Maria Regina

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Beata Vergine Maria Regina
Diego Velázquez - Coronation of the Virgin - Prado.jpg
Incoronazione della Vergine, di Diego Velázquez
Tiporeligiosa
Data22 agosto (forma ordinaria)
31 maggio (forma straordinaria)
ReligioneCattolicesimo
Oggetto della ricorrenzaIncoronazione di Maria Regina del cielo e della terra
Ricorrenze correlateAssunzione di Maria
Data d'istituzione1955

Maria Regina è un titolo mariano con cui viene molte volte chiamata ed invocata dalla Chiesa Cattolica Maria, venerata come la Madre di Dio.

Maria viene chiamata Regina in vario modo: Regina degli Angeli (in latino: Regina Angelorum)[1], Regina dei Santi, Regina del Cielo, Regina della pace, Regina degli Apostoli, Regina dei Martiri.

L'enciclica Munificentissimus Deus afferma:

«In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità «con uno stesso decreto»(31) di predestinazione, immacolata nella sua concezione, Vergine illibata nella sua divina maternità, generosa Socia del divino Redentore, che ha riportato un pieno trionfo sul peccato e sulle sue conseguenze, alla fine, come supremo coronamento dei suoi privilegi, ottenne di essere preservata dalla corruzione del sepolcro, e, vinta la morte, come già il suo Figlio, di essere innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli (cf. 1 Tm 1, 17).»

(Munificentissimus Deus[2])

Altri richiami biblici riguardano "la regina in ori di Ofir" che sta "alla destra" dell'interlocutore di re Davide, in Salmi 45:10.14-16, nonché "la Sposa del Cantico dei cantici «che sale dal deserto, come una colonna di fumo dagli aromi di mirra e d'incenso» per essere incoronata", di cui si parla in Cantico 3,6;4,8;6,9

Nella Bibbia[modifica | modifica wikitesto]

Nella Sacra Scrittura non vi è traccia di un rito di incoronazione della Vergine da parte dei santi angeli di Dio, benché spesso raffigurato nell'arte. La Vergine Madre di Dio non è nemmeno nominata esplicitamente come regina.
Maria è identificata con la donna che avrebbe schiacciato la testa del serpente in 3:15 e colei che vince il drago in Apocalisse 12: il suo nome non è fornito in modo esplicito, ma altrettanto chiaramente viene scritto che il drago «si avventò contro la donna che aveva partorito il figlio maschio» (v. 13) e che si infuriò contro la donna e se ne andò a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù» (v.17). Tale verso la ricollega alla stirpa predetta dal Signore in Genesi 1 alla quale il serpente avrebbe fatto guerra.

Il Serpente e il drago appartengono al medesimo simbolismo, non distanti tra loro come raffigurazione. Inoltre, l'assenza del nome di Maria è coerente con la natura delle profezie bibliche che non forniscono nemmeno il nome di Gesù prima della sua Incarnazione; in particolare, è corente con il Libro dell'Apocalisse che non fornisce mai nomi propri di persona, ad eccezione dei Santi Arcangeli, negando la chiave della sua interpretazione storica fino al tempo dell'apertura dei sigilli-coppe-trombe e dei sette contrappassi di Sapienza 18.

La Bibbia atribuisce a Maria lo stesso potere che fu di san Michele Arcangelo nella lotta vittoriosa contro Satana e gli angeli traditori, svoltasi in Paradiso all'inizio della creazione.

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Angelo caduto.

Come Michele divenne re e capo militare dell'Esercito degli Angeli di Dio, anche Maria Vergine viene incoronata dagli stessi angeli come loro Regina, poiché Dio l'ha scelta per un compito ancora più importante di quello da loro svolto: vincere una seconda volta e definitivamente il demonio, precipitandolo nell'Abisso, il punto più profondo e meno luminoso del Mar Morto dal quale è asceso nel regno terrestre.

Tentazioni di Gesù

Al termine del racconto delle Tentazioni di Gesù, poiché Egli rifiutò le promesse di Satana, gli angeli tornarono a servirLo. Poiché Maria donò a Dio il suo corpo, per diventare Sua Madre, è plausibile che Dio avesse ricompensato la sua libera scelta di servirLo con il medesimo premio della disponibilità degli angeli a sua protezione e servizio.

Nel Magnificat, Maria afferma che Dio innalza gli umili e umilia i superbi. La fuga in Egitto, l'abbandono di ogni bene materiale e della stessa famiglia, il dono del proprio corpo allo Spirito Santo Dio e la rinuncia alla sessualità matrimoniale in nome della verginità perpetua sono un esempio di questo massimo sacrificio, corrisposto al massimo premio della fedeltà angelica.

