi di gestazione la nascita di Gesù. Luca comunque non nomina direttamente Erode al momento della nascita di Gesù.
  • Lc 2,1 riferisce, nei giorni immediatamente precedenti la nascita di Gesù, di un censimento "di tutta la (terra) abitata" da parte di Augusto, che fu imperatore tra il 27 a.C. e il 14 d.C. Indisse tre censimenti universali: nel 28 a.C. (ancora console), 8 a.C., 14 d.C. (Res Gestae Divi Augusti 8, lat. gr. ing.). L'identificazione del censimento evangelico con quello indetto nell'8 a.C. è probabile ma non sicura (vedi Censimento di Quirinio).
  • Lc 2,2 specifica che in occasione del censimento di Augusto era "governante la Siria Quirinio". Costui fu governatore vero e proprio della Siria dal 6 d.C.: il dato è apparentemente incompatibile con l'indicazione evangelica del regno di Erode, morto dieci anni prima. Studiosi cristiani hanno però evidenziato che Quirinio aveva ricoperto in Siria alcuni incarichi ("governante") già durante il precedente governatore, Senzio Saturnino, ed è possibile che questi gli avesse affidato l'incarico di occuparsi del censimento indetto da Augusto per la Siria e per il territorio del re 'alleato' (di fatto, sottomesso) Erode il Grande (vedi Censimento di Quirinio). Questa ipotesi è rafforzata dal fatto che nel II secolo Tertulliano aveva dichiarato che Gesù era nato all'epoca di Senzio Saturnino.
  • Lc 3,1 riferisce che Giovanni Battista iniziò la sua predicazione "nel quindicesimo anno di Tiberio" (attorno al 28 d.C., vedi Inizio del ministero di Gesù). All'inizio del suo ministero, di poco successivo a quello del Battista, Gesù aveva "circa trent'anni" (Lc 3,23), che rimanda a una data di nascita attorno al 2 a.C. La cifra "trenta", però, può essere stata arrotondata per richiamare simbolicamente l'inizio del regno di Davide (2Sam 5,4). Inoltre Tiberio era stato associato al regno di Augusto già alcuni anni prima. Ciò consente sia di retrodatare questa indicazione di alcuni anni sia di render conto della notizia di Tertulliano, secondo cui alcuni romani assegnavano la nascita di Gesù al dodicesimo anno del Regno di Tiberio.

Sulla base di Mt 2 la nascita di Gesù va collocata qualche anno prima della morte di Erode (4 a.C.), tra il 7-5 a.C. Sulla base dell'accenno al censimento universale indetto da Augusto (8 a.C.) di Lc 2, la nascita va collocata nel periodo immediatamente seguente a questo.

In definitiva sulla base dei Vangeli, le uniche fonti storiche disponibili al riguardo, la data della nascita di Gesù è ipotizzabile attorno al periodo 7-4 a.C.[2][3]

Giorno e anno di nascita nella tradizione cristiana[modifica | modifica sorgente]

L'anno della nascita di Gesù è accennato negli scritti di alcuni Padri della Chiesa. Data la varietà dei calendari diffusi all'epoca (romano, giuliano, egizio, siriaco) e la varietà di computazione (estremi inclusi o esclusi) non è sempre immediato risalire al giorno e anno corrispondente all'attuale calendario gregoriano e si ritrovano tra gli storici diverse interpretazioni.

Autore e data Indicazione anno Indicazione giorno Anno Giorno
Ireneo
180 circa[11]
41º anno del regno di Augusto[12] - 3 a.C. -
Clemente di Alessandria
200 circa[13]
194 anni, un mese, 13 giorni prima della morte di Commodo (31 dicembre 192) 3 a.C.[14] oppure
2 a.C.[15]
18 novembre[14] oppure
6 gennaio[15]
"Altri" in Egitto
200 circa[13]
28º anno di Augusto[16] 25 del mese (egizio) di pachon 2 a.C. 20 maggio[17] oppure
25-28 marzo[18]
Seguaci di Basilide in Egitto
200 circa[13]
- battesimo (e probabilmente anche l'Epifania) il 15 del mese (egizio) di tybi - 10 gennaio[17]
"Altri" (seguaci di Basilide?) in Egitto
200 circa[13]
- battesimo (e probabilmente anche l'Epifania) il 11 del mese (egizio) di tybi - 6 gennaio[17]
"Altri" in Egitto
200 circa[13]
- 24 o 25 del mese (egizio) di pharmouti - 19 o 20 aprile[19]
Ippolito di Roma
poco prima del 203-204[20]
42º anno del regno di Augusto[12] 4º giorno alle none di aprile
(8º giorno alle calende di gennaio)
2 a.C. 2 aprile

(25 dicembre)

Tertulliano
poco prima del 207-208[21]
41º anno del regno di Augusto,[12] 15 anni prima della sua morte (14 d.C.), l'anno prima del 28º dopo la morte di Cleopatra (30 a.C.) - 3 a.C. -
Tertulliano
poco prima del 207-208[22]
nascita durante il censimento di Augusto sotto Senzio Saturnino - 9-6 a.C. -
Sesto Giulio Africano
attorno al 220[23]
5500º anno dopo Adamo, 31º anno prima del 16º anno di Tiberio (probabilmente 29 d.C.)[24] - 2 a.C. -
Pseudo-Cipriano
243[25]
- 5º giorno alle calende di aprile - 28 marzo
Eusebio di Cesarea
circa 300-325[26]
4º anno della 194ª olimpiade - estate 1 a.C. / estate 1 d.C. -
Eusebio di Cesarea
circa 300-325[27]
42º anno del regno di Augusto,[12] il 28º della sottomissione dell'Egitto e della morte di Antonio e Cleopatra (30 a.C.) - 2 a.C. -
Depositio Martyrum filocaliana (calendario liturgico di Roma)
336[28]
- 8º giorno alle calende di gennaio - 25 dicembre
Pseudo-Giovanni Crisostomo
fine III - metà IV sec.[29]
- 8º giorno alle calende di gennaio - 25 dicembre
Epifanio di Salamina
circa 374-377[30]
13º consolato di Augusto e di Silvano, 42º del regno di Augusto[12] 8º prima delle idi di gennaio 2 a.C. 6 gennaio
Epifanio di Salamina[31] 45º anno del calendario giuliano, 4º della 194ª olimpiade - 1 a.C. -
Girolamo
circa 380[32]
riprende da Eusebio il 42º del regno di Augusto[12] - 2 a.C. -
Sulpicio Severo
circa 400[33]
33º anno di Erode 8º giorno alle calende di gennaio 4 a.C., 3 a.C. estremo incluso 25 dicembre
Agostino
circa 400-416[34]
- 8º giorno alle calende di gennaio - 25 dicembre
Orosio
circa 416-420[35]
42º anno del regno di Cesare Augusto,[12] 752º anno AUC 8º giorno alle calende di gennaio 2 a.C. 25 dicembre
Cassiodoro
circa 519[36]
41º anno del regno di Cesare Augusto[12] - 3 a.C. -
Giovanni Malalas
circa 570[37]
42º anno del regno di Cesare Augusto[12] 8º giorno alle calende di gennaio 2 a.C. 25 dicembre

