Flagellazione

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando le opere d'arte correlate, vedi Flagellazione di Cristo.

La flagellazione è un atto di punizione corporale (dal latino flagellum, frusta). Si distingue etimologicamente dalla fustigazione (dal latino Fustis, bastone) che prevede l'uso di verghe.

In modo specifico, il flagello nel tempo ha assunto la caratteristica di frusta a più appendici, storicamente il gatto a nove code e in tempi più recenti anglicizzato ed associato, per similarità d'aspetto al flogger un tipo di frusta moderno il cui scopo è più mirato alla sensazione erotica che all'infliggere dolore. Storicamente la flagellazione è eseguita su soggetti restii, come strumento di tortura o come pena corporale; tuttavia, la flagellazione è anche utilizzata in modo consenziente nell'ambito BDSM, o compiuta su se stessi (autoflagellazione), durante pratiche religiose o sadomasochiste.

NB: L'uso delle parole Flagellazione e Fustigazione viene spesso confuso sia in italia che all'estero (che spesso richiama le stesse radici latine) nelle traduzioni letterali ed associato a qualsiasi pena corporale. Lo sviluppo di una "scena" BDSM internazionale ma non italiana ha aiutato ad etichettare e suddividere le diverse pratiche in lingua inglese, termini specifici diventati tecnici, mal o non tradotti nella nostra lingua.

Uso disciplinare e tortura[modifica | modifica sorgente]

Flagellazione è approssimativamente un sinonimo derivato dal flagellum della marina britannica, dove la fustigazione era una comune misura disciplinare che venne poi impropriamente associata al virile disprezzo per il dolore dei marinai.

Questa pratica, comune sulle navi britanniche, era probabilmente originaria del Medio Oriente, ma velocemente si diffuse in tutto il mondo antico. A Sparta, per esempio, i giovani la consideravano come un test della propria mascolinità. Gli Ebrei invece limitavano la fustigazione a quaranta colpi (Deuteronomio 25, 3): per evitare di commettere qualche errore di calcolo e quindi colpire più di quaranta volte la vittima, andando contro la legge, si fermavano a quaranta meno uno. Inoltre la flagellazione era controllata da un medico, che aveva il potere di fermare la tortura evitando così la morte della vittima. Le punizioni tramite una frusta o flagello erano comuni per tutti gli schiavi da parte dei loro padroni e sino all'evo contemporaneo anche per i cittadini liberi da parte di pubbliche autorità. Ancora nel XIX secolo era punizione comune per le persone sottomesse all'autorità di qualcuno, così i prigionieri, i militari, i marinai, i monaci, le monache, ecc.: anche se la pratica era stata bandita in Francia con la rivoluzione francese 1789, rimase in uso per periodi più o meno lunghi nel resto d'Europa e fu più dura a morire nei rapporti tra i genitori ed i propri figli. Si ricordi che solo nel 1831 l'ultimo soldato inglese subì la punizione della frusta, mentre la schiavitù fu abolita negli USA solo nel 1861, solo per riferirci agli stati più progressisti.

Durante l'Impero Romano, la flagellazione era normalmente eseguita prima della crocifissione: erano utilizzate comunemente fruste con piccoli pezzi di metallo oppure con delle ossa alle estremità. Questo stratagemma portava facilmente ad una deturpazione e seri traumi, come la lacerazione della pelle o la perdita di un occhio. Perdendo molto sangue, a causa delle ferite riportate, la vittima subiva un forte shock ipovolemico. I Romani riservavano questa tortura ai non cittadini, come stabilito nella lex Porcia e nella lex Sempronia, datate tra il 195 a.C. e il 123 a.C. Il poeta Orazio riporta l'horribile flagellum nelle sue Satire, descrivendo la fine di queste pratiche. Prima di allora la fustigazione prima della condanna a morte mediante taglio della testa era comune anche per i cittadini romani: in effetti i fasci littori (che precedevano ciascuno dei due consoli) simboleggiavano il potere di punire con le verghe in essi affasciate e di eseguire poi anche l'estrema punizione con il taglio della testa tramite la scure posta la centro di ciascun fascio littorio.