Genealogia

Ad eccezione di Sara, la sposa del figlio di Tobi, Maria è l'unica donna in tutta la Bibbia alla quale si manifesti un angelo. Ciò può essere letto come un particolare segno di venerazione degli angeli nei suoi confronti. L'angelo la chiama "colmata di grazia"

Maria è la vergine sposa di Giuseppe, discendente di re Davide, padre di Gesù Cristo, l'ultimo erede della Casa di Giuda che ebbe nell'INRI della Crocifissione e Resurrezione il suo evento storico più importante: Maria è regina di Israele, poiché è sposa di Giuseppe e madre dell'ultimo Re dei Giudei.
Secondo l'Antico Testamento, la Casa di Giuda fu l'unica alla quale Dio concesse il privilegio di essere serviti dai Suoi angeli durante le battaglie che condussero Israele alla liberazione dalla schiavitù d'Egitto fino alla Terra Promessa.

Maria appartenne a tale stirpe, la stessa di Genesi 3:15.

Uso del titolo[modifica | modifica wikitesto]

Il V mistero glorioso del Santo Rosario ci presenta l'incoronazione di Maria come Regina del cielo e della terra.

Le Litanie Lauretane chiamano più volte Maria con il titolo di Regina. Più precisamente la proclamano come: Regina degli Angeli, Regina dei Patriarchi, Regina dei Profeti, Regina degli Apostoli, Regina dei Martiri, Regina dei veri cristiani,Regina dei confessori della fede, Regina delle Vergini, Regina di tutti i Santi, Regina concepita senza peccato originale, Regina assunta in cielo, Regina del santo Rosario, Regina della famiglia e Regina della pace.

Tre delle antifone mariane più conosciute dai cristiani invocano Maria con il titolo di Regina; esse sono la Salve Regina, il Regina Coeli e l'Ave Regina Coelorum.

Inoltre, Maria viene venerata col titolo di regina anche di singoli territori che sono stati a lei dedicati: ad esempio, in Terra Santa il patriarcato di Gerusalemme dei Latini l'ha scelta come patrona con il titolo di "Maria, Regina di Terra Santa".

Questi titoli trovano spiegazione nel culto di iperdulia secondo il quale la Vergine Madre di Dio è fra tutte le Sue creature, sia visibili che invisibili, il primo intercessore e la prima mediatrice di ogni grazia a favore di qualsiasi altra creatura.
Gesù ha scelto Sua Madre come capo della Comunione dei santi, formata dagli Apostoli e martiri, dai Dottori della Chiesa e Confessori, così come dalla gerarchia degli angeli. Il primo titolo di Regina degli Angeli assorbe e ricomprende gli altri, essendo degli angeli in quali sono più simili a Dio e più in comunione con Lui di qualsiasi creatura umana ancora vivente (Luca 7:28-30). Maria è quindi regina degli angeli non soltanto per i suoi meriti di salvezza acquisiti per tutto il genere umano con il servizio fedele a Dio, ininterrotto e privo di peccato nel corso della sua vita terrena, ma per un motivo ontologico: l'opera dello Spirito Santo Dio sul suo corpo immacolato la rese parte dell'unione ipostatica dopo l'Incarnazione Verginale del Figlio di Dio nel suo grembo.

La Comunione dei Santi include anche i viventi, non in modo permanente ed eterno, in quanto creati liberi e a rischio del peccato e del tradimento di Dio. L'essere regina della Comunione dei Santi riguarda perciò un regno, il Regno di Dio, che è e vive sia in cielo che in terra (Regina del cielo e della terra).
Nell'arte, l'origine religiosa di questi titoli è attestata dai dipinti del XV secolo sull'Incoronazione della Vergine, mentre nella liturgia erano invocati per la pratica esorcistica già nel '600[3], e molto[senza fonte] prima ancora. Il nome di Maria era menzionato dopo la Trinità e prima della famiglia dei tre Santi Arcangeli.[4]

Memoria liturgica[modifica | modifica wikitesto]

L'istituzione di una festa dedicata alla regalità di Maria, già invocata dai congressi mariani di Lione (1900), Friburgo (1902) ed Einsiedeln (1906), fu ancor più caldeggiata dai fedeli dopo la creazione della festa di Cristo Re (1925) e nel 1933 Maria Desideri diede inizio a Roma al movimento Pro regalitate Mariae per raccogliere petizioni da tutto il mondo a favore di questa festa.