Anno[modifica | modifica sorgente]

Fonti storiche[modifica | modifica sorgente]

Come indicato, le uniche fonti storiche che si riferiscano alla nascita di Gesù sono i racconti di Luca e Matteo. Sebbene questi non indichino con precisione l'anno di nascita, esso può essere ristretto con un livello relativamente alto di verosimiglianza al periodo immediatamente seguente al censimento di Augusto dell'8 a.C. (v. censimento di Quirinio) e di alcuni anni precedente alla morte di Erode (4 a.C.), dunque negli anni tra il 7 e il 4 a.C.[2][3] Questa data trova ulteriore conferma se si assume il valore storico dell'indicazione evangelica circa "il suo astro" (v. stella di Betlemme) e la si identifica con la triplice congiunzione di Giove e Saturno del 7 a.C. Anche l'indicazione di Tertulliano circa la nascita durante il censimento di Senzio Saturnino, governatore in Siria tra il 9-6 a.C., gioca a favore di questa ipotesi.

Tradizione antica[modifica | modifica sorgente]

Le indicazioni degli scrittori cristiani antichi, disomogenee data la mancanza di un calendario unico ufficiale nell'antichità e la diversa prassi di computa (estremi inclusi o esclusi), non sembrano richiamare informazioni storiche antiche e autorevoli. Infatti il largo consenso circa la data 3-2 a.C., impossibile data la morte di Erode al 4 a.C., non sembra essere altro che l'estrapolazione delle informazioni fornite altrove da Luca circa l'inizio del ministero del Battista e di Gesù al "quindicesimo anno di Tiberio" (28 d.C.), in Lc 3,1, e circa l'età di Gesù a quel tempo, "circa trent'anni", in Lc 3,23, che rimanda appunto al 2 (estremo incluso) - 3 (estremo escluso) a.C.

Data tradizionale di Dionigi il Piccolo[modifica | modifica sorgente]

Dionigi il Piccolo era un dotto monaco scita che viveva a Roma: circa nel 525 egli calcolò, in base alle indicazioni dei Vangeli e della tradizione, la data di nascita di Gesù, ponendola al 754 dalla fondazione di Roma che corrisponde anche al LX anno consolare dall'elezione per la prima volta di Gaio Giulio Cesare a console.

Dionigi, inoltre, introdusse l'usanza di contare gli anni ab incarnatione Domini nostri Jesu Christi ("dall'incarnazione di nostro Signore Gesù Cristo"), mentre ai suoi tempi l'anno iniziale del calendario veniva stabilito con l'inizio dell'impero di Diocleziano (il 284). Il primo anno dopo la nascita di Gesù, quindi, divenne l'1 dopo Cristo, mentre l'anno bisestile 248 dell'era di Diocleziano diventò l'anno 532 di Cristo.

Questo calcolo fu approvato da papa Giovanni II e, a partire dall'VIII secolo, adottato in tutto il mondo cristiano su impulso di studiosi come Beda il Venerabile. L'anno stabilito da Dionigi come anno 1 viene tuttora utilizzato per la numerazione degli anni del calendario gregoriano, il calendario attualmente in uso nei paesi occidentali, sebbene sia ormai accertato che il calcolo fosse sbagliato.

È da sottolineare che l'opinione comune secondo cui l'anno di nascita di Gesù sarebbe l'anno zero è errata, in quanto lo zero non era conosciuto in Europa a quell'epoca. Dionigi, infatti, fece precedere immediatamente l'anno 1 dopo Cristo dall'1 avanti Cristo. Il problema si intreccia con quello dello stile di datazione, cioè della scelta del giorno in cui inizia l'anno. Solo con la riforma gregoriana si è gradualmente affermata la scelta del primo gennaio come capodanno.

Giorno[modifica | modifica sorgente]

Come per l'anno, anche il giorno preciso della data di nascita di Gesù non è esplicitamente riportato dalle uniche fonti storiche antiche, cioè i Vangeli (nello specifico Matteo e Luca). Assumendo la storicità delle narrazioni, alcune indicazioni evangeliche indirette sono esaminate dagli studiosi, ma non sembrano comunque portare a conclusioni univoche e condivise.

Il mancato interesse degli evangelisti nel datare la nascita di Gesù contraddistinse anche i cristiani nei primi secoli. È significativa l'osservazione di Origene (m. 254), per il quale nella Bibbia non viene festeggiata la nascita di nessuno, ma è un'usanza dei peccatori come il faraone ed Erode.[38] Per Gesù, come per i santi, veniva festeggiato il giorno della nascita al cielo, non della nascita terrestre. Clemente di Alessandria, che verso il 200 si unisce alla critica di coloro che festeggiano la nascita di Gesù, testimonia comunque l'esistenza di diverse tradizioni su questo tema[39].

