Preghiera a san Giuseppe

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La preghiera a San Giuseppe è una popolare preghiera della confessione cattolica rivolta a San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria e padre putativo di Gesù. Non si hanno notizie certe sulla sua origine; compare nella fine dell'enciclica Quamquam Pluries emanata da Leone XIII nel 1889, dedicata alla devozione al Santo Rosario e a San Giuseppe[1].

Il testo[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa del Sagrado Corazón a Bilbao.
Latino

«Ad te beate Ioseph, in tribulatione nostra confugimus, atque, implorato Sponsae tuae sanctissimae auxilio, patrocinium quoque tuum fidenter exposcimus.

Per eam, quaesumus quae te cum immaculata Virgine Dei Genetrice coniunxit, caritatem, perque paternum, quo Puerum Iesum amplexus es, amorem, supplices deprecamur, ut ad hereditatem, quam Iesus Christus acquisivit Sanguine suo, benignus respicias, ac necessitatibus nostris tua virtute et ope succurras.

Tuere, o Custos providentissime divinae Familiae, Iesu Christi subolem electam; prohibe a nobis, amantissime Pater, omnem errorum ac corruptelarum luem; propitius nobis, sospitator noster fortissime, in hoc cum potestate tenebrarum certamine e caelo adesto; et sicut olim Puerum Iesum e summo eripuisti vitae discrimine, ita nunc Ecclesiam sanctam Dei ab hostilibus insidiis atque ab omni adversitate defende: nosque singulos perpetuo tege patrocinio, ut ad tui exemplar et ope tua suffulti, sancte vivere, pie emori, sempiternamque in caelis beatitudinem assequi possimus. Amen.»


Italiano

«A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.

Deh! Per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’Immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, guarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.

Proteggi, o provvido Custode della divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; allontana da noi, o Padre amantissimo, la peste di errori e di vizi che ammorba il mondo; assistici propizio dal cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, affinché sul tuo esempio, e mercè il tuo soccorso, possiamo vivere virtuosamente, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo. Così sia.»

Papa Leone XIII, Lettera Enciclica Quamquam Pluries sulla devozione a san Giuseppe, 15 agosto 1889[2]

Utilizzo liturgico[modifica | modifica wikitesto]

Papa Leone XIII (vedasi Exorcismus in satanam et angelos apostaticos) trascrisse questa preghiera a San Giuseppe, da recitarsi specialmente nel mese di Ottobre: <<aggiunta alla recita del Santo Rosario (es. delle Spine) prima o dopo la Messa, o davanti al SS. Sacramento esposto, per tutto il mese di Ottobre, si merita l'indulgenza di 7 anni e di 7 quarantene ogni volta[2]; recitandolo in altro tempo qualsiasi, si ottengono 300 giorni d'indulgenza, una volta al giorno>>.[3].

Indulgenza[modifica | modifica wikitesto]

Secondo l'enciclica Quamquam pluries, la pia pronuncia dell'Orazione a San Giuseppe:

  1. è prescritta in perpetuo, per tutto il mese di ottobre, alla fine del Rosario,
  2. è sommamente meritevole, in un triduo di preghiera precedente il 19 marzo, festa di precetto nella Chiesa latina.

Per la singola recitazione della suddetta preghiera, è stabilita ogni volta l’indulgenza di sette anni e altrettante quarantene.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leone XIII, Quamquam pluries, http://www.totustuustools.net
  2. ^ a b Lettera Enciclica Quamquam Pluries sulla devozione a san Giuseppe, su vatican.va. URL consultato il 27 febbraio 2019 (archiviato l'8 settembre 2015).
  3. ^ Giovanni Bosco, Il giovane provveduto per la pratica dei suoi doveri religiosi, Società Editrice Internazionale, Tipografia S.E.I. (M. E. 9736), anno 1935, Torino corso Regina Margherita n. 176: nuova edizione, arricchita delle preghiere secondo il catechismo, di Messe e di antifone in canto gregoriano, e autorizzata da don Paolo Albera, Rettor Maggiore della Pia Società Salesiana

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