Con l'enciclica Ad Caeli Reginam (1954), scritta in occasione del centenario della definizione del dogma dell'Immacolata Concezione, papa Pio XII pose le basi per l'istituzione di questa festa offrendone le motivazioni storico-teologiche.

La festa della Regalità di Maria Santissima fu istituita da Pio XII nel 1955 e fissata al 31 maggio, alla fine del mese mariano, giorno nel quale è ancora celebrata nella Forma straordinaria. Per effetto della riforma liturgica invece, nel nuovo calendario del 1969 la memoria obbligatoria della Beata Vergine Maria Regina fu trasferita al 22 agosto, ottava dell'Assunzione, per sottolineare il legame della regalità di Maria con la sua glorificazione corporea ("Maria fu assunta nella celeste gloria e dal Signore esaltata come Regina dell'universo..."[5]).

Nelle arti[modifica | modifica wikitesto]

L'incoronazione della Vergine è fatta corrispondere a due diversi momenti: il matrimonio di san Giuseppe, ultimo patriarca e discendente di re Davide, mediante il quale diventa regina del popolo eletto di Dio, incoronata come tale dai Suoi angeli già durante la vita terrena.
La corona è talvolta quella pontificia, come il titolo di Maria Regina degli Angeli e della Chiesa.[6]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Genealogia di Gesù, I.N.R.I. e Patriarca (ebraismo).

La seconda modalità raffigurativa dell'Incoronazione è associata quella "celeste", che segue all'Assunzione di Maria al cielo in anima e corpo, unica fra le creature umane ad essere ammessa a tale privilegio.

Secondo una secolare tradizione, Gesù volle che Sua madre -o la Sacra Famiglia- si insediassero e intronizzassero alla destra del Suo trono regale. Secondo la Bibbia e il Credo niceno, esso è a sua volta alla destra del trono regale del Padre Dio. In tale modo, la corte dei santi viene ad essere raffigurata completamente alla destra del Padre e del Figlio, preceduti da Maria Vergine e dal Suo santo sposo. Nelle funzioni religiose terrene, è prescritto un ordine di processione fra i chierici e poi i laici: esso ricorda, completa e segue l'ordine celeste, ponendo il Santissimo Sacramento, un'icona o una sacra reliquia al primo posto all'inizio del corteo processionale, come a indicare simbolicamente che l'ordine divino precede quello umano e naturale, i Pardiso che precede la vita terrena per importanza. L'ordine divino ultraterrenne, detto anche ordine del cielo o del Paradiso, è seguito dall'ordine umano o naturale della terra.

L'ordine di precedenza divino è il seguente. Padre, Figlio, Maria Vergine e il suo santo sposo, la corte dei santi. Talora anche la corte dei santi è ulteriormente suddivisa per categorie, indicte con le rispettive proprietà iconografiche.[7] Tutti sono collocati alla destra di Dio Padre, in coerenza col racconto doel Giudizio Universale che pone i dannati alla sinistra di Dio. La precedenza della Sacra Famiglia corrisponde al privilegi di iperdulia e di protodulia loro accordati nel rito cattolico e dei primi Cristiani.

Le Teorie dei Santi sono raffigurate nell'arte bizantina del battistero di Padova ovvero nell'arte miniata del Codice Valois.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Esempi di utilizzo nei testi liturgici nel XVI secolo e nei secoli successivi
  2. ^ Enciclica "Munificientissimus deus", su vatican.va, Giubileo della Solennità di Ognissanti del 1950.
  3. ^ (LA) Valerio Polidoro, Valerii Polidori Practica exorcistarum, 1565, OCLC 165904552. URL consultato il 6 luglio 2019 (archiviato il 6 luglio 2019). Ospitato su archive.is.
  4. ^ (LA) Benedizionale e libro dei riti ecclesiastici che si devono praticare sia dentro che fuori le chiese, su books.google.it, Einsidlen, 1684, OCLC 645646759 (archiviato il 6 luglio 2019).
  5. ^ Costituzione Lumen gentium, n. 59.
  6. ^ Ad esempio nell'Icona della Santissima Madre di Dio di Žyrovici (detta Del Pascolo) a Roma
  7. ^ a b Le quattro Teorie dei Santi del Codice Valois, su firenze1903.it (archiviato il 19 agosto 2020).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN (ENsh85081727
Cattolicesimo Portale Cattolicesimo: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cattolicesimo