Col tempo comunque questo primo mancato interesse mutò e si avvertì la necessità di festeggiare anche la nascita terrena di Gesù. Scrive Giovanni Crisostomo (m. 407) che, nella nascita di Cristo secondo la carne, «l'Epifania, la santa Pasqua, l'Ascensione e la Pentecoste, hanno il loro fondamento e il loro scopo. Poiché se Cristo non fosse nato secondo la carne, non sarebbe stato battezzato, che è l'Epifania. Non sarebbe stato crocifisso, che è la Pasqua. Non avrebbe mandato lo Spirito, che è la Pentecoste. Da questa una sorgente nascono molti fiumi, che sono le feste che celebriamo».[40]

La tradizionale datazione al 25 dicembre è stata fissata alcuni secoli dopo la nascita di Gesù. Il primo documento databile con certezza che attesta tale data (l'8º giorno alle calende di gennaio) risale al 336. L'indicazione di Ippolito di Roma, che l'anticiperebbe di più di un secolo[41], viene da molti considerata un'interpolazione tardiva[20]. Da alcuni studiosi viene poi indicato Sesto Giulio Africano (m. 240)[42] come lo scrittore più antico che abbia sostenuto la nascita di Gesù al 25 dicembre,[43] oppure l'incarnazione al 25 marzo,[44] ma queste indicazioni non sono evidenti nei frammenti pervenutici della sua principale opera andata perduta, la Cronografia del 221.[45]

Secondo molti studiosi, la scelta di questo giorno non deriverebbe da una tradizione antica relativa all'effettivo giorno di nascita di Gesù, ma dalla volontà di cristianizzare la festa pagana del Sol Invictus, il "sole invitto". Questa ipotesi sembra essere stata avanzata per la prima volta verso la fine del XII secolo, da un anonimo commentatore siriaco, in glossa a un testo di Dionigi Bar Salimi (m. 1171),[46] che è stata però dimenticata per secoli. In epoca contemporanea e in occidente sembra invece essere stata avanzata da Filippo della Torre (1657-1717), vescovo di Adria, poi ripresa da molti altri studiosi[47]. Oggi questa ipotesi è oggetto di discussione tra gli studiosi[48].

Indicazioni evangeliche[modifica | modifica sorgente]

Sono tre le indicazioni evangeliche che possono in qualche modo suggerire il periodo dell'anno ove collocare la nascita di Gesù.

Il primo passo riguarda il viaggio della sacra famiglia. In Lc 2,1-5 viene descritto il viaggio di Giuseppe e Maria da Nazaret a Betlemme per espletare gli obblighi del "primo censimento" di Quirinio ordinato da Augusto. Giunti a destinazione, Maria partorì. Se si conoscesse il periodo in cui il censimento ebbe luogo, si potrebbe conoscere indirettamente, se non il giorno preciso, almeno l'intervallo in cui collocare più verosimilmente la nascita. Il problema è che il "primo censimento di Quirinio" è taciuto dalle fonti storiche, al di fuori dell'accenno lucano, che però non ne riporta alcuna indicazione cronologica. Si può ipotizzare che il viaggio non abbia avuto luogo nella stagione invernale per problemi logistici (ruscelli non guadabili, difficoltà all'addiaccio notturno). D'altro canto, il viaggio (come la raccolta dei dati censori) può aver avuto luogo in primavera o estate, e solo in seguito, "mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto" (Lc 2,6). In definitiva è difficile trarre da queste indicazioni lucane qualche riferimento preciso.

Il secondo passo riguarda il pernottamento all'esterno dei pastori. In Lc 2,8, subito dopo aver descritto la nascita di Gesù, viene letteralmente detto che in quella regione c'erano dei pastori "accampati (all'esterno) e veglianti veglie di notte sul gregge di loro". Questo pernottamento all'esterno porta a pensare a una stagione non fredda. D'altro canto, è stato fatto notare che in Palestina non sono comunque impossibili tali pernottamenti in vista della custodia del gregge, e l'indicazione dei turni di guardia (veglie) potrebbe far pensare a un riposo alternato in un ambiente protetto. Anche in questo caso dunque non ne è stata ricavata un'indicazione univoca e condivisa. Il fatto che l'angelo si manifesti ai pastori durante "veglie di notte", apparentemente subito dopo il parto, indica una nascita notturna.

Il terzo passo riguarda la classe sacerdotale di Zaccaria. Secondo Lc 2,5;1,8, l'annuncio del concepimento di Giovanni Battista a Zaccaria avvenne mentre stava officiando nel Tempio di Gerusalemme durante il turno della classe sacerdotale di Abia, alla quale apparteneva. Secondo Lc 1,26, sei mesi dopo («e questo mese è il sesto per lei») avvenne l'annunciazione a Maria e il concepimento verginale di Gesù. Assumendo la storicità degli eventi (cosa che non tutti gli esegeti contemporanei sono disposti a fare, p.es. Brown, Meier) e conoscendo il calendario dei turni di servizio delle classi sacerdotali, se ne potrebbe ricavare un'approssimativa indicazione del periodo dell'anno in cui nacque Gesù. Secondo 1Cr 24,10, quella di Abia era l'ottava del ciclo di 24 classi sacerdotali che si avvicendavano, in un ciclo settimanale (da sabato a sabato)[49] nella gestione del culto. I testi biblici non ci informano circa il momento dell'anno in cui il ciclo aveva inizio, né come venivano gestite le settimane dell'anno non coperte dalle 48 settimane del duplice ciclo delle classi: era un ciclo ininterrotto, per cui il turno di ogni classe variava ogni anno, oppure interrotto, per cui ad ogni classe spettava un preciso momento del calendario ebraico. Assumendo un ciclo interrotto, sulla base di Esd 2,2-6, che descrive la ripresa del culto nel secondo tempio, ricostruito attorno al 538 a.C., è ipotizzabile (ma non sicuro) che il ciclo delle classi iniziasse ogni anno al settimo mese, cioè Tishri, attorno a settembre-ottobre. Si aprono pertanto diverse possibilità:

  • Ciclo interrotto, inizio a Tishri. In tal caso il turno di Zaccaria cadrebbe nella successiva ottava settimana, attorno a metà novembre, e volendo collocare la nascita di Gesù quindici mesi dopo, si otterrebbe indicativamente metà febbraio.
  • Ciclo ininterrotto. Se dalla fondazione del secondo tempio l'avvicendamento ciclico delle classi è stato continuo, con un continuo slittamento di anno in anno, per conoscere il periodo dell'anno occupato dalla classe di Abia occorre optare per un preciso anno relativo alla nascita di Gesù e dunque di Giovanni Battista. Browne (1844)[50] parte dall'informazione[51] che al momento della distruzione del tempio (9 Av, ossia 4 agosto, del 70) era di turno la classe di Ioarib, la prima del ciclo, e opta per l'annunciazione a Zaccaria nella settimana tra il 27 settembre e il 5 ottobre del 6 a.C., che considera compatibile con l'informazione di Crisostomo, il quale la colloca al 10 Tishri (Giorno del Kippur, quando il sommo sacerdote – ma Zaccaria non lo era – entra da solo nel Santo dei Santi),[52] e ne ricava la nascita di Gesù attorno all'8 dicembre del 5 a.C. Lewin (1865)[53] invece, sulla base degli stessi dati, opta per l'annunciazione a Zaccaria a fine maggio del 7 a.C. e per la nascita di Gesù a inizio agosto del 6 a.C.
  • Ciclo semi-interrotto. Dai testi di Qumran è emerso un calendario liturgico delle 24 classi che si alternavano in un ciclo di 6 anni, dove l'anno era composto da 364 giorni. Nel primo di questi 6 cicli, che iniziava nel mese di Tishri, la classe di Abia era impegnata nella metà del terzo mese e alla fine dell'ottavo mese (attorno all'ultima decade di settembre). Se il tempio di Gerusalemme seguiva il calendario ritrovato a Qumran e se nell'anno in questione si era al primo dei 6 cicli, il concepimento del Battista può essere dunque collocato a fine settembre, l'annunciazione a Maria nel marzo dell'anno successivo e la nascita di Gesù a fine dicembre. A conferma di questa opzione viene comunemente citata la data del 23 settembre come commemorazione dell'annuncio a Zaccaria, celebrata dalle chiese orientali. In questo modo risulterebbe quindi giustificata anche la data tradizionale di nascita del Battista (24 giugno), avvenuta nove mesi dopo l'annuncio di Gabriele a Zaccaria. Questo fatto implicherebbe, secondo l'indagine di Nicola Bux[54], che «è storica anche la data del 25 dicembre, nove mesi dopo» per determinare la nascita di Gesù. Perciò sarebbe corretta anche quella stabilita da alcuni padri della Chiesa (come Ippolito di Roma[55] nel 204), e a questo punto appare rispettata anche dalle prime comunità cristiane.

25 dicembre: origine pagana[modifica | modifica sorgente]

L'origine della festa pagana del Sol Invictus viene solitamente correlata al regno di Aureliano (270-275), che riannesse all'impero il regno secessionista di Palmira e ne importò a Roma il culto del sole, costruendovi (probabilmente nel 274) un tempio ad esso dedicato e organizzando un clero apposito.[56] In realtà non si trattò propriamente di un culto fondato ex novo: il sole era venerato, sotto varie forme, in diversi culti pagani dell'impero, e in particolare a Roma sembra essere stato un culto antico, verosimilmente precedente all'epoca cristiana, compiuto in appositi santuari e con particolari giochi circensi.[57] In epoca imperiale, prima di Aureliano, Eliogabalo (218-222) dedicò al sole (con l'epiteto di origine siriaca Elagabalus, "Dio della montagna", proprio della città di Emesa) un tempio nell'urbe (Elagabalium), probabilmente nel 219.[58]

Quanto all'epiteto "invitto" applicato al sole (era un titolo onorifico attribuito anche ad altre divinità), sembra ancora più antico, testimoniato da una lapide datata al 158 d.C.[59] e da altri reperti archeologici del II secolo.

La prima attestazione risale alla Cronografia (o Cronografo) del 354, detta anche Calendario filocaliano dal nome del redattore, un composito testo cristiano databile al 354[60] e redatto a Roma, che nella sesta parte riporta, in corrispondenza del 25 dicembre (8º giorno alle calende di gennaio) "N·INVICTI·CM·XXX", cioè "Natalis Invicti Circenses missus 30", che indicava che quel giorno veniva festeggiato con 30 corse di bighe nel circo.[61] La data, che nel calendario romano coincideva col solstizio d'inverno, era estremamente simbolica: in questa ricorrenza astronomica il sole raggiunge a mezzogiorno l'altezza minima nel cielo, per poi tornare a crescere nei giorni seguenti, dimostrandosi "non vinto". Sebbene dunque nessuna fonte, prima del Calendario filocaliano, parli di un culto al sole il 25 dicembre, per il suo valore simbolico è verosimile che l'indicazione del Calendario fosse valida anche per i decenni precedenti.

Lo stesso documento, nella dodicesima parte (Depositio martyrum, un elenco delle memorie liturgiche dei martiri) che viene comunemente considerata una rielaborazione di una lista databile al 336,[62] riporta nello stesso giorno "natus Christus in Betleem Iudeae".[63] Sono sostanzialmente quattro i motivi che hanno fatto sì che il giorno di nascita di Gesù, sconosciuto allora come oggi, fosse celebrato il 25 dicembre:

  • un motivo culturale-pastorale: derivato dal desiderio di voler sostituire la festa del Sol Invictus (e gli immediatamente precedenti Saturnali, dal 17 al 23 dicembre) con una festa cristiana. Questa sostituzione viene talvolta indicata come una sorta di usurpazione impropria e illegittima da parte della Chiesa cristiana, finalizzata a "ingannare" il popolo. In realtà, in qualunque incontro tra culture diverse fenomeni di assimilazione e sostituzione sono comuni. Nella fattispecie, il cristianesimo primitivo ha assunto e "battezzato" diversi elementi della cultura greco romana, come p.es. i termini "tempio", "sacerdote", "pontefice", l'aureola, i concetti di sostanza, logos, anima (separata dal corpo), o i numerosi templi pagani dell'impero non distrutti ma convertiti al culto cristiano. In epoca più recente, si pensi p.es. alla socialista festa dei lavoratori del 1º maggio, alla quale è stata sovrapposta nel 1955 la festa di San Giuseppe Artigiano. L'inculturazione della fede è un fenomeno normale, comune e legittimo della vita della Chiesa.
  • un motivo allegorico-simbolico indiretto: l'associazione tra Gesù e il sole passando per la festività della domenica. Il "giorno del sole" (Dies Solis) del calendario romano (sopravvissuto p.es. nell'inglese sunday, tedesco sonntag) venne dichiarato giorno di riposo e festività da Costantino (7 marzo 321).[64] Nell'editto non viene presentato l'accostamento tra la domenica e il primo giorno dopo il sabato nel quale risorse Gesù, festeggiato dai cristiani (per l'esplicita connessione occorre attendere Teodosio nel 386[65]). Tuttavia questa implicita e tacita associazione, forse voluta dal Costantino filo-cristiano per fare accettare la festività domenicale anche dai pagani, può aver rafforzato l'associazione Gesù-sole.
  • un motivo allegorico-simbolico diretto: l'associazione tra Gesù e il sole nascente (del solstizio d'inverno), sulla base di Mal 3,20 e Gv 8,12. Per esempio Agostino (m. 430) accetta la data del 25 dicembre con questa motivazione allegorica, commentando Gv 3,30: "Cristo nacque quando i giorni cominciano a crescere [25 dicembre], Giovanni nacque quando i giorni cominciano a decrescere [24 giugno]";[66] "questo giorno, a cominciare dal quale la luce del giorno aumenta sempre più, è figura pure dell'opera di Cristo [...]. L'eterno Creatore, nato nel tempo, non poteva non scegliere come suo giorno natalizio quello che veniva riferito al sole, creatura non eterna"[67] La sostituzione della festa pagana sembra comunque essere avvenuta con lentezza, dato che Papa Leone (m. 461) rimprovera con forza coloro che "nella nostra solennità di questo giorno non vedono la natività di Cristo ma il sorgere del nuovo sole".[68]
  • una coincidenza con l'ipotesi dell'incarnazione (e passione) di Gesù al 25 marzo (equinozio di primavera), che rimanda a un'origine cristiana della data del natale.

