Segno della croce

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Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Croce cristiana.
Cristo benedicente nel mosaico di Sant'Apollinare in Classe, Ravenna.

Il segno della croce è un gesto cristiano che consiste nel tracciare con un dito o con tutta la mano un segno in forma di croce sopra il proprio corpo o nell'aria nella direzione di altre persone o cose.

In un certo senso il primo segno di croce, ricordato da tutti i successivi, fu quello dello stesso Cristo: egli «si è lasciato inchiodare sulla croce» stendendo «le braccia fra il cielo e la terra in segno di perenne alleanza» [1].

Occorre, anzitutto, distinguere fra il grande segno di croce, quello più usuale oggi, e il piccolo segno di croce, più antico, ma tuttora in uso. Molto spesso il segno della croce è accompagnato da una formula trinitaria, delle quali la più conosciuta è «Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo».

Il Segno della Croce e' tracciato:

  • prima di entrare o uscire dalla porta di ingresso a un luogo dove e' presente l'Eucaristia, o sacro (Chiesa, oratorio, Camposanto);
  • mentre si avvicina o si sta per allontanare dal Tabernacolo in cui e' custodito il Santissimo Sacramento, davanti a reliquie o altari minori dedicati a Santi;
  • all'inizio e fine di una celebrazione religiosa (Santa Messa, Santo Rosario, ecc.);
  • per invocare la benedizione del Dio Uno e Trino;
  • prima di iniziare qualsiasi preghiera, dovunque ci si trovi: sia comunitaria sia singola, anche in luogo aperto o nella propria abitazione;
  • durante l' esorcismo (Preghiera a San Michele) in una dimora privata o davanti una persona, che chiedono la liberazione dai demoni;
  • per la benedizione di famiglie o loro beni, a protezione preventiva contro i demoni, mali dell'anima e del corpo ds loro indotti, e per bloccare l'azione esoterica di loro umani ministri e servitori.

L'usanza cristiana del Segno della Croce e' antichissima: infatti, risale almeno tra il IV° o V°secolo dopo la nascita di Cristo.

Il piccolo segno di croce[modifica | modifica wikitesto]

L'uso di tracciare un piccolo segno di croce con il dito pollice (o l'indice) della mano destra è antichissimo e fu ispirato da un passo del libro del profeta Ezechiele, che molti testi dei Padri della Chiesa collegarono alla croce di Cristo e a passi analoghi dell'Apocalisse [2]. Secondo Ezechiele:

« Il Signore gli disse: "Passa in mezzo alla città, in mezzo a Gerusalemme e segna un tau sulla fronte degli uomini che sospirano e piangono per tutti gli abomini che vi si compiono"[3] »

La lettera "tau", corrispondente alla "T" del nostro alfabeto, è l'ultima lettera dell'alfabeto ebraico e rappresenta (come la "omega" greca) Dio nella sua perfezione. Sino all'epoca di Cristo questa lettera era tracciata proprio come una croce. In questo passo appare come i fedeli a Dio, coloro cioè che non si arrendono al peccato, vengono segnati con un segno speciale, esterno, che aveva forma simile alla nostra croce, per essere subito riconosciuti da Dio.

Tertulliano (160-220), ad esempio, attesta nella Traditio che i cristiani usavano segnarsi la fronte contro le tentazioni del demonio. Ma egli attesta pure che il segno era diffuso anche fuori dell'ambiente liturgico. Scriveva:

« Se ci mettiamo in cammino, se usciamo od entriamo, se ci vestiamo, se ci laviamo o andiamo a mensa, a letto, se ci poniamo a sedere, in queste e in tutte le nostre azioni ci segniamo la fronte col segno di croce.[4] »

Così attestano anche Marco Minucio Felice e Clemente di Alessandria.

L'uso del segno di croce è attestato anche negli Atti gnostici di San Giovanni, di San Tommaso, di San Pietro, tutti del II secolo.

Già nei secoli IV-V si benedicevano con il pollice anche oggetti distanti dalla persona e gli ammalati venivano segnati con la croce sulle membra dolenti. Nello stesso periodo, inoltre, Gaudenzio di Brescia parla della triplice croce (tre croci fatte sul cuore, sulla fronte, sulle labbra); un atto liturgico tuttora utilizzato nella Messa di Rito romano e ambrosiano prima della lettura del Vangelo.

Il grande segno di croce[modifica | modifica wikitesto]

In una chiesa di rito bizantino a Düsseldorf, una donna (al centro) si fa il segno della croce.
Posizione delle dita della mano, mentre si traccia il Segno della Croce secondo l'uso bizantino.

Oltre al piccolo segno di croce, più tardi (verso il X secolo, forse inizialmente nell'ambiente monastico) fu introdotto nella liturgia il grande segno di croce. Probabilmente l'uso extra-liturgico di questo gesto esisteva già dal V secolo.

Il Segno della Croce e' fatto da due movimenti:

  • un movimento verticale: dalla fronte allo stomaco,
  • un movimento orizzontale: da una spalla all'altra.

I cattolici muovono dalla spalla sinistra alla spalla destra; gli ortodossi, al contrario, toccano prima la spalla destra e poi la sinistra.

Nell'uso bizantino, si usano le prime tre dita della mano destra: dito indice e medio toccano il pollice, anulare e mignolo restano chiusi. Cio' vale sia mentre la mano e' "immersa" nell'acqua benedetta, sia mentre si traccia dopo il segno vero e proprio.

