Bastone

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Louis Pascal di Henri de Toulouse-Lautrec, 1891.

Il bastone è un pezzo di legno più o meno lavorato. Nel suo impiego più comune, è usato per appoggiarsi camminando. Secondariamente, viene impiegato anche in alcuni sport per colpire e per eseguire esercizi ginnici. Se si tratta di un bastone ferrato, è munito di pomo e di puntale, per assicurare un migliore appoggio.

È utilizzato anche come scettro (bastone del comando).

Nello sport[modifica | modifica wikitesto]

Il bastone era un'arma più civile delle spade semplicemente perché non era affilato e non veniva usato per uccidere un avversario, ma piuttosto per stordirlo. Il bastone può essere di 2 tipi: il bastone singolo e il bastone doppio. Il bastone singolo o anche detto manganello era usato per stordire e per sedare le rivolte mentre il bastone doppio era più che altro una sorta di oggetto da torneo.

Arti marziali di bastone italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Bastone siciliano: l'antica arte siciliana della paranza, cioè del maneggiare il bastone ('u vastuni)[1] sia per attaccare che per difendersi, deriva da una tradizione dei pastori, in secoli passati anche per difendersi dai briganti. Un autorevole maestro di bastone siciliano fu il pastore, poeta e scultore Vito Presti[2], di Barcellona Pozzo di Gotto.
    • Il liu-bo è uno sport di combattimento basato sull'antico bastone siciliano. Il bastone è in legno di ulivo, arancio amaro, rosa selvatica detta anche "rusidda" o sorbo e viene usato, in base alle diverse tecniche, con una o con entrambe le mani. Nel 1999 il liu-bo entra a far parte del C.S.E.N. - Centro sportivo Educativo Nazionale, un ente di promozione Sportiva in Italia riconosciuto dal CONI[3].
  • Bastone genovese: si pratica con un bastone corto (di origine ottocentesca[4][5]) di circa 90 cm di lunghezza e con un bastone lungo di circa 120–130 cm di lunghezza. Il materiale adoperato per i bastoni da allenamento è il rattan, non facilmente scheggiabile.
  • Bastone pugliese: è un'arte marziale pugliese piuttosto vicina a quella del bastone siciliano o paranza, come tecniche e combattimento, ma i bastoni sono lunghi 4 piedi e sono più pesanti, e i colpi più semplificati. È riconosciuto dal CONI[6].
  • Varra o bastone napoletano: è un'arte marziale napoletana, che ha come finalità lo sviluppo motorio e la coordinazione del praticante, il rispetto delle regole, ma soprattutto l'espressione coreografica e dimostrativa di aspetti nascosti di una millenaria tradizione partenopea e di una Italia antica e rurale. L'arte della Varra prevede due 2 livelli di pratica, abilità e conoscenze: Livello base e il livello superiore. Il praticante è chiamato Lazzaro . Se il Lazzaro supera il primo livello acquisisce il titolo di Alarbo.
  • "A Varra" (parola derivante dal celtico“ bar “ che significa “ramo”) è un grosso e pesante bastone o randello, lungo circa 1.60 cm e diametro di 4–5 cm (con una estremità più grande rispetto all'altra), generalmente di castagno, con massa da 0.8 a 1.4 kg. Era usato nel napoletano sia per percuotere duramente (varrata) che per sbarrare l'uscio di casa o per fare "stine e zappa" (asta della zappa usata dai contadini). Le ultime rappresentazioni pubbliche dell'uso della Varra risalgono al 1650. Prima della rivolta napoletana del 1647, sulla piazza del mercato esisteva l'usanza, per celebrare la Madonna del Carmine e S. Giovanni a Mare, d'incendiare, dopo una specie di battaglia tra gruppi armati con lunghi bastoni, una torre di legno," il Castello" , precostruita e posta al centro della piazza. Nel Giugno 1647, Masaniello, grazie alle sue doti di abilità al comando, fu incaricato di istruire un gruppo di giovani lazzari a fare la parte dell'esercito degli infedeli (Alarbi), una delle squadre di giovani che si sarebbero contesi il possesso e il diritto di incendio del Castello, nella festa che si sarebbe fatta il 16 luglio. Proprio in quei giorni fu imposto un nuovo dazio sul pesce e il popolo napoletano, ormai allo stremo, si ribellò e il primo a farne le spese fu il Gabelliere Letizia che prese una sonora " Varrata" da Masaniello. Iniziò la rivolta la cui forza d'urto era inizialmente costituita da quei giovani addestrati all'arte della varra e le cui file vennero ingrossate da diseredati di ogni età. Masaniello che prese il sopravvento………..ridiede dignità al popolo per un breve periodo …ma sappiamo tutti come poi andò a finire. Sconfitto Masaniello, le autorità abolirono il rituale dello scontro e lasciarono solo quello della torre incendiata, arrivata fino ai nostri giorni. Evidentemente il gioco eccitava gli animi, abituava alla violenza, sollecitava alla ribellione; e questo impaurì i dominatori spagnoli che proibirono l'addestramento e lo scontro armato tra i gruppi. Di quest'arte, nata come difesa contro i saraceni, a noi sono arrivati solo frammenti attraverso racconti, gesti, e balli antichi.
  • La Varra oggi è una disciplina sportiva riconosciuto dall'ente di promozione sportiva ACSI [7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ wjjf-italia.it; La Sicilia, 2003
  2. ^ web.tiscali.it. Fu anche poeta dialettale, scrisse soprattutto poesie sul disagio sociale (vd. revestito.it) Nel 2006 il comune di Barcellona Pozzo di Gotto gli ha dedicato una via (vd. sicilia.com). Nel Maggio 2006 Letterio Tomarchio, maestro di Liu-bo, in ricordo di Presti organizzò una competizione sportiva al Palazzetto dello sport "Nino Alberti" di Barcellona Pozzo di Gotto vd. liu-bo.it.
  3. ^ csenartimarziali.com; conisicilia.it
  4. ^ ricerca.repubblica.it
  5. ^ Bastone Genovese - Sito Ufficiale
  6. ^ teleradioerre.it
  7. ^ EnteItalia su Bastone Napoletano....

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