25 dicembre: origine cristiana[modifica | modifica sorgente]

L'ipotesi del Natale al 25 dicembre per sostituzione di elementi allegorici pagani appartiene ormai alla vulgata del sapere accademico e dell'uomo comune. Tuttavia, tra gli studiosi cristiani, è largamente diffusa l'ipotesi, relativamente recente (Duchesne, 1889[69]), di un'origine (sempre simbolica) di tale data a partire da elementi cristiani, sovrapponibili a quelli pagani.

L'ipotesi è che si sia arrivati alla data di nascita di Cristo partendo da quella che si credeva essere la data di morte. A tal proposito, tra le molteplici (come per il natale) tradizioni circa il giorno della morte attestate negli scrittori antichi (21 o 23 marzo, 6 o 9 o 13 o 19 aprile), la data del 25 marzo (8º giorno alle calende d'Aprile) dell'anno 29 è citata da Tertulliano, attorno al 207,[70] dunque più di un secolo prima della prima indicazione del Natale al 25 dicembre del Calendario filocaliano. L'informazione di Tertulliano è sicuramente non storica: a parte il fatto che l'opinione degli studiosi per la data della morte di Gesù converge a venerdì 7 aprile del 30, tra il 29 e il 35 non ci sono giorni di venerdì 25 marzo compatibili con la Pasqua ebraica. Il calcolo soggiacente all'indicazione della morte di Gesù riportata da Tertulliano deve essere stato simbolico, facendola coincidere con l'equinozio di primavera del calendario romano e con la ipotetica data della creazione del mondo. Assumendo l'ipotesi che la vita di Gesù sia stata di un numero intero di anni, dato che le frazioni possono essere considerate imperfette, ne potrebbe essere derivata l'incarnazione al 25 marzo, e la nascita al 25 dicembre.

Rispetto all'ipotesi dell'origine pagana, la teoria di Duchesne ha il pregio di basarsi sull'effettiva priorità dell'attestazione nelle fonti storiche della data del 25 marzo (morte e incarnazione) rispetto al 25 dicembre (nascita). Di contro, la testimonianza di Tertulliano, per quanto antica, appare isolata, e il ragionamento effettuato dallo studioso (dalla morte all'incarnazione supponendo un numero intero e dunque più "perfetto" di anni di Gesù), per quanto plausibile, non è esplicitato né dallo scrittore africano né da altri Padri.

Le due teorie tuttavia non sono del tutto incompatibili: è possibile che in alcune zone della cristianità (Africa) sia stata ricordata la passione di Gesù al 25 marzo (equinozio di primavera), che ha portato a ipotizzare una natività al 25 dicembre (solstizio d'inverno), data che (tra le molte ipotizzate nell'antichità) ha avuto particolare fortuna per il suo intrinseco significato simbolico di vittoria sulle tenebre e per la necessità pastorale di sostituire la festa pagana del Sole Invitto. Oggi diversi altri studiosi hanno tentato una ricostruzione plausibile della data di nascita di Gesù, arrivando a ritenere verosimile il 25 dicembre[71][72][73].

Scoperte archeologiche[modifica | modifica sorgente]

Secondo alcuni studiosi la data del 25 dicembre potrebbe comunque almeno avvicinarsi a quella vera calcolata grazie al Calendario di Qumran e al ritrovamento del Libro dei Giubilei (II secolo a.C.) a Qumran.[74]

La stella di Betlemme[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stella di Betlemme.

Sono stati fatti diversi tentativi di identificare la "stella" vista dai Re Magi (Mt 2,1-12) con un evento astronomico noto: questo consentirebbe di determinare con maggiore precisione la data della nascita di Gesù.

Il fondamento storico del racconto è tuttavia discusso. Storici non cristiani e alcuni biblisti cristiani lo vedono come un particolare simbolico più che reale. Altri biblisti cristiani ne ammettono la veridicità, e in particolare sarebbe da identificare con una Congiunzione di Giove, Saturno e Marte verificatasi per tre volte in pochi mesi nella costellazione dei Pesci nel 7 a.C.[75] Secondo le teorie astrologiche dell'epoca, infatti, i Pesci rappresentavano il regno di Giuda e Giove poteva segnalare una nascita regale.

