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Samuele (profeta)

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Profeta Samuele
Jan-victors-samuel-annointing-david.jpg
Jan Victors, Il profeta Samuele unge re Davide.

Profeta e giudice

Nascita circa 1070 a.C.[1]
Morte circa 980 a.C.[1]
Venerato da Tutte le Chiese che ammettono il culto dei santi
Ricorrenza 20 agosto

Samuele (in lingua ebraica: שְׁמוּאֵל /Shmu'el/, ebraico tradizionale: Šəmuʼel; ebraico tiberiense: Šəmûʼēl; XI secolo a.C.) è un personaggio della Bibbia ebraica e dell'Antico Testamento cristiano. La sua storia è raccontata nel primo dei libri di Samuele, che vengono tradizionalmente a lui attribuiti.

Nella Bibbia viene presentato sia come profeta sia come "giudice" in senso biblico.

Il nome Samuele significa: "il suo nome è Dio", o "il nome di Dio", ma in aramaico Smenù-El significa "il Signore ha ascoltato".

Racconto biblico[modifica | modifica wikitesto]

Miniatura che ritrae Samuele mentre consacra il re Davide.

Samuele era figlio di Elkanah e della sua seconda moglie Anna. Apparteneva alla tribù di Efraim.

Nel primo dei libri di Samuele si racconta che sua madre, Anna, era sterile e per questo veniva derisa e disprezzata dalla prima moglie di Elkanah, Peninnah, che aveva già dato ad Elkanah due figli. Anna si recò allora presso il santuario di Silo per pregare il Signore. Ottenne così miracolosamente di rimanere incinta di un figlio, che chiamò Samuele e che consacrò al Signore, con voto di nazireato, lasciandolo vivere presso l'anziano sacerdote Eli nel tempio di Silo (cfr. 1 Samuele 1-2).

Ancora giovincello, Samuele ricevette la vocazione a diventare giudice e profeta in mezzo al popolo ebraico (cfr. 1 Samuele 3). In seguito. stabilì come giudici d'Israele i due figli (Gioele e il fratello minore Abia), che esercitarono l'incarico a Bersabea.

Fu lui a scegliere il primo re per il popolo ebraico, Saul, e il suo successore, Davide), giocando così un ruolo di primo piano nella nascita della monarchia teocratica in Israele.

Saul, dopo la sua morte, fece evocare la sua anima all'indovina di Endor allo scopo di sapere il da farsi nell'imminente guerra contro i Filistei, ma Samuele gli disse che avrebbe perso e che il giorno dopo sarebbe morto suicida, e così avvenne.

Luogo di pellegrinaggio[modifica | modifica wikitesto]

Conosciuto come Nebi Samuel, il sito è tradizionalmente riconosciuto come la tomba di Samuele, ed è situato in cima ad una ripida collina a nord del quartiere Ramot a Gerusalemme. Il luogo contiene una moschea del XVIII secolo, costruita sui resti di una fortezza del periodo crociato.

Nel libro di Samuele la Bibbia afferma che il profeta fu sepolto a Rama (Sam 1, 28-3), la sua città natale, ad est del sito funerario. Tuttavia, nel XII sec., il viaggiatore ebreo Benjamin di Tudela scrisse che i Crociati rinterrarono i resti del profeta in cima alla collina che domina Gerusalemme. Anche se gli scavi non hanno portato alla luce resti databili al periodo in cui visse Samuele, fedeli ebrei e mussulmani visitano regolarmente il sito.

Il Nebi Samuel, 7 gennaio 1910.

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Dalla Chiesa cattolica, Samuele è ritenuto santo e viene festeggiato il 20 agosto.

Gli ebrei fanno visita al luogo soprattutto nell'anniversario della morte di Samuele, il 28 del mese ebraico di Iyar, il secondo mese del Calendario ebraico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Samuele, in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.

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