Il Segno della Croce può essere tracciato con la mano sulle persone o anche sulle cose, in segno di benedizione. Mentre in Occidente si usa fare le benedizioni con la sola mano (non durante gli esorcismi), gli ortodossi orientali preferiscono benedire tenendo nella mano destra una croce.

La mano destra, con la quale si traccia il Segno della Croce, prima si asperge nell'acquasantiera, che si trova subito all' entrata del luogo di culto, se vi e' presente l'acqua benedetta: comune acqua all'inizio, resa poi un potente sacramentale se benedetta dalla breve preghiera, del sacerdote. L'acqua benedetta era usata anche negli esorcismi, e svolge quindi una funzione di purificazione, prima di mettere piede in un luogo sacro.

Simili riti purificatori sono previsti anche in altre religioni (prescrizioni igieniche e abluzioni in acqua prima di entrare nel Tempio nell'Antico Testamento; nell'Islam, regole alimentari e svestizione delle scarpe prima di entrare in Moschea, ecc.).

Ora, il Segno della Croce si traccia portando la mano destra (aperta e bagnata da qualche goccia di acqua benedetta) alla fronte, poi al petto (o anche al ventre) e infine alle spalle. Il gesto viene accompagnato da una preghiera, da dire ad alta voce e, dove non e' possibile, a mente.

Nello stesso tempo, si pronunciano le parole:

  • Nel nome del Padre: mentre la mano destra tocca la fronte,
  • del Figlio: mentre la mano destra tocca il ventre,
  • e dello Spirito: mentre la mano destra tocca la spalla sinistra,
  • Santo: mentre la mano destra tocca la spalla destra.
  • Amen: mani aperte e giunte tra loro. In genere si compie una genuflessione col ginocchio destro fino a terra, guardando rivolti verso il Santissimo Sacramento, che e' la sede della Divina Presenza e il centro del vivere ecclesiale.

La testa e il collo possono essere leggermente piegati in basso, avendo prima di tutto la cura e la minima attenzione di non indossare nulla che possa coprire il volto (cappelli, cappuccio, occhiali da sole, cuffie, ecc.); oltre alla norma di buona educazione e di rispetto, che richiede di indossare, per quanto possibile, un abbigliamento consono al luogo.

Fra le frasi piu' antiche pronunciate vi è l'antichissima formula evangelica per la invocazione della Sacrosantissima Trinita': In nomine Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen, cioè "nel nome del Padre (testa), del Figlio (petto) e dello Spirito Santo (spalle). Amen (mani giunte sul petto)"; tale formula di orazione unita inscindibilmente al segno stesso, costituisce il riassunto e la sintesi dei due Misteri principali della fede cristiana. Altre antiche formule, usate fino ad ora nella liturgia cattolica, sono: Adiutorium nostrum in nomine Domini; Domine, labia mea aperies; Deus, in adiutorium meum intende.

Altra formula trinitaria e' la seguente: Nel Nome di Dio:
Padre Dio,
Figlio Dio,
Spirito Santo Dio
Amen.

La parola "Dio" viene aggiunta a ognuna delle Tre Divine Persone della Sacrosantissima Trinita', a ricordare che ognuna di Esse e' (tutto) Dio.

Il Segno della Croce viene tracciato, anche nel Camposanto, per tutti i credenti, sacerdoti e laici che sono consacrati a Cristo, principale manifestazione di Dio nella stiria umana.

Non sono rari infatti gli epitaffi con il segno +. In questo modo, segnati nel battesimo con la croce, dopo la morte testimoniano ai viventi, la loro ferma fede nel Corpo Mistico del Cristo risorto, e l'attesa certa della loro anima viva in Purgatorio o Paradiso, per la resurrezione della carne.

Varianti del segno[modifica | modifica wikitesto]

Posizione delle dita durante il segno della croce nella tradizione orientale ortodossa.

Nei secoli e fra le diverse confessioni cristiane e i diversi riti sono state utilizzate forme leggermente diverse dello stesso segno. I cristiani di rito bizantino (cattolici e ortodossi) toccano prima la spalla destra, mentre i cattolici di Rito latino toccano per prima la spalla sinistra. Inoltre i cristiani di rito bizantino tengono il palmo disteso con pollice, indice e medio tesi e riuniti in avanti, mentre anulare e mignolo sono piegati e poggiati sul palmo [5]. Le tre dita congiunte simboleggiano la Trinità. I cattolici di rito latino, invece, tengono tutte le cinque dita distese in ricordo delle cinque piaghe di Cristo.

Il segno di croce nell'ambito protestante[modifica | modifica wikitesto]

Il segno della croce è utilizzato nella liturgia della chiesa luterana e anglicana ed è praticato solamente nella confessione metodista. Viene respinto da tutte le altre chiese protestanti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Messale Romano, seconda edizione italiana, "Preghiera Eucaristica della Riconciliazione - I"
  2. ^ Apocalisse, 7,3; 9,4; 14,1
  3. ^ Ezechiele 9,4
  4. ^ TERTULLIANO, De corona, III, (PL II, 80A)
  5. ^ Il segno della croce nella tradizione degli Antichi Credenti, su geocities.com. (archiviato dall'url originale l'11 agosto 2006).

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