Altre ipotesi hanno identificato l' "astro" con la cometa di Halley; essa tuttavia passò nel 12 a.C., il che sembra essere troppo presto. Secondo altri potrebbe essere stata una nova: gli annali astronomici cinesi e coreani riportano un evento simile nel 5 a.C.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^
    « The true birth date of Christ is unknown. »
    (Susan K. Roll. Christmas and its cycle in The New Catholic Encyclopedia, vol.3. NY, Gale, 2003, pag. 551)
  2. ^ a b c Così p.es. Bibbia TOB, p. 2917 e Bibbia di Gerusalemme, p. 2674. Rinaldo Fabris (Gesù di Nazareth, p. 91) propone il 6-5 a.C. non tenendo conto per la sua problematicità del censimento di Quirinio. Anche J.P. Meier (Un ebreo marginale. Ripensare il Gesù storico, vol. 1, Le radici del problema e della persona, Brescia 2001, p. 363) non tiene conto del censimento e conclude con un generico "l'impressione complessiva creata da questi racconti è che Gesù nacque qualche anno - ma non molti anni - prima che Erode morisse".
  3. ^ a b c Giovanni Filoramo ("Cristianesimo", Mondadori Electa, 2007, pag. 24) data la nascita verso il 6 a.C. , mentre Chester G. Starr ("Storia del mondo antico", Editori Riuniti, 1977, pag. 611) indica il 4 a.C. sia pure con riserva in relazione al censimento. Etienne Trocmé (in Henri-Charles Puech, "Storia del Cristianesimo", Laterza 1983, ed. Oscar 1992, pagg. 42 e 46) colloca anch'egli la nascita al 4 a.C.. Darrell L. Bock ("Studying the Historical Jesus: A Guide to Sources and Methods", Baker Academic, 2002, pag. 77) propone infine una datazione al 6-4 a.C.
  4. ^ La datazione è stata contestata, ad esempio, da Giorgio Fedalto, ordinario di Storia del Cristianesimo all'Università di Padova, nello studio citato in bibliografia
  5. ^ Secondo Joseph F. Kelly «in 336 the local church at Rome proclaimed December 25 as the dies natalis Christi». Lo stesso autore precisa che «the document containing the affirmation of December 25 as the dies Natalis Christi in 336 is called "The Cronograph of 354"» (Cfr. Joseph F. Kelly, The Origins of Christmas, p. 64)
  6. ^ Bruce David Forbes precisa che il Cronografo fu compilato nel 354, e «complicated scholarly arguments hold that selected documents within it date from 336, so it appears that by either 336 or 354, December 25 had become a recognized date for Christ's birthday in the Roman church» («complesse argomentazioni accademiche sostengono che taluni documenti al suo interno datino al 336, pertanto risulta che al 336 o al 354, il 25 dicembre era diventato la data riconosciuta della nascita di Cristo all'interno della Chiesa di Roma») (Cfr. Bruce David Forbes, In Christmas: A Candid History, p. 26)
  7. ^ Jo Robinson and Jean Coppock Staheli, Unplug the Christmas machine, New York, 1991, cap. 4
  8. ^ La redazione definitiva del Cronografo è del 354, ma la datazione del Natale risale al 336 in quanto, secondo Jedin e Dolan, «the so-called Chronographus of 354, which took this notice from a model going back to the age of Constantine (336)» (Cfr. Hubert Jedin, John Patrick Dolan, History of the Church: The imperial church from Constantine to the Early Middle Ages, Volume 2, Burns & Oates, 1980)
  9. ^ La datazione della morte di Erode al 4 a.C., desumibile da alcune indicazioni di Giuseppe Flavio, è l'ipotesi che trova maggiore credito e diffusione tra gli storici. Le monete emesse dai suoi successori, infatti, segnalano il 4 a.C. come anno d'inizio del loro regno. Flavio, inoltre, dichiara che Erode morì poco dopo un'eclissi di luna. Questa indicazione è poco utile perché in quegli anni vi furono numerose eclissi, fra cui appunto una il 13 marzo del 4 a.C. Cfr. Timothy David Barnes, The Date of Herod’s Death in Journal of Theological Studies, n. 19, 1968, pp. 204–19. e P. M. Bernegger, Affirmation of Herod’s Death in 4 B.C. in Journal of Theological Studies, n. 34, 1983, pp. 526–31. .
  10. ^ Per un articolo recente che sostiene la data del 1 a.C. cfr. Andrew Steinmann, When Did Herod the Great Reign? in Novum Testamentum, vol. 51, n. 1, 2009, pp. 1-29(29).
  11. ^ Contro le eresie 3,21,3 (tr. ing.)
  12. ^ a b c d e f g h i Contato dalla morte di Cesare, 44 a.C.
  13. ^ a b c d e Stromata 1,21, tr. ing.. Per l'interpretazione di questo passo occorre ricordare che il battesimo di Gesù, l'Epifania e l'annuncio degli angeli ai pastori in occasione della nascita erano festeggiati simultaneamente come manifestazioni della divinità di Gesù. Ciò era facilitato da alcune varianti del Vangelo di Luca, dalle quali il battesimo sembra aver avuto luogo nello stesso giorno della nascita (cfr. voce Christmas e voce Epiphany nella Catholic Encyclopedia. Alcune di queste date sono però inattendibili (vedi discussione)
  14. ^ a b Calendario giuliano di 365 giorni e un quarto.
  15. ^ a b Calendario egizio "vago" di 365 giorni fissi.
  16. ^ Contato dall'inizio del regno di Augusto in Egitto alla morte di Cleopatra nel 30 a.C.
  17. ^ a b c Solo secondo il calendario alessandrino, seguito nella voce Christmas nella Catholic Encyclopedia.
  18. ^ 25 secondo il calendario egizio "vago" del quadriennio 200-203 d.C., 28 secondo quello del quadriennio 188-191. Non conoscendo l'anno esatto, in cui scrive o comunque a cui era riferita la notizia di Clemente d'Alessandria, questi due quadrienni definiscono gli estremi dell'intervallo più ragionevole.
  19. ^ Questa data coincide con la Pasqua del 2 a.C. (cfr. Spring Phenomena). L'equivalenza con la data egizia vale nel calendario alessadrino seguito anche dalla voce Christmas della Catholic Encyclopedia.
