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Gedeone (Bibbia)

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San Gedeone
Gedeone, dipinto di Maarten van Heemskerck (ca. 1550)
Gedeone, dipinto di Maarten van Heemskerck (ca. 1550)
Giudice
Nascita  ?
Morte  ?
Venerato da Chiesa Cattolica
Ricorrenza 26 settembre

Gedeone (in ebraico:גדעון - Ghide'on) è un personaggio biblico, un giudice della Tribù di Manasse le cui gesta sono descritte nel libro dei Giudici ai capp. 6-8. Il significato del suo nome è: tagliatore, stroncatore[1]

Racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Scelto da Dio[modifica | modifica wikitesto]

Gedeone era il figlio di Ioas, secondo il racconto biblico «il più piccolo nella casa di [suo] padre». Abitava ad Ofra, un villaggio ad Ovest del Giordano e proveniva da una delle più piccole divisioni della Tribù di Manasse. Passava per uomo di grande fede nel Dio di Israele.

Dopo quaranta anni di pace apportate dalla vittoria di Debora e Barac contro i Cananei, gli israeliti si allontanarono di nuovo dai comandamenti di Dio e dalla sua protezione. Dio li lasciò alla mercé degli attacchi dei Madianiti e degli Amaleciti, due popoli pagani ed oppressivi nei confronti degli israeliti. Gedeone venne poi scelto da Dio per salvare il popolo e per rimuovere l'idolatria. Timoroso, Gedeone chiese un segno a Dio, temendo di non essere in grado di affrontare i feroci oppressori di Madian. L'angelo di Dio si palesò facendo consumare la totalità del sacrificio offerto da Gedeone (un capretto e molti pani non lievitati) per mezzo di un fuoco sprigionato dalla roccia (cfr. Giudici 6,11-21).

Seguendo l'ordine divino, Gedeone distrusse di notte l'altare in onore di Baal costruito nella città. Quando gli abitanti seppero quello che aveva fatto vennero a reclamare che Gedeone fosse consegnato a loro, ma il padre Ioas intervenne replicando sprezzantemente che se Baal era un dio avrebbe potuto difendersi da solo (cfr. Giudici 6,25-32).

Gedeone riunì in seguito gli uomini della tribù di Manasse, della tribù di Aser, della tribù di Zabulon e della tribù di Neftali per combattere gli invasori di Madian e di Amalek. Domandò nuovamente un segno a Dio: far cadere la rugiada solamente su un vello di lana di pecora e lasciare il terreno attorno asciutto, cosa che avvenne (cfr. Giudici 6,36-40).

Vittoria sugli invasori[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante gli invasori, secondo il racconto biblico, avessero un esercito di 135.000 uomini rispetto ai 32.000 israeliti di Gedeone, Dio non desiderava che la vittoria sui Madianiti fosse male interpretata. Ordinò perciò a Gedeone di scegliere solo trecento uomini tra i 32.000 che aveva radunato (cfr. Giudici 7,2-7). Gedeone, mostrando fede, fece esattamente quanto Dio aveva comandato.

Durante la notte, Gedeone si infiltrò nel campo dei Madianiti e quando i trecento israeliti si lanciarono all'attacco al suono dei corni, i madianiti furono presi dal panico e molti di loro si uccisero a vicenda. I sopravvissuti si dettero alla fuga (cfr. Giudici 7,16-22). Gedeone riuscì a catturare i condottieri nemici, ovvero i giovani principi Oreb e Zeeb, giustiziandoli personalmente, e operò il totale ripristino di cose nella sua giurisdizione punendo gli anziani di Succoth e distruggendo la torre di Penuel uccidendo tutti gli abitanti come punizione per non aver aiutato i suoi uomini.

Dopo quella vittoria gli israeliti chiesero a Gedeone di diventare loro re. Gedeone rifiutò rispondendo che né lui né i suoi figli li avrebbero mai governati perché solo Dio era e doveva essere la loro unica guida (cfr. Giudici 8,22-23). In questo modo il paese conobbe la pace durante tutto il periodo in cui Gedeone fu giudice, ovvero 40 anni.

La fede di Gedeone, esempio per i cristiani nel Nuovo Testamento[modifica | modifica wikitesto]

Il giudice Gedeone è citato anche nel Nuovo Testamento come esempio di fede per tutti i cristiani. Appartiene infatti a quelli che l'apostolo Paolo nella sua Lettera agli Ebrei (in realtà l'autore della lettera è internamente anonimo, tuttavia la tradizione lo assegna come Paolo), chiama: «un gran nuvolo di testimoni», (Ebrei 12,1). L'apostolo di Tarso lo annovera in un elenco di personaggi che mostrarono una fede senza riserve nell'unico Dio di Israele: Barac, Sansone, Iefte, Davide, Samuele e ad altri profeti (Ebrei 11:32).

« E che dirò ancora? Poiché mi mancherà il tempo se proseguo narrando di Gedeone, Barac, Sansone, Iefte, Davide, come pure Samuele e degli [altri] profeti, i quali mediante la fede sconfissero regni, operarono giustizia, ottennero promesse, fermarono le bocche dei leoni, resisterono alla forza del fuoco, sfuggirono al taglio della spada, da uno stato debole furono resi potenti, divennero valorosi in guerra, misero in fuga eserciti di stranieri [...]. Or dunque, poiché abbiamo un gran nuvolo di testimoni che ci circondano, deponiamo anche noi ogni peso e il peccato che facilmente ci avvince e corriamo con perseveranza la corsa che ci è posta dinnanzi [...] »
(Paolo Lettera agli Ebrei capitolo 11 versetti 32-34 e capitolo 12 versetto 1)

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Viene considerato santo dalla Chiesa cattolica. Dal Martirologio Romano alla data del 26 settembre: Commemorazione di san Gedeone, della tribù di Manasse, che fu giudice di Israele e, ricevuto dal Signore il segno della rugiada che scendeva sul vello, con la forza di Dio distrusse l'altare di Baal e liberò il popolo d'Israele dal giogo dei nemici.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Perspicacia nello Studio delle Scritture, volume I, voce: Gedeone, Watch Tower 1990

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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