Tipicamente, in età romana, colui che doveva essere punito veniva legato ad una piccola colonna o ad un piccolo palo, così che potesse piegarvici sopra. Due lictores (o a volte quattro o sei) alternavano i colpi. Non c'era un limite alle sferzate inflitte: era il lictor a decidere, anche se normalmente non erano intenzionati ad uccidere la vittima. Ciò nonostante, Tito Livio, Svetonio e Giuseppe Flavio riportano casi di decessi sul posto, durante la flagellazione. Da molti autori, questa era riportata come una "semi-morte", anche perché dopo breve tempo, morivano. Cicerone riporta: "Sic ille adfectus illim tum pro mortuo sublatus perbrevi postea est mortuus." (Torturato in tal modo fu portato via da là come morto e pochissimo tempo dopo morì.)[1] Spesso la vittima veniva capovolta per permettere la flagellazione anche sul petto, anche se si procedeva con cautela perché la possibilità di infliggere un colpo mortale era molto elevata.

Mentre la flagellazione e molte altre forme di pene corporali sono ora punite in molti paesi Occidentali, questa pratica è ancora una forma comune di pena in molti paesi del mondo. In particolare nei paesi islamici. A Singapore o in Malesia, seppur con la supervisione di un medico, molti crimini sono puniti in questa maniera: vengono utilizzate delle canne di bambù. [1]

Schiavitù[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Schiavismo.
Cicatrici da flagellazione

Sia nei più recenti tempi moderni, che indietro nell'antichità, molte società hanno implementato nel loro sistema sociale la schiavitù, creando una vera e propria classe di schiavi. Questi schiavi erano l'ultimo gradino della piramide sociale e appartenevano, in molti casi, legalmente ai loro padroni che avevano il diritto di punirli a piacimento. La fustigazione, lungo tutta la storia, era uso comune nel punire gli schiavi.

Benché la grandissima crudeltà verso gli schiavi fosse generalmente accettata dalla tradizione romana, alcuni schiavi domestici erano trattati 'paternalmente', alla stregua di un individuo con pieni diritti civili: gli schiavi erano spesso un prezioso investimento, soprattutto quelli capaci di preziosi manufatti o molto istruiti, capaci di allevare i figli dei loro padroni.

Anche se la riforma e l'illuminismo resero con il tempo la schiavitù come una pratica inaccettabile per l'Europa civilizzata, la cosiddetta "tratta degli schiavi" americana rimase, così come la flagellazione. In modo particolare contro gli schiavi di colore, provenienti dall'Africa e diretti verso le Americhe, la fustigazione era considerata un buon metodo per incrementare disciplina e obbedienza nei destinatari. Tra le altre cose, la flagellazione era uno dei metodi per torturare le persone.

Relazioni con la religione[modifica | modifica sorgente]

Monaci flagellanti

Cristianità e Giudaismo[modifica | modifica sorgente]

La flagellazione rimanda, in contesto cristiano, alla flagellazione di Gesù, episodio in cui Gesù viene fustigato nella sala del pretorio di Ponzio Pilato. La pratica dell'umiliazione della carne, a scopi religiosi, include il cosiddetto movimento dei Cristiani Flagellanti del XIII secolo. Al giorno d'oggi utilizzano la "disciplina" i numerari dell'Opus Dei, in una sorta di autoflagellazione simbolica con l'uso un frustino leggero che non provoca danni, né fa sanguinare. Nella storia, il giudaismo non ha ricordo, né pratica, della flagellazione.

Estasi, mistica, ritualità[modifica | modifica sorgente]

Pratiche come l'inedia, il rifiuto di dormire e la flagellazione, possono indurre stati di alterazione: la fustigazione viene spesso usato per raggiungere l'estasi religiosa e mistica, come parte di pratiche rituali o cerimoniali, raggiungendo insoliti stati d'animo. Un utilizzo rituale e simbolico della flagellazione, in funzione desacralizzante, è citato da Erodoto (Storie, VII, 35) nell'episodio di flagellazione dell'Ellesponto messo in atto da Serse.

Flagello (FLOGGER) usato per pratiche BDSM

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ In Verrem V-142

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]