  20. ^ a b Ippolito di Roma, Commentario su Daniele IV,23,3 (greco, tedesco). Questo passo è considerato dalla maggior parte degli esegeti interpolato (Cfr. B. ALTANER, Patrologia, Casale, 1977, p. 169, che segue il parere di O. Bardenhewer e F. X. Funk). Altri lo vedono come autentico (W. Bauer, A. Harnack), come anche l'editore del testo critico M. Lefèvre (Paris, 1947). Nel più antico manoscritto pervenutoci, del X secolo, il passo contiene la frase "pro tessaron aprilion", che rappresenta verosimilmente la lezione più antica e originale (Talley, T.J. (1986). The origins of the liturgical year, p. 86 online; Roll, S.K. (1995). Toward the origins of Christmas. Kampen (NL), p. 80, online), mentre in altri manoscritti più recenti a questi è aggiunta la data del 25 dicembre, verosimilmente una glossa di un copista poi finita in corpo al testo. Oltre al criterio dell'antichità, l'originalità della data del 2 aprile è suggerita anche dal criterio della lectio difficilior: è più facile infatti che un copista abbia aggiunto la tradizionale data del 25 dicembre all'inusuale lezione originaria, che non il contrario. Si osservi, tuttavia, che il 2 aprile è esattamente 266 giorni prima del 25 dicembre e corrisponde quindi ragionevolmente alla data del concepimento, la vera incarnazione per i cristiani
  21. ^ Contro i Giudei 8 tr.ing..
  22. ^ Contro Marcione 4,19 tr. ing.: "Sed et census con­stat actos sub Augusto tunc in ludea per Sentium Saturninum, apud quos genus eius inquirere potuissent " cioè "Ma è noto che in quel tempo in Giudea fu fatto sotto Augusto per opera di Senzio Saturnino anche un censimento, tramite il quale potessero verificare la sua stirpe".
  23. ^ Cronografia, frammento 18 tr. ing.. I frammenti ci sono pervenuti in maniera indiretta e corrotti.
  24. ^ La stima è indiretta: colloca la "venuta" di Gesù (intesa come non la nascita ma inizio del ministero o la morte-risurrezione) 5531 anni dopo la creazione del mondo e Adamo, 70 settimane (l'intento implicito è quello di dimostrare l'autenticità della profezia delle 70 settimane di Dn 9,24-27) di anni (ebraici) cioè 475 anni (solari di 365 e un quarto) dopo Artaserse, nel 16º anno di Tiberio (probabilmente 29 d.C.), secondo anno della 102ª olimpiade (?). Si può ipotizzare una sua affermazione della nascita di Gesù alla cifra tonda del 5500º anno dopo Adamo.
  25. ^ "Ecce iterum jam vere credamns quod V kl. april. secundu carnem natus sit Christus: in quo die probavimus solem factumm", (De pascha computus, Circa il computo della Pasqua 19, PL vol. 4, col 963, online). Questo autore anonimo sceglie il giorno solo perché nella tradizione ebraica il 28 marzo era anche il quarto giorno della creazione, nel quale fu creato il sole.
  26. ^ Cronache, PG vol 19, col. 530.
  27. ^ St. eccl. 1,5,2, tr. ing.
  28. ^ Il testo è in Monumenta Germaniae Historica. Auctores Antiquissimi, IX (parte I; 1892) pp. 13-196. Riprodotto in C. KIRCH, Enchiridion fontium historiae ecclesiasticae antiquae, Friburgi, 1965, *544.
  29. ^ "De solstitiis et aequinoctiis", cit. da Noel, Epiphanie: retour du Christ, Paris, 1966, p. 99.
  30. ^ Panarion 51,22; 51,24
  31. ^ Circa l'anno del natale di Cristo e l'anno della passione di Cristo, PG vol. 13, col. 902.
  32. ^ Interpretazione della cronaca di Eusebio, PL vol. 27, col. 559.
  33. ^ Storia sacra, PL vol. 20, col. 144.
  34. ^ Agostino, De Trinitate 4,5,9, latino, italiano.
  35. ^ Storia contro i pagani 1,1 lat; 7,2; 7,3 lat
  36. ^ Cronache, PL vol. 64, col. 1228.
  37. ^ Cronografia, PG vol. 97 col. 351.
  38. ^ Origene, Ottava omelia sul levitico 3,2.
  39. ^ Susan K. Roll, Toward the origins of Christmas, 1995.
  40. ^ Ἡ κατὰ σάρκα τοῦ Χριστοῦ γέννησις. Ἀπὸ γὰρ ταύτης τὰ Θεοφάνια, καὶ τὸ Πάσχα τὸ ἱερὸν, καὶ ἡ Ἀνάληψις, καὶ ἡ Πεντηκοστὴ τὴν ἀρχὴν καὶ τὴν ὑπόθεσιν ἔλαβον. Εἰ γὰρ μὴ ἐτέχθη κατὰ σάρκα ὁ Χριστὸς, οὐκ ἂν ἐβαπτίσθη, ὅπερ ἐστὶ τὰ Θεοφάνια· οὐκ ἂν ἐσταυρώθη, ὅπερ ἐστὶ τὸ Πάσχα· οὐκ [48.753] ἂν τὸ Πνεῦμα κατέπεμψεν, ὅπερ ἐστὶν ἡ Πεντηκοστή. Ὥστε ἐντεῦθεν, ὥσπερ ἀπό τινος πηγῆς, ποταμοὶ διάφοροι ῥυέντες, αὗται ἐτέχθησαν ἡμῖν αἱ ἑορταί" (Crisostomo, Omelia 6 De beato Philogonio (PG 48,752-3, online).
  41. ^ Cfr. anche Joseph Ratzinger, "Immagini di speranza. Le feste cristiane in compagnia del Papa", ed. San Paolo, 2005, p. 10 (scrive Ratzinger: «Il primo ad affermare con certezza che Gesù nacque il 25 dicembre è stato Ippolito di Roma nel suo commento a Daniele, scritto verso il 204»)
  42. ^ Lo studioso Paul de Lagarde ha evidenziato come la data del 25 dicembre era presumibilmente calcolata in Occidente già nel 221, nella Cronografia di Sesto Giulio Africano (cfr. Susan K. Roll, Toward the Origin of Christmas, 1995, p.79)
  43. ^ Voce "Christmas" su Encyclopædia Britannica, online.
  44. ^ Cit. p.es. da Roll, S.K. (1995). Toward the origins of Christmas. Kampen (NL), p. 87 (online).
  45. ^ Talley, T.J. (1986). The origins of the liturgical year. New York, p. 157 (online). Anche nel passo (fr. 18) sopra riportato di Africano non è chiaramente presente l'indicazione al 25 marzo.
  46. ^ La traduzione della glossa recita: «Il Signore nacque nel mese di gennaio, nel giorno nel quale celebriamo l'Epifania [6 gennaio], in quanto gli antichi sostenevano che la Natività e l'Epifania erano nello stesso giorno, poiché è nato e battezzato nello stesso giorno. Ancora oggi gli Armeni celebrano le due feste nello stesso giorno. A questi devono essere aggiunti i Dottori, che parlano nello stesso tempo dell'una o altra festa. La ragione per cui i Padri spostarono la solennità dal 6 gennaio al 25 dicembre, si dice essere la seguente. Era usanza dei Pagani celebrare al 25 dicembre la festa della nascita del sole. Per celebrare la solennità, avevano l'usanza di accendere falò e invitare i Cristiani a prendere parte ai riti. Quando dunque i Dottori notarono che i Cristiani erano vinti da questa usanza, decisero di celebrare la festa nello stesso giorno. Il 6 di gennaio facevano la celebrazione dell'Epifania. Hanno mantenuto questa usanza sino ad oggi col rito del falò», cit. Talley, T.J. (1986). The origins of the liturgical year, p. 101 (online).
  47. ^ Usener, H. (1911). Das Weihnachtsfest. Bonn; Botte, B. (1963). Les origines de la Noël et de l'Epiphanie. Lovanio
  48. ^ Secondo alcuni di loro il Sol Invictus non fu sempre celebrato il 25 dicembre, ma anche il mese di ottobre (Cfr. M. R. Salzman, New Evidence for the Dating of the Calendar at Santa Maria Maggiore in Rome, Transactions of the American Philological Association (111) 1981, pp. 215-227, a p. 221), il 19 dicembre (Cfr. Lucio De Giovanni, Costantino e il mondo pagano: studi di política e legislazione, M. D'Auria Editore, 1989), il 9 agosto o il 28 agosto (Cfr. Thomas J. Talley, “The Day of His Coming”, From The Origins of the Liturgical Year, Pueblo Books, Liturgical Press, Collegeville: 1986 and 1991, Part Two, §§1-6, pp. 79-103)
  49. ^ Giuseppe Flavio, Antichità Giudaiche 7,365.
  50. ^ Browne, H. (1844). Ordo saeclorum, London, p. 33 ss (online).
  51. ^ Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, VI 220-270; Mishna 3,298,3.
  52. ^ Crisostomo, Omelia sul Natale
  53. ^ Lewin, T. (1865). Fasti sacri, London, p. 29* ss. (online).
  54. ^ Gesù il Salvatore. Luoghi e tempi della sua venuta nella storia, (Cantagalli, 2008).
  55. ^ Documentazione Interdisciplinare di Scienza e Fede - Gesù di Nazaret è nato il 25 dicembre?. URL consultato il 3 novembre 2013.
  56. ^ Historia Augusta, Aurelianus, 35,3 (latino, inglese).
  57. ^ Quintilliano, Institutio Oratoria, I.7.12 (inglese); Tacitus, Annali, XV.74 (inglese); Tertulliano, De Spectaculis, VIII.1 (italiano).
  58. ^ Erodiano, Storia Romana 5,5 (inglese); Historia Augusta, Heliogabalus, 6,7 (latino).
  59. ^ CIL VI 715 (online).
  60. ^ La data del 354 (o meglio, l'equivalente secondo il calendario romano) non è esplicitamente contenuta nel documento ma è il termine delle varie liste cronologiche in esso contenute. Alcune liste sono però aggiornamenti di liste precedenti, v. dopo.
  61. ^ Calendario filocaliano, parte sesta (online).
  62. ^ Nella Depositio Episcoporum (parte undicesima del calendario filocaliano, online), verosimilmente coeva alla Depositio Martyrum, le date della morte di papa Marco (336) e papa Giulio (352) sono fuori dall'ordine cronologico mensile, e sono comunemente considerate aggiunte apportate nella redazione definitiva del 354. Questo porta a considerare la lista originale come composta dopo la morte di Papa Silvestro I (31 dicembre 335), incluso nella lista in maniera ordinaria, e prima della morte di Papa Marco (7 ottobre 336), aggiunto successivamente.
  63. ^ Calendario filocaliano, parte dodicesima (online).
  64. ^ "Omnes judices, urbanaeque plebes et cunctarum artium officia venerabili die Solis quiescant. Ruri tamen positi agrorum culturae libere licenterque inserviant, quoniam frequenter evenit, ut non aptius alio die frumenta sulcis aut vineae scrobibus mandentur, ne occasione momenti pereat commoditas coelesti provisione concessa. Dat. Non. Mart. Crispo ii. et Constantino ii. Coss." (Codex Justinianus, III.12.2, cit. da Schaff, P. (1889) History of the Christian Church, online).
  65. ^ "Imppp. Gratianus, Valentinianus et Theodosius aaa. ad Principium praefectum praetorio. Solis die, quem dominicum rite dixere maiores, omnium omnino litium, negotiorum, conventionum quiescat intentio; debitum publicum privatumque nullus efflagitet; nec apud ipsos quidem arbitros vel iudiciis flagitatos vel sponte delectos ulla sit agnitio iurgiorum. Et non modo notabilis, verum etiam sacrilegus iudicetur, qui a sanctae religionis instinctu rituve deflexerit. Proposita iii non. nov. Aquileiae, accepta viii k. dec. Romae Honorio n. p. et Evodio conss." (3 novembre 386) (Codex Theodosianus, II.8.18, online).
  66. ^ "Deinde natus est Christus cum iam inciperent crescere dies, natus est Ioannes quando coeperunt minui dies" (Agostino, Commento al Vangelo di San Giovanni 14,5, online).
  67. ^ "Nam et ipse dies a quo deinceps incrementum lucis accipit dies, opus Christi significat [...]. Aeterno quippe Creatori in tempore creato ille dies debuit esse natalis, cui creatura congrueret temporalis." (Agostino, Discorso 186,3, online).
  68. ^ "quibus haec dies solemnitatis nostrae, non tam de nativitate Christi, quam de novi, ut dicunt, solis ortu honorabilis videatur" (Papa Leone, Sermone 22,6, latino, inglese).
  69. ^ Duchesne, L. (1889). Origines du culte chrétien. Étude sur la liturgie latine avant Charlemagne. Parigi: pp. 247-, online.
  70. ^ "Quae passio Christi [huius exterminium] intra tempora LXX ebdomadarum perfecta est sub Tiberio Caesare, consulibus Rubellio Gemino et Rufio Gemino mense Martio temporibus paschae, die octavo Kalendarum Aprilium" (Tertulliano, Contro i Giudei 8,18, online).
  71. ^ Carsten Peter Thiede, La nascita del cristianesimo, Milano 1999, pp 267-322
  72. ^ Antonio Ammassari, Alle origini del calendario natalizio, in Euntes Docete 45, 1992, pp. 11-16
  73. ^ Giorgio Fedalto, Storia e metastoria del cristianesimo, Verona 2006, pp 39/58
  74. ^ Gesù nacque la notte del 25 dicembre. Lo dicono gli storici e l'archeologia
  75. ^ Tesi ripresa anche da Joseph Ratzinger nel libro L'infanzia di Gesù, ediz. Rizzoli, 2012, pag. 155

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • José Miguel Garcia, La vita di Gesù nel testo aramaico dei Vangeli, BUR, 2005.
  • Giorgio Fedalto, Quando festeggiare il 2000, Edizioni S. Paolo, Cinisello Balsamo, 2000.
  • Dario Bazec, La cronologia dei Vangeli secondo il calendario ebraico, Edizioni "Italo Svevo", Trieste, 2001, pagg. 89